domenica 31 dicembre 2023


Il mio pezzo preferito per il trenino di capodanno:
Jazz Carneval
Azymuth
(1979)

e buon anno

sabato 30 dicembre 2023

Io e l'alcol non siamo molto amici, però a volte, attirato dal bei colori gialli della bottiglia, mi viene voglia di assaggiare un po' di Strega, oppure di annusare l'Amaro del Capo; il whisky, invece, solo sulle ferite, come i cowboy quando devono estrarre una pallottola (si strappa un lembo di camicia dal braccio e se lo mette in bocca, per fare da bite dentale). La mia tecnica per lo Strega e per tutti i distillati che abbiano una gradazione alcolica superiore ai 12 gradi, è di appoggiare il labbro femmineo al bicchierino e di far evaporare l'alcol all'esterno, inalando poi l'aroma col naso, come se fosse un Vicks Vaporub. È dura la vita dei maschi Beta, scherzati fin da piccoli, virilità sempre messa in discussione, pochi peli in faccia, io nel far west avrei potuto fare giusto il chierichetto o il prete, e anche così mi sarei trovato in difficoltà nel passaggio della transustanziazione del vino (ma le chiese riformate bevono vino durante l'eucarestia? boh). (ma la fanno l'eucarestia? boh). (magari a Santa Fe, o a Lafayette). (questa cosa del flusso di coscienza alla Mr Bloom mi sta prendendo un po' la mano). Ho in progetto di assaggiare anche la vodka, ma sempre con la tecnica precedentemente detta "del Vicks Vaporub": mi spalmo la vodka sul petto e poi la inalo di notte.

venerdì 29 dicembre 2023

 - Sì, disse Mr Bloom, e un'altra cosa a cui ho pensato spesso, ci vorrebbero dei tram funerari municipali come quelli che ci sono a Milano, sapete. Portare la linea fin davanti ai cancelli del cimitero e fare dei tram speciali, feretro, carrozza e tutto quanto. Capite cosa intendo?

Sesto episodio, Ade

Con l'apertura del Cimitero Maggiore, avvenuta nel 1895, venne istituito un servizio tranviario dedicato da parte dell'allora SAO (per conto del Comune) per il trasporto delle salme dalla stazione funebre appositamente allestita in via Bramante al cimitero. [...] Le stesse vetture erano state realizzate molto più eleganti, essendo peraltro costate 20.000 lire a tram. Le vetture rimorchiate, inoltre, erano più lunghe e si presentavano a salone, con sedili in velluto e vetri smerigliati; erano inoltre dotate di riscaldamento per l'inverno e ventilatori per l'estate. (wikipedia)

I milanesi, gente pratica, sono citati anche nell'Ulisse di Joyce. Non fatelo sapere a Sala e al milanese imbruttito, però, sennò non smettono più di menarcela, ci fanno andare al camposanto in carro funebre elettrico, il massimo dell'ecochic.

mercoledì 27 dicembre 2023

Sul conflitto palestinese come sull'Ucraina io smetterei per pudore di fare analisi, la macchina di morte è ormai così ben oliata e così mortifera per la povera gente che ha la sfortuna di capitarci sotto, che la petulanza dei mezzi d'informazione, con i loro lanci, con le loro news of the day, con le loro tecniche giornalistiche, finiscono per diventare pornografia. Ancora a bilanciare, noi, in punta di fioretto, i rischi e i benefici di una necessaria azione di risposta israeliana (e cosa c'è di non necessario al mondo? in un certo senso tutto lo è), mentre lì la gente crepa per davvero, mica ha il problema di smaltire il cenone di Natale o di indignarsi per i pandori di Sua Influenza Chiara Ferragni, la nostra è la condizione di quei borghesi di cui parlava Savinio in Nuova Enciclopedia alla voce "Borghesia":

Perché il borghese – il borghese «ultimo» – non si contenta più della vita comoda, sicura e pigra, ma vuole anche godere delle sofferenze altrui, come a rinforzare il proprio benessere. Non posso dimenticare una vignetta pubblicata nel corso della Grande Guerra da non so più quale giornale francese, nella quale era terribilmente messo in luce questo orrendo sentimento del borghese. Si vedevano due grassi borghesi, marito e moglie seduti a una tavola sulla quale era stato consumato un lauto pranzo, in compagnia di un povero vecchio stravolto dal dolore. E la didascalia diceva per bocca del borghese: «E ora, brav’uomo, che vi abbiamo rifocillato, raccontateci un po’ il massacro della vostra famiglia e la rovina della vostra casa».

domenica 24 dicembre 2023

Buon Natale d'orgoglio

Che sia un Natale di orgoglio. Ma che ci è successo a noi italiani che dobbiamo sempre manifestare l'orgoglio di essere italiani? Più si tira in ballo, questo orgoglio, e più s'insinua il sospetto in quelli che ci guardano che ne abbiamo combinata una di talmente grossa, di essere così intrinsecamente miserrimi, da doverci appellare tutte le volte all'orgoglio nazionale per rialzarci. Meloni, pensi per lei, io non devo essere orgoglioso di niente, niente per cui riabilitarmi agli occhi della storia. Colgo dunque l'occasione per porgervi i più sentiti auguri di un Buon Natale d'orgoglio.

sabato 23 dicembre 2023

Aquiloni, violini, piedi scalzi

(stream of consciousness). Il vignettista satirico alla Mauro Biani, per intenderci, "illustratore, vignettista, educatore professionale", sempre così semplice, assertivo, facile nei suoi calembours che devono far pensare, il disegno stile Banksy, va da sé, o per dire anche Massimo Bucchi, ecc. Ne ho vista una di Biani sulle donne: grande tema civile le donne, i loro diritti, o quello che noi uomini dovremmo pensare delle donne, e per le donne, e che anche le donne dovrebbero pensare per loro stesse, sempre con quel sapore sdolcinato, smielato, da bigliettino per la festa delle donne, paternalismo travestito da educazione civile, con la donna ritratta coi capelli al vento, a piedi scalzi e gonnellone, magari con un aquilone, o un violino, la donna come se la immaginano nei film iraniani immaginati dai cineasti romani, le donne di Roma città aperta (piedi scalzi donna buona, tacco dodici corrotta dal berlusconismo). Testo della vignetta: donna con violino e capelli al vento: "Bella Ciao". In lingua persiana. Un'altra: donna a piedi scalzi e gonnellone: "Le nostre donne" È tutto qui. E non sono "vostre" anche queste donne che disegnate, pensate a tavolino (a tavoletta) prendendo a modello la categoria dell'edificante, dell'ammaestramento civile? Iraniane che ho conosciuto io: Bmw Mini Cooper, no piedi scalzi, Nike, giubbotto della Everlast, montatura occhiali Gucci, donne a piedi scalzi solo nei sogni pedagogico-educativi di Biani.

giovedì 21 dicembre 2023

Sui pacchetti di biscotti, ormai, il ritorno alla natura, tutto sulla stessa confezione: con 100% farina integrale, ricchi di fibre, impastati coi piedi, con farro integrale croccante, senza olio di palma, con grano tenero da agricoltura solidale, senza zuccheri aggiunti, con zucchero di canna integrale biologico, macinato a denti, più piccoli, più grandi, più buoni, più nuovi, antica ricetta, nuova ricetta, insomma, non sanno più cosa fare per rifilarteli come genuini, una coda di paglia lunga un chilometro tra bio, solidale, integrale, sostenibile, rustico, interamente compensato, tracce di senape, ecc. (ormai le tracce di senape si trovano ovunque, pure nel detersivo per la lana), e poi in tutto questo dagli alla Ferragni perché ha fatto pubblicità ingannevole, certo, è solo lei il problema, il panettone, dagli al panettone. Va detto: alla pubblicità va concessa un po' di licenza poetica, sennò non funziona, è come sul curriculum vitae: ottima conoscenza dell'inglese parlato e scritto, e poi si scopre che lo parla come Renzi (first reaction: shock).

Coiffeur incredibile quello di Meloni, sempre bella, sempre bionda, shatushante in Italia come all'estero, lo stesso coiffeur di Crosetto che fra parentesi è biondo pure lui, ma notasi di meno. Anzi l'aspetto esteriore, oltre ad essere la parte più appariscente, è diventata ormai anche la parte più consistente dell'azione di governo, così come dell'opposizione (l'armocromista nuova figura di consigliere politico, nuovo cardinal Richelieu). Vanity Fair ormai fa le veci della pagina politica del Corriere e il Corriere fa le veci della sezione gossip di Vanity Fair: tutto si tiene. Colori formidabili quelli di Schlein, in tailleur o doppiopetto, una camicia sbarazzina per la buona stagione, Meloni in pantaloni a plissé (mi correggo, a palazzo) ideali per correggere la generosità dei fianchi: abbiamo le idee, abbiamo i programmi.

mercoledì 20 dicembre 2023

Primi!

Diceva: porteremo l'Italia sul primo gradino del podio. Ok, ma s'è capito poi di cosa? Calcio, tennis, bocce, corsa sui cammelli? Qualcosa di più italico, il foro, la pizza: la pizza più buona del mondo: primi! Si trova nelle Langhe la botte più grande del mondo: primi! Il record di palline su un singolo cono gelato: primi! Il più alto Babbo Natale di cacao: primi! I primati nazionali.

martedì 19 dicembre 2023

Si scansi Atreju, addio femminicidi, arriva la Crisi del Mar Rosso che fa alzare alle stelle i prezzi di gas e petrolio, un bel alibi per dichiararsi incolpevoli di fronte ai rincari (e Putin? quello era il colpevole dell'anno scorso, quest'anno si porta il medio-oriente). Gli Houthi, chi sono costoro? Da carneadi a villains of the valley nel giro di una notte, illuminati dai riflettori della storia si considerino ufficialmente spacciati, attenzionati dall'occidente i nemici dell'umanità hanno le ore contate ("Usa, coalizione anti Houthi. Tra 10 Paesi anche l'Italia: si occuperà del catering").

lunedì 18 dicembre 2023

Le gioie del metafraste

In Lotofagi, quinto episodio, una delle parti più divertenti da voltare:

"Si alzò. Oibò. Quei due bottoni del mio panciotto rimasti aperti tutto il tempo. Alle donne piace. Non te lo diranno mai. Ma noi. Mi scusi, signorina, c’è (fff!) solo una (fff!) piumetta. Oppure la gonna dietro, con l'abbottonatura slacciata. Fugaci bagliori di luna. Si seccano se non. Perché non me l’hai detto prima. Mi piaci di più se sei arruffata. Fortuna che non era più a sud."

Non capivo, lì per lì, quelle tre "f", poi compreso che si trattava di un'onomatopea, a rileggerlo nella sua geometrica precisione, ho cominciato a ridere dentro come un matto. È come un mantra. Poi quell'abbottonatura slacciata, i fugaci bagliori di luna. Mooning lo chiamano gli inglesi, e non ve lo spiego, ma Wikipedia ci fornisce un riferimento alto: «e pure alzasi e mostrolli il culo» (Masuccio Salernitano, Il Novellino, XXXV). "Mi piaci di più se sei arruffata". La donna in disordine è più sexy, ma lei non capisce o non ci crede abbastanza. "Fortuna che non era più a sud".

Mito delle origini

In Calipso, l'episodio della colazione di Mr Bloom, si cita questa ebraica "compagnia di piantatori", Agendath Netaim, che nel 1904 attraverso annunci sui giornali ti permetteva (prometteva) di: 

"Acquistare dal governo turco tratti di sabbia abbandonati e piantarci alberi di eucalipto. Eccellenti per fare ombra, combustibile e da costruzione. Aranceti e immensi campi di meloni a nord di Giaffa. Tu paghi ottanta marchi e loro piantano per te un dunam di terreno con olive, arance, mandorle e cedri. Le olive sono più economiche: gli aranceti necessitano di irrigazione artificiale. Tutti gli anni ti spediscono una parte del raccolto. Il tuo nome iscritto a vita come possidente nei registri dell’associazione. Puoi pagare dieci subito e il resto a rate annuali. Bleibtreustrasse 34, Berlin, W. 15." 

