martedì 19 ottobre 2021

Delenda Carthago

É passato il messaggio, fuorviante, che chi non è vaccinato sia contagioso a prescindere, untore per antonomasia, e per contro che chi ha il green pass sia dotato automaticamente dell'immunità per decreto universale: le cose non stanno così. Questo accade quando il calcolo politico sopravanza il dato scientifico proprio con la connivenza di quella scienza che a paroloni si vorrebbe costituisse la vera guida. Il non vaccinato è un pericolo per la società; il vaccinato è medaglia d'oro al merito civile. Non è così ma fa comodo pensarlo, è uno schema semplice che capisce anche un bambino. Gli schemi semplici vincono le battaglie, quelli complessi le perdono. Basta fare leva sulla paura: vittoria assicurata. Aggiungici anche la polarizzazione politica, illuminati di sinistra contro populisti di destra, e il gioco è fatto, il messaggio viene amplificato mille volte con la forza delle masse. Oltrettutto i vaccinati dimostrano una schizofrenia evidente sentendosi a tratti più che immuni con certificato di benemerenza e dall'altro temendo più di tutti di essere contagiati dai novax. Il coperchio è saltato, le istituzioni soffiano sul fuoco. E comunque io ho il green pass, ma la cosa non dovrebbe riguardare, excusatio non petita (come Catone la frase andrà ripetuta alla fine o all'inizio di ogni discorso: Ceterum censeo Carthaginem esse delendam, con il virus al posto di Cartagine).

domenica 17 ottobre 2021

Liberi dentro

Non solo è stupida l'informazione, ma anche noiosa, sicché mi ingegno a riscrivere per conto mio le notizie in modo da renderle meno irritanti, è una cosa divertente che faccio per sopravvivere, se guardo un telegiornale faccio in modo di trasformarlo in un circo volante, alla Monty Phyton. Non occorre un'intelligenza speciale, in realtà basta poco, è già tutto lì, alla luce del sole, basta guardarla dal lato giusto. Oggi in particolare i tg hanno tutti questo andamento da Istituto Luce: "il vaccino fa bene al vino" ho sentito oggi di sfuggita su Rainews24, e già mi era partita una fantasticheria divertente sui viticoltori che siringa alla mano vaccinano i grappoli acino per acino, acini felici, che possono esibire il green pass. Alla propaganda si reagisce con umorismo, se non è permesso in pubblico niente vieta che si possa esercitarlo nel chiuso della propria coscienza, nel chiuso della propria coscienza vige almeno la libertà assoluta, si può praticare l'urgenza di essere ciò che si è, senza il timore di essere guardati con sospetto o additati come traditori della causa comune. A questo siamo arrivati.

sabato 16 ottobre 2021

Abbaiare

Un cane abbaia dalle sei di questa mattina, è il cane dei vicini, avrà visto un gatto, degli altri cani, i saraceni, abbaia di rimando con gli altri cani di vedetta, in questo modo la loro informazione può propagarsi a grandi distanze, attaccare a Cosenza e arrivare fino a Sibari, forse a Crotone. Nel silenzio della campagna il latrato di un cane è come un petardo in una camera anecoica. Il cane abbaia quando si sente minacciato, come quando urliamo nei sogni contro un nemico immaginario, ognuno abbaia al suo, come in questi tempi di pandemia in cui abbaiamo tutti assieme contro i cattivi e ci pare bello, abbaiare in compagnia ci dà coraggio. Il cane abbaia finché si stanca l'ugola, adesso pare se la sia stancata, ma era già un pezzo che andava avanti così, per inerzia. L'inerzia ci fa vedere le cose anche quando non ci sono più. Finalmente ritorna la pace, riposano le orecchie, la minaccia, quale che sia, è stata respinta. Il giorno che arriveranno i ladri non se ne accorgerà nessuno.

venerdì 15 ottobre 2021

Guerra incivile

Come sia stato possibile infilarci in questo cul de sac da guerra (in)civile andrebbe studiato a scuola. Viaggiamo su percentuali di vaccinazione prossime all'ottanta per cento, sulla soglia di quell'immunità di gregge che doveva in teoria farci disinteressare del non vaccinato eppure si è decisa la strada della politizzazione del suo stato sanitario, dello stato sanitario di tutti, per cui si viene ostracizzati, per legge ma non solo, per il semplice fatto di non aver fatto un vaccino in assenza di obbligo vaccinale. Il cretino di sinistra, definizione non mia ma di Sciascia, s'è messo a competere con il cretino di destra per vincere la coppa della stupidità. Io sono vaccinato ma la cosa non dovrebbe neanche riguardare, excusatio non petita. Non fermano i fascisti "per non creare disordini" che poi immancabilmente si verificano e tornano addirittura utili (è da quando sono nato che devono mettere fuori legge i partiti fascisti, è il leitmotiv della Repubblica). C'è una evidente asimmetria tra un'immunità totale che il vaccino comunque non garantisce e il diritto di lavorare in un ipotetico ambiente sicuro che non esiste. Della malattia stessa si è fatto uno stigma sociale quando la ratio stessa del vaccino è quella di attenuarne gli effetti, non di esserne immuni. In questo sonno della ragione mantenersi lucidi è un'impresa.

mercoledì 13 ottobre 2021

La fabbrica dei santi

Per fare un santo o un beato bisogna attribuirgli un miracolo, se n'è rimediato uno anche per Papa Luciani: ha guarito nel 2011 una bimba argentina colpita da una grave forma di encefalopatia, l'iniziativa di rivolgersi al venerabile servo di Dio era stata presa dal parroco del barrio a cui faceva capo il complesso ospedaliero, alle sue preghiere si era unito anche il personale infermieristico presente in rianimazione: fu stabilito il nesso di causalità. Sia chiaro che i santi e i beati guariscono solo una tantum e in via del tutto straordinaria, perché il miracolo deve avere carattere di eccezionalità, se i santi miracolassero in batteria, come polli da allevamento, lo stupore verrebbe meno per la legge dell'utilità marginale decrescente: all'aumentare del consumo di un bene, l'utilità marginale di quel bene diminuisce. Anche Bergoglio, a pregarlo, potrebbe guarire tutti dal Covid ma per non svalutare troppo l'istituto del miracolo si ingegna per mantenerne sul mercato una certa scarsità, e così il mondo va avanti.

Due cappelle

La destra, si sa, è generalmente in lotta con la modernità, accetta della modernità, e di buon grado, solo ciò che può essere utile alla produzione su ampia scala del profitto, e allora ben vengano le macchine e i più avanzati ritrovati della tecnica se possono aumentare il plusvalore, sempre al netto della caduta tendenziale del saggio di profitto (sia presa quest'ultima parte in senso allegorico, e un po' umoristico); quanto al resto, che tutto resti com'è, Dio, Patria e Famiglia sopra tutti, che far soldi è già una bella impresa senza dover occuparsi anche dei figli arcobaleni e dei loro turbamenti esistenziali. La sinistra, per contro, è animata da una tale volontà di salvare il mondo che di fatto finisce per coincidere con una forma apocrifa di cristianesimo, ogni suo migliore rappresentante è un Cristo, ogni suo eroe una trasfigurazione ideale del santo, anche se per lungo tempo ha finto di bisticciare con questa sua natura teologica per questioni di ripicche che potremmo definire adolescenziali, perché al figlio in genere scoccia molto assomigliare in tutto e per tutto al genitore (Nietzsche, per esempio, lo aveva capito che le due parrocchie di fatto coincidono). Poi, si dirà, c'è anche la destra moderna e liberale, ne sono piene le urne, e per contro anche la sinistra moderna e liberale, attenta al mercato ma pietosa con i bisognosi, tutte benefattrici, chi più e chi meno, del popolo e del cittadino. La destra farebbe studiare solo economia, e le materie scientifiche ma solo qualora conducano ad applicazioni pratiche e remunerative; la sinistra è tutta una sociologia, ogni libro un testo sacro, ogni scuola una chiesa del sapere, tanto che a moralismo ormai ha doppiato la destra, lasciando a questa la parte vecchia e arrogando a sé quella più nuova. Di queste due cappelle non ci libereremo mai.

lunedì 11 ottobre 2021

Piove, punto di vista limbico

Tutto questo scrosciare d'acqua piovana stimola la vescica, soprattutto di notte quando ti entra di soppiatto nel sistema limbico e ti svegli che devi fare tanta plin plin, puoi compensare non bevendo più niente dopo le 20:00 assumendo solo pan grattato e fette biscottate, rigorosamente secche, ma così poi rischi di rovinare la pelle che perde di elasticità. Mi raccomando non ripetetelo a casa, bevete tanto che l'acqua è salute, che non sia mai che leggete le cose su internet e poi vi portano al pronto soccorso tutti disidratati: "come le è venuto in mente di non bere più niente dopo le 20:00?", "l'ho letto su internet!", per carità d'Iddio.

Sipario

Ormai la demonizzazione del non vaccinato è giunta al suo compimento, in un ultimo scatto di reni si è trovato il modo di equipararlo al fascio assaltatore della sede del sindacato e dove non è il fascio ripassa il servizio d'ordine dei kompagni a menare chi è rimasto in piedi. Non basta nemmeno più dichiararsi vaccinati per sperare di scamparla perché bisogna mostrare anche una certa compartecipazione entusiasta alla campagna di vaccinazione, altrimenti si rischia di passare per un apostata o per una spia, e dunque, chi siamo noi per opporci al volere della storia? Prendiamo atto e ne usciremo migliori.

venerdì 8 ottobre 2021

Piove, punto di vista scientifico

Fu Tor Bergeron della scuola di Bergen, fra i principali collaboratori di Bjerknes, papà della meteorologia, a definire il ciclo della pioggia, prima di lui la pioggia stava su nel cielo come gli angeli. Evaporazione, condensazione, precipitazione, una volta l'acqua sta sotto, un'altra volta sta sopra, non ti puoi sbagliare. La pioggia è il sudore della terra, la terra fa il bagno nel suo sudore: Meteorologia (meta-ouranós, "di cose ulteriori al cielo", da non confondere con meteorismo, da meteōrismós ‘gonfiamento’, der. di meteōrízō ‘sollevo’). Il cielo a Bergen doveva essere fantastico, di ispirazione agli scienziati come quel sublime nel senso dell'estensione che aveva concepito Kant nella sua trattazione sull'estetica. Se una massa d'aria calda incontra un fronte d'aria fredda è probabile che venga a piovere. Al pescatore norvegese faceva comodo saperlo. Anche agli aerei che incominciavano a volare faceva comodo saperlo. Al primo meteorologo che aveva scoperto le sue equazioni sarà parso di avere in mano il martello di Thor: le vaste praterie dei cieli con le sue greggi di nuvole che si spostano sospinte dai cani pastore alisei imbrigliati dalle forze di Coriolis. Quando piove penso alla scuola di Bergen e mi sembra più bello.

giovedì 7 ottobre 2021

Quando c'era Weinstein

Quando c'era Weinstein i film erano più belli, Via col Vento, L'Angelo Azzurro, Marcellino Pane e Vino, poi è stato beccato per sesso e adesso abbiamo un maniaco sessuale in meno ma un Fast & Furious 9 in più. Io lo farei lavorare lo stesso dal carcere, tanto da lì chi molesta, le guardie? Un film con Kevin Spacey che fa un biopic su Michael Jackson. L'artista va tenuto separato dall'uomo, per decreto ingiuntivo. Senza Weinstein un film bello come Arma Letale non si sarebbe potuto fare. Anche perché non l'ha prodotto lui Arma Letale. Once Upon a Time: Le Crociate, domani sera alle 21:00, su Iris.

mercoledì 6 ottobre 2021

Quella volta che incontrai il professor Parisi

Incontrai il professor Parisi sulle rive del Dnipro durante la campagna di Russia dell'agosto 1941, stavamo attraversando un campo di grano nel Tscherkassy Oblast', nel punto in cui il fiume si restringe per poi prendere corso di lago, fu molto gentile con me, ci scambiammo le gallette e lui mi spiegò l'equazione complessa [math]ζ(x) = {n=1}^{\infty} \frac{1}{n^x} =0[/math]. Ovviamente non ci capii un tubo ma preferii assecondarlo annuendo meccanicamente col capo nella speranza che mollasse uno di quei cremini che si diceva conservasse gelosamente nelle giberne assieme ai calibro 6.5 del suo Mod. 91/41 Mannlicher-Carcano-Parravicino a otturatore scorrevole. Nel frattempo si era alzato il vento, le messi d'oro ondeggiavano come le onde di un mare di spighe, di russi ancora non se n'erano visti e non se ne videro almeno fino a dicembre, quando il Generale Inverno ci avrebbe aggredito con le sue terribili armate di ghiaccio, ma allora si era ancora nel dolce termidoro e noi soldati si fraternizzava amabilmente con le giovani mogli dei mugichi ucraini ignari che un giorno sarebbero ritornate con noi non in veste di prigioniere ma ahimè in quella ben più caritatevole di badanti. Il professor Parisi mi guardò dritto negli occhi e mi disse con espressione sorniona: "se sono i cremini che cerchi mi dispiace ma l'ultimo l'ho finito a Leopoli". Mentiva, ma la sua gentilezza mi colpì e ritornai a marciare con gli altri in quel infinito mare dorato fissando fiducioso l'avvenire.

martedì 5 ottobre 2021

Cosa vuoi che sia un temporale?

