domenica 19 settembre 2021

Gogne

Il settimanale Oggi, RCS MediaGroup di Urbano Cairo, partecipa con zelo alla campagna di rieducazione civica del cittadino mettendo alla gogna le mamme novax: mamma novax muore mettendo alla luce il suo bambino, salvato per miracolo il neonato. Che il biasimo sociale si abbatta su queste poco di buono: convertitevi! Se non vi vaccinate andrete tutte all'inferno! Il settimanale Oggi, quello dei poster lato zinne e lato Padre Pio, fonte di diritto morale. Di queste gogne, probabile aferesi di vergogne, se ne allestiscono oggigiorno un po' ovunque quali pilloline da consumarsi al volo fra una googlata e l'altra. Una gocciolina di veleno oggi, un'altra domani, e l'organismo si abitua a produrlo da sé per proprio conto. Ve l'ho detto, il Covid-19 ha fatto il salto di specie e da patologia polmonare è diventata anche malattia morale, come l'Hiv.

Un giurista

 Atteniamoci al Fatto, nel senso del giornale: 

“È giusto che ci sia un confronto sereno, serio, in Parlamento. Non voglio far pesare la mia opinione personale: da giurista e da cattolico mentre non ho dubbi che esista un diritto alla vita, perno di tutti i diritti della persona, dico che è da dubitare ci sia un diritto alla morte. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, in un’iniziativa organizzata da Affaritaliani.it.” Esiste un diritto all’autodeterminazione per cui scelgo le mie cure ma scegliere di essere avviato alla morte e chiedere l’ausilio di personale qualificato può essere un po’ dubbio”

Non esiste un diritto alla morte. Non si intende qui il diritto di dare la morte all'altro, senza il suo consenso informato, diciamo, si intende il diritto di decidere sulla propria. Da giurista e da cattolico, dice, questo diritto non esiste, e premette: non voglio fare pesare la mia opinione personale, e mentre lo dice, in pratica, lo fa.

Ogni diritto esiste nella misura in cui lo si fa valere, anche i peggiori fra i diritti, anche quelli che non ci piacciono. A meno che il giurista, da cattolico, non intenda che esistano dei diritti naturali, posti come inviolabili dal Creatore. Eppure in natura tutto muore, se non morisse, non potrebbe funzionare. Deve essere chiaro che i diritti sono delle convenzioni stabilite dagli uomini, se al giurista questo non è chiaro, allora ci muoviamo su piani diversi.

Se un medico vuole obiettare, dunque, obietti, ma che il diritto, una volta stabilito, sia comunque praticabile. Può andare bene per il giurista o il diritto non è praticabile, a monte, per ragioni di principio che vanno a precludere la possibilità di reclamare anche solo quel diritto? Perché se è questo che si intende allora abbiamo un grosso problema con questo giurista.

Sicuri che vada tutto bene?

Ma se Draghi introducesse, che so, la legge marziale per i non vaccinati, non otterremmo maggior effetto annuncio? Chiedo. Ormai è chiaro che la questione da sanitaria si è spostata sul piano personale, vogliamo fare scuola, essere un modello per tutte le nazioni, anche per i talebani, si capisce, che si trovano così indietro nella campagna vaccinale. Non è tanto l'obiettivo, nobile, si sa, ma il metodo. Draghi l'ha presa sul personale: se non ti vaccini ti tolgo il lavoro, quello che hai per vivere. Brunetta, pure lui, il vostro odiato Brunetta, partecipa anche lui alla frenesia generale: viviamo un momento magico, anche per lo smart working ci vuole il green pass, potreste infettarvi da casa. Sembra una barzelletta, lo fanno perché potreste approfittarne per non vaccinarvi. Lo fanno per il bene di tutti, si dirà, per creare ambienti sicuri. Non lo so. In nome di questa sicurezza molto sui generis accettiamo cose che non si sono mai viste, il panico ci ha preso la mano. Sicuri sicuri che vada tutto bene? Se non vi viene anche solo un piccolo dubbietto su questo modo di fare non è che perdo la stima, però un po' di diffidenza nei vostri confronti comincio a nutrirla, mi sorge spontanea.

