venerdì 17 aprile 2026

Ogni tanto si stupiscono che non ho mai preso un aereo, ancora più stupiti del fatto che non guido: ma come, non hai mai preso un aereo?! Le colleghe esterrefatte. L'aereo mica si prende per necessità, quello viene dopo, l'aereo si deve prendere principalmente per dimostrare di essere integrati nella viabilità planetaria di massa. Vanno alle Maldive facendo scalo a Dubai così possono dire che sono state a Dubai. Allora io posso millantare di essere stato a La Spezia. Ho visto Vernazza dal treno, una mattina presto con il cielo brumoso, un'epifania. Le navi che entravano nel porto di Genova, dal finestrino. Adoro i treni notte. Mi aveva chiamato Hollywood ma ho dovuto rinunciare.

Ho compreso Heidegger

Heidegger come prodotto par excellence del novecento, con la sua fissa per la temporalità dell'essere, l'essere che non doveva essere, che non doveva essere qualcosa, che non doveva essere presenza, ma per l'appunto a-senza, non-cosa, non-presenza, e via di trattini. Ne ha imbambolati tanti l'Heidegger, che ha impestato tutti gli ambienti accademici continentali. Partiva dalla fenomenologia di Husserl, tenendo per buona la regola che l'essere si esaurisce tutto nel fenomeno, cioè in quel che si manifesta per come si manifesta. Per capire la fenomenologia bisogna fare dei passi indietro: passi indietro rispetto alla presunzione di sapere che cosa sono i fenomeni, i fenomeni sono eventi che accadono, non sono atomi, non sono cose, sono solo quello che ci viene incontro per come ci viene incontro: dici mela e pensi a un oggetto, sbagli, la mela è il sapore che senti, il profumo che annusi, il colore che vedi, una sensazione, un evento che accade, come l'essere. Ecco allora, la genialata di Heidegger: l'essere è proprio questi fenomeni, temporali, transitori. La metafisica è tutta da buttare, la metafisica voleva l'essere come presenza, invece Heidegger ci dice che è assenza, anzi differenza rispetto agli enti: voilà la differenza ontologica. Da questa idea di essere non più forte, non più presente, è nato per gemmazione il pensiero debole che tanto lustro ha portato alla buonanima di Vattimo. Heidegger andava un po' alla cieca, una volta deciso che doveva essere così, arrancava di conseguenza, però aveva un grande seguito, così ci prese confidenza. Poi c'è quell'ente particolare che è l'uomo, Dasein, l'esser-ci (non vuole chiamarlo uomo ma Dasein, perché parlare di "uomo" implica porre in partenza una definizione particolare e alla mercé della scienza, sociologica, antropologica, ecc.), e qui apriti cielo: l'esistenza dell'uomo è ex-sistere, cioè portarsi continuamente oltre la pura possibilità (l'uomo dev'essere anche lui un evento effimero, tutto proiettato verso la possibilità, ma anche verso la morte), l’uomo è gettato nel mondo (gettatezza, Geworfenheit, Essere e Tempo), cioè gettato nel mondo in un contesto storico, geografico e sociale che lo precede e lo condiziona e che lo distingue dagli altri oggetti che non si pongono la domanda sull'essere. Essere-gettato: Non siamo noi i padroni delle nostre origini; esistiamo come "fatti" che devono prendersi carico della propria esistenza (esistenza autentica: esistenza che medita con angoscia sulla condizione temporale dell'essere, essere per la morte). L'essere in tutto questo cos'è? Abbiamo detto che non è ente (il perché non si capisce, ma Heidegger la pensa così, è il suo tema centrale e se lo coccola), allora l'essere se non è l'ente è il non-ente, è il nulla che nulleggiando (das Nichts nichtet) lascia che l'ente venga illuminato (prendetela così, non ci sono ulteriori spiegazioni). In tutto questo si innesca la polemica di Heidegger verso la tecnica, che è colpevole, secondo Heidegger, di ridurre tutto, inclusa la natura e l'uomo stesso, a (s-)fondo (Bestand), risorsa disponibile, provocando l'oblio dell'essere. La tecnica impone una visione del mondo come dominio, trasformando il disvelamento del mondo in impianto-imposizione calcolante (Gestell).

