domenica 18 marzo 2018

Impossibile

Ciwati si è dimesso da segretario e con lui tutto il gruppo dirigente, "non sono riuscito a dare una speranza al paese".

Perché Ciwati ci credeva davvero di poter dare una speranza al paese, quando si dice sovrastimare la percezione di sé e della propria portata storica. Lui e il suo partitino fondato nella cameretta, con quel logo scacciaelettori che sembra un senso vietato, un divieto assoluto di transito, di qui non si passa. Lo so, doveva accennare all’uguaglianza (forse per il simbolo si sarà fatto aiutare da suo fratello che ha disegnato anche il logo di Liberi e Uguali, quello che sembra la marca di un detergente intimo ai frutti di bosco). Insomma, non ci si improvvisa segretari di partito, non basta conoscere uno pratico di Illustrator. Il dubbio è che Ciwati la lotta di classe l’abbia vista solo dentro Lady Oscar e che quando parla di quella sua fantomatica sinistra in perenne fase di rilancio e di rifondazione non sappia nemmeno lui bene cosa sia, un vagheggiare pallido e assorto, nell'attesa il popolo ha già provveduto per conto suo. Ciwati come paradigma della sinistra da cameretta.

sabato 17 marzo 2018

La situa

Voglia di certezze

E' il sentimento di sicurezza che ci guida, non puoi pretendere che gli uomini siano pronti ad essere cittadini del mondo, proiettati verso il progresso scientifico e culturale se poi questo progresso universale toglie loro le certezze da sotto i piedi, prima di tutto quelle economiche. La globalizzazione è una sfida troppo grande per nazioni poco organizzate e che non sanno garantirsi quella fetta del benessere planetario che serve alla loro sopravvivenza, la chiusura è un riflesso automatico che risponde a una certezza quasi matematica (ti saluto industria 4.0, ti saluto scienza che vede e provvede e che toglie sempre le castagne dal fuoco, il guaio sarà quando ci accorgeremo che nemmeno il protezionismo economico e culturale porterà i benefici sperati).

Ah, e comunque la globalizzazione è un processo che non si ferma perché lo dicono Trump e Salvini, quella procederà beata per conto suo anche senza di noi, e ci presenterà il conto.

lunedì 12 marzo 2018

Generazione Agamennone

E meno male che Renzi in squadra aveva lo psicologo specializzato in supercazzole lacaniane che capiva al volo la psicologia degli elettori.

Sulla volontà di volere

Sei sicuro di sapere cosa vuoi, quando vuoi, oppure vuoi tanto per volere? La risposta è: vuoi tanto per volere.

“Io voglio che rivince il PD!”

Tieni presente che il PD non saprebbe tirare fuori un paese dalle sabbie mobili nemmeno attaccandolo con un gancio al trattore.

“Allora io voglio che perdono gli altri!”

Ah ecco, adesso ci siamo.

Epistème

C’è questa cosa chiamata “epistème”, cioè “lo stare sopra”, il “mantenersi al di sopra”, che è la pretesa da parte della filosofia e di ogni “vera scienza” di stabilire la verità incontrovertibile, non ulteriormente dubitabile, così che da una parte abbiamo l’episteme teologico-metafisica della filosofia, che intende dire l’ultima parola su quell’Essere che controlla il divenire degli enti, dall’altra l’episteme tecnico-scientifica, che pretende di stabilire invece le leggi incontrovertibili dell’accadere dei fenomeni e che sembra essersi indirizzata, almeno nella parte che interessa la materia, verso un sapere di tipo probabilistico (vedi teoria dei quanti).