venerdì 17 settembre 2021

Carriere

I filosofi non si aspettino di essere ben voluti, di solito quelli ben voluti sono quelli che per una ragione o per l'altra parlano di cose che non si trovano molto distanti dal chiacchiericcio della gente, meglio ancora se avallate dal Pericle di turno; se un filosofo pensa diversamente, anche qualora non spari cazzate, finirà per essere ridicolizzato, è la regola. Meglio sarebbe stato fare gli odontotecnici. Mio nonno mi avrebbe voluto odontotecnico, gli uomini non smettono mai di perdere i denti, diceva, un lavoro che non passa mai. Lui faceva il calzolaio, gli uomini persero le calzature. Piuttosto di farsele riparare, a un certo punto, se ne compravano di nuove. È una scommessa scegliersi la carriera, a noi in famiglia è sempre andata male. Col senno di poi avrei scelto il miliardario.

C'è una logica che muove i novax

C'è una logica che muove i novax: non possiamo disporre dei dati sui futuri effetti dei vaccini, quindi, non sapendo quantificare il rischio futuro, potenzialmente infinito, preferiamo rischiare il male attuale, quantificabile, finito. Di fronte a questo argomento i battaglioni governativi e della scienza ufficiale oppongono un argomento debole: piuttosto che rischiare di morire di Covid oggi accettiamo il rischio imponderabile di domani, ma è proprio lì che l'argomento scientifico non riesce a penetrare la resistenza del nemico perché proprio nel momento in cui intende respingerlo lo alimenta. Il governo, dal canto suo, non si scompone, procede con la forza, quel che invece mi lascia perplesso è l'incapacità dello scienziato di non rispondere al novax con argomenti più decisivi. Noto una mancanza di intelligenza nella scienza che non è ignoranza, è mancanza di finezza. Si ingegna moltissimo per raggirare le proteine spike ma quando si tratta di persuadere gli uomini è tetragona e ottusa, come una statua di sale. Non ci si meravigli se siamo al punto in cui siamo.

La vita non ha valore

Anche la vita, di per sé, non ha valore, nessun valore morale, almeno, che ne garantisca incontrovertibilmente l'inviolabilità. "Morale" indicava per i latini il costume dell'epoca ("o tempora, o mores!"). Il valore morale nasce e muore con l'uomo. È come il discorso fatto per i diritti umani: la vita ha un valore in quanto gliela si vuole dare, e quando la decisione è affidata alla volontà non può avere carattere universale perché non c'è garanzia che una volontà rimanga fedele a se stessa e in se stessa. La persuasione della fede ci dice che il valore morale è infuso negli uomini da Dio. Venuta meno la fede si è tentato di fondare laicamente il valore morale della vita sulla ragione umana: la vita ha un valore perché è ragionevole pensarlo, ma questa ragionevolezza costituisce un'extrema ratio, un'ultima spiaggia. In natura purtroppo la vita si perpetua in modo prettamente funzionale, se la natura dovesse porsi anche il problema morale del valore della vita tutto il suo intero meccanismo sarebbe già saltato da un pezzo. Per convincere l'altro del carattere inviolabile della vita umana ci vuole ben altro che la ragione, ci vuole un esercito, o una mozione d'affetti.

2024

È andata così: hanno cominciato a dire che erano loro a diffondere il contagio, che lo facevano per dispetto, che erano tutti matti da legare. Oddio, non che non ce ne fossero di originali, ma pure i normali, quelli che passano per tranquilli, sotto sotto sono dei carognoni uguali, solo che hanno l'accortezza di non fartelo sapere; quegli altri no, anzi, si vantavano pure delle loro genialate, si fregavano praticamente da soli. Era per troppo amore che si fregavano, davano tutto per la causa, senza fare calcoli. Presto anche quelli che se ne stavano per i fatti loro finirono per entrarci di mezzo. Cominciarono i giornali, ci si misero anche le alte cariche istituzionali, presto non ci fu più un incolpevole fra i non allineati. Si usarono tutti i mezzi per non obbligarli e allo stesso tempo per costringerli, multe, sospensioni, pagamento degli oneri sanitari, finirono addirittura per arrestarli. Nessuno si scomodò per difenderli, anzi, la gente sfogava su di loro tutta la rabbia per essere costretta a vivere ancora sotto sorveglianza, anche quando non ce ne fu più in giro uno, ancora se la prendevano con loro perché i sani non erano ancora usciti dallo stato di emergenza. Quando gli facevi notare che non ce n'erano più, che li avevano tutti assimilati, ti prendevano per matto, il sospetto si era così ben insinuato nei loro organi che li vedevano da tutte le parti, come se la sagoma del nemico gli fosse rimasta impressa nella retina. Finì che si abituarono ad essere sorvegliati e nessuno si ricordò più il motivo né il perché.

