C'è un tempo di internet in cui siamo tutti epigoni della contestazione giovanile comodamente collegati dal tablet e dal cellulare. C'è un tempo di internet in cui siamo tutti liberal, progressisti, libertari, rispettosi delle minoranze (sorvolando su quanto sia irrispettoso e oltretutto razzista indicarle benevolmente come minoranze). C'è un tempo di internet in cui finalmente smettiamo di fare i bravi e magari iniziamo ad esserlo veramente. Riempitisi le bocce con l'accoglienza dei migranti, la maggioranza di questi accoglienti storcerebbe il naso ad invitare a pranzo il lavavetri trovato all'incrocio, e anche qualora lo facessero, lo farebbero per segnalare a se stessi e agli altri la loro azione virtuosa, non per un genuino trasporto umano. Ravvolti come siamo nei nostri civilissimi costumi, di questo genuino trasporto umano si sta perdendo in noi ogni traccia.
sabato 20 luglio 2024
Bertrand Russell, ahimè, gode di buona stampa, ma non posso perdonargli la meschinità con la quale liquida il pensiero di Nietzsche in quella raffazzonata accozzaglia di lezioncine filosofiche che è la sua Storia della filosofia. Ahimè ha vinto per giunta un Nobel per la letteratura, quando si sa che in fatto di letteratura anche solo un Gadda o un Céline potrebbero cagargli in testa su tutta la linea. Ma si sa, il Nobel è una faccenda politica, e Russell era a quei tempi un mito della contestazione giovanile. C'è nel giudizio su Nietzsche il pregiudizio del filosofo analitico nei confronti dei continentali e l'accusa assai trita e cretina di aver ispirato il nazismo. Bertrand Russell è un cretino. Il che non vuol dire che non sia anche intelligente, si può essere molto intelligenti e anche cretini, e questo è proprio il caso di Bertrand Russell.
venerdì 19 luglio 2024
Eppure, e non lo dico per semplice polemica, l'idea che esiste un mondo materiale che viene poi tradotto in immagini mentali da certi organi di senso essi stessi materiali e che per giunta fanno da ponte fra quello stesso mondo materiale e il fantasmatico mondo sensoriale, non è supportata di fatto da alcuna evidenza empirica. E ve lo dice uno che quando sente dire "corpi intermedi" pensa subito a qualche diavoleria spiritica.
giovedì 18 luglio 2024
Ne abbiamo parlato così tanto, lasciate che ve li presenti: eccoli qua, gli amori di paparino loro, una piantina di basilico e una di prezzemolo, l'erba cipollina invece non è potuta entrare nell'inquadratura ma vi manda lo stesso tanti saluti (forse fa in tempo a spuntarne un zic in alto a destra).
Io Dioniso? Al massimo un fauno con la sciatica, ma rileggersi Nietzsche dopo vent'anni di filosofia lasciata sedimentare, liberato finalmente dal bisogno di trovare delle risposte, rileggersi Nietzsche e Schopenhauer è per me un piacere pari al bicchierino di passito che di tanto in tanto mi concedo fra una boccata di Red Virginia e l'altra. Ora comprendo lo Zarathustra, chiedermi anche il superuomo sarebbe un tantino esagerato, al massimo una corda tesa fra l'uomo e il diclofenac.
mercoledì 17 luglio 2024
"La fine dello scorso secolo è stata l’epoca d’oro dell’etimologismo. Devoti alla dea Ragione, gli uomini s’illusero di aver toccato con mano la Verità. Fu un momento di gioia piena, orgogliosa, trionfante. Poi, a poco a poco, e mentre le concioni degli ‘illuminati’ e gli zum-zum delle filarmoniche echeggiavano ancora nel cielo senza Dio, la delusione cominciò a minare quel terreno in apparenza così solido. E quello che in principio sembrava l’aurora di una vita nuova e lucidissima, non era invero se non il segno che corri corri, arranca arranca, la civiltà settentrionale era arrivata su un binario morto."
