lunedì 26 settembre 2022

L'analisi

Hanno punito il governo e le forze che hanno appoggiato il governo, il famigerato paese unito che stava tutto con Mario Draghi si è rivelata una narrazione posticcia dei giornali e degli apparati. Leggo delle preoccupazioni della Francia che da oggi vigilerà sull'Italia per il rispetto dei diritti umani, manco Giorgia Meloni fosse Bokassa, e dunque della costruzione a tavolino di una cattiva reputazione europea: siamo circondati da deficienti, a tutti i livelli, e dal computo non si escludano quei Fratelli d'Italia attuali nuovi eroi della patria che avranno tutto l'agio di fregarsi da soli sulle ali dell'entusiasmo, semplicemente Meloni ha fatto la mossa giusta, quella di stare all'opposizione, e adesso è passata all'incasso. Piuttosto c'è di che non stare allegri a sinistra, una sinistra conformista completamente slegata dalla realtà, solo a parole attenta a quella povera gente che poi nemmeno troppo velatamente disprezza e bolla come populista, indegna di sedersi al tavolo della democrazia. Il cretino di sinistra pianga sulle proprie colpe, anche se è probabile che non lo farà, perché appunto è cretino. 

domenica 25 settembre 2022

Ciurlare nel manico

Io non voto perché non saprei per chi votare e anche perché mi trovo fuori sede, ma non sono nemmeno del partito dell'astensione, semplicemente: basta. Coltivo, è vero, il sogno, quasi l'utopia, di assistere a un ricambio epocale delle classi dirigenti, italiane ed europee tutte, gente seria per davvero, poco incline alle baggianate e al conformismo delle idee, ma è una cosa oggettivamente impossibile. Mentana, lui sì, per l'occasione sarà andato dall'estetista, si sarà fatto togliere i peli del naso, aggiustare le sopracciglia, mettere la gommina nei capelli, ma poi, di tutto questo narcisismo, cosa rimane? Fate la prova: leggete il chiacchiericcio pre e postelettorale delle passate elezioni sugli archivi dei giornali, tutta aria fritta che dura un giorno. Piuttosto, mettetevi l'elmetto che da domani si ricomincia a ciurlare nel manico ("venite meno alle aspettative o a un impegno assunto verso altri", etimo incerto).

sabato 24 settembre 2022

Vivere nascosti

Questo continuo chiacchiericcio livoroso e cistifellico dei social mi ha rovinato lo stomaco, inutile curare l'acidità col pantopan se poi non si sradica il problema alla radice. Negli ultimi giorni mi sono dedicato a cose meno politiche e più salutari, praticando quella vita nascosta di stampo epicureo che riavvicina ai piccoli piaceri della vita. Come Epicuro vivo con poco, mi fotografo i piedi, mi nutro dei prodotti della terra, osservo le piantine crescere sui balconi. Prendi il mare: a lui che gliene frega di Loyola? È così tranquillo il mondo senza il concertino dei giornalai. Qui da zia si prende TeleSUR, una specie di Pravda latinoamericana a capitale pubblico gestita dal governo venezuelano, e notavo come fosse facile la creazione di un mondo totalmente congruente e verosimile al suo interno, tale da sembrare vero, esattamente come quello messo in piedi dai vari russi, cinesi, indiani, iraniani e occidentali che siano, tra l'altro questi ultimi gli unici, stranamente, a darci notizie vere. Quand'ero frustrato mi attaccavo alla politica, nella speranza di vedere nel mondo una regola e un'appartenenza, ora che non lo sono più mi godo la vita minuta, mi viene più naturale.

mercoledì 14 settembre 2022

La banda degli onesti

Aspetta aspetta, adesso tiene banco la storia dei finanziamenti russi: 

Intelligence Usa: da Mosca 300 mln di dollari ai partiti di 20 paesi. 

