martedì 31 marzo 2026

La guerra dei bottoni

Al mercato, sul banco della merceria, in un vecchio espositore di legno tutti i bottoni sfusi di varia foggia e natura da frugare con le mani, trovato quello che faceva al caso giusto nonna mi metteva sulle tracce dei suoi gemelli: cata questi chì (voce del verbo catàr, trovare). Come un segugio partivo alla ricerca delle mie quaglie spintonato da altre signore fruganti animate dalla stessa eccitazione venatoria, si faceva a chi arrivava prima tra graffioni di unghie e colpi di anche nel clic cloc generale delle perline e dei finti zirconi e dei simil ossi con rivestimento in pegamoide particolarmente adatti per i cappotti e smargiassi Koh-i-Noor e Gran Mogol di plastichina da far incrociar la vista. Vittorioso emergevo un po' arruffato dal parapiglia col mio bottino di gemme, qualcuna non proprio uguale in tutto e per tutto ma era questione di inezie, una princess un po' più baguette, una navette un po' più marquise, non si stava troppo lì a guardare il pelo, eravamo credenti (e anche un po' cecati).

Nessun commento:

Posta un commento