mercoledì 5 marzo 2025

È tutto l'ecosistema di internet che è immerso in un infantilismo che ci si attacca addosso come una colla, le faccine, i cuoricini, i meme, i balletti su TikTok, bloccati in uno stato di eterna adolescenza così da poterci rifilare gli ultimi scampoli di mito sottoforma di gruppi k-pop e rivoluzioni green, e queste mammole digitali dovrebbero ora riamarsi e diventare temibili soldati a guardia della fortezza Bastiani dell'Europa. Solo qualche anno fa ce l'avevano menata con Greta Thunberg, addio motori termici, benvenuti motori elettrici, e ora predicano il riarmo con i carrarmati e caccia di 5° generazione che non vanno certo a bucce di banane come la DeLorean di Ritorno al Futuro. Per compensare l'impronta carbonica della guerra faremo più attenzione alla raccolta differenziata, diventeremo sempre più virtuosi, ci studieremo meglio la vera natura della carta plastificata, se sia da conferire nella carta o nel residuo indifferenziato, gli obici da 155 mm dovranno invece essere smaltiti presso l'isola ecologica. Sembra di stare al circo.

martedì 4 marzo 2025

Io nella mia irrilevanza penso molto male degli accordi di pace come degli accordi di guerra, penso male di Trump, di Putin e di Zelensky e prima di lui pensavo male anche di Biden, penso male di Von der Leyen, di Macron e di Merz, e degli italiani tutti senza distinzione di razza e di colore, penso male di tutti, di tutti ho il terrore, di questa cupola di scellerati che comanda il mondo con mano sicura e deficiente, e se non metto dentro il papa è solo perché non conta niente: via tutti, vivere senza il peso di questa gente, sottrarsi all'influsso di questi malati di mente.

Se Cristo venisse sulle terra prenderebbe Papa Bergoglio per un orecchio e lo scaccerebbe assieme a tutta la sua crew dal Gemelli e da Santa Marta per installare al loro posto gli ultimi degli ultimi, ma Cristo non viene e la preziosissima vecchiaia del Santo Padre può dirsi al sicuro. 

Io vedo che tanto il moderno quanto il retrogrado che predica il ritorno ai sacri valori di una volta non sanno fondare i loro argomenti, il primo di solito dice: perché ci siamo evoluti, abbiamo superato certe cose, oggi non si fa più così. Il secondo dice: avete abbandonato la tradizione, un tempo si faceva così, il Signore dice così. La discussione condotta in questo modo sembra galleggiare sopra il nulla, come se fosse una questione di mode o di abitudini, e come se la modernità fosse l'abitudine corrente che ha diritto su tutte le altre. A sua volta la tradizione è stata un tempo abitudine corrente che si imponeva sulle altre. Dov'è la verità? La verità è che ciascuno è catturato in una porzione di realtà secondo la sua parte, non c'è bisogno di fondare, siamo già abbastanza fondati nella verità come nell'errore.

lunedì 3 marzo 2025

Mi dispiace per il papa, è sempre una persona anziana che sta male, e sono contento anche della scelta del Vaticano di fornirci le notizie con la massima trasparenza, ma venire a sapere che il papa ha espettorato per due volte muco vischioso dai bronchi proprio all'ora di cena mi ha rovinato l'appetito. Non voglio sapere com'è morto Ario mentre sto mangiando, è questione di decoro.

Operazione "Porcospino d'acciaio"

I vertici europei si aspettano un'invasione russa dell'Europa, bellicosi e agguerriti, come piccoli chihuahua ringhiano rabbiosi all'orso russo (orso: medved'): Von der Leyen: riarmare l'Ucraina, trasformeremo Kiev in un porcospino d'acciaio. È chiaro che vogliono attaccare briga, con quale lungimiranza, solo la storia saprà dircelo. Un'economia di guerra in Europa che possa ravvivare il crollo della produzione industriale, la riconversione delle fabbriche di automobili in fabbriche di carrarmati. Può anche darsi che l'orso russo non avesse intenzione di attaccare l'Europa ma che gliela stiano facendo venire. Considerando i russi a questo punto potrebbe anche accadere. Io tutt'al più potrei spendermi il mio nome russo e qualche libro di Pelevin, nascondendo però la mia passione per gli ucraini Bulgakov e Gogol'. Lo voglio dire ai miei amici di sinistra che oggi si sono riscoperti guerrafondai quando solo io, considerata la mia passione per gli aerei da guerra, auspicavo l'acquisto degli F-35 Lightning, con o senza deliziose alette canard. Oggi i francesi scoprono allarmati che il pentagono può bloccare l'operatività degli F35 europei, dal Messaggero: "F-35 americani in Europa, il Pentagono ora può bloccare i decolli. L'intelligence francese: gestione software negli Usa. Secondo Gomart, se Washington attaccasse la Groenlandia​, nessun Paese europeo potrebbe far decollare i suoi F-35 per difenderla". Gli europei alla guerra sono una barzelletta.

