giovedì 11 agosto 2022

C'è uno spending reviewer, un virologo e un italiano

Ottant'anni dal ventennio e trenta dalla fine dell'Unione Sovietica e basta una campagna elettorale condotta in ciabatte che siamo di nuovo a fascisti contro comunisti. Anche perché idee poche e in compenso confuse, per non dire dei programmi, roba raffazzonata alla bene e meglio e senza voglia che nemmeno una ricerchina sulla fotosintesi clorofilliana l'ultimo giorno di scuola. In mancanza d'altro allora daje con la Costituzione in pericolo, i fascisti, i comunisti pedofagi, Orban, Putin, Mazeppa e Chiang Kai-Shek (questi ultimi troppo ignoti per essere citati). Un'accozzaglia di sfessati mai vista. C'è uno spending reviewer, un virologo e un italiano, lo spending reviewer fa: "questa è la mia casa e davanti c'è un campo di margherite", e gli altri in coro "e noi ci caghiamo sopra!". Poi viene il turno del virologo: "questa è la mia casa e davanti c'è un prato di tulipani", e gli altri in coro "e noi ci caghiamo sopra!". Quando viene il turno dell'italiano fa: "questa è la mia casa e davanti c'è un campo di ortiche", e lo spending reviewer e il virologo in coro: "E noi ci caghiamo sopra!". E allora l'italiano risponde: "e voi vi brucerete il culo!", e tutti giù a ridere.

mercoledì 10 agosto 2022

Rapinese sindaco

Il fatto di cronaca: un senza fissa dimora di nazionalità pakistana violenta e aggredisce dentro una cabina del telefono, sotto minaccia di una bottiglia rotta, una senza fissa dimora di origini bulgare, proprio davanti al tribunale. Il sospettato viene riacciuffato poco lontano e tratto in custodia. Il primo cittadino comasco, testé eletto come indipendente contro il magna magna dei partiti politici, dà sfoggio di testosterone affermando che certa gente andrebbe confinata in Barbagia. Levata di scudi della locale sezione barbaricina di Fratelli d'Italia che non eccepisce sul giudizio lapidario nei confronti del sospettato quanto sul fatto che la Barbagia venga ridotta a colonia penale per stranieri e violentatori, quindi le pronte scuse del primo cittadino, che lui la conosce come le sue tasche la Barbagia, che lui ci va sempre in vacanza, anzi che si sente praticamente sardo, ecc. ecc. Il comune cittadino comasco, qui occasionalmente rappresentano dal sottoscritto e attualmente in trasferta oltre confine, si domanda se questo primo cittadino, che per fortuna non ha contribuito a votare, sappia far qualcosa oltre a spararle grosse come un qualunque leghista in crisi di pugnanza (vedi "pugnare", ma qui nel senso che ne dava Brancaleone). Rapinese, ci convinca che è capace anche di amministrare oltre che fare il circo, sarebbe già una novità.

lunedì 8 agosto 2022

Il mito della parte giusta della storia

(Agenzia Vista) Roma 27 luglio 2022 “In questi anni il PD ha fatto tutto bene e giusto? Forse no, ma siamo sempre stati dalla parte giusta della storia, una coerenza politica alla quale non è mai possibile rinunciare perché non è un dettaglio”. Lo ha dichiarato il membro del PD Gianni Cuperlo durante la presentazione del suo libro “Rinascimento europeo” avvenuta nella Sala Berlinguer del Palazzo dei Gruppi della Camera dei Deputati.

Un giorno andrà smontato il mito di questa "parte giusta della storia" che gasa i democratici all'inverosimile facendoli sentire degli eroi cosmici di hegeliana memoria. Per sentirsi "dalla parte giusta della storia" bisogna avere un concetto di giustizia molto classico, cioè concepire la giustizia come un elemento presente in purezza, isolato dall'incontro/scontro dei diversi punti di vista. Oltretutto sentirsi "dalla parte giusta della storia" implica il pericolo di rinchiudersi consolatoriamente in un gabbia di certezze che si autoassolvono, che meno facilmente si mettono in discussione. La cosiddetta "parte giusta della storia" è un insieme autoreferenziale di nozioni i cui limiti sono stabiliti circostanzialmente dal sentimento generale, non ha limiti precisi, non si prefigura come assoluto, cioè completamente sciolto da quei vincoli storici che lo portano come tutte le cose a mutare. C'è in questa nozione di giustizia l'idea non dimostrabile che esista un fiume, una corrente storica di fatti più giusti degli altri, all'interno della quale si è condotti, per successivi tentativi di miglioramento, verso un optimum assoluto: l'assoluto hegeliano, il vero dell'intero. La giustizia è un processo invece sempre mutevole, non lineare, costrutto culturale come l'idea del bello e dell'opportuno, secondo circostanza. Stupisce in una persona così ponderata come il signor Cuperlo l'adesione entusiasta ad argomenti così intrinsecamente squinternati, come se il suo partito avesse sì sbagliato, ma in termini accettabili secondo pacifica opinione degli stessi appartenenti a quel partito.