E da Mosca ribattono: e allora la CIA? Va be', che c'entra, so' amici nostri. Per giunta l'intelligence Usa non fa nomi così che ognuno possa regolarsi come meglio crede: intelligenti (oh, si chiama "intelligence"). In tutta 'sta pioggia di miliardi, porca puttana, mai una volta che mi sia riuscito di intercettare anche solo un picciolo. Putin alzaci la paghetta che qui non si sta dentro con le spese. Valigette piene di valuta entravano nel paese alla dogana di via Trieste, alcune nascoste nel lamierino delle Gaz, altre infilate direttamente su per il culo. La conquista dell'occidente comporta sacrifici. 300 mln di dollari per fare campagna pro Putin, Salvini e Meloni, certo, e ovviamente il Conte pacifista che ha fatto cadere Draghi. Ecco dove li prendevano tutti quei soldi per le loro cazzo di piattaforme. 300 mln spesi invano, perché a me i russi ancora non mi hanno convinto: a 1 mln di dollari cedo. Ma già convertiti in euro che io non son capace di lavare i soldi, a me me li dovete dare già pronti per l'uso, in banconote di piccolo taglio da spendere in fiammiferi e saponette, come ne "La banda degli onesti" (Camillo Mastrocinque, 1956, commedia in bianco e nero).

Comunicato stampa

Il primo livello di censura, chiamiamola "morale", viene dal basso, automatica, autoprodotta: ma quindi stai coi russi? Non stai dalla parte dell'occidente, dalla "nostra parte"? Ti vedo tiepidino sulla condanna a Putin, ecc. E poi, "la condanna a Putin": tutti capi di Stato su internet, bisogna fare i comunicati stampa. Il blog è strutturato come una conversazione, quello che penso al riguardo non lo so di preciso nemmeno io, potrei contraddirmi. È un esercizio di libero pensiero, libertà in senso spinoziano: pura necessità della ragione. Adesso, per esempio, rileggendomi, noto che sto facendo la lezioncina e quindi mi taccio. Questa alacre opera di tafani ahimè poco socratici che ammorbano anche il più modesto degli "influencer" (da quando ci sono i social il blog è diventato una riserva indiana), è davvero miseranda. L'ho detto subito dal primo giorno: i russi sono cattivi, solo che messa così non ti credono, pensano che li prendi in giro. I russi sono cattivi, sono in odor di ammazzare i giornalisti, col polonio, e l'opposizione la mettono in prigione, solo che se poi gli fai notare che da noi c'è Assange pensano che fai del relativismo etico: Assange sì, però, vabbé, e si mettono a enumerare i vantaggi dell'occidente. Allora ripeto: i russi sono cattivi. Degli assassini, dei criminali, gente che caga sopra la civiltà. Se poi faccio notare en passant che questa logica è la stessa che porta alla creazione del nemico del popolo, naso adunco ecc. ecc., non fateci caso, rimasugli scolastici, educazione civica digerita male, per cui brindiam brindiamo: A noi! Viva l'Occidente!

lunedì 12 settembre 2022

Insufficienza dell'informazione

Cosa sta succedendo davvero in Ucraina? E chi lo sa. Come del resto per ogni altra notizia nel mondo, le informazioni ci sono fornite in ossequio a una narrazione, e solo quando i fatti irrompono evidenti senza possibilità di smentita allora li si raccontano per quel che sono, salvo poi mettersi subito all'opera per ricacciarli di nuovo dentro un racconto più confortevole alle orecchie. Noi qui cronisti improvvisati del web si fa a gara per peggiorare ulteriormente la situazione, con le nostre cronache frettolose basate sulla preesistente ruminazione delle fonti ("l'ho letto sul Post", che a sua volta fa una media di tutte le fonti cosiddette autorevoli, che a loro volta attingono distrattamente dalle agenzia di stampa, le quali, tra le innumerevoli disgrazie che capitano nel mondo, portano alla luce solo i fatti reputati di un certo interesse). Abbiamo un serio problema di veridicità dell'informazione che va ben oltre le preoccupazioni dei complottisti di ogni ordine e grado, il problema è strutturale, cioè va oltre la supposta volontà di nasconderci deliberatamente la verità: la verità sul mondo è difficile da afferrare, infinite ragioni portano alla produzione di quel che accade e ci andrebbe un impegno ben superiore a quello profuso dalla migliore agenzia di stampa.