Ovviamente è per puro caso che quest'anno agli Oscars abbiano fatto vincere un film che parla di russi con attori russi, Oscars, Nobels, Festivals di Sanremo, sono dichiarazioni politiche: quest'anno va l'albicocca, troviamo qualcosa di albicocca (per esempio: "Nobel 2024: è l'annata dell'intelligenza artificiale"). Possiamo dire senza timore di sbagliarci che Oscars, Nobels e Festivals di Sanremo sono la pratica onanistica dell'oranus che siamo diventati ("oranus": organismo fagocitante e cacante soldi, immagini pubblicitarie e informazioni senza soluzione di continuità, com'è descritto in Babylon di Viktor Pelevin).

domenica 2 marzo 2025

Il vestito da invaso

L'ha detto lo stesso Zelensky: finché non terminerà la guerra io mi vestirò da invaso, un clergyman in fresco lana con tridente bizantino e inserti in velcro sulle maniche è sui pantaloni cargo, dai toni militari. Il suit avvocatesco è una mania degli americani, che così vestiti si sentono giustificati di commettere le più orribili nefandezze, ma sempre per la ragion di Stato e acconciati con rispettabile eleganza. Cosa manca al povero Zelensky? Gli hanno dato del nano, del cocainomane, del comico scarso, mancava solo il malvestito. Anche a me questo travestimento, questo costume di scena da invaso palestrato, faceva un po' sorridere, perché tutto diventa reality, tutto televisivamente e armocromicamente conformato allo show, ma è così anche per gli altri nei loro azzimati completi bluette. In America come nel mondo il suit avvocatesco è sinonimo di stronzo perfetto, un assioma, come un quadrato: stronzo in giacca e cravatta, e ve lo dice uno che le cravatte le ha disegnate per lavoro, compresa una comanda per una congregazione evangelica americana con il Cristo in croce e abbondante sanguinamento dalla corona di spine: business, as usual.

sabato 1 marzo 2025

J.D. Vance, il Fidus Achates

Tess dei d'Urberville

Io, nella mia ignoranza, l'ho capita così: l'Ucraina voleva diventare occidentale, sottrarsi a un padrone violento per andare a servire in una casa più rispettabile e moderna, dove nella sua immaginazione l'avrebbero trattata meglio. La famiglia moderna e rispettabile fiuta la cosa e comincia a flirtare con la bella signorina dell'est, per fare un dispetto alla famiglia rivale, promettendo alla ragazza paga migliore e libera uscita nei giorno festivi, la ragazza accetta. Senonché la famiglia violenta reagisce da par suo e si mette di mezzo. La ragazza si fa proteggere come può dalla rispettabile famiglia occidentale che l'ha presa sotto la sua protezione, e davvero pensa che ormai il suo favore presso la famiglia rispettabile sia cosa assodata (facendo anche il grosso errore di fare la sbruffona con la famiglia violenta, credendosi ormai fortissima), ma ahimè non ha messo in conto la proverbiale ipocrisia delle famiglie rispettabili per cui una persona vale nella misura in cui serve. Stanca del suo dispetto verso la famiglia rivale, la famiglia rispettabile cerca in tutti i modi di mollare la signorina, che ci resta male e per giunta priva della sua protezione, sobillata nella sua ribellione dell'appoggio ipocrita di un'altra famiglia, la famiglia europea, che la blandisce per fare la bella figura di famiglia moderna e amante dei più deboli, ma solo per allure. La povera signorina ucraina non è in una situazione felice, potrebbe finire brutalizzata dalla famiglia violenta con tutte le rassicurazioni del caso, che mai la toccheranno con un dito, che può ben ritornare in casa a servire, non le faranno del male. Ho una brutta sensazione. 

