Il Superuomo implica una superiorità, la superiorità stessa è la naturale conseguenza della Volontà di Potenza: tutta la vita aspira intimamente al dominio, alla superiorità sull’altro. Questa implicazione profondamente “antidemocratica”, che va contro l’egualitarismo delle società moderne, sembra rappresentare ancora un problema. Chiamare “Oltreuomo” il “Superuomo” è il modo con il quale certo pensiero postmoderno ha creduto di poter addomesticare il pensiero di Nietzsche per renderlo più idoneo al dibattito democratico. Il "Superuomo", dicono queste interpretazioni, può evocare l'idea di un uomo superiore agli altri, l’”Oltreuomo” pone l’accento sul superamento dei limiti. Ma si fa un torto a Nietzsche tentando di edulcorarne il pensiero: l’Übermensch è proprio quel tipo di uomo che vive la vita senza scendere a compromessi, egli è superiore, per definizione, i limiti che supera sono allo stesso tempo quelli della cultura borghese e democratica. Errore sarebbe tradurlo in un manifesto politico, trascinarlo nel commercio del dibattito accademico con la sua produzione di tesi e di curricula, ricorrere a lui come l’ennesimo rimedio. La superiorità è in Nietzsche esattamente quello che vuole intendere: levatura, salto qualitativo, dominio del più forte, elevazione sulla morale del gregge. La volgarizzazione pratica ad uso politico è un rischio che lo stesso Nietzsche aveva contemplato.
[in FRIEDRICH NIETZSCHE]
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