sabato 10 settembre 2022

Sudditanze isteriche

Quando muore una regina, e per giunta così amata, l'informazione entra in uno stato di fregola e di estro senza fondo cui non è possibile porre rimedio: siamo tutti sudditi dell'Impero britannico. Misteriosi archetipi junghiani, sudditanze isteriche, si attivano anche fra i più comuni mortali che di colpo di trasformano in genealogisti reali ed esperti di protocollo. Voi lo sapete, per esempio, che Lady Cosima Windsor, figlia di Alexander Windsor, barone di Culloden, è trentatreesima in linea di successione? Dovesse capitare qualcosa ai trentadue precedenti toccherebbe a lei regnare sui britanni, c'è di che far tremare i polsi, eh? Seguendo meticolosamente il rigido protocollo, nome in codice "London Bridge Down", le spoglie della Regina verranno caricate sul treno reale per poi viaggiare attraverso i paesi del Commonwealth, permettendo agli amatissimi sudditi di rivolgere un ultimo saluto alla loro amatissima sovrana. Ci vorranno mesi, forse anni, prima che il treno faccia ritorno dalle isole Pitcairn. Nel frattempo toccherà a Re Carlo III del Regno Unito e dell'Irlanda del Nord, già Principe di Galles, già Signore di Man, già Duca di Cornovaglia, già Duca di Rothesay, già Duca di Edimburgo, servire i suoi sudditi: per me una naturale e un tramezzino col cotto, grazie.

Von del Leyen propone il tetto

Mettiamo un tetto al gas. Ok. Aspetta un secondo però: a quale gas? A quello russo, ovviamente, un tetto al gas russo. Sì ma non ne arriva più. Allora a quel poco che arriva, tanto per dare un segnale. Altrimenti, fammi pensare: mettiamo un tetto al gas americano. Ahahahah. Altre proposte? Al gas algerino. Sì, mettiamo il tetto al gas algerino, facciamo una legge che l'Algeria il gas all'Europa glielo deve dare al prezzo che dice lei, sennò addio visti turistici. Altre richieste, tanto che ci siamo, che so, i datteri, facciamo 2,50 al chilo? Bon, onglet de boeuf chez Honig e ne riparliamo a ottobre? Ottima idea, ci vediamo a ottobre. Santé.

venerdì 9 settembre 2022

Keep calm and mourn

Amata da tutti, il regno più lungo, una vita al servizio, ha attraversato il novecento, citare i corgi, i suoi amatissimi corgi, era anche una provetta cavallerizza, aggiustava i camion, la ricordiamo scendere la scaletta dell'aereo al ritorno dal suo viaggio ufficiale in Kenya dopo l'annuncio dell'improvvisa morte del padre, tartagliava (il padre), ma poi un logopedista con la voce di Robin Williams l'ha curato. Citare i Sex Pistols, amava la musica, Elton John canterà al suo funerale, la sua collezione di occhiali, di Elton John, ma non divaghiamo, esprimiamo il nostro profondo cordoglio, è stata un faro, il giorno più triste, il mondo intero è in lutto, gli irlandesi la ricordano commossi, la grande famiglia del Commonwealth stretta in un abbraccio, Caprarica, dov'è Caprarica? Londra si è fermata, ci vorranno mesi, forse anni prima che il paese si riprenda, tutto questo ha anche un costo economico, la folla davanti a Buckingham Palace, la gente deposita mazzi di fiori, quella volta che a Rowan Atkinson, amava i Beatles, se hanno fatto Mick Jagger baronetto allora io posso diventare Papa, il suo rapporto con Lady Diana, accusata di eccessiva freddezza seppe poi riconquistare l'amore dei suoi sudditi agitando la mano al passaggio del feretro, all'inizio non doveva diventare regina, coltivava petunie, le sue amatissime petunie, poi con grande senso di responsabilità, lei, ancora giovane, nel fiore degli anni, era la preferita del nonno, i suoi cappelli, la passione per i colori pastello condivisa con Angela Merkel, negli ultimi tempi si era ritirata a Balmoral, è arrivato Caprarica.

mercoledì 7 settembre 2022

Rivista di geopolitica: perché l'Europa non può stare senza un padrone

È un problema strutturale quello che impedisce all'Europa di essere veramente indipendente da questo o da quel fratello maggiore (big brother): non avendo grandi disponibilità di risorse fossili sue proprie deve fare di volta in volta patti col diavolo. Una volta, tronfia e dominante, le risorse l'Europa se le andava a prendere nelle colonie, dopo la seconda guerra mondiale siamo diventati noi terreno da colonizzare (per fare l'energia elettrica, il sistema sanguigno dell'economia moderna, non si bruciano le spezie d'oriente, altrimenti a quest'ora Venezia era il centro del mondo). Perso il dominio, siamo però rimasti tronfi, che è cifra oramai così interiorizzata che nemmeno ce ne accorgiamo più, è diventata un nostro tratto naturale. Ci crediamo davvero il popolo eletto della ragione sulla terra, però dipendiamo. O il patto lo facciamo con la Russia o lo facciamo con gli Stati Uniti, la struttura è economica, la sovrastruttura, tutto l'apparato politico e ideologico che predica che il nostro partner naturale è l'America perché è lì che c'è la vera democrazia, è un semplice pretesto. Gli Stati Uniti ci reclamano, dobbiamo sperare solo che per salvare il bambino non ci buttino via assieme all'acqua sporca. E con questo per ora è tutto dal vostro analista di geopolitica preferito.