mercoledì 3 agosto 2022

Negligenza nell'esercizio della virtù

Non solo dovremmo guardarci dalla manifesta crudeltà dei cattivi, ma anche dalla più insidiosa crudeltà dei buoni che operano per il nostro bene con una solerzia ugualmente prepotente e oppressiva. Il mondo trabocca di questa brava gente, originariamente perlopiù gente di chiesa, retrograda e conservatrice, poi successivamente laica e progressista, a riconferma del fatto che anche Gesù era socialista. La loro bontà è un problema perché elevata al rango di giustizia e quindi esercitata senza scrupoli, perché completamente assolta. Più che un mondo suddiviso in buoni e cattivi ne vedo uno sempre più popolato da tanti piccoli inquisitori e moralisti da remoto, che per proprietà transitiva te li ritrovi anche sul treno, o dal barbiere, o in pizzeria, che a scansarli si fa sempre più fatica; forse una soluzione sarebbe vivere nascosti, come gli epicurei, a costo di farsi dare degli accidiosi ("accidia: la negligenza nell'esercizio della virtù necessaria alla santificazione dell'anima").

lunedì 1 agosto 2022

Cronaca nera

È nell'occorrenza di una campagna elettorale che solitamente i fatti di cronaca assumono le sembianze di veri e propri casi politici la cui urgenza è men che mai inderogabile, almeno fino al giorno delle elezioni. Tanti anni fa, quand'ero giovane, tra i giovani la cronaca riportava molti più casi di overdose (tra i vecchi non ha mai destato preoccupazione) e la droga era la questione principale, per cui ogni programma elettorale che si rispettasse doveva includere una proposta di lotta alla droga: oggi la gente si droga come allora, ma la droga va meno di moda, oggi va più il razzismo (perché vincono i facisti). Di stupefacente rimane la nonchalance dei becchini, pardon, dei cronisti, messaggeri di disgrazie, come per esempio la notizia delle ragazze investite dal treno, che per dovere di cronaca ci viene corredata di strisciata di sangue sulla banchina, ammaccatura insanguinata sulla motrice del treno e premurosa avvertenza che i resti sono sparsi per settecento metri. Grazie, quanta premura, e che precisione dei dettagli... Per fare il cronista di nera sicuro bisogna avere tendenze necrofile, diversamente li dirottano sulla pagina dei cagnolini.

sabato 30 luglio 2022

Cronaca rosa

Non è così brutta Giorgia Meloni, è solo cattiveria. È brevilinea, certo, ha gli occhi un po' sporgenti, ma questo non giustifica un giudizio così negativo da parte del popolo di internet. Cosa dovremmo dire allora di Calenda, che ha i miei stessi anni e sembra mio nonno? Guardo Calenda e mi sento un dio greco, mi fa bene all'autostima. Piuttosto mi ricordo un servizio su Novella 2000 dove Giorgia Meloni in bikini, a quel tempo ministra, esibiva una zona pelvica di tutto rispetto, e immagino adesso che fa anche palestra... (costume bianco a laccetti, parte superiore a triangolo, indicato per chi ha poco seno e lato B "felliniano", recitava la didascalia). È scortese criticare l'aspetto fisico di una donna, a maggior ragione se non ce n'è motivo, ma anche se ci fosse, e in questo caso non c'è. Prendiamo Serracchiani: è bella? Chi se ne frega, direte, che impertinenza. Eppure il piddino da tastiera, come tutti in quella cloaca massima che sono i social, a discapito della sua sensibilità per le quote rosa, se la donna è di destra gli parte la brocca. Passi un leghista, che non si fa scrupolo della rozzezza, ma da un piddino, primo fra i pari, fa proprio miserevole: non vincono le destre, non fate gli isterici, con questa legge elettorale tempo una settimana e la Meloni già governa con il Pd, non c'è bisogno di accanirsi sulle donne.

