Hanno ammazzato Pablo e la gente applaude alle finestre, bon, fatto il regime change, mille anni per uscire dalla caduta dell'Impero Romano e loro cambiano il regime in mezza giornata, la velocità della luce. Perché il regime degli ayatollah in fondo è una buccia che ricopre la polpa di una società già tutta occidentalizzata, materialmente e spiritualmente, oggidì dovunque tutto è occidente, ad esclusione giusto di qualche tribù incontattata del Brasile, gli amondawa, noti per non avere nozioni astratte del tempo, nessuna distinzione tra anni, mesi e settimane: bravi amondawa, resistete, non fatevi beccare dal tempo, è letale. (ma ahimè anche gli amondawa sono stati contattati, beccati pure loro).
formamentis
domenica 1 marzo 2026
Ma che ci va a fare la gente a Dubai? No, perché a noi poveri Dubai appare come una specie di Varadero ma per gente coi mezzi, con quella mestizia tipica da villaggi vacanze circondati dal nulla, tipo l'outlet più grande d'Europa, con le Gioconde fatte con le scatolette di tonno. È un bel problema aver un sacco di soldi e non sapere che farne. Vivere in un compound, casa compound, con piscina aria condizionata asilo nido e palestra, con tutti i canali del mondo per guardare i soliti quattro film del menga, gli Avengers e Avatar 5, una specie di occidente posticcio, non luoghi da esportazione, Milano Due globale con le isolette a forma di datteri. Poi un bel giorno all'abitatore del paradiso terrestre gli piomba sulla testa la tecnica sottoforma di drone iraniano e non gli piace più, e allora tanto valeva prendersi una tenuta in Toscana, almeno ci faceva l'olio.
Non è che abbia una gran voglia di scrivere però non voglio nemmeno smettere, devo pretendere di meno da quello che scrivo, sono vecchio, quel che è fatto è fatto, e mi interessa sempre meno il mondo, quel che mi interessa è invece studiare, conoscere, sapere un po' di tutto, sono un curioso per natura, ma curioso come un bambino con i suoi perché. Continuerò a scrivere e se vi annoierò credetemi che non lo si è fatto apposta.
venerdì 27 febbraio 2026
repost del 3 marzo 2021: La canzone di Sanremo, rebirth
[5 anni e siamo sempre qua]
La vera canzone di Sanremo la riconosci dall'inizio, parte un buon quattro o cinque ottave sotto con timbro da basso profondo ricalcante il Fa grave di Sparafucile (*), intenso il recitativo, lagnoso il sussurrato, a guisa di persona distrutta dal dolore, quindi il dipanarsi in crescendo della canzone vera e propria con pedissequa trasposizione della melodia nelle ottave più alte fino al dispiegato finale urlato con lagrimone agli occhi e strofa finale che viene a troncare d'improvviso l'incalzante consecuzione del pathos sinfonico. Lo schema è particolarmente evidente nel brano di Arisa, scritto da quel Gigi D'Alessio che nel salto di ottave ha il suo marchio di fabbrica, o ancora in quello di Annalisa o di Noemi ("Dentro ti amo e fuori tremo come glicine di notte"), cui più che il brano fa stupore la silhouette che rischia di consegnare tutta la scena al nutrizionista più che al giovane e talentuoso team degli autori (Lubrano-Fugazza-Tattroli-Faini). Dunque ricapitoliamo: partenza sussurrata, cambiamento d'ottava, urlato finale, è caldamente raccomandato l'accompagnamento delle mani strette a pugno e nelle fasi più concitate dell'interpretazione la dolente contorsione del corpo a mimare un ipotetico attacco di sciolta. Ultima annotazione su Achille Lauro: abbiamo capito, David Bowie e Renato Zero, la prossima volta facce Macario.
"posto che l'esistente sia"
La ragione ‘legifera’ a priori riguardo all’esistente, non perché ne deduca il fondamento, ne ‘produca’ la Causa, ma unicamente in quanto stabilisce le condizioni generali della sua conoscibilità. L’esistente, per essa, è sempre e soltanto un poter-essere, di cui mai potrà certificare l’effettiva esistenza in sé. In altri termini, la ragione può soltanto presupporre l’esistente: posto che l’esistente sia, a queste condizioni esso appare come conoscibile.
