mercoledì 18 maggio 2022

Aggionamenti sull'Ulysses

Ho quasi terminato Proteo/La spiaggia, dove Stephen Dedalus se ne va bighellonando lungo la spiaggia dipanando il dedalo dei suoi pensieri, e a noi questa libertà viene restituita sotto forma di flusso di coscienza, preludio a quel supremo flusso di coscienza, senza virgole e punteggiatura, che sarà l'ultimo capitolo. Cervellotico, pretenzioso, a tratti insopportabile, però a tratti anche divertente. L'espediente del flusso, una trovata allora ancora giovane, quindi fin troppo onusta d'entusiasmi, che non è solo flusso di coscienza ma anche del mare, sostanza proteica (nel senso di Proteo, dio dei fiumi e delle distese d'acqua nonché oracolo e mutaforma), a significare la mutazione, il divenire di tutte le cose, bla bla bla, ecc. ecc. ecc. Stephen passeggia sulla spiaggia, si dà alle divagazioni filosofiche, alle sue lamentazioni, vede un cane, scribacchia versi su un lembo di lettera (la lettera del Signor Daisy), piscia in mare all'arrivo della marea. Necrofilia di Stephen, descrizione minuziosa dei cadaveri, del cane, dell'uomo affogato, e conseguenti divagazioni erotiche. C'è da ammattire a trovare una prosa che restituisca tutto questo saltellare di palo in frasca senza strafare, senza inabissarsi e farsi trascinare sotto il pelo dell'acqua dalle astruserie di Dedalus/Joyce. Non vedo l'ora di attaccare con Mister Bloom, che almeno è più terra terra.

martedì 17 maggio 2022

Battersi per le idee non avendone

Oggi, parafrasando Flaiano, i progressisti si battono per le idee non avendone. Tempo fa noi blogger eravamo tutti antiberlusconiani, c'erano anche i blogger di destra, è vero, ma erano disprezzati come oggi lo sono quelli senza mascherine. Ci siamo rilassati, e constatato che non serve poi chissà quale massa cerebrale per passare per intelligenti, abbiamo commutato il cervello sul minimo sindacale e facciamo le battaglie giuste, come un tempo s'andava a messa per ascoltare il sermone del prete. Sono diventati delle vecchie ziette quelli di sinistra. Ci vorrebbe un Gaber per descriverli, ma non c'è più nemmeno Gaber. I russi ci hanno sempre tenuto nascosto la macchina di fine di mondo, e ci spiano, e contaminano i nostri fluidi vitali: sembra scritto domani il Dottor Stranamore.

domenica 15 maggio 2022

I cattivi dormono in pace

La risibilità dell'occidente che si sciacqua la coscienza facendo vincere l'Ucraina all'Eurovision Song Contest. Continuo a preferire Don Matteo, dove almeno l'ethos è spiattellato più candidamente. Un giorno parleremo della caserma dei carabinieri di Don Matteo, roba che se esistesse per davvero, davvero tanto varrebbe farsi il segno della croce e richiamare in vita Rob Kardashian, l'avvocato di O. J. Simpson, capostipite di dinastia di socialites. Tornando all'Eurovision, l'intera Europa è diventata un kindergarten di bimbiminkia, è destino. È destino che un grande direttore russo venga licenziato dalla Scala e che si santifichi invece Bono Vox che canta la sua cacatina pop nella metropolitana di Kyiv. Mi piacevano gli U2, ho tutti i loro dischi, anche quelli dei Queen, ho anche degli amici gay. Nel '68 si era fatta la rivoluzione contro la morale borghese, oggi dobbiamo sorbirci la moralina dei nipotini intrippati con le battaglie civili. Nel frattempo la guerra continua e i cattivi dormono in pace.

