giovedì 13 maggio 2021

Nuovi ritrovati della tecnica

Abbiamo preso su Amazon degli asciugamani in microfibra carinissimi, 80% poliestere, 20% nylon, 30%  neoprene, sembra di asciugarsi con la pelle di daino, bisogna stare attenti che ci rimane attaccata la faccia, allappano come cachi acerbi, però asciugano bene. Ogni esercito moderno dovrebbe averne uno in dotazione, soprattutto i lagunari, che stanno sempre con i piedi nell'acqua. Ma è una soluzione di emergenza. 

venerdì 7 maggio 2021

Pene esemplari

Io non mi fido della giustizia italiana, quando poi ricorrentemente sento fare richiesta di "pene esemplari" mi corrono i brividi lungo la schiena: che cosa sarebbe una "pena esemplare"? Una pena speciale inventata lì per lì sull'onda dell'emozione da applicarsi a titolo personale a sospettati particolarmente antipatici a cui deve essere somministrata una bella lezione? La legge è uguale per tutti, non dovrebbe essere tagliata su misura per questo o quello, non siamo mica dal sarto o in uno spaghetti western dove c'è sempre il becchino che ti prende le misure per il "vestito di legno". Il sospettato in questa situazione si troverà nella scomoda posizione del gatto di Schrödinger, vivo e morto a seconda che l'onda dell'indignazione popolare e il conseguente dibattito montato ad hoc dai mezzi di informazione si trovi in quel momento al suo culmine oppure sia stato rimpiazzato da un'altra notiziola del momento, una nave incagliata nel canale di Suez, un vaccino che ne fa morire più del cianuro. Una volta accertata la colpa, le pene dovrebbero essere calcolate da un algoritmo, magari di Google.

venerdì 30 aprile 2021

Il mare (al tramonto)

 


A dir la verità questo è quello che mi piace di meno ma per chiudere il trittico mi mancava il tramonto, che il rosso dà quel tocco di colore al soggiorno. Per apprezzarlo appieno bisogna vederlo in grande che in piccolo si perdono tutti i particolari, tipo le ondine bianche sulla superficie dell’acqua e le tre stelline dove il giallo incontra il blu della notte.

Lo trovate qui: Sea Sunset.

giovedì 29 aprile 2021

Il mare (a mezzogiorno)

 


Questo mi è venuto più allegro, il mare visto dal finestrino del Cosenza-Napoli Centrale verso mezzodì. Non siamo ancora ai livelli di Constable, direi più uno Stacolanana, ma ho trovato un modo per rendere le onde e le nuvole sono venute bene. Valore artistico nullo, valore commerciale basso, praticamente regalato.

Lo trovate qui: Sea at Noon.

mercoledì 28 aprile 2021

Il mare (al mattino)

 


Il mare mi viene sempre triste, non mi viene solare come quello di Matisse, piuttosto mi viene come quello di Caspar Friedrich, malinconico, romantico, nordico, soprattutto nel colore. Questo quadro è stato tratto da una foto che ho scattato una mattina presto il 1° settembre 2019 a Scalea, la mattina descritta ne “I gabbiani".

Lo trovate qui: Sea Dawn.

martedì 27 aprile 2021

Avanzi di gipsoteca

Leggo di un'università americana (l'università "di Kamala Harris", nel senso che è proprio sua, l'ha comprata con i suoi risparmi) che si appresta a eliminare gli studi classici dalla sua offerta formativa in quanto veicoli della cattivissima cultura bianca. Inutile stare a discutere essendo la dialettica stata inventata anch'essa dai greci. Un professore di filosofia afro-americano, noto attivista per i diritti civili (Cornel West, "Cornelio Occidente", nomen omen), fa però giustamente notare che anche Martin Luther King leggeva Socrate (vale a dire Platone) e che l'eliminazione dei classici dalle scuole sarebbe una "catastrofe spirituale", non è della stessa opinione (dal lat. opinio -onis, affine a opinari «opinare») lo storico di Princeton Dan-el Padilla Peralta che si auspica invece che la memoria di Socrate e degli antichissimi romani possa essere cancellata il più presto possibile dalla faccia della terra. Povero Socrate, una vita spesa a cercare il Bene e si ritrova dalla sera alla mattina ad essere rappresentato come il simbolo del Male, "ab origine" (locuzione latina che in caso di cancellazione della cultura classica andrebbe ritradotta con "from the beginning"). E io, che cerco da anni di accreditarmi come filosofo e per giunta leggo Schopenhauer? Cancellato d'emblée da tutti i cursus honorum dell'internet. È per questo che oramai mi sono dato alla grafica, che però non è ugualmente esente dalla politica in quanto hai senz'altro più possibilità di vendere i tuoi disegni sulle piattaforme americane se ci infili sulle tazzine l'immaginetta battagliera di una Ruth Bader Ginsburg qualsiasi piuttosto che del povero Socrate, disprezzato da morto qual era in vita, sepolcro imbiancato, avanzo di gipsoteca.