(Dell'Inizio, Massimo Cacciari)
La ragione, scrive Cacciari, non ci può dire se esistiamo, ammesso che l'esistente sia, perché la ragione è una facoltà che ordina aprioristicamente l'esistente in una struttura logica, un esistente che in realtà è inafferrabile, un inconoscibile (un noumeno?), la ragione è un dire che può solo presupporre l'esistente ma non sancirne l'esistenza. E quindi il fondamento resta non dimostrato perché inaccessibile.
"posto che l'esistente sia": ma se siamo qui a porre (a supporre) significa che qualcosa c'è, ritornando a Cartesio. Poi questa esistenza può essere transitoria, eterna, illusione che nasconde una realtà ulteriore, ma qualcosa è. Come in Nietzsche si pretende che la realtà autentica sia di per sé illogica e la logica sia una facoltà estrinseca alla realtà che va a ordinarne il caos per gli scopi più diversi, siano essi filosofici, politici, religiosi, economici, ecc. Ma se la ragione giudica inconoscibile l'esistente, allora questo stesso esistente può essere qualsiasi cosa, compreso essere qualcosa di conoscibile.
Riassumendo: alla fine sembra sempre che Cacciari non dica niente.
giovedì 26 febbraio 2026
C'è krisis, dappertutto si dice così
lunedì 23 febbraio 2026
Essendomi messo a dipingere, dipingendo mi viene da dar ragione a Platone, dipingendo un cavallo se ne estrae la sua cavallinità, e ogni singolo cavallo, forma transeunte, partecipa in misura diversa di quella cavallinità che è la forma permanente, concetto che informa la forma. E pure noi, che ci pensiamo essere occasionali, opere estemporanee di una natura occasionale, partecipiamo in forme diverse ai tratti somatici e caratteriali di mille altre persone, come se i tratti somatici e i diversi caratteri fossero degli archetipi che poi miscelati come colori primari vanno a formare le tinte. Dipingendo si impara.
sabato 21 febbraio 2026
Mi appassiona tradurre Ulisse, mi fa capire meglio come funziona la scrittura, sono ormai oltre la metà dell'opera, all'episodio del cittadino, anche se sono soddisfatto solo dei primi due capitoli, Telemaco e Nestore, gli altri sono ancora in corso di revisione. Una revisione infinita, perché già so che non smetterò di metterci mano. Andrebbe letto nell'originale, comunque, come tutti i libri di pregio, la traduzione io la vedo più come una traccia, un commento, una specie di glossa.
giovedì 19 febbraio 2026
Separazione delle carriere sì o separazione delle carriere no? Ma che ne so, ormai io disegno pappagalli. Che poi hai sempre l'impressione che sia solo un regolamento di conti tra bande di politici, una cosa miserrima, ormai la politica è diventata uno spettacolo diseducativo, come il calcio. Del resto anche il curling, come avete visto, è venuto meno al suo tradizionale fair play e i giocatori si rincorrono percuotendosi con le scope perché hanno preso dentro una pentola col piede. Vogliono un mondo supercompetitivo e poi si lamentano che non sono tutti incazzati, tutti maleducati. Tenetevelo il vostro bel mondo supercompetitivo, supercompetente, superdeficiente.
sabato 14 febbraio 2026
Io lo zio bottaio me lo ricordo, un gilè e un cappello che teneva anche in casa, una casa bassa e buia, da vecchi, piena di polvere e di poltrone rancide e sudate. Ci aveva costretto mio nonno ad andarci, a me e a mia nonna, che almeno una volta nella vita bisognava andar a trovare questo parente, un pellegrinaggio. Io della realtà, già a quei tempi, non ci capivo niente, me ne stavo semplicemente a osservarla imbambolato, come una cosa che m'assaliva, dovevo essere stato un pochino tardo o giù di lì, nello spettro autistico, un artista, come quando andavamo a trovare una cugina di nonna e io me ne stavo tutto il tempo a guardare la sveglia con il galletto che andava su e giù, un galletto dentro la sveglia vicino alle lancette dei minuti, con la testa che andava su e giù, su e giù. Ad avercela oggi, quella sveglia, a risucchiarla di getto dal magazzino dei ricordi, galletto e tutto, ci starei a fissarla per delle ore, tic, tac, tic, tac, tic, tac, chicchirichì! Lo zio bottaio, nel frattempo, perduto, perduto anche lui nelle cose che non sono più, forse mai esistito veramente, un'ombra, un sogno, un'impressione. Era estate. Mio nonno doveva avere ancora l'850 coupé. Forse quell'anno era uscito E.T. O forse quando era uscito E.T. aveva già l'Alfasud. Forse non era nemmeno estate, ma dico estate perché a naso noi s'andava in gita solo con la bella stagione. A seguire altri ricordi sfusi, non son più in grado di tenere un discorso organizzato, mi si è disancorata tutta la sintassi del cervello, è segno.