Non avete capito? Heidegger non va capito, va preso come un fenomeno, una manifestazione che partendo dal presupposto dell'essere come temporalità dispiega tutte le sue possibilità nel tentativo di venirne a capo. Il neopositivista Carnap considerava le affermazioni di Heidegger come non descriventi tanto un mondo quanto un "sentimento della vita" (Lebensgefühl), simile alla poesia o alla musica, da non confondersi con la conoscenza filosofica o scientifica.

E apri e chiudi 'sto stretto, apri e chiudi, chiudi e apri, non si capisce più niente, come fanno le povere compagnie petrolifere a lavorare? Ne verrà fuori una crisi mondiale. L'Unione Europea, in tutto questo, partorisce i suoi topolini della resilienza energetica: obbligo di telelavoro un giorno alla settimana, limitazione delle caldaie, incentivi a prendere i mezzi pubblici (li hanno così tanto incentivati i mezzi pubblici che a quest'ora in Europa dovrebbero esserci più linee del tram che uomini a piedi). È un sistema che non regge. Non funziona più la civiltà dei consumi, lo vedi dagli spot che girano, non sanno più cosa venderti. Procediamo alla cieca sui binari dell'ordoliberismo, che non a caso è stato inventato in Germania negli anni '30. La signora Ursula con la sua messa in piega. Accelerate EU. Ma che vuoi accelerare? Sto provincialismo esterofilo per cui parliamo tutti inglese, mentre gli inglesi veri sono usciti dall'Europa. L'accento oxfordiano della premier, che sembra Nando Moriconi, ha perso un follower. È dunque questa la modernità? Che robetta misera. 

giovedì 16 aprile 2026

C'è di buono che adesso i trumpiani hanno scoperto il papa, il papa che fino all'altro ieri geopoliticamente contava come il due di denari quando regna bastoni, ora invece elevandolo alla dignità di avversario è un po' come se l'avessero tolto dall'armadio, e ci si incaponiscono, lo ascrivono d'ufficio nel campo largo della sinistra globalista. Ma che dovrebbe dire il papa, "Procedite! Persas necare potes!"? C'è il quinto comandamento: non uccidere. Il papa lancia moniti, non lancia monitor, potrebbe prendere in testa qualcuno. Ah, i bei tempi di Ratisbona! Adesso gladio non laedere debes. Pax vobiscum. Come se dovessero chiedere al papa il salvacondotto, ma quando mai?, manco ai tempi di Innocenzo III chiedevano il permesso per scannarsi. Nel frattempo hanno risvegliato il Leone, mo' s'è messo a lanciare anatemi a grappoli. Amen. 

[avvertenza: i testi in latino sono stati tradotti dall'intelligenza artificiale, prendetevela con lei]

Ai materialisti convinti di afferrare effettivamente delle cose bisognerebbe dire: ma che cos'è oggi la realtà per la fisica? C'erano una volta i cari buoni e vecchi atomi simili a bottoni, piccoli tasselli musivi, cioè di mosaico, che come in un grande lego andavano a comporre tutte le cose del mondo, ah, era un affare semplice, adesso tra paradossi e nuvole di probabilità che ruotano attorno (a cosa?) a nuclei (?), indeterminismi vari, collassi di funzioni d'onda, campi bosonici ecc. ecc., la materia sembra più quella descritta da Berkeley, Kant e Schopenhauer, dove le categorie dello spazio, del tempo e quant'altro sono proprietà originarie del soggetto e non della realtà in sé, ce l'abbiamo noi la materia, nella testa. Sono preso da umano compatimento per i fisici che si sbracciano alle conferenze, tutti eccitati come bambini, perché hanno scoperto che forse è la stessa struttura della coscienza che detta la forma alla realtà, lo sapevamo già! Siamo filosofi, certe cose non ci fanno impressione.

mercoledì 15 aprile 2026

Navi fantasma e identità false: nello stretto di Hormuz spopola lo "spoofing": Transponder spenti e segnali contraffatti complicano i controlli in una delle vie marittime più strategiche al mondo.