venerdì 13 maggio 2022

Papa Francesco e l'anca del miracolo

Papa Bergoglio, poveretto, ha l'anca sbilenca e non è potuto andare in Russia a salvare il mondo, non fosse stato per quell'anca, e per il dolore al ginocchio (il papa soffre anche di una lesione al legamento del ginocchio destro dovuta principalmente alla postura sbagliata causata proprio dal problema all'anca), russi e ucraini parteciperebbero oggi all'Eurovision Contest vestiti da donne con una canzone che parla di accettazione della diversità, e la guerra finisse, e la pace tornasse, soprattutto dopo aver speso delle così belle parole nei confronti del patriarca Kirill, parole distensive, piene di rispetto e di spirito cristiano. Oggi ai papi è richiesta una certa dinamicità, la disponibilità a viaggiare, la conoscenza delle lingue straniere, non basta volere la pace nel mondo come una miss calzedonia qualsiasi, un papa che non deambula è un vicario di Cristo a mezzo servizio. Attorno a quella gamba gigia si giocano i destini del mondo, alle brutte, prima di pensare all'intervento, è stato allertato Don Matteo, che ha da poco lasciato la parrocchia al più giovane e prestante Don Massimo proprio in vista di una possibile successione al soglio pontificio. Preghiamo tutti per Papa Francesco e per la sua anca, e che riesca a prenotare la visita da un buon ortopedico prima che gli scada l'esenzione dal ticket.

mercoledì 11 maggio 2022

Contro i bambini

Bambini vocianti per strada, in questa estate anticipata lombarda, già allevati, fin da piccoli, a un'insopportabilità scientifica, già pretenziosi, già odiosi, convinti della propria superiorità - dell'acqua calda e fredda che esce dal rubinetto, del pieno di benzina fatto alla macchina, del gelato alla fragola -, sopra gli altri bambini del mondo. Lei - mi dicono, a me - lei sta diventando un vecchio brontolone. Esattamente. Vecchio, e brontolone. E allora no, e allora mi sbaglio, i bambini sono il nostro futuro, e allora un afflato veltroniano, di bontà, verso tutti i bambini del mondo, una tenerezza, una rinnovata arca dell'alleanza fra nonni e nipotini, bastoni della vecchiaia. Io sono convinto che anche a Bergoglio stanno sul cazzo i bambini quando non è inquadrato.

martedì 3 maggio 2022

Fort Apache democrazia

Non lo si diceva tanto per dire che la democrazia sarebbe diventata obsoleta, la democrazia, di tanto che si è perfezionata, s'è striminzita come ai tempi di Pericle, che valeva solo entro la ztl e fuori, oltre il Ceramico, stava accampata l'orda dei populisti, dei figli di nessuno, metechi, macachi, diseredati e cittadini di un bel niente. Entro le mura i cittadini a pieno titolo si battono per il riconoscimento della costipazione come malattia invalidante, fuori le mura non ti fanno entrare nemmeno per pisciare (serve la consumazione). E il giorno che gli esclusi s'incazzano, li chiamano terroristi. L'Occidente in giacca e cravatta con la faccia da persona rispettabile. È già tanto che non ci abbiano fatto ancora la pelle.

Le piante grasse sono anche dette succulente

Ci sono due uccellini, la mattina, che si rincorrono sempre sotto i pini, all'inizio pensavo che litigassero, poi li ho visti fermarsi sullo stesso ramo a lisciarsi insieme le penne. Lo fanno per gioco, come le frecce tricolori. Tonneau, tonnè, looping, stallo, virate a Immelmann e a coltello, uno spettacolo. Sotto i pini il ronzio operoso delle api intente a impollinare gli aranci. Come già descritto, io del ciclo della natura non sapevo niente, mi pensavo che le api servissero solo a pungere e che il miele fosse un tipo di fiele, più erano incazzate, e più smielavano. È stata un'epifania scoprire che i frutti sono gli ovari incinti dei fiori. Le piante grasse sono brutte, tranne una che fa i fiorellini gialli e che dovrebbe avere un nome incomprensibile come del resto quasi tutte le piante grasse (sedum palmeri, ma abbiamo anche la kalanchoe, altrimenti detta calandiva). Il gelsomino invece profuma di saponetta, deve aver copiato la formula. C'è perfino una pianta che sa di saponetta alla lavanda. Poi un giorno capirò come sia possibile che le piante riproducano gli odori dei detergenti, forse è l'inquinamento. 