venerdì 29 luglio 2022

Meloni

Fuoco alle polveri: Repubblica ha cominciato la sua campagna elettorale individuando in Meloni l'origine del male. Che pippa. Toni apocalittici: l'ascesa di Fratelli d'Italia come la rottura del settimo sigillo. Ma quale nazismo, dico io, l'unico vero pericolo, casomai, è che anche il partito di Meloni è espressione di quell'andazzo cialtronesco e clientelare che non smuoverà di una virgola il cupio dissolvi ("desiderio di operare il disfacimento di sé stessi") cui è destinato il paese. Tutto il paese funziona secondo logiche clientelari, la pubblica amministrazione è un sistema di municipalizzate che fanno capo alla municipalizzata suprema della Presidenza del Consiglio. Il merito e la competenza trovano nelle aderenze il loro primo criterio di selezione. Aderenza: "conoscenza, amicizia, protezione, appoggio", es. "è uno che ha molte aderenze in alto loco". Il coevo starnazzare delle galline di sinistra è un tentativo di volgere il proprio torto in torto altrui, e così la destra quand'è il suo turno (la chiamano "opposizione"). Ma avevo detto che non avrei parlato di politica. Parliamo del tempo: qui fa caldo ma non è esagerato, si dorme bene la notte e alla sera c'è una bella arietta. Di nascosto dal dott. Draghi e dal dott. Letta ci facciamo addirittura la doccia, scialiamo sull'aria condizionata (che non abbiamo) e con il gas di Putin ci gonfiamo le mongolfiere. Prosit.

giovedì 28 luglio 2022

La nevrosi di sinistra

Era una sorta di autocompiacimento, un risarcimento per la nostra poca autostima, che portava noi uomini di sinistra (I used to be leftie) a sentirci almeno dalla parte giusta della storia. Ciò comportava che, a fronte di una dichiarata avversione per il moralismo di stampo conservatore, finivamo per essere moralisti di stampo progressista. C'è un vignettista su Twitter che è l'epitome di questa Zeitgeist dell'uomo di sinistra: un distributore automatico di patenti di cretino e di minorità mentale (minorità = condizione di inferiorità); fatto salvo il suo razionalismo di maniera, ateismo chic, il resto del mondo è un consesso di dementi sragionanti e privi di capacità di intendere e di volere che concorrono alla rovina del genere umano, così faticosamente educato dall'azione pedagogica degli illuminati e raziocinanti uomini di sinistra. Egualitari per principio, il loro giudizio sugli uomini si riduce a un continuo marcare la distanza fra loro e gli altri, dove gli altri sono chi non la pensa come loro. Di questo atteggiamento sottilmente razzista, anzi, più perfidamente razzista, più introiettato, più portato ad irrancidire e farsi fiele, l'uomo di sinistra è il primo esperto e il più riconosciuto maestro.

Bisognerebbe guardarsi dal far torto più ancora che dal subirlo: quest'ultima cosa ha infatti il conforto della buona coscienza, della speranza in una vendetta, nella compassione e nel consenso dei giusti, anzi dell'intera società, che teme chi compie il male. — Non sono pochi gli uomini versati in quel sudicio raggiro di sé stessi consistente nel volgere il proprio torto in torto altrui, […] per potere in tal modo portare molto più facilmente il proprio peso.»

F. Nietzsche, Umano, troppo Umano.

mercoledì 27 luglio 2022

Roma Tiburtina-Afragola

Nessun cambio di governo potrà mai redimere il pressapochismo e la mancanza di rispetto che anche un semplice viaggiatore di Trenitalia si ritrova a subire suo malgrado. L'efficienza delle Frecce subisce, per motivi legati più all'occultismo che a considerazioni di ordine razionale, un drastico ridimensionamento oltre la Tiburtina e continua a diminuire progressivamente man mano che ci si avvicina alla linea dell'equatore. Dopo la Tiburtina è hic sunt leones, c'è un tratto tra Roma Tiburtina e Afragola che è sempre un accumularsi di ritardi, di guasti sulla linea, di arie condizionate che perdono improvvisamente efficienza, di porte che si inceppano, di gabinetti che buttano merda, triangolo delle Bermuda che manda in corto circuito apparecchiature elettroniche e sistemi meccanici, facendo impazzire anche gli aghi delle bussole. Il personale di Trenitalia, in tutto questo, con una solerzia fin troppo esagerata, risarcisce il passeggero omaggiandolo di numero due bottigliette di acqua "smart e green" in cartone tetrapak biodegradabile con beccuccio in plastica naturale di fibra di cocco, calda, per giunta. Insomma, la presa per il culo è infinita e somministrata a forza facendola passare per cortesia, tanto che a rifiutare il risarcimento ci si sente sporchi e cattivi. Niente da fare, il paese è irriformabile, ai piani alti giocano a fare gli europei, quel che torna ai comuni mortali è l'acqua tiepida, quando va bene (una volta mi hanno addirittura omaggiato di un sacchetto di crostatine e di un succo di frutta, ma solo perché il ritardo era superiore ai 60 minuti: certi trattamenti di riguardo bisogna guadagnarseli).