Savinio, Alberto. Nuova enciclopedia (p.124). Adelphi.
lunedì 15 luglio 2024
Sembra tutto una sciocchezza ormai, hanno sparato a Trump, ci fanno sopra un meme e passano alla prossima stronzata, ormai informarsi su internet è come andare all'ortofrutta, che ti va oggi, un po' di Biden? Ma sì, vada per un po' di Biden, una fregnaccia su Biden e via, avanti il prossimo. Che poi la salute di Biden fino a ieri era argomento di destra, argomento indicibile, argomento populista, ora che pure George Clooney (sì, George Clooney, il pediatra di E.R - Medici in prima linea) s'è pronunciato, fra i democratici è tutto un "eh be', si vede che è vecchio, si deve ritirare". Quando attaccano con una fola non la finiscono più, il bullismo dei mezzi di informazione organizzati in spedizione punitiva, una volta che ci capiti sotto sei fritto, da oggi l'abilismo su Biden è consentito anche a sinistra: vai con la merda. Faccio bene a dedicarmi al mio prezzemolo.
domenica 14 luglio 2024
Al sud la natura è aggressiva, la natura ci vuole morti. Non siamo assediati solo dal caldo, dall'arsura e dalla mancanza d'acqua (la quale acqua ci assedia invece sottoforma di immancabile afa), ma frotte di insetti cattivi ci fanno la posta dalle finestre chiuse per entrare e divorarci nel sonno. Insetti simili a vespe che qui chiamano cudilonghe iniziano a ronzare fra persiane e vetri fin dalla mattina e ronzando e urtando contro i vetri ci svegliano ricordandoci che là fuori ci attende un mondo ostile, che non siamo i benvenuti, che là fuori comandano loro e vogliono entrare e invadere anche lo spazio degli uomini civili così faticosamente e artificialmente sottratto al dominio degli imenotteri. Già nei miei incubi mattutini vedo il mio corpo delicato e muliebre di maschio settentrionale divorato vivo da questi operosi assassini che non conoscono il riguardo che si deve al baygon e alle zanzariere. I corpi di qui, temprati dalle alte temperature e ancestralmente addestrati agli assalti della natura ostile, non sembrano darsene cura, dovrò al più presto rinforzarmi anch'io, o non ne uscirò vivo.
venerdì 12 luglio 2024
"l'uomo moderno soffre di una personalità indebolita. Come il romano dell'epoca imperiale [...] perdette se stesso sotto l'irrompere delle cose straniere e degenerò in mezzo al cosmopolitico carnevale degli dèi, costumi ed arti, così deve accadere all'uomo moderno, che si fa preparare di continuo dai suoi artisti della storia la festa di un'esposizione universale; è diventato uno spettatore gaudente e peregrinante, ed è caduto in una situazione dove perfino grandi guerre e grandi rivoluzioni possono cambiare a malapena qualcosa per un momento. Ancora non è finita la guerra, e già essa è convertita in carta stampata in centomila copie, già gli viene presentata come nuovissimo stimolante al palato estenuato dei bramosi di storia." "così l'individuo si fa esitante e insicuro [...] sprofonda in se stesso, nell'interiorità, cioè in questo caso nel deserto accumulato delle cose apprese che non agiscono all'esterno, dell'erudizione che non diventa vita."
Nietzsche, Sull'utilità e il danno della storia per la vita
lunedì 8 luglio 2024
sabato 6 luglio 2024
Prima regola di una piantina felice: trovarle il posto giusto, questo perché, a differenza dei gatti che quando hanno freddo si appallottolano sui cofani e quando hanno sete bevono dal water, le piantine, ad esclusione dei trifidi, non deambulano autonomamente, a meno che assieme alle radici non deambuli anche il terreno circostante, ma questo dopotutto è un fenomeno raro e se vogliamo anche catastrofico. Altro aspetto importante è l'irrigazione: stamattina le piantine mi chiedevano il Polase, si erano sdraiate afflitte nei loro vasi sudari stremate dall'afa mattutina, innaffiate, ora sfidano baldanzose la legge di gravità come le poppe di Dolly Parton: missione compiuta. Le succulente, diversamente, sono i cammelli del regno vegetale, le loro poppe, pardon, le loro foglie carnose, grazie ai loro parenchimi acquiferi, trattengono tutta l'acqua di cui hanno bisogno, e in emergenza, come i radicali, possono riciclare anche la propria pipì. Queste sono le basi, il vostro apprendista giardiniere vi dà appuntamento alla prossima puntata.
venerdì 5 luglio 2024
Il mondo dell'informazione è così laido che ogni volta che ascolto o guardo un notiziario poi sento il bisogno di lavarmi le orecchie e riposarmi gli occhi, andrebbero guardati con gli occhiali scuri, ascoltati con i tappi di cera, oppure proprio non ascoltarli affatto e vivere la vita beata delle piante e godere della luce e della fotosintesi clorofilliana, senza coinvolgimento in questioni che pensiamo debbano richiedere un nostro pronto intervento etico-morale: il femminicidio, le guerre, il cambiamento climatico. Io personalmente non ammazzerei nessuna femmina, non provocherei nessuna guerra, non cambierei nessun clima al mondo, mi accontenterei che piovesse, che so, almeno una volta a settimana, una pioggerellina corroborante come un massaggino shiatsu, giusto per dissetare l'erba cipollina, e per il resto mi ritiro umilmente nella mia irrilevanza, sordo alla cacofonia del mondo.