martedì 6 settembre 2022

Sacrificio

Non voglio pensare che i nostri amici americani stiano giocando cinicamente la loro partita geopolitica sulla nostra pelle, no, dev'essere senz'altro propaganda russa. Tutte quelle belle serie dove fanno i buoni, anche statisticamente, sarà pur vero almeno la metà. Tanto per cominciare non s'è mai visto un americano che fa la guerra a un paese straniero spacciandola per operazione di pace, quando è successo c'erano le prove, della malvagità del suddetto paese straniero. Ho letto invece un sacco di libri russi, vecchi e nuovi, e posso confermare che i russi sono delle bestie. E poi, scusa, anche se fosse, abbiamo comunque la democrazia. Padroni magnanimi sono gli americani, i russi, invece, ti chiudono il gas e stanno a guardare che diventi blu... si sganasciano, quei bastardi. Quindi, alle brutte, meglio stare con l'America. Maestoso come un angelo della morte, il formidabile B-2 Spirit veglia sulla nostra pace con il suo carico di GBU-12, bruciando combustibile verde. Non un solo bambino è mai stato ucciso da un raid americano, e quando è capitato, lo si è fatto per difendere la democrazia. Dura lex, sed lex, giurano che non s'è fatto apposta. Sacrificati, sì, ma sempre dalla parte giusta della storia.

Il Nord Stream 1, spiegato bene

Bambino russo: ecco, l'hai rotto, sei contento? non funziona più per colpa tua che mi hai messo in punizione. Bambino tedesco: non è vero, l'altra volta quando si è rotto l'hai attaccato con la colla, dici le bugie! mamma mamma, il bambino russo dice le bugie! Bambino russo: non è vero! e poi come faccio ad aggiustarlo se non mi dai la colla? Bambino tedesco: ce l'hai tu la colla! vero mamma che ce l'ha lui la colla? Bambino russo: no! non ce l'ho! Bambino tedesco: e invece sì ti dico! Bambino russo: e invece no! [prende il tubo e lo rompe]. Bambino tedesco: buaaaaaaahhhh! mamma mamma, il bambino russo ha rotto il tubo, buaaaaaaahhhh! sei cattivo, non ci gioco più con te! Bambino russo: e io lo stesso, tanto ho degli altri amici. Bambino tedesco: no, non puoi giocare con gli altri amici. Bambino russo: e perché? Bambino tedesco: perché no! Bambino russo: allora non sei più mio amico! Bambino tedesco: allora vai via! Bambino russo: sì, vado via! Bambino tedesco: ok, vai via! Bambino russo: vado. Bambino tedesco: davvero non giochi più con me? Bambino russo: no. Bambino tedesco: ok. ciao. Bambino russo: ciao.

domenica 4 settembre 2022

Ipocrisia dell'Occidente, inclusivo a parole, esclusivo di fatto

Da quando l'occidente buono si è messo in guerra contro l'occidente cattivo (per intenderci quello dei populisti, dei fiancheggiatori di Putin e dei novax, dei complottisti e degli spacciatori di fake news) le cose stanno andando scientificamente in peggio. Ma potrebbe anche essere il contrario: che le cose stanno andando scientificamente in peggio a causa del particolare talento dei cattivi, e i buoni arrancano impotenti. La verità è che il sogno di una democrazia globale compiuta e finalmente pacificata, la fine di una storia che non ha più ragion d'essere perché ha risolto tutti i conflitti, già da tempo si è sciolto come neve al sole e il malcontento monta sovrano, fra i poveri come fra i privilegiati. Lo stile di vita occidentale, tutto casa, ufficio, giardino e figli contenti, coccolati dai gadget a basso costo assemblati in oscure factories di repubbliche cosiddette popolari, non è così sostenibile come sembra: anche il resto del mondo vorrebbe partecipare. Se si farà la rivoluzione la si farà per aver diritto alla bella vita occidentale, non per distribuire equamente il grano e lo zucchero. L'occidente di fronte a questa massa di scontenti si chiude a riccio e si fa élite quasi aristocratica, civiltà contro barbarie. Il pestatore medio di tastiera, bandierino e non populista, persuaso di conoscere i fatti, non si avvede della sua posizione di privilegio e ritiene a torto che gli scontenti siano dei semplici mentecatti. Ma anche questi mentecatti, nel loro piccolo, sono esseri viventi, non si potrà tenerli fuori per sempre da questo club per gentiluomini che sembra essere diventato l'Occidente, inclusivo a parole, esclusivo di fatto.