sabato 23 luglio 2022

Le notti bianche

Stanotte ci siamo alzati alle tre che tirava un gran vento e una folata ci ha portato tutta la regolite del ponteggio in casa, che ieri avevamo appena finito di tirare l'aspirapolvere. A un certo punto, patapam! Uno schianto nella notte, e poi il ponteggio allarmato. Da qualche parte, una folata ha sbattuto una finestra e poi un rumore di vetri in frantumi. Non s'è più dormito, s'è andato subito in perlustrazione per vedere se era cosa che ci apparteneva: non ci apparteneva. Mica s'è capito cosa s'è rotto, anche se proprio mentre scrivo mi sembra di sentire qualcuno che raccoglie dei cocci. È passato sopra Ponte Chiasso il maltempo, ci ha lambiti senza portare acqua, lampi muti e lontani baluginavano nella notte come raggi B alle porte di Tannhäuser. La regolite del ponteggio, come sabbia lunare, s'è posata dappertutto, ma se non altro i teloni lasciano passare l'aria in quest'estate record che ha fatto segnare picchi di temperatura che non si vedevano dal pleistocene. Ma non voglio buttarla in politica, volevo solo fare un po' di poesia.

venerdì 22 luglio 2022

Caduta degli dei

È buona cosa che un governo che trae la sua autorevolezza principalmente dalla piaggeria organizzata di giornali e televisioni e dal placet dei piani alti riesca comunque a cadere. Vedo le lamentele di persone abitualmente orientate a sinistra che ora temono la fine del mondo, i barbari alle porte, l'elettorato incolto che consegnerà il paese ai fascisti. Si sentono, quelli di sinistra, i primi tra i pari, e te la menano con questo paternalismo fino al razzismo, tanto che se ti discosti dal loro statuto etico e morale semplicemente ti tolgono il saluto e con questo le medaglie che in tanti anni ti avevano puntato al petto, riconoscimenti non richiesti di cui comunque devi rendere conto, principalmente al Comintern che hanno al posto del Super-Io. Ci aspetta una campagna elettorale balneare, a cavallo tra Ferragosto e la festa di Sant'Egidio, in cui ci rinfacceranno, torvi e rancorosi, questo alto tradimento. Io penserò alla salute.

lunedì 18 luglio 2022

Le elezioni come ostacolo all'autorevolezza dell'esecutivo

Per Repubblica il 53% degli italiani non vuole le elezioni, allora il popolo ha deciso, non facciamo le elezioni. A marzo 2023 scadrebbe il termine naturale della legislatura, vedremo a marzo cosa ne penserà la gente, se vorrà continuare con Draghi o andare alle urne, decida la maggioranza. Quesito referendario: vuoi continuare con Draghi o vuoi che l'Italia muore? Se vuoi continuare con Draghi vota SÌ, se non vuoi che l'Italia muore vota NO, è tutto chiaro. Perché i padri costituenti, sulle ali dell'entusiasmo, non avevano messo in conto che un giorno le elezioni avrebbero anche potuto costituire un ostacolo all'autorevolezza dell'esecutivo. È una sciagura che si debba comunque andare a votare a marzo, non ci voleva. Così si toglie credibilità alle istituzioni, ne va del prestigio internazionale. Facciamo così: continuiamo con Draghi, e dopo, se smette di allenare, con Carlo Ancelotti, che ha vinto 4 Champions League (record).

domenica 17 luglio 2022

Autorevolezza non fa diritto

Questa idea che occorra mantenere a tutti i costi alla guida del paese, citando Carlo Calenda, "l'italiano più autorevole al mondo", perché altrimenti l'Europa, altrimenti lo spread, il Pnrr, la crisi, il covid, le destre, è veramente un'idea risibile. La stabilità di governo, questo topos di cui ciancia Calenda, nel caso particolare ha a che spartire più con il processo di imbalsamazione che con il vigore gagliardo dell'organismo sano e pienamente funzionante, il governo Draghi era un accrocchio ("insieme di cose raggruppate senza un ordine preciso") fin dall'inizio e come tale era destinato a fare la fine di tutte le cose accrocchiate. L'autorevolezza, questo concetto che appartiene più alla filosofia morale che alla contingenza della politica, è una foglia di fico che non può coprire la verità che un governo di emergenza era, e governo di emergenza è rimasto ("di emergenza" nel senso che "in emergenza" va bene anche la carta di giornale). Se il principio più saldo a cui appellarsi per tenere in piedi un governo è l'autorevolezza di un singolo uomo, singolarità che si staglia come eccezione sopra il normale corso degli eventi, allora in un'ottica democratica quest'uomo non rappresenta una soluzione, ma un problema.

venerdì 15 luglio 2022

Gli idoli non possono cadere?