Ieri per esempio sono passate tre metaniere che si sono dichiarate caravelle alla ricerca della via delle Indie, più una petroliera che si è finta uno squalo balena, tome tome cacchie cacchie sotto il naso della Gerald Ford, i marconisti di bordo hanno dichiarato: non abbiamo avuto motivo di dubitare, signore, ci hanno passato pure Cristoforo Colombo.

martedì 14 aprile 2026

Un solo dubbio, che Trump non sappia bene dove si trovi Sigonella e quindi dia per sbaglio l'ordine di bombardare la Calabria, per il resto sono abbastanza sicuro della non strategicità di questo cantuccio di mondo, ma a scanso di equivoci, la Sicilia è quella a forma di triangolo (si scherza, non sia mai che mi fanno davvero un buco nella terra di Schillaci e Montalbano).

Il mondo è un meccanismo troppo male avviato per avere la speranza di indirizzarlo verso una qualsiasi forma di redenzione, red-emĕre, cioè riavere, comprare indietro, la condizione di liberto, una volta messa in moto la grande macchina del mondo non c'è più scampo per l'individuo, il quale è costantemente sulla bocca di tutti, tutto si fa per il suo bene, e proprio per questo è infelicemente schiavo della vita che gli è stata apparecchiata. Sottrarsi alla macchina del mondo, un'impresa ormai eroica, praticamente inammissibile.

Crederci dotati di libero arbitrio, di portare a spasso le cose del mondo, è il nostro peccato capitale, ci siamo dentro tutti fino al collo, tutti millantano virtù, i creatori di pace sono gli stessi che fanno le guerre, noi che non le facciamo è solo che non ne abbiamo la forza e allora almeno ci facciamo passare per giusti, per non sentirci proprio degli smidollati. Mi fan paura le guerre, eppure dicono che bisogna superarla, come la paura dell'acqua, che non è con la pace che si risolvono i problemi, restandocene trasognati distesi su un prato a guardare il mondo attraverso le dita dei piedi, bisogna muoversi e agitare i randelli se si vuole essere gente di mondo. Chi è stato a inventare il libero arbitrio? Bisognerebbe denunciarlo. 

lunedì 13 aprile 2026

Faccio fatica a comunicare quello che voglio dire data la complessità del quadro internazionale, ahimè mi mancavano cinque anni a finire scienze politiche altrimenti avrei saputo andare al punto, e invece mi tocca aggirare tutte le questioni buttandola in caciara. Costantinopoli in effetti riuscì per un certo periodo a imporre a Roma i suoi papi bizantini, ma la vedo dura replicare in Vaticano un'operazione Maduro, seppure con Donald non è mai detto. Giustiniano costrinse papa Silverio ad abdicare e insediò al suo posto Vigilio, un ex ambasciatore dell'Impero d'Oriente, questo lo so perché ho fatto le guerre gotiche. Ma adesso chi possiamo mettere al posto di Leone? Abbiamo dei Maga papabili? Che so, un genero, un cugino, un prozio tedesco? O magari lui, lo stesso Trump che prende l'interim, come ha fatto Giorgia con la Daniela? Vedete? Non ce la faccio a fare il serio, e tutto per quei cinque anni che mi mancavano a finire scienze politiche. 

Il papa che si affaccia dalla finestra del palazzo apostolico in Vaticano e in preda a un improvviso moto di follia dichiara urbi et orbi in mondovisione: ma sì, accoppatevi tutti! Sconcerto generale: è stato male interpretato, ha appena avuto l'influenza (da questo papa no, ma forse con Bergoglio...). Dice Fra Donaldo che è stato lui a farlo eleggere, allora si vede proprio che non capisce un tubo, perché se questo doveva essere il papa "maga" chi gliele ha passate le informazioni, Cip e Ciop agenti speciali? Dice che sa quello che fa, in una mezza settimana ha incasinato tutto il commercio mondiale, coi dazi non gli era andata come sperava, bisognava fare un'azione eclatante. Scherza coi carburanti ma lascia stare i santi.