Anche un bel temporale, arrivato al momento giusto, ha la sua bellezza. Il cielo si colora di luci speciali che sembrano preannunciare un'invasione aliena. Il rumore della pioggia carezza il sensorium come un massaggio shiatsu. falsa credenza che esista un dentro e un fuori, come se le sensazioni fossero messaggi inviati dal mondo esterno da una fabbrica delle emozioni. Che il brutto tempo sia brutto è un'opinione personale, una forma di condizionamento sociale. Che la distruzione del pianeta sia una catastrofe è opinione degli uomini, a poterne assistere da lontano sarebbe uno spettacolo straordinario, come l'esplosione di una supernova. Gioia e disperazione piccole parentesi emotive in un grande spettacolo pirotecnico. E dunque cosa vuoi che sia un temporale? 

giovedì 30 settembre 2021

Il medium è il massaggio

È troppo ben congegnata questa vicenda del guru social della Lega per essere priva di una regia, sembra congegnata da servizi segreti bulgari in combutta con Ferzan Özpetek solo perché Kubrick non era più disponibile, manca solo che si venga a sapere che il guru fosse sotto sotto anche un po' comunista. Tutte le declinazioni del contrappasso racchiuse in una formula: festino gay con ragazzi rumeni e abuso di sostanze stupefacenti, c'era perfino la "droga dello stupro" che è il trend del momento. Troppe coincidenze. A cercare proprio il pelo nell'uovo forse i ragazzi sarebbero potuti essere africani ma la perfezione, si sa, appartiene soltanto alla Madonna. Perfino per Google il guru non figura come guru ma come "rugbista a 15", è una congiura. Sesso con uomini non è reato, l'ha fregato la droga. Ha delle fragilità esistenziali, e giù a ridere. Tutto spiattellato ai quattro venti a pochi giorni dal voto come faceva lui con i poveri cristi, più contrappasso di così si muore. No, qualcuno deve aver approfittato della sua fragilità, altrimenti non si spiega. (Oh, comunque il medium è il massaggio, "Massage"/"Mass Age").

mercoledì 29 settembre 2021

Salvaci dal bene

L'esperto in materia, investito pubblicamente della sua autorità, tenderà a strafare, orgoglioso di poter sbandierare finalmente la sua competenza e di farla pesare su decisioni di portata nazionale, tenderà a ingigantire gli effetti per stupire la platea come un mago prestigiatore che tira fuori a ogni sentenza il proverbiale coniglio dal cilindro, e non privo di quel certo sadismo afferente al numero dell'Audemars Piguet preso prima a martellare e poi ricomparso magicamente nel taschino del babbeo di turno pescato fra il pubblico. Non s'è mai vista in tempi recenti una campagna così aggressiva di persuasione delle masse, forse solo ai tempi della guerra fredda, con gli interventisti impegnati a perseguire ogni ipotesi di neutralismo, deleterio per il conseguimento della vittoria finale. Non c'è droga più potente di sentirsi investiti di una missione umanitaria planetaria, Signore Iddio salvaci dal bene.

martedì 28 settembre 2021

Io penso

Io penso che la politica preceda le leggi nel senso che se si è così abili da creare le giuste condizioni si riuscirà a imporre tali urgenze ben congeniate che non ci sarà legge o principio, nemmeno il più saldo, che non potrà essere aggirato. E non parlo in specifico dei famigerati certificati verdi, ma anche e soprattutto di tutti i nemici della causa democratica in cui occasionalmente incappiamo, che siano i comunisti, i cattivi capitalisti, i Berlusconi, i Trump, i pericolosissimi sovranisti, i non vaccinisti e compagnia bella. Di fronte al nemico mortale deroghiamo volentieri al principio che la legge è uguale per tutti perché nulla regula sine exceptione, soprattutto se il nemico è giudicato in grado di sovvertire quel principio. Allora la deroga ci prende la mano e cadiamo in uno stato di euforia tale che la ritrovata libertà dalle leggi, giustificata dallo stato di eccezione, finisce per produrre ancora più disastri di quelli che si erano paventati, in un innesco di concause di cui non si vede più la fine. Io penso questo e penso di non sbagliarmi.

giovedì 23 settembre 2021

Comunicato Tecnico Scientifico

A me dà così fastidio tutto 'sto paternalismo e che devi pure esibire il certificato per lavorare da casa, che il tuo medico ti guarda solo col cannocchiale per non dire dei virologi affetti da disturbo narcisistico della personalità che ti danno del puzzone su twitter come i bambini dell'asilo, e i giornali, i telegiornali, i conduttori dei talk show tutti, e tutta questa infinita piaggeria finto salutista: se non volete fare il vaccino pazienza, non siete solo voi che spargete il contagio, ci siamo anche noi col green pass che entriamo dappertutto da asintomatici, manteniamo le distanze. Fortuna che il virus non partiva dal culo sennò ci vietavano anche di andare a cagare.

Invito a pensare

Io non ho nulla da eccepire sulla competenza, è sul modo in cui questa competenza viene fatta valere che ho qualcosa da eccepire. C'è modo e modo, e questo non è modo. È nella logica della democrazia che uno possa dissentire, discutere, che possa essere preso in considerazione quando i suoi argomenti sono portati civilmente. Ma che modi sono? Uno, per esempio, non può nemmeno chiedere quando e in base a quali parametri si intende revocare lo stato d'emergenza, per tentare di vederne una fine, che subito viene apparentato ai traditori della Patria, bullizzato dagli esperti, tacitato dai conduttori di talk show (che, ricordiamo bene, significano pur sempre "spettacolo di chiacchiere"). L'emergenza non può essere usata come una clava da dare in testa a chiunque tenti di definirne i limiti. Se l'emergenza viene continuamente reiterata in via precauzionale allora si fonda su motivi che non hanno più fondamento di un oroscopo. Questo non è un farsi guidare dalla scienza, è farsi guidare alla cieca da valutazioni di carattere ipotetico. Sulla valutazione poi che è meglio tacere piuttosto di vedersi annoverati fra i nemici della società si fondano tutte le peggiori deviazioni dal civile corso degli eventi. Pensiamoci.

martedì 21 settembre 2021

La gente scema

Inutile fare discorsi troppo filosofici, la gente va presa direttamente per il culo, è il metodo migliore, però deve essere una presa per il culo intelligente, che ci deve restare spaesata, con l'idea che è proprio scema per davvero. Intesi che non tutta la gente è scema, c'è anche tanta brava gente a 'sto mondo, è solo che non raggiunge mai l'immunità di pecora. E poi essere scemi è un diritto, un diritto che serve a fare esperienza, il primo uomo sulla terra non lo sapeva mica che a gettarsi di testa sui sassi fa male, c'è dovuto arrivare da solo, per riempire la tabula rasa che aveva nel cervello con le nozioni di pericolo e di commozione cerebrale. Insomma, essere scemi va bene, è perseverare che è diabolico.

Vox clamantis in deserto

Abbiamo riesumato l'illustre categoria degli incolonnati infami, non che ce ne fosse bisogno, c'è la portiamo appresso da sempre, solo che riemerge più evidente in occasione delle epidemie, sono così rare ormai che ogni volta per rispiegare bisogna ricominciare da capo. Il bisogno di accanirsi contro un colpevole è un'occorrenza antica, ad ogni why deve corrispondere un suo because ("be-cause", essere la causa di). Il Manzoni, brav'uomo, faceva parte della grande tradizione illuminista lombarda, quella garantista, quella di nonno Cesare, e aveva la sensibilità per capire certe cose, quella che abbiamo smarrito noi uomini civili augurando la morte ai non vaccinati e la loro eradicazione economica e sociale, propedeutica, dicono, all'eradicazione del virus influenzale. È un rito apotropaico: si colpisce un nemico ben individuato in sostituzione di quello più sfuggente stabilendo una connessione magica fra i due. Dico magica perché il non vaccinato non è di per sé contagioso, ma l'affascinato ingigantisce la minaccia. Sono tutti affascinati oggigiorno, vox clamantis in deserto.

domenica 19 settembre 2021

Gogne

Il settimanale Oggi, RCS MediaGroup di Urbano Cairo, partecipa con zelo alla campagna di rieducazione civica del cittadino mettendo alla gogna le mamme novax: mamma novax muore mettendo alla luce il suo bambino, salvato per miracolo il neonato. Che il biasimo sociale si abbatta su queste poco di buono: convertitevi! Se non vi vaccinate andrete tutte all'inferno! Il settimanale Oggi, quello dei poster lato zinne e lato Padre Pio, fonte di diritto morale. Di queste gogne, probabile aferesi di vergogne, se ne allestiscono oggigiorno un po' ovunque quali pilloline da consumarsi al volo fra una googlata e l'altra. Una gocciolina di veleno oggi, un'altra domani, e l'organismo si abitua a produrlo da sé per proprio conto. Ve l'ho detto, il Covid-19 ha fatto il salto di specie e da patologia polmonare è diventata anche malattia morale, come l'Hiv.

Un giurista

 Atteniamoci al Fatto, nel senso del giornale: 

“È giusto che ci sia un confronto sereno, serio, in Parlamento. Non voglio far pesare la mia opinione personale: da giurista e da cattolico mentre non ho dubbi che esista un diritto alla vita, perno di tutti i diritti della persona, dico che è da dubitare ci sia un diritto alla morte. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, in un’iniziativa organizzata da Affaritaliani.it.” Esiste un diritto all’autodeterminazione per cui scelgo le mie cure ma scegliere di essere avviato alla morte e chiedere l’ausilio di personale qualificato può essere un po’ dubbio”

Non esiste un diritto alla morte. Non si intende qui il diritto di dare la morte all'altro, senza il suo consenso informato, diciamo, si intende il diritto di decidere sulla propria. Da giurista e da cattolico, dice, questo diritto non esiste, e premette: non voglio fare pesare la mia opinione personale, e mentre lo dice, in pratica, lo fa.

Ogni diritto esiste nella misura in cui lo si fa valere, anche i peggiori fra i diritti, anche quelli che non ci piacciono. A meno che il giurista, da cattolico, non intenda che esistano dei diritti naturali, posti come inviolabili dal Creatore. Eppure in natura tutto muore, se non morisse, non potrebbe funzionare. Deve essere chiaro che i diritti sono delle convenzioni stabilite dagli uomini, se al giurista questo non è chiaro, allora ci muoviamo su piani diversi.

Se un medico vuole obiettare, dunque, obietti, ma che il diritto, una volta stabilito, sia comunque praticabile. Può andare bene per il giurista o il diritto non è praticabile, a monte, per ragioni di principio che vanno a precludere la possibilità di reclamare anche solo quel diritto? Perché se è questo che si intende allora abbiamo un grosso problema con questo giurista.

Sicuri che vada tutto bene?