Quanto sarà che il divenire è diventato così di moda, dai tempi di Nietzsche? Il Novecento, il secolo breve, il nichilismo, l'esistenzialismo, il postmodernismo, tutto il filotto della caduta degli idoli e adesso non mi può cadere il governo Draghi? Embè? Cosa mi rappresenta il governo Draghi al confronto dello sviluppo dialettico dello Spirito Assoluto? Una lacrima nella pioggia. È tempo di morire, di lasciare che la storia faccia il suo corso, che l'antitesi dell'antipolitica, fattasi sintesi governativa, trovi a sua volta la sua antitesi e che la ruota della democrazia ricominci a girare. Non ci sono i barbari alle porte, non c'è motivo di continuare ad evitare ad ogni costo un ritorno alle urne, basta con il lockdown della democrazia. Quando una cosa deve passare ci si rilassa e la si fa passare, più si fa resistenza e più addolora. Non possiamo andare a votare sennò vincono le destre. E allora? Uno, se vincono le destre pazienza, e due, che bella fiducia avete nel popolo italiano: se avete lavorato così bene in tutti questi anni, di che avete paura? Lasciatela vivere questa democrazia, non statele addosso, anche lei deve fare le sue esperienze. E poi si sono fissati con 'sto Draghi, mille e non più mille, dopo di lui il diluvio... ma fatela finita.

mercoledì 13 luglio 2022

Padrone del mio destino, dicevano

Questi problemi di salute, se non altro, mi fanno pensare alle cose essenziali e non perdo tempo a rompermi le corna sulle fibrillazioni della politica, che ora come ora non mi sembrano altro che passatempi per gente che si lamenta per svago. Risolto una cosa attacca subito un'altra, la mia schiena è attualmente un campo di battaglia, l'apparato tegumentario mi fa la rivoluzione e l'istinto egoistico di sopravvivenza prevale sull'amore per l'umanità. Mi appare molto chiaro ora come il corpo non mi appartiene, anzi, è il primo degli enti che lavorano per conto loro, contro la volontà generale dello spirito. Anzi, ora come ora non sono così sicuro che ci appartenga anche lo spirito. 

sabato 2 luglio 2022

Persuasione non fa ragione

Non è possibile fondare universalmente la giustezza di un principio, quale, per esempio, che la guerra è sbagliata o che la pace è giusta, se non attraverso un'opera di persuasione culturale. Se Dio è morto, e cioè se abbiamo rinunciato a credere che quei principi sono universali proprio perché emanazione di un ente extra-umano che li conserva incorrotti, come pietre di paragone su cui fondare il giudizio finale sulle nostre persone, allora la giustezza di quei valori etici è frutto di una certa visione del mondo del tutto storica e contingente. L'occidentale ha semplicemente sostituito un garante con un altro: si vuole che non sia più Dio a garantire la giustezza di quei principi, ma la razionalità. Ci si persuade che sia più razionale non uccidere, che se non Dio, allora è la razionalità che ce lo impone. In realtà in natura è tutto un omicidio, leone mangia gazzella, le leggi della fisica, razionali per antonomasia, descrivono, non prescrivono di non uccidere, di volere la pace, di non fare la guerra. Tradotto nella contingenza del momento storico: l'occidente giusto che si erge come baluardo contro l'avanzata degli orchi cattivi non può fondare i suoi assiomi su basi razionali ma solo sulla persuasione, opportunamente ribadita, che si trovi lui dalla parte giusta della storia, e non gli altri. Ma persuasione non fa ragione.

venerdì 1 luglio 2022

Saluti dal professor Hegel

Ho sognato Friedrich Wilhelm Hegel con gli occhiali di Groucho Marx, aveva da ridire, diceva che ero stato io. Non potete immaginare l'imbarazzo, il senso di colpa per aver messo alla berlina il professore, tentavo di giustificarmi.

