domenica 3 maggio 2026

NIETZSCHE, spiegato

Da destra a manca tutti hanno banchettato con il pensiero di Nietzsche, nugoli di professori gli sono saltati in groppa per farsi dare un passaggio, a seconda dell'occasione ora lo si è voluto ideologo del nazismo ora leader del '68: è ora di dire basta. 

Il maggior merito di Nietzsche sta nell'aver dissezionato i grandi miti del moralismo occidentale e averne scoperto gli altarini, rivelando i motivi egoistici, “umani, troppo umani”, che vi stavano alle spalle. Da lì in poi, quasi fosse stato punto da una vespa, è stata tutta una corsa verso il precipizio, tra roboanti invii di fulmini e saette e immedesimazioni in deità greche e medio-persiane. 

Decretò profetico la morte di Dio, rovesciò il bene nel male, volle l'eterno ritorno dell’eguale, perché se il tempo si estende in avanti e indietro all’infinito, allora per logica combinatoria tutti gli eventi finiranno prima o poi per ripetersi identici e noi di conseguenza per ritornare in vita, ancora e ancora.

Scoperto lo spirito dionisiaco ne fece un martello pneumatico, prese a martellate tutti gli immutabili, sulla par destruens del nichilismo passivo innestò il maglio del nichilismo attivo: se tutto è stato distrutto ora è il tempo dell’uomo che crea da sé i propri valori, è tempo del superuomo. Profezia: verrà un giorno in cui… (scimmie che cadono in equilibrio precario su un filo teso, sdeng!).

Ma se l'uomo crea da sé i propri valori, ormai aperto lo spazio al suo agire (tutto è caos, il mondo è una pagina da scrivere), allora può volere quel che vuole, che non è lui a volere, s'intende (il libero arbitrio è invenzione da preti per angustiarci col senso di colpa), ma la sua volontà: dobbiamo volere il nostro destino, prendere la via della forza, salire sul treno della volontà di potenza. 

I deboli, detto en passant, complottano contro i forti, li temono, per cui con spirito giudaico (e ti pareva), mossi da ressentiment, se le inventano tutte per farli passare per cattivi, loro, i forti par excellence, che della loro forza sono costretti a vergognarsi, poverini (anche Socrate era ebreo, sicuro, lo si vedeva dal naso).

Così accadde che un bel giorno, scrutando in Piazza Carlo Alberto dentro un abisso (certe buche, signora mia!) ci finì dentro anche lui, ma niente paura: ritorneremo, prima o dopo.

P.S.: dopo la sua morte fu fatto santo, cooptato dai nazisti e poi rivalutato dai post-modernisti, pubblicato da Adelphi, assurto a fenomeno pop, divinizzato dagli psicanalisti, citato come maestro dai pensierodebolisti, lui che i deboli non li poteva soffrire, ma si sa, devi avere un caos dentro di te per far fiorire una stella che balla [rumore di ossa che si rivoltano dentro la tomba]

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