martedì 20 aprile 2021

Le favole

Ci sono luoghi in cui la pericolosità del contagio è determinata da giudizi di carattere etico-morale prima ancora che sanitario. Per esempio a scuola non ci si contagia perché la scuola è il futuro dei nostri figli, la scuola è impegno e sacrificio, in una ventina ammucchiati dentro una classe coi famosi banchi a rotelle oppure distanziati di un metro e mezzo misurato col metro centimetro, basta cambiare l'aria. Guai a chiamarlo assembramento, è "scuola in presenza". Diversamente è assembramento se si consuma all'aperto un caffè da asporto, magari nelle immediate vicinanze di un esercizio pubblico che in passato ha fornito servizio di apericena con l'aggravante dell'atteggiamento narcisista. La gente muore, non è il momento di mangiare patatine. E il paese ha trovato il più degno interprete di questo umore in Mario Draghi, che biasima secondo categorie assolutamente conformi al sentimento comune. Un secolo fa lo si sarebbe chiamato "benpensante", "perbenista", oggi perlopiù lo si chiama Professore perché incarna il mito dell'autorevolezza e della competenza. Lui stesso indossa la mascherina, al chiuso, se non parla, ed è solo quando si accinge a sparpagliare le sue goccioline di fronte al microfono che se la toglie, tanto poi passano le maestranze a sanificare. Però all'aperto tutti mascherati, compresi gli inviati, soli nelle piazze deserte col vento in faccia a due metri di distanza dal primo tecnico del suono, e magari la sirena di un'ambulanza in lontananza per drammatizzare. In studio sempre impeccabili senza mascherina, freschi di barbiere ed estetista, con l'abito buono e la pochette nel taschino, perché lo studio è come il salotto di casa, è sulle piazze che si fa il reportage di guerra. Insomma, è tutta una fola, il virus si regola poi per conto suo.

giovedì 15 aprile 2021

Coraggio

Ricordo i bei tempi maschi e belluini quando gli ultrà potevano frantumarsi le ossa e spezzarsi le mucose rinnovando il rito festaiolo delle giostre medievali, di quando ancora ci si poteva prendere a pugni per strada, stringersi a coorte, applicare le prese dell'Uomo Tigre al vicino di casa, e adesso invece ad ogni fatto di cronaca la prima cosa che viene in mente è se l'assassino indossava la mascherina, non tanto per la vittima, che anzi ha il dovere morale di morire, quanto per la di lui salute e per quella dei suoi complici. Su questo le regioni sono state chiare, sì agli omicidi ma solo all'aperto e mantenendo la distanza di sicurezza. E rischieranno il penale anche i giocatori di scopa che verranno sorpresi a non cambiare il mazzo alla fine di ogni mano, mentre resterà in vigore l'obbligo di segnalare le carte solamente con le orecchie. Coraggio, un ultimo sforzo e finalmente potremo tornare a morire di malattie normali come prima del Covid, il futuro ci attende alla fine del tunnel ma non farà prigionieri.

