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mercoledì 1 maggio 2019

Il partigiano Nietzsche

Si dirà: sì, pero Nietzsche non parteggiava, il suo era un discorso schietto e obiettivo sulla miserevole genealogia dei nostri buoni valori borghesi. Questo di solito se lo dice l'ingenuo, l'infatuato oppure il nietzschiano di sinistra per mettersi a tacere la coscienza. In realtà la partigianeria di Nietzsche per quel supposto spirito aristocratico che sarebbe prerogativa degli uomini superiori, purificati, idealizzati dalla lente deformante della lontananza storica è già tutta contenuta in quella Nascita della tragedia che è opera prima è fondamentale, già tutta ammantata di attaccamento morboso alle vestigia classiche del passato. Quello "spirito aristocratico" che tanto affascinava Nietzsche esisteva solo nelle suggestioni che il wagnerismo gli aveva inculcato fin dalla giovinezza e che lo hanno ammorbato per il resto dei suoi giorni, l'intera opera di Nietzsche si può leggere benissimo come la lamentazione dell'allievo disilluso dalla conversione al cristianesimo del Maestro, reo di tradimento verso gli spiriti guerrieri del Valhalla (vedi Nietzsche contra Wagner).

venerdì 26 aprile 2019

Relativizzami questo

Il paragrafo 9 della prima dissertazione di Genealogia della morale come confermazione delle linee guida del famigerato piano Kalergi:

"Atteniamoci ai dati di fatto: il popolo ha vinto - ovvero "gli schiavi" o "la plebe" o "il gregge", chiamateli come vi piace - e se questo è avvenuto per mezzo degli Ebrei, ebbene mai un popolo ha avuto una missione più grande nella storia del mondo. "I signori" sono liquidati, la morale dell'uomo comune ha vinto. Si può considerare, al tempo stesso, questa vittoria come un avvelenamento del sangue (ha mescolato tra loro le razze) - nulla da eccepire; indubbiamente però questa intossicazione ha avuto buon esito. La "redenzione" del genere umano (dai "signori") è sulla migliore delle strade; tutto si giudaizza o si cristianizza o si plebeizza a vista d'occhio (che importano le parole!). Il progredire di questa intossicazione, attraverso l'intero corpo dell'umanità, sembra irresistibile [...]"

[a Mazzino Montinari, come d'uso, il compito di rendere commestibile per i tipi dell'Adelphi la polpetta avvelenata del pensiero nietzschiano]