Se Trump vuole farsi papa, si faccia prete, si presenti al conclave e vediamo quanti voti prende.

domenica 12 aprile 2026

"Basta guerre, tacciano le armi"

"Basta guerre, tacciano le armi" non serve che lo dica il papa, tanto meno la teologia, non serve nemmeno che lo dica la filosofia morale, lo può benissimo dire anche il postino, solo che non vedrete mai un articolo dal titolo "Il postino di Capracotta: basta guerre, tacciano le armi", perché il postino di Capracotta non è stato investito dell'autorità, eppure in fatto di autorità il papa e il postino di Capracotta si equivalgono per quel che vale in un ambito così mutabile e così poco vincolante com'è la morale. Del resto anche la religione è diventata argomento da giornale, bisogna pur occuparsene di tanto in tanto, ha la sua nicchia di mercato. Dai papi io mi aspetterei i profondi argomenti teologici, le grandi meditazioni spirituali, e invece per rincorrere il mondo si fanno latori di messaggi semplici semplici e ispirati al buon senso comune: "basta guerre, tacciano le armi, bere molto ed evitare le ore più calde". Che disastro culturale.

Ci pensiamo noi a sminarlo, dice, lo facciamo per i codardi. Oh bella: entrano in casa degli altri, pisciano sul tappeto e poi ti fanno pesare che lo puliscono loro. Mah. Del resto anche quegli altri, i guardiani della rivoluzione, vogliono il pizzo pagato in criptovalute per bypassare il sistema monetario internazionale. Te li immagini te le guide spirituali che vanno a guardare a quanto stanno i dogecoin? Delle due l'una: o è il mondo che è diventato surreale o è la narrazione giornalistica che è in preda a delirio lisergico, è una bella lotta. 

sabato 11 aprile 2026

Dice: perché non compriamo il gaz dai russi che ce lo fanno a buon prezzo. Sì ma prendere il gaz dai russi non è solo una decisione economica, e anche e soprattutto una dichiarazione politica. L'Europa della Merkel non c'è più, era lei che con i suoi tailleur color pastello riusciva a tenere buono il compagno Vladimir, utilizzava la cromoterapia. Ve la ricordate l'età merkeliana? Che pace, noi dovevamo pensare solo a rispettare il patto di stabilità. Il patto di stabilità. Adesso fa ridere: il patto di stabilitahahahah. È saltato tutto, come un tappo. Non possiamo comprare il gaz dai russi, dobbiamo mettere da parte i soldi per il Michelangelo Dome, dobbiamo comprare i droni, i droni diesel ideali per chi fa più di 15.000 km con filtro antiparticolato per volare anche in città. Oggi la posizione più richiesta è il pilota di droni, lo possono fare tutti anche da casa, spesso sono le casalinghe che lo fanno, per togliersi qualche sfizio, o gli studenti fuori sede per guadagnarsi la paghetta. Le opportunità ci sono, basta cercarle, non siamo tutti costretti ad aprire un profilo su OnlyFans, possiamo farcela lo stesso, anche se non c'è più la Merkel.

Non trovano le mine, poverini, hanno minato lo stretto coi piccioni viaggiatori, un paio le hanno messe dentro le bottiglie, vattelapesca dove sono andata a finire, l'unico modo è saltarci sopra. A quanto pare hanno lasciato aperto solo un piccolo passaggio per far pagare il pedaggio (un fiorino!), stretto come la cruna di un ago, ci passa appena un cammello alla volta, e un cammello quanto greggio potrà mai trasportare? Conviene a questo punto lasciar perdere Hormuz e incamminarsi nel deserto insieme a Idefix, che in L'Odissea di Asterix ha dato prova da rinomante fiutando col naso un giacimento di petrolio, non vedo alternative. (finora la grande azione parallela di Trump ha portato solo alla chiusura di uno stretto che prima era aperto, Trump ha rotto lo stretto, gli alleati lo dovrebbero pagare, vedi te che pretese).

Meditazioni metafisiche

Da due soli semini germogliati è spuntato un intrico di nasturzi che si propaga in tutte le direzioni, dalle informazioni contenute in due minuscoli semini per giunta seccati, ma del resto l'informazione non occupa spazio, non viene toccata dallo stato in cui si trova la materia, la precede. Ci dev'essere qualcosa nel seme, una memoria o il principio di una semplice regola che permette alla pianta di svilupparsi poi secondo le regole sue proprie, forma e struttura delle foglie, dei fiori, dei semi a loro volta prodotti dalla pianta. Meditando sui semi si medita sulla metafisica: l'entelechia dei nasturzi (l'entelechia, va spiegata, si riferisce alle qualità che sono potenzialmente contenute nelle cose e che si attualizzano mano a mano che si sviluppano). Cosa si cela dietro al fenomeno rappresentato, qubit, atomi di informazione che dettano alla materia il modo in cui deve manifestarsi. E inoltre: quale prodigio miracoloso trasforma la cosa materiale in sensazioni immateriali? Domande affascinanti a cui i filosofi moderni hanno dedicato volumi di riflessioni.