venerdì 2 settembre 2022

Attività psuedo-etiche

Io non sono interessato a giustificare la Russia, sono più interessato a capire cosa stiamo diventando noi per non diventare la Russia. Verrà la polizia locale ad effettuare controlli a campione per misurare la regolazione dei termostati e i solerti cittadini potranno nuovamente esercitare la delazione in vista del raggiungimento del bene supremo. Andranno forse esibiti i calzini in caldocotone e le magliette di lana come controprova dell'effettiva applicazione delle direttive? Aspiranti cittadini modello già si aggirano giudicanti e petulanti sui social e nei supermercati, una capillare rete civica di integerrimi informatori e guardiani del bene pubblico veglierà sulla buona riuscita del piano quinquennale. Ci informano gli articolisti che la polizia non potrà di certo bussare casa per casa (ahimè no, mancano gli effettivi, non per altro), è probabile che i controlli si concentreranno nei condomini con riscaldamento centralizzato, trattando come persone non gradite i possessori di riscaldamento autonomo. Non è mai mancata l'aria condizionata a chi oggi ci conta anche i gradi in casa, quando il nonno della patria ci invitava a scegliere fra la pace o il condizionatore, io pensavo a quelli del Milano-Reggio, tenuti al minimo "per non far andare in blocco il sistema". Abbiamo sempre sudato serenamente, noi poveri, senza aver alcun controllo sulla pace e sulla guerra. La pseudo-etica di qualunque istituto o persona che voglia attribuirsi la gravezza di un'attività morale ha raggiunto livelli da emergenza planetaria. Segue citazione:

"Adoperare l’avvenimento [...] alla magnificazione d’una propria attività pseudo-etica, in facto protuberantemente scenica e sporcamente teatrata, è il giuoco di qualunque, istituto o persona, voglia attribuire alla propaganda e alla pesca le dimensioni e la gravezza di una attività morale."

C. E. Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

giovedì 1 settembre 2022

Occhio per occhio, disse il cecato

C'era un articolo di Imarisio, il corrispondete del Corriere da Mosca, che nel marzo scorso, in piena euforia da sanzioni, descriveva con divertita partecipazione il crollo dell'economia e della società russa. Comincia con moglie e marito che non trovano più i corn flakes a colazione e il gatto che miagola perché gli han ridotto la razione di bocconcini (e qui la prima rivelazione: i russi amano gli animali domestici, ogni casa ne ha uno, sono i bambini quelli che mangiano). Prosegue, con l'enumerazione apocalittica dei flagelli: la disattivazione dei sistemi di pagamento elettronico, la miscela di caffè etiope che non arriva più, i taxi da pagare con valigette piene di contanti, l'inflazione galoppante, i risparmi in fumo, il computer che si rompe, la stampante senza toner (nota bene: li producono in Cina), niente più scarpe della Nike, iPhone, Balenciaga e così via, insomma, un ritorno all'età della pietra. Sei mesi più tardi eccoci alle prese, qui nel radioso occidente, con l'inflazione galoppante, i prezzi di luce e gas centuplicati, la minaccia di razionamenti dell'energia, lo spettro di un inverno al freddo. Partiti per far crollare la Russia, gli ottimati europei trascinano puntigliosamente nel disastro anche l'occidente, però per una buona causa: occhio per occhio, disse il cecato.

