L'ammaestramento etico

La filosofia non necessariamente dev'essere ammaestramento etico, anzi è cattiva abitudine pretendere dalla filosofia, come si fa oggi, che dia risposte in senso etico e morale, come se non potesse più dare risposte in altro senso e quindi tanto vale trovarle un'occupazione: che si occupi del buono e del giusto. La filosofia non è un manuale di buona educazione. Per giunta i principi morali, per tanto che li si voglia far valere, si vede bene che non sono vincolanti, nessuno li segue per logica necessità. È quasi gentiliana quest'idea che si possa insegnare la morale. Per l'attualismo gentiliano il pensiero è produzione stessa della realtà, dunque l'uomo non è già fatto dalla nascita, ma si fa attraverso l'educazione, educarsi significa dunque generare il proprio spirito e, di conseguenza, il proprio mondo. Dall'altra parte, la gramsciana egemonia culturale: il dominio borghese si mantiene attraverso il consenso, e quindi è necessario costruire una "contro-egemonia" che crei un nuovo senso comune, un nuovo consenso. Oggi diremmo soft power. La persuasione è un espediente, ma condotto a fin di bene: il principio morale viene creato ad arte, diventa un artificio. Difficile in tutto questo lavorio scorgere il giusto bene se poi ciascuno se lo fabbrica a suo piacere e in vista dei suoi scopi.