mercoledì 14 aprile 2021

Da Churchill a Speranza

Mi è capitato di incrociare su Twitter un volenteroso che ha letto e glossato il libro sulla lotta al Covid di Roberto Speranza, il Ministro della Salute. Se fossi stato in Speranza l'imbarazzo per aver fatto uscire una cosa simile a mio nome mi perseguiterebbe per il resto dei miei giorni. E per giunta "scritto" grazie all'aiuto di "consulenti" sotto la supervisione di una pletora di "collaboratori" da far invidia a un capo di Stato. Dicono che il libro stia andando forte in Francia, i francesi che hanno avuto la Recherche e il Viaggio al termine della notte, evidentemente troppa intelligenza gli ha rincitrulliti definitivamente. Allora mille volte meglio il paragrafetto de La vita agra sulla defecatio mattutina, almeno lì c'è più salute, c'è più vita, c'è più speranza. E non mi si dica che Roberto Speranza non scrive per vincere il Nobel, abbiamo l'esempio di Winston Churchill: Churchill ricevette il Premio Nobel per la Letteratura nel 1953 "per la sua padronanza della descrizione storica e biografica e per la brillante oratoria in difesa dei valori umani". Un Ministro della Repubblica quando scrive dovrebbe avere Churchill come modello, non Walter Veltroni.

domenica 11 aprile 2021

Lo spezzatino

Un dilemma mi distoglie per un attimo dal mettere lo spezzatino sul fuoco, spezzatino che sopra la linea gotica indica la carne di vitello fatta a pezzetti, mentre nel Regno delle Due Sicilie designa principalmente lo scamone (ragù) di manzo fatto intero secondo la ricetta di Donna Rosa Priore. Il mio spezzatino rappresenta una commistione fra le due scuole, quella meridionale e quella settentrionale, in quanto prevede l'aggiunta di passata di pomodoro quando non è stufato assieme alle carote e alle patate. La carne di vitello è più tenera ma ahimè il vitello è pure un grazioso animale, a mia parziale discolpa posso dire che a Pasqua ci siamo astenuti dal mangiare l'agnello, ma solo perché qui non si trova. Dunque per prima cosa si fa rosolare nell'olio un po' d'aglio (io cucino tutto con l'aglio in quanto la cipolla mi dà acidità), poi si ripassa la carne in questa specie di nettare per farla bene insaporire (se la carne è buona si leveranno dalla pentola profumini celestiali), dopodiché si aggiunge la passata e si lascia andare a fuoco lento per una mezzoretta o poco più, dipende dalla carne. Nella variante con patate e carote alla passata si sostituiscono gli ortaggi benché nulla vieti di aggiungerci un po' di sugo per dare quel tocco di colore. Ci va anche un po' d'acqua, e il sale. Se tutto va bene dovreste ritrovarvi a fine cottura con una carne tenera e saporita da consumarsi come condimento della pasta (preferibilmente rustica) o come contorno. L'Artusi non avrebbe saputo dire meglio.

sabato 10 aprile 2021

La polenta

A me che sono lombardo non mi è mai piaciuta la polenta, eppure la polenta sta ai settentrionali come il cioccolato dovrebbe stare agli svizzeri ma io non ci ho mai trovato niente di speciale. Sarà la mia metà calabrese che ottunde in me la memoria genetica delle epidemie di pellagra. Mi piaceva solo quella che rimaneva attaccata al paiolo perché sapeva di pop corn. Nonna la faceva densa, quasi impenetrabile, la lasciava raffreddare e poi ne faceva dei solidi che metteva ad arrostire sulla stufa, sembravano mattoni. Opportunamente arrostiti potevano acciaccare il pollame a una certa distanza. Alla polenta più classica, invece, ci si aggiungeva il burro come rinforzo oppure le fette di salame, però arrostite, perché crude erano poco sostanziose. Se il nonno ritornava vittorioso dalla battuta di caccia allora ci aggiungevano gli osei, cioè i comuni passeri domestici della classificazione di Linneo, nella forma di una scatoletta toracica con due zampine secche secche il cui apporto proteico era equivalente a quello di una nocciolina. Al già scarso volume della carne c’era poi da sottrarre quello occupato dai pallini, per cui procedendo con l'autopsia si poteva testé capire se il passerotto era stato colpito a un organo vitale oppure era semplicemente morto di spavento, ma era più la spesa che l’impresa. I passerotti sapevano di selvatico, erano amarognoli, poco soddisfacenti, gli preferivo i dixi oppure quelle polverine colorate che messe sulla lingua cominciavano a crepitare come girandole alle feste di paese. Non si poteva mangiare polenta mentre alla televisione passavano i video degli A-ha, quel genere di spettacoli andava visto mentre si consumavano sofficini o bastoncini del dottor Findus, peraltro severamente proibiti da mio nonno che non voleva vedere roba "compra" in casa. La roba "compra" era la roba già cucinata, cioè ogni prodotto che non crescesse in terra o fosse attaccato a una pianta, anche salami e coppe non crescevano sulle piante ma per quelli si trovava il modo di chiudere un occhio. Oggi il mais lo usano per fare i sacchetti della spesa.