martedì 30 agosto 2022

La malainformazione

Molti articoli che leggo sull'attualità sembrano avere più corrispondenze col verosimile che col vero, cioè corrispondere non già ai fatti, quanto alle interpretazioni, opportunamente assemblate per tenersi insieme secondo una logica auto-confermante. Si ha sempre più la sensazione, leggendo, di surfare su un gran mucchio di asserzioni che traggono la loro autorevolezza dall'opinione più opportuna o diffusa, e non già dai fatti così come sono, sempreché la generazione postmoderna creda ancora di poter accostarsi a un qualche genere di verità. Sicché si legge un articolo, oggigiorno, con la sensazione che sia poggiato sul niente, col rischio che un domani evapori al primo mutamento del gusto e della narrazione. I buoni sempre più derogano ai loro principi impegnati come sono a scacciare le forze del male, sicché a guerra finita avranno derogato così tanto da essersi tramutati nei loro nemici e la sciatteria attuale dell'informazione avrà assunto l'aspetto delle tanto pericolose fake news.

Paradiso perduto

Va là che si stava meglio una volta che la gente non aveva tanti grilli per la testa: nascevi povero? te lo facevi bastare, nascevi ricco? tanto piacere. Non c'era tutta questa invidia sociale, questo diritto a stare più meglio degli altri che poi finisce per far scoppiare le guerre. Una volta non c'erano tutte queste guerre. Sì, vabbè, una ogni tanto, ma praticate come attività sportive, tipo gli europei di nuoto, mica per farsi del male. Il contadino si coltivala le sue patate, una partitina a scopa, un bicchierino di vino fatto coi piedi, adesso c'è gente che pagherebbe per fare questa vita. È stata la rivoluzione industriale a rovinare le cose, il sogno borghese di diventare tutti borghesi, di far studiare i figli che diventano professori, e il risultato qual è? Che per pulire le stalle chiamano gli indiani, ed è già una posizione di riguardo, come le rider donne nella pubblicità di amazon. E non apriamo il capitolo dell'emancipazione femminile: certi mal di testa da quando le donne non se ne stanno più al loro posto, che è poi quello di starsene in casa a far bambini (che fra parentesi, sono pure dei gran rompicoglioni, i bambini). Emmò come ne esco da 'sta cosa? Ah sì: ho votato la Rosa nel Pugno.

venerdì 26 agosto 2022

Fervorino: il gas alla Patria

No, ma siamo seri? Con questo prezzo del gas finiamo tutti a gambe all'aria. Dice che adesso facciamo la transizione energetica, ok, ma intanto che transita, che ci bruciamo, le gambe dei tavoli? Abbiamo fatto gli intransigenti, ci siamo mostrati i rispettivi orgogli occidentali e fatto a gara a chi ce li aveva più lunghi, e adesso, intanto che aspettiamo che Putin fallisce, i piani alti hanno deciso, convincendoci che è la cosa giusta da fare, che dobbiamo fare "tutti" i sacrifici? Il gas alla Patria: chiunque avesse del gas che gli avanza, anche solo una ricarica per accendini, è pregato di consegnarlo ai centri di raccolta. No, ma è bello il gesto nei confronti dell'Ucraina, se dobbiamo soffrire lo facciamo tutti insieme, ma se andiamo a gambe all'aria poi chi glieli manda gli aiuti agli ucraini, Santa Barbara patrona delle bombe a mano? Finché il riscaldamento glielo paga la mamma, il babbeo si attacca tutte le coccardine, stay with questo, stay with quell'altro, sì, e io pago. Com'è possibile che con tutta la nostra scolarizzazione ci facciamo ancora infinocchiare in questo modo è cosa che andrebbe studiata nelle università, se le università servissero ancora a qualcosa.

mercoledì 24 agosto 2022

Lettura della mano

Faranno un ircocervo, una chimera mezza destra e mezza sinistra e ci metteranno a capo un funzionario della BCE, un usciere di Montecitorio, magari Casini o un Draghi o un simil-Draghi bis, a capo di un governo rossonero per scongiurarne uno rossobruno, e poi governeranno come sempre alla cazzo di cane. Oppure, spaventati dalla crisi energetica, metteranno in piedi una gigantesca gara di ciapanò, cioè a non prendere, e come sempre si appelleranno alle alte cariche, le quali faranno a loro volta appello alla particolare e straordinaria congiuntura per istituire un governo di unità nazionale. Non c'è pericolo che avremo un normale decorso democratico perché la nostra normalità consiste proprio in questo stato di frenesia permanente, siamo sempre nell'imminenza di una crisi che un governo ordinario non può affrontare. Con i leggendari soldi del Pnrr porteranno l'acqua al sud, in taniche molto grandi, via Frecciarossa.