- Voi avete mancato di rispetto alla mia persona.
- No, io no, assolutamente no.
- E invece sì, vi dico, voi mi avete deriso ritraendomi con gli occhiali di Groucho Marx.
- Mi scuserete, ma voi come fate a conoscere Groucho Marx? Forse vi confondete con Carlo, che riportò sui piedi la sua dialettica a suo giudizio troppo poggiata sulla testa.
- Non sia sciocco, io appartengo ormai all'Assoluto e nelle pieghe dell'Intero scorgo gli eventi passati, presenti e futuri, senza contraddirmi.
- Nel qual caso potreste darmi qualche dritta, magari una cinquina, un risultato del superenalotto.
- Voi continuate ad offendermi.
- E allora vi prego di accettare le mie scuse, siamo così materiali, noi mortali, così... grossolani: vulgär. La materia ci costringe alla sofferenza, e ci rende cattivi.
- Sì... ebbene... scuse accettate. E ora mi dovete scusare voi, devo discutere con Arthur Schopenhauer circa la consustanzialità del Padre e del Figlio.
- Con Arturo Schopenhauer? Ma non eravate litigati?
- In realtà era lui a nutrire acredine nei miei confronti, ma come avete ben detto voi, era la materia che lo costringeva alla sofferenza.
- È dunque sfuggito alla Volontà di Vivere?
- Esattamente.
- Me lo saluti caramente.
- Senz'altro, sarà mia premura.
- Addio.
- Addio. 

Non è poi così tremendo come lo dipingono il professor Hegel.


lunedì 27 giugno 2022

C'è Lady Gaga e noi siamo andati a prendere i sacchetti dell'indifferenziata in via Somigliana

Io sarei anche resiliente, è il mio corpo che oltre una certa soglia non lo è, decide lui quando ammalarsi e dirti 'Houston, abbiamo un problema'. Puoi bere molta acqua, mangiare molta frutta e verdura, non ce n'è per un cazzo, alla fine decide lui. Mi sento addosso una fiacca, una stanchezza, un mal di schiena, che per uscire di casa devo prima raccogliere tutte le forze e tenere conto dell'autonomia, un'ora, un'oretta e mezza, dopodiché mi coglie la letargia e potrei anche cadere svenuto immantinente sul ciglio della strada. Stamattina, per esempio, mi sentivo in forze e siamo andati a ritirare i sacchetti dell'indifferenziata al centro raccolta comunale, un luogo piuttosto fuorimano nelle wasteland, vista inceneritore, posti che di sera si popolano di zoccole e tagliagole. Questo luogo era così infognato che perfino la gente del luogo, comaschi autentici che vivono qui da generazioni, vedendoci con i sacchetti in mano si fermava speranzosa a chiederci informazioni: Dove li avete trovati? A quanto li vendono? Quando finisce la promozione? In via Somigliana, li danno gratis a chi paga le tasse, finisce domenica. Ah, ma adesso a Como abbiamo cambiato sindaco, adesso c'è Rapinese, un indipendente, uno che sta dalla parte della gente, se l'anno prossimo non ci arrivano i sacchetti direttamente a casa con Amazon lo spariamo in aria come i botti di ieri a Villa Olmo (a un certo punto sembrava un bombardamento: cos'è, i russi, sono già arrivati? No, era un matrimonio di ricchi che avevano chiamato Lady Gaga a cantargli la canzoncina: che roba trash, però fa bene al turismo).

domenica 26 giugno 2022

Amor fati

Alla fine questa cosa alla spalla si è rivelata una cosa più seria del previsto, una cosa malevola con un nome brutto, di quelle cose che ritornano e bisogna tenere controllate. È stato asportato, i bordi erano puliti. Come diceva quel matto di Nietzsche bisogna amare il proprio destino, brutto o bello che sia è comunque il tuo, ti appartiene, è casa tua, e va accolto per quello che è. Dunque, animo. Ritorno alla filosofia, alla mia isola felice. Devo proseguire con Schopenhauer.

lunedì 20 giugno 2022

Sutura

Due cerotti otto per dieci su una spalla e al centro della schiena (a proposito, devo andare a comprarne degli altri), sotto, dei punti, che tirano, tirano e tirano, e poi sudano, sudano e sudano, niente doccia ancora per qualche giorno, è quasi fatta, Sisifo intravede il traguardo. La doccia, mi dicono, la potrei anche fare, oggigiorno ci sono le soluzioni tecniche, i sacchetti idrorepellenti da infilare per il collo fino ai piedi, così da lavarsi tecnicamente in tutta sicurezza, la faccia. Scherzi a parte. Sono entrati trenta gradi di caldo in casa, non sono stati invitati, si sono stabiliti qui per le vacanze e non intendono sloggiare, non c'è ventilatore o corrente d'aria che tenga, e io non so più dove girarmi, ho una sola posizione a letto: steso sul lato destro come una scaloppa, con i ginocchi che toccano. Inconsciamente, una volta, mi rigiravo la notte, adesso anche l'inconscio ha paura di staccarmi i punti, la pelle come i cotechini, dove c'è la cerniera. Porta pazienza. Tintura di iodio, betadine. Una volta mercurocromo, che comunque non è la stessa cosa, è un altro principio, un'altra classe di metalli pesanti, questo merbromina, quello iodopovidone. Lo iodio si chiama così perché bruciato è violetto (ioeidēs, in greco), allora perché lo iodopovidone si presenta alla vista rosso/arancione? Ci metteranno dei coloranti, sarà al gusto arancia, come il polase. Via, via. Dopo esco a comprare i cerotti, che vanno sostituiti per via che sudo, non per via che sanguo. Devo prendere anche la prep. Il pane domani. Alla mattina tiro su le tapparelle di legno con la destra, faccio i muscoli col braccio che uso di meno, così ritorno simmetrico. Viene un po' d'aria la mattina, bisogna approfittarne.