giovedì 12 febbraio 2026
domenica 8 febbraio 2026
Che pena i giornali, e il giornalismo, e i quotidiani gargarismi della cronaca, e peggio ancora quelli della politica. Si dirà: meglio questo che la dittatura. Certo, ma l'argomento non è a discolpa. Tutte le peggiori inclinazioni ci vengono quotidianamente somministrate dai media secondo principi omeopatici: per guarire dal male occorre assumere lo stesso male, in dosi piccole ma costanti. Omeopatia: simile sofferenza. Non bisogna farsi giustizia da sé? Ecco le immagini del presunto colpevole. No alla caccia all'uomo? Ecco dove abita, dove lavora, la sua macchina, dove abitano i suoi genitori: citofona: signora, siamo giornalisti. Andate affanculo. Guardate il video dove ci mandano affanculo. L'azione moralizzatrice e il suo contrario, tipo operazione mare pulito mentre tirano la catena.
sabato 7 febbraio 2026
«Anche se fantasma, me ne andrò per diletto sui prati d'estate»
Non c'è dubbio, prendiamo tutti forma attingendo da una grande luce, il logos degli antichi, l'iperuranio di Platone, l'Uno di Plotino, come volete, poi alcuni rimangono semplici forme, altri, come per esempio Hokusai, di cui leggevo stasera, si trovano sopra un punto caldo da cui sgorga il magma vivo di questo fuoco imperituro, che lo illumina per tutto il breve corso della sua esistenza. Dico Hokusai perché avevo lui sott'occhio, ma potete dire qualsiasi altro talentuoso prodotto di questa terra, a piacere. Noi tormentati da qualche genio pur non possedendone le qualità sappiamo cosa vuol dire essere spinti da qualcosa a cui non si riesce a dare forma.
venerdì 6 febbraio 2026
La liberazione, da una tirannia, da un'impossibilità, non è che il portarsi verso un'altra forma di sudditanza, soltanto che la nuova forma ci appare più sopportabile perché non ancora attuale.
Una volta dicevo: ognuno è libero di fare quel che vuole. È il contrario: è proprio perché ognuno non è libero di fare quel che vuole che non ha bisogno di giustificazioni, catturato com'è nelle maglie delle cause e degli effetti.
mercoledì 4 febbraio 2026
E piove, e continua a piovere, se noi non andiamo al mare, il mare verrà da noi, riempirà la valle del Crati come un ramo del lago di Como, che volgerà a mezzogiorno, se quest'estate non avremo acqua non sarà perché i bacini erano vuoti. Dalla Sila innevata a Camigliatello d'Ampezzo, l'acqua scorrerà a fiumi, e si perderà nei mille buchi della rete, sparpagliata per strada invece di scorrere addomesticata dentro le tubature, come civilmente si usa dai tempi dei romani. Mi ricorderò di tutta quest'acqua quando a luglio sarò seduto sul water, con la carta igienica in un mano e nell'altra un rubinetto da cui non scenderà una goccia.
lunedì 2 febbraio 2026
Cani cani cani, oggigiorno non si fa che parlar di cani, e le piattole, eh? Non sono anche loro creaturine di Dio? Nell'epoca dell'alta infedeltà degli uomini ci affidiamo all'archetipo canino, per compensazione, il fido cagnolino che ci ama per come siamo, perché non capisce, e noi questa sua ignoranza la vogliamo intendere per devozione. Eccovi il vostro cagnolino (non è un amore?).