lunedì 1 luglio 2024
Appunti nietzschiani: Lo Spirito della Tragedia
Se non ora, quando? Era questo il momento di riprendere Nietzsche attingendo dall'originale invece di farselo spiegare sempre per interposta persona. Ho portato a termine la lettura de La Nascita della Tragedia e mi sono talmente immerso nell'esperienza estetica, immerso nel clima del romanticismo tedesco, che pur con questo caldo mi è spuntata una redingote e tuttavia anche un chitone corto al ginocchio, alla moda di Odisseo. In questo libro è il giovane professore universitario Nietzsche che scrive con lo sguardo rivolto a Wagner e a Schopenhauer, la tesi è che la bella tragedia attica di Eschilo e Sofocle emerga dallo spirito musicale di Dioniso mediato dal necessario contrappunto logico-formale dell'apollineo. Dionisiaca è dunque la pura intuizione artistica, l'infinita forza vitale da cui tutto sgorga in grado di mettere in relazione l'individuo con il Tutto (in pratica la Volontà di Schopenhauer), apollineo è il moto intellettuale che racchiude quell'infinito nella bella forma codificata. Ma ahimè, a un certo punto giunge un corruttore, un distruttore di quell'eccellente equilibrio, il suo nome è Socrate.
"il prototipo dell'ottimismo teorico che, con la menzionata fede nell'attingibilità della natura delle cose, concede al sapere e alla conoscenza la forza di una medicina universale e vede nell'errore il male in sé." "Perfino i fatti morali più sublimi, i moti della compassione, dell'abnegazione, dell'eroismo [...] derivano secondo Socrate e i suoi seguaci o simpatizzanti fino ad oggi, dalla dialettica del sapere, e sono considerati in conformità come apprendibili."
Quella di Socrate è dunque la corruzione dell'intellettualismo che limita la disposizione alla grandezza, un superficiale richiamo alla ragionevolezza che opera in nome del principio morale e moralizzatore, l'eruditismo ottimistico contrapposto alla conoscenza tragica vissuta sulla pelle dal greco antico.
Qui Nietzsche, egli stesso ottimista, non nasconde però la sua speranza che il vero spirito tedesco si stia infine risvegliando, incorrotto nella sua grandezza e portatore di antichi miti, per mezzo della musica di Wagner, e che essa possa spazzare via tutto il socratismo della vita moderna, speranza vana e come vedremo destinata ad essere disillusa (rottura con Wagner nel frattempo convertitosi al cristianesimo, ennesima emanazione del socratismo).
[continua]
venerdì 28 giugno 2024
Il basilico, poverino, appena sta un po' al sole s'ammoscia tutto, poi, a forza di innaffiarlo, verso sera trova la forza di rialzarsi, gli si riempiono di linfa tutti i corpi cavernosi e si raddrizza, che è un piacere prenderlo in mano. Io lo tocco sempre, mi piace quell'aroma fresco e un po' mentoso che lascia sulle dita, e anche il rosmarino, ho scoperto che sa di bagnoschiuma Felce Azzurra. Infatti il rosmarino officinalis fa parte del genere salvia, il suo nome vero è salvia rosmarinus, o rosmarinus officinalis, il che depone a favore della teoria che si tratta di una pianta artificiale, prodotta in officina, per l'appunto. Quando raccolgo i fichi, invece, mi guardo prima in giro per vedere se c'è qualcuno che mi sta osservando, mi pare di tirare i coglioni ad un passante, "mi scusi, devo sentire se sono maturi... mmm, no, non sono ancora pronti"; e quando li mangi, che ti credi, sembra proprio di leccare una... per lo stesso motivo non mangio le banane. Preferisco la frutta già processata e ridotta ad essenza industriale, svuotata della sua carica sessuale. Chi vende banane, per esempio, dovrebbero chiudergli il negozio, inutile mettere un limite al porno se poi basta entrare in supermercato per essere sopraffatti dai cetrioli. La natura è sudicia, altro che frociaggine nei seminari, si pensi piuttosto a tutte le suore, le suorine e i fraticelli che proprio in questo momento stanno prendendo in mano nel segreto della loro clausura e con la scusa dell'ora et labora, zucche, zucchine, melanzane e pisellini, è una guerra persa con tutti questi adescamenti predisposti dalla natura.