Ma se Draghi introducesse, che so, la legge marziale per i non vaccinati, non otterremmo maggior effetto annuncio? Chiedo. Ormai è chiaro che la questione da sanitaria si è spostata sul piano personale, vogliamo fare scuola, essere un modello per tutte le nazioni, anche per i talebani, si capisce, che si trovano così indietro nella campagna vaccinale. Non è tanto l'obiettivo, nobile, si sa, ma il metodo. Draghi l'ha presa sul personale: se non ti vaccini ti tolgo il lavoro, quello che hai per vivere. Brunetta, pure lui, il vostro odiato Brunetta, partecipa anche lui alla frenesia generale: viviamo un momento magico, anche per lo smart working ci vuole il green pass, potreste infettarvi da casa. Sembra una barzelletta, lo fanno perché potreste approfittarne per non vaccinarvi. Lo fanno per il bene di tutti, si dirà, per creare ambienti sicuri. Non lo so. In nome di questa sicurezza molto sui generis accettiamo cose che non si sono mai viste, il panico ci ha preso la mano. Sicuri sicuri che vada tutto bene? Se non vi viene anche solo un piccolo dubbietto su questo modo di fare non è che perdo la stima, però un po' di diffidenza nei vostri confronti comincio a nutrirla, mi sorge spontanea.

venerdì 17 settembre 2021

Carriere

I filosofi non si aspettino di essere ben voluti, di solito quelli ben voluti sono quelli che per una ragione o per l'altra parlano di cose che non si trovano molto distanti dal chiacchiericcio della gente, meglio ancora se avallate dal Pericle di turno; se un filosofo pensa diversamente, anche qualora non spari cazzate, finirà per essere ridicolizzato, è la regola. Meglio sarebbe stato fare gli odontotecnici. Mio nonno mi avrebbe voluto odontotecnico, gli uomini non smettono mai di perdere i denti, diceva, un lavoro che non passa mai. Lui faceva il calzolaio, gli uomini persero le calzature. Piuttosto di farsele riparare, a un certo punto, se ne compravano di nuove. È una scommessa scegliersi la carriera, a noi in famiglia è sempre andata male. Col senno di poi avrei scelto il miliardario.

C'è una logica che muove i novax

C'è una logica che muove i novax: non possiamo disporre dei dati sui futuri effetti dei vaccini, quindi, non sapendo quantificare il rischio futuro, potenzialmente infinito, preferiamo rischiare il male attuale, quantificabile, finito. Di fronte a questo argomento i battaglioni governativi e della scienza ufficiale oppongono un argomento debole: piuttosto che rischiare di morire di Covid oggi accettiamo il rischio imponderabile di domani, ma è proprio lì che l'argomento scientifico non riesce a penetrare la resistenza del nemico perché proprio nel momento in cui intende respingerlo lo alimenta. Il governo, dal canto suo, non si scompone, procede con la forza, quel che invece mi lascia perplesso è l'incapacità dello scienziato di non rispondere al novax con argomenti più decisivi. Noto una mancanza di intelligenza nella scienza che non è ignoranza, è mancanza di finezza. Si ingegna moltissimo per raggirare le proteine spike ma quando si tratta di persuadere gli uomini è tetragona e ottusa, come una statua di sale. Non ci si meravigli se siamo al punto in cui siamo.

La vita non ha valore

Anche la vita, di per sé, non ha valore, nessun valore morale, almeno, che ne garantisca incontrovertibilmente l'inviolabilità. "Morale" indicava per i latini il costume dell'epoca ("o tempora, o mores!"). Il valore morale nasce e muore con l'uomo. È come il discorso fatto per i diritti umani: la vita ha un valore in quanto gliela si vuole dare, e quando la decisione è affidata alla volontà non può avere carattere universale perché non c'è garanzia che una volontà rimanga fedele a se stessa e in se stessa. La persuasione della fede ci dice che il valore morale è infuso negli uomini da Dio. Venuta meno la fede si è tentato di fondare laicamente il valore morale della vita sulla ragione umana: la vita ha un valore perché è ragionevole pensarlo, ma questa ragionevolezza costituisce un'extrema ratio, un'ultima spiaggia. In natura purtroppo la vita si perpetua in modo prettamente funzionale, se la natura dovesse porsi anche il problema morale del valore della vita tutto il suo intero meccanismo sarebbe già saltato da un pezzo. Per convincere l'altro del carattere inviolabile della vita umana ci vuole ben altro che la ragione, ci vuole un esercito, o una mozione d'affetti.

2024

È andata così: hanno cominciato a dire che erano loro a diffondere il contagio, che lo facevano per dispetto, che erano tutti matti da legare. Oddio, non che non ce ne fossero di originali, ma pure i normali, quelli che passano per tranquilli, sotto sotto sono dei carognoni uguali, solo che hanno l'accortezza di non fartelo sapere; quegli altri no, anzi, si vantavano pure delle loro genialate, si fregavano praticamente da soli. Era per troppo amore che si fregavano, davano tutto per la causa, senza fare calcoli. Presto anche quelli che se ne stavano per i fatti loro finirono per entrarci di mezzo. Cominciarono i giornali, ci si misero anche le alte cariche istituzionali, presto non ci fu più un incolpevole fra i non allineati. Si usarono tutti i mezzi per non obbligarli e allo stesso tempo per costringerli, multe, sospensioni, pagamento degli oneri sanitari, finirono addirittura per arrestarli. Nessuno si scomodò per difenderli, anzi, la gente sfogava su di loro tutta la rabbia per essere costretta a vivere ancora sotto sorveglianza, anche quando non ce ne fu più in giro uno, ancora se la prendevano con loro perché i sani non erano ancora usciti dallo stato di emergenza. Quando gli facevi notare che non ce n'erano più, che li avevano tutti assimilati, ti prendevano per matto, il sospetto si era così ben insinuato nei loro organi che li vedevano da tutte le parti, come se la sagoma del nemico gli fosse rimasta impressa nella retina. Finì che si abituarono ad essere sorvegliati e nessuno si ricordò più il motivo né il perché.

giovedì 16 settembre 2021

Democratici

Ma davvero non abbiamo alcun problema a farci restringere un pezzetto alla volta le facoltà di movimento salvo presentazione di un certificato di circolazione? I miei interlocutori di un tempo si sono fissati tutti coi novax e non vedono altro, adesso ci serve un certificato per andare dappertutto ma fa nulla, l'importante è che costringano anche i novax a farselo. Non sono della tua opinione ma farò di tutto perché il governo ti riduca la libertà di movimento. E si dicono democratici, si dicono. (e non venite a dirmi che sono i novax che ostacolano la soluzione dell'epidemia perché è una barzelletta, tipo quella sui runner).

mercoledì 15 settembre 2021

I diritti umani non esistono in natura

Si ragionava, l'altro giorno, sulle dittature che fanno del vittimismo e denunciano che sono le democrazie che vorrebbero imporre loro i diritti umani, che detta così sembra una battuta, ma è una cosa seria invece, perché i diritti umani, per bellissimi che siano, non sono un fatto naturale, sono un prodotto della società, e se una società non li intende recepire, i diritti non hanno la capacità di imporsi per loro iniziativa, per imporli ci vuole un gran lavoro di persuasione. Ci si è dati molto da fare in occidente per persuadersi che i diritti umani sono collegati a quella razionalità universale che sarebbe il segno evidente di una comune base civile sulla quale tutti conveniamo. Ma no, questa comune base razionale, pure lei, è un prodotto culturale, è valida finché la si condivide, non c'è prova che esista per davvero. Se vogliamo salvare una persona dai soprusi della dittatura, appellarsi ai diritti umani non è che un espediente meno cruento e culturalmente più sofisticato rispetto all'antico modo di redimere la questione, ma rimane pur sempre un espediente. Perché i diritti umani non esistono in natura, in natura esistono il dolore, la pena, la sofferenza inflitta agli uomini dagli altri uomini, e i diritti umani sono lo strumento culturale che ci siamo dati per tentare di respingerli quando tentano di abbattersi su di noi.

domenica 12 settembre 2021

Overthinking

Davvero il green pass s'è gonfiato di proprietà fantasmagoriche che vanno ben al di là del suo reale significato, si tratta semplicemente di un certificazione di avvenuta vaccinazione che non certifica uno stato di immunità, non è una garanzia di sterilizzazione, non un certificato di appartenenza a un fantomatico club di sani opposto a una masnada di untori zombi e attentatori della salute pubblica. Stiamo smarrendo il senno. Di questo passo il Covid rischia di diventare uno stigma, una malattia etico-morale proiezione della stupidità del genere umano, quando non addirittura una malattia politica ("muore di Covid a diciott'anni, ma era leghista"). State andando in overthinking, non pensate più bene, la baruffa politica vi ha fatto perdere il lume della ragione. Ripetiamo insieme: muovere rilievi al green pass non comporta il marchio dell'infamia, muovere rilievi al green pass non comporta il marchio dell'infamia. È un impazzimento generale, ritornate in voi.

venerdì 10 settembre 2021

Tranquillo

Però come gestiscono bene le emergenze ai piani alti, e come reggono bene la pressione, io per esempio prima di rilasciare una legge che va a limitare le libertà delle persone mi farei venire una colica, loro invece niente, sono dei veri professionisti. Per decretare di confinare in casa una persona, di indurla a fare qualcosa che non vuole con una semplice firmetta in calce a un dpcm, ci vuole del pelo sullo stomaco, bisogna davvero avere molto a cuore il bene comune per compiere un atto del genere. Tanto di cappello a chi ci governa. Io dormo sonni tranquilli perché so che all'occorrenza, in caso di falso positivo, non esiterebbero a fermarmi con ogni mezzo pur di non mettere in pericolo la comunità e di questo li ringrazio, e per questo sono più tranquillo. 

giovedì 9 settembre 2021

Ne usciremo più sani

Come dice il professor Ricolfi, siamo in guerra contro il Covid, e in guerra bisogna combattere contro il nemico comune, chi non lo fa è un traditore, chi solleva dubbi un disfattista. Se non abbiamo ancora vinto è perché non abbiamo abbastanza soldati, ad ogni disfatta ne serve un battaglione in più. Non sono ammesse critiche, si continua ad eseguire gli ordini, se non funziona è solo perché ci vuole più disciplina. Partiti all'assalto siamo finiti a marcire in trincea, colpa degli imboscati e dei disertori. Andranno a stanarli casa per casa i renitenti alla leva, gli toglieranno la paga, provvederanno al rancio a proprie spese. Dicono che ne usciremo più sani.

martedì 7 settembre 2021

Sulla riduzione dei nemici a caricature

L'abbiamo fatta anche su questo blog la profilazione del nemico, in passato coi berlusconiani, con gli omofobi, coi difensori dei valori non negoziabili, poi con i grillini e dopo coi renziani, prima ancora coi neocon e più indietro coi craxiani, si parte da un'idea di detestabilità e ci si costruisce attorno un tipo d'uomo, lo si è sempre fatto, oggi è venuto il turno dei novax. Non è che queste persone non esistano e non possano dire fesserie, il fatto è che a un certo punto i loro caratteri si staccano dagli individui e assumono vita propria, per così dire trascendentale, allontanandosi dagli originali nella misura in cui si trasformano in caricature. Questi simulacri dicono più di noi che dei nostri nemici: solo con l'aiuto della scienza sconfiggeremo il pericolo, quindi il novax deve essere irrazionale, irragionevole, irresponsabile, pericoloso, matto da legare. Tendiamo a proiettare nell'altro i caratteri che più ci inquietano, per espellerli da noi e trasferirli nel capro che ci confermi la nostra innocenza: se qualcosa dovesse andar male sappiamo di chi è la colpa, non sarà di certo per causa nostra. Ora, quando questa fallacia informa l'azione di governi interi, in Italia come altrove, non dico che ne scaturirà una sicura sventura, però potrebbe portare a qualche errore di valutazione indotto da una pervicace volontà di sicurezza. Chi vuole intendere intenda.

lunedì 6 settembre 2021

Contare niente

Che noi non si conti niente, in democrazia, è naturale, il guaio è quando lassù se ne accorgono e allora cominciano a inseguirti con la loro idea di società fin dentro il bagno. La miglior cosa sarebbe non dare nell'occhio, una vocazione alla resilienza, insomma, ma purtroppo accade che, dai e dai, nel suo oscuro scrutare, il cono di luce dell'autorità verrà comunque a scovarti, e allora sei fritto. C'è poi il caso che a forza di non contare niente e nell'ansia di sentirsi almeno una volta nella vita dalla parte della storia ci si convinca di pensarla esattamente come questa o quella carica istituzionale, comprese le più alte che sono le più autorevoli, in sintonia con il corpo elettorale, principalmente quello proprio. Un caldo fiotto di paternalismo vi scorrerà allora nelle vene come l'acqua calda dentro la boule e la democrazia vi sembrerà vera per davvero. La democrazia è invece una bella idea che ahimè non può mantenersi all'altezza delle sue nobili intenzioni e ci appare decente fintanto che fa al caso nostro (e non mi venite a dire che voi avete a cura il bene pubblico che a malapena sapete badare a quello vostro).

venerdì 3 settembre 2021

La cura occidentale

Il tipo d'uomo occidentale ha perso da tempo l'abitudine di sentirsi minacciato giorno e notte nella sua integrità fisica, quando in tempo di guerra vibravano i "lunghi fili d’acciaio intricati che tracciano i proiettili che cercano di ucciderti, nell’aria calda dell'estate", e al primo grattacapo che viene a mettere in pericolo la pianificazione del suo inviolabile destino invoca le leggi speciali. Smartphone alla mano, invocherebbe il green pass anche davanti al plotone d'esecuzione se gli fosse necessario. Guarda all'Afghanistan come un problema di scuola, si può permettere di farne accademia: chissà adesso coi talebani come si farà col covid, come se sotto la cura occidentale fosse stato fatto qualcosa di diverso (0.6% della popolazione vaccinata, 2% con una dose, praticamente il personale di servizio). Siamo diventati dei relatori di grandi leggi sui diritti universali ma che si lamentano in privato di doversi lavare da soli le mutande. Il nostro problema è l'essere costretti a sedersi dentro perché fuori si siedono i novax. Questa biomassa genera una coglioneria infinita che convertita in energia potrebbe illuminare mille milioni di campi da calcio. Se un giorno trionferemo sul male la nostra pace sarà bellissima.