domenica 1 febbraio 2026
Ormai c'è una pubblicità che ti vende i prodotti sottocosto, a noi costa più a farli, dice, ce li regalano perché siamo una famiglia. Ormai sono saltati tutti i principi economici del novecento, e noi che ci studiavamo il plusvalore con lo sciarpone rosso di Fantozzi, adesso siamo entrati in una nuova era, l'era del tutto gratis: mi presti anche 10 mila euro? Ma certo! Mi presti anche la macchina? Ecco le chiavi! Ma io non guido, vado a sbattere. Prendi anche la bici, sai andare in bici? Sì. È tua! Boh.
venerdì 30 gennaio 2026
Il volontarismo etico è falso, le scelte morali non sono atti di libertà pura, la libertà è una sbronza, la volontà è un atto di arroganza.
mercoledì 28 gennaio 2026
Le notizie che leggiamo sono solo una selezione di notizie, il che vuol dire che noi conosciamo solo una selezione di realtà. Un mese fa si moriva solo in Palestina, oggi si muore solo a Minneapolis. Affiorano provvisori dal nulla argomenti che monopolizzano l'attenzione per una settimana, poi ritornano nel nulla: polvere sei e polvere ritornerai. Zaporizhzhia non è più in pericolo, a Garlasco non circola più DNA. L'attualità è una routine che vive di indignazioni estemporanee, oggi è il turno di Trump, domani di Putin, dopodomani chissà, dipende dal numero estratto: 3, 'o puorco; 10, 'è fasuli. L'ultimo estratto detta lo Zeitgeist, giusto il tempo di tediare l'opinione pubblica che ne sa quanto un pesce di tartufi. La democrazia
martedì 27 gennaio 2026
Le notizie che leggiamo sono una selezione di notizie, il che vuol dire che noi conosciamo solo una selezione di realtà: in Africa non succede mai niente, deve essere un continente tranquillo.
lunedì 26 gennaio 2026
Secondo un gruppo molto ben informato di atlantisti si renderebbe necessario per il bene dell'equilibrio mondiale un attacco preventivo alla regione Molise. Dici: che ti ha fatto il Molise? A me niente, ma se voi foste meglio informati scoprireste che in Molise già da tempo operano aziende cinesi che perseguono sottotraccia l'obiettivo di destabilizzare il quadrante sudorientale dell'alleanza atlantica. Ci serve il Molise. Dici: ma il Molise è già nostro. Il Molise è nostro a patto che diventi il 51° stato americano con capitale Lowfield, con le buone o con le cattive. (ci sono le terre rare in Molise, il Laudano, il Bismuto, il Crisoberillo).
C'era l'espulsione di Skorupski in Genoa-Bologna? Era chiara occasione da gol per Vitinha anche se si trovava a 40 metri dalla porta (37,50 m) e un difensore del Bologna era frapposto fra lui e la porta alla distanza di 17,30 metri? Cosa dice il disciplinare UEFA? La Russia si appresta a invadere Tettonia, Estonia e Lituania e noi qui, irenici europei rammolliti da settant'anni di pace, a fare i dibattiti filosofici sul pallone. Cadesse l'Impero Romano, noi ci trovereste al Colosseo a tifare per Prisco e Vero, ma il paragone è anacronistico, perché alla caduta ufficiale dell'Impero Romano i giochi gladiatori erano già stati proibiti da tempo sotto la pressione dei cristiani (i cristiani sempre a rompere le uova). Propongo: un incontro in campo neutro tra Ucraina e Russia, chi vince annette la nazione sconfitta, col VAR ovviamente.
domenica 25 gennaio 2026
Lo stato liberale, anche lui, si è incartato, è diventato di ostacolo al cambiamento, e la regola del mondo è che tutto deve cambiare e chi non permette alle cose di cambiare non dura. Lo stato liberale, di fatto, non è più necessario al mercato, il quale funziona benissimo anche in uno stato fortemente accentratore e dirigista, anzi, forze funziona anche meglio, bypassando del tutto la forma democratica. Tra non molto cadrà anche l'ultima foglia di fico e la democrazia diventerà un semplice souvenir dal valore simbolico, come la monarchia inglese.