Si cita anche l'antecedente figura di Mosé Montefiore, miliardario sefardita italiano, poi naturalizzato inglese, che fece fortuna a Londra come banchiere, nominato baronetto dalla regina Vittoria, quindi filantropo nella seconda parte della sua vita con lo scopo di migliorare la condizione generale degli ebrei nel mondo, di emanciparli, di restituire loro dignità e libertà.

"Sul finire degli anni Trenta compì un nuovo viaggio in Terra Santa, dopo aver attraversato le principali città italiane e soggiornato a Roma, dove studiò le condizioni della locale comunità ebraica. Obiettivo di questo secondo viaggio in Palestina fu introdurre nuove tecniche agricole e favorire lo sviluppo economico." (Treccani)

Alla ricerca della sua personale terra promessa ("la fattoria modello a Kinnereth, sulle rive del lago di Tiberiade"), Mr Bloom fantastica quadretti orientali da cartolina, esotismi alla Jean-Léon Gérôme, il pittore dei mercanti delle schiave. 

"Da qualche parte in oriente: mattino presto: partenza all’alba. Viaggiando per il mondo in anticipo sul sole, rubandogli un giorno di marcia. Avanti così e tecnicamente non invecchi mai di un giorno. Camminare lungo una spiaggia, terra straniera, raggiungere una porta della città, [...] Vagare per strade piene di tende. Facce inturbantate che passano. Antri scuri i negozi di tappeti, un grande omone, Turko il Terribile, seduto a gambe incrociate, che fuma un narghilè. Per le strade le urla dei negozianti. Bevono acqua aromatizzata al finocchio, sorbetto."

Rifugio sicuro, avere una propria terra, frutta esotica, i palmeti, caldo, mollezze orientali: il mito delle origini.

La storia infinita, la storia sfinita

Che due zebedei che ci hanno fatto con 'sto Atreju, la scoperta dell'acqua tiepida. Lo fanno dal 1998, poi dal 2005 su Tocqueville, l'aggregatore di blog liberali, la città dei liberti affrancati dalla schiavitù culturale della sinistra. C'era Vecchioni da Gramellini che ci teneva la sua consueta lezioncina: diceva che Michael Ende si starà rivoltando nella tomba, La Storia Infinita: Atreju combatte contro l'avanzante nulla che minaccia il regno di Fantàsia, l'avanzante nulla di cui Atreju (la kermesse) e la trasmissione di Gramellini sono esempi geometrici. Si citava Heidegger, non l'Heidegger dei quaderni neri, l'Heidegger della sinistra, Essere e Nulla (quello era Sartre però), Parmenide, "l'essere è, il non essere non è" (ripetuto due volte senza dare nozione del contesto, calato iperuranicamente dall'alto come una frase misterica, i riti orfici). Adesso citerà Severino, dicevo io, macché, solo narcisistica ostentazione di nozionismo da scuola media superiore. Ad Atreju c'era Elon Musk, l'iconico Elon Musk, nuovo Trump, il pericoloso Musk, con l'intelligenza artificiale, i missili su Marte, le auto che vanno a flusso catalizzatore. Da Gramellini c'era Bertinotti che sparava su Elon Musk, colpevole di ricchezza e di sovranismo etnico: fate figli, sennò qui ci sostituiscono. Pure Elon Musk, miliardario che ambisce a cambiare l'umanità, filantropo del picio, l'innovatore Elon Musk, il geniale Elon Musk: il nulla avanza, inesorabile, nella forma di questa brodaglia, di queste ciance che durano un giorno, La storia infinita, la storia sfinita.

mercoledì 13 dicembre 2023

Mi fanno: vogliamo sapere la tua opinione. Oh che carini, ci si sente anche importanti, quantomeno tenuti in considerazione, e noi per ricambiare la gentilezza solertemente la nostra opinione gliela diamo, a gratis. Un bel giorno uno si stufa e dice: ok, però mi pagate. Vedi come cambiano subito registro. Da tanta considerazione che avevi quando gliela dovevi dare gratis (l'opinione), alla richiesta di denaro ti scaricano come l'ultimo dei pirla: vedi questo che vuole anche essere pagato, ma chi sei? Sapete come si dice: fidat no dei danai e i doni afferenti.

martedì 12 dicembre 2023

Intervallo della partita, su un altro canale c'è Augias che a domanda risponde che nei momenti di crisi la destra è più brava a cavalcare la paura, mentre la sinistra, buona com'è, arranca impotente. Candido Augias. Io a questa impotenza della sinistra che per etica personale non cavalca le paure credo poco, anzi, la sinistra in quanto a capacità di tuffarsi in area quando vede l'occasione non ha rivali, chiagni e fotti da manuale. Ognuno cavalca le paure che può, nel caso della sinistra ora il populismo, ora il sovranismo, ora qualsiasi cosa che può far passare per discesa dei barbari a devastare l'ideale città del sole di cui si sono nominati unici ambasciatori.

Il flusso di notizie ormai mi è diventato insopportabile, c'è una tale dose di ammaestramento, di precettistica elementare, un breviario morale per sciampiste (povere sciampiste, non è giusto che ci vadano sempre di mezzo. Ne ricordo per esempio una che mentre mi faceva i capelli mi illustrava le teorie economiche di Vilfredo Pareto, le dormite che mi sono fatto, mi svegliavano giusto per pagare). Di solito non seguo i notiziari, ma ogni tanto ci capito mio malgrado e allora sento sgorgarmi dentro una specie di distacco buddista, una laetitia animi in tutto simile al nirvana: laetitia, animi diffusio; tristitia, animi contractio; cupiditas, animi progressio; timor, animi fuga est* (non fate caso al latinorum, ho copiato da internet, ho la maturità contabile). Di fronte alla follia del mondo la nostra opinione è un esercizio di narcisismo, serve a niente, tutt'al più serve ai furbacchioni per imbastirci sopra un fatturato con la scusa dell'agorà digitale.

*Sant'Agostino, In Evangelium Ioannis tractatus, XLI - L

"bisogna eliminare i fossili"

Adesso la parola d'ordine è "bisogna eliminare i fossili", e tutte le volte mi si apre questa fantasticheria di orde di ecologisti che muniti di picconi entrano nei musei dedicati al pleistocene e con zelo da iconoclasti distruggono tutti i fossili che gli capitano sotto tiro. Ma che vi hanno fatto i fossili? Se ne stanno lì quieti quieti, pietrificati, innocui scheletrini, ripotarti alla luce da pazienti archeologi con piccozze e scopettini, violati nell'intimità della loro morte per essere esposti al pubblico come meraviglie della scienza, lasciateli in pace, non vi hanno fatto niente. A tal proposito, nell'uso di abbreviare i termini per comodità giornalistica, ci viene in aiuto, come sempre, un passo di Savinio:

Abbiamo detto «la Divina Commedia». Taluni dicono «la Commedia», ma non è semplicità: è forma manieristica e irriverente, simile a quella di chiamare ostentatamente un personaggio illustre col suo solo nome di battesimo. Ero un giorno del 1924 al Teatro Odescalchi, che allora si stava costruendo a Roma. Entra un piccolo giornalista e grida: «Ciao, Luigi!». Mi volto: «Luigi» era Luigi Pirandello. Senza contare quel che di stupidamente pretenzioso è in queste forme abbreviate: dire «la Nona» per «la Nona sinfonia di Beethoven», o in diverso campo dire «ho preso il letto» per indicare che si è preso uno scompartimento a una sola cuccetta sul convoglio notturno Roma-Milano. Lodevole è la brevità, solo che essa agisce anche sull’intelligenza, che inesorabilmente abbrevia.

Alberto Savinio, Narrate, uomini, la vostra storia (Arnoldo Böcklin)

venerdì 8 dicembre 2023

Traduco molto in questo periodo, è un'attività intima e molto gratificante, come quando da ragazzo mi mettevo a costruire astronavi e casette con i lego, sono nel mio elemento. Abbiamo bisogno di occupazioni del genere noi che siamo più in confidenza con la vita di dentro che con quella di fuori. Abbiamo anche trovato un libro di Savinio bellissimo, Diario Calabrese, una raccolta di suoi articoli per il Corriere della Sera riproposti senza gli accomodamenti della censura nell'occorrenza delle elezioni del 1948. I redattori del Corriere erano dei poverini già nel 1948, leggendo Savinio se ne ha la certezza diretta (su tutte una omerica "vacca del sole" corretta con "vacca al sole"). Lo leggiamo alla sera prima di dormire restando incantanti dalle continue trovate che ti costringono a tenere l'intelligenza sempre appicciata, e ridiamo anche, come matti, non esattamente una camomilla, ma non riusciamo proprio a resistere. Per fortuna non lo insegnano nelle scuole. Il mondo è forza bruta, numero, sciame di locuste, la fiammella tremolante dell'intelligenza va custodita con cura prima che si spenga definitivamente scomparendo per sempre dalla faccia della terra.

Questa ricerca propiziatoria della luna destra, io la ripeto ogni mese. Certuni mi domandano con stupore come mai io, uomo intelligente, tengo dietro a siffatte superstizioni da donnicciola. Credono costoro che l’intelligenza dissipa il metafisico della vita. Se così fosse, quale uomo intelligente accetterebbe di essere intelligente?

A. Savinio, Partita Rimandata. Diario Calabrese, Rubettino editore.

giovedì 7 dicembre 2023

Nel libretto italiano del Don Carlo ricorre questa parola, "avel", avello, e io per scherzare avevo detto "sarà dove ci lavi i piatti", e invece vuol dire tomba, sepolcro. Poi però andando a vedere meglio, avello deriverebbe proprio dal latino labellum, "vaschetta", e quindi poi alla fine pure a fare lo scemo non ci ero andato così lontano.

martedì 5 dicembre 2023

Turetta potrà assistere ai funerali in tv, mostruosa possibilità, dimenticandoci che è un po' mostruoso anche che sia fatto public broadcasting di un funerale, disponibile anche su maxischermo allestito all'esterno della basilica. La morbosità dell'assassino che sdilinquisce in quella dell'apparato sanzionatore, ricorda Arancia meccanica, ma Arancia meccanica non ricorda più niente a nessuno. Nell'ostentazione pubblica del dolore privato una hybris, un'impostura che ho sempre trovato stonata, nei riti dell'esecrazione collettiva e nel concetto di pena esemplare come caso speciale deciso a furor di popolo della legge uguale per tutti.

giovedì 30 novembre 2023

E Turetta ha fatto questo e Turetta ha fatto quello, e ha chiesto dei libri (che ci vuole fare, uccidere le guardie?), è andato in bagno, ha dormito bene, ha preso un caffelatte, piange, ride, mangia composto, si è rifatto il letto, dorme con due cuscini, improvvisamente il popolo di internet sembra aver scoperto l'esistenza del mostruoso che si annida nel nostro quotidiano e abbia elevato l'indagato a paradigma della mostruosità tutta, il circo Barnum. Mostruosi pure quelli che guardano, visto da vicino, diceva Basaglia, nessuno è normale. Jannik Sinner invece fidanzato d'Italia (l'isteria è di moda, chi non l'ha ripudiato sarà).