In questo scontro epocale fra episteme filosofica ed episteme scientifica che valore volete che abbia la pretesa di questa o quella fazione politica di imporsi come verità incontrovertibile sulle altre? Nessun valore, la politica è sostanzialmente una fede, una profezia autoavverante, quando va bene, un inutile dispendio di energie, quando va male.

domenica 11 marzo 2018

L’uomo produce congetture come le api il miele

Se si intende la politica come mera tecnica della creazione e del mantenimento del consenso si capisce bene come l’idea che si vuole difendere passerà in secondo piano rispetto allo scopo che ci si prefigge, se invece intendiamo la politica come mezzo per raggiungere il “giusto scopo”, allora qui entriamo in un terreno spinoso, vale a dire quello della verità “ideale”, che probabilmente non ci restituirà alcuna certezza, solo “buona volontà” (e si sa quanto sia incerto e soggettivo il criterio della “buona volontà”). (Per esempio: che cos’è giustizia sociale? Ad un’uguaglianza dei diritti spesso non corrisponde una equivalente uguaglianza dei doveri, e già questo basta per mandare tutto all’aria). (va da sé che sono idealisti anche i thatcheriani, al pari dei keynesiani). La politica è un qualcosa di situato troppo storicamente per pretendere da lei una qualsiasi parvenza di incontrovertibilità, e per tanto che noi pensiamo che sia giusto mantenere la pace e la concordia fra i popoli, questo pensiero, seppur nobile, rimarrà sempre e solo un intento, un proponimento sorretto dalla buona volontà e mai una verità valida universalmente di per sé, ed è questo il motivo di infiniti grattacapi.

Di quel cibo che solum è mio

«Venuta la sera, mi ritorno in casa ed entro nel mio scrittoio; e in su l'uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto panni reali e curiali; e rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui uomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo che solum è mio e che io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro e domandargli della ragione delle loro azioni; e quelli per loro umanità mi rispondono; e non sento per quattro ore di tempo alcuna noia; sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte; tutto mi trasferisco in loro. E perché Dante dice che non fa scienza sanza lo ritenere lo avere inteso, io ho notato quello di che per la loro conversazione ho fatto capitale, e composto uno opuscolo de Principatibus».

(Niccolò Machiavelli, Lettera a Francesco Vettori, 10 dicembre 1513)

mercoledì 7 marzo 2018

Balsamo

Il governo in questo paese è la trappola tesa sul cammino trionfale degli eroi cosmici, guarda per esempio la parabola dei Cinque Stelle, dal vaffanculo al garbatissimo “siamo aperti al dialogo con tutti”, si son fatti più gentili, veri amici a quattro zampe. Va da sé, le istituzioni acquietano, i governi rammolliscono, tempo cinque anni e Di Maio non lo distingui più da Forlani.

Morale

Nutro seri dubbi sull’esistenza di quella cosa chiamata “Morale”, istintivamente non riesco a concepirne l’idea. L’ho sempre considerata un costrutto sociale, un’abitudine appresa, una sorta di psicologia della Gestalt che vede emergere un disegno dove invece ci sono solo nuvole. Esiste un impegno che ci prendiamo con gli altri, per educazione, ma non si sa bene da dove provenga, da cosa muove. Forse è questione di indole caratteriale, e questo spiegherebbe perché per tanto che ci si danni a inculcare la cosiddetta “morale” in soggetti che ne sembrano naturalmente sprovvisti, non si riesce a cavare un ragno dal buco. Ma poi la morale cambia verso a seconda dei parametri di riferimento (si sentono morali anche Salvini e Berlusconi, cosa credete?). La morale è quella cosa per cui ci si pensa uomini per bene per darsi un tono, come guardarsi allo specchio e vedersi magri, un caso di dismorfismo che interessa la psiche.

sabato 3 marzo 2018

Constipation blues

Io poi quando vado a votare dopo mi sento più libero, come quando riesci ad andare di corpo (chi era quello che tirava lo sciacquone nella cabina elettorale?). Io già so come andrà a finire, niente aspettative, niente delusioni: una debacle senza precedenti per i miei colori, intendo i colori del progressismo illuminato. E domani c’è pure il derby, che perderemo. Dice: come faranno ad andare a votare i calciatori? Eh, capirai, son tutti stranieri. Ce n’era uno intelligente e che aveva studiato, adesso non ricordo più il nome. A tutti gli altri gli garantisci il diritto di giocare alla playstation e gli sgravi fiscali sui tatuaggi che son già contenti. State sereni.