Hitler, sì, però il gas andava bene

Potrebbe essere anche il nuovo Hitler, Putin, perché no? Ma in quel caso o negli ultimi vent'anni nessuno se n'è accorto, oppure, com'è più facile che sia, tutti hanno fatto finta di nulla e l'hanno pure foraggiato, il nuovo Hitler, pagandogli per anni il gas, e quindi nessuno adesso faccia l'urlo di innocenza con i denti porporini, che una stretta di mano, al nuovo Hitler, non gliel'ha negata nemmeno Letta, su. Se l'occidente rappresenta il buono e giusto, io sono il papa. Eh ma qui, eh ma là, vuoi mettere l'occidente, la libertà di espressione. Segaioli, segaioli che vi fate le pippe con la libertà di espressione mentre ve la tolgono pezzetto per pezzetto da sotto il sedere. Verrà il giorno che vi accorgerete di essere seduti sopra il proverbiale ramo segato, e la colpa sarà sempre di qualcun altro, ovviamente, mai vostra.

domenica 1 maggio 2022

I servizi igienici come fenomenologia dello spirito

Una carta igienica con la "R" stampata in elegante carattere maiuscolo tra due neoclassiche foglioline d'alloro. Trasmette una certa idea di lusso, ci si sente a Versailles. La producono davvero, fuor di ironia, e comunque è gente che lavora, bocche da sfamare, il lavoro è sacro, nobilita anche la carta da culo. Stati Uniti, prima guerra mondiale: la carta igienica con la faccia di Kaiser Bill, Guglielmo II di Germania, con l'elmo chiodato. Strana fantasia di pulirsi il culo con il Pickelhaube. Nel 1942 viene prodotta nel Regno Unito la prima carta a doppio velo, la prima ad avere una carta più soffice e robusta. Sempre Wikipedia ci informa che la prima testimonianza accertata dell'uso di foglietti igienici in Italia risale a Giovanni Della Casa, il quale, nel suo Galateo overo de' costumi, li definiva "pezze degli agiamenti". Ancora prima, nel XIV secolo, nei gabinetti dei conventi, si utilizzavano per scopi igienici pezzi di vecchie tonache. L'eresiarca Ario, secondo la tradizione, sarebbe morto di emorragia intestinale mentre era al gabinetto, ma è probabile che l'episodio sia stato inventato a bella posta. Una storia dei gabinetti non sfigurerebbe al cospetto della storia con la S maiuscola, la storia del gabinetto come fenomenologia dello spirito. Da sviluppare.

venerdì 29 aprile 2022

Quel che c'è di vero diventa fiction, quel che c'è di fiction diventa vero

La leggerezza con la quale nei salotti buoni della tv si discetta sull'opportunità di entrare in guerra e di lanciare la bomba, così, come fosse un'attrazione da circo: venghino signori, venghino, a vedere l'uomo cannone che si fa sparare sull'Ucraina, difendiamo l'occidente, provochiamo l'incidente. A un certo punto sembrava come se tutti volessero partire per Kiev, un'improvvisa proliferazione di foreign fighters, salvo poi assestarsi su posizioni più gandhiane, combattendo coraggiosamente in smart working da casa, termostato abbassato e lavaggio delle ascelle in acqua fredda (capi delicati). La coglioneria a reti unificate dei talk show che da mattina a sera, abbandonata l'ossessione COVID, continuamente blaterano delle stesse cose da giorni, BOMBATOMICHE e terribili minacce di indipendenza energetica (ce lo staccano prima loro il gas, mangiate tranquilli), maratone di Mentana docet. Quel che c'è di vero diventa fiction, quel che c'è di fiction diventa vero.

giovedì 28 aprile 2022

Piano regolatore

Ci stanno usando, i nostri amici americani, per la loro personale guerra di contenimento del nemico, e i russi si prestano volentieri. I russi si prestano volentieri perché hanno questa mentalità, che gli piace sciollare le cose (regionalismo per "sfrantegare", "distruggere minutamente a tappeto") per poi ricostruire seguendo moderni piani regolatori, come a Groznyj, che l'hanno rifatta tutta che pare Tokyo, una schermata di Need for Speed. I contadini bruciano tutto per far ricrescere più rigogliose le colture, è lo stesso concetto di distruzione creatrice, secondo alcuni è salutare. Fanno presto gli americani a chiedere più sanzioni, mica hanno problemi di approvvigionamento, loro. Andate avanti voi che a noi viene da ridere, vi appoggiamo, non vorrete mica i carri armati russi che scorrazzano per via dei Fori Imperiali? Converrà stampare rubli per questo inverno, e pagare il gas ai russi clandestinamente in nero, portando i soldi sul ponte di Glienike, con la faccia di Tom Hanks.