sabato 18 giugno 2022

Ad maiora

Poiché qualcuno deve pur governare sugli uomini dai corti orizzonti, hanno deciso di occupare per noi il palazzo come tanti proci, dicono di farlo per noi, in nome del popolo sovrano, e tutto il giorno si arrogano il diritto di dirigere e di ordinare in forza di questo mandato popolare. Dice: ma la politica è una cosa, la rappresentazione che ne danno è un'altra: loro non hanno colpa, quello è il circo mediatico, sennò scivoli nel qualunquismo. Non mi convinci, anche perché del loro qualunquismo nei nostri confronti non se ne parla mai: il paese ci chiede, la gente ha bisogno... ma che ti ho chiesto, chi sei, che vuoi, a chi sei figlio? Una nausea per tutto il politicame tossico della televisione e delle news mi ha preso, che nessun antiemetico o pantoprazolo potrà più lenire. La produzione tossica di news e di irrilevanti lanci di agenzia ha ormai raggiunto il mio personale limite di sopportazione, per cui non leggo più, non presto più ascolto, non porgo più attenzione, salvo i casi di pericolo imminente quali avvisi di forti temporali, canicola, incendi, mareggiata, invasioni di cavallette et similia. La voce di Parenzo, quella di Giordano, selezionate scientificamente per essere fastidiose. Le facce da sfingi di certe plasticate conduttrici di talk show: orrido, orrido, orrido... ad maiora, gente, verso cose più grandi.

domenica 12 giugno 2022

Trucchetti dell'economia di mercato e come svelarli

Ancora stamattina, al supermercato, c'era un cartellino sopra lo scaffale dell'olio: causa conflitto ucraino abbiamo difficoltà nell'approvvigionamento dell'olio di mais. Cazzate. Non c'era quello normale, c'era quello con la vitamina D della stessa marca, ovviamente a un prezzo superiore da economia salutista, da sacrificio per la patria. E per non parlare delle mille altre sottomarche tagliate con l'olio di colza, di quelle non c'era penuria. Usano la scusa dell'Ucraina per liberarsi prima dell'olio con la vitamina D. Ah, ma a me non me la fanno, non ci sono cascato, io non l'ho preso l'olio con la vitamina D. Tanto la vitamina D io l'assumo con lo sgombro, l'aringa, il tonno, la carpa, l'anguilla, lo storione, il pesce veloce del Baltico. Corrono come missili nel plasma dell'acqua, come particelle in un acceleratore, e si caricano di ioni positivi e proprietà organolettiche, di cui l'olio è solo un tramite, un espediente pubblicitario. Ho parlato con un mio cugino nutrizionista, mi ha detto che della vitamina D, nell'olio, ci mettono solo l'aroma. Non me la fanno. State all'occhio.