martedì 23 agosto 2022

Scemo e più scemo

Più studi, più sei intelligente, più voti a sinistra, per i dem è riflesso pavloviano come lo stupratore richiedente asilo per la destra pop. Per cui via alla proposta (populista, ma di sinistra) della scuola dell'obbligo estesa alla maturità, e dall'altra l'obbligo di fideiussioni per gli extra UE (con un permesso speciale per i nostri amici americani). Su Rai News interrompevano le vitali notizie sportive per agevolare in diretta gli interventi dei leader dal Meeting di Rimini, evento che non ha paragoni in tutta Europa, sicché alla fine non ho potuto capire i tempi di recupero di Wijnaldum e di Di Maria. Io vorrei sinceramente comprendere questi bias mentali per cui a studiare si diventa di sinistra e a richiedere asilo si finisce stupratori. Io me lo immagino il giovane studente, colmo di pregiudizi e fatalmente destinato a diventare fascista, che chino sui libri e tutto ammantato di retorica da libro Cuore, studia, studia, studia e poi alla fine capisce che gli africani, poverini, sono nostri fratelli, e che gli omosessuali, poverini anche loro, sono persone come tutti noi. E dall'altra la figura dell'africano affamato che viene in Europa a stuprare le bianche a spese del contribuente e ad aprire e chiudere negozi di articoli voodoo. Niente sogni ma solide cazzate.

lunedì 22 agosto 2022

Tentata evasione

Quale idea di felicità ha da offrire oggi l'occidente al minaccioso e nascente impero del male? Oriana Fallaci aveva un bel dire che noi abbiamo la libertà, forse era per convincersene, ma pure l'occidentale è sempre più scontento e sogna la fuga, si fa antioccidentale per non sentirsi stringere al collo la catena. Una massa di frustrati che si fa sempre più fatica a persuadere, che si trovano dalla parte giusta della storia, che l'America sta qua, e infatti poi si vede, sempre più incancreniti contro lo straniero, che ci viene a contendere gli avanzi. L'occidente e la sua presunzione di cambiare i connotati alle civiltà per il loro bene, portatore di benessere, finché ce n'è. Non c'è da stupirsi se poi i russi sognano i loro imperi millenari e si attaccano alla Madonna (e i nostri epigoni farlocchi, baciatori di rosari a favore di telecamera), c'è grossa crisi e ognuno tenta di evadere dal panopticon come può.

sabato 20 agosto 2022

Ancien Régime

Una volta fatti oggetto dell'ostracismo di sinistra, a motivo di una posizione divergente dagli assiomi della parrocchietta, la vostra anima sarà destinata, espulsa, a vagare per sempre nella cupa desolazione dei campi catalauni. Qualche conoscente ogni tanto vi penserà scuotendo il capo e sospirando: ecco, abbiamo perso anche lui. L'ostracismo di destra lo conosciamo tutti: il corpo estraneo viene espulso rozzamente, gli si dà del negro oppure del finocchio, come usa fra i nemici della democrazia; quella di sinistra è una damnatio più borghesuccia, da puzzetta sotto il naso. Non ti concedono più niente: quel che dici, anche se lo dici esattamente come prima, non verrà più preso in considerazione. Eppure non è una terra desolata quella che sta al di fuori della sinistra, anzi, là fuori c'è il mondo così com'è, che per brutto che sia è pur quello popolato dagli esseri umani. Si fa invece avanti fra i democratici la curiosa figura dell'umanista che disprezza l'umanità, quando l'umanità non gli si presenta educata e amante della lettura, specialmente sudamericana. Il popolo gli è diventato nemico, per la sinistra puzza troppo, e quando gli sconfitti alzano la voce si beccano dei cretini. Ma tutte le rivoluzioni sono state fatte dai populisti, compresa quella francese, la sinistra di oggi puzza invece di ancien régime.