venerdì 10 aprile 2026

Il punto geopolitico, meglio di Dario Fabbri

Lo stretto di Hormuz è capitato proprio in un posto scomodo, magari si fosse trovato dalle parti di Gibilterra, è noto che intratteniamo ottimi rapporti con la dinastia alawide, invece l'Iran se lo vuole tenere come assicurazione sulla vita, del resto, su che altro dovrebbe fare leva, sul blocco mondiale dello zafferano? Siamo al redde rationem, aperto vaso, malorum agmen, a questo punto ce lo devono mollare, tertium non datur, anche a costo di trasferirlo armi e bagagli in Abruzzo. Ma intanto l'Iran è inattaccabile da terra, si sa, un fottio di catene montuose e deserti e catene montuose e altopiani che non finisce più, chiedere ai babilonesi, posto più in culo al mondo non ce n'è, forse solo il Bhutan. Avevano cominciato con la solita pantomima della rivoluzione arancione a far da preambolo al cambio di regime, ma è un giochetto che non funziona più. Del resto lo aveva detto anche Dario Fabbri: la rivolta in Iran non è quel che sembra, e poi lo cedereste, voi, il canale di Otranto? Il pedaggio ci devono pagare se vogliono portare la spezia alla Serenissima.

Preferisco scrivere per i miei quarantatré lettori sicuri che buttarmi nella bolgia dei mille followers generici senza arte ne parte sulle piattaforme più trendy, almeno questi quarantatré lettori si suppone siano davvero interessati, nell'era dei social non ci si iscrive a questo antiquato mezzo di comunicazione se non si è davvero intenzionati a leggere. (quarantatré lettori inclusi i profili non più attivi, ma ne rimanessero pure venti andrebbero bene lo stesso, un circolo Pickwick).

giovedì 9 aprile 2026

Ho preso un ramo sul naso, non l'ho visto arrivare, come la Schlein, ora ho un bel profilo greco alla Elvis Presley, mi sembra di respirare anche meglio, vuoi vedere che mi ha sistemato anche la deviazione del setto? Bisogna imparare a prendersi i rami sul naso in modo naturale, senza opporsi, anche perché non ti danno il tempo di decidere, colpa degli occhiali progressivi che hanno un angolo cieco di 360°, hanno un punto focale grande come una nocciolina e tutto attorno galleggia l'apeiron, il mondo senza forma. Non posso ridere che mi tira la pelle.

Il problema del male

Il problema del male, dice lo Schopenhauer, viene dal fatto che ciascuno ha questa volontà intera dentro di sé che lo mette in contrasto con le altre volontà, ed è già un bel problema, perché è originario, sempre pronto a balzare fuori, nelle civiltà organizzate questo contrasto sembra meno evidente perché l'organizzazione attenua il bisogno immediato, ma è un impulso irriducibile che prende le forme più disparate (sublima, direbbe la moderna psicologia) e non dilegua mai del tutto. Poi c'è lo scoglio del carattere, quella forma dell'essere che ci è data in modo peculiare quando veniamo al mondo, per cui uno si avvede anche delle volontà altrui e le tiene in considerazione, e un altro invece vede solo la sua o la ritiene prioritaria e la vuole imporre. C'è insomma un dolore metafisico che precede ogni tentativo di riformare la società e con essa riformare anche l'uomo, questo dolore ci precede e nessuna utopia rivoluzionaria potrà mai guarirci interamente dal male. 

