Il principio è che tu, una volta fatto gente, diventi automaticamente deficiente. Una volta fatto gente cominci a cantare sui balconi, applaudi le ambulanze, diventi bimba di Conte. È un rito collettivo che abbassa il quoziente intellettivo, conforta, come un bagnetto caldo. Diventare deficienti tutti assieme è liberatorio, alla portata di tutti, ci si sente coccolati dal grande abbraccio della moltitudine, accettati in quanto pari, membri della medesima corporazione. Diciamocelo, il vero miracolo della vita è che dalla somma di tanti deficienti ne esca alla fin fine qualcosa di passabile, tutto sommato. Forse è tutto calcolato.
sabato 11 aprile 2020
venerdì 10 aprile 2020
Vita prima del covid, memorie (II)
La gente, a me, mi ha sempre dato fastidio, sì da costringermi a praticare una specie di distanziamento sociale anche quando non era palesemente prescritto dalla legge. Ero giusto riuscito, con gran fatica, a farmi quel tanto più socievole da apparire quantomeno normale che la grande pestilenza distrusse in un sol colpo tutto il lavoro di una vita. Intrattenersi con se stessi quando si ha una ricca vita interiore, diceva lo Schopenhauer, è un gran vantaggio, un piacere che non necessita d'altro che la compagnia dei propri pensieri, i quali, finché regge la capa, si portano sempre con sé senza richiedere l’ausilio di bagagli o di astucci particolari. Alleggerito così della zavorra dei beni esteriori me ne andavo in giro per il mondo ad annotare facce e comportamenti dei miei simili con l’occhio dell’entomologo che osserva i moscerini svolazzare attorno alla frutta, l’isolamento, insomma, non mi pesava affatto, non più.
Gli uomini, a quel tempo, erano tutti uguali di fronte alla legge, vestivano più o meno tutti uguale, mangiavano più o meno tutti uguale, si arrabattavano più o meno tutti uguale. La democrazia mitigata dall’economia di mercato aveva prodotto una specie di aura mediocritas dove la stragrande maggioranza delle persone vivacchiava comodamente coccolata dal cicaleccio degli apparecchi elettronici. Esistevano, è vero, delle eccezioni, gente ricchissima che nessuno aveva mai visto di persona e per contro gente poverissima che nessuno avrebbe mai voluto incontrare di persona, ma tutto sommato l’esperimento funzionava, in linea di principio.
Il vero guaio è che abituati a non patire nulla di più grave di un giradito, gli uomini, la maggior parte, si annoiava superiormente, tanto che alcuni di loro, i casi più gravi, si erano ingegnati di tuffarsi dagli aerei coi paracaduti o di buttarsi dai ponti con gli elastici, per provare il brivido dell'assoluto, pagando pure di tasca propria per sfracellarsi eventualmente al suolo. Disagevole condizione quella del mortale, che se non muore un po' gli manca ed è disposto a provare, altri si drogavano, per dimenticare.
Prima della pestilenza la noia di vivere aveva raggiunto livelli tali che la gente aveva incominciato a seguire con interesse personaggi improbabili giusto perché li intrattenevano con teoremi scaccianoia, annoiati com'erano e privi di veri pericoli che li minacciassero nell'immediato, i placidi abitatori dell'occidente si erano inventati di essere sotto l'attacco del regno di Aksum e dell'impero del Ghana, roba di venti secoli prima ma attualizzata alle necessità dell'oggi, un'invasione silenziosa travestita da esodo biblico, un cavallo di troia. Raggiunta comodamente la noia del vivere, insomma, gli uomini si erano messi in testa di difenderla a costo della vita, se necessario, perché era roba loro e per loro aveva acquisito un valore affettivo. Vim vi repellere licet.
giovedì 9 aprile 2020
Vita prima del covid, memorie (I)
Prima della grande pestilenza, quando la gente ancora usciva e te lo faceva pesare, come fosse quella la salute, la certificazione di sana e robusta costituzione fisica e mentale, già io me ne stavo in casa, uscivo ogni tanto e principalmente per godermi il paesaggio, perché vivevo in una bella città, con un bel lago, facevo il turista, non uscivo per andare in giro con gli amici, sempre avuti pochi di amici, il minimo indispensabile. Bisognava davvero essere in pace con se stessi per andare in giro da soli senza sentirsi in colpa, senza uno scopo o qualcosa da fare, uscire semplicemente per il gusto di uscire, osservare il mondo e le cose come in un acquario, o un documentario sulla vita dei terrestri.