Vado a sbirciare gli account twitters dei veri liberali e li trovo regolarmente pieni di certezze, vedono sempre tutto chiaro, senza sfumature, si muovono in solido come una monade che non ha finestre ("la monade è chiusa in se stessa e non comunica con le altre, non subendo nessuna influenza dall'esterno, perché è una sostanza semplice"). Ci sono tante di queste sostanze semplici su internet: la monade dei veri liberali, appunto, filoatlantisti e filoamericani, la monade di sinistra, quella woke e arcobaleno, la monade dei mattonisti, quella dei sovranisti col tricolore e la ن, ce n'è per tutti i gusti, tutte monadi che non comunicano fra di loro, mondi chiusi e perfetti che non vogliono aprirsi a idee alternative, quasi che a mettersi in dubbio temessero di perdere forza e padronanza di sé, come dei sansoni che temono di perdere i loro capelli, e per ogni riccio un capriccio (Sansone tradito da Dalila che svelò il segreto ai filistei, nemici di Israele). Sono insomma parti di realtà e si credono la realtà tutta, ne va della loro autostima, non c'è da soprendersi se poi il mondo è tutto un casino.

martedì 28 novembre 2023

Fin da ragazzo, cioè da adolescente, mi guardo allo specchio e non mi riconosco, devo fare un certo sforzo per ammettere che quell'immagine che vedo riflessa nello specchio sono io. Tra me e la mia immagine c'è un intoppo, e la sensazione di quell'estraneità è qualcosa di straordinario. Ricordo ancora la prima volta che l'ho provata: Moglia di Sermide, metà anni ottanta, specchiera del bagno di nonna, mi guardo e improvvisamente sento che quello che mi restituisce lo sguardo mi è completamente estraneo, che io sono altro, non un altro, ma totalmente altro. Non mi feci prendere dal panico, non mi pensai più di tanto pazzo, era una questione personale tra me e me, qualcosa di numinoso ("numinose fantasime non irreali, tangibili", Montale). Con la depressione questo fenomeno si acuì, ricordo che vagavo per Milano quando andavo all'università in preda alla derealizzazione. Ne ho passate delle belle. Ricordo anche che in piazza Duomo vidi Di Pietro, e una volta Fabio Fazio sbucare dalla Rinascente, perché almeno gli altri li ho sempre riconosciuti. Comunque, se non associato a particolare ansia, dicono sia un fenomeno nemmeno così raro. Io lo considero un segno di intelligenza.

Venire al mondo, ho sempre pensato, non è una bella cosa, il primo degli atti non volontari, si viene al mondo a motivo di due esseri già ampiamente inguaiati con la vita che, rispondendo a un impulso totalmente involontario, instillato nel loro essere come una sequenza di istruzioni (routine), inguaiano un altro esserino che di suo non aveva chiesto niente. A volte mi soffermo a pensare la celeste beatitudine del non essere ancora, una cosa di per sé impossibile e quindi impossibile anche da immaginare, una beatitudine anche superiore a quella del non essere più, perché a priori, priva di tutto il commercio che si è dovuto intrattenere con la realtà: meglio non conoscere l'esistenza, meglio non averla mai conosciuta. Le vie della saggezza Zeus aprì ai mortali, facendo valere la legge che sapere è soffrire, dicevano gli antichi, dei veri tragici, i mortali par excellence, come avrebbe detto Nietzsche. Fanno grandi progetti i mortali, parlano come se non dovessero passare mai, guardano all'avvenire con fiducia considerando l'umanità un grande essere immortale. Il Budda, sant'uomo, aveva pensato il concetto di dukkha, la sofferenza che accomuna tutti gli esseri intrappolati nel ciclo delle vite, e la sua soluzione era quella di uscirne una volta per tutte, da questo ciclo, e non semplicemente morendo, ma dissolvendo la volontà di vivere già in vita (o forse era Schopenhauer): soluzione raffinata. Venire al mondo, ho sempre pensato, non è una bella cosa.

È normale ciò che è a norma ma la norma poi emerge per convenzione e non perché la norma è in sé emanazione del giusto, e d'altronde dove si troverebbe questo giusto, in quale iperuranico anfratto della realtà? La fede dice che la fonte del giusto è in fondo al cuore di ognuno di noi, ma la fede è più la speranza che vi si trovi che l'evidenza che ci sia. Non è allora per capriccio che siamo costretti al relativismo: la connessione fra giusto e norma che lo traduce in pratica è qualcosa di magico, il giusto è fantasmatico, per dirla come il professore, è l'effetto di molte convinzioni circostanziali, l'unica certezza è il destino, e cioè quel che accade per come accade e per come viene creduto che accada. (questo è quello che penso, non vuole essere una lezioncina).

"reinfetazioni" fantasmatiche

Letta un'intervista a Recalcati su Avvenire che al di là del solito compiaciuto birignao (gergo) psicoanalitico ci mette sulla buona strada per comprendere il fenomeno del bravo ragazzo che si trasforma in assassino per l'impossibilità di affrontare il proprio fallimento, lo dico mettendo da parte il mio naturale fastidio per Recalcati e riconoscedogli un discorso sensato sebbene il narcisismo anche in lui scorra potente e sia ormai sulla buona strada per trasformarsi nel nuovo Alberoni, cioè il professore che ci insegna nientepopodimeno che l'amore riducendo la disciplina a una sorta di "posta del cuore".

È sulle ceneri del patriarcato, dice il professore, non sul patriarcato stesso che nasce il problema: "La cultura maschilista, come figlia naturale dell’ideologia del patriarcato, non è più in una posizione dominante". Poi arriva la parte che mi piace di più, che fa un tutt'uno con la parte che mi piace di meno: "La cultura del successo individuale e del principio di prestazione rende, infatti, difficile l’elaborazione del fallimento e dello scacco e stimola la nascita di rapporti rifugio, adesivi, simbiotici, di nicchie narcisistiche separate dal mondo, delle specie di “reinfetazioni” fantasmatiche, riparo da una realtà precaria, minacciosa, spaesante...". A quel "reinfetazioni" io già mi sento mancare, seguite da quel "fantasmatiche" che il professore usa sovente come le famose due gocce di Chanel N. 5.

Mi viene allora da pensare che il professor Recalcati abbia trovato pure lui la sua personale cura al proprio naturale narcisismo facendo dell'esposizione mediatica la sua nicchia, non più separata dal mondo. È proprio questo il carattere dei tempi moderni: che tutto il mondo è diventato la nicchia narcisistica di personalità narcisistiche che si sentono così naturalmente libere di esercitare il proprio narcisismo assumendolo a norma: i cosiddetti "sani" sono quelli che assumono il mondo come propria nicchia narcisistica. Ma tant'è, considerate questo sfogo come una concessione al mio, di narcisismo.

domenica 26 novembre 2023

"almeno"

Ci fregano con questa storia che "almeno da noi c'è la libertà", però questo "almeno" diventa sempre più sottile, come del burro spalmato su una fetta di pane troppo grande. La dittatura è brutta: in Iran uccidono le donne, in Russia ammazzano i giornalisti, a lamentarsi da noi si passa per viziati, per capricciosi. Se siamo tristi la colpa è solo nostra che non ci basta più Netflix, il calcio, le cianfrusaglie che possiamo ordinare su Amazon. Su internet ci possiamo addirittura rivendere le mutande e farci anche dei bei soldini: siamo incontentabili. Occidentale fatti un esame di coscienza e stai attento, che a forza di "almeno" un bel giorno ti ritroverai anche senza le mutande, e poi che ti vendi? 

Nell'occorrenza dell'emergenza attuale il mio gestore telefonico mi informa che è contro la violenza sulle donne, e meno male, perché se fosse stato il contrario mi sarei visto costretto a passare indignato a un altro operatore. A cosa possono servire ora queste solenni dichiarazioni, soprattutto proferite da grandi aziende di profitti che subito dopo si premurano di informarmi che il mio credito è insufficiente e la mia offerta è stata temporaneamente sospesa, questo è un mistero, o forse no: lo fanno per captatio benevolentiae. Questi appelli cadranno regolarmente nel vuoto, è come dire al ladro di non rubare, però l'azienda intercetta la benevolenza dei buoni di spirito. Immagino che anche Trenitalia sia contro la violenza sulle donne, e così anche le banche e tutte le altre aziende di telecomunicazioni che ci fregano i centesimi con i numeri verdi farlocchi che poi si rivelano gratuiti solo da numero fisso (cosa molto pratica soprattutto quando devi segnalare un guasto sulla linea fissa). Rischio sdilinquimento altissimo anche qui sui social, riporre nel tascapane della pubblicità frasi con angeli caduti dal cielo, tesori, meraviglie, gioielli dei tuoi occhi, ecc. Non se ne esce.

Abbiamo calcolato una durata media di permanenza delle emergenze di una, massimo due settimane, questo per i fatti di cronaca, per i conflitti armati si va invece da un minimo di tre settimane a svariati mesi salvo epidemie o cambiamenti climatici, il mondo è insomma sotto minaccia della fine a intervalli periodici che seguono più o meno l'andamento delle stagioni, si rovesciano equilibri geopolitici, si chiudono ambasciate, si decide il destino di popoli nel giro di qualche giorno, e chi volesse appassionarsi seriamente a una causa fa appena in tempo ad appuntarsi al petto la bandierina che subito gli tocca di rincorrere l'urgenza successiva, le fatiche di Sisifo.  

sabato 25 novembre 2023

Ogni mattina un twittettaro si sveglia e sa che deve urgentemente dire la sua sul caso del momento (dico twitter perché "ics" non si può sentire, è monosillabo). Passata la sbornia del covid dove ci eravamo reinventati tutti virologi, oggi siamo diventati tutti psicologi forensi dopo una breve parentesi geopolitica, è un mestiere duro quello che siamo chiamati a fare, occorrono competenze vastissime e conoscenze interdisciplinari, menti rinascimentali che sappiano spaziare da una materia all'altra. I professori me lo avevano detto: questo ragazzo può fare tutto, e proprio per questo mi sono ridotto a non fare niente. Io ve lo posso anche dire: la legge e le scarpette rosse non fermeranno i femminicidi. Ma detta da me suona come un dispetto, un'opinione fra le tante, non è autorevole. Perché l'autorevolezza mica si guadagna con la bontà dell'argomento, eh no, per tutti, per gli intelligenti di sinistra come per i drittoni di destra, l'autorevolezza è una convenzione: è autorevole l'opinione in cui tutti si immedesimano per comodità, quando non proprio per fare sfoggio di virtù. Sicché possiamo dannarci l'anima a voler risolvere i problemi del mondo, alla fine ci ritroveremo a fissare il muro.

venerdì 24 novembre 2023

Siamo tutti Gregor Samsa

Se c'è un risvolto buono dell'essere completamente fuori dai giochi, fuori dalle consorterie alle quali è bene aderire per avere una seppur minimo supporto in qualche ramo della moderna divisione del lavoro, è che non devi prendere partito e non devi niente a nessuno. Prendere partito è l'inizio di tutte le relazioni tossiche che si possono intrattenere con la realtà, da lì comincia la lunga discesa verso la deferenza obbligatoria e cointeressata che è la fonte di ogni cronica perdita di amor proprio. Perdere l'amor proprio sembra una cosa da niente, ma quando questa perdita si cronicizza e l'immagine che si ha di sé comincia a distanziarsi troppo dalla propria volontà per aderire alla volontà altrui, si finisce senza accorgersene per diventare cinici e distruttivi, carichi di odio e di risentimento. Gregor Samsa una bella mattina si risveglia scarafaggio, noi ci risvegliamo zerbini: certe colleghe mi raccontavano cose assurde riguardo alle loro precedenti esperienze di lavoro, umiliazioni alla "diavolo veste Prada" che oggi fanno così spettacolo per esempio nelle dinamiche sadomasochiste dei vari Masterchef e derivati, dove godiamo a vedere la gente trattata male e sotto pressione: be', alla fine si erano convinte che per umilianti che fossero state quelle esperienze di lavoro erano pur sempre servite a formargli il carattere, e ne andavano anche fiere, se le appuntavano al petto come spillette degli scout. Sia detto questo comprendendo che tutti noi, per poter vivere di qualcosa, dobbiamo pur trovare dei compromessi, ma la perdita di amor proprio è la madre di ogni sciagura e purtroppo abbonda in questo mondo moderno che in superficie fa grande sfoggio di rispetto e di inclusività, e dietro ai grandi paroloni ci sommerge da mattina a sera di pubblicità idiote e ci persuade con modelli culturali a dir poco fantozziani (il lavoratore di Amazon come paradigma: ho trovato lavoro grazie ad Amazon così posso curare la mia sorellina malata, sia lode a Bezos, sempre sia lodato).

mercoledì 22 novembre 2023

Su twitter è tutto un rincorrersi a fare le battute più clamorose, è proprio il mezzo che le chiama, è fatto per quello, radicalizza a prescindere, io, per esempio, pur con l'affetto che mi lega a qualche contatto di vecchia data, mi sono stufato sia dei libertari che dei normies, ma proprio per il modo in cui abbaiano dietro le cancellate delle loro rispettive echo-chambers senza smuovere nulla; forse, mi dicono, basterebbe solo cambiare il modo di usare il mezzo, che in sé è neutro, e discutere più rilassati delle cose, ma poi di nuovo mi richiedo: è proprio così neutro il mezzo? Non lo so, vattelapesca. Partiamo già tutti decisi per principio a fare la guerra, il più delle volte già ci pensiamo in anticipo e a turno novax, filorussi o filo-hamas (new entry: filo-patriarcato), è un disturbo ossessivo-compulsivo, una cosa che ti mette a disagio però lo fai lo stesso per stress o per qualche ragione surrogata alla onicofagia. Be', io ho smesso di farlo.

domenica 19 novembre 2023

Ora sradichiamo il patriarcato. Ma che significa? Da Schlein a Meloni, uomini o donne che siano, si lanciano proclami senza capo né coda. Povere donne vengono uccise da uomini possessivi, la politica deve agire: si metta fuori legge la possessività. E non basta una comune base di rispetto personale per non farsi del male, senza bisogno di infilarci dentro i massimi sistemi? La pretesa della politica di poter condizionare e indirizzare i comportamenti e le pulsioni degli individui, una forma ulteriore di violenza. Ma ripeto, questo è quello che sento io, un'opinione personale.