mercoledì 27 aprile 2022

La legge che veramente governa

Siamo sull'orlo di un conflitto nucleare e la colpa è di tutti e di nessuno, i singoli eventi della storia sono congegnati in modo da condurre esattamente e con precisione matematica a un determinato risultato, e la volontà umana non è che una parte già computata dell'equazione. La storia è il dipanarsi dell'equazione, nacheinander, passo dopo passo. Pensarsi in grado di decidere altrimenti, di poter salvare il mondo, di scongiurare il pericolo, è vana superbia. Eh, mi dirai, ma tu in ogni caso agisci, non te ne stai con le mani in mano, anche solo il fatto che alzi un dito per scrivere... Esattamente, siamo destinati a fare, ad agire, ad agitarci credendo che serva e in principal modo per riempiere il tempo e lo spazio nei modi in cui è stato stabilito dalla legge che veramente governa, e non è quella degli uomini.

martedì 26 aprile 2022

Zio Richie, verdiano

Stephen ha uno zio caciarone, lo zio Richie, lo zio che ti costringe alla sua calorosa ospitalità, un po' come mio nonno che rincorreva l'ospite fuori dalla porta per appioppargli la bottiglia di vino che aveva testé ripetutamente rifiutato. Non solo, lo zio Richie è anche appassionato verdiano, nonno lo era di Mario Lanza, Musiani e Claudio Villa (ma una volta ha apprezzato di sfuggita un pezzo dei King Crimson, Prince Rupert Awakes, che avevo messo in camera mia a tutto volume). 

Dall'episodio III, Proteo, La Spiaggia:

Una cornice in legno di torba sopra la testa calva: il Requiescat di Wilde. Il richiamo del suo disorientante fischio riporta indietro Walter. 

– Sì, signore?

– Malto per Richie e Stephen, dillo alla mamma. Dov'è?

– Sta facendo il bagno a Crissie, signore. 

La compagnuccia di letto di babbo. Batuffolino amoroso.

– No, zio Richie…

– Chiamami Richie. Al diavolo la tua idrolitina. Fa venire la depressione. Whiiisky!

– Zio Richie, davvero…

– Siediti o com'è vero il Demonio ti faccio sedere a calci.

Invano Walter dà un'occhiata in giro in cerca di una sedia.

– Non ha niente su cui sedersi, signore.

– Non ha niente su cui mettere il culo, babbeo. Porta qui la Chippendale. Vuoi dare un morso a qualcosa? Non venirmi a fare lo schizzinoso qua dentro. Una bella fetta di lardo fritto con l'aringa? Sicuro? Meglio così. In casa non abbiamo altro che pillole per il mal di schiena. 

All'erta! 

Bofonchia battute dell'aria di sortita di Ferrando. Il pezzo più bello di tutta l'opera, Stephen. Senti.


A me piacciono anche Tacea la notte placida, Il balen del tuo sorriso, Ah sì, ben mio, il coro degli zingari, Stride la vampa... vabbè, è tutto bello Il Trovatore.

lunedì 25 aprile 2022

Scegli: vuoi la pace o avere due braccia?

C'è una specie di mentecatto che pensa veramente che se un domani, in nome della salute pubblica o per salvare l'Ucraina e con essa l'Occidente, ci venisse chiesto di tagliarci un braccio, allora farebbe campagna virtuosa e social awareness per spingerci tutti a tagliarci quel braccio, e diventerebbe un paria chi se ne va in giro con due. Be', la novità è che anche qualora ci fossero evidentissime prove "scientifiche" (che assieme a "liberale" è diventato ormai fra gli aggettivi più screditati del mondo buono) a sostegno della tesi che occorre tagliarsi quel braccio, la novità è che ognuno avrebbe comunque ben diritto a non farselo tagliare, e che ognuno del suo corpo ha ben diritto di farci quel che vuole: volete la pace o avere due braccia? (ovviamente si terrebbe conto dei mancini, ai quali magnanimamente verrebbe tagliato quello destro, forse).