L'invenzione del nemico

I famosi novax di cui ogni giorno si narrano le imprese, paradigma della stupidità, nemici del popolo, destinatari dei due minuti d'odio, comprensivi di apologhi morali del tipo "è morto in terapia intensiva chiamando la mamma e implorando i medici di salvarlo, i medici impassibili: non ha voluto fare il vaccino, doveva pensarci prima, mi dispiace". Sono dei vigliacchi, l'ha detto chiaro Mario Draghi che è competente in tutti i campi dello scibile, detentore, lui sì, del barile unico e centrale dell'intelligenza, i novax sono terroristi che sono capaci di bloccare i treni, che inseguono i primari sotto casa, che possono fare una strage, il loro ideologo è Montesano. I sivax non sono meno imbecilli, solo più pedanti.

martedì 31 agosto 2021

La Neolingua

C'è anche la Neolingua in 1984, "l'unica lingua al mondo in cui il lessico si restringe ogni anno". Zelanti linguisti si dedicano alla distruzione programmata di nomi, aggettivi e i loro contrari per ridurre il vocabolario all'essenziale.

"Prendi “good”, ad esempio, che bisogno c’è di “bad”? “Nongood” farà lo stesso al caso nostro – meglio, perché è un opposto preciso, e l’altro no. O ancora, se vuoi una versione più forte di “good”, che senso ha avere una serie di parole come “excellent” e “splendid” e tutto il resto? “Plusgood” copre il significato; o “dualplusgood” se vuoi qualcosa di ancora più forte."

Lo scopo è politico: meno vocaboli e più parole univoche ridurranno il numero dei crimini mentali e le occasioni per pensare diversamente.

Somiglia un po' alla neolingua di internet con i suoi lol, i suoi rotfl, lmao, imho, ecc., solo che questi "vocaboli" (chiamiamoli così, sarebbero acronimi) non hanno intento politico e si producono spontaneamente da soli per partenogenesi. E poi noi del XXI secolo non abbiamo bisogno che ci impongano di ridurci il vocabolario, si riduce già da sé per il fatto che tutto deve essere di facile e immediata comprensione. Scrivi semplice, mi dicevano, come esortazione, non come asserzione (dove già pensare la differenza fra esortazione e asserzione può mettere a dura prova la mente più pigra).

Di nuovo, Orwell ci aveva sottovalutato.

lunedì 30 agosto 2021

Orwelliana

Leggevo i primi capitoli di 1984, del grande marchingegno chiamato Dipartimento Archivi dove le notizie sui giornali, i libri, le poesie, tutto il passato veniva puntigliosamente aggiornato alle mutate necessità propagandistiche del momento, cancellando di fatto dalla memoria individuale e collettiva le notizie scadute o divenute sgradite. Pensavo che oggi non c'è nemmeno bisogno di fare tutta questa fatica, che quella distopia orwelliana suona un po' ingenua alle orecchie dei contemporanei immersi nella realtà di internet, anche qui, nelle cosiddette "democrazie occidentali", dove tutto è vero e falso alternativamente e contemporaneamente e già di per sé contraffatto, verità debole che risente di una descrizione occasionale della realtà e in cui ciascuno è nella pratica il Grande Fratello di se stesso. In un contesto del genere, che qualcuno chiamerebbe liquido, tutto è già mistificato all'origine. Come per esempio l'enfasi con la quale oggi, dopo vent'anni di oblio, improvvisamente i media tornano a palpitare per gli attentati terroristici in Afghanistan e a fare la conta giornaliera degli attentatori colpiti dai droni, come se nei vent'anni precedenti in Afghanistan fosse regnata la pax augustea. Bello Orwell, ma stiamo già facendo di meglio senza nemmeno bisogno dell'IngSoc (il partito unico o del "Socialismo Inglese"): le democrazie sono già di per sé macchine mistificanti che a pieno regime superano in efficienza gli incubi delle più fantasiose distopie.

venerdì 27 agosto 2021

Il fascino delle regole

In realtà la gente corrisponde al bisogno di limitare la libertà anche con un certo entusiasmo, perché è tutt'altro che naturale voler essere liberi, anzi è il contrario. Le comprovate esigenze di sanità pubblica sono solo le ultime in ordine di tempo di una lunga serie di occasioni che vengono offerte a questo intimo desiderio di normazione che l'uomo si porta appresso da sempre come il suo naso. Si troveranno sempre degli uomini ben disposti verso le regole, sentirsene parte li gratifica. Che la regola poi porti a un reale beneficio è un fatto puramente occasionale, quel che conta è il fascino che suscita. Appassionano le regole, gli uomini ci vedono sempre di più di quel che contengono, un tempo ci vedevano magari la volontà di Dio, poi quella del popolo, oggi magari la verità scientifica. Non finirà mai questa storia.

mercoledì 25 agosto 2021

Domanda agli illuminati del secolo XXI

Quel che succede è che di fronte a un grande panico collettivo, a maggior ragione se amplificato scientificamente e in modo martellante giorno e notte, notte e giorno, da stampa e istituzioni e guide morali e spirituali tutte, vengono a spuntare come funghi attentatori della salute pubblica e nemici della patria su cui scaricare tutto il peso formidabile dell'ansia accumulata dalla società. E badate che qui non si intende negare la gravità della pandemia, si vuole notare che l'evocazione del capro espiatorio è qualcosa che puntualmente si verifica date certe premesse e che il povero capro è espiatorio proprio perché espia colpe che non sono sue: e allora perché, benedetti illuminati del secolo XXI, ricadete ancora in questi errori elementari?

martedì 24 agosto 2021

Operazione San Pietro

Forse a Joe Biden converrebbe per cancellare la figuraccia rimediata in Afghanistan invadere Città del Vaticano, anche lì non c'è democrazia ma il territorio è più raccolto e presenta meno asperità, certo in Vaticano le fazioni in lotta sono più numerose che nella sola provincia di Kandahar ma l'operazione si potrebbe risolvere nel giro di un quarto d'ora al massimo previa accerchiamento del colonnato del Bernini e fraternizzazione con la locale guarnigione elvetica, per poi instaurare al posto della monarchia assoluta uno Stato libero associato sul modello di Puerto Rico con un Papa eletto dal Congresso. Ma secondo me non gliela fanno lo stesso.

venerdì 20 agosto 2021

Un allarme al giorno

Ha dell'incredibile che a tutt'oggi, ore 15:40 mentre scrivo, non sia ancora esplosa una nuova emergenza, di quelle belle che fanno impazzire il web, che ci escono milioni di click. Vivere nel mondo dei media è come farsi frullare continuamente il cervello da nuovi allarmi, solo il sonno interviene a interrompere la terribile consecuzione dei problemi del mondo, al netto dei sonniferi. Problemi che tra l'altro sono appositamente tarati sulle nostre esigenze: del morto di fame in Nuova Guinea non ci viene reso conto, interessa nulla, meglio l'emergenza del cinghiale che grufola sotto casa perché lo si può collegare al problema rifiuti. La bolla è questa: la potente lobby delle benzodiazepine è in combutta permanente con i giornali. Chi si volesse informare serenamente giusto per arricchire la sua esperienza del mondo, deve prima scremare le notizie dal loro surplus di emotività, altrimenti finisce dall'analista (che guarda caso è in combutta con quelli delle benzodiazepine: sarà un caso?). Sono scoccate le 15:59 e tutto va bene, mi sta venendo un po' d'ansia, confidiamo stasera in un aumento dei contagi.

giovedì 19 agosto 2021

Rave

Dopo la Delta, i novax, i talebani, adesso è il turno dei rave party: ma lo sapete che i giovani si drogano per settimane in queste feste clandestine che diventano tutti degli zombi? Cioè, la droga è brutta, dov'è Galli della Loggia quando serve, perché non ci dice qualcosa a questi delinquenti? Hanno ammazzato anche le pecore al contadino, secondo me fanno dei riti satanici. Secondo me sono talmente bruciati che non sanno nemmeno più cos'è un rito satanico. Mangiano le pecore crude, senza nemmeno lardellarle con l'aglietto, non hanno rispetto per niente. Ma perché i giovani si drogano che hanno tutto il futuro davanti a loro? Forse è proprio per quello. Bisogna capirli i giovani, la loro smania di vivere, di bruciare in un attimo come stelle cadenti, sarai stato anche tu uno dei mods, quando papà ti voleva far studiare e tu pensavi alla Lambretta. Ecco, i ravers pensano alla droga. È una moda che viene dall'Inghilterra, vengono tutte le schifezze dall'Inghilterra, hanno attaccato i Beatles a drogarsi e infatti sono rimasti solo in due di quattro che erano. C'è niente da fare, la droga è brutta. Per fortuna che a forza di parlarne è arrivata la polizia a sgomberare, gli ha tagliato i viveri a quei lazzaroni, li ha identificati tutti, gli ha notificato che non avevano il green pass. Potevano rimanere offesi.

mercoledì 18 agosto 2021

L'esportazione della democrazia

Toh, chi si rivede, l'esportazione della democrazia. Certi slogan non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano: indipendentemente dalla struttura sociale e dalla storia di un paese, la democrazia deve attecchire ovunque perché è un valore positivo universale, conviene a tutti, rappresenta il Bene. Erano stati i neocon a farsene i paladini, cioè una pattuglia di delusi del partito democratico che avevano inteso che i buoni valori liberali andavano imposti ad ogni costo, con le buone o con le cattive, a costo di ammazzare tutti gli antidemocratici. L'Afghanistan doveva fare da buon esempio, democraticizzarne uno per educarne cento: un trilione di dollari in spese militari non sono bastati a istruire un popolo sovrano. Sì, però il principio era giusto, si dirà. Per carità, sarebbe stato sicuramente meglio se gli afgani avessero potuto scegliere di avere il problema del green pass invece che farsi sparare alla testa per strada, ma chiedere la luna non è sempre il metodo migliore per ottenerla. Ma con l'Europa la cosa era riuscita, il D-Day, lo sbarco in Normandia, il piano Marshall! Come no, e vogliamo dimenticare i chewing-gum, le calze di nylon, la cioccolata? Che fesserie, l'Afghanistan non era la Francia di de Gaulle: vaste programme. È questo scarto fra la nobilissima intenzione e la pochezza della proposta per concretizzarla che crea l'hybris.

lunedì 16 agosto 2021

Il pippone di geopolitica

Gli americani se n'erano già accorti, che a mantenere quel popò di guarnigione in Afghanistan gli andava via più in antidifterici che in benefici, i locali erano refrattari e indisciplinati, inutile insistere con l'addestramento, era solo per salvare le apparenze. E poi c'è sempre un oleodotto che passa da qualche altra parte, un motore che inizia a funzionare a patate invece che a idrocarburi, in vent'anni cambia tutto. Sicché si era deciso di optare per la formula "il nostro lavoro qui è finito, le forze afgane ormai c'è la possono fare da sole", questo già sotto Trump, Biden s'è trovato solo il cerino in mano e se l'è giocata nel peggiore dei modi ("pericolo di un ritorno dei talebani? Zero su zero, abbiamo addestrato un esercito coi fiocchi", tradotto: that's all folks, scappiamo a gambe levate). L'esportazione della democrazia è roba vecchia, tutte quelle fanfaluche sui valori occidentali, roba d'antan come le maniche a Raglan, tutt'al più la si poteva far passare per una questione di sicurezza nazionale. E la popolazione civile? Tranquilli, i talebani hanno assicurato che "garantiranno una transizione incruenta" (giustiziano la gente per strada, stuprano donne e bambine, ma in via ufficiosa), e comunque il portavoce dei talebani mantiene un proprio account su Twitter, se non glielo tolgono vuol dire che godono del riconoscimento internazionale. E i diritti universali dell'uomo? Ah, quelli sono un prodotto occidentale IGP, ornamento di cui non tutti aspirano a fregiarsi: se la democrazia non si può esportare non si può nemmeno pretendere che emerga di propria iniziativa per partenogenesi, se non attacca non attacca, ci va tutto un certo percorso storico e culturale per suscitarne l'urgenza. Morale della favola: Goodbye Afghanistan, buon proseguimento, alla prossima.