La viabilità urbana, a quei tempi, era regolata dalla luce dei semafori: luce rossa non si passa, luce verde via libera, è consentito attraversare. Semaforo nel linguaggio degli etimi significa portatore di segni, allo stesso modo in cui il tedoforo è portatore di fiaccola. Come fu possibile che gli uomini accettassero di farsi dare ordini da una cosa inanimata, così ottusamente automatizzata, è presto detto: a passare col rosso si avevano buone possibilità di venire falciati, e non da una, ma da un gran numero di auto che sfrecciavano perpendicolarmente al moto dei pedoni, in modo da centrarli per bene e farli piroettare tre o quattro volte in aria, all'occorrenza, con perdita praticamente certa della vita. Del resto i pedoni non avrebbero mai accettato in cuor loro altra autorità che la forza bruta dell'acciaio e dei cavalli motore. Alcuni di loro, infatti, gli avanguardisti, avevano l'ardire di attraversare con il rosso giudicando ad occhio la distanza dei veicoli, qualcuno di loro ci rimaneva pure secco ma il gioco valeva comunque la candela: quale oltraggio più grande per l'amor proprio dell'homo erectus e sapiens sapiens dell'attesa del verde con la strada praticamente spianata davanti a sé? L'evoluzione comporta una quota di rischio che i rispettosi delle regole non si vogliono accollare contribuendo così a ritardare l'impetuosa avanzata del progresso. Ma sono questi dei grattacapi che oggi, se vogliamo, ci fanno anche un po' sorridere essendo stati scavalcati dalle ben note circostanze della storia.
sabato 4 aprile 2020
Tono celiniano
L'uomo, a dirla tutta, è uno schifo, più schifo dentro che fuori, e quello che sta dentro ha questa indecorosa abitudine di uscire fuori, aria respirata dai polmoni di qualcun altro espulsa da tutti i suoi diverticoli catarrosi, per non dire di quelli canini, o felini, o pipistrellini, la natura è una gran porcheria. Al solo sentire di droplets e di tamponi, che fra l'altro nella mia testa si associano sempre a quelli vaginali (sarà per via dei tampax), mi prende una specie di indisposizione di stomaco che mi scombussola tutto il ritmo circadiano della pepsi, cioè della digestione, mi fa ricordare di essere pure io un povero coglione immerso fino al collo nella grande cospirazione della natura, e complice della sua lordura. Una volta messi al mondo non c'è più niente da fare, inizia l'infinita scocciatura dei bagnetti e delle docce, coi piedi freddi e il moccio al naso, e puoi pregare i santi e le madonne, che tanto la morte ti insegue fin in bagno dal primo giorno in cui ti sei cagato, amen.
È così sconfortante per la mente sentirsi impotente che si è immaginata un Dio onnipotente. Il punto non è tanto se Dio esiste ma perché deve esistere. Per dirla alla maniera dei filosofi, Dio è la potenza di cui manchiamo, e fintanto che ci manca compensiamo con la fantasia. Io proprio non ce la faccio a credere, trovo più soddisfacente pensare, il pensiero mi salva. Il credente è uno scettico che pensa che pensare non salvi.
mercoledì 1 aprile 2020
Vi ricordate da Fazio di quel padre che si incontrava con la figlia al check point Charlie di Codogno per consegnarle a distanza la spesa manco fosse radioattiva? Ecco, a quel punto di casi ce n'erano già più fuori che dentro. Se c'è una cosa che ci insegna il momento è che i mezzi di informazione indugiano nella ricostruzione della realtà, la rivoltano in sceneggiata, e i più subdoli di tutti sono proprio quelli che dietro la forma del reportage indipendente e fedele alla realtà dei fatti già sanno di dover confezionare quel tanto di indignazione richiesta dal ruolo che devono interpretare. Oggi si fa un certo tipo di giornalismo, si fa smart working sopra una media di precipitato di internet e si rimastica il già digerito di altri, e la realtà non si sa più cosa sia. L'informazione si muove a capitoli, oggi è il capitolo intitolato Codogno, domani quello intitolato l'Italia canta dai balconi, e avanti così a raccontarcela all'infinito.
Genesi I
Il Pentateuco, letteralmente "i cinque astucci" per l'uso di suddividere i grandi papiri in parti più piccole e conservarli dentro a delle sacche, è composto dalla Genesi, dall'Esodo, dal Levitico, dai Numeri e dal Deuteronomio. Noi qui tratteremo della Genesi.
