giovedì 28 maggio 2026

la pratica ci insegna che le mode operaistiche, fra gli intellettuali, durano poco. Sorgono in periodi di emergenza o di depressione, quando da molti si teme, o si auspica, un repentino e decisivo sommovimento sociale. Nasce allora il mito dell’operaio sano, portatore di valori nuovi, contro il ceto medio miope e pavido, contro la classe padronale avida e corrotta. Si aspetta la palingenesi, l’avvento di forze fresche. Poi, comunque vadano le cose – e cioè sia nel caso che l’avvento avvenga, sia nell’opposto, che tutto continui come prima –, si scopre che l’operaio è fatto esattamente come ogni altro uomo, e perciò vuole esattamente quello che vogliono gli altri, in quel determinato momento storico: il frigorifero, l'utilitaria, la camicia bianca, la domestica a ore e i film di James Bond. 

Luciano Bianciardi, Non leggete i libri, fateveli raccontare

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