Con che coscienza

L'idea della limitazione degli spostamenti ormai ci è divenuta così familiare che un domani la si potrebbe riproporre in caso di sforamento del pm10 e qualcuno non avrebbe niente da ridire, del resto la percezione della liceità di qualcosa è fondata sull'abitudine, tant'è che al contadino medievale pareva un fatto del tutto plausibile l'angheria del signorotto di turno, era nelle sue prerogative, proprio come adesso ad alcuni piace farsi dare una lavata di capo dal signor Draghi in persona perché proferita da lui la rampogna viene a nobilitare in qualche modo anche il rampognato. Un'altra incorrottissima fonte di diritto morale, il Generale Figliuolo, ci aveva esortato a passare dai centri vaccinali nel caso fosse avanzata qualche fiala per non farla andare sprecata ed ora il cittadino che si è presentato saltando la gerarchia non sa più se considerarsi reprobo o esempio per la nazione. Come a dire prima le donne e i bambini, ma piuttosto che far partire a mezzo carico la scialuppa chi si ritrovi a passare dal ponte si infili pure nel primo posto lasciato libero, salvo poi essere additato come cattivo esempio dagli ufficiali di bordo. Neanche la competenza è garanzia di buona riuscita in questo paese.

giovedì 8 aprile 2021

Ottantenni tattici nucleari

Io mica l'ho capita la zona rossa a Como, la gente gira, cammina per la strada, come se niente fosse, addirittura ridendo e scherzando in questo momento così grave, e per non dire del traffico, un viavai di macchine che arriva fino in Svizzera. Stamane, a dir la verità, c'è stata una piccola manifestazione dei commercianti ambulanti che con i loro mezzi discendevano in fila indiana la strada suonando i segnalatori acustici, tant'è che sulle prime avevo sperato che fosse uno sposalizio, che come tutti sanno sono severamente proibiti almeno finché non finiamo di vaccinare gli over 80. Io agli angoli delle strade ci metterei invece l'esercito con le mitragliatrici, e passerei alle armi i trasgressori, giusto così, come deterrente. È anche vero però che ai nostri governanti non costa niente allungarci gli arresti domiciliari e raccomandarci la resilienza che tanto fra un po' arrivano i soldi dell'Europa, garantisce Draghi, che tuttavia anche lui mi sembra un po' confuso, sarà pure molto competente nel suo ramo ma mi sembra un po' unfit come diplomatico, ci aspettiamo tutti un'imminente invasione dell'impero ottomano, e proprio adesso che avevamo quasi finito di vaccinare gli ottantenni, in guerra toccherà mandarci loro (io per intanto comincerei a spostare gli alpini in Macedonia, che tra l'altro sono stati vaccinati tutti con Astrazeneca e non so quanto potranno durare).

martedì 30 marzo 2021

La mano del tecnico

Comunque con Mario Draghi al governo il paese è già cambiato da così a così, si vede la mano del tecnico, gli italiani hanno perso le loro cattive abitudini e l'efficacia delle misure adottate ha favorito la ripresa di larghi settori dell'economia. Per esempio a me, se faccio domanda entro il 30 aprile, spetta specificato nero su bianco un sostegno consistente in un sacchetto di caramelle Ambrosoli, quelle al miele, e mi è andata bene, perché ai diabetici spetta invece un mazzetto di asparagi, da consumarsi crudi per favorire la transizione ecologica. Si vede la mano del tecnico anche nella razionalità che informa i decreti di una chiarezza mai vista prima, di come le scuole riaprano solo per due giorni prima di richiudere per un'altra settimana, dall'assoluto divieto di uscire di casa pur nella possibilità di ricongiungersi ai parenti, anche carnalmente, qualora i parenti si rivelassero i rispettivi coniugi entro un limite di due consecutivi e comunque solo dopo aver fatto l'antitetanica. Del resto a Mario Draghi tutto questo latinorum non interessa, lo fa solo perché deve, fosse per lui si dedicherebbe al tennis.