giovedì 18 agosto 2022

La risibile convinzione che possiamo salvare il pianeta

Non è che contesto la teoria del riscaldamento globale, non sono mica un climatologo, che volete che ne sappia io (e cosa volete saperne anche voi), piuttosto mi urta l'incredibile gara di virtuosismo che si è scatenata attorno all'argomento, il vademecum dei comportamenti virtuosi da tenere nella quotidianità nella risibile convinzione che possiamo fare qualcosa per salvare il pianeta. Le due parti per milione a testa che riusciremo meticolosamente a preservare mangiando più verdure (questa delle verdure appare sul sito del wwf) vengono ogni giorno vanificate dall'emissione di un solo aereo passeggeri, e in un giorno ne volano migliaia. Per l'isolamento delle case, per produrre pannelli fotovoltaici, vanno estratte le materie prime e lavorate chimicamente per farne plastiche (polipropilene, neoprene, PVC) e ci vanno dei processi che bruciano combustibile, molto combustibile, ed emettono sostanze tossiche, e navi che trasportano le materie da un capo all'altro del globo terracqueo, il problema è globale nel senso che per tagliare l'anidride carbonica bisognerebbe ripensare alla radice l'intera civiltà della tecnica, posto sempre che tagliandola il sistema climatico inverta la rotta, come una lavatrice cambia il programma di lavaggio. Fatevene una ragione: non contate niente, quel che fate o non fate per il pianeta non è decisivo, per di più la pubblicità si è impadronita di questa vostra debolezza e vi propina detersivi verdi "nuova formula che rispetta l'ambiente" cambiandogli semplicemente il colore e la confezione. Dunque se fanno quaranta gradi e poi improvvisamente arriva un uragano non è per via che avete buttato il flacone dello shampoo nel bidone della carta, il problema casomai è in quello stesso bidone della carta, è nello shampoo, è nelle cose che vi servono per salvare il pianeta, è nell'internet che navigate per darvi appuntamento ai Fridays for Future, ma non temete, il pianeta saprà spazzarvi via a tempo debito quando proprio ne avrà abbastanza.

mercoledì 17 agosto 2022

Je ne regrette rien

La prima volta che andai a votare il PCI era già sparito, nemmeno la soddisfazione di votare per gli operai, mi toccò ripiegare sulla gioiosa macchina da guerra. Se aggiungiamo che quell'anno l'Inter arrivò 14° a un punto dalla retrocessione pur vincendo la sua seconda Coppa Uefa, si capisce l'altalena di emozioni cui fui sottoposto fin da principio, un imprinting che mi segnò per il resto della vita. Quel PCI, a guardarlo adesso, era una balena rossa bacchettona e tronfia, moralista da far schifo, roba che oggi risulterebbe indigeribile perfino a Fratoianni, ma eravamo credenti. Insomma, fin da ragazzino ero comunista pur essendo un valido prodotto dell'imperialismo, avevo il Phonola MSX e cantavo Vamos a la Playa (oh-ohohohoh). Ogni tanto passava una macchina con gli altoparlanti: "Avanti popolo, alla riscossa, bandiera rossa, bandiera rossa...", tipo il furgone della lavanderia, che però suonava il liscio. Il vecchio prete era morto, c'era Don Tonino che era rimasto affascinato dal '68, tutto l'occidente scivolava verso il relativismo, il pensiero debole era il must del momento. Ho fatto la prima comunione in tunichetta, sembravamo tutti dei chierichetti, ripensandoci sarei potuto finire benissimo a servire messa, sembravo un angelo, se mi sono salvato è solo per via della mia fobia sociale... Poi il comunismo finì perché anche gli operai vestivano El Charro. Oggi non vado molto fiero delle mie scelte politiche, ma è come per la musica, ascoltavo gli Europe.

venerdì 12 agosto 2022

Désengagement

Qui questa volta non si vota il meno peggio perché a guardarli bene sono tutti peggiori, per non dire del fatto che un tempo quel che mi muoveva davvero a votare era una specie di suggestione sportiva simile a quella che prende per il calcio, senza alcuna vera intenzione di volere il bene del paese, che già a dirlo è un'esagerazione, una considerazione eccessiva delle proprie possibilità, una specie di narcisismo. Sì, d'accordo, la democrazia, ma la democrazia ormai si è fatta apparato impenetrabile alla volontà popolare, anzi, quel che lei vuole, deve volerlo anche il popolo, chiamato a vidimare volontà già espresse precedentemente all'opinione degli elettori, altrimenti populisti. E poi io ho sempre meno opinioni da far valere, men che meno da sottoscrivere: la mia volontà è cosa risibile, pensare senza oneri e adempimenti è soddisfazione più grande.