giovedì 16 settembre 2021

Democratici

Ma davvero non abbiamo alcun problema a farci restringere un pezzetto alla volta le facoltà di movimento salvo presentazione di un certificato di circolazione? I miei interlocutori di un tempo si sono fissati tutti coi novax e non vedono altro, adesso ci serve un certificato per andare dappertutto ma fa nulla, l'importante è che costringano anche i novax a farselo. Non sono della tua opinione ma farò di tutto perché il governo ti riduca la libertà di movimento. E si dicono democratici, si dicono. (e non venite a dirmi che sono i novax che ostacolano la soluzione dell'epidemia perché è una barzelletta, tipo quella sui runner).

mercoledì 15 settembre 2021

I diritti umani non esistono in natura

Si ragionava, l'altro giorno, sulle dittature che fanno del vittimismo e denunciano che sono le democrazie che vorrebbero imporre loro i diritti umani, che detta così sembra una battuta, ma è una cosa seria invece, perché i diritti umani, per bellissimi che siano, non sono un fatto naturale, sono un prodotto della società, e se una società non li intende recepire, i diritti non hanno la capacità di imporsi per loro iniziativa, per imporli ci vuole un gran lavoro di persuasione. Ci si è dati molto da fare in occidente per persuadersi che i diritti umani sono collegati a quella razionalità universale che sarebbe il segno evidente di una comune base civile sulla quale tutti conveniamo. Ma no, questa comune base razionale, pure lei, è un prodotto culturale, è valida finché la si condivide, non c'è prova che esista per davvero. Se vogliamo salvare una persona dai soprusi della dittatura, appellarsi ai diritti umani non è che un espediente meno cruento e culturalmente più sofisticato rispetto all'antico modo di redimere la questione, ma rimane pur sempre un espediente. Perché i diritti umani non esistono in natura, in natura esistono il dolore, la pena, la sofferenza inflitta agli uomini dagli altri uomini, e i diritti umani sono lo strumento culturale che ci siamo dati per tentare di respingerli quando tentano di abbattersi su di noi.

domenica 12 settembre 2021

Overthinking

Davvero il green pass s'è gonfiato di proprietà fantasmagoriche che vanno ben al di là del suo reale significato, si tratta semplicemente di un certificazione di avvenuta vaccinazione che non certifica uno stato di immunità, non è una garanzia di sterilizzazione, non un certificato di appartenenza a un fantomatico club di sani opposto a una masnada di untori zombi e attentatori della salute pubblica. Stiamo smarrendo il senno. Di questo passo il Covid rischia di diventare uno stigma, una malattia etico-morale proiezione della stupidità del genere umano, quando non addirittura una malattia politica ("muore di Covid a diciott'anni, ma era leghista"). State andando in overthinking, non pensate più bene, la baruffa politica vi ha fatto perdere il lume della ragione. Ripetiamo insieme: muovere rilievi al green pass non comporta il marchio dell'infamia, muovere rilievi al green pass non comporta il marchio dell'infamia. È un impazzimento generale, ritornate in voi.

venerdì 10 settembre 2021

Tranquillo

Però come gestiscono bene le emergenze ai piani alti, e come reggono bene la pressione, io per esempio prima di rilasciare una legge che va a limitare le libertà delle persone mi farei venire una colica, loro invece niente, sono dei veri professionisti. Per decretare di confinare in casa una persona, di indurla a fare qualcosa che non vuole con una semplice firmetta in calce a un dpcm, ci vuole del pelo sullo stomaco, bisogna davvero avere molto a cuore il bene comune per compiere un atto del genere. Tanto di cappello a chi ci governa. Io dormo sonni tranquilli perché so che all'occorrenza, in caso di falso positivo, non esiterebbero a fermarmi con ogni mezzo pur di non mettere in pericolo la comunità e di questo li ringrazio, e per questo sono più tranquillo. 