Inception

Ieri ho guardato Inception, ne avevano parlato tanto. Alla prima inquadratura già cominciamo male perché a me il faccino puerile di Di Caprio ispira solo tedio e irritazione. E infatti il film ti ammorba fin dall'inizio con la consueta menata dei paradossi spazio-temporali e del sogno nel sogno, e in più attacca con le strade che si ripiegano su se stesse e i corridoi degli alberghi che si rigirano sottosopra come ruote di criceti, in un bignamino ad uso spettatore medio degli eterni temi di Platone, Cartesio e Calderón de La Barca (la vita è sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?), e in più ci aggiunge tutto il suo carico di cliché di genere, quelli dei film d'azione, uno su tutti gli zainetti zeppi di cariche esplosive che aderiscono istantaneamente a qualsiasi superficie, legno, plastica, vetro, cemento armato brinato a temperature polari. Gli aggeggi non superano le dimensioni di un citofono e hanno sempre una lucina rossa nel mezzo che fa bip bip e da soli sono in grado di squarciare pareti di acciaio inox dello spessore di mezzo metro e far crollare piloni del peso di dieci tonnellate. Tutto questo serve a non interrompere la fluidità dell'azione, sempre concitatissima, che segna almeno un paio di colpi di scena al minuto, che moltiplicati per due ore e trenta fanno la bellezza di trecento per tutta la durata del film quando il mio limite fisiologico è di un paio, al massimo tre per proiezione. Ad un certo punto irrompe una locomotiva, arriva gente che spara sulle macchine, tump tump si sente, con sontuosi riverberi delle frequenze più basse, come se sparassero in bacili ricolmi di panna cotta. C'è poi sempre il trauma sentimentale a minacciare la stabilità psichica del protagonista, che abbatte i cattivoni come fossero mosche (sono solo proiezioni del subconscio, un concetto relativamente semplice che lo capiscono tutti) e poi ama i suoi figli con la tenerezza di un pastorello che in tutta la sua vita non ha mai tirato il collo nemmeno a una gallina. Giudizio finale: cagata pazzesca.

lunedì 29 marzo 2021

S'ennuyer comme un rat mort

Ma se ci tolgono il diversivo della nave container incagliata nel Canale di Suez a noi dell'internet che cosa ci rimane? Ogni giorno un meme, e l'apprensione per le consegne della Ducati e per i tre container di sex toys, e ancora le navi in fila nel Mar Rosso, i grafici con le sezioni del canale in 3D, il pescaggio lordo, la stazza netta, i possenti motori Mitsui-Man B&W 11G95ME-C9 a due tempi da 59300 kW, l'albero con elica a passo fisso capace di sviluppare una velocità di 22,8 nodi (42,23 km/h). È come quando ti finiscono i lavori sotto casa e ti rimane un grande vuoto e non lo riesci a colmare e intimamente speri in un'eruzione vulcanica che blocchi tutti i voli nell'emisfero australe, in uno tsunamino anche piccolo piccolo, qualsiasi cosa, un diversivo che possa anche solo allettare per un minuto le nostre anime annoiate e le nostre gonadi sfragnate da un anno di pandemia che l'hanno spremuta ormai come un'arancia, non ci si ricava più niente. Alla rivolta in Myanmar manca il quid, forse a metterci un monsoncino ma non è ancora stagione, ci si potrebbe attaccare il tema dei cambiamenti climatici, per quanto.

domenica 28 marzo 2021

Lavori notturni

Era mezzanotte passata quando nel silenzio pressoché totale del coprifuoco iniziammo ad avvertire il ronzio molesto di un motorino a scoppio, dapprima molto lontano e poi sempre più vicino, quando al rumore del motorino si aggiunsero anche le voci degli operai e quello di uno spray spruzzato a intermittenza sopra la sede stradale ci balenò alla mente che potesse trattarsi di una di quelle unità comunali adibite al rifacimento delle strisce e della segnaletica stradale che di solito escono come ladre nella notte o come trafugatrici di cadaveri destinati alla scienza ai tempi di Beniamino Franklin nella Londra di Re Giorgio II. Per qualche ragione che non colsi subito in tutta la sua evidenza l'unità si intrattenne proprio sotto le nostre finestre per un consulto, nel silenzio di tenebra si avvertivano solo gli ordini impartiti con fermezza e il motorino della macchina imbiancatrice accendersi e spegnersi come colta da continui ripensamenti, e nel frattempo si era fatta la una. Sicuramente, mi dissi, staranno tracciando le strisce dell'attraversamento pedonale che anche se non sembra possono presentare difficoltà d'esecuzione benché muniti di dima sagomata e di goniometro, ma confidando nella perizia dei tecnici comunali altamente specializzati sicuramente domani sulla sede stradale ci troveremo dipinta la Cappella Sistina. Potete immaginarvi dunque quale fu la nostra sorpresa al primo sorgere dell'alba quando carichi di aspettative ci accingemmo a riavvolgere la pesante tapparella di legno come sempre al costo di uno stiramento del nervo radiale costatando che di fatto nessuna striscia pedonale era stata tracciata sull'asfalto ma solo una semplice riga intermittente di mezzeria che ci sarebbe riuscito anche un bambino non particolarmente sveglio, e tutto questo al prezzo di una notte insonne. Mi domandavo se ci fossero gli estremi per una richiesta di risarcimento.