La manfrina di Le Pen e del primo cretino che bisogna votare per salvare la democrazia

Basta con 'sta manfrina del pericolo Le Pen e del primus (non) inter pares che viene a salvare la democrazia, come se quei milioni di francesi che votano Le Pen fossero tutti da mettere in galera (non ti dico di votare Le Pen, o cretino che stai capendo male, ti dico solo che stai guardando la pagliuzza e ti sei scordato della trave), basta con questa manfrina, in special modo di sinistra, che si sente buona e giusta mentre il male minore, pezzetto dopo pezzetto, e con la complicità del popolo sovrano, erode le regole fondamentali della democrazia in nome di emergenze e ineluttabilità sovrastimate e ingigantite a bella posta: uscite dall'incantesimo, diventate degni di qualcosa in questa misera vita.

martedì 19 aprile 2022

Stephen Dedalus, filosofo

Ritrovo in Joyce due concetti che si trattavano spesso da queste parti quando mi dilettavo di filosofia. Episodio 2, NestoreLa scuola

Se Pirro non fosse caduto ad Argo per mano di un'arpia o Giulio Cesare non fosse stato ucciso a coltellate. Impossibile smettere di pensarci. Il tempo li ha marchiati, incatenati, e ora sono custoditi nella stanza delle infinite possibilità che hanno escluso. Ma possono essere state possibili visto che non sono mai state? Oppure fu possibile solo ciò che accadde? Tessi, tessitore del vento.

Le cose che esistono solo potenzialmente, di fatto, non esistono, le infinite possibilità date dal libero arbitrio sono congetture, nulla vieta di pensare che possa esistere solo ciò che in effetti accade: destino, necessità.

E ancora: 

Il pensiero è il pensiero del pensiero. Placida luminosità. L'anima è in un certo senso tutto ciò che esiste: l'anima è la forma delle forme. Repentina tranquillità, immensa, incandescente: forma delle forme. 

Se prima riecheggiava Aristotele, qui parla Berkeley: l'immateriale anima è il luogo in cui tutte le forme prendono forma, compresa la materia, sensazione di qualcosa, percezione di un solido. Berkeley aggiornato: sostituire anima con coscienza. Essere è essere percepito.

domenica 17 aprile 2022

Batracomiomachia

In breve: uno è convinto che Trump sia il male assoluto, ma come Trump anche un Le Pen, un Orban, un Salvini o un Meloni qualsiasi, ci si fissa e comincia a credersi per contro un giusto, un dritto, un progressista, uno che le sente a pelle certe cose, e in tutto questo scivola sempre più in questo stato di allucinazione autoindotta che lo porta a convincersi di essere un missionario dell'umanità, quando invece è solo un affiliato alla batracomiomachia generale che vede le rane salvamondo opposte ai topi novax e nazionalpopulisti. Due cretini affini, che si tengono l'un l'altro per mano e che purtroppo impestano anche le vite altrui.

mercoledì 13 aprile 2022

Erano meglio i populisti

Se era per salvarci dal populismo e dalle fake news che di fatto oggi non possiamo più dissentire dal pensiero ufficiale, pena l'emarginazione e la ridicolizzazione personale e professionale, allora erano meglio il populismo e le fake news. Anche perché questi anti-populisti, e questi cacciatori di bufale, hanno l'onestà intellettuale fessa, o per meglio dire tarlata, e pur di contraddire i loro avversari non esitano a tradire i loro stesso mandato, poiché hanno deciso molto opportunisticamente che quando il fine è nobile allora tutto giustifica i mezzi. Mi permetto di insistere sul concetto di cretino di sinistra, dopo aver tanto insistito su quello di destra, perché oggi è questo tipo di cretino che sta facendo i danni peggiori. Si lamentano tanto di Trump e di LePen, e poi, come se nulla fosse, giustificano rappresaglie politiche e obblighi di legge il cui unico fondamento è un populismo equivalente, volto a blandire, e all'occorrenza fomentare, i loro zelantissimi clienti elettori, però elevati a "giusti fra i giusti". Quando incontrate un cretino di tal fatta l'unica è restare basati* e mantenere la calma, perché, se presi nella loro totalità i cretini non finiscono mai, è pur vero che a un genere di cretino presto ne seguirà un altro, così da variare un po' la dieta e non rimanere troppo a lungo prostrati nello stesso spleen.