giovedì 9 settembre 2021

Ne usciremo più sani

Come dice il professor Ricolfi, siamo in guerra contro il Covid, e in guerra bisogna combattere contro il nemico comune, chi non lo fa è un traditore, chi solleva dubbi un disfattista. Se non abbiamo ancora vinto è perché non abbiamo abbastanza soldati, ad ogni disfatta ne serve un battaglione in più. Non sono ammesse critiche, si continua ad eseguire gli ordini, se non funziona è solo perché ci vuole più disciplina. Partiti all'assalto siamo finiti a marcire in trincea, colpa degli imboscati e dei disertori. Andranno a stanarli casa per casa i renitenti alla leva, gli toglieranno la paga, provvederanno al rancio a proprie spese. Dicono che ne usciremo più sani.

martedì 7 settembre 2021

Sulla riduzione dei nemici a caricature

L'abbiamo fatta anche su questo blog la profilazione del nemico, in passato coi berlusconiani, con gli omofobi, coi difensori dei valori non negoziabili, poi con i grillini e dopo coi renziani, prima ancora coi neocon e più indietro coi craxiani, si parte da un'idea di detestabilità e ci si costruisce attorno un tipo d'uomo, lo si è sempre fatto, oggi è venuto il turno dei novax. Non è che queste persone non esistano e non possano dire fesserie, il fatto è che a un certo punto i loro caratteri si staccano dagli individui e assumono vita propria, per così dire trascendentale, allontanandosi dagli originali nella misura in cui si trasformano in caricature. Questi simulacri dicono più di noi che dei nostri nemici: solo con l'aiuto della scienza sconfiggeremo il pericolo, quindi il novax deve essere irrazionale, irragionevole, irresponsabile, pericoloso, matto da legare. Tendiamo a proiettare nell'altro i caratteri che più ci inquietano, per espellerli da noi e trasferirli nel capro che ci confermi la nostra innocenza: se qualcosa dovesse andar male sappiamo di chi è la colpa, non sarà di certo per causa nostra. Ora, quando questa fallacia informa l'azione di governi interi, in Italia come altrove, non dico che ne scaturirà una sicura sventura, però potrebbe portare a qualche errore di valutazione indotto da una pervicace volontà di sicurezza. Chi vuole intendere intenda.

lunedì 6 settembre 2021

Contare niente

Che noi non si conti niente, in democrazia, è naturale, il guaio è quando lassù se ne accorgono e allora cominciano a inseguirti con la loro idea di società fin dentro il bagno. La miglior cosa sarebbe non dare nell'occhio, una vocazione alla resilienza, insomma, ma purtroppo accade che, dai e dai, nel suo oscuro scrutare, il cono di luce dell'autorità verrà comunque a scovarti, e allora sei fritto. C'è poi il caso che a forza di non contare niente e nell'ansia di sentirsi almeno una volta nella vita dalla parte della storia ci si convinca di pensarla esattamente come questa o quella carica istituzionale, comprese le più alte che sono le più autorevoli, in sintonia con il corpo elettorale, principalmente quello proprio. Un caldo fiotto di paternalismo vi scorrerà allora nelle vene come l'acqua calda dentro la boule e la democrazia vi sembrerà vera per davvero. La democrazia è invece una bella idea che ahimè non può mantenersi all'altezza delle sue nobili intenzioni e ci appare decente fintanto che fa al caso nostro (e non mi venite a dire che voi avete a cura il bene pubblico che a malapena sapete badare a quello vostro).

venerdì 3 settembre 2021

La cura occidentale

Il tipo d'uomo occidentale ha perso da tempo l'abitudine di sentirsi minacciato giorno e notte nella sua integrità fisica, quando in tempo di guerra vibravano i "lunghi fili d’acciaio intricati che tracciano i proiettili che cercano di ucciderti, nell’aria calda dell'estate", e al primo grattacapo che viene a mettere in pericolo la pianificazione del suo inviolabile destino invoca le leggi speciali. Smartphone alla mano, invocherebbe il green pass anche davanti al plotone d'esecuzione se gli fosse necessario. Guarda all'Afghanistan come un problema di scuola, si può permettere di farne accademia: chissà adesso coi talebani come si farà col covid, come se sotto la cura occidentale fosse stato fatto qualcosa di diverso (0.6% della popolazione vaccinata, 2% con una dose, praticamente il personale di servizio). Siamo diventati dei relatori di grandi leggi sui diritti universali ma che si lamentano in privato di doversi lavare da soli le mutande. Il nostro problema è l'essere costretti a sedersi dentro perché fuori si siedono i novax. Questa biomassa genera una coglioneria infinita che convertita in energia potrebbe illuminare mille milioni di campi da calcio. Se un giorno trionferemo sul male la nostra pace sarà bellissima.