giovedì 25 marzo 2021

Discorso sulla tecnica

Sono stato un po' assente in questi giorni perché hanno asfaltato la strada sotto casa e sono dovuto scendere a guidare i lavori. Tanto per cominciare la fresatrice meccanica, che tirava via l'asfalto come fette di polenta, tirava su un tale polverone che alla signora del primo piano sembrava che sul balcone ci fosse passata una tempesta di sabbia, gli ho dovuto dire io agli operai di bagnare la strada prima di fresarla perché sennò addio vetri appena lavati (bisognerà mandarci una lettera al Comune, di avvisare prima di cominciare certi lavori, che il Vetril mica lo passano gratis). E poi non sono mica più italiani gli operai, parlavano tutti come Ibrahimovic, per farsi capire bisognava coniugare i verbi all'infinito: tu no deve fare così, tu bagnare prima strada [e qui facendo il gesto di irrorare il macadam con un'ipotetica gomma dell'acqua], che appena lo capivano facevano tutto il contrario. S'era formato un tale capannello di esperti (e qui bisogna dire che la gente non ne può più di stare chiusa in casa) che erano sorte divergenze d'opinioni fra i diversi comitati tecnico-scientifici e il camion del bitume alla fine si era incastrato fra un autobus e un macchinone parcheggiato di traverso, il più sveglio di tutti aveva allora urlato all'autista: «Tu fa giro!», accompagnando l'esortazione con un segno circolare del dito e l'autista si era andato prontamente a schiantare contro un Suv. Insomma, faceva già scuro che avevano appena finito di passare col rullo sui tombini, che avevano tra l'altro appena finito di sistemare per bene sei giorni prima per poi venire riscoperchiati di nuovo sei giorni dopo, e non avevano ancora ridisegnato le strisce, così alla gente che attraversava la strada, non sia mai che la mettevano sotto, non le pagavano nemmeno le spese. Stamattina che guardavo il lavoro a mente fredda mi sono accorto che forse alla strada non le hanno lasciato abbastanza schiena d'asino e ci scommetto che alla prima pioggia diventerà tutto un acquitrino, i romani coi martelli costruivano gli acquedotti, questi qui, con tutto il sostegno della tecnica, non sanno nemmeno stendere uno strato di catrame.

giovedì 18 marzo 2021

Hermes alipede

Relativamente alla notizia ormai il racconto precede il fatto come il carro precede i buoi, tanto che a un certo punto al fatto tocca accadere per non farci brutta figura. A un certo punto viene deciso che un vaccino è pericoloso? Allora al vaccino tocca diventare pericoloso per non sottrarsi alla riprovazione generale. Poi, come si era deciso che era pericoloso, viene deciso che il vaccino è stato verificato? E allora al vaccino tocca ritornare al lavoro per non essere tacciato di scarso impegno contro la lotta al covid. Il vaccino, povera stella, non c'entra niente, fanno tutto gli altri, fanno e disfano secondo l'umore del momento e lui si adegua alle direttive. Ma voi lo sapete cosa vuol dire fare notizia h24 sette giorni su sette? A un certo punto se la notizia non esce fai in modo di darle una spinta, altrimenti finisci per arare i video delle galline su internet: «Carro armato dell’esercito sbaglia mira e colpisce un allevamento di galline, la Procura apre un'inchiesta».