L'Afghanistan

Improvvisamente i media si sono accorti che ci sono i talebani in Afghanistan, era vent'anni che non se ne parlava, giusto a ferragosto hanno deciso di concederci una pausa dal covid e di sbloccarci questo ricordo nell'occasione del ventennale dell'11 settembre (sembrava ieri), così magari ci escono dei long reading, dei gran pipponi di geopolitica con le cartine colorate: qui ci stanno i talebani, qui i pashtun, e qui vai capirlo ma per intanto la coloriamo di giallo con le striscioline verdi. Anche il dottor Watson aveva fatto la guerra afgana, l'Afghanistan deve averci un qualche ascendente sugli stati maggiori occidentali, un certo fascino per l'avventura che noi civili non comprendiamo, forse per via dei panorami, per i campi di papaveri o per la foggia dei vestiti. A proposito: qualcuno sa che fine ha fatto quello col cappellino da imbianchino, quello che sembrava il principe cerca moglie? La gente scappa mettendo in salvo figlie e suppellettili, gli occidentali in elicottero, i locali con le carriole.

Buongiorno

I Canadair fanno la spola da stamattina fra la montagna e il mare, starà bruciando qualcosa, arriva l'odore. C'è sempre quell'odore appena si alza un po' di vento, mattina e sera, odore di sterpaglia, un odorino pepato che pizzica il naso. Abbiamo visto anche le fiamme, e il fumo un paio di volte, vicino. C'è da premettere che non è solo colpa del riscaldamento globale, c'è sempre una mano che fa da innesco, che agevola, per così dire, l'autocombustione. Il suono dei motori radiali Pratt & Whitney è inconfondibile, adesso c'è anche un elicottero, sembra zona di guerra, sembra di stare a Kabul. Fa un po' meno caldo rispetto ai giorni scorsi, quei 4 o 5 gradi che si mantengono comunque sopra i 30. È l'estate, da che mondo è mondo d'estate fa caldo, c'è una ragione se gli uomini hanno inventato le canottiere. Adesso gli aerei non si sentono più, avranno spento l'incendio o sono andati a fare benzina, consumano quei motori, saranno 8.000 di cilindrata. Raffreddamento: ad acqua. Battuta. Eccoli che riattaccano. Spero che in cabina abbiano l'aria condizionata, magari anche una merendina che da qui a sera è lunga, mica possono staccare, parcheggiare l'aereo in cortile e salire per pranzo, io spero ardentemente che abbiano anche un bagno per fare la pipì. L'arrivo dei pompieri quando c'è fuoco è la cosa più bella dopo la proclamazione di un vescovo, c'è un'urgenza diversa, una partecipazione più sentita. Se i Canadair non fossero gialli non farebbero la stessa scena.

sabato 14 agosto 2021

La volontà di potenza abbassata al livello dei barboncini

Quando il metodo scientifico incontra la politica perde il suo naturale aplomb e scarta bruscamente verso una rispettosa e interessata deferenza riguardo le necessità del bene pubblico così come sono stabilite incidentalmente da questo o quel governo, non ancora giunta quell'età della ragione in cui la scienza illuminerà finalmente l'azione dell'uomo indipendentemente dall'opportunità e da motivazioni di carattere extra-scientifico. Ma arriverà mai questo momento? Pensiamo erroneamente che la scienza sia un angelo immacolato che agisce in nome della pura conoscenza ma alla fin fine quel che va cercando sono sempre gli uomini a stabilirlo e gli uomini di scienza, così razionali in laboratorio, presentati in società si fanno abbacinare dalle luci della ribalta e cominciano a sentirsi dei Napoleoni a cavallo, a conti fatti le ragioni profonde che informano gli influencer e i premi Nobel sono sempre le stesse: il bisogno di riconoscimento, la volontà di potenza abbassata al livello dei barboncini.

martedì 10 agosto 2021

A briganti, briganti e mezzo

C'è dei periodi che proprio ti ritrovi dalla parte del torto e non perché i posti riservati alla ragione fossero occupati, perché non avevano proprio previsto di tenerli liberi. Maledetto il green pass e chi l'ha inventato, l'han fatto a posta per dividere le persone, per riunirle in due categorie: le buone e le cattive, e sulle cattive scatenare l'ira popolare. L'ha detto anche il dott. Crisanti, un'autorità nel suo campo, che il green pass non è una misura di carattere sanitario, che è una bufala che serva a sconfiggere il covid, ma tanto è inutile, chi critica il green pass offende il senso del pudore. È un trucchetto il green pass, un sotterfugio a fin di bene per indurre a vaccinare le persone, solo che a forza di furberie la gente poi pensa che se lo fa il governo perché non dovrebbero farlo anche loro? E tutto va avanti com'è sempre andato. Qualcuno al governo ci aveva pensato che i gestori non sono pubblici ufficiali e non sono tenuti a prendere le generalità? Non ce lo aspettavamo un Mario Draghi così tecnicamente squinternato.

lunedì 9 agosto 2021

Nuda vita ecc.

Il concetto di "nuda vita" è di una capziosità degna di un heideggeriano. La "nuda vita", a quanto pare di capire (ma ogni ulteriore delucidazione è ben accetta), è la vita umana spogliata (e qui immagino la ragione di quel aggettivo, "nuda") di un certo diritto di agire e conseguentemente di essere. Rimanda alla condizione del paria, dell'escluso per legge, per arbitrio o per colpa (ma a ben guardare ogni colpa rimanda anch'essa all'arbitrio supremo della legge che ha inteso porla come tale). La "nuda vita" diventa dunque la mera vita del sopravvivente sulla quale il potere ha posto il suo segno, la "nuda vita" è portatrice del "bando sovrano". Ora, in questa vita messa al bando dal potere, sostiene il filosofo, si rispecchia la nostra stessa vita al tempo della pandemia. Suggestivo, come una poesia.

La mia avversione al green pass è di natura personale, inerente a una mia particolare sensibilità. Ho un pregiudizio nei confronti di Heidegger, del modo in cui pensa, e conseguentemente verso gli heideggeriani. Heidegger è il filosofo che a un certo punto, trovandosi invischiato nel suo stesso vicolo cieco, ha inteso che fosse la filosofia che non poteva esprimersi oltre. Ahimè l'abbondante proliferazione di heideggeriani dopo la sua morte prova che il loro maestro si sbagliava. Gli heideggeriani procedono per suggestioni, come poeti le ricercano dentro il suono delle parole: "nuda vita" suona meglio di "vita nuda", "homo sacer" fa rima con "homo faber". Non ho alcuna pretesa di confutare Agamben né di appoggiarmi ai suoi argomenti per il motivo che la mia avversione al green pass si sostiene per conto suo. Continuo a diffidare degli heideggeriani e delle loro inferenze creative, delle loro suggestioni e dei loro lirismi, veri nella misura in cui si vogliono credere, come frasi rituali a una festa di druidi. Non cerco l'auctoritas, mi curo solo degli argomenti.

venerdì 6 agosto 2021

La scoperta del caldo

Quando ero giovane non esisteva il caldo e guardavo alle strane abitudini dei nonni che alla controra chiudevano porte e finestre e facevano il punsìn, il riposino, senza capirne la ragione. La controra è l'ora letale, quella in cui anche i rettili a sangue freddo si vanno a nascondere sotto le piante. L'ho sentito a Superquark. Per me il caldo è diventato caldo attorno ai vent'anni, quando ho cominciato ad averne nozione. Perché il caldo non è solo la sensazione immediata del caldo ma è soprattutto la sua anticipazione. C'è un'età in cui non si fa caso a niente e si vive e basta, l'accorgersi di vivere cambia tutto. È una seconda natura che si sovrappone alla prima, ci si guarda vivere e il caldo che prima si sentiva solo con la pelle comincia a sentirsi anche con la testa. Da grandi non c'è solo il caldo, c'è anche l'ondata di caldo, l'alta pressione, la pressione bassa, il riscaldamento globale, i consigli degli esperti, tutte le nozioni del caldo che si sovrappongono al caldo. Si soffre di più quando si ha nozione: "chi più sa, più soffre" Ecclesiaste (1, 18).

domenica 1 agosto 2021

Eppur galleggia!

Sono convinto che anche i politici nel loro privato sono dotati di intelligenza ma a render loro cattivo servigio è il tritacarne dei giornali che di tutta quella intelligenza ne distilla per scalpore solo la parte più cogliona. Dev'essere sicuramente così perché altrimenti si aprirebbe al cittadino coscienzioso la vertigine di uno Stato mandato avanti da deficienti che solo per una miracolosa combinazione della provvidenza continua a funzionare pur facendo acqua da tutte le parti come una barchetta di cartone: eppur galleggia!

mercoledì 28 luglio 2021

Dissing

Continua a imperversare su internet la gara di freestyle fra novaxxer e provaxxer, sembra di stare a Rozzano, i provaxxer tronfissimi nel loro guscio di "evidenze scientifiche" (si sono formati su internet, leggono Il Post, fanno le bimbe di Draghi), i novaxxer chiusi a testuggine come falangi di fanteria romana. Non si smuovono di una virgola, abbaiano eccitati da una parte all'altra della staccionata, in compenso fanno molta scena. I più forsennati sono i provaxxer di formazione democratica che forti del raggiunto riconoscimento sociale si battono il petto e si divertono a vincere facile contro i sostenitori del complotto pluto-sanitario-massonico avendo per istinto di scegliersi avversari che sono alla loro portata (temono più degli altri di non apparire abbastanza intelligenti). Alcuni sprovveduti tentano di sollevare l'interessante questione della discriminazione sociale su base sanitaria ma vengono subito risucchiati dall'incalzante coglioneria della sessione di dissing. Quando avranno finito lasceranno i cocci e come sempre toccherà pulire a qualcun altro.

lunedì 26 luglio 2021

Fotoromanza

È tutto narrato oggigiorno, narrato nel senso di contraffatto, e questo in un'epoca che si fa vanto della correttezza dell'informazione, che ha imparato la lezione del passato (si lanciano moniti sui pericoli della società orwelliana ma in buona parte e del tutto pacificamente lo siamo già, con il concorso incurante di quegli stessi mezzi che la denunciano), non c'è notizia che non puzzi di apologo morale, che non sottintenda una qualche tesi politica/sociale/economica; sottolinea questo, tralascia quell'altro, la sensazione è sempre quella di combattere contro la disonestà di fondo del cronista, una disonestà automatica e interiorizzata, come una seconda natura. La pluralità dell'informazione si riduce a pluralità della disinformazione, campane dissonanti forniscono i mezzi sicuri non già per comprendere la realtà quanto per confonderla definitivamente. Sarà pure che ogni cronista coltiva sottotraccia le sue velleità di scrittore, ma se è così lo dica, tanto vale che scriva romanzi.

domenica 25 luglio 2021

Nietzsche: volontà di potenza

Capire Nietzsche sarebbe già un'ambizione. Sempre in Umano, troppo umano, Nietzsche insiste sull'equivoco del credersi liberi:

"Guardando una cascata, nel vario incurvarsi, serpeggiare e rifrangersi delle onde noi crediamo di vedere libertà del volere e libera scelta; ma tutto è necessario, e ogni movimento matematicamente calcolabile. Così è anche per le azioni umane; si dovrebbe poter calcolare in anticipo ogni singola azione, se si fosse onniscienti, come pure ogni progresso della conoscenza, ogni errore, ogni malvagità. Anche colui che compie l'azione vive nell'illusione del libero arbitrio; se all'improvviso la ruota del mondo si arrestasse e un'intelligenza onnisciente e calcolatrice fosse là per utilizzare questa pausa, essa potrebbe raccontare il futuro di ogni essere sin nei tempi più lontani e indicare ogni traccia su cui quella ruota dovrà ancora passare. L'illusione che colui che agisce nutre su di sé, l'ipotesi della libera volontà, appartiene anch'essa a questo calcolabile meccanismo."

