Da due soli semini germogliati è spuntato un intrico di nasturzi che si propagano in tutte le direzioni, dalle informazioni contenute in due minuscoli semini per giunta seccati, ma del resto l'informazione non occupa spazio, non viene toccata dallo stato in cui si trova la materia, la precede. Ci dev'essere qualcosa nel seme, una memoria o il principio di una semplice regola che permette alla pianta di svilupparsi poi secondo le regole sue proprie, forma e struttura delle foglie, dei fiori, dei semi a loro volta prodotti dalla pianta. Meditando sui semi si medita sulla metafisica: l'entelechia dei nasturzi (l'entelechia, va spiegata, si riferisce alle qualità che sono potenzialmente contenute nelle cose e che si attualizzano mano a mano che si sviluppano). Cosa si cela dietro al fenomeno rappresentato, qubit, atomi di informazione che dettano alla materia il modo in cui deve manifestarsi. E inoltre: quale prodigio miracoloso trasforma la cosa materiale in sensazioni immateriali? Domande affascinanti a cui i filosofi moderni hanno dedicato volumi di riflessioni.
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