giovedì 27 febbraio 2025

I tedeschi ancora mi inquietano, non tanto quelli che ho visto in carne e ossa quando ho fatto il mio safari in Germania per lavoro (i tedeschi comuni mi sono sembrati del tutto normali, indistinguibili dai milanesi), dico i politici che ho visto in televisione. Hanno tutti quella fissità, quella plasticità da Hitler-Jugend. Tutti molto pettinati, assemblati in materiale plastico, o kevlar. Passi la leader di Alternative für Deutschland, che pure è lesbica e sposata con una singalese (mandando in corto circuito tutte le relazioni dei profilers), ma pure quelli moderati sembrano tutti dei freddi strumenti tecnologici, come gli altoparlanti sul pulpito del Bundestag. Il Bundestag sembra la saletta executive di un aeroporto. Non hanno più uno spirito i tedeschi, solo quello genericamente tecnologico che ormai è la cifra di tutto l'occidente. Il paraurti di un SUV, un seggio del Bundestag, un trolley della Samsonite, sembrano usciti tutti dalla stessa fabbrica. La massima di Adolf Loos, “l'ornamento non soltanto è opera di delinquenti, ma è esso stesso un delitto" ha fatto tutto il giro, la mancanza di ornamento, il design minimalista, è diventato l'ornamento di cui più si abusa oggidì. Non comunicano nessuna umanità, diffusori al posto delle bocche, bottoni al posto degli occhi.

Per una ragione immagino collegata alla diffusione della coolness internettiana, nel radar di Tumblr mi compaiono in continuazione disegni di ragazzi che si baciano oppure femminilizzati, erotizzati (per esempio una bella Elena di Troia transgender, con due bei seni e il profilo greco del primo ministro canadese). Va benissimo, solo che questa continua campagna di diffusione inizia ad assomigliare un po' troppo a una specie di gay washing: avete visto?, siamo liberal, apposto così, i gay sono diventati un brand da spendere per accreditarsi come social aperti alle differenze. Si fa commercio anche delle legittime tendenze sessuali delle persone, se ne fa uso per accreditarsi, per collocarsi sul mercato: il catamito greco ridotto a figurina cool, a virtue token.

mercoledì 26 febbraio 2025

Keir Starmer di giorno veste i panni dell'innocuo Clark Kent ma di notte si cambia di gran carriera nel gabinetto dei ministri e diventa Superman in mantello rosso e calzamaglia elasticizzata in elastane bio, vola sull'Ucraina e prende i droni russi per la coda roteandoli vorticosamente e rispedendoli al mittente. Vai Keir, fagli vedere chi sei: Truth, Justice, and a Better Tomorrow.

Gutta cavat lapidem

Stavo pensando all'incontestabile, assiomatica intelligenza del creativo copywriter che ha coniato il marchio "Guttalax": gutta, "goccia", laxare, "allentare, sciogliere", a riprova del fatto che il liceo classico ti può aprire tutte le porte, comprese quelle di servizio.

"Non vedo l'ora di aprire il social network per distrarmi con le innumerevoli interessanti opinioni dell'autorevole massa riguardo l'andazzo generale" [...] "Veniamo al mondo già truffati, non c'è nessun libero arbitrio, siamo sapientemente governati dalle oppressive forze della natura".

martedì 25 febbraio 2025

Putin, pronti a cooperare con Usa su terre rare in Donbass: La Russia è pronta a cooperare con gli Stati Uniti, anche accettando investimenti americani sullo sfruttamento delle terre rare in Donbass. Lo ha detto Vladimir Putin, secondo quanto riporta la Tass. Aziende russe e americane - ha dichiarato Putin - sarebbero “in contatto” per progetti economici congiunti. Il Sole24Ore

Ieri minacciavano la guerra nucleare, oggi si spartiscono il bottino. A meno che in Calabria domani non trovino l'erbio, l'ittrio, l'europio e il disprosio direi che possiamo stare tranquilli.