Ne consegue che:  

"Nessuno è responsabile delle proprie azioni, né del proprio essere; giudicare equivale ad essere ingiusti. Ciò vale anche quando l'individuo giudica se stesso. La proposizione è chiara come la luce del sole, eppure qui tutti tornano più volentieri nell'ombra e nella menzogna: per paura delle conseguenze".

Dunque: 

"Dunque l'uomo prova rimpianto e rimorso perché si considera libero, non perché lo sia".

Il non essere i responsabili delle nostre azioni, lungi dal liberare la volontà di potenza, ci terrorizza e quindi costruiamo il recinto della morale per nasconderci la verità ("la bestia che è in noi vuole essere ingannata; la morale è la menzogna necessaria perché essa non ci sbrani"). "La volontà di potenza", questo aspirare a creare nuovi valori, il sentirsi in grado di farlo sovvertendo quelli del proprio tempo. Vi fu in origine anche una volontà di potenza del Cristianesimo, quando venne a spazzare via i valori del mondo antico divenuto ormai decadente. Liberare la volontà di potenza significa lasciarla fluire, ma non spetta a noi deciderlo. Qui a confondere è il termine "volontà": non si può agire se non perché si è destinati a farlo, per costituzione, perché i tempi sono maturi ("Oh Zarathustra, i tuoi frutti sono maturi, ma tu non sei maturo per i tuoi frutti!"). C'è questa continua tensione in Nietzsche, del volere quel che si vuole, dell'essere quel che si è. E quindi parrebbe ai lettori superfluo spendere intere pagine a biasimare i deboli se questi sono destinati ad esserlo, come ad attribuire loro una colpa che per l'appunto non hanno. Ma, si sa, in Nietzsche convive il logos e l'hybris, l'apollineo e il dionisiaco, malgrado lui propendesse per Dioniso.

A seguire: l'eterno ritorno.

sabato 24 luglio 2021

La reductio a novax

La democrazia è quella forma di bon ton al quale si può derogare con ampia discrezionalità indossando l'abito giusto, è l'abitudine a cui non si fa più caso, è lì, ci assicurano che c'è, dietro al vessillo che sventola sul Quirinale, c'è e ha ricevuto gli azzurri, lo abbiamo visto alla televisione. D'altro canto tutto è stato fatto secondo regola perché "Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza". Se qualcuno osasse sollevare un'obiezione circa i motivi che hanno stabilito queste "limitazioni in via generale" e i criteri di democraticità di questa "legge che stabilisce" apriti cielo, scatta come una ghigliottina la reductio a novax: che fai, non vuoi vaccinarti? Vuoi ammazzarci tutti? Non credi alla scienza? Ti curi con l'omeopatia? Questi individui sono fra le persone più assertive e fastidiose del pianeta e infestano la rete fin nei suoi più reconditi recessi. Bisogna muoversi con gran circospezione per non incorrere nei loro strali, si muovono a sciami e le loro punturine sono il segno tangibile del loro altissimo senso di giustizia. A questo flagello non c'è rimedio, non c'è che da chiudere porte e finestre e aspettare che passi.

venerdì 23 luglio 2021

Gli sdraiati

Se un domani il plenipotenziario che sta ai piani alti si sveglia e decreta che dobbiamo rifare l'esame di quinta elementare giù di scroscianti applausi, bene! bravo! bis! gliela ha fatta ai novax! (i novax ormai c'entrano sempre, sono il dito che guarda lo stolto quando il saggio indica la luna). La stampa, in compenso, completamente sdraiata, mette il cappello dove gli dice il padrone, che non è poi niente di mistico questo padrone, è solo l'umore del momento, una specie di consensus omnium gentium e sapientium - sapientium si fa per dire - attorno a cose o persone. In fondo a noi lo stato di emergenza piace, piace avere al comando il magistrato straordinario fornito di imperium che ci bacchetta sulle dita, che ci ricorda quanto siamo stati cattivi e ci manda a letto senza cena, un popolo di cani che abbaiano e si mordono fra di loro accorciandosi di volta in volta la catena, e noi incolpevoli che ci andiamo di mezzo.

mercoledì 21 luglio 2021

Storia dei non vaccinati infami

Il non ancora vaccinato si trova in questo momento in una posizione molto scomoda, non dissimile dall'apostata che ha abiurato la religione dei padri, egli viene del tutto arbitrariamente equiparato ai novax, agli scettici, ai naturalisti, agli untori, agli adoratori dei fiori di Bach, mentre lui, magari, soffre solo di un qualche impedimento burocratico ma questo al non vaccinato non è concesso considerata la nota efficienza dei singoli servizi sanitari regionali. Inseguito dagli alpini, biasimato da Draghi in primis e dal poro Letta in secondis, sottoposto alle forche caudine dei social, Torquemada improvvisati gli cuciono su misura una gran varietà di castighi, dal pagamento del servizio sanitario nazionale, alla revoca del diritto di voto, alle righellate sui diti, io che sono cattivo avevo pensato a cose più malvagie, tipo togliergli i Lego e l'abbonamento a Netflix, che non può più guardarci le sue cacate a puntate, lo stronzo, così che perde tutti i riferimenti etici e culturali.

Nietzsche contro tutti: anche l'ateo è un cretino

È molto bello in Umano, troppo umano il capitolo Delle prime e ultime cose. Qui vi si trova un Nietzsche stranamente molto lucido, meno autocompiaciuto e quindi meno criptico, un Nietzsche molto distante dalla banalizzazione che se n'è fatta in epoca moderna. Qui viene negato il libero arbitrio (Nietzsche non crede nel libero arbitrio, inganno del cristianesimo), l'uomo non è libero di essere quel che è, essere deboli o forti è un destino, un temperamento determinato dalla nascita. Si tratta anche il tema della volontà, da dove arrivi e di come non ci appartenga, di come venga supposta senza ragione l'esistenza stessa di un "io". Parla dell'uomo del futuro ormai impossibilitato a credere in dio e nella metafisica, l'uomo tutto positivo, che crede solo al mondo fatto di atomi. Anche questo tipo di uomo, conclude Nietzsche, è un cretino. L'umanità dovrà percorrere tutta la sua strada fino ad arrivare a un grado di finezza d'ordine superiore, che non si arresti sull'ultimo gradino dello scetticismo ma che discenda ancora più a fondo, fino a scoprire le origini stesse del bisogno di questo scetticismo, di questa supposta superiorità dell'uomo razionale su quello religioso e metafisico. Sì, ma cosa ci attende dunque più in fondo? Infinite ragioni e ulteriori disincanti. Nietzsche descrive il piacere dell'uomo superiore di "sollevarsi libero e senza paura al di sopra degli uomini, costumi, leggi e tradizionali valutazioni delle cose", mentre al cosiddetto libero uomo d'azione riserva la sua derisione "poiché la "libertà" di quello è di un genere affatto particolare".

sabato 17 luglio 2021

Pollaio

Andrea Delmastro Delle Vedove, deputato di Fratelli d'Italia, ci mette in guardia da un grave pericolo insito nel ddl Zan: il ddl Zan "introduce l’identità di genere da tutelare… e questo è il motivo per cui Fallon Fox, che è un lottatore di arti marziali in America, dichiarandosi donna, combatte nei gironi femminili e sfonda il cranio in 30 secondi netti ogni volta che inizia un incontro”. Il ddl Zan sfonda il cranio alla gente. E non solo, qualsiasi figlio di buona donna, dichiarandosi donna al momento di entrare in carcere, potrebbe farsi trasferire nella sezione femminile e qui via di stupri, catcalling e imposizione della vocale neutra. Alla pedanteria del truppone arcobaleno affetto da disturbi grammaticali ossessivo-compulsivi possiamo ben aggiungere anche questa perla di Delmastro, la vecchia tattica conservatrice di evocare l'apocalisse ad ogni cambio di paradigma sociale. Almeno i fascisti, galantuomini, quando menavano rispettavano le barriere di genere. Io non li reggo più, e quelli che vogliono introdurre nelle scuole l'ora di teoria gender, e quelli che si fanno prendere dall'isteria escatologica della fine dei tempi: se ne potessero andare tutti sulla Luna e lì pigliarsi comodamente a sportellate in assenza di gravità, sarebbe un gran sollievo per la terra.

venerdì 16 luglio 2021

Pedanteria

La pedanteria con la quale ormai tutti i mezzi di informazione insistono sull'importanza del vaccino supera ampiamente i termini della contrapposizione pro vax/no vax, i toni si sono fatti paternalistici quando non addirittura arroganti, come se aver prima arato per mesi i campi dell'informazione con il pericolo di trombosi ora quella stessa gente che si era tentata di terrorizzare non fosse autorizzata ad avere anche solo un tentennamento e anzi ora lo facesse ad esclusivo danno della comunità dei sani. Si spreca l'apologo morale, e della peggior tartuferia cattolica: "#Covid, l’infettivologo Puoti: "Ricoverati non vaccinati e no vax, alcuni pentiti"." Si ammalano in prevalenza i no vax, dice, che adesso da ammalati però se ne pentono, ma noi infettivologi siamo buoni e con spirito evangelico curiamo anche le pecorelle smarrite: "Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo, ma bisogna fare festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato" (Luca, 15,31–32). Ti ringraziamo Signor Gesù Cristo, che insieme alla pandemia ci hai voluto punire anche con il flagello dei virologi e dei commissari straordinari per il contenimento dell'emergenza.

giovedì 15 luglio 2021

Gratacül

Oggi più che mai, proprio in ragione dei nuovi mezzi di comunicazione messi a disposizione dal progresso, imperano quelle che già il Leopardi definiva "ciance politiche, fatte per durare un giorno" (Pensieri, LIX). Deprecava, il nostro amabile poeta, la dismisura che si era venuta a creare fra la nitidezza e l'eleganza dei caratteri delle moderne gazzette e il degradamento dell'arte dello scrivere: "È credo che ogni uomo da bene, all’aprire o leggere un libro moderno, senta pietá di quelle carte e di quelle forme di caratteri cosí terse, adoperate a rappresentar parole si orride, e pensieri la piú parte si scioperati". E oggi non va che peggio, ormai è tutto un copia e incolla dal frasario standard di circostanza, dal campionario delle locuzioni di rito: SCATTA L'OBBLIGO. LA MORSA DEL CALDO. GIRO DI VITE. RENZI GIU, MELONI SU, RIDE L'ATALANTA (chissà perché il "giro di vite" me lo figuravo come un traffico di esseri umani e invece era metafora meccanica per intendere un cerchio che si stringe). E con che serietà dibattono nella fascia access prime time, che vuol dire poi dopo cena, attorno all'avvenimento del momento, vanno in fregola seduti in punta di scrivania per l'ultima frescaccia orecchiata al mercato del pesce, scaduta la notizia non se ne sa più niente. Io una volta pensavo che per fare il mestiere bisognava fare lo scrittore e invece bisognava fare il gratacül.

mercoledì 14 luglio 2021

Come si diventa ciò che si è

La libertà dell'individuo è l'ultimo ritrovato con il quale fingiamo di non intendere la verità, che siamo comunque legati gli uni altri da infiniti condizionamenti e da rapporti di forza e che quella che chiamiamo libertà non è che la grida che reclama il diritto di esercitare tali forze. Arriverà ad obsolescenza anche la libertà, che questa corsa al riconoscimento di sempre nuovi diritti non è che un rimandare all'infinito l'incontro con la nuda verità, che liberi non siamo e mai lo saremo, e quando lo capiremo non serviranno più nemmeno i dibattiti in Senato per concederci finalmente il beneficio di essere quel che siamo.

