Concetto tanto frainteso quanto citato a sproposito, misteriosa epifania dello spirito, è una cosa molto semplice: la volontà di potenza non può soffrire l'immutabilità del passato, impotente contro ciò che fu fatto essa digrigna i denti, e allora come può la volontà di potenza avere potere anche sul passato? Vuole che il passato ritorni, ma il suo volere è sostenuto da un argomento: se il presente è il punto da cui si diparte il tempo infinito, in una direzione come nell'altra, allora per un calcolo combinatorio tutte le cose arriveranno al punto di ripetersi ancora e ancora (dato un numero finito di eventi entro un tempo infinito) per cui anche noi torneremo a vivere e la nostra volontà tornerà a rivolere.
"La misura della forza del cosmo è determinata, non è "infinita": guardiamoci da questi eccessi del concetto! Conseguentemente, il numero delle posizioni, dei mutamenti, delle combinazioni e degli sviluppi di questa forza è certamente immane e in sostanza "non misurabile"; ma in ogni caso è anche determinato e non infinito. È vero che il tempo nel quale il cosmo esercita la sua forza è infinito, cioè la forza è eternamente uguale ed eternamente attiva: fino a questo attimo, è già trascorsa un’infinità, cioè tutti i possibili sviluppi debbono già essere esistiti." (Frammenti Postumi)
Lasciamo da parte la coerenza dell'argomento, concentriamoci sulla logica di Nietzsche: se la volontà di potenza aspira infinitamente alla potenza, essere impotenti nei confronti del passato immutabile, un'immutabilità che aumenta con l'aumentare dei fatti che si accumulano nel passato, sarebbe qualcosa di inammissibile, così è ontologicamente necessario che le configurazioni della realtà debbano ritornare per essere volute e rivolute all'infinito. Questo è quel che accade ad essere fedeli al divenire fino alle sue estreme conseguenze.
"Ecco ciò che fa digrignare i denti alla volontà: l'intima pena di essa. Impotente contro ciò che fu fatto, essa per tutto quello che è trascorso è una spettatrice malevola. La volontà non può trionfare sul passato. Non poter infrangere il tempo e le brame del tempo: ecco ciò che più l'addolora." [...] "Ogni «così fu» è un frammento, un lugubre caso, sino a tanto che la volontà creatrice non abbia detto: «Ma così io volli! Ma così io voglio! E così vorrò!». (Così parlo Zarathustra, Della Redenzione)
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