Per i miei gusti circola un po' troppa fiducia di potersi emancipare dal condizionamento culturale della società in cui si vive, esserne consapevoli si può, pensare di poter sfuggire alla presa del condizionamento è pia illusione. È questo dannato occidente che pensa che la libertà sia qualcosa che è in nostro potere, è una specie di sostanza psicotropa che offusca il giudizio e innesca interminabili conflitti, ma visto che consola, ha la forza di una fede. Ma appunto, ho detto "per i miei gusti" e ognuno segua il suo karma (destino, fato, idea fissa o come la volete chiamare).

sabato 18 novembre 2023

Patapàm

(breve sintesi del conflitto israelo-palestinese così come ci viene riferito dai media)

Patapàm! Colpo di avvertimento: avete dieci minuti per abbandonare l'edificio dopodiché tiriamo giù tutto, chi c'è c'è. Ok, ma c'è nonno che si è chiuso in bagno, non vuole uscire. Frega niente di nonno, c'è una base di Hamas nel seminterrato, questioni di sicurezza nazionale. Ok, ma mica ce lo abbiamo messo noi Hamas, sono venuti loro. Frega niente, dovevate ribellarvi, siete complici. Ok: per piacere signori di Hamas, andate ad accamparvi da un'altra parte, siamo complici, ci tirano giù il palazzo. Hamas: sì sì, ce ne andiamo via subito signora, e ci scusi tanto per il disturbo. Morale della favola: Israele non fa vittime fra i civili, Hamas sta dalla parte del popolo, la Striscia è una banlieue che richiede solo un po' di riqualificazione.

giovedì 16 novembre 2023

Sono in emergenza, sto usando un paio di vecchi occhiali da miope risalenti a qualche era geologica fa, taglio tondo anni novanta, pesanti una cifra, che mi cadono costantemente sul naso già gravato dalla sinusite (setto nasale deviato): ma come facevamo a portare tutto il giorno questi accidenti cromati infilati sul naso? Ti credo che dopo ci venivano sempre le mezzelune rosse sul dorso. I formidabili occhialoni sui nasi delle mie compagne di classe in quarta analisti contabili, descrivevano giri concentrici di hula hoop attorno agli occhi arrossati, mesmerizzati, non si poteva guardarle negli occhi senza cadere in trance. Portavo occhiali a goccia alla Silvester Stallone nel film Cobra, folti capelli scuri spettinati con la riga in mezzo ricadevano a fontana sui lati del bel viso tenebroso, le mie compagne mi cercavano, ma io, timidone, lasciavo cadere come sempre la cosa ingenerando l'illusione di un mio disinteresse nei loro confronti, che invece era tutto il contrario. È il mio karma: karmacobra. Sicché non ho mai considerato le lenti a contatto perché mi privavano di quel sintomatico mistero.

lunedì 13 novembre 2023

Dice Beppe Grillo che ha peggiorato l'Italia, complimenti per il mea culpa, ma che sarà mai? L'Italia è come un'auto in panne sul ciglio della strada e tutti quelli che passano si improvvisano meccanici: uno dice che è la batteria, l'altro che è il carburatore, i più esperti che è un problema di elettronica, arriva uno che le tira una martellata e dopo fa sconsolato: guardi, è rotta, la porti dal meccanico. Il guaio è che non ci sono più i meccanici, funziona finché funziona, e dopo si butta.

martedì 7 novembre 2023

Zelensky annuncia il rinvio delle elezioni causa guerra, è comprensibile, solo che lo fa con toni un po' bizzarri: «Tutti comprendiamo che ora, in tempo di guerra, quando ci sono così tante sfide, è assolutamente irresponsabile gettare nella società il tema delle elezioni in modo scanzonato e giocoso». E che, la democrazia è forse un pesce d'Aprile? Inoltre, un evergreen: le elezioni potrebbero creare discordia, questo è il momento di difendere lo Stato, non di disintegrarsi nelle polemiche politiche. Be', certo, anche questo è un odioso risvolto della democrazia, tutti uniti è meglio, in un unico partito... E se Zelensky fosse come...? no, non si può dire, non può essere, ci stiamo sbagliando, ragazzi.

παιδεία

È veramente triste quando un bambino si rende conto per la prima volta che nel mondo esistono le ingiustizie, e allora lì solitamente esce il filosofo morale che c'è in me e gli faccio un discorsetto del tipo: "Vedi Pierino, le ingiustizie nel mondo ci sono sempre state e bisogna accettarle così come sono, quando poi diventerai grande allora potrai commettere delle ingiustizie anche tu, però bada bene di commettere ingiustizie solo contro le persone più deboli, così non si possono vendicare". Sarei stato un ottimo educatore, meglio di Kissinger.

lunedì 6 novembre 2023

Sembra che finché una guerra è costantemente sotto l'occhio della fregola mediatica sia perlopiù disdicevole prendere in considerazione una qualsiasi soluzione che possa evitare il dispendio di vite umane; quando quella stessa guerra passa in secondo piano, scavalcata da altre che nel frattempo hanno assunto più cogenti condizioni di inderogabilità, allora quella guerra ormai invecchiata può senz'altro terminare, e anzi deve, per non distrarre troppo le energie dalla nuovissima guerra che tiene tutti col fiato sospeso. La cartina di tornasole è l'accenno alla bomba atomica: dove spunta la bomba atomica, quella è la guerra più attuale, lo spettacolo più acclamato in città.

sabato 4 novembre 2023

Twitter/X ormai l'ho tolto anche dal telefono, ma mica perché è arrivato Elon Musk (ci sono quelli che sono migrati offesi su Mastodon, cioè, come da etimo, su "denti a mammella", i "mammelloni"), è più per un'idiosincrasia, una saturazione per il mezzo in sé, per la tipologia del micro-social che si dà arie da agorà, sono diventato agorafobico. Ma che cosa ci dobbiamo dire di così importante, noi, perché ci arrivino dei messaggi tipo "fai conoscere il tuo post, passa a premium", per carità di dio, più ne conosci e più non capiscono una mazza, preferirei scegliermeli io uno ad uno i miei lettori, un club della lettura (dei miei post, ah vanità...), un tavolino di affini per gusto e leggerezza in un angolino del Florian. Via dalla pazza social.

mercoledì 1 novembre 2023

(opinione di un pessimista)

Leggo che per mantenere in piedi una vera democrazia bisognerebbe fare una rivoluzione ogni volta che il potere imputridisce in oligarchia legata a schiaccianti interessi economico/finanziari, io al riguardo sono ancora più pessimista e radicale: la democrazia è un equivoco, esiste solo come parola il cui significato letterale è impossibile da tradurre in pratica, un gigantesco lost in translation. Si possono fare dei tentativi e questi tentativi sono quelli attuali, ma il cosiddetto "potere del popolo" è un concetto tanto bello quanto vago, significante in sé poco o niente, perché anche il popolo non è di per sé portatore di un genuinità originaria, la sua opinione, come ogni cosa degli uomini, è già corrotta ab ovo da mozioni tutt'altro che ideali. Ma non fate caso a quel che penso, sono un pessimista.

lunedì 30 ottobre 2023

Mi ero fatta un'opinione troppo alta dei giornalisti, le coscienze critiche del nostro tempo, in realtà è tutto un attaccare l'asino dove dice il padrone, dove il padrone, va da sé, pure lui e un povero mentecatto come tutti gli altri ma con l'ego solitamente raddoppiato per sei o per dodici. I giornalisti della televisione sono quelli che fanno più pena, hanno tutti un'espressione da cani bastonati, ormai sono ridotti a leggersi sui polsini. È così rigidamente regolamentato il libero commercio delle opinioni personali che tutto langue in un sempiterno riciclo di veline usate e strausate (oddio la gente si informa su internet!). La democrazia ha un problema, a forza di inseguire il bon ton ha perso l'estro, l'inventiva, è tutto secco, desertificato, mi chiedo dove si andrà a finire.

Ma siamo sicuri che s'intendono quando si dichiarano pro-palestina/pro-israeliani? Non soffrono anche loro l'usura del tempo queste categorie che ormai occludono ogni possibilità di intendersi invece di trovare la pace? Perché accade come ai tempi della pandemia che l'accusa di essere pro-qualcosa ti cada fra capo e collo come una sentenza, da una parte come dall'altra. E così Moni Ovadia non si intende con Cerasa perché tutti e due sono quadrati come il palazzo dell'EUR, non pensano, si menano soltanto. Questo scontro è il pacifico riverbero di quell'altro più truculento, che si pasce del sangue fresco come il vampiro della Transilvania. Per me sono tutti matti.

giovedì 26 ottobre 2023

Ve li ricordate ai tempi del covid la caccia ai novax, quella agli studenti del sud che ritornavano a casa diffondendo la peste, il famoso green pass che non serviva a niente ma aveva diviso gli uomini, con l'avallo delle istituzioni politiche, in buoni cittadini e nemici pubblici da rinchiudere in casa senza lavoro? Con il covid ci abbiamo fatto proprio una bella figura in quanto genere umano, proprio una figura di palta, e dico palta solo perché non posso dire le parolacce. Dopo il covid la mia fiducia negli uomini è andata perduta, gli uomini vanno evitati accuratamente e il più scientificamente possibile, maschi e femmine e lgbtqi+, gli ignoranti come gli scienziati, senza distinzioni di genere: λάθε βιώσας, vivi nascosto.

martedì 24 ottobre 2023

Sostituire i governi con le intelligenze artificiali

Siccome ormai non si va più in là degli incentivi per le mamme e il bonus biberon al secondo figlio dallo stesso padre, mi chiedevo se a questo punto non fosse più semplice sostituire i governi con le intelligenze artificiali, trasformare tutto lo snervante lavorio della politica in subroutine eseguite al computer e finita lì, e quando cambia la coalizione inserire solo i parametri aggiornati, dove c'era il bonus mamme inserire il bonus donne, dove c'era l'incentivo alle famiglie inserire la tutela delle famiglie arcobaleno, non serve più avere gli uomini quando si ripetono sempre le stesse cose, per quello ci sono le macchine, e in più le premier possono ritornare a fare le mamme a tempo pieno.