In principio Dio creò il cielo e la terra. Il cielo lo creò per stare sopra, la terra per stare sotto, e bisogna dire dimostrando un gran senso pratico. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Grande immagine dello spirito di Dio che si libra a volo d'uccello sulle acque, campo lunghissimo. Dio disse: Sia la luce! E luce fu. La luce gli piacque, vide che era cosa buona. Perché Dio sapeva già cosa era la luce ma non l'aveva ancora testata, per così dire, in un ambiente parzialmente arredato. La luce la chiamò giorno, e le tenebre notte. Si fece sera e poi mattina: primo giorno.
Dio si alzò di buona lena e disse: sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque. Avrete anche voi contemplato qualche volta una parete con la sensazione che mancasse di qualcosa e allora decidete di spugnarla di rosa. Il firmamento separò le acque che stanno sopra, le nubi, da quelle che stanno sotto, le distese marine. E fu sera e poi mattina: secondo giorno.
Il mattino seguente Dio disse: le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto. Le acque si raccolsero ossequiose tutte da un lato ed emersero i continenti, e Dio vide che era cosa buona, chiamò l'asciutto terra e le masse d'acqua mare. La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto che producono frutto con il seme ecc..: mondoflora. Si fece sera e si fece ecc.: terzo giorno.
Dopo la flora Dio non mise mano subito alla fauna ma creò i lampioni che stanno nel cielo, quello maggiore per il giorno e quello minore per la notte. Qui da notare che la luce fu creata prima e indipendentemente dal sole, confutando così le confuse teorie degli scienziati che ancora oggi pensano che sia la luce a provenire dagli astri e non viceversa. Le due lampade servano anche da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni, ogni volta che spunta il sole segna un giorno, trenta volte il sole per tre volte una stagione, trenta volte il sole per quattro stagioni un anno, semplice. Si fece ecc. e si fece ecc.: quarto giorno.
Stabilito il tempo e la sua suddivisione Dio creò gli animali. E allora i cieli brulichino di uccelli e le acque di mostri marini, le terre di insetti, rettili e pangolini, e siate fecondi e moltiplicatevi e riempite di zecche piccioni e pipistrelli, e i pipistrelli generino virus, che siano fecondi e si moltiplichino nei bronchi degli uccelli del cielo e in quelli del mare, e Dio vide che era cosa buona: quinto giorno.
Dopo gli animali Dio passò al suo capolavoro: facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza (plurale maiestatico). E l'uomo domini sui pesci e sugli uccelli, e su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano per terra, Dio creò gli uomini, maschio e femmina li creò. Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, disse agli uomini. E quelli di buona lena si misero a popolare la terra e la donna soggiacque all'uomo perché così era la volontà di Dio e nessuna di loro si domandava ancora perché le toccasse di lavare sempre i piatti perché la malizia non era stata ancora pensata e uomini e donne si guardavano l'un l'altro come cose nuove e giuste. Sesto giorno, e il settimo Dio si riposò.
Continua...
Niente tornerà come prima
È fatta, niente tornerà come prima. La quarantena sarà estesa per sempre, saremo destinati a restarcene in casa per tutta la vita, ci porteranno a domicilio anche la lapide, come in quei racconti distopici tipo La macchina si ferma dove l'umanità ha talmente disimparato ad uscire che ogni pur minimo contatto umano è ritenuto disdicevole. Chi è rimasto da solo si rassegni, il prossimo decreto Conte congelerà le posizioni così come stanno, chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori. Si fa per dire. E nel caso vi troviate chiusi dentro in ascensore con la vostra (e/o il vostro) collega, be', vi converrà farvela (e/o farvelo) piacere perché quella (e/o quello) vi toccherà per il resto dei vostri giorni. Orsù, amatevi da soli o in compagnia e non rompete la minchia, siamo in guerra: cose senza rimedio non meritano attenzione, ciò che è fatto è fatto.
venerdì 27 marzo 2020
Ma se stanno tutti i giorni su Twitter e a Otto e mezzo, mi domando, dove lo trovano il tempo per studiare il vaccino? Mo' glielo buco 'sto internet.
mercoledì 25 marzo 2020
Suspicious
A proposito dell'abitudine di decretare come ladri nella notte:
"Il dittatore non veniva eletto dalle assemblee popolari, come tutti gli altri magistrati, ma veniva dictus, cioè nominato, da uno dei consoli, di concerto con l'altro console e con il senato, seguendo un rituale che prevedeva la nomina di notte, in silenzio, in territorio romano."
