lunedì 20 luglio 2026

Diffida di chi parlava di liberazione, i sessantottini sono diventati i secondini dell'attuale panopticon globale.

giovedì 16 luglio 2026

Nietzsche ci assicurava che ci sono gli istinti vitali, ma dove diavolo siano finiti lo sa Dio, peccato che sia morto. Una volta anche solo credere in Dio comportava un certo quanto di istinto vitale, c'era ancora vita nell'uomo, oggi la malattia borghese ci ha devitalizzati, siamo uomini senza nervo. Viviamo una fase di recessione degli istinti vitali, la nostra dopamina è il quieto vivere, cittadini modello, amiamo l'umanità e schifiamo il vicino di casa. Eppure siamo vivi.

mercoledì 15 luglio 2026

Sport e progresso

La democrazia, che nelle intenzioni dei suoi fautori doveva essere il giardino dell'uomo, declina sempre più in panopticon e livella, il suo fiore all'occhiello, la libertà, è cosa sempre più sorvegliata e convenzionale, mossa da un rassicurante livellamento verso il basso compensato qua e là da qualche straordinario exploit sportivo, e non è un caso che le residue volontà di potenza delle nazioni siano sempre più convogliate verso lo sport, solo lì ci è concesso di conquistare Wimbledon e impadronirci della coppa. Nel frattempo i grandi fanno le guerre vere mentre i bambini guardano la televisione.

I francesi, come sempre sbruffoni, si sono sopravvalutati e hanno fatto la fine che si meritavano, gli spagnoli hanno il loro tiki-taka, espressione del toreador che buggera il toro col suo balletto in punta di scarpino, e hanno raggiunto meritatamente la finale. Oggi le isole Falkland sono un territorio non autonomo sottoposto alla supervisione del Comitato speciale di decolonizzazione (Comité spécial de descolonización) delle Nazioni Unite, che ha lo scopo di vigilare annualmente sulla presenza di colonialismo nel mondo, e allora gli inglesi che hanno vinto a fare? Nemmeno i colonizzatori sono più padroni in casa d'altri.

Fra tanti problemi, ammesso che sia un problema, abbiamo anche il problema delle società moderne che non fanno più figli, è un problema per il sistema previdenziale (ma far figli per pagar le pensioni non è argomento che attivi granché la libido), società libere in cui la liberazione sessuale viene portata ad esempio però poi a ben vedere perlopiù confinata nel calderone voyeuristico di internet (che pure vogliono normare), paradiso delle parafilie, gran fossa biologica di tutte le frustrazioni, ed è già un miracolo, come diceva il poeta, che da tanto letame ogni tanto nascano i fior. È curioso che il problema sia sollevato principalmente da quelle istituzioni religiose che da sempre svolgono la vitale funzione di attivatrici della libido attraverso il divieto e la proibizione, e qualcuno in effetti osserva che col venire meno del senso del peccato è venuto meno anche il peccatore, e che a non proibir più niente non c'è più gusto nemmeno a trasgredire. Ma per fortuna anche la società moderna produce le sue proibizioni, solo che a cavarci un po' di sugo da cotanti sofisticherie si esce tutti dei mesti Michel Foucault e George Bataille all'école de sophisme, la democrazia produce vizi modesti per coiti modesti.

Noi la nostra volontà non ce la diamo con un atto di volontà, ma ci è data così come ci sono dati i colori quando di giorno apriamo gli occhi, sicché l'originarietà della volontà è questa: siamo nella volontà come lo siamo nel mondo, sicché si può dire che il mondo è la stessa volontà, e la volontà è lo stesso mondo, più chiari di così non si può. 

martedì 14 luglio 2026

Dal punto di vista filosofico la radice della violenza è la paura del nulla, questa misteriosa condizione che non dovrebbe in effetti essere essendo per l'appunto nulla, ma tutta la nostra fisiologia è naturalmente programmata per sottrarsi alla minaccia di quel "nulla verissimo e certissimo delle cose" (Leopardi) che in ultima analisi si traduce nel timore della distruzione del nostro essere, e quindi del nostro ego, della nostra civiltà. La minaccia della distruzione del nostro essere, sia essa vera o presunta, produce per simmetria la distruzione dell'essere che presumibilmente ci minaccia credendo così d'aver risolto la questione, ma seppur rimanesse un solo essere vittorioso al mondo, ugualmente quella minaccia di distruzione non smetterebbe mai di affliggergli l'esistenza. 

lunedì 13 luglio 2026

La volontà di potenza non è invadere la Polonia

Quella condizione originaria di tutte le cose di ritrovarsi in lotta per la propria sopravvivenza, che lo Schopenhauer descrive come volontà di vita, è quello che il Nietzsche reinterpreta come volontà di potenza, la volontà di vita è volontà di potenza, cioè tensione originaria di tutte le cose ad espandersi e accrescere la propria forza, la quale forza si traduce fisiologicamente in felicità. Questa felicità non ha dunque bisogno di essere giustificata dalla morale, è anzi la morale che discende genealogicamente da quella sensazione di felicità: è buono ciò che pensiamo quando ci sentiamo felici. La felicità è il sintomo di un ostacolo che viene rimosso, di un accrescimento avvenuto nella forza, ergo, è buono ciò che accresce la forza. E non si tratta tanto di un programma politico, quanto di una realtà psichica: la felicità precede il giudizio e ne stabilisce il valore, non è l'intelletto il movente, ma lo stato emotivo.

venerdì 10 luglio 2026

Posto comunque che gli esseri viventi sono più di quello che pensano, infatti solo negli esseri viventi esiste il mondo e la sua rappresentazione, il mondo in sé, senza nessuno che lo rappresenta, è una struttura senza forma e colore (così almeno dicono i kantiani).