domenica 22 ottobre 2023

Zelenski e l'Ucraina giacciono ormai dimentichi in qualche piega dello spazio-tempo, sicuramente da quelle parti si staranno ancora menando ma probabilmente confinati in un'altra dimensione, le notizie pure ci sarebbero ma adesso devi fare tu la fatica di andartele a cercare mentre prima te le lasciavano davanti alla porta, anzi, te le tiravano direttamente contro le finestre avvolte in un sasso, adesso la promozione è scaduta. C'è voglia di terza guerra mondiale, odore di napalm al mattino, si scomoda l'opzione atomica per vincere la noia, ai più basterebbe masticare una cicca, al giornalista ormai rotto a tutte le esperienze gli andrebbe più di vedere una bella catastrofe epocale, qualcosa di inedito come il Covid, ma ci arriveranno prima o poi, non preoccupatevi, ci arriveranno, per lo stesso principio della profezia auto-avverante, alla fine si farà la guerra mondiale, così anche il papa sarà contento, che lui ce l'aveva detto, non gli scappa niente.

venerdì 20 ottobre 2023

Sono intimamente più moralisti quelli di sinistra perché vivono nel mito del pensiero edificante, se non edifica, se non serve a gonfiarsi il petto e a farsi venire i goccioloni per qualche grossolana melensaggine, per loro è male. Quelli di destra invece non sono nemmeno credibili, sono dei moralisti da circo, vorrebbero conservare immutabili le forme della società ma intanto più degli altri sguazzano confortevolmente nella modernità fluida e seducente in barba ai loro stessi principi, che evidentemente valgono giusto nell'orario di lavoro. Non so se sono le mie lenti o è proprio la realtà che appare poverissima e popolata da personaggi sempre più evanescenti che sdilinquiscono al primo accenno di umidità, tempo vent'anni e qui non ci sarà nemmeno più democrazia, sostituta dalle linee guida della community.

Giambruno, Gianburrasca, Giancattivi, Giansenisti, Ginsenghisti, c'è tutta una tradizione di cattivi che presentano un'affinità onomatopeica, che sia poi proprio Striscia la Notizia a fare da braccio armato alla crisi non dico di governo ma quantomeno matrimoniale è uno degli aspetti ridicoli di questo paesucolo che siamo, andiamo avanti a spingere, come si dice in gergo, cioè non abbiamo più forza propulsiva e più che percorrere caracolliamo lungo il corso della storia come ubriachi con i pattini a rotelle (per la cronaca, i ginsenghisti sono i più scellerati).

giovedì 19 ottobre 2023

Ma chi si vendica, poi, che cosa avrebbe da sperare, che l'altro capisca? Con che ratio uno si vendica, se di ratio in questo caso si può parlare? Far capire all'altro che con lui non si scherza, farne una così eclatante da lasciarlo impietrito, terrorizzato al punto da scappare in ritirata... è chiaro che non funziona, chi ha inventato la vendetta pensava col culo podice. (a voi capire se sto parlando di palestinesi o di israeliani, io penso che non si distingue).

"Enunciare una sentenza"

Sul termine "Apoftegma" si veda la relativa pagina di Wikipedia:

Apoftegma (o apotegma, in greco ἀπόφθεγμα, apophthegma, da ἀποϕθέγγομαι: "pronuncio") è un sostantivo di origine greca il cui significato va rintracciato in relazione al verbo apophthénghesthai, che significa "enunciare una sentenza" o "enunciare una risposta in forma definitiva".

mercoledì 18 ottobre 2023

L'occidente non fa vittime fra i civili

Fra i luoghi comuni più in voga da noi nell'occorrenza di una guerra il solenne apoftegma per cui l'occidente (vedi "democrazie") non fa vittime fra i civili, che la nostra guerra è chirurgica in opposizione alla macelleria messicana del nemico, che la democrazia, anche qualora si veda costretta a scendere in guerra, usa sempre la massima cortesia per dare il meno disturbo possibile alle popolazioni civili, che anzi debbono ringraziare per il fatto che noi esportiamo ovunque nel mondo il brand del progresso e della pace giusta e duratura (amen).

Disclaimer: sia detto questo indipendentemente dalla notizia del giorno, su chi abbia bombardato quell'ospedale di Gaza, se Israele o Hamas per far ricadere la colpa su Israele, si legga insomma questo breve sfogo non in media res ma sub specie aeternitatis.

domenica 15 ottobre 2023

Il timer a forma di ovetto non funzionava, lo abbiamo aperto, è saltata la molla, strano, perché era tedesco. Però a qualcosa è servito, ha contribuito a muovere l'economia, i designer di carabattole, gli ingegneri della plastica, le human resources, i tecnici specializzati, le navi portacontainer, i camion a rimorchio, le ditte di import/export, insomma, ha fatto il suo dovere ed è servito a tutti, tranne che a noi. Una cosa doveva fare.

venerdì 13 ottobre 2023

Sulla questione israelo-palestinese cerco una via impossibile al buon senso, impossibile perché le posizioni negli anni si sono meticolosamente incancrenite, non si capisce nemmeno più se sia davvero una questione razziale, sembra piuttosto una di quelle faide che ogni tanto si innescano tra fratelli dello stesso sangue, e che la prossimità del sangue sia proprio l'elemento scatenante, finendo poi per coinvolgere parenti e vicini di casa, e i vicini partecipando attivamente allo scontro, a parole o con i fatti, un'antica ruggine ormai trasformata in guerra senza quartiere, con ingiunzioni, sfratti, atti violenti, erezioni di muri e avvelenamento di cani e di gatti. Mi prende una grande mestizia, l'idea concreta che non ci sia scampo.

giovedì 12 ottobre 2023

Con una mestizia da fine estate gli inviati se ne vanno dall'Ucraina richiamati da fatti più attuali, in un buco dimenticato da dio degli ostaggi vengono torturati, oggi, domani e dopodomani, sopra di loro l'inesorabile tramestio delle ragion di stato prende decisioni che cambieranno il corso della storia, a un'emergenza ne segue un'altra e così via, e in tutto questo l'economia deve crescere e il costo della vita diminuire, non sorprenderebbe che siano tutti drogati, altrimenti non si spiega.

mercoledì 11 ottobre 2023

È una cosa che mi offende quando attaccano ad enumerarmi le atrocità del nemico come se da solo non me le riuscissi a figurare, non sono un cretino, casomai lo sarai tu che senza ascoltarmi parti già prevenuto nei miei confronti e mi fai la telecronaca delle bestialità commesse infiorettandole con i particolari più scabrosi. Non voglio nemmeno nominarla l'atrocità di cui parlano, peraltro sembra smentita da un portavoce dell'esercito israeliano, ma non cambierebbe niente nel mio giudizio, sono apposto così, non mi serve altro.

Come per il Covid, tutto si radicalizza, e anche solo a manifestare preoccupazione per il destino dei civili della striscia di Gaza, a cui è stata tolta da un giorno all'altro luce, acqua e gas con una decisione che a tutti pare più che legittima, si rischia di essere scaraventati d'emblée nella fossa dei fiancheggiatori dei terroristi. Come ai tempi del Covid, bisogna andarci con i piedi di piombo, e presentare, prima di sollevare eventuali questioni umanitarie, il green pass della comprovata fede atlantista e filo-occidentale. Mi hanno detto: il destino dei civili non sia da pretesto per rimandare la distruzione di Hamas. E quando mai, dico io, il destino dei civili è stato da pretesto per rimandare una guerra?

martedì 10 ottobre 2023

A esprimere oggi dei giudizi sul conflitto israelo-palestinese ci si sente vintage come una radio a transistor, si è persa finanche la memoria delle cause, c'è gente che proprio non ne sa nulla e a domandarglielo fa la faccia sbigottita, come se fosse chiamata a spiegare i principi della meccanica quantistica (il cui funzionamento, fra l'altro, è più comprensibile). Non conviene davvero ficcarsi in questo ginepraio, al solo esprimere un giudizio di parte si finirebbe per essere risucchiati all'istante nel 931 a.C., ai tempi della morte del Re Salomone, quando le province del nord e del sud si separarono e un pezzo del regno di Israele confluì nel Regno di Giuda, confinante a ovest con la striscia delle città-stato filistee (Gaza, Ashkelon, Ashdod). Bisogna avere proprio la passione per le questioni bibliche o essere degli impenitenti attaccabrighe per stare ancora a sbatterci la testa, l'unica via di uscita sarebbe la dimenticanza dei torti e delle divergenze culturali, che vedono solo i contendenti, accecati come sono.

lunedì 9 ottobre 2023

Idee per una vignetta

Lo scrupoloso occidentale che come una formichina separa diligentemente la carta pulita dalla carta leccata mentre alle sue spalle il fungo di un'esplosione colossale oscura il cielo mandando all'aria dieci anni di certosina riduzione dell'impronta ecologica.

La storia non è finita e lo comunica attraverso ammazzatine generali che sono il segno tangibile della sua vitalità. Dove non c'è più conflitto c'è fine della storia, uomini e donne annoiati che si danno allo scambismo su internet, ma per fortuna la storia ancora stimola il sistema nervoso centrale organizzando periodicamente delle simpatiche ecatombi al solo scopo di tenere vivo negli uomini il senso e la proporzione delle cose. L'obiettivo è arrivare a una guerra a CO2 interamente compensata entro il 2035.

domenica 8 ottobre 2023

L'odore di treno

Non c'è cosa più appestante dell'odore di treno, si attacca ai vestiti, alla faccia, una cosa indefinibile che si fa fatica a tradurre in parole, una sorta di odore di parti ferrose esposte alla digitazione di centinaia di dita con un retrogusto di urina di cane. Non si capisce da dove emana, se dai binari o proprio dalla Stazione Centrale, che per due terzi è fatta di ferro, e badate che io amo la Stazione Centrale, è l'edificio di Milano che ho più calpestato nella mia vita, più della Statale.

Le tettoie di Milano Centrale

Quando alle viste appare la Stazione Centrale ti senti subito attratto dalle sue grandi tettoie che ti si fanno incontro come cornucopie da cui entrano ed escono i treni come gli zecchini della dea fortuna, ti tengono all'asciutto quando piove, ti scaldano per bene sotto il sole, sono come dei teloni di una serra agricola, però fatta di putrelle imbullonate. Un intrico di binari decide il destino dei treni in misteriose traiettorie, ci sono stati casi di treni avvistati da lontano al binario 2 che si sono arrestati dopo lungo zigzagare al binario 41, alcuni di loro non si sono più ritrovati, finiti chissà dove in una piega del continuum spazio-temporale, all'interno di un tesseratto a cinque dimensioni in cui ancora adesso vagano recuperando all'infinito il loro ritardo di 17 minuti.

Dal pensiero debole al pensiero leggerissimo

Dal pensiero debole al pensiero leggerissimo, dalle battaglie climatiche alla difesa della famiglia tradizionale, teoria di un pensiero, vogliamo chiamarlo "filosofico", che ha la profondità di un'offerta di telefonia mobile. Da sviluppare.

giovedì 5 ottobre 2023

Comunicazione di servizio al mio lettore fedele: dobbiamo salire in questi giorni, non avrò molto tempo per scrivere, ci sentiamo fra qualche giorno, dio volendo.