martedì 25 giugno 2024
Quanti affitti ho pagato nella mia vita, le mie pigioni, alzarsi presto, dormire tardi per guadagnare un po’ di tempo allo studio, alle fioche luci delle candele di sebo, alla sera leoni, la mattina… sveglia alle 7:00, richiamo alle 7:30, ancora cinque minuti, tutto calcolato, come Fantozzi: tè, fetta di torta fatta in casa, me la preparavo la domenica, poi evacuazione mattutina. Avevo abituato il corpo ad obbedirmi, ricordo delle colonie estive quando si cacava come uccellini fra due burrasche, estote parati. D'inverno il saluto al sole che avremmo rivisto la mattina seguente, come al polo nord, sei mesi di buio, tornare a casa alle 18:30, senza luce, a whiter shade of pale, dei Dik Dik. E poi le mie colleghe, solo raggio di sole nelle tenebre, poi d'estate, quando si mettevano i sandali… ero ingrassato di 15 chili, sembravo l'omino Michelin ma conservavo un mio fascino, beato fra le donne, come il Tannhauser di Wagner. Tutto perduto.
«Gustin», gli feci, «tu mica sei sempre stato così rincoglionito come oggi, abbrutito dalle circostanze, il mestiere, il bere, le sottomissioni più funeste… Te la senti, per un momentino, di tornare alla poesia?… di fare un salterello di cuore e di minchia alla lettura d’un’epopea, tragica certo, ma nobile… sfavillante!… Te ne credi capace?…»
lunedì 24 giugno 2024
Potete dirmi per favore come si chiamano in italiano le pagliuzze che svolazzano nel fuoco? Mi ricordo che c'è un nome preciso, nel nostro dialetto del basso mantovano si chiamavano per esempio "falistre", per esempio "falistra" (voce del verbo "falistrare") quando comincia a nevicare e svolazzano tutto intorno le scagliette gelate che preannunciano il fiocco vero e proprio. Oppure scopriamo che si chiamano proprio pagliuzze e abbiamo risolto il caso.
Cioè, per Roberto Baggio è arrivato perfino il RIS di Parma, se avessero rapinato a me mi avrebbero guardato come un Pasquale Ametrano qualsiasi e mi avrebbero detto con un sorrisino di compatimento: "ci hanno rubato i Rolex? Eh, lo fanno, lo fanno...". Fortuna che io ho preferito investire in libri di Nietzsche, che tra l'altro non li voleva nemmeno la biblioteca, gratis. È incredibile come i libri non valgano niente. Mi sono interessato alla cosa per via del trasloco, ho dovuto scartare mezza libreria, così sono andato al Libraccio che aveva una grande insegna sulla vetrina che diceva: "Porta qui i tuoi libri usati, te li paghiamo!", sì, come no, pubblicità ingannevole. Erano disposti a pagarmi solo quelli di De André con le foto per via degli studentelli di sinistra che si fanno le pippe coi cantautori del passato, ma tipo due euro... Dio che gente spregevole che si trova nelle librerie. Non erano i miei libri ad essere brutti, sono loro che sono delle brutte persone. È una cosa che mi ha ferito profondamente.
domenica 23 giugno 2024
"paterna felicitazione per il dono della pace e della vittoria con il quale Dio si è degnato di coronare l'eroismo cristiano [...] I disegni della Provvidenza, amatissimi figli, si sono manifestati ancora una volta sopra l’eroica Spagna. La Nazione eletta da Dio come principale strumento di evangelizzazione del Nuovo Mondo e come baluardo inespugnabile della fede cattolica, ha testé dato ai proseliti dell’ateismo materialista del nostro secolo la più elevata prova che al di sopra di ogni cosa stanno i valori eterni della religione e dello spirito. [...] A Voi particolarmente, Venerabili Fratelli nell’Episcopato, spetta di consigliare gli uni e gli altri affinché nella loro politica di pacificazione tutti seguano i princípi inculcati dalla Chiesa, e proclamati con tanta nobilità dal Generalissimo, di giustizia, cioè, per il delitto, ma di generosa benevolenza verso coloro che hanno errato."