L'invenzione del nemico

I famosi novax di cui ogni giorno si narrano le imprese, paradigma della stupidità, nemici del popolo, destinatari dei due minuti d'odio, comprensivi di apologhi morali del tipo "è morto in terapia intensiva chiamando la mamma e implorando i medici di salvarlo, i medici impassibili: non ha voluto fare il vaccino, doveva pensarci prima, mi dispiace". Sono dei vigliacchi, l'ha detto chiaro Mario Draghi che è competente in tutti i campi dello scibile, detentore, lui sì, del barile unico e centrale dell'intelligenza, i novax sono terroristi che sono capaci di bloccare i treni, che inseguono i primari sotto casa, che possono fare una strage, il loro ideologo è Montesano. I sivax non sono meno imbecilli, solo più pedanti.

martedì 31 agosto 2021

La Neolingua

C'è anche la Neolingua in 1984, "l'unica lingua al mondo in cui il lessico si restringe ogni anno". Zelanti linguisti si dedicano alla distruzione programmata di nomi, aggettivi e i loro contrari per ridurre il vocabolario all'essenziale.

"Prendi “good”, ad esempio, che bisogno c’è di “bad”? “Nongood” farà lo stesso al caso nostro – meglio, perché è un opposto preciso, e l’altro no. O ancora, se vuoi una versione più forte di “good”, che senso ha avere una serie di parole come “excellent” e “splendid” e tutto il resto? “Plusgood” copre il significato; o “dualplusgood” se vuoi qualcosa di ancora più forte."

Lo scopo è politico: meno vocaboli e più parole univoche ridurranno il numero dei crimini mentali e le occasioni per pensare diversamente.

Somiglia un po' alla neolingua di internet con i suoi lol, i suoi rotfl, lmao, imho, ecc., solo che questi "vocaboli" (chiamiamoli così, sarebbero acronimi) non hanno intento politico e si producono spontaneamente da soli per partenogenesi. E poi noi del XXI secolo non abbiamo bisogno che ci impongano di ridurci il vocabolario, si riduce già da sé per il fatto che tutto deve essere di facile e immediata comprensione. Scrivi semplice, mi dicevano, come esortazione, non come asserzione (dove già pensare la differenza fra esortazione e asserzione può mettere a dura prova la mente più pigra).

Di nuovo, Orwell ci aveva sottovalutato.

lunedì 30 agosto 2021

Orwelliana

Leggevo i primi capitoli di 1984, del grande marchingegno chiamato Dipartimento Archivi dove le notizie sui giornali, i libri, le poesie, tutto il passato veniva puntigliosamente aggiornato alle mutate necessità propagandistiche del momento, cancellando di fatto dalla memoria individuale e collettiva le notizie scadute o divenute sgradite. Pensavo che oggi non c'è nemmeno bisogno di fare tutta questa fatica, che quella distopia orwelliana suona un po' ingenua alle orecchie dei contemporanei immersi nella realtà di internet, anche qui, nelle cosiddette "democrazie occidentali", dove tutto è vero e falso alternativamente e contemporaneamente e già di per sé contraffatto, verità debole che risente di una descrizione occasionale della realtà e in cui ciascuno è nella pratica il Grande Fratello di se stesso. In un contesto del genere, che qualcuno chiamerebbe liquido, tutto è già mistificato all'origine. Come per esempio l'enfasi con la quale oggi, dopo vent'anni di oblio, improvvisamente i media tornano a palpitare per gli attentati terroristici in Afghanistan e a fare la conta giornaliera degli attentatori colpiti dai droni, come se nei vent'anni precedenti in Afghanistan fosse regnata la pax augustea. Bello Orwell, ma stiamo già facendo di meglio senza nemmeno bisogno dell'IngSoc (il partito unico o del "Socialismo Inglese"): le democrazie sono già di per sé macchine mistificanti che a pieno regime superano in efficienza gli incubi delle più fantasiose distopie.