La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio? Ce l'ho: è un sogno. Se ne parla nel capitolo V de Il Mondo come volontà e rappresentazione che tutti voi avrete certamente letto. Io non l'ho letto tutto, mi lascio delle parti da leggere nell'aldilà, quando avrò molto più tempo per leggere, e si spera anche più volontà. Il mondo è sogno principalmente perché è la stessa cosa che è in ballo, e cioè la coscienza. Ovunque voi la collochiate, che siate materialisti che la collocano nel cervello o poeti che la collocano in cielo, è dentro la coscienza che accade la realtà. Il ricordo delle cose accadute è un sogno. La premonizione delle cose che accadranno è un sogno. E il presente? Il presente è qualcosa di così sfuggente che ad afferrarlo non si riesce nemmeno, è sogno anche il presente. Allucinazione indotta dal materiale chimico delle sinapsi, se siete materialisti (lo siamo tutti), per cui sempre sogno, trip da allucinogeni in piena regola, solo che è il trip di base in cui tutti bene o male ci dimeniamo, per cui più nessuno se ne rende conto. Ah, e i sogni non aiutano necessariamente a vivere meglio, parafrasando il grande scrittore, il sognatore è l'infinito abbassato al livello dei barboncini.

lunedì 2 ottobre 2023

Qui stamattina ci doveva essere un post su Epicuro ma ho mal di denti e sono costretto a rimandare. Cerco di consolarmi con il tetrafarmakon, convincendomi che se un dolore è lieve non ha importanza, se moderato passa presto e se fortissimo conduce tosto alla morte, che è totale assenza di dolore, ma tutto mi sembra un po' vago e l'assunto finale un po' drastico, farò prima un tentativo con gli analgesici.

domenica 1 ottobre 2023

Contro il logorio dei pontefici moderni

Mi sa che anche Papa Francesco rassegnerà le dimissioni prima di essere dimesso dal padreterno, ormai ha preso quest'andazzo, c'è da capirli, oggi anche i papi giocano ogni due giorni e non ce le fanno più a recuperare, una volta senza le coppe era più facile. Una trasferta in Polonia, una in Mongolia, gli eventi degli sponsor, le conferenze pre-partita, insomma, la Chiesa è diventata un business che non ha più riguardi per i pontefici in perenne tour mondiale, e quando arrivano a fine carriera non hanno neanche più la forza di alzarsi dalla sedia, tocca portarli in giro in carrozzina. Il doping nella Chiesa è una piaga. E va be', pace. Buona santa domenica a tutti.

venerdì 29 settembre 2023

Si lamentano i think-tankers di destra che questa destra fa una politica economica uguale a quella di sinistra, e allora perché votarla. Ma infatti, quando hanno votato Meloni mica si aspettavano che facesse Von Mises? Viene dalla destra sociale, viene da Roma, conta che a Milano Lollobridiga non lo farebbero nemmeno lavorare. Il loro ambiente è quello lì, quello dei petit commis che la sfangano tra un ministero e l'altro, municipalizzati dentro come regola di vita. Insomma, cambia la porporina di superficie, cambiano le clientele, ma alla fine vengono dal socialismo pure loro, quello di Galeazzo Musolesi che voleva rifare gli italiani. Che roba penosa.

È di ieri la notizia che abbiamo sconfitto il carovita come in precedenza avevamo già sconfitto la povertà, evidentemente viviamo nel migliore dei paesi possibili, la verità è che ci dovrebbero studiare e prenderci da esempio, il nuovo rinascimento è qui, tutto in deficit, ovviamente. 

giovedì 28 settembre 2023

Quando da bambino volevo che i miei si rimettessero insieme capivo anche che il mio desiderio sarebbe stato letto come un affronto alle battaglie radicali libberali e libbertarie, sicché non l'ho mai detto a nessuno e ho tenuto tutto dentro soffrendo in silenzio, l'ho fatto per salvare il progresso e come me tanti altri eroi invisibili. Però adesso il progresso ci deve qualcosa, non si fa niente per niente, bello mio.

mercoledì 27 settembre 2023

C'è uno spot molto astuto di un supermercato dove una bambina tenta candidamente di far ricongiungere i genitori separati, ma siccome siamo nell'era del governo Meloni la cosa è stata subito letta come un attacco orchestrato contro la modernità e i diritti delle donne. A parte che la separazione è anche un diritto degli uomini, ma in ogni caso qui è interessante notare come all'idiozia per cui mamma e papà stanno insieme per volontà del Signore, corrisponde da sempre un'idiozia contraria per cui i figli devono capire tutto, finanche i diritti dei genitori. I bambini soffrono della separazione anche se gli si spiega che è un diritto inalienabile e una conquista del progresso, per cui lasciamoli in pace 'sti figli con il loro legittimo dispiacere e siano gli adulti a capire una buona volta, vasto programma.

lunedì 25 settembre 2023

Io credo che politicamente parlando siamo entrati nell'era dell'incapacità diffusa globale, in una fase post-post-post-postmoderna dove non solo niente è vero e tutto è opinabile, ma anche dedicandosi, le cosiddette classi dirigenti (qui ribattezzate per l'occasione "classi digerenti"), alla progettazione di ipotetici piani segreti per tiranneggiare il mondo, la traduzione in pratica di tali piani si risolverebbe invariabilmente in una schifezza. Non son più capaci, nemmeno a fare i villains. La stessa SP.E.C.T.R.E. oggi funzionerebbe come l'ultimo dei carrozzoni statali. Insomma, potrai pure insegnare all'École des hautes études commerciales de Paris, "la migliore business school europea, nonché una delle migliori del mondo", una Bocconi che ce l'ha fatta, ma il destino non potrà esimerti dal ritrovarti un giorno sostituito da Elly Schlein. Prove me wrong.

sabato 23 settembre 2023

Posso dirmi ufficialmente in fase epicurea di rinuncia alla vita politica, nel senso che rinuncio a sbatterci la testa, dopo la caduta della democrazia in Atene la vita politica è irraggiungibile, e così gli onori. Mi accingo alla moderazione e ai piaceri semplici dell'amicizia, a vivere il privato come quieta dimensione esistenziale. I gatti già ce li abbiamo che girano randagi e un po' stanziali in attesa dei pochi avanzi che la nostra moderazione concede loro, loro, poveri esserini in preda agli istinti, ci preferirebbero crapuloni perché non si avvedono del logos e vivono sperando di mangiare, care bestioline, vanno compatite. Miao.

venerdì 22 settembre 2023

Perché odio tanto gli heideggeriani? Prima di tutto non è un odio cattivo, è un'avversione tutta intellettuale ma che non coinvolge la rispettabilità delle persone, anzi, la cosa che Heidegger sia stato messo in croce non già per l'inconsistenza del suo pensiero ma per la storia dei quaderni neri, già mi innervosisce, perché noi dobbiamo giudicare i filosofi dagli argomenti, non per la conformità morale delle loro biografie. A me semplicemente tutti quegli Esseri-in-se, Essere-per-se, Essere-con-se danno l'orticaria, da quando c'è Heidegger i testi di filosofia sono diventati dei sillabari. Perché poi ci debba essere una differenza ontologica fra l'essere e gli enti non si capisce, l'ha deciso lui, andava di moda così e tutti a seguirlo come se fosse l'oracolo di Delfi... non mi piace Heidegger, ok? (tanto ve ne importa una sega, lo so, anzi, chi è Heidegger? Fate bene a non saperlo, pensate alla salute che è meglio).

mercoledì 20 settembre 2023

Alla base del pensiero debole l'idea che tutto sia interpretabile, che ogni giudizio è storicizzato, ma con la presunzione che l'affermazione stessa che tutto è interpretabile, che ogni giudizio è storicizzato, sia invece un'affermazione non interpretabile, valida definitivamente e una volta per tutte, sottratta al logorio del tempo, e come s'incazzava il professor Vattimo se glielo facevi notare, che così ripiombava nella tradizione del pensiero forte: l'ultimo dei dogmatici ma che predicava debolezza. Pace all'anima sua.

Un esempio di governo dei migliori

Il libro V de La Repubblica, con tutta l'innocenza di cui sono capaci gli antichi, ci dà l'esempio di quel che deve essere il governo dei migliori, quello governato dagli "esperti" che si pone come obiettivo il bene comune. È Socrate, l'uomo più giusto di tutti, che parla:

«Per questo motivo», risposi: «è probabile che i nostri governanti debbano ricorrere frequentemente alla menzogna e all’inganno per il bene dei sudditi. E abbiamo affermato che tutto ciò è utile come una medicina».

«In base a quanto si è convenuto», risposi, «i maschi migliori devono unirsi il più spesso possibile alle femmine migliori, e al contrario i maschi peggiori alle femmine peggiori; e i figli degli uni vanno allevati, quelli degli altri no, se il gregge dev’essere quanto mai eccellente. Ma nessuno, fuor che i governanti, deve sapere che avviene tutto questo, se il gregge dei guardiani vorrà essere il più possibile immune dalla discordia».
«Giustissimo», disse.

«Bisogna dunque istituire alcune feste e cerimonie sacre nelle quali riuniremo gli sposi e le spose, e i nostri poeti devono comporre degli inni adatti alle nozze che vengono celebrate; sul loro numero lasceremo decidere ai governanti, che si porranno l’obiettivo primario di mantenere invariata la popolazione, di modo che, tenendo conto di guerre, malattie e altri eventi del genere, la nostra città non diventi, nei limiti del possibile, né troppo grande né troppo piccola».
«Giusto», disse.

«Allora credo che si debbano organizzare dei sorteggi mirati, per far sì che in ogni accoppiamento la persona mediocre incolpi la sorte, non i governanti».
«Ma certo», assentì.
«E ai giovani valorosi in guerra o in altri campi bisogna assegnare, oltre a onori e altre ricompense, una più ampia facoltà di giacere con le donne, così che abbiano nello stesso tempo il pretesto per generare il maggior numero possibile di figli».
«Giusto».

Ricapitolando: si rende necessario mentire ai governati, ovviamente per il loro bene. Dell'inganno devono essere a conoscenza solo i governanti, altrimenti i governati si possono agitare. Si organizzino spettacoli pubblici con intrattenitori prezzolati affinché i governati vengano abbindolati a dovere. L'inganno deve essere così ben architettato che l'ingannato deve pensare che sia stata solo una questione di sfortuna.

Tu vai a ipotizzare chissà quali oscurissime trame quando è già tutto messo nero su bianco in pagine che nessuno si prende più la briga di leggere. Prendano nota i governi dei migliori (e sì, hanno fatto bene ad ammazzare Socrate).

martedì 19 settembre 2023

Una cosa che mi piacerebbe onestamente sapere: ma davvero c'è magari qualcuno che si eccita con i film di Rocco Siffredi? Dico Siffredi per intendere i porno con la trama e gli attori professionisti, con quell'allure posticcia da televendita di poltrone e sofà: divano angolare 3 posti in tessuto beige, solo 339,99 euro, fino a domenica! E poi nei film porno le donne ridono. Ma che ti ridi? Non si ride mentre si scopa, è una cosa seria, eros e thanatos, si lotta con la morte [i francesi la chiamano per l’appunto “la petite mort”]. Allora molto meglio le giapponesi, scusa, che sembra sempre che stiano facendo seppuku, almeno hanno alla base l’ethos. Sta veramente andando tutto a puttane.

lunedì 18 settembre 2023

Stamattina, per qualche strano scherzo della memoria a lungo termine, mi è giunto chiaro e vivido il ricordo dei bagni dei treni a lunga percorrenza che mi portavano a Scalea, quell'inconfondibile puzzo di piscio e di merda dei cessi delle "Frecce del Sud" sul finire degli anni '70, roba che a brevettarlo oggi ci si potrebbero fare i soldi vendendolo all'Ucraina come arma batteriologica e sconfiggere l'invincibile armada russa nel giro di una mezza giornata. A un certo punto si rendeva semplicemente necessario andare in bagno, non c'erano alternative, mamma mi portava dentro per fare pipì e la prima cosa che vedevo era la grata sul pavimento, "falla lì" (perché il cesso era regolarmente intasato dal materiale organico depositato dagli altri passeggeri), e io, frastornato da tutto quello sballottamento e dal puzzo che mi assaliva da tutte le parti come in una vasca di fermentazione, tiravo timidamente fuori il mio cosino cogliendo attraverso il groviglio di interiora metalliche del vagone delle acciaierie Breda dei brandelli di binari che correvano veloci sotto i miei piedi, se mi esce adesso qualcosa dalle tasche, pensavo, non lo vedrò mai più, sarà perduto per sempre, e mi pareva di essere perduto per sempre anch'io inghiottito da quella grata, colando come urina sui binari in uno sperduto tratto ferroviario fra le stazioni di Agropoli e di Battipaglia. Dite che potrei chiedere i danni morali a Trenitalia?

domenica 17 settembre 2023

Teatro

[Matteo Garrone in visita dal Santo Padre] "Le porto i saluti di Benigni."