venerdì 21 giugno 2024
Digressione un po' breriana sul mondo dell'ars pedatoria (sto leggendo in questi giorni un libro di Brera, I campioni vi insegnano il calcio). Avevano chiamato Spalletti in nazionale per ripetere il miracolo di San Gennaro, ma i miracoli, proprio per loro stessa natura, sono dionisiaci, unici ed estemporanei, e solo sotto il Vesuvio, sotto la spinta apollinea della società civile, si possono ripetere uguali nel tempo (sto leggendo anche La nascita della Tragedia dallo spirito della musica). Credo che una nazionale così brutta non si è vista nemmeno ai tempi di Ventura, o forse sono io che ricordo male. Con la Spagna eravamo sempre in ritardo, asincroni rispetto ai tempi di gioco imposti dagli avversari, e non valga nemmeno il discorso della scarsa qualità degli interpreti perché nel calcio chi non ha testa almeno deve avere gamba. Spalletti ha una sua sintassi tutta particolare, una sintassi sofferta: "La chiave del problema è sempre la stessa, eravamo sotto il livello per reazione, per accompagnare l'azione, per rientrare", tradotto, "non abbiamo visto la palla". Ma non credo nemmeno che sia solo un problema di freschezza fisica, sotto la quale si vogliono nascondere molto astutamente guai più seri, credo ci sia una certo problema di frenesia nel palleggio, l'idea spavalda che dobbiamo dominare il gioco, una certa sovrastima delle nostre possibilità, e in ultimo una confusione anche tattica, una difesa a quattro invece che a tre, dove i nostri vari Bastoni, Dimarco e Barella, abituati al formidabile 3-5-2 di Inzaghi, finiscono per perdersi come pesciolini in un acquario troppo grande. A parte gli ultimi europei, quelli vinti da Mancini per un miracolo per l'appunto unico ed estemporaneo, l'Italia del calcio ha sempre vinto con il gioco all'italiana, per cui credo provocatoriamente che la nazionale italiana sia da consegnare oggi stesso a Massimiliano Allegri, il re del corto muso, con buona pace degli esteti e dei folgorati sulla via del tiqui-taca (bravo Calafiori, abbiamo trovato uno stopper, irritante Scamacca, piuttosto mettiamo un falso nueve, piuttosto chiamiamo dal Cosenza Tutino che da queste parti sta facendo sfracelli).
martedì 18 giugno 2024
Mi mettono una fiacca le prime ondate di calore che non vi dico, mi ci vogliono giorni prima di abituarmi alle mutate condizioni igrometriche, ogni volta rischio la vita. Anni fa potevo saltare due e trentasette come Tamberi alle due del pomeriggio, oggi mi sciolgo sul terrazzino come spuma al sole. Viste le eccezionali condizioni climatiche si raccomanda di bere un litro d'acqua ogni n secondi per evitare l'istantanea liofilizzazione dell'organismo. Oramai l'atmosfera terrestre è più venefica di quella venusiana dove pure imperversano piogge acide corrosive e le elevate temperature farebbero bruciare spontaneamente ogni oggetto a pressioni paragonabili a quelle delle profondità marine, Fossa delle Marianne, Fossa della Tonga e delle isole Aleutine comprese. Le mappe di internet hanno terminato il rosso e il magenta è in via di esaurimento. Penso a quei poveretti che lavorano sotto il sole, da socialista io farei una legge che li esenti dal lavoro dalle 13:00 alle 17:00 per tutto il periodo estivo, e diametralmente che gli proibisca di recarsi in spiaggia. Va anteposta la salute delle persone allo sfruttamento commerciale delle coste impedendo l'accesso alla battigia tramite posa di filo spinato e cavalli di Frisia. Ma ritornando a noi: posta un'umidità del 115% e applicando sull'avambraccio e sulle gambe due elettrodi su cui sono montati due tamponi assorbenti e due gel contenenti pilocarpina la possibilità che il corpo, esposto all'esterno, imploda all'istante impossibilitato a traspirare da ogni suo poro sono salite del 350% negli ultimi 70 anni. Fa pensare.
