Da rilevare che i principali tentativi di affermare o negare l'esistenza di Dio attraverso la ragione sono tutti petizioni di principio, atei e credenti accomunati dalla stessa impotenza. Abbiamo la posizione di Sant'Agostino: "credo ut intelligam, intelligo ut credam" (credo per comprendere, comprendo per credere). Serve un atto di fiducia per permettere di accendere la scintilla, ma poi il fuoco si tiene vivo con la ragione. Prima si pone Dio come esistente e poi si va alla ricerca della conferma che esiste, così anche il tomismo (verità della rivelazione superiore a quella di ragione): petizione di principio. Ora l'argomento di Wittgenstein: il linguaggio descrive il mondo, una proposizione ha senso solo se è possibile determinare le sue condizioni di verità: su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere. Se ci appelliamo al principio di verificazione allora è chiaro che Dio non si verifica: petizione di principio. Prima si pone il terreno su cui deve avvenire la verifica, e poi si verifica che su quel terreno non avviene verifica: hanno deciso prima ciò di cui non si può parlare, ma tacere non è un confutare.
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