Il nemico

Bisogna scegliersi un nemico, focalizza. Siete tristi, vi sentite insoddisfatti, non sapete più che fare della vostra vita? Sceglietevi un nemico e dategli la colpa. Scaricando le responsabilità verso l’esterno allenterete la pressione verso l’interno. E’ colpa dei russi, è colpa di Soros, è colpa del capitalismo e del libero mercato, è colpa del comunismo. Anche un po’ del Vaticano, sicuro. Del resto quando uno ha colpa, ha colpa, basta solo riuscire a dimostrarlo. Ma non lo vedi, dice chi si è scelto per nemico la produzione capitalistica, che voi al nord non pensate altro che al lavoro, sempre a produrre, produrre, produrre. Non avrei obiezioni se corrispondesse un guadagnare, guadagnare, guadagnare, l’egualitarismo economico così come non mi riempie le tasche non mi riempie nemmeno il cuore (ti sfruttano. Benissimo, allora dammeli tu i soldi per la merenda). E l’altro: Ma non li vedi i segni dell’invasione, è un piano ben congegnato, lo finanziano gli ebrei. Non c’è bisogno degli ebrei per spedire in Europa gente che è di troppo perfino per gli stessi africani. Allora è la natura il nemico, forse dovrebbero tenere a bada il piccione. Eh no, perché se vai contronatura poi diventi un globalista sradicato e apolide che avalla la distruzione demografica dell’occidente. Non se ne esce. Sceglietevi bene il vostro nemico, dalla scelta del vostro nemico dipende quello che diventerete nella vita, l’importante è che non andiate contro voi stessi.

Albascura

Domani faremo i conti con la storia che irrompe impetuosa nelle nostre vite, e io qui ad angosciarmi per la mia situazione finanziaria e lavorativa. Che ingenuo. Da domani tutto risolto. Ah, dovessi un’altra volta ripartire per la tangente con le mie cose sentimentali, fatemi il piacere, stoppatemi subito. La vita è troppo cinica e bara per darle la soddisfazione di patire per lei. Sono in una nuova fase dell’esistenzialismo, direi che mi sto spostando verso un esistenzialismo del tipo celiniano prima maniera, prima che sbarellasse con le sue robe antisemite. Ma poi, esistenzialista a fasi alterne, che una volta che trovo un qualsiasi lavoro che mi permette di ritirarmi alla sera ai miei studi e alle mie letture, tutto ritorna bello e degno di vivere. O quasi. Le donne sono complicate, è vero, che non si capisce cosa vogliono, gli uomini non sono più quelli di una volta e pure la fatina di Frozen diventa lesbica. Peccato, ci avevo fatto un pensierino. Ah, quanti danni la modernità! Sta di fatto che moderno o non moderno io mi ci ritroverei ugualmente bene in questo mondo, sempre ad avere il mio angolino. Domani votiamo contro la modernità, ci chiudiamo dentro la nostra nazione, in compagnia del nostro popolo, noi, chiusi dentro la stanza e tutto il mondo fuori. Ho mangiato avanzi.

Revanscismo

C’era un gruppetto di africane alla fermata che discutevano come vaiasse a voce alta, come fosse casa loro, con quelle treccine che parevano scope di saggina e i culi in bella mostra dentro i leggings, una roba sguaiata che non vi dico, e allora due vecchietti coi cappottoni di lana che erano seduti sulla panchina ad aspettare l’autobus si sono alzati e in un impeto di orgoglio patrio gli hanno urlato contro: “Maleducate! Ma da domani si cambia registro!”. Quelle si sono girate e si sono messe a ridere masticando il chewing gum, poi dicono che succedono le disgrazie.

La sacra alleanza

Dice: “la fai facile, tu, abbiamo il Vaticano”. Ma il Vaticano se ne sta lì dove sta proprio perché prospera sulla mentalità clientelare-assistenzialista che ha contribuito ad alimentare soprattutto nel meridione, dove ha trovato un fertile terreno di coltura, vale a dire il familismo (”vincolo di solidarietà tra i membri di una stessa famiglia, quando prevale su quello riguardante il gruppo sociale”). Per rendere innocuo il Vaticano bisognerebbe invece accogliere quella modernità priva di remore morali riguardanti la produzione di beni e di merci che è il nemico comune della dottrina sociale della chiesa e del pensiero comunista-comunitarista. (una volta non ci pensavo, poi me l'hanno fatto notare e me ne sono convinto).

Weberiana

Io sono weberiano, nel senso dello spirito del capitalismo che si riallaccia all’etica protestante, per cui è inutile che qui nel nostro meridione si affidino ai cinquestelle sperando in non so quale rivoluzione civile e culturale, è questione di mentalità, o ce l’hai o non ce l’hai, perfino l’Estonia funziona meglio di una qualsiasi regione del nostro meridione, e continuerà a funzionare meglio, non c’è partita.

La nazione [l’Estonia] è passata all'euro il 1º gennaio 2011, divenendo il diciassettesimo membro dell'eurozona, nella quale è uno dei Paesi col più basso debito pubblico.

Tu te le immagini la Calabria o la Sicilia entrare in Europa da sole con il più basso tasso di debito pubblico? Ci siamo capiti.

Si dirà: ma la tua tanto sbandierata Germania è governata da un partito cattolico. Certo, con un’attitudine laica che nemmeno il primo dei nostri anticlericali e delle nostre femministe. 

Pensare che basti lo sforzo della volontà dei molti, senza cambiare profondamente quello che siamo - e per cambiare profondamente un’attitudine collettiva ci vuole il lento lavorio della storia, comprensiva di tutte le sue variabili -, pensare che per cambiare le cose basti la sola buona volontà dei molti è sforzo inutile e vano (da qui a qualche anno saremo da capo, nulla sarà cambiato se non qualche deluso in più).

giovedì 1 marzo 2018

Atto di fede

In fondo la politica è un atto di fede, funziona nella misura in cui ci credi, cioè credere che possa risolvere davvero i problemi come il meccanico risolve il guasto al motore. Io non ci credo ma le concedo il beneficio, altrimenti il gioco non regge. Io non credo nella volontà. Ci ho provato, non ci credo. Vedo più dei destini che si intrecciano come le trame di un tessuto (deformazione professionale), e i cosiddetti “leader” che vanno a rimorchio, vince il più lesto a cavalcare l’onda.

martedì 27 febbraio 2018

Sulla sinistra che ha perso il suo popolo

È buona cosa l'attenzione per i più deboli, solo che bisogna rendersi conto che la ricetta seguita fin qui dalla sinistra non vale più, non fa più presa. Chi sono oggi i più deboli? Non certo i proletari che non esistono più, sono le famigliole cosiddette “piccolo borghesi” che sognano una vita (grande e piccolo) borghese, è a loro che andrebbe rivolto oggi il discorso di sinistra, e invece si preferisce dipingerli a torto o a ragione come un covatoio delle peggiori meschinità. Eh be’, il popolo puzza, non legge mica Lukacs e Schopenhauer. E’ quello lì il popolo, non ne esiste un altro, è con quel popolo lì che bisogna fare i conti e con il quale intrattenere un qualsiasi rapporto, che si voglia dire politico, umano o elettorale. E invece niente, la sinistra s’è ridotta ormai a una sorta di club di studenti in scienze politiche fuori corso con l’aggiunta di qualche ex magistrato, vagheggiando masse che se ne sono andate già da mo: addio sol dell’avvenire, l’ora è fuggita e il popolo è scappato.

Profezia autoavverante

Renzi ha perso perché s'è incaponito puerilmente con i cinquestelle (era d'accordo con Berlusconi, a questo giro toccava a lui fare desistenza), ma che ci frega ormai a noi dei cinquestelle? Tutto sommato però è un bene che il centrodestra abbia stravinto, meglio un governo che nessun governo. Così poi gli orfani della sinistra e gli antiberlusconiani e antisalviniani a vario titolo avranno il loro arcinemico contro cui scagliarsi. Hanno sbagliato invece nemico i compagni Bersani e D'Alema, a questo giro erano più antirenziani che antifascisti, per riflesso pavloviano, mesto cupio dissolvi. Addio compagni del niente, insegnate a Bertinotti come si gioca a bocce alla casa di riposo.

lunedì 5 febbraio 2018

Gelassenheit

Perché si ripeta il fascismo tale e quale, mi dico, manca la volontà di potenza. E’ vero che quel tizio di CasaPound vuole fare della Libia la ventunesima regione italiana (ha scritto già una lettera al governatore della Libia), ma non è la stessa cosa. Il fascismo vagheggiava l’Impero: l’Albania, l’Abissinia, la Somalia… Adesso si fa piuttosto a gara a scrollarseli di dosso, che non se ne vogliono più andare… Adesso è un movimento a rinchiudersi, l’ultima disperata resistenza del Generale Custer. Come sta la ragazza? Non volevo sparare alla ragazza! (lo sparator cortese). Adesso vedi che gli intitolano una strada, come a Gaetano Bresci, l'irredentista. Ma nessuno va a trovare i feriti! E per forza, siamo in par condicio, poi interviene l’AGCOM.

domenica 4 febbraio 2018

Rinascimento delle ideologie

L’ideologia è quella cosa che prende un’idea anche sbagliata o totalmente infondata per imporla come verità in grado di riprogrammare i cuori e le menti. Principalmente perché viene astutamente incontro a certi bisogni profondi delle persone. La gente dice: datemi un’ideologia in cui possa credere, e implicitamente chiede di essere ingannata.

Dovevate vederli gli anni ‘90, quando Vattimo e i post-postmoderni ci dicevano che le ideologie erano morte e sepolte perché pensavano che fossero crollate con il muro di Berlino, crollate per sempre, finite, kaputt. Quale ingenuità. Un mondo finalmente pacificato e multietnico. Non avevano fatto i conti con l’undici settembre, quello fu il vero turning point. Tutto sbagliato, tutto da rifare, altro che società multirazziale (ma non si era detto che non esistevano le razze?).

Irenismo e rassegnazione

irènico agg. [dal gr. εἰρηνικός, der. di εἰρήνη «pace»] (pl. m. -ci), letter. – Di pace, che promuove la pace: messaggio i.; scritti i., che promuovono l’unione dei cristiani separati (v. irenismo). 

Manca un mese alle elezioni e già ci spariamo addosso. Lo sparatore, per i suoi, è una vittima della società. Strano che la destra imputi da sempre alla sinistra un eccesso di sociologismo nel spiegare i fatti di cronaca e quando tocca a loro usino gli stessi argomenti.

Qui nel mio collegio hanno fatto la proiezione, il centrodestra vince con il 47%, male il movimento delle stelle, dietro anche al PD (nel profondo nord i movimenti del web non attaccano, gente pratica, che vuole risposte concrete sui negri). Se non altro, mi dico, Como diventerà una città sicura (sarcasmo).

Confesso che ce ne siamo andati dal posto dove abitavamo prima anche perché eravamo circondati da immigrazione e microcriminalità: spaccio, accoltellamenti, prostituzione, l’agenzia interinale sotto casa aveva chiuso perché regolarmente gli portavano via i terminali. Pisciavano nell’androne, col pisello di fuori, soprattutto i cingalesi. Un problema c’era. Io non ho la visione irenica dell’immigrazione che hanno certi miei contatti qui su tumblr. La mia idea di civiltà è un’altra, altra rispetto ai Salvini, altra rispetto ai Boldrini.

Qui il PD è crollato quando ha permesso ai profughi eritrei di accamparsi davanti alla stazione per tre mesi. I panni stesi, l’odore di urina, la gente stravaccata in stazione. Sono cose che si pagano. Perché lasciarli lì accampati per tre mesi non riguarda tanto l’amore per i popoli del mondo quanto lo spregio di ogni regola di civiltà, un torto anche nei loro confronti.

Questo è quanto.

(fmentis.tumblr.com)

venerdì 10 novembre 2017

Il proletariato eroico ugualitario non esiste

“Caro Elie, in tutto questo la disgrazia è che non c’è un “popolo” nel senso commovente in cui lei lo intende, non ci sono che sfruttatori e sfruttati, e ogni sfruttato non chiede che di diventare sfruttatore. Non capisce altro. Il proletariato eroico ugualitario non esiste. E’ un sogno vacuo, una FANDONIA, da qui l’inutilità, la sciocchezza assoluta, nauseante di tutte quelle immaginette imbecilli, il proletariato in tuta blu, l’eroe di domani, e il malvagio capitalista tronfio con la catena d’oro. Sono pattume sia l’uno che l’altro”.

Louis-Ferdinand Céline

sabato 14 ottobre 2017

La narrazione

Per me ormai è zio Silvio, lo zio imprenditore di Vertemate con Minoprio che ha fatto i soldi, allegro e porcaccione, narrano le leggende che ne ha battezzate parecchie lassù in ditta, una se l’è pure sposata e ci ha messo su famiglia, adesso vive circondato dall’affetto dei nipoti e dei suoi dipendenti, i quali lo adorano quasi come fosse un papà perché non manca mai di pagare gli stipendi (e non è poco visti i tempi) e quando gli si chiede udienza per dirimere un caso scabroso non manca mai di dare una mano e di aggiustare le cose per il bene di tutti (qualcuno in passato se n’è approfittato, perché di approfittatori ne girano sempre attorno alle persone per bene). E’ vero, avrà pure fatto qualche gabola con il fisco ma perché sennò lo stato glieli mangiava tutti, e poi quel che conta è che lo ha fatto per il bene dell’azienda. Questa è la Brianza e questa è la narrazione.  

domenica 1 ottobre 2017

Dei residui e delle derivazioni

Nella sociologia di Pareto i residui sono le espressioni dei sentimenti umani che vengono tenuti nascosti, camuffati dalle derivazioni, e cioè i sistemi intellettuali e le costruzioni ideologiche che li mascherano dando loro quella parvenza di razionalità che invece non possiedono. 

Le derivazioni, più superficiali, cambiano rapidamente, i residui permangono invece per molto più tempo, perché ci va del tempo per cambiare la forma dei sentimenti, è più facile cambiare le caratteristiche di superficie.

Alla base di questo sta il ragionamento per cui l’uomo sociale si comporta raramente in modo logico ma vuole far sempre credere agli altri di comportarsi logicamente. 

Da applicarsi all’Indipendenza della Catalogna come alla dimensione interiore: cosa si nasconde dietro al desiderio di Indipendenza della Catalogna, quali sentimenti irrazionali camuffati da istanze razionali? E cosa si nasconde dietro alla tua parvenza di uomo ammansito dalle necessità della convivenza civile, quali profondi bisogni ti dilaniano sublimati in temperamento artistico e attitudine filosofica? C’è una certa equivalenza fra dimensione macrosociale e dimensione interiore.

Per usare un’espressione che andava tanto di moda: la società è liquida ma i residui sono vischiosi, e sono i residui a cui bisogna rivolgere l’attenzione.