(*impermeabili ai condizionamenti)

domenica 10 aprile 2022

Amarcord Brexit

Un paio di emergenze orsono, teneva banco la brexit. Doveva essere l'apocalisse, la gente per strada in pigiama, senza cibo, senz'acqua, senza medicine, una moria d'inglesi senza precedenti, rimasti senza benzina, senza camion, senza camionisti, senza frutta fresca sotto la minaccia della pellagra, e per giunta sconfitti in finale dell'europeo, a che titolo, poi, visto che se ne erano voluti andare dall'Europa? Come sempre, nessuna possibilità di capirci davvero qualcosa al di là della solita canea da tifosotti: mamma li populisti! Se ne vogliono andare, dopo tutto quello che abbiamo fatto per loro! (offesa alla mamma: da qui in avanti io non ho più un figlio). Morale della favola: completamente rimossa, morta, sepolta, sovrastata in spettacolarità prima dalla pandemia e da Putin e Zelenskyy poi. La verità è che non c'era niente di cui parlare e il caso è stato montato ad arte per crearci su un po' di indotto (c'hanno fatto dei libri, interessantissimi). No, ti sbagli, i suoi effetti si faranno sentire più avanti, come le mosse della Sacra Scuola di Hokuto. Ancora in un articolo del 2018, entro sei mesi, "l'apocalisse Brexit" avrebbe dovuto mettere in ginocchio il Regno Unito: sono ancora qui, come i non vaccinati che dovevano essere tutti morti (ipse dixit). Attendiamo speranzosi la fine dell'Inghilterra, salvo che non finiamo prima noi, sarebbe una beffa.

sabato 9 aprile 2022

Kinch, la lama di coltello

Non è per lettori distratti, l'Ulisse, come diceva Svevo, però non è nemmeno così enigmatico come si pensa una volta trovata la chiave di certi riferimenti all'attualità del tempo e quelli propri dell'autore, che comunque si divertiva a buttare dentro tutto quel che gli passava per la testa (quel "flusso di coscienza" che le maestre delle superiori ci indicavano come una cosa strabiliante, un'invenzione sconvolgente). A me quel romanzo europeo lì, di quel periodo, mi piace assai, come mi è sempre piaciuto La coscienza di Svevo (di Zeno, ma di Svevo). Il fu Mattia Pascal, per esempio, ha una sua luttuosità tutta meridionale, che piega al patetico, quella nordica è invece più freddina, a volte scanzonata, seppur terribile (il verdemoccio, il bacile di bile della madre morente). Mi sto divertendo a cesellare tutto parola per parola, solo che così non se ne viene a capo, un solo capitolo mi prenderà un mese. Anche perché vorrei abbinare a ciascun capitolo una piccola pagina di note in modo da agevolarmi la lettura negli anni a venire. Megalomania? Diciamo più un sogno, forse una favola.

venerdì 8 aprile 2022

Ulisse tradotto

Molto bello e anche divertente da tradurre l'Ulisse, perché sono pochi i libri tradotti che mi soddisfano per davvero. La traduzione di Giulio De Angelis per Mondadori strideva e non mi suonava bene. A seguire dei brani tratti della mia versione.


– Dio! disse tranquillo. Non è forse il mare proprio come dice Algy: una grande dolce madre? Il mare verdemoccio. Lo scrotorestringente mare. Epi oinopa ponton. Ah, Dedalus, i Greci! Devo istruirti. Devi leggerli nell'originale. Thalatta! Thalatta! È la nostra grande e dolce madre. Vieni a vedere.

Stephen si alzò e si accostò al parapetto. Si appoggiò e abbassò lo sguardo sull'acqua e sul postale che si allontanava dalla bocca di porto di Kingstown.


De Angelis poi traduce "noserag" in "moccichino", e può essere anche corretto, ma mi suona come mokaccino e cappuccino, quindi gli ho preferito un più villano (perché Buck Mulligan è un gran villano) "straccetto da naso":


Si avvicinò alla piazzola e, infilando una mano nel taschino di Stephen, disse:

– Prestaci il tuo straccetto da naso per pulire il rasoio.

Stephen gli permise di tirarlo fuori e di esibire, tenendolo per un angolo, uno sporco fazzoletto stropicciato. Buck Mulligan ripulì accuratamente la lama. Poi fissò oltre il fazzoletto, e disse:

– Lo straccetto del bardo! Una nuova tinta d'autore per i nostri poeti irlandesi: verdemoccio. Sembra quasi di sentirne il sapore, non ti pare?