domenica 16 giugno 2024
Perché da giovani ci appassionava tanto Nietzsche? Be', perché innanzitutto scriveva bene. Questo è un tratto che Nietzsche ha ereditato dal suo primo maestro Schopenhauer. Era anche spiritoso, per giunta, non spiritoso come Schopenhauer, ma c'era una certa vena umoristica. E poi perché Nietzsche è il genio incompreso che siamo stati tutti noi genî incompresi a quell'età. Ci sentivamo spavaldi con Nietzsche sotto il braccio. Me li sono portati tutti i miei Nietzsche, si sono fatti un viaggio di 1000 km via FedEx, gli Adelphi gialli con la copertina ruvida. Andavo a comprarli apposta a Milano, alla Feltrinelli che c'era in Galleria. Milano, sì, un altro mio grande rimpianto assieme a Como. Avrei voluto finire l'università a Milano, ma ero troppo timido, ed era troppo grande Milano. Vorrei ritornare a vivere al nord, a Como, e a Milano. Chissà, magari un giorno, con una misera pensioncina, in un microlocale, come quelli di Hong Kong. Nietzsche ovviamente e ampiamente frainteso, magari piegato alle ragioni del postmoderno, che è come dire le fettuccine Alfredo, una schifezza. Mi impegnerò a rileggermelo Nietzsche, vi farò sapere.
giovedì 13 giugno 2024
Adesso c'è la vita coniugale che mi appassiona e mi basta, non ho più bisogno della politica, anzi, ho passato tutta la lunga campagna elettorale europea disinteressandomi beatamente degli incresciosi fatti e delle deplorevoli dichiarazioni, non seguo un telegiornale da settimane, e anche se mi capita mantengo nei suoi confronti lo sguardo vitreo della mucca che guarda passare i treni. Al contrario di quel che si può pensare non si tratta di un arretramento quanto piuttosto di un avanzamento dell'assennatezza personale, mi sento leggero, sgravato dalla tossicità delle cretinerie del giorno. Mi ha fatto ridere Bergoglio, questo sì, perché è un mattacchione, però non c'è più Berlusconi, non ci sono più i grandi caratteri di una volta, questi che ci sono oggi non mi piacciono, non mi dicono niente, non mi appassionano più.
sabato 8 giugno 2024
I cosentini, all'epoca conosciuti come brettii o bruttii, erano un popolo assai orgoglioso e bellicoso, avevano vinto una guerra contro i lucani e si erano stabiliti alla confluenza dei fiumi Crati e Busento sul monte Pancrazio e qui vi avevano fondato la loro città, Cosentia, a significare il raggiunto consenso con i lucani, con i quali fondarono una lega. Qui avevano prosperato e si erano allargati fino a raggiungere a sud la città di Regium e a minacciare le città della Magna Grecia. Quando arrivarono i romani, però, i cosentini dovettero arrendersi, e tuttavia continuarono nei secoli ad approfittare di ogni minima rivolta contro il potere centrale di Roma alleandosi ogni volta con i suoi nemici: Pirro, Annibale, perfino Spartaco. Sconfitti ogni volta, persero sempre più la loro autonomia e dovettero sottostare alle più crudeli umiliazioni. A Cosenza, in pieno disfacimento dell'impero romano, arriva Alarico di ritorno dal saccheggio dell'Urbe, e qui vi muore, sepolto alla confluenza dei due fiumi assieme al suo tesoro. Un moderno monumento equestre è oggi posto a memoria del molto ipotetico luogo della sua sepoltura all'ombra della Chiesa di San Francesco da Paola. E qui finisce il momento Ulisse - il piacere della scoperta.
venerdì 7 giugno 2024
E cosa credi, gli inverni in Insubria passati coi piedi gelati, gli stessi, del resto, passati ai piedi della Silva Brutia, per via del clima, sì, ma anche dell'atenololo ("sensazione di freddo intenso a mani e piedi"). Ricordo l'inverno passato a Como da unici inquilini del condominio tra due strati di appartamenti disabitati e freddi, la temperatura non si alzava mai più di 17 gradi anche col termostato a 30, era il tempo della pax merkeliana quando il gas costava quanto una gazzosa, non ci facevamo caso. Nemmeno lo scaldino poteva rimediare, anzi, per proprietà adiabatica raffreddavo anche quello, trasferivo a lui il freddo coi piedi più di quanto ricevevo in calore. Dio solo sa quanto mi costa cambiare le mie abitudini, l'abitudine alla mia città, bionda e bella come i figli dei ricchi, addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana!
mercoledì 5 giugno 2024
Cacciato dalle sue terre, discriminato in base al censo, esiliato, l'insubre filosofo ripara offeso in Magna Grecia dove tutto è un magna magna, però non riesce più a mettere su un chilo, ormai pesa meno degli scatoli ("scatolo" è meridionalismo che sta per "scatolone"), l'è magar agmè 'n ciò (è magro come un chiodo), ha le gambine secche secche chi par du spròc (che sembrano due rametti), forse ha un male che lo divora dal di dentro ma non ci vuole pensare: ducunt volentem fata, nolentem trahunt.
