mercoledì 18 marzo 2026

Quando uno cambia la storia, quando uno cambia gli equilibri geopolitici, mi chiedo, si accontenterà della gloria del mondo, di essere ricordato, da morto, dai mortali, o magari dentro di sé coltiva l'idea di essere strumento dell'Assoluto, braccio terreno della mente divina, insomma, comincerà a credere a una ricompensa superiore per i suoi servigi terrestri? Qualche indizio, in tal senso, ce lo abbiamo, di quelli che fanno la storia e poi si sentono dei padreterni, ma non mi riferisco solo ai Trump, anche ai trapassati teocrati dell'Iran. La teocrazia è la tentazione del potere, in senso ampio: cioè la tentazione di credersi dei padreterni e di governare sulla terra per conto di sé stessi, in quanto dei, o in quanto vicari del Dio, che è mit uns, ça va sans dire. (potevo scriverlo meglio, ma spero che si capisca).

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