Friedrich Nietzsche, da Umano, troppo umano:

«...Noi pensiamo che tutti i sentimenti e le azioni siano atti di volontà libera: quando osserva se stesso l'individuo senziente considera ogni sentimento, ogni mutamento come qualcosa di isolato, cioè di incondizionato, privo di connessione: essi affiorano in noi senza collegamento con un prima o un dopo. Noi abbiamo fame ma ...non pensiamo che [è] l'organismo [che] vuole esser conservato, quella sensazione sembra farsi valere senza motivo e scopo, essa si isola e si considera volontaria» 

«lo sfrenato orgoglio dell'uomo lo ha portato a rimanere profondamente e orrendamente preso in questa assurdità. L'esigenza di "libertà del volere" ...[che] domina ancora sempre nelle teste dei semicolti, la pretesa di assumere da soli la completa ed estrema responsabilità e liberarne Dio, mondo, progenitori, caso, società... essi non vogliono abbandonare a nessun prezzo la loro "responsabilità", la fede in sé, il diritto personale al proprio merito: appartengono a questo gruppo le razze boriose.»

martedì 13 luglio 2021

Il povero

Al povero gli capitano tutte le disgrazie, non solo il suo stato di indigenza e le rampogne dei signorini di buona famiglia ma anche l'interessamento degli anticapitalisti che di lui fanno il loro caso clinico, lo elevano a concetto, lo riducono a idea trascendentale e ne testano sul lettino il sistema nervoso coi loro falcetti e i loro martelletti. La cosa migliore per il povero sarebbe sottrarsi in toto al genere umano e al suo umanesimo ma ahimè la cosa è impossibile, sicché al povero gli toccherà sempre di incarnare ora il lavativo ora la vittima del sistema di produzione perché il povero non ha scampo, il povero è venuto appositamente al mondo perché gli altri possano - debbano - farsi i cazzi suoi.

lunedì 12 luglio 2021

I due peppini

Così presi dalle vicende del pallone non ci siamo accorti del fatto politico più importante, e cioè che i due peppini hanno fatto pace. Meno male, dopo i calci di rigore era la cosa che mi teneva di più sulle spine. Com'è stato possibile che abbiano fatto pace non si sa ma è bello sapere che l'amicizia trionfa in questo momento di grande euforia per il paese. Ieri Conte era privo di visione politica e capacità manageriale, oggi Conte ha la piena agibilità politica. Domani Grillo può anche annunciare l'invasione della Polonia, tanto è visionario. Pure Travaglio s'è messo a schifarlo e urla "aridatece il Caimano!" e si sa che dove schifa Travaglio traccia un solco.

Vite spericolate

Ieri per festeggiare ci siamo fatti una spaghettata a l'una e mezza, io sulle prime ho cercato di resistere adducendo la ben note difficoltà di digestione ma poi ha prevalso la follia (licet in anno semel insanire). Poi abbiamo letto i Promessi Sposi e Schopenhauer fino alle quattro. In più fra il primo e secondo tempo ho rischiato seriamente di morire perché avevo fatto due nodi ai cordoni dei pantaloncini e mi stava scoppiando la vescica, ce l'ho fatta per un pelo. Oh ragazzi, vivere è un pericolo ma per godere ogni tanto bisogna anche prendersi dei rischi.

venerdì 9 luglio 2021

Dio ci salvi dai benefattori

C'è nell'essere sempre engagè, nell'essere costantemente impegnati socialmente, una certa voluttà, se non proprio un narcisismo del Bene, che è rivolto più a se stessi che agli altri quando addirittura non è finalizzato a un evidente tornaconto personale. Le battaglie cosiddette civili si conducono ormai per automatismi acefali, come acefali sono i luoghi comuni che ne conseguono: se sei omosessuale ti piace Raffaella Carrà, è legge scritta nella pietra. Sull'omosessuale a cui non piace la Carrà grava il sospetto dell'impostura, se sei omosessuale ti piace l'arcobaleno, sei sempre allegro e colorato, come un sambèro in un sambòdromo. Le cose non vanno meglio riguardo la questione razziale: eravamo rimasti che non esistevano le razze ma per sfuggire alla trappola dell'appropriazione culturale ogni cultura si isola sempre più nelle proprie differenze. Ci sono neri che fanno troppe cose da bianchi, dicono, il che vale a rimarcare le differenze invece di vivere semplicemente senza darsene conto. La cura è peggiore del male, l'impegno civile ha fatto tutto il giro e s'è richiuso su se stesso, come in una bolla. Assistenti civici ci insegneranno a breve in che modo dobbiamo essere omossesuali, neri, asiatici, profughi e minoranze etniche, si intende sempre per il nostro bene. Dio ci salvi dai benefattori.

giovedì 8 luglio 2021

Psicopatologia del tifo

Aspettarsi una vittoria in una partita di calcio innesca tutta una serie di fallacie psicologiche, prima fra tutte la vaga speranza che esista da qualche parte, oltre il piano sensibile, un destino riparatore di tutti i soprusi e di tutte le ingiustizie commesse ai danni di un gruppo sociale o di un'entità nazionale, e anche volendola riportare sul piano empirico la credenza che basti una partita di pallone o un incontro di boxe o partita a carte a riparare un torto o a certificare la superiorità di una idea o di un certo clan su quello dell'avversario, una questione che viene da lontano, dalle Olimpiadi greche e dalle gare di carri degli egizi e dei babilonesi, insomma la riproposizione della guerra con altri mezzi, che se è stupida la guerra lo sarà in sé anche la sua trasfigurazione, e che se la mettiamo su questo piano basterebbe anche solo far presente agli inglesi ai francesi agli spagnoli agli americani che noi abbiamo avuto l'impero romano e solo questo basterebbe a sancire per sempre la nostra vittoria a tavolino.

lunedì 5 luglio 2021

Assets

Troviamo buffo noi millennials che il papa faccia ancora notizia, il papa è un mito tenuto in piedi dall'industria dei giornaletti, come Di più, che tiene insieme il topless di Arisa e il poster di San Giovanni. Io credo che il papa sia diventato per noi italiani un asset turistico, tipo la torre di Pisa, solo il folklore ci è rimasto da monetizzare, e i freni Brembo.

mercoledì 30 giugno 2021

Un antico detto dice

Chi se curca coi pupi se susa cacato. Il pupo è Grillo, il cacato è Conte. Poi ciascuno troverà il modo di dar ragione al suo campione, che il cacato è sempre l'altro e il suo è lo statista, ma la verità è questa, che la politica è l'intelligenza abbassata al livello dei barboncini. Certo arriveranno i fascisti, perché in Italia se non sono fasci è Repubblica di Weimar, eterno appressamento al regime prossimo venturo, ma d'altronde, che fare? Questi sono i pupi, questo è il teatrino. I fatti della Storia sono tutti concatenati fra di loro, non c'è battito di farfalla che non produca il suo uragano. Certo a chiamarla Storia ci vuole del fegato, ma il tempo è galantuomo e quelli che oggi ci sembrano dei cacarozzi saranno i Mazzini di domani. E poi c'è la scienza: un sondaggio dice che oggi un partito di Conte raccoglierebbe il 15%. Certo erano gli stessi che qualche anno fa davano Renzi al 7% ma chissà che sulle ali dell'entusiasmo un domani non si possa arrivare anche all'80%, siamo italiani, restiamo creativi.

lunedì 28 giugno 2021

La biblioteca volante

Con la prepagata di babbo mi sono regalato Morte a Credito, su Kindle. Domani è il mio compleanno. Dicono che sia meno bello del Viaggio al termine della notte ma il paragone non si pone, il Viaggio è una perla irraggiungibile, un unicum, un Paganini che non si ripete. Ce li avevo già in cartaceo a Como ma la mia vita raminga, ultimamente, mi impone di portarmi appresso i miei libri preferiti. Ho già Il Mondo e Bulgakov, mi mancano Pelevin, Gadda, Savinio e Severino, mancano i Simenon, manca un po' di Bukowski che fa colore, ma è già un buon compromesso. Poi piano piano si può aggiungere. Ah, abbiamo trovato molto bello anche La vita agra, Bianciardi è come l'amico sul comodino, vien voglia di abbracciarlo. È molto bello portarsi in giro i libri nel tablet, si risparmiano un sacco di mal di schiena. Ce li leggiamo alla sera prima di dormire, a Como le leggevo i Maigret (cartaceo) in rigoroso ordine cronologico. Ci piace molto leggere alla sera. Era un po' rimasta in sospeso con Don Ciccio (Ingravallo), voleva sapere come andava a finire ma sempre su Kindle abbiamo trovato La casa dei ricchi, che è la riduzione del Pasticciaccio in termini cinematografici, non è l'originale ma almeno sappiamo chi ha ucciso la signora Liliana. Ho trovato anche delle assonanze fra Morte a Credito e i racconti de L'Adalgisa, ci stanno, Gadda e Cèline sono complementari. Non ci piacciono i libri sdolcinati. (e poi abbiamo Moby Dick che è come la Bibbia, traduzione Mondadori, traduzione Pavese e originale inglese).

domenica 27 giugno 2021

Post coitum

Sono ancora tutto elettrizzato dalla notte magica, io che d'abitudine pratico il distacco stoico e l'atarassia ma poi al gol di Chiesa mi è salito un orgasmo, un tale coitus non interruptus, che m'è sburrato fuori anche un gesto dell'ombrello e un delirio di onnipotenza per l'avvenuta conquista della Kakania e del terzo Reich che mi sono alzato dal divano con le gambe molli, come quando porti a casa un melone d'acqua nella busta della spesa e ti viene il braccino perché non sei abituato a portare i quintali. Io non c'è la fo, io la prossima partita prendo le goccine.

venerdì 25 giugno 2021

Trasvalutazione di tutti i valori

Invece il problema è serio, perché i difensori della famiglia tradizionale potrebbero essere accusati di omofobia e rischiare perfino la galera. Bisogna stare attenti alle parole, sembrano cose da poco, un poco d'aria che esce dalla bocca, ma poi ti fregano senza che nemmeno te ne accorgi. Qui si costringono i probi a combattere la battaglia con le mani legate mentre i reprobi e i contronatura vivono da eroi sotto la protezione delle leggi dello Stato, trasvalutazione di tutti i valori: e se poi critico la mise di Cristiano Malgioglio e mi becco tre anni con la condizionale? Pazienza io, ma ti immagini se capita al Papa? No, hanno ragione, bisogna rimettere mano al testo.

martedì 22 giugno 2021

Cintura nera di laicità

Una volta, diciamo una quindicina di anni fa, ero cintura nera di laicità e sulle ingerenze del Vaticano ci avrei scritto un pamphlet: ma vogliamo scherzare?! Chi attacca il Ddl Zan deve passare sul mio cadavere!! Ero io quello dietro il banchetto in piazza Duomo a manifestare per la libertà d'opinione, poi tutto questo engagement ha cominciato a stufarmi e adesso mi ritrovo praticamente sposato. Come cazzo è potuto succedere non lo so, ero lì che giocavo a Lotro e adesso faccio attenzione a piegare i pantaloni, boh. Anyway, ognuno fa quel che vuole, a chi piace la fi, a chi piace il ca, a chi piace il cu. Tuttavia: nel Levitico sta scritto testuali parole: “Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio, dovranno essere messi a morte”. E tu, caro Ddl Zan, vorresti forse mettere fuori legge la parola del Signore? (fra l'altro uno che si chiama Ddl di nome non dev'essere troppo a posto, ma lasciamo stare). E dunque, come la risolviamo? Analizziamo il testo biblico: "Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna". Mi sembra da subito evidente che ne vengano escluse le lesbiche. Tranquille, a voi non vi ammazziamo, però, per favore, prudenza, che se adesso ci mettiamo tutti a pensare alla fi il povero ca che cazzo fa? Ma ritorniamo al testo: "Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna". Ok, tutto risolto: non infilatevi niente da nessuna parte, menatevelo e basta, ciascun usando la mano di sua pertinenza. E, genitore 2, si copra quelle terga che potrebbe indurre in tentazione.