[il Santo Padre] "Chi?"

[Garrone avvicinandosi di più all'orecchio del Santo Padre] "Di Benigni."

[il Santo Padre che non ha capito lo stesso un tubo ma che non vuole fare brutte figure] "Ah sì sì, certo, ricambi."

Poi me lo immagino Benigni che sente Garrone: "Oh, se vai dal Papa salutamelo."

Che mondo fantastico.

sabato 16 settembre 2023

Katà métron

Mi fa piacere per il Neanderthal, che i suoi geni siano arrivati fino a noi attraverso le fuitine "interraziali" con i Sapiens, la rivincita dei brutti, se tanto mi dà tanto dovevano avere un enorme Schwanzstuck. Inutile girarci intorno: le misure contano. La natura, lo diceva anche Schopenhauer, parla attraverso esempi concreti e usa tutte le sue astuzie per perpetuare la vita, qualsiasi vita, sia quel che sia. I greci dicevano katà métron, secondo misura, ma visto che erano socratici interpretavano tutto nel senso etico-morale della giusta misura, meglio allora le reminiscenze pagane dei dionisiaci, sopravvissute nel mito romano di Mutunus Tutunus, il dio fallico portafortuna. I padri della Chiesa, attenti moralisti, sostenevano che le spose romane erano obbligate a salire in groppa (inequitare) il "terribile fallo" di Mutuno durante i riti matrimoniali per prepararsi alla copula e vincere l'imbarazzo del sesso. Come se tutte le feminae, per il solo fatto di essere feminae, dovessero essere spaventate dalla visione del sesso, che visione retrograda e patriarcale. Ma stiamo divagando. Torniamo al Neanderthal: trovo un po' razzista che si dia dei neandertaliani ai bergamaschi, anche se si esprimono per mezzo di suoni gutturali.

giovedì 14 settembre 2023

Meloni lo sa che l'Italia è spacciata, si attacca alla famiglia come ultima spiaggia, è la sua parafilia di nicchia. Già lo si sente dai discorsi che fa, sempre percorsi da un velo di captatio benevolentiae: c'è tanto da fare, non mettetemi in croce, farò quel che posso. E che vuoi fare? Niente. Le democrazie moderne sono quel luogo in cui succedono cose che non sono decise dal popolo ma dall'eterogenesi dei fini, fosse per il popolo voteremmo tutti a favore di una distribuzione universale di pecunia ("non si può, poi aumenterebbe l'inflazione!", principi dell'economia, enti astratti ci guidano verso la moderazione dei nostri spiriti animali). Coi soldi dell'Europa ci facessero direttamente una busta, che se aspettiamo che ricadono c'è il caso che ci convenga darci alla prostituzione.

mercoledì 13 settembre 2023

Essendo, come tutti sanno, che in realtà la Terra è piatta, virtualmente avremmo ancora tutta la parte inferiore del disco terracqueo da sfruttare dal punto di vista minerario, ma la grande difficoltà dovuta al fatto di dovervi accedere a testa in giù ha finora ostacolato ogni tentativo di esplorazione. Nel corso degli anni diversi rover teleguidati sono stati fatti atterrare sulla parte inferiore, ma praticamente tutti, anche quelli forniti delle ventose più potenti, hanno miseramente fallito l'atterraggio precipitando a testa in giù nel vuoto spazio interplanetario. L'ultima missione in ordine di tempo è quella indiana, che essendo riuscita ad allunare con successo presso il polo sud lunare aveva fatto nascere fra gli scienziati ben più di una speranza di successo (per la precisione due speranze di successo), ma è notizia di ieri che la sonda si è staccata rovinosamente durante la notte trascinando con sé cavi e attrezzatura per miliardi di rupie. Ma gli scienziati non si arrendono.

martedì 12 settembre 2023

La democrazia è quell'abito buono che permette di entrare nel club per gentiluomini dei paesi occidentali, di per sé significa sempre meno, anzi, volendo si può anche prenderlo a noleggio, però fa ancora la sua scena. E dove c'è un club ci sono sempre quelli che rimangono fuori, sicché per dispetto anche agli esclusi viene l'uzzolo di farsi il loro club personale e fanno a gara con gli altri per una posizione di prestigio (dal latino praestringĕre, strizzare gli occhi, "rendere attonito" attraverso un gioco di illusioni, così come "il-ludere", giocare, darsi allo scherzo). Son tutte bambinate.

È ormai anacronistica la guerra fatta con le armi, ci si perde di più in termini di immagine che quello che si guadagna sul campo, magari ai tempi di Sir Arthur Conan Doyle o di Agatha Christie poteva avere ancora un suo fascino esotico, la guerra era anche un pretesto per vedere paesi lontani, per esempio le piramidi, ma adesso che abbiamo già fotografato tutto, capirete, i giovani ripiegano sui piaceri interiori, come cambiare sesso e provare un po' di poliamore sul divano di casa, e per quel residuale appetito di esoticità c'è sempre Pechino Express: la via delle Indie. Basta con 'ste guerre, se volete conquistare davvero il pianeta usate le celluline grigie e mettevi a fare gli esperti di cambiamenti climatici, potrete convincere l'umanità a fare qualsiasi cosa e nel giro di un lustro l'avrete praticamente in pugno.

venerdì 8 settembre 2023

Ve lo ricordate quando in pieno infoiamento da guerra contro Putin, quando la guerra era ancora giovane e la bella morte sembrava una bella innamorata, ve li ricordate quelli che volevano arruolarsi come foreign fighters nel battaglione Zabov e immolarsi per la difesa dei valori occidentali? Volevano partire tutti i più scalmanati della buonanima di twitter, i debunker reduci di covid che a malapena conoscevano l'uso della fionda, che spettacolo... Sono ancora tutti lì e passato l'accesso di sangue si sono ridotti a piluccare svogliatamente la cronaca nera, dimentichi della guerra che ormai tira troppo per le lunghe, hanno fatto la mossa giusto per fare un po' di scena, caduto il canape, sono partiti tutti in direzione contraria. Anche Mentana a un certo punto l'ha piantata lì con le sue maratone, arriva il momento che per tanto cogente e grave possa essere una situazione la cosa non interessa più a nessuno, e tutta l'energia che era stata spesa fino a quel momento si dilegua alla spicciolata come un armento di bacarozzi a cui abbiano scoperchiato il nido. Dovevamo spezzare le reni al Cremlino.

mercoledì 6 settembre 2023

Che poi ai giornalisti del Tg della Calabria gli si illuminano gli occhi quando parlano di "presenza dello Stato", seguita nove volte su dieci da "territorio", che è un feticismo tutto meridionale, al nord gli preferiscono il più amministrativo "regione". Così vivamente evocato, lo Stato è presente ovunque in Calabria, ma nella forma di ufficio pubblico di collocamento per parenti, amici e amici dei parenti (e/o parenti degli amici), abitudine che poi contribuisce a far prosperare quella società incivile che la presenza dello Stato, sulla carta, dovrebbe contrastare. È un'infezione che non si cura e che anzi è percepita come salvezza e rifugio dai mali del mondo, è presente anche nel resto del paese, settentrione compreso, ma con una virulenza che varia di caso in caso. Le cariche pubbliche sono segno di distinzione sociale, un mondo gogoliano di consiglieri di collegio e di ispettori generali. E questa è la presenza dello Stato.

A Caivano è arrivato lo Stato, non c'era lo Stato a Caivano, non c'è mai stato, ma adesso è arrivato lo Stato e puoi star sicuro, tutto il territorio è sotto il controllo dello Stato. Com'è possibile che sia sfuggito proprio Caivano allo Stato, lo Stato che è presente su tutto il territorio dello Stato, attiene a quei misteri della Repubblica che nemmeno la buonanima di Sergio Zavoli avrebbe potuto spiegarci, si è trattato di una svista, di un punto cieco sulla mappa del crimine che è sfuggito all'attento monitoraggio delle forze dell'ordine, che santamadonna, proprio in quel punto, erano state ingannate da un riflesso sul monitor. Ah, ma Meloni è una che fa, è vero che tiene tante cose da fare, ma quando le giunge l'eco di un'emergenza sul territorio si attiva subito personalmente, solo che non si può sempre procedere a iniziative personali, anche a Quarto Oggiaro non c'è lo Stato ma tutti gli effettivi sono attualmente impegnati a rifare il trucco a Caivano, per il momento gli oggiaresi si chiudano in casa e prendano il loro numerino, ci sono file da smaltire, appena si libera si fa vivo lo Stato.

Il Riformista del nostro amico Renzi titola granguignolescamente: "Gli operai tranciati dal treno". Con la scusa dell'informazione ogni più sgarrupata redazione online partecipa al festino delle chat del branco. Penso al povero De Sade, così anacronistico con quelle sue enumerazioni infinte di personale di scena: la Duclos, la Champville, la Martaine, la Desgranges, Thérèse, Hyacinthe, Michette, Brise-cul... Preceduto dalla discolpante avvertenza "l'orrore delle chat del branco" tutto ci viene spiattellato in faccia senza filtri in un corto circuito dove tutti compartecipano della stessa eccitazione morbosa, ma i giornalisti mossi dall'altruistica finalità di indicarci i mali della società. Idea peregrina di dedicarsi a una nuova versione delle 120 giornate ma questa volta con i giornalisti al posto dei fottuti e le vittime innocenti al posto dei fottitori.

lunedì 4 settembre 2023

Le mezze stagioni stanno ammazzando il giornalismo, orfane del caldo africano e troppo in anticipo per il freddo polare, le redazioni vagano sperdute in una terra di nessuno in cerca di vere notizie. La cronaca, si è detto, offre spunti da cinema splatter, Amato spara la sua su Ustica, Papa Francesco lascia la Mongolia per far rientro a Roma, in questo mortorio generale la gente è costretta a leggere le news sui siti porno, peraltro vietati ai minori, e i minori, rimasti senza donne, si drogano: un paese allo sbando. L'unico che si è fatto la villa è il generale Vannacci.

sabato 2 settembre 2023

Tg Cane

Lo sapete come fanno, quando attaccano con una cosa non la piantano più finché non te la inchiodano per bene dentro la testa, dico il nuovo filone violento di fine estate 2023, gli stupri di gruppo, arricchiti dalla new entry degli operai fatti a pezzi dal treno "lanciato a 160 km/h". Negli anni '70 c'erano i mondo movie, filone che prese le mosse da Mondo Cane, una specie di documentario che con il pretesto dell'intento pedagogico mostrava riti sanguinolenti e strane usanza nel mondo (c'erano anche le processioni di battenti), un filone sfociato più tardi nel genere cannibal dove c'era sempre una spedizione di esploratori occidentali che finivano mangiati vivi e le donne regolarmente violentate dagli indigeni. Ecco, l'informazione è sempre più exploitation, morboso sfruttamento commerciale della cronaca per andare incontro al bisogno di emozioni forti del pubblico, solo che con la faccia di tolla che si ritrovano la fanno passare per diritto d'informazione. (il mio preferito è Africa nuda, Africa violenta, solo per il titolo).

martedì 29 agosto 2023

Non ho dormito stanotte e ho scoperto una cosa interessante: che la notte è cortissima. Si penserebbe il contrario, che cioè quando non si dorme le ore non passano mai, questo forse quando si è giovani, di certo non quando si è giunti a quella ragguardevole età (undicentoanni, come Bilbo Baggins) in cui le ore e i giorni sembrano avere messo il x2. Insomma la notte è stata corta, quando mi sono detto che forse era il caso di mettersi a dormire erano le 8 e un quarto. Ho leggiucchiato un Barnaby in inglese, un po' de L'Adalgisa, che di solito mi fa dormire piena com'è di fatti e di situazioni (non è scrittore per lettori distratti il Gadda, come diceva Svevo dell'Ulisse di Joyce), ma niente, il sonno non è arrivato. Forse potrei candidarmi per una posizione di lavoro notturno di tutta tranquillità, tipo custode di santabarbare o di cantieri abbandonati, ma no, penso che mi impegnerò di più a dormire. Mi pare ieri che era ieri...