venerdì 27 agosto 2021

Il fascino delle regole

In realtà la gente corrisponde al bisogno di limitare la libertà anche con un certo entusiasmo, perché è tutt'altro che naturale voler essere liberi, anzi è il contrario. Le comprovate esigenze di sanità pubblica sono solo le ultime in ordine di tempo di una lunga serie di occasioni che vengono offerte a questo intimo desiderio di normazione che l'uomo si porta appresso da sempre come il suo naso. Si troveranno sempre degli uomini ben disposti verso le regole, sentirsene parte li gratifica. Che la regola poi porti a un reale beneficio è un fatto puramente occasionale, quel che conta è il fascino che suscita. Appassionano le regole, gli uomini ci vedono sempre di più di quel che contengono, un tempo ci vedevano magari la volontà di Dio, poi quella del popolo, oggi magari la verità scientifica. Non finirà mai questa storia.

mercoledì 25 agosto 2021

Domanda agli illuminati del secolo XXI

Quel che succede è che di fronte a un grande panico collettivo, a maggior ragione se amplificato scientificamente e in modo martellante giorno e notte, notte e giorno, da stampa e istituzioni e guide morali e spirituali tutte, vengono a spuntare come funghi attentatori della salute pubblica e nemici della patria su cui scaricare tutto il peso formidabile dell'ansia accumulata dalla società. E badate che qui non si intende negare la gravità della pandemia, si vuole notare che l'evocazione del capro espiatorio è qualcosa che puntualmente si verifica date certe premesse e che il povero capro è espiatorio proprio perché espia colpe che non sono sue: e allora perché, benedetti illuminati del secolo XXI, ricadete ancora in questi errori elementari?

martedì 24 agosto 2021

Operazione San Pietro

Forse a Joe Biden converrebbe per cancellare la figuraccia rimediata in Afghanistan invadere Città del Vaticano, anche lì non c'è democrazia ma il territorio è più raccolto e presenta meno asperità, certo in Vaticano le fazioni in lotta sono più numerose che nella sola provincia di Kandahar ma l'operazione si potrebbe risolvere nel giro di un quarto d'ora al massimo previa accerchiamento del colonnato del Bernini e fraternizzazione con la locale guarnigione elvetica, per poi instaurare al posto della monarchia assoluta uno Stato libero associato sul modello di Puerto Rico con un Papa eletto dal Congresso. Ma secondo me non gliela fanno lo stesso.

venerdì 20 agosto 2021

Un allarme al giorno

Ha dell'incredibile che a tutt'oggi, ore 15:40 mentre scrivo, non sia ancora esplosa una nuova emergenza, di quelle belle che fanno impazzire il web, che ci escono milioni di click. Vivere nel mondo dei media è come farsi frullare continuamente il cervello da nuovi allarmi, solo il sonno interviene a interrompere la terribile consecuzione dei problemi del mondo, al netto dei sonniferi. Problemi che tra l'altro sono appositamente tarati sulle nostre esigenze: del morto di fame in Nuova Guinea non ci viene reso conto, interessa nulla, meglio l'emergenza del cinghiale che grufola sotto casa perché lo si può collegare al problema rifiuti. La bolla è questa: la potente lobby delle benzodiazepine è in combutta permanente con i giornali. Chi si volesse informare serenamente giusto per arricchire la sua esperienza del mondo, deve prima scremare le notizie dal loro surplus di emotività, altrimenti finisce dall'analista (che guarda caso è in combutta con quelli delle benzodiazepine: sarà un caso?). Sono scoccate le 15:59 e tutto va bene, mi sta venendo un po' d'ansia, confidiamo stasera in un aumento dei contagi.