martedì 24 marzo 2020
La soluzione di Nietzsche
Per Nietzsche il caos è la verità ultima e definitiva, tutto muta e si arrivolta in continuazione, non c'è niente che resti fermo, per cui anche concetti quali scienza, pandemia, rispetto delle regole che ora ci sembrano così cogenti non sono più veri degli altri ma valori accidentali che sono in balia dei capricci della storia. Tutto è rimedio al mondo, gli uomini cercano un riparo, rifuggono istintivamente l'ignoto perché non sapere li fa sentire impotenti, per non sentirsi smarriti si affidano alla prima spiegazione che li consola o che aumenta in loro il sentimento di potenza: piuttosto che nessuna spiegazione meglio qualsiasi spiegazione. Ogni visione del mondo è consolatoria, ieri era Dio, oggi è la Scienza con la sua Ragione, ma sono falsi idoli. Per uscire allora da questa mentalità di gregge occorre che l'uomo si faccia lupo e che guardi in faccia il caos e tutto l'ignoto senza timore di esserne travolto, l'oltreuomo, l'uomo che vive senza riparo, deve dire sì alla vita, amare il proprio destino, sconfiggere la morte con la consapevolezza della propria grandezza e ballare nudo in corso Umberto abbracciato a un cavallo credendosi Dioniso. Roba da matti? Ad eventi straordinari risposte straordinarie.
lunedì 23 marzo 2020
La quarantena come happening
Era Nietzsche che diceva che piuttosto che nessuna spiegazione meglio qualsiasi spiegazione, gli uomini agiscono così, l'ignoto li minaccia e allora non vanno tanto per il sottile quando si tratta di sbarazzarsi di un'idea così opprimente: "la prima idea con cui l'ignoto si spiega come noto fa tanto bene che la si ritiene per vera... Così l'istinto di causalità è condizionato ed eccitato dal sentimento della paura", e la paura è l'ultima cosa eccitante che ci è rimasta. La paura è una passione pura, primordiale, e ci si può montarci sopra certi grandiosi happening come quello attuale (l'happening, dice l'enciclopedia, è quella forma di arte contemporanea che non si focalizza tanto sull'oggetto quanto sull'evento che si riesce a organizzare).
Granmercato
Questo gran commercio di nozioni che ci piomba ogni giorno sul capo permette a ciascuno di crearsi una sua personale linea di cognizione rapportata alle proprie facoltà e all'umore del momento. Quando si sveglierà di umore governativo il cittadino potrà abbracciare la grandiosa opera di contenimento posta in essere dalla serenissima macchina dello Stato nella speranza che a forza di crepare responsabilmente ciascuno in casa propria, dai e dai, tutto si risolverà per il meglio; quando invece si sentirà particolarmente intelligente terrà fermo un tasso di mortalità del 2% per desumere che in realtà in Lombardia gli infettati sono mille milioni; e ancora un giorno sarà colpa del pipistrello, un altro del pangolino, un altro ancora del fumo e dell'inquinamento oppure dei giovani che qui da noi hanno la brutta abitudine di far visita ai nonni mentre nei paesi anglosassoni ai vecchi ci tirano in mezzo agli occhi con lo schioppo, sicché ce n'è per tutti al gran mercato delle spiegazioni, non affollatevi, che gli scaffali son sempre pieni.
domenica 22 marzo 2020
L'Apocalisse, spiegata bene
Diceva ieri grande virologa che virus è uscito da foresta, povero uomo con grande fame uccide pipistrello in foresta e lui mangia, fame povero uomo così grande che si mangia anche suocera se non stare attenta, povero uomo che mangia pipistrello infetta vicino di casa che infetta donna che va a fare spesa che infetta uomo che lavora in un ufficio che infetta manager che vola in Europa che infetta lombardo che vende viscosa che infetta infermiera del pronto soccorso che infetta vecchietto di Bergamo che non c'entra niente che fa strage di signori dentro casa di riposo che fa finire carta igienica nei supermercati che manda tutto il mondo in recessione, amen.
sabato 21 marzo 2020
Un giorno scoppierà una epidemia di male al culo e il proctologo avrà finalmente la sua rivincita sui più stimati colleghi, lo inviteranno tutti i giorni a Otto e mezzo e a Mattino 5, firmerà autografi sulle chiappe dei suoi followers e dispenserà consigli all'umanità finanche sul modo di cacare e fare la spesa, sono proprio contento per i proctologi, se lo meritano.