mercoledì 17 marzo 2021

Áλήθεια

Fra le tecniche del potere c'è l'elusione, il tralasciare di dire, l'evitare di esporre. Se Giuseppe Conte parlava fin troppo, Mario Draghi parla fin poco, il primo annegandoci di chiacchiere, il secondo lasciandosi scivolare tutto con eleganza regale: never complain, never explain. Meglio far parlare i fatti, senonché quando i fatti non arrivano o si dimostrano scombinati tanto quelli precedenti pure Sua Maestà Reale potrebbe incorrere in qualche piccolo dispiacere. C'è poi il caso di elusione a fin di bene, quello che si propone di non rendere noti certi particolari per evitare al popolo di farsi prendere dal panico. Qui c'è la valutazione da parte del sovrano che il popolo sia, preso nel suo insieme, una specie di animalone sottosviluppato e schiavo delle proprie pulsioni a cui va riempita la ciotola con tutte le precauzioni del caso. Non ha torto. Il popolo, come il Frankenstein di Brooks, risponde alla sola melodia dei violini. Ma al sovrano non passa solitamente per la testa, impegnato com'è a esercitare le sue prerogative di sovrano, di essere compreso in quella umanità belluina e fallace dalla quale pensa di essersi distinto, ed proprio lì, in quella celeste sovrastima di sé, che di solito casca l'asino. Per cui al popolo dovrebbe essere sempre concesso di assaggiare anche solo una puntina di verità, per farsi la bocca a mo' di antidoto e non rischiare di restarci secco mandandola giù tutta in una volta.

La paura e il riparo

Il tacchino induttivista tutti i giorni riceveva alla stessa ora una dose di vaccino, stava bene e si era fatto l'idea che fosse a motivo di quella punturina, finché un bel giorno invece di ricevere la consueta dose di vaccino viene investito da un tram. 

Dimostrare l'esistenza incontrovertibile di un legame di causa/effetto è problema non da poco che ha dato del filo da torcere ai massimi filosofi della modernità. È d'uopo citare in questi casi David Hume: per tante volte che una palla da biliardo, colpita da un'altra, si muove ricevendone una spinta non c'è modo di provare a priori che esista un qualche principio che leghi indissolubilmente i due avvenimenti. Che la palla si muova in virtù del colpo che riceve è una mera constatazione empirica, una regolarità che non garantisce affatto, sulla base dell'osservazione dei casi, che la volta successiva l'avvenimento possa ripetersi uguale al precedente. Questo portò Kant prima e Schopenhauer poi a concordare sul fatto che il legame di causa/effetto fosse quella forma di conoscenza connaturata al nostro essere che si pone prima ancora dell'esperienza determinandone la fisionomia. 

Questo discorso si confà perfettamente al caso odierno dei vaccini. Il Paul Ehrlich Institute di Francoforte, nelle motivazioni che sospendono in via precauzionale la somministrazione del vaccino Astra Zeneca in Germania, comunica che è stata riscontrata «A specific form of severe cerebral venous thrombosis associated with platelet deficiency (thrombocytopenia) and bleeding has been identified in seven cases (as of 15 March 2021) in temporal association with vaccination with COVID-19 Vaccine AstraZeneca» (*). Ora, dimostrare una correlazione evidente fra l'inoculazione del vaccino e i casi di trombosi diventa problematico sul piano scientifico prima ancora che statistico in quanto le leggi scientifiche si determinano proprio in virtù dell'osservazione dei casi: si fa esperienza di un fatto che si ripete con una certa regolarità e se ne ricava una legge. Anche il tanto auspicato determinismo della scienza si fonda in ultima analisi su principi statistico-probabilistici, il che significa che nemmeno la scienza può restituirci in assoluto quella sicurezza del sapere che in genere è così benefica alla distensione dei nostri nervi: vivere è un rischio a cui nemmeno la scienza può porre riparo.