sabato 19 giugno 2021

Parafilie di nicchia

Stavo mettendo un po' di ordine nel computer e ho deciso di dividere le donne nude per categorie: donne nude che leggono Schopenhauer, donne nude che indossano cotte di mithril, donne nude che tifano per squadre di calcio con magliette girocollo e così via, perché ho davvero un sacco di manie molto particolari e tutte le volte perdo così tanto tempo a cercarle che mi passa tutto il sentimento. Delle donne con le cotte di mithril apprezzo soprattutto i tensori della fascia lata per cui ho sviluppato una vera e propria parafilia, peccato solo che si trovino così poche immagini su internet. Sto seriamente pensando di aprire un gruppo su Reddit, per ora siamo solo io e un ortopedico.

giovedì 17 giugno 2021

Per Astra ad aspera

Se chiedi all'Aifa se mischiare birra e vino fa male capace che ti risponde che basta poi berci un bicchiere d'acqua, possibilmente tappandosi il naso. Ormai siamo ai consigli di Frate Indovino, se i novax volevano conquistare i cuori e le menti non hanno che da mettersi comodi e lasciar deliberare gli organismi ufficiali. Lopalco suona la chitarra, Galli gioca a scopa, Locatelli ha segnato due gol. Tu devi avere fiducia che invece della seconda dose ti danno crema e zabaione, e savoiardi a chi ha fatto AstraZeneca, per consolazione.

martedì 15 giugno 2021

Elementi di botanica

Ma quant'è bello il fico, il fico inteso in quanto albero. Sono sceso in Calabria e la verzura rigoglie tutto intorno con la sua esplosione di forme e di colori. Il fico, con le sue grandi foglie tripartite che danno riparo ai frutti turgidi e ringonfi, come scroti. Antica e nobile pianta il fico che rifornì di braghettoni i primi esseri comparsi sulla terra: "Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi; così cucirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture per coprirsi” (Genesi, 3,7). É ruvida la foglia del fico, come una maglia di lana, che pizzicava la vasta fava di Adamo e la non meno vasta iolanda di Eva, origine del mondo. All'ombra del fico stormiscono invece i piccoli aranci, con le loro foglie allungate a forma di lancia. Allo sbocciare dei fiori si riempiono di api e quando se ne vanno al loro posto crescono i frutti, i quali non sono altro che l'ovario fecondato del fiore cresciuto a dismisura. É tutta sessuata la natura e i fiori sono i suoi genitali. Germogli verdissimi si innalzano verso il sole come peni in erezione, misteriose cavità attendono in fondo ai petali come vagine aperte. E poi ci sono i nespoli. I nespoli mettono allegria, coi loro ciuffetti di foglie similtropicali che sembrano disegnate dal Doganiere. Le nespole sono un vero nettare degli dei, dolcissime sopra ogni cosa, ma bisogna fare attenzione ai semi, scivolosissimi, che se sputati senza criterio possono finire in un occhio. Sopra i nespoli svettano infine gli ulivi. Gli ulivi sono alberi molto austeri la cui serietà incombe sul resto della piantagione come un consesso di anziani. Bella la natura, però non ci vivrei.

lunedì 14 giugno 2021

Il caso AstraZeneca

AstraZeneca andava bene finché hanno scoperto che fa morire i giovani. All'inizio hanno tentato di confondere le acque chiamandolo "Vaxzevria", che si pronuncia come "Szczęsny" ma con tre vocali in più per semplificare, però poi la verità è venuta a galla. Adesso molte nazioni hanno deciso di proibire AstraZeneca, mentre il vaccino Johnson & Johnson, quello che non fa bruciare gli occhi, sebbene non sia ancora stato proibito ufficialmente è stato deciso che possono prenderlo solo gli over 160, di cui, ad oggi, non si conoscono casi avversi. Gli inglesi, che hanno fatto AstraZeneca, sono rimasti in tre, il Premier Johnson, la moglie e la Regina Elisabetta e alla televisione fanno vedere sempre loro, ma con abiti diversi. Io a questo punto piuttosto di fare il vaccino mi faccio il ginseng, che stimola il sistema immunitario grazie alle proprietà adattogene di cui è dotato. Nel frattempo Pfizer, con tutti i soldi guadagnati, ha deciso di organizzare un openday di Viagra e di Tavor in contemporanea mondiale: affrettatevi, solo fino a domenica!

domenica 13 giugno 2021

Innocenti evasioni

Se ti capita di essere in ballo con delle pratiche, di questi tempi, alle tue rimostranze riguardo le tempistiche ti verrà risposto che è stata colpa del Covid. Sa, il Covid, non ha visto le bare di Bergamo? Sì sì, le ho viste, ho cantato anche dai balconi. E mica puoi dirgli niente, di fronte alle bare di Bergamo fine della storia. Magari la pratica, di suo, sarebbe andata comunque alle calende greche, anche senza Covid, ma una volta che il Covid te l'hanno schiaffato sul muso come giustificazione, scacco matto, il capitolo è chiuso. Se ti metti a questionare manchi di tatto, finisce che ti segnalano agli assistenti civici, col rischio che non puoi più entrare in discoteca. Vai tu a sindacare sulle tempistiche, siamo nell'ambito delle ipotesi, della potenza che non è mai passata all'atto, manca la controprova. Così sotto l'ombrello del Covid possono trovare rifugio tutte le pratiche inevase e se pensi male sei una brutta persona. Il delitto perfetto.

mercoledì 9 giugno 2021

Figure di riferimento

Dicono che ci mancano le figure di riferimento, io suggerirei il quadrato, una figura regolare con quattro angoli tutti di novanta gradi, e non si è mai lamentato. Sul quadrato puoi metterci la mano sul fuoco, puoi star sicuro che non cambia mai, il quadrato può fare il garante del mutuo. Il quadrato poggia su solide basi, come lo giri giri, dentro ci leggerai sempre SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS, che tanto son buoni tutti a scrivere parole a caso. Per esempio avrebbero anche potuto scriverci PALLA che sull'altro lato avrebbero letto ALLAP. Che significa ALLAP? Niente, è tipo il sudoku, è come il dantesco "PAPE SATAN ALEPPE", che fosse ancora vivo Eco ci avrebbe scritto uno screenplay per Christopher Nolan. Eco ci andava pazzo per 'ste cose. Insomma, il quadrato lo si prende così com'è, senza fare domande: excusatio non petita, accusatio manifesta. Da giovane prendevo come figura di riferimento il triangolo, ma non mi sono trovato bene.

sabato 5 giugno 2021

Gli uomini di scienza

A un certo punto si diffuse l'idea che l'uomo di scienza fosse per sua stessa natura intelligente. La scienza combatte l'ignoranza e la superstizione, gli scienziati sono individui raziocinanti, che parlano e agiscono secondo ragione. Grande totem dei tempi moderni, la ragione, lo strumento che aggiusta ogni cosa. Senonché venne il covid e con il covid vennero anche i virologi. Intelligenti, per carità, e competenti senz'ombra di dubbio ma con l'attitudine dei bambini dell'asilo. Inutile dirlo, ci sono preti più intelligenti seppure credono ancora in Dio (anche se secondo me non ci credono ma portano avanti la commedia), e viceversa ce ne sono anche di più stupidi. Se uno si vuole mettere a fare la guerra alla superstizione presupponendo l'intelligenza degli scienziati e la stupidità dei credenti finirà per mancare il bersaglio, d'altro canto le due cose, lo scienziato e la fede, nemmeno si escludono. Insomma, sarà la televisione che ingigantisce i difetti ma di tutta la parata di esperti e di primari che ancora ci accompagna in questa mirabolante avventura ci rimarrà come ricordo solo l'ego smisurato. Della scienza mi fido, la scienza è come la natura, che fa onestamente il suo mestiere, è sugli uomini di scienza che nutro ancora qualche dubbio.

mercoledì 2 giugno 2021

In occasione della Festa della Repubblica

Esercizio di Retorica. Tema: la Festa della Repubblica. Gli agili e scattanti Aermacchi MB-339PAN del 313º Gruppo Addestramento Acrobatico Frecce Tricolori, equipaggiati con fumogeni Made in Varese, effettuaranno oggi il loro tradizionale passaggio sopra la Capitale in occasione del 75° anniversario della Festa della Repubblica. Sul Pony 1 del Capopattuglia, in testa alla formazione, si esibirà in un balletto aereo, per l'occasione affiancato dall'astronauta Samantha Cristoforetti, il grande ballerino della Scala Roberto Bolle testè insignito dal Presidente della Repubblica della carica di Grande ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica principalmente per via della sua potente struttura pelvica. Al loro ritorno a terra, il ballerino Bolle e l'astronauta Cristoforetti assisteranno, in compagnia dei Måneskin, alla lezione di economia tenuta da un'altra nostra grande eccellenza, l'economista e Presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha lavorato all'estero e parla cinque lingue, e come lui tanti altri, cuochi, ingegneri e scienziati spaziali, alcuni di loro perfino meridionali, che hanno studiato tanto e adesso ci vanno insegnare agli americani. Sventola sempre più in alto la bandiera dell'Italia.

Segno dei tempi

I fatti: il professor Gianteresio Vattimo, detto Gianni, sarebbe stato circuito dal suo assistente personale che ora rischia il processo per circonvenzione di incapace. Il professore è intervenuto prontamente per scagionare il giovane assistente da ogni accusa, i suoi legali, a quanto si apprende, starebbero lavorando per smontare la perizia medica che lo ha giudicato circuibile. Il commento: strano destino quello del teorico del Pensiero Debole costretto a testimoniare la verità forte. E aggiungerei che se il vecchio Socrate fu accusato di circuire i giovani, al post-moderno Vattimo toccherebbe invece di esserne circuito. Anche questo è segno dei tempi.

sabato 29 maggio 2021

Storia dei Måneskin, il famoso gruppo rock

Il ricollocamento dell'Italia sullo scacchiere mondiale passa anche dalla vittoria dei Måneskin all'Eurofestival. Måneskin è una parola danese che significa "Chiaro di Luna". Il gruppo, di grande respiro internazionale, consta di quattro elementi: l'ambiguo e controverso Damiano, frontman e grande animale da palcoscenico; Carletto, con i suoi graffianti assoli di chitarra; la ficcante sezione ritmica formata dal batterista Gianpiero e dal basso ipnotico di Victoria "Skunk" De Angelis, di origini danesi, che Damiano aveva già incontrato nelle cucine del ristorante Schiavi D'Abruzzo dove i due si occupavano dei bidoni della differenziata. Nelle lunghe ore passate tra i sacchetti dell'umido e gli avanzi di tonno i due maturano la loro volontà di riscatto. Alla band si aggregano gli altri due componenti trovati grazie a un annuncio su Secondamano. Comprano i primi strumenti musicali utilizzando il bonus cultura varato dal governo Renzi, usufruiscono anche degli 80 euro ma l'anno successivo devono restituirlo in quanto risultano incampienti, partecipano con successo al Concorso Voci Nuove di Castrocaro, vincono X-Factor grazie alla sapiente guida del coach Manuel Agnelli che in loro rivede i nuovi Collage (La gente parla, Tu mi rubi l'anima). Nel 2017 esce il loro primo EP, Chosen, del 2018 è il loro primo concept album, Il ballo della vita, in cui spiccano i brani Torno a casa, Morirò da Re e la struggente ballata I take my sh*t (quando mi pare e piace). Il resto è storia: vincono il Festival della Canzone Italiana con il brano di denuncia Zitti e Buoni che si imporrà anche all'Eurofestival. Li paragonano ai Led Zeppellin ma loro volano bassi e si autodefiniscono i nuovi Rolling Stones. Sventola sempre più in alto la bandiera dell'Italia  #competenza #tenacia