giovedì 19 agosto 2021

Rave

Dopo la Delta, i novax, i talebani, adesso è il turno dei rave party: ma lo sapete che i giovani si drogano per settimane in queste feste clandestine che diventano tutti degli zombi? Cioè, la droga è brutta, dov'è Galli della Loggia quando serve, perché non ci dice qualcosa a questi delinquenti? Hanno ammazzato anche le pecore al contadino, secondo me fanno dei riti satanici. Secondo me sono talmente bruciati che non sanno nemmeno più cos'è un rito satanico. Mangiano le pecore crude, senza nemmeno lardellarle con l'aglietto, non hanno rispetto per niente. Ma perché i giovani si drogano che hanno tutto il futuro davanti a loro? Forse è proprio per quello. Bisogna capirli i giovani, la loro smania di vivere, di bruciare in un attimo come stelle cadenti, sarai stato anche tu uno dei mods, quando papà ti voleva far studiare e tu pensavi alla Lambretta. Ecco, i ravers pensano alla droga. È una moda che viene dall'Inghilterra, vengono tutte le schifezze dall'Inghilterra, hanno attaccato i Beatles a drogarsi e infatti sono rimasti solo in due di quattro che erano. C'è niente da fare, la droga è brutta. Per fortuna che a forza di parlarne è arrivata la polizia a sgomberare, gli ha tagliato i viveri a quei lazzaroni, li ha identificati tutti, gli ha notificato che non avevano il green pass. Potevano rimanere offesi.

mercoledì 18 agosto 2021

L'esportazione della democrazia

Toh, chi si rivede, l'esportazione della democrazia. Certi slogan non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano: indipendentemente dalla struttura sociale e dalla storia di un paese, la democrazia deve attecchire ovunque perché è un valore positivo universale, conviene a tutti, rappresenta il Bene. Erano stati i neocon a farsene i paladini, cioè una pattuglia di delusi del partito democratico che avevano inteso che i buoni valori liberali andavano imposti ad ogni costo, con le buone o con le cattive, a costo di ammazzare tutti gli antidemocratici. L'Afghanistan doveva fare da buon esempio, democraticizzarne uno per educarne cento: un trilione di dollari in spese militari non sono bastati a istruire un popolo sovrano. Sì, però il principio era giusto, si dirà. Per carità, sarebbe stato sicuramente meglio se gli afgani avessero potuto scegliere di avere il problema del green pass invece che farsi sparare alla testa per strada, ma chiedere la luna non è sempre il metodo migliore per ottenerla. Ma con l'Europa la cosa era riuscita, il D-Day, lo sbarco in Normandia, il piano Marshall! Come no, e vogliamo dimenticare i chewing-gum, le calze di nylon, la cioccolata? Che fesserie, l'Afghanistan non era la Francia di de Gaulle: vaste programme. È questo scarto fra la nobilissima intenzione e la pochezza della proposta per concretizzarla che crea l'hybris.

lunedì 16 agosto 2021

Il pippone di geopolitica

Gli americani se n'erano già accorti, che a mantenere quel popò di guarnigione in Afghanistan gli andava via più in antidifterici che in benefici, i locali erano refrattari e indisciplinati, inutile insistere con l'addestramento, era solo per salvare le apparenze. E poi c'è sempre un oleodotto che passa da qualche altra parte, un motore che inizia a funzionare a patate invece che a idrocarburi, in vent'anni cambia tutto. Sicché si era deciso di optare per la formula "il nostro lavoro qui è finito, le forze afgane ormai c'è la possono fare da sole", questo già sotto Trump, Biden s'è trovato solo il cerino in mano e se l'è giocata nel peggiore dei modi ("pericolo di un ritorno dei talebani? Zero su zero, abbiamo addestrato un esercito coi fiocchi", tradotto: that's all folks, scappiamo a gambe levate). L'esportazione della democrazia è roba vecchia, tutte quelle fanfaluche sui valori occidentali, roba d'antan come le maniche a Raglan, tutt'al più la si poteva far passare per una questione di sicurezza nazionale. E la popolazione civile? Tranquilli, i talebani hanno assicurato che "garantiranno una transizione incruenta" (giustiziano la gente per strada, stuprano donne e bambine, ma in via ufficiosa), e comunque il portavoce dei talebani mantiene un proprio account su Twitter, se non glielo tolgono vuol dire che godono del riconoscimento internazionale. E i diritti universali dell'uomo? Ah, quelli sono un prodotto occidentale IGP, ornamento di cui non tutti aspirano a fregiarsi: se la democrazia non si può esportare non si può nemmeno pretendere che emerga di propria iniziativa per partenogenesi, se non attacca non attacca, ci va tutto un certo percorso storico e culturale per suscitarne l'urgenza. Morale della favola: Goodbye Afghanistan, buon proseguimento, alla prossima.