lunedì 15 marzo 2021

Enrico Letta alla ricerca delle persone perdute

Enrico Letta ha un problema ad uscire dalle Ztl e per prima cosa va da Fabio Fazio. Fazio gli dice che non lo sa, di domandare al suo autista. Allora Enrico Letta dà mandato ai tecnici del PD di cercargli le indicazioni su Google Maps e tanto che ci sono di farsi dire come sono fatte le persone, che lui ne ha incontrate due o tre giusto per caso e comunque tutte in Ztl quando insegnava a Parigi. Nelle sezioni del PD ci sono solo insegnanti di lettere e impiegati del comune in pensione, non gli sono d'aiuto, pensano che bisogna dare un futuro ai giovani, che vanno dati più diritti alle donne e ai gay, che sono persone perbene. Se riescono a trovargli delle persone comuni dice di portargliele al Nazareno per dargli un'occhiatina più da vicino e impratichirsi un poco con i problemi della gente. Zinga gli ha detto che lui non ne ha mai incontrate di persona e che l'unica volta che era uscito per farsi un aperitivo coi giovani sui Navigli s'era preso il covid. Lui pensava che le persone fossero quelle che si vedono nei telefilm di suo fratello, che si fanno le cenette notturne vista mare col filetto di spigola all'arancia e le donne sbattono i polpi sugli scogli a piedi scalzi. Se conoscete delle persone comuni mi raccomando di comunicarlo alle sezioni, e allegare foto per l'autenticazione.

sabato 13 marzo 2021

Zone rosse

Da lunedì saremo di nuovo in zona rossa, chiuderanno i bar, i ristoranti, i parrucchieri, le utenze del gas, quelle dell'acqua, quelle delle luce, siamo rimasto anche senza filtri della Brita sicché ci toccherà bere birra calda alla mesta luce delle candele fino a Pasqua, per fortuna andiamo verso la bella stagione ancorché esposta qua e là ai capricci del tempo che prevede rovesci serali in special modo sull'arco prealpino a prevalente carattere piovigginoso, ma abbiamo le coperte, ci sono state distribuite a titolo di ristoro dalla protezione civile, e scaldini elettrici color cachi dell'Esercito Italiano, solo che essendo fatto divieto di allacciarli alla rete elettrica prevediamo di scaldarli mediante rapida frizione dei piedi che una volta presi velocità possono raggiungere temperature prossime a quelle delle rocce magmatiche costituendo tra l'altro una valida e più sostenibile alternativa alla luce delle abat-jour, ma andrà tutto bene.

martedì 9 marzo 2021

Baustelle

Ci siamo addormentati, ieri notte, al suono del martello pneumatico e dei cicalini di retromarcia dei mezzi pesanti che stavano asfaltando una strada non lontana da qui, i rumori giungevano ovattati, quasi soavi nella loro sembianza di sogno e si allontanavano, si allontanavano sempre più scivolando nell'incoscienza del sonno, stamane al risveglio abbiamo calcolato che siano arrivati in piazza Duomo a Milano e che un liscio serpentone d'asfalto ricopra ora la Statale 35 dei Giovi fino allo svincolo di Cormano, io credo che se non li fermano arriveranno fino in Cina.

lunedì 8 marzo 2021

Premiato Colorificio CTS

Dunque è arrivata la super zona rossa che viene ad aggiungersi al ben noto arancione rafforzato, evidentemente i colori dello spettro, di per sé sconfinati, non bastavano più alle necessità della politica sanitaria che sono più innumerevoli della processione dei numeri razionali. L'arancione si trova in una lunghezza d'onda compresa tra 590-625 nanometri della radiazione elettromagnetica, ma non trovandosi in questo intervallo alcuna nuances che venisse incontro alle specifiche richieste del comitato scientifico si è preferito prendere la via della trascendenza. Per esempio abbiamo l'evidenza sperimentale del Rosso-Arancio, codifica esadecimale #FF4000, che non sembrava però abbastanza rosso e il daltonico avrebbe potuto confonderlo con il giallo mais o gommagutta, che è giallo intensissimo e piuttosto aranciato, facendosi l'idea sbagliata di poter scendere a pisciare il cane anche dopo le 22. Stesso discorso per il rosso chili, Pantone 19-1557, che sarebbe andato benissimo come rosso emergenziale ma il riferimento al peperone amaro non sembrava in linea con la nuova politica di austerità inaugurata dal governo Draghi, che quando può evita i cibi infiammatori. Si vede che "Super zona rossa", che starebbe poi a significare lockdown nazionale, sembra più in linea con l'immaginario dei superpoteri di cui sarebbe portatore quel Super Mario Draghi che costituisce al momento la supercazzola prediletta dai media e dalle agenzie di stampa (la narrazione ontologica dell'essere divino Mario Draghi, non il Mario Draghi ontico, che è un mortale come tutti noi).