giovedì 2 giugno 2022

Parerga e Paralipomena: Storia dell'ideale e del reale/2

Spinoza prende le mosse da Cartesio e ammette in un primo momento che esiste una substantia cogitans e una substantia extensa, cioè la dimensione del pensiero immateriale da una parte e quella del mondo materiale dall'altra, ma, com'è risaputo, si accorgerà in seguito che queste due sostanze in realtà sono una sola, la sostanza divina, e materiale e immateriale ne costituiscono i due aspetti o punti di vista. Ma, scrive Schopenhauer, il fatto che materiale e immateriale condividano la stessa natura non dimostra come dalla rappresentazione nel mio cervello possa essere desunta l'esistenza certa di oggetti separati e indipendenti da me. Rimane irrisolta la difficoltà cartesiana "che cioè il mondo, l'unico dato a noi immediatamente, è semplicemente un mondo ideale, costituito cioè da pure rappresentazioni della nostra mente, mentre noi, andando oltre, tentiamo di giudicare un mondo reale, cioè esistente al di fuori delle nostre rappresentazioni". Spinoza risolve la questione raccogliendo le due dimensioni, la materia e la sua rappresentazione, in Dio, che per Spinoza è il mondo stesso: "Abbiamo qui innanzitutto un completo realismo, in quanto l'essere delle cose corrisponde esattamente alla loro rappresentazione in noi, e i due termini anzi sono una cosa sola. Di conseguenza noi conosciamo le cose in sé" (e qui rampogna di Schopenhauer sulla mancanza di chiarezza di Spinoza, il quale usa indiscriminatamente "Deus", "substantia" e "perfectio" per intendere tutto e niente a seconda delle circostanze). Potremo aggiungere di nostro che anche Spinoza poggia la sua dimostrazione dell'esistenza di Dio sulla prova ontologica, per cui presume la sostanza divina come conseguenza di un essere perfettissimo posto come tale ab origine, senza dimostrare perché debba essere tale o debba esistere come tale. Secondo Schopenhauer, Spinoza poi compie un errore fondamentale: "l'errore fondamentale di Spinoza sta nel fatto che egli ha condotto da un punto non giusto la linea di separazione tra l'ideale e il reale, cioè tra il mondo soggettivo e quello oggettivo. In altre parole, l'estensione non è per nulla il contrario della rappresentazione, ma è compresa pienamente in quest'ultima". Poiché per Schopenhauer, come aggiunge subito dopo "Indubbiamente le cose sono estese soltanto come rappresentate e rappresentabili solo come estese: il mondo come rappresentazione e il mondo nello spazio sono una eademque res". Sottigliezze, voi direte, ma il sunto è questo, ed è questo sunto che qui mi propongo di fare. Seguirà Berkeley. (continua)

È il mese della prevenzione

Ma questa corsa a colorare i loghi d'arcobaleno nel mese dell'orgoglio LGBT(QIA+) non rischia di diventare una ritualità vuota, per non dire fintamente interessata nel caso delle grandi catene di socializing, che ormai sfruttano tutto lo sfruttabile pur di allargare il giro della clientela, il traffico e quindi il fatturato? Per carità, ci sta tutto e va benissimo, sfruttamento e sensibilizzazione si equivalgono, l'uno tiene bordone all'altra. Arriva Giugno e si fanno le messe arcobaleno, si celebrano le minoranze, che a ben guardare è la cosa più razzista che ci sia, ci si lava frettolosamente la coscienza per sentirsi belle persone, aperte, moderne. C'era Luxuria a Celebrity Chef che ancora la menava con il menù tradizionale "con un tocco di trasgressione", come se tutti i transessuali, gli omosessuali e i diversamente maschi e femmine dovessero per forza sentirsi trasgressivi, birichini, soubrette di varietà, e avanti di luoghi comuni. Che noia, che pedanteria, che bigottismo all'incontrario. È la stessa cosa di quando si fa l'elogio dell'africano bravo, lavoratore e rispettoso (è meridionale, sì, ma ha voglia di lavorare). Il danno che fa alla vita il perbenismo cosiddetto progressista è inquantificabile. 

Moratoria

Siccome provo una certa nausea non del mondo ma del mondo in quanto rappresentazione che ne viene fatta dal rutilante circo dell'informazione, mi sono allontanato dalle questioni politiche e di principio per dedicarmi alle questioni private e di complemento. Detto questo, sapete voi dirmi, voi ben informati, chi ha vinto la guerra? Inoltre la guerra è una di quelle faccende che se anche tu fai di tutto per dimenticartene potrebbe ugualmente trovare il modo di venirti a cercare, per cui... C'è gente che si ammazza, che fa le peggio cose, che trita minutamente case e persone con una nonchalance e un accanimento... i russi, non me ne parlare, gente di una crudeltà, una crudeltà tuttavia che mi sembra prerogativa degli slavi in generale, psicopatici di primissima qualità, d.o.p., ma io ora non vorrei penetrare oltre in questo ginepraio per non fare la fine degli ossessionati e dei commentatori che vivono di questo, con i loro clippini e le loro comparsate a gettone, tutti sgomitanti per far emergere la loro opinione e farla valere a mo' di clava sui loro avversarsi, ecc. ecc. Quasi mi sono dimenticato che faccia abbia la Gruber e ora come ora Fazio e Gramellini mi appaiono come puntini sfocati nella memoria, per non dire di Mentana, chi era costui? Ora mi mangerò una caramellina, e dopo delle noccioline americane, che sono ricche di polifenoli (quelle russe, invece, bleah, brutte, cacca).