Versione di De Angelis:


Si avvicinò alla piazzuola e, cacciando una mano nel taschino di Stephen, disse:

– Mollaci in prestito il tuo moccichino per asciugare il rasoio.

Stephen tollerò che tirasse fuori e tenesse in mostra per un angolo un fazzoletto sporco e gualcito. Buck Mulligan pulì diligentemente la lama. Poi, percorrendo con lo sguardo il fazzoletto, disse:

– Il moccichino del bardo! Nuovo colore pittorico per i nostri poeti irlandesi: verdemoccio. Sembra di sentirselo in bocca, vero?


Tutte le mie traduzioni verranno poi stampate su fogli A4 fronte e retro ad uso privato e familiare e consegnate alla posterità, guerra mondiale permettendo.

mercoledì 6 aprile 2022

Mangiate meno brioches

Ieri "non fai il vaccino, ti ammali, muori", oggi "scegliere fra la pace e il condizionatore acceso". Mario Draghi è l'epitome dell'imbarazzo. Anni di politiche energetiche larghe e spericolate e poi d'un tratto, puf, la colpa è nostra che ci facciamo una doccia al giorno (io no, io già da prima indossavo solo due gocce di Chanel). Solo il cretino di sinistra, che va cercando occasioni di elevazione etica e morale in ogni sciagura, può concordare con tali affermazioni scodinzolando felice, noi no.  

Mi chiedevo cosa mai sarebbe arrivato dopo Berlusconi, e la risposta è che non c'è fine al peggio.

Falsa dicotomia: far credere che esistano solo due alternative o comunque che stiano sullo stesso piano nel medesimo rispetto:

Trova largo uso nelle orazioni politiche o nelle invettive come strategia retorica per forzare una scelta a proprio favore utilizzando domande retoriche, per esempio affermazioni come "Sei con noi o con i terroristi?" oppure "Siete contrari a questa liberalizzazione. Voi volete instaurare un sistema sovietico!" 

Giusto un piddino ci può cascare.

Sull'uso diffuso della parola "libertà"

Bisognerebbe avere più pudore della parola "libertà" e dell'aggettivo "liberale", e prima di farne oggetto di rivendicazione politica e drappo di battaglia, coscienziosamente andare a vedere se si è all'altezza di esibirne le credenziali, perché la "libertà" oggi è merce così diffusa che non significa più niente e anzi ha preso a significare il suo contrario, chiamiamola piuttosto mestizia questa "libertà" tradita.

Miti del pragmatismo: il rasoio di Occam

Un altro mito del pragmatismo: il rasoio di Occam, che tradotto per il popolo significa scegli la soluzione più semplice, per esempio che non è la terra che gira intorno al sole, ma il sole che gira intorno alla terra (è semplice, noi stiamo fermi, è il sole che si muove). In realtà il principio che passa sotto il nome di Rasoio di Occam recita: «Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem.» (Non moltiplicare gli elementi oltre il necessario). Ma per capire se li stai moltiplicando oltre il necessario ci va comunque del bel ragionamento, non è un liberi tutti della ragione ad uso anime semplici. La banalizzazione del principio di Occam esprime una preferenza personale (preferisco la semplicità e cito Occam per darle quel tocco di autorevolezza), ma la preferenza personale, di per sé, non è criterio di verità, altrimenti sarebbe vero che la terra è piatta perché la misuriamo con la livella da muratore.

martedì 5 aprile 2022

La tesi del mainstream

Il mainstream, dicono, ci ha mentito sulla pandemia, ma questo non significa che ci menta anche sulla Russia, i fatti, per esempio, ci dimostrano che la Russia ha invaso l'Ucraina. Non c'è dubbio, ma questo non dimostra niente, dimostra solo che il mainstream non ci mente nella misura in cui incontra i nostri gusti e la nostra sensibilità "liberale" (metto il termine fra virgolette per pudore). Ora, io diffido dei mentecatti russi come di quelli ucraini e occidentali, per cui questa fiducia improvvisa nel mainstream, spesso popolato dai più mentecatti fra i mentecatti, non mi convince per niente: attenzione a non confondere verità e desiderata. (per quanto concerne le attuali stragi di guerra, non mi stupirei se fossero da attribuire ai trucidi battaglioni russi, non ho alcun pregiudizio al riguardo, ma questo vale per tutti i casi una volta accertata la verità).