In allegato alla scomunica, le indicazioni per rientrare in seno alla Chiesa di Roma, è il Dicastero per la Dottrina della Fede a occuparsene, con impeccabile rigore burocratico: non occorrerà passare dalle commissioni speciali questa volta essendo la prassi già stata concordata, vidimata e timbrata in precedenza: per i chierici colpiti da scomunica è richiesta lettera scritta di proprio pugno datata e firmata contenente semplice "remissione di censura". Si renderà necessario poi trovare un vescovo o un superiore di istituto autorizzato di diritto pontificio disposto a riaccogliere il chierico contrito ad experimentum. Andrà altresì allegato il certificato di ordinazione sacerdotale e la professio fidei nonché la Formula adhaesionis firmate e datate. La lettera verrà quindi trasmessa dal vescovo o superiore di istituto autorizzato di diritto pontificio al Dicastero della Dottrina della Fede che procederà a rimuovere la censura. Per i semplici laici la decisione sulla riammissione è invece lasciata alla discrezionalità del vescovo che vaglierà caso per caso, fatta salva la produzione obbligatoria della professio fidei e della Formula adhaesionis ecc., datata e firmata ecc. ecc.: il figliol prodigo ritornò al padre previo invio di formale richiesta di riammissione via PEC.
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