mercoledì 23 agosto 2023

Il guaio della democrazia, abbiamo detto, è che non può mantenersi all'altezza del suo significato, non esiste un governo del popolo e non può esistere, è una fantasia, un desiderio, come vivere in eterno o pensare di decidere del proprio destino. E poi, cosa sarebbe un governo del popolo? Forse una nazione senza partiti e "corpi intermedi" che ad ogni decisione da prendere consulti i propri cittadini tramite suffragio universale, una cosa impossibile nella teoria come nella prassi. Penso che sarebbe invece il caso di accordarci attorno a un significato di democrazia come rispetto per le persone, sarebbe già tanto, una demofilia più che una democrazia, senza però scadere nel melenso; vedo invece le democrazie attuali scivolare sempre più verso un paternalismo peloso che implicitamente vuole significare: da solo non sei in grado di decidere quello che è più giusto per te, fidati di noi, noi lo sappiamo. Non è così che funziona la democrazia.

martedì 22 agosto 2023

Alla fine siamo finiti a parlarne, di Paola Egonu che non avrebbe i tratti tipicamente etruschi, che fra tutti i popoli italici erano poi quelli più xenomorfi, che si diceva venissero da Marte o dalla Grecia, mentre i più italici di tutti semmai erano i bruzî e i sanniti, più dei galli senoni, per non parlare dei veneti. (a proposito, di Paola Egonu avevo fatto una caricatura che non ho mai pubblicato perché mi era venuta troppo poco etrusca). Ma poi lo sport non è più questione etnica, nella pallavolo naturalizzano ormai anche le russe che possono essere scambiate per friulane alte, non è questione di sangue, altrimenti bisognerebbe fare il test del dna anche alle bocciofile di Ponte Chiasso, dove notoriamente si infilano i pensionati ticinesi, in tutto e per tutto uguali a quelli italiani (a proposito, io sarei per l'annessione del Canton Ticino, faccio presente al generale). Poi è vero, il movimento lgbt+ è diventato più chic di un negozio di Ralph Lauren, e simpatico uguale, ma certi argomenti non attaccano, semmai bisognerebbe fare come gli antichi romani, che dove passavano garantivano a tutti la cittadinanza romana, anche se i conquistati non conoscevano l'uso della moka e non seguivano le partite di pallone. (gli americani per esempio, la loro cittadinanza non la mollano, eppure facciamo tutti parte dell'impero). Siamo tutti normali oramai, se volete la tipicità ci sono i trulli, c'è anche penuria di attaccanti in nazionale, se ne conoscete uno bravo, anche se non ha i tratti tipicamente etruschi, segnalate alla Figc che possiamo naturalizzarlo col decreto ricrescita.

Prima che cominciasse Il giovane Montalbano ancora si scaldavano su La7 per questo generale, nel frattempo io seguivo i risultati della serie A e mi ero lanciato in una interessante ricerca avente per oggetto la finta assunzione di cittadinanza sicula del giovane Domenico Modugno, altrimenti pugliese. C'era Alemanno tiratissimo che si spendeva per la libertà di espressione e vari altri interlocutori progressisti triggeratissimi che se lo mangiavano vivo, nel frattempo Modugno dichiarava che era stata colpa dei dirigenti Rai e della casa discografica che l'avevano voluto siculo per motivi commerciali e che si sarebbe fatto anche giapponese pur di non fare la fame. Il libro del generale, nel frattempo, è primo su Amazon (fonte: Repubblica), ho letto dei brani citati in un articolo, non mi è piaciuto, è più sciapo del Mein Kampf e più elementare di Bagatelle per un massacro, insomma non è Céline, nemmeno un Evola, tutt'al più una Fallaci però senza cazzimma, si vede che si è tenuto a freno senza per altro suggerire ulteriori qualità nascoste, diciamo che è la giusta nemesi scadente per questa sinistra scadente, per mandare ai matti la gente di twitter (pardon, X) e allungare la broda dei palinsesti estivi. Domenico Modugno fu anche deputato e presidente del Partito Radicale.

sabato 19 agosto 2023

Per non unirmi anch'io al generale coro di biasimo che si è abbattuto sul libro del generale Vannacci dovrei necessariamente mettermi veramente a leggerlo e analizzarlo con santa pazienza, ma usando una locuzione in uso fra le antiche popolazioni bruzie e campane vi dirò che "nun me ne dice", sicché provo un gran senso di sollievo per il fatto di non essere costretto a dire la mia sul caso più increscioso del momento. Attualmente mi interessano di più le meccaniche di autoproduzione della virtù che si innescano fra le cosiddette "brave persone", questa frenesia acefala che prende alla vista di una battaglia su cui piantare prontamente la bandierina per sentirsi buoni fra i buoni e ottenere il riconoscimento della comunità di appartenenza, oltretutto è chiaro come qualsiasi caso sia sempre montato ad arte da giornali che hanno tutto l'interesse commerciale a scrivere quel che il cliente lettore vuole sentirsi dire. Se il generale Vannacci è colpevole di odio verso gli stranieri e gli omosessuali gli siano tolti i gradi e messo a pane e acqua per rieducarlo coercitivamente alla vita civile (paradosso del generale moderno a cui è richiesta una certa capacità di accoppare eventualmente i nemici della patria usando la prudenza di non calcare troppo sul concetto di patria e comunque sempre nel rispetto dei diritti delle minoranze).

lunedì 14 agosto 2023

Leggo che quel "repubblica fondata sul lavoro" fu il frutto di un accomodamento per venire incontro alle richieste del partito comunista che avrebbe invece preferito "repubblica fondata sui lavoratori", a significare che la repubblica avrebbe tenuto in conto la voce della classe operaia allora equiparata al popolo dabbene preso nel suo insieme. La frase oggi come oggi non dice più quel che voleva dire in origine, allora il concetto di "lavoro" era stato fatto ostaggio da un'ideologia che lo magnificava oltremisura elevandolo al rango di vera e propria divinità pagana (a Stachanov, per aver battuto ripetutamente il record del numero di tonnellate di carbone estratto - 102 tonnellate in 5 ore e 45 minuti -, diedero la medaglia di "Eroe del lavoro socialista" e istituirono in suo onore "la giornata del minatore di carbone"). Oggi, con l'aiuto della scienza, abbiamo invece scoperto come il lavoro in sé non sia un ente supremo di carattere etico-morale quanto piuttosto una malattia sociale che continua ad affliggere la gente comune e priva di mezzi. Io la repubblica la vorrei fondata sull'intelligenza, ma capisco che rischia di essere un'utopia ben più utopica di quella del lavoro socialista.

venerdì 11 agosto 2023

Non ci siamo solo noi pasciuti occidentali al mondo, e per occidente intendo il concetto politico prima ancora che geografico, eppure pensiamo di avere la prelazione sulla volontà di tutto il resto del pianeta in virtù delle nostre conoscenze avanzate, del nostro sistema economico, dei nostri progrediti sistemi politici, e riteniamo arretrati tutti gli altri luoghi del pianeta che non adottano i nostri standard. Questa indiscutibile volontà di condurre tutto agli standard occidentali è una volontà ipocrita perché il benessere dell'occidente implica la povertà del mondo che ne resta fuori, per cui i grandi proclami di sviluppo globale accompagnati dalle rituali fotografie in giacca e cravatta davanti a fondali di cartone sono solo un esca per i fessi. La catena di produzione degli oggetti di consumo implica un'originaria base di manovalanza a basso costo che si accontenta di quel poco che riesce a guadagnare in rapporto all'economia del luogo, che deve rimanere depressa, differenziata rispetto alle economie avanzate e quindi in grado di sostenere il costo della vita di un esercito di lavoratori sottopagati, mentre noi in occidente continuiamo a stanziare incentivi per un'industria senza più operai (i sindacati sono diventati una barzelletta). Non c'è più nessuno che ascolta le ragioni dei miserabili del mondo, le sinistre occidentali ormai perse in battaglie sui pronomi e sulle domeniche in bicicletta, è tutto finito, compagni, il capitale ha vinto, vince sempre.

giovedì 10 agosto 2023

L'ecologismo passatempo per ricchi

L'ecologia la facciamo noi paesi avanzati e il lavoro sporco lo lasciamo fare ai paesi emergenti, che sono emergenti e devono continuare ad esserlo, in eterno, perché se emergessero definitivamente dovremmo aggiungere un posto a tavola anche per la servitù, e non è bello, non sta bene. Cina e India sporcano e producono per tutto il resto del pianeta, in Cile e Australia fanno grossi buchi nella terra per estrarre quel litio che permetterà agli europei di conservare l'aria pulita e intatti i propri paesaggi, patrimonio dell'umanità. Con le nostre politiche green, nuovo galateo dell'aristocrazia occidentale che governa il pianeta, diamo il buon esempio alle maestranze che lavorano per noi, e gli facciamo pure la morale, mentre noi, petulanti, ne usciamo virtuosi e con gli stivali puliti. La nostra arroganza è così ben camuffata da virtù ecologista che ormai la percepiscono solo gli altri, i poveri cristi della corte dei miracoli che si prendono gli avanzi della civiltà dei consumi, mentre il nostro problema principale è la scelta mattutina fra colazione salata e fette biscottate a ridotto apporto calorico. L'ecologismo è l'ultimo giochino di società della frollata aristocrazia occidentale.

mercoledì 9 agosto 2023

Siccome si dorme col lenzuolo ai primi d’agosto l’hanno dovuta mollare momentaneamente col riscaldamento globale e adesso Meloni deve reggere da sola tutto il palinsesto dei cinegiornali, povera donna. Ma non tutto è perduto: Inferno alle Hawaii: l’uragano Dora soffia sugli incendi, persone costrette a gettarsi nell’Oceano per sfuggire alle fiamme. Era un’utopia bellissima l’ecologismo prima che diventasse una tecnica di marketing.

domenica 30 luglio 2023

Proletari di tutto il mondo fatevi l'auto elettrica!

Qui è dove il climatologo Mercalli ci dice che la crisi climatica è irreversibile ma dobbiamo tutti impegnarci nelle cure palliative per tirare a campare il più possibile ("palliativo", di trattamento che allontana per poco le conseguenze).

"C’è modo di invertire la rotta?
No, non si torna indietro. [...] ma meglio la febbre che un attacco di cuore [?]"

Non è chiara la metafora: se il processo è irreversibile è fuori controllo, la volontà di potenza è impotente, l'ambizione di controllare il sistema climatico del pianeta è hybris, superbia che porta l'uomo a presumere una potenza che non possiede.

"Sì, il Suv ci piace da mostrare agli amici ma consuma. Io per esempio ho smesso di volare. Sostituisco l'aereo con il telelavoro [...] e sabato in Friuli verrò con l'auto elettrica."

Non è il consumo del Suv che disturba, è la sua insolenza, di fatto un Suv potrebbe essere anche elettrico ma è l'idea stessa di Suv che disturba il climatologo di sinistra, come se il mondo fosse tutto a misura di torinese e milanese e il canadese del Quebec o il nigerino del Sahel dovessero spostarsi in Topolino, che presunzione. La stessa presunzione di chi può permettersi il telelavoro e di non prendere l'aereo, consolato dal gadget tecnovanitoso dell'auto elettrica. Dal suo chalet di montagna il climatologo di sinistra dà lezione di ecologismo al povero cristo di Bamako, si aggiorni il Manifesto: proletari di tutto il mondo fatevi l'auto elettrica! (diglielo al povero cristo del Sahel di farsi i doppi vetri, di consumare meno carne, di farsi l'auto elettrica, non c'è più rispetto per gli uomini).