L'uomo produce il male come le api il miele, giustissimo. Solo che tolta quell'infinitesima parte dell'universo che è l'uomo anche del male resta una porzione assai infinitesima.

mercoledì 8 luglio 2026

Neotomismo

Il neotomismo è la filosofia ufficiale della Chiesa, suggerita, fortemente caldeggiata da Leone XIII, il produttore compulsivo di encicliche (ottantasei), una chiesa che in quel momento doveva reinventarsi un modo per riallacciare il fili del potere temporale dopo il grande shock di Porta Pia. La modernità toglie, la modernità restituisce, basta metabolizzarla: si ritorni a San Tommaso, ma invece di prendersela con le eresie medievali sia il neotomismo quell'officina di idee in cui la nuova eresia della modernità viene affrontata con le sue stesse armi: psicologia, sociologia, esistenzialismo. La Rerum novarum condannava il socialismo: se proprio volete lottare contro i padroni fatelo cristianamente senza farvi tentare dall'ateismo marxista. Con il neotomismo il discorso è simile: se proprio dovete fare filosofia, e oramai non è possibile farla senza adottare i sistemi moderni, che sia filosofia cristiana, una critica al modernismo utilizzando i suoi stessi mezzi. Solo che come sempre quei mezzi che all'inizio dovevano solo essere dei semplici strumenti privi di volontà finiscono col tempo per contagiare con la loro forma mentis gli stessi utilizzatori, e la critica al modernismo diventa un modo alternativo per abitarlo comodamente con la scusa che intanto lo si critica. Grandi sono le capacità digestive del cupolone.

sabato 4 luglio 2026

Critica a Marx e al materialismo storico: l'amor proprio è ancor più originario dei rapporti materiali di produzione, i rapporti di produzione sono la traduzione materiale di tutti gli amor propri costretti a scornarsi.

Perlopiù la nostra esperienza in questo mondo si esaurisce in una lunga allucinazione pervasa dall'amor proprio, la vita è la vicenda dell'amor proprio e dei modi per elaborare le offese che costantemente vi vengono recate. I santi non hanno amor proprio ma per l'appunto i santi sono un ideale.

venerdì 3 luglio 2026

Lo scisma Lefebvre, parte seconda: indicazioni per rientrare in seno alla Chiesa di Roma

In allegato alla scomunica, le indicazioni per rientrare in seno alla Chiesa di Roma, è il Dicastero per la Dottrina della Fede a occuparsene, con impeccabile rigore burocratico: non occorrerà passare dalle commissioni speciali questa volta essendo la prassi già stata concordata, vidimata e timbrata in precedenza: per i chierici colpiti da scomunica è richiesta lettera scritta di proprio pugno datata e firmata contenente semplice "remissione di censura". Si renderà necessario poi trovare un vescovo o un superiore di istituto autorizzato di diritto pontificio disposto a riaccogliere il chierico contrito ad experimentum. Andrà altresì allegato il certificato di ordinazione sacerdotale e la professio fidei nonché la Formula adhaesionis firmate e datate. La lettera verrà quindi trasmessa dal vescovo o superiore di istituto autorizzato di diritto pontificio al Dicastero della Dottrina della Fede che procederà a rimuovere la censura. Per i semplici laici la decisione sulla riammissione è invece lasciata alla discrezionalità del vescovo che vaglierà caso per caso, fatta salva la produzione obbligatoria della professio fidei e della Formula adhaesionis ecc., datata e firmata ecc. ecc.: il figliol prodigo ritornò al padre previo invio di formale richiesta di riammissione via PEC.

giovedì 2 luglio 2026

Lo scisma Lefebvre

Qualcuno sa cosa fanno i lefebvriani oltre a nominare vescovi disobbedendo al papa? No, le notizie si esauriscono in questo dato di cronaca e il lettore liquida la cosa con un'alzata di spalle. I lefebvriani rifiutano il Concilio Vaticano II, e anche questo al comune mortale non dice nulla. I lefebvriani rifiutano l'apertura della chiesa alla modernità, e qui forse un qualche lumicino comincia ad accendersi. Dicono la messa in latino voltando le spalle ai fedeli. Che maleducati. E invece no, perché maleducazione, casomai, è voltare le spalle a Dio: tutti rivolti verso Dio, non verso il sacerdote. Ha una sua logica. E poi i lefebvriani non riconoscono legittimità alle altre fedi, le altre fedi sono riconosciute in quanto errore: l'unica unità possibile è quella cattolica in Cristo (i lefebvriani considerano protestati i cattolici di Roma, protestanti come insulto). Nessun dialogo interreligioso, si convertano gli altri, piuttosto. Hanno un proprio sistema educativo che preserva gli uomini dall'eresia della modernità, le donne, da angeli del focolare, devono esclusivamente occuparsi della famiglia e dei figli, nutrire, cucinare, rammendare, prendersi cura. Questa sì che è una bella eresia, questa è la parte che solitamente scandalizza maggiormente il comune abitatore della modernità. L'antichissima aspirazione alla purezza, la stessa intransigenza di certi movimenti LGBT, ma all'incontrario (chi è il contrario di chi non ha in importanza).

La modernità, imboccando la via della concretezza, pensa di essersi scrollata di dosso l'impotenza, che tra tutti i mali è il male più grande perché va direttamente a contraddire quel a priori assoluto dell'umano che è la volontà. Si provi a non volere e si faccia la conta di quel che rimane: niente. Grandi sofferenze sono da sempre scaturite dalla castrazione della volontà di potenza, sublimata nei modi più solenni e fantasiosi, l'ultima fantasia di potenza è la scienza che trasforma il mondo secondo il volere degli uomini, ed è un'illusione al pari del male anche l'illusione di impiegare tutta questa potenza a fin di bene.