Prima numero chiuso alla facoltà di medicina, troppi dottori, troppi primari, troppi ospedali, ecc., ora fanno dottori anche chi ha completato tutte le stagioni di E.R. - Medici in prima linea, e ti danno pure la medaglia. Il mondo è una gran pagliacciata, però tragica, che ci rimetti la pelle.
Come puoi pretendere che la gente stia a casa da un momento all'altro quando fino all'altro giorno l'intero marchingegno della modernità diffondeva in continuazione attraverso i suoi canali i valori della mobilità e della socialità equiparandoli allo stile di vita sano? Io da questo punto sono sempre stato malato e oggi mi ritrovo ad essere improvvisamente in sintonia con la mia malattia, di più, il modello sociale di riferimento. Lo puoi vedere dalla pubblicità che anche di fronte all'apocalisse continua ottusamente a martellare con i suoi slogan, soprattutto la pubblicità delle macchine, dove guidare è sempre un'emozione, una sfida, un invito a infrangere le regole, salvo poi essere costretti a seguire le disposizioni del codice della strada. Il sistema, brutta parola, ci alleva in un modo e ci costringe ad agire in un altro, una schizofrenia che rende la gente ancora più scema di quella che è.
venerdì 20 marzo 2020
Ulteriori ipotesi
Papa Francesco chiede a Dio di fermare il contagio con la Sua mano ma in realtà non è lui il referente di Dio sulla terra, è invece uno sconosciuto pastore dell'Asia Centrale che però non lo sa e passa le sue giornate a bere e a picchiare forte la moglie, perché la volontà del Signore è imperscrutabile. Papa Francesco chiede a Dio di fermare il contagio con la Sua mano ma il Signore non se l'è lavata bene con l'amuchina.
giovedì 19 marzo 2020
È come quando
È come quando mangi tutti i giorni i cannoli, buoni buoni ma dopo un po' rompono il cazzo. Rompono il cazzo i virologi (o gli epidemiologi, come te pare), al terzo dibattito su twitter, al quarto in televisione, ti si è formata nella testa una tale palta, una pomata di nozioni contrastanti piena di oggetti strani quali il metro di distanza sul livello del mare o l'obbligo di pisciare i cani nei lavandini che a fine serata te ne vai a letto con la netta sensazione di avere fatto qualcosa di sbagliato, di avere saltato uno dei passaggi fondamentali della quarantena, di avere inavvertitamente sterminato con la tua leggerezza un quarto dell'umanità; e hanno rotto il cazzo i giornali che passano con la massima disinvoltura da scenari apocalittici di discese in campo dei quattro cavalieri, peste, discordia, carestia e misericordia, a mielosi reportage sull'Italia riunita a cantare siam pronti alla morte dai balconi; dico, ci siamo rincoglioniti, il virus attacca anche i cervelli, o forse eravamo rincoglioniti anche prima ma in circostanze normali si notava di meno.
Io non credo né ai papi né agli antipapi, penso che il mondo semplicemente sommerga gli uni e gli altri con la veemenza della sua perentorietà, e la volontà di chi prega valga quanto quella di chi si affida alla conoscenza.
domenica 15 marzo 2020
É in arrivo un cargo di aiuti americani pieno di chitarre e mandolini per permetterci di suonare sui balconi.
Moratoria sull'uso del termine "surreale" applicato al clima che si respira nelle città, basterebbe un più semplice "irreale" essendo l'aggettivo "surreale" più consono al caso in cui dal cielo piovessero uomini in bombetta o considerassimo pipe che non sono pipe.
Con buona pace di George Orwell, buonanima
Fra le due ipotesi estreme, pandemia globale che estinguerà il genere umano e montatura politica volta a costituire un nuovo ordine mondiale, esiste tutto un gradiente di mezze verità e verosimiglianze che finisce solo per confondere ulteriormente le acque. In termini di aderenza alla verità troppe informazioni equivalgono di fatto a una sola informazione, con buona pace di George Orwell, buonanima. Quale sarebbe poi questa verità definitiva sul coronavirus? Nemmeno concordano sulla verità scientifica, figuriamoci su quella politica. E allora è giusto quel che si dice a proposito della verità, che nella verità ci siamo da sempre e che raggiungerla è un miraggio, la verità è che siamo nella confusione.
venerdì 13 marzo 2020
Ora che il nostro stile di vita improntato all'asocialità e al timore di uscire di casa si sta rapidamente affermando in tutto il mondo ci dobbiamo porre degli obiettivi più ambiziosi, