Presi Il Foglio, stamane, perché volevo godere dei contorcimenti della perpetua di fronte alla disinvoltura del papa relativista, che manca solo che ci mostri le mutande e giù a ridere («Cosa avete di così importante da fare?», e stavano pregando, mica facevano pompini!). «Non è per bontà d'animo, ma per dottrina, che Francesco rigetta il bastone dell'Inquisitore e predica il dialogo col mondo storico, contingente, così com'è e non come vorremmo che fosse. Il suo rifiuto del rigore dottrinale tanto inviso al mondo peccatore è un completamento essenziale, macchiavellico, del modo geseuitico di concepire l'imitazione di Cristo e l'evangelizzazione». Sarà pure «dottrina», ma finché non mi sfila al Gay Pride truccato da Amanda Lepore per me è tutta scena, semmai è dopo che diventa una cosa seria. Di fronte all'Unione dei superiori generali degli Istituti religiosi maschili (U.S.G.I.R.M) Papa Francesco, come al solito informale, s'è presentato in ciabatte pippando il suo mate (il grande Lebowski), insistendo su un punto in particolare: «Tutti siamo peccatori, ma non tutti siamo corrotti. [nei seminari] Si accettino i peccatori, ma non i corrotti». E coi corrotti in culo come la mettiamo, saranno peccatori o saranno corrotti? A uno magari gli viene lo sfizio, però una tantum, e allora è un peccatore (perché sa di aver peccato), mentre un altro organizza un giro di ragazzi squillo e vive senza rimpianti, e allora è un corrotto. Sì, ma a questi livelli siam buoni tutti, tanto vale un sagrestano.
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sabato 4 gennaio 2014
domenica 17 novembre 2013
Pimp your Pope!
Diciamo che in quanto ad hype, testimonial e bacino d'utenza la "Misericordina - 50 sfumature di bianco" si avvia a sbaragliare il cineforum della Statale, è un peccato. A quando una app per sgranare il rosario via smartphones? (compreso di statistiche, livelli, percentuali di avanzamento e obiettivi raggiunti). Fossi capace creerei una app per truccare le immaginette dei papi, ho già il titolo: Pimp your Pope! (cazzo, c'è già).
domenica 10 novembre 2013
Se ne sono accorti anche i credenti (non sono stupidi) che questo papa è tutto un épater le bourgeois. Per noi che non ci crediamo è solo fuffa, perlopiù captatio benevolentiae (Wojtyla docet), per quelli che ci credono davvero, cioè per le perpetue, Francesco rischia addirittura l'apostasia o perlomeno la connivenza con il nemico mortale, cioè la modernità. E' divertente vederle starnazzare, abbandonate in mezzo al guado dall'impavido Benedetto XVI, quel gran campione di ortodossia. Mi ricordo quando al mio paesino arrivò il nuovo prete, un prete giovane di idee progressiste (e cioè si spostava in Vespa), apriti cielo! Le vecchie carampane presidianti i leggii dell'altare maggiore si misero in subbuglio, fioccarono le lettere di protesta e alla fine il prete progressista venne allontanato. Salvo poi lamentarsi del suo successore, un sbiadito pretino in quota moderata senza arte ne parte. Per cui, a cosa vorrebbero appellarsi questi cosiddetti tradizionalisti? Forse un credente, per credere di più, deve specchiarsi in un papa più canonico? Non basta credere in Dio e riposare nella certezza della propria fede per essere in pace con gli altri e con se stessi? Io non capisco e probabilmente non capirò mai.
sabato 26 ottobre 2013
Ich mußte also das Wissen aufheben, um zum Glauben Platz zu bekommen.
Siamo davvero sicuri che per opporci con i giusti argomenti all'antiquato oscurantismo religioso dobbiamo per forza di cose ridurci a un mucchietto di carne incidentalmente fresca finché ci è concesso dal caso o almeno finché regge la pompa (e per giunta andandone anche fieri)? Questo mi domandavo. Negare il fondamento temporale delle religioni è un gioco da ragazzi, più difficile pretendere di confutare una fede. Guardavo oggi un video della compianta Margherita Hack ospite di Bruno Vespa e la critica che con il solito piglio tentava di muovere ai credenti: la fede è un'illusione indotta dal cervello. Bene, ma chi ci può garantire che non sia un'illusione indotta dal cervello anche la fiducia nei progressi della tecnica o nel materialismo scientifico in generale? Che non ci siano gli angeli con le trombe ad attenderci dopo la morte e che Dio non vesta di una tunichetta bianca potrebbe risultare facile da comprendere anche al meno adulto fra i cattolici, il problema vero sorge quando si tenta di affidare le proprie certezze alla scienza caricandola di una equivalente aspettativa di verità. Guardo con sospetto all'UAAR, mi pare un tentativo di opporre a un ottuso dogmatismo un'altrettanto inflessibile rigidità di pensiero facendosi scudo della razionalità, la quale è per alcuni razionalisti come lo spirito santo per i credenti. La fede è essenzialmente volontà. Se uno, ad esempio, vuole farsi un tatuaggio, inutile metterlo in guardia sulla tossicità degli inchiostri o sulla possibilità di beccarsi l'epatite (la becchi anche dal dentista), la volontà vuole e la fede è volontà di credere. Una volontà non si può estinguere per delibera del tribunale della ragione, una volontà si estingue solo quando vengono meno i suoi presupposti. E se il presupposto della fede è la volontà che vi sia un Dio che ci accolga fra le sue braccia dopo la morte, un Dio che ci garantisca un senso sia qui, su questa terra, che nell'aldilà, capirete anche voi che la fiamma della fede non si potrà mai estinguere almeno finché siamo mortali. Il mio consiglio è allora di affrontare il problema continuando ad instillare quanti più dubbi possibili fra i credenti piuttosto che colpire il nemico frontalmente con l'arma della razionalità, la quale, per il credente, non potrà che sortire l'effetto di un piccola punturina d'insetto avvolto com'è nella sua nuvoletta di repellente spirituale, non trovate? L'agnosticismo è una maieutica che va condotta con finezza.
mercoledì 23 ottobre 2013
Il vescovo Franz-Peter Tebartz-van Elst è il classico capro espiatorio. Gli si contestano spese folli per la ristrutturazione della diocesi, e adesso che gli impresari del grande circo hanno deciso di raccontare la fiaba della chiesa povera a farne le spese è lui. E' una bella diocesi quella di Franz-Peter Tebartz-van Elst, se vogliamo anche sobria, una lezione di stile, prenderei i voti per abitarci. Mi riporta al Puledro impennato in quel di Brea, sul Verdecammino, e ad una certa pizzeria italiana gestita da tedeschi in quel di Halle, Westfalia, praticamente un sogno (la Westfalia è il mio luogo dell'anima). Forse quando si decise di costruire San Pietro si badò a spese? E Santa Maria del Fiore? E San Marco? Ma avete idea di quanto ci sono costate tutte quelle cupoline? Senza un poco di sano narcisismo il cristianesimo sarebbe oggi ridotto a una setta per straccioni e non ci venga a fare la morale questo furbacchione calato dal Maradagál.
giovedì 17 ottobre 2013
Ho abbandonato in questo periodo la cura per le cose del mondo, vivo una sorta di esperienza mistica, nel senso di esperienza dei misteri che avvolgono la vita. Da questa torre eburnea in cui ho trovato dimora di tanto in tanto mi giungono però gli echi di questioni più terrene, quali, ad esempio, l'intervista di Scalfari a Bergoglio. Vi ho mai raccontato di quando andavo in chiesa? Ero piccolo, mi ci portava una vicina di casa, la Signora Giovanna. E c'era un bambino che ogni volta sfuggiva alla madre e scorrazzava in lungo e in largo per l'altare urlando in modo inopportuno, come solo i bimbi sanno fare quando non sono edotti sulle questioni liturgiche, mettendo mano alle candele e disturbando i chierichetti, insomma, combinando un sacco di guai. Il prete non diceva niente e io mi vergognavo come un cane per lui, per quel bambino che di certo non si vergognava. Ecco, io sono nella condizione oggi di vergognarmi per Scalfari e Bergoglio, anche se di certo loro non si vergognano.
Dice Francesco rivolto a Mazzini, cioè a Scalfari: "Si domanderà certo, come tutti, chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Se le pone anche un bambino queste domande. E lei?". Io, da bambino, queste domande non me le ponevo e qui potrebbe insorgere una nevrosi se non fosse che a parlare è Bergoglio, vale a dire niente.
Risposta di Scalfari: "Le sono grato di questa domanda. La risposta è questa: io credo nell’Essere, cioè nel tessuto dal quale sorgono le forme, gli Enti." [...] "L’Essere è un tessuto di energia. Energia caotica ma indistruttibile e in eterna caoticità. Da quell’energia emergono le forme quando l’energia arriva al punto di esplodere. Le forme hanno le loro leggi, i loro campi magnetici, i loro elementi chimici, che si combinano casualmente, evolvono, infine si spengono ma la loro energia non si distrugge. L’uomo è probabilmente il solo animale dotato di pensiero, almeno in questo nostro pianeta e sistema solare. Ho detto è animato da istinti e desideri ma aggiungo che contiene anche dentro di sé una risonanza, un’eco, una vocazione di caos."
Sopra una base di Schopenhauer stendete un velo di Nietzsche stemperato in soluzione heideggeriana, guarnite a piacere con abbondanti dosi di pensiero scientifico più una spruzzatina di Maxwell e Mendeleev e scagliettine di pensiero vagamente greco, et voilà, eccovi servito il vostro materialista. Le riflessioni filosofiche di Scalfari devono essersi fermate alla quarta liceo e ad approfondite letture delle dispense di Focus seduto sulla tazza del water. Ora, la domanda è questa: possiamo noi immedesimarci e palpitare per interlocutori si mediocri? La risposta è ovviamente no.
("Da quell’energia emergono le forme quando l’energia arriva al punto di esplodere". Cos'è, un riferimento al Big Bang o forse alla fluttuazione quantistica dei campi elettromagnetici, oppure alla radiazione di Hawking o allo scoppio del Grande Raudo da cui tutti noi proveniamo? Non si sa, non ci è dato sapere).
("Da quell’energia emergono le forme quando l’energia arriva al punto di esplodere". Cos'è, un riferimento al Big Bang o forse alla fluttuazione quantistica dei campi elettromagnetici, oppure alla radiazione di Hawking o allo scoppio del Grande Raudo da cui tutti noi proveniamo? Non si sa, non ci è dato sapere).
sabato 5 ottobre 2013
Dobbiamo spogliarci della mondanità dice il papa (mica ceci), ma che cos'è questa mondanità? E' lo spirito del mondo: "La mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all'orgoglio. E questo è un idolo, non è Dio, e l'idolatria è il peccato più forte". E ancora: "E' tanto triste trovare un cristiano mondano, sicuro, crede lui, di quella sicurezza che gli dà la fede e sicuro della sicurezza che gli dà il mondo".
Le solite fregnacce. Quanti buoni cristiani, pilastri della comunità, ricchi più di capitale che di spirito con le loro donazioni e i loro lasciti post mortem vanno a sostenere la Chiesa mondana? I mobilieri di Cantù erano tanto cristiani e così sicuri del loro mondo fatto di trucioli... mettiamo il caso che esista un ospizio cristiano intitolato a un beato in odor di santità, io non faccio nomi, ma diciamo per ipotesi. Il giorno in cui i parenti tutti, o nel peggiore dei casi solo alcuni, non riusciranno più a pagare la retta, dai caveau spirituali dell'amministrazione cristiana giungerà una proposta che ai più sembrerà del tutto decente: ci prendiamo la casa. Ma, badate bene, prima valuteranno quanto possono ricavarci, perché se la casa del povero nonnino, per una ragione o per l'altra, risulterà avere uno scarso valore di mercato, state pur certi che questa combriccola di mistici non perderà l'occasione di farvelo notare. E il valore affettivo? Non si traduce in soldi. Per cui lasciamo perdere i discorsi sulla mondanità, che le troie sono più rispettabili.
sabato 21 settembre 2013
La notizia è che il Papa aprirebbe ai divorziati e alle donne che hanno commesso aborto, la nostra reazione è: e a noi, che ci importa? La Chiesa è quell'ultima fortezza del moralismo il cui presidio ha sempre meno possibilità di uscirne, sì che le si può passare davanti e lasciarsela alle spalle quasi senza pericolo. E poi, in che senso aprirebbe? Una pacca sulle spalle, un buffetto da amico, però bada bene che in te resta la colpa, l'errore, la malattia da curare nel grande ospedale da campo? Tutte fregnacce, fiacchi spettacolini di fine impero, pelosissima captatio benevolentiae. Aver aperto il tango ai gay*, quella è la vera rivoluzione, prenda nota Bergoglio.
domenica 15 settembre 2013
Papa Francesco aiutami tu. Come saprai, ho questo problema dei vicini chiassosi e delle buche nelle strade che fanno tremare l'appartamento, e degli squarci nel pavimento, per non parlare che sono circondato da gente ostile e senza finezza, maleducati e adoratori del Dio Pallone, Eupalla, la divinità apocrifa che assiste alle goffe scarponerie dei bipedi. Altresì, ti avranno di certo messo al corrente di questo mio sinistro all'alluce sinistro, per non parlare che ieri sera ero convinto di avere l'appendicite. Voglio dire, ce l'hanno tutti, almeno finché non gliela tolgono, comunque hai capito. Telefonami, oggi sono a casa. Mia madre è cresciuta a Montevideo, mio zio mi ha pure regalato la bombilla per il mate, assomiglia a un aspersorio. In casa ascoltiamo Carlos Gardel e Los Fronterizos, mi piacerebbe ballare il tango con te. Se porti il chimichurri io ho tutto l'occorrente per fare un asado come Dio comanda, tengo los chorizos, a patto che mi fai una foto mentre li rigiro e poi la twitti su @Pontifex. Ah, e vorrei discutere alcune questioni relative all'argomento ontologico. Mi raccomando, ci conto.
lunedì 22 luglio 2013
O Papa pobre chegou ao Brasil, ele saiu com uma mala de viagem e um par de meias. Upa papinho na estrada! Upa pra là e pra cà! Vigi, que coisa mais linda! Upa papinho começando a orar, começando a orar, começando a orar! Escolheu o fiat e não mercedes, ele preferiu o Tupolev para poupar combustível, Dio maravilha, nos gostamos de voce, papapapa papapa! Dio maravilha, faz um pra' gente ver... (Mariana Mariana, que saudade daquela linda baiana).
domenica 7 luglio 2013
...
Il viaggio povero del Papa a Lampedusa. E' arrivato su una zattera di truccioli, veste una maglietta del San Lorenzo recuperata da un cestone della Caritas, ai piedi un paio di infradito della Upim. In verità è arrivato in elicottero ma non è l'ultimo modello. Si è portato da casa il panino. Ha uno smartphone della Alcatel ma tanto non prende. L'altare sarà ricavato da un barcone, come il pulpito di Padre Mapples*. Per rimarcare la sua vicinanza coi migranti il Papa si calerà nei panni di uno scafista e farà sbarcare un centinaio di profughi eritrei sopra un Riva Aquarama confiscato alla mafia. Ore 16.30, merenda: verranno distribuiti biscotti primo prezzo della SISA (non riconosco più la mia Chiesa). Povero Papa povero, santo lo faranno, c'è da scommetterci (Papa Ratzinger, Santo Emerito, rimandato in carismologia e scienze della beatificazione).
sabato 6 ottobre 2012
Paolo Gabriele condannato a 18 mesi. Il Vaticano: «Il Papa lo grazierà». Ma benedica, non poteva graziarlo da subito e così risparmiare processo e pigione al condannato? Benedetti e felici e degni di invidia coloro a cui le iniquità sono perdonate e i cui peccati sono sepolti (Romani 4, 7-8). Ma intanto abbiamo scomodato tv e media, messo in rivoluzione la gendarmeria e l'avvocatura del Vaticano, tolto dei mesi di vita a sua moglie che non sapeva se il merito glielo restituivano intiero e soprattutto sottratto poliziottescamente al maggiordomo la sua collezione di scartoffie e di cimeli della massoneria: scherzi da preti.
domenica 3 giugno 2012
Promesse irrealizzabili
Il papa a Milano: "i partiti non facciano promesse irrealizzabili". Dico, per uno che promette la vita eterna ai puri di cuore ci va davvero una bella faccia di bronzo.
domenica 27 maggio 2012
Real estate
Il vento scuote la casa di Dio ma il terzo porcellino l'ha costruita in solidi mattoni, no pasaràn.
domenica 29 gennaio 2012
Le tentazioni dell'allibratore
Stavo leggendo di Blaise Pascal, l'esimio scienziato, geometra e fisico di prim'ordine, tant'è che ne ritroverete traccia un po' ovunque, dai teoremi della matematica e della geometria, all'unità di misura della pressione passando dai moderni linguaggi di programmazione (omaggio postumo), inventore poi della pascalina, una rudimentale calcolatrice meccanica che risultò in seguito così utile agli esattori delle tasse. Si narra che Pascal smise di fare lo scienziato per dedicarsi con maggior impegno alla filosofia in seguito a un incidente di carrozza: correva l'anno 1654 quando sul ponte di Neuilly si ritrovò in bilico sul parapetto con i cavalli penzoloni sull'acqua, dall'incidente ne uscì praticamente illeso nel corpo ma profondamente segnato nello spirito. Il tutto sfociò in quella crisi mistica che lo portò ad abbracciare la fede cristiana ed entrare nella setta dei giansenisti, allora impegnati in una rognosissima disputa con i gesuiti. All'occhio di un senzadio privo dell'adeguato esprit de finesse potrà sembrare questa repentina conversione una sorta di arretramento dell'intelligenza del grande scienziato di fronte alla paura dell'ignoto, ma non è così, perché la fede è un moto ellittico dell'animo che non si può misurare con il goniometro e Dio un concetto troppo astratto per sperare di poterlo confutare con il solo strumento della ragione (anche se per dovere di cronaca va precisato che alla sua morte l'autopsia evidenziò dei non meglio precisati danni al tessuto cerebrale, forse nell'incidente aveva sbattuto la testa o forse era Dio che tentò di mettersi in comunicazione con lui). Dato fondo a una vasta serie di geremiadi esistenziali, Pascal giunse poi a formulare, complice una serie di studi sul calcolo probabilistico, quel celebre argomento in favore della fede degno di un allibratore che voglia convincere il malcapitato a puntare tutto il suo patrimonio sull'anello ai Charlotte Bobcats (W 3, L 18, % 0.143): è difficile che Dio esista, ma conviene scommetterci poiché in caso di vittoria avremo puntato un bene finito (la vita mortale) per guadagnarne uno infinito (la vita eterna). Tenete presente che alcuni siti di gioco d'azzardo attribuiscono a Pascal l'invenzione della roulette. Non fidatevi di lui, non consegnategli i soldi che siete comunque già destinati a perdere, spendeteli in donne, se Dio è davvero così buono, ci potete scommettere, saprà di certo perdonarvi qualche scappatella (gesuita docet: conviene sempre vivere da peccatori e giocarsi tutto all'ultima mano).
mercoledì 28 dicembre 2011
''Dimostra la tua potenza, o Dio. In questo nostro tempo, in questo nostro mondo, fa' che i bastoni dell'aguzzino, i mantelli intrisi di sangue e gli stivali rimbombanti dei soldati vengano bruciati, cosi' che la tua pace vinca in questo nostro mondo''. Papa Benedetto XVI
Intanto, nella Basilica della Natività a Betlemme...
martedì 13 dicembre 2011
La parabola delle verze e dei chiodini in titanio
Tempo fa un mio amico che era caduto in moto si è fatto operare la gamba al San Raffale, un intervento di routine, gli hanno impiantato due chiodini in titanio. Passa un mese, ne passano due, e lui continua a sentire un fastidio che i dottori non si sanno spiegare. Gli fanno le analisi delle urine, la spirometria, la profilassi antimalaria ma niente, nessuno pare venirne a capo. Fatto sta che a un luminare più illuminato degli altri gli si accende la lampadina e decide di fargli i raggi x. Oh, non ci crederete ma nella gamba oltre ai chiodi gli trovano un rotolo di banconote da cinquecento euro: miracolo! Le banconote praticamente gli si erano formate dentro la gamba e si erano saldate attorno all'osso del piede, Don Verzé ne fu molto colpito, ancora di più il suo commercialista, un omino tanto caro e di saldi principi morali ma talvolta un poco distratto e avezzo a smarrire le cose. Fatto sta che da quel giorno il mio amico è meta di pellegrinaggi da parte di imprenditori e liberi professionisti della zona, anche la Guardia di Finanza si interessa molto al suo caso, perché si sa, tra tutti i corpi dello stato quello dei finanzieri è il più devoto al culto di Nostro Signore.
venerdì 9 dicembre 2011
La Breccia di Porta Pia
Dopo il duro j'accuse di formamentis il card. Bagnasco si è detto disposto a discutere dell'Imu, praticamente li abbiamo in pugno. Ricordo che se avete qualche altra richiesta da fare non avete che da comunicarcelo e noi penseremo ad inoltrarla prestamente a chi di dovere, foss'anche a gente molto in alto, risalendo per anagogia le gerarchie celesti fino ad arrivare, se necessario, a chi siede alla destra del Padre (non ci crederete, ma Lui e il Padre sono la stessa persona, ubiqui ai casi, onnipresenti su gli affari tenebrosi).
lunedì 5 dicembre 2011
Look who's talking
Fatta la manovra tutti ci mettono becco: la Conferenza Episcopale Italiana l'avrebbe voluta più equa. Ecco, noi si stava appunto aspettando che molto equamente anche gli episcopi si offrissero di pagare l'Ici, l'Imu o come diavolo si chiama, per sentirsi ancora più vicini agli italiani, in cambio, come atto di buona volontà, sarei stato disposto anche a versare l'uno per mille alla chiesa cattolica, perché io non sono uno di quegli anticlericali ottocenteschi sordi alle ragioni della fede, no, io tengo da parte una fettina di cuore per le persone di cuore.
sabato 12 novembre 2011
Posseduti da una funesta malattia dell'animo
Bisogna darne atto, hanno deciso di fare i capricci nel fine settimana quando le borse sono chiuse giusto per spirito di responsabilità, lunedì alla riapertura dei mercati, quando lo spread schizzerà a 600, vedrete che torneranno a più miti consigli e se non lo fanno si giocheranno il residuo di credibilità che ancora gli rimane. Non credo che sia buona cosa mandare a puttane un paese per continuare a giocare con i soldatini, comunque facciano quello gli pare e i conti li faremo alla fine, sempre che ci rimangano le dita per contare.
Lo so, gli rode perché un governo Monti che attuasse solo la metà delle riforme chieste dall'Europa renderebbe ancora più evidente il sostanziale fallimento degli ultimi quattro anni di governo spesi nella pressoché assoluta immobilità, immobilità dolosa aggravata da negligenza colposa: badi bene l'agguerritissima componente cattolica del partito che l'accidia è un peccato capitale punito con la dannazione eterna, stiano all'occhio.
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