mercoledì 8 aprile 2026

Pioggia di missili su Beirut, via braccia, via gambe, via un occhio, se lo fa Israele tutto ok, ne ha diritto. Poi queste persone una volta superato lo shock comprendono che lo Stato di Israele ha diritto di difendersi in nome dei valori democratici di giustizia e libertà. Be' sì, diranno una volta superato lo shock, ci sta, hanno ragione, siamo noi in torto. Poi vengono rassicurati ogni giorno dal governo israeliano: stiamo colpendo solo i centri di comando. Giustissimo, è lì che si annida il nemico. Anzi, guarda, sono quasi contento che ci ho rimesso un'occhio. Incidentalmente si fanno un po' di cocci, capita che volino di qua e di là, che si ficchino negli occhi, che seghino via le gambe, ma incidentalmente, i valori democratici volevano colpire solo i centri di comando. Ma tu, dice, critichi solo Israele, gli altri non li critichi mai. No, infatti, quegli altri sono delle bravissime persone, una comunità hippie. Occhio per occhio dente per dente, si fa a chi ne ammazza di più, vince l'ultimo che rimane in piedi con il dentino appeso in mezzo alla bocca ridotto a un grumo di carne ma con la sua brava bandierina che garrisce al vento: Fittovia! Bravo, una bella medaglia per lo sdentato, se l'è meritata.

martedì 7 aprile 2026

Arma letale

Dice: che fa tuo padre di lavoro? Mah, mette dazi, distrugge civiltà, spaca la carta moia cul cul (mantovano: "rompe la carta bagnata col sedere", detto di individuo che millanta grandi imprese). Gli analisti che seguo io ieri sera erano tutti eccitati, si aspettavano Apocalypse Now, oggi decretano la vittoria su tutta la linea di Donald Trump. Chi di voi ha visto Arma Letale? Martin Riggs faceva il matto per spaventare i cattivi: "every single day I wake up and I think of a reason not to do it!". Matto è chi matto fa. Ma Donald Trump non è matto, lui astuto come una volpe. I mercati tirano un sospiro di sollievo, balzo in avanti dei titoli cementieri, scommettono sulla ricostruzione, per ogni palazzo tirato giù c'è un opportunità di guadagno, bisogna saper cogliere i lati positivi della distruzione. L'hanno fatto anche in via Gluck. Agli analisti fotte niente dei palazzi, agli analisti piace l'afflato della storia, l'odore del napalm al mattino. L'importante è non mettere in cattiva luce Donald Trump. Perché è un bravo ragazzo, perché è un bravo ragazzo, perché è un bravo ragazzo, nessuno lo può giudicar.

Spiace, ma è probabile

Non di distruggere un paese, che è già un obiettivo ambizioso, ma un'intera civiltà, da Zoroastro al genero del Profeta e i suoi discendenti. Livelli di surrealismo mai raggiunti prima: distrugge civiltà, abbatte muri a scorregge, costruisce aquapark a Gaza City, niente è impossibile, verso l'infinito e oltre! (ah ma è solo una tecnica di comunicazione, ci assicurano gli analisti). In tutto questo astronauti che ritornano dalla Luna mentre gli aeroporti minacciano di chiudere: caccia 'sto propellente, ci serve per mandare la gente alle Andamane (direttori di aeroporti impazziti che assaltano i cancelli di Cape Canaveral con taniche e tubi di gomma: ma è diesel o benzina?). Il governo italiano corre ai ripari: smart working, targhe alterne, limiti ai condizionatori: apposto così. Nulla ci viene detto riguardo all'inverno prossimo, è ancora lontano, poi si vedrà. Magari il prossimo inverno Trump metterà fine anche alla civiltà europea, nel qual caso, tutto di risparmiato. Spiace, ma è probabile.

lunedì 6 aprile 2026

Continuo a studiare filosofia ma riguardo all'etica, pubblica e privata, non vedo come possa guidare l'agire degli uomini, e proprio quando la filosofia, rinunciando all'ontologia e alla metafisica, si è autocondannata al ruolo di commentatrice dell'etica, di sociologia generale. Io non penso che la filosofia non possa più dire niente riguardo alla struttura ontologica della realtà, è che si è fatta risucchiare dai luoghi comuni del modernismo fessacchione: che non ci deve essere più nulla di definitivo, che la scienza dei quanti e dei campi ci descrive com'è veramente la realtà, che la filosofia si occupi di politica, di dire no alle guerre, di creare diritti umani. Non serve la filosofia per questo, basta una banale ordinaria volontà, ci si serve oggigiorno della filosofia come un certificato nobiliare, però vuoto.