lunedì 24 febbraio 2025

Per rilassarmi ho disegnato una 127. Non sapevo che l'avesse disegnata Pio Manzù, morto trentenne in un incidente d'auto proprio mentre si recava a Torino alla presentazione del modellino (guidava la 500 della moglie, forse un colpo di sonno), figlio dello scultore Giacomo Manzù, al secolo Giacomo Manzoni. Ne ho trovata una verdina, l'unica ritraibile, sulla pagina Wikipedia. Chissà perché negli anni '70 andavano di moda i colori diarroici, verde, verdino marcio, marrone, marroncino, forse per via di un rinnovato interesse per la natura. Il lamierino ondulato, la coda quasi tronca (per la precisione "fastback"), i paraurti cromati, le sagomature smussate alla maniera dei posacenere Olivetti, pura poesia. Io giudico le macchine dal loro aspetto, a guidarle non sono capace, una Prinz vale per me più di un Porsche Cayenne. Magari la prossima sarà proprio una Prinz, o una Lamborghini Espada del '69.

Lo ribadisco nel modo più candido: né i palestinesi hanno diritto di accoppare gli israeliani né gli israeliani di accoppare i palestinesi, nemmeno in nome della più buona delle ragioni che hanno escogitato per giustificare le loro azioni. Occorre metterla giù semplice per farsi capire, ritornare alle basi, anche a costo di sembrare scemi: nessuno ha diritto di accoppare nessuno, e questo valga per tutti gli altri conflitti, passati, presenti e futuri.

Dobbiamo intenderci sui diritti: "io ho diritto a" cosa significa? Che c'è qualcuno che ti riconosce una facoltà, di solito un'autorità, umana, troppo umana, che segue le sorti molto incerte degli umani. A voglia di dire che "io ho diritto", ma ce lo diciamo da soli, o magari facciamo appello a un'autorità che quando riconosce i nostri diritti ci appare giusta e democratica e quando fa valere i diritti degli altri ci appare ingiusta e oppressiva (parrebbe che ognuno ha diritto di produrre i suoi, di diritti). Il diritto che a noi pare una garanzia universale, una conquista della ragione, è insomma alla fin fine una cambiale sempre pronta a passar di mano. In questo senso il diritto non esiste, non esiste in natura, e la cosiddetta conquista di civiltà vale quanto il due di coppe quando regna denari: vale sempre la legge del più forte, occorre sempre esercitare una forza per garantire o far valere un diritto, che sia il più civile dei diritti o il più malandrino, da solo il diritto non si regge.

Li voglio vedere gli europei trasformarsi in esercito, l'abbonato a Netflix combattere a Sebastopoli, fare 500 iarde a nuoto in meno di 12 minuti e 30 secondi, 42 piegamenti e 50 addominali in 2 minuti, un miglio e mezzo di corsa con anfibi e pantaloni lunghi in meno di 11 minuti e 30 secondi, tenere insomma al proprio fucile più che alla Madonna, seriamente, non credo che faremo molta paura a Putin, confido più che altro nell'inutilità tattico-strategica di impadronirsi della Calabria.

sabato 22 febbraio 2025

I diritti

Se i palestinesi hanno diritto ad accoppare, se gli israeliani hanno diritto a reagire, avanti così e ti radono al suolo tutto il medio oriente se li lasci fare, e d'altronde, chi li ferma? Hanno una tale rabbia in corpo, un tal livore così ben incancrenito e sostenuto in pompa magna dai grandi proclami delle diverse fazioni, che nemmeno diecimila benintenzionati, fautori della pace fra i popoli, non possono nulla, perché poi quelli ti calano dal cielo coi passamontagna, gli altri promettono vendetta citando il Padre Eterno, non sono normali, davvero, non lo sono, bisogna pur dirlo che non sono normali, sennò non avrà mai fine. Senonché non siamo normali neanche noi che ci mettiamo così gravemente a prenderli tanto sul serio facendo i puntigliosi sulle questioni di principio: sì ma loro hanno diritto, sì ma gli altri hanno diritto... nessuno ha diritto a un bel niente a questo mondo, i diritti non esistono, i diritti sono gli asini dell'io, sono un essere che "si paralizza in un sacco, in una lercia trippa, i di cui confini sono più miserabili di questo fesso muro" [...] "è allora, proprio, in quel preciso momento, che spunta fuori quello sparagone d’un io… pimpante… eretto… impennacchiato di attributi di ogni maniera… paonazzo, e pennuto, e teso, e turgido… come un tacchino…": non c'è nessun diritto, nessuno ha diritto a un bel niente: se questo lo capissero tutti, tutti si darebbero una bella calmata, ma sarebbe come togliere al cornuto le sue corna, alla scimmia la sua banana (per la citazione La cognizione del dolore).

venerdì 21 febbraio 2025

Mi ero ripromesso di non guardare, di distogliere lo sguardo, poi le notizie arrivano lo stesso, l'atrocità entra in casa mentre ti metti a mangiare tra una notizia sportiva e l'altra nel macabro rituale televisivo del rilascio degli ostaggi, vivi e morti, c'è posta per te, nella vendetta di Dio che cala dall'alto dai droni, vendette e rappresaglie, scuri di Dio, dardi fiammeggianti, rapimenti, ammazzamenti, gente uccisa in casa, quartieri ridotti in briciole, profeti in ciabatte, cibernetiche leggi del taglione. Andranno tutti all'inferno mi dice la coscienza, gli uni e gli altri, a cuocere in tanti supplizi di Tantalo o secondo legge del contrappasso, unica giustizia possibile quella fantasticata perché non c'è misura di giustizia umana che possa riparare tutto il male fatto.

giovedì 20 febbraio 2025

Netanyahu cita: “La vendetta appartiene al Signore, la vendetta apparirà”. Ho trovato questa citazione, Romani, 12,19: "Non vi vendicate, miei diletti, non fate posto all'ira, poiché è scritto: la vendetta è mia, io ricompenserò, dice il Signore (Geova)"; ma siccome siamo qui nell'ambito del Nuovo Testamento, la citazione riprende ciò che è scritto in Deuteronomio 32,35: "La vendetta e la retribuzione sono mie, al tempo stabilito il loro piede incederà in maniera instabile, poiché il giorno del loro disastro è vicino". Insomma, il verbo di Dio dice chiaramente: non fatevi giustizia per conto vostro, mia è la vendetta, mia è la giustizia, al tempo stabilito. Chissà come l'hanno aggiustata invece per dare via libera agli uomini di farsi vendetta per conto proprio, sono delitti che gridano una vendetta più larga e superiore di quella piccina dei mortali.

Il papa ha trascorso una notte tranquilla. Ieri Giorgia, la nostra Giorgia nazionale, è passata a trovarlo, gli ha cantato Credo e La cura per me, spiegando la sua voce di usignolo soul con quel tocco rhythm and blues che fa impazzire la giuria di qualità, Papa Bergoglio, visibilmente di buon umore, si è complimentato per il sesto posto raggiunto al Festival di Sanremo auspicando altresì che le donne siano sempre più presenti nella cinquina finale, invitandola poi a San Pietro a cantare messa. Giorgia, visibilmente emozionata, ha accettato l'invito, ripromettendosi di ritornare a trovarlo con un vassoio di chiacchiere, ma prima che inizi la quaresima.

Libero, giornale diretto da Daniele Capezzone e Mario Sechi: "Como, fermato per un controllo? Nigeriano massacra una poliziotta." Oh, poveretta. Massacrata, in fin di vita, pestata a sangue, da un nigeriano (e se non si scrive "negro" è perché Capezzone e Sechi sono dei signori, aplomb britannico). Più obiettivo Il Giornale del comasco Sallusti e del sempre ottimo Feltri: "Sferra pugni alla poliziotta che lo identifica, arrestato nigeriano irregolare". Quasi incolore. Feltri in quel momento sarà stato al bagno. Andiamo a vedere cos'è successo su testate meno orientate ideologicamente. Virgilio Notizie: "Il 30enne ha sferrato alcuni pugni nei confronti di una poliziotta della volante, provocandole contusioni poi giudicate guaribili con cinque giorni di prognosi". Meno male, solo cinque giorni di prognosi, contusioni, non un massacro. Fatto inaccettabile, dice la politica: il delinquente si oppone alla cattura, succede, più difficile che offrano mazzi di fiori. Inaccettabile, come un pestaggio in carcere a Reggio Emilia. Perché poi la vedo, l'opinione pubblica, fare la raccolta differenziata delle notiziole di cronaca e ingigantire la colluttazione fino a farla diventare massacro, pestaggio, bagno di sangue: basta con tutti 'sti neri! Oggi come oggi è il delinquente bianco che non si sa più dove collocare: vittima anche lui della sinistra, costretto dai neri che gli rubano il lavoro.