lunedì 11 marzo 2024

E così tocca pure lavarsi ogni tanto, per intero, ma non troppo, per conservare il naturale ph della pelle. Ferdinand Céline smetteva di lavarsi a fine agosto e riattaccava a inizio giugno, nulla da ridire, a maggior ragione a un uomo la cui tesi di laurea verteva sul dottor Semmelweis. Corpo stupendo: greco. Mens sana in corpore circiter sano. Niente male per un cinquantenne. Infinitamente più pulito di Hegel e di Schopenhauer. Una volta era peggio: anno 1858, Londra, l'estate della Grande Puzza (The Great Stink): il gran caldo diminuisce notevolmente la portata del Tamigi e dei suoi affluenti, il fiume trasporta lentamente "escrementi umani ed animali, cadaveri di animali, visceri provenienti dai macelli, alimenti avariati e scarti industriali." Il cancelliere dello Scacchiere Benjamin Disraeli descrive il fiume come «una puzzolente pozza stigiana di ineffabile ed insopportabile orrore» ("a Stygian pool reeking with ineffable and unbearable horror"). Oggi Milano odora di violetta. Il particolato, al confronto, un'acqua di colonia. Decisamente più pulite le nostre città da quando hanno chiuso tutte le fabbriche: poveri ma puliti. Vi lascio con questa allegra canzoncina:

R. Crumb & His Cheap Suit Serenaders, Singing in the bathtub.

6 commenti:

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    1. Un sacco di blackfaces qui dentro, speriamo non se ne accorgano.

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  2. sul susseguente disinquinamento del tamigi ne parla incidentalmente anche Marx nel III Libro. Lascio eventualmente a te, cultore dei grossi libri, scoprire in quale capitolo.

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    1. Eh no, Marx proprio non ci riuscirei.

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    2. stessa cosa per me Joyce
      gusti e preconcetti che dividono inesorabilmente

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    3. Mah, se avessi la pazienza mi appassionerei anche a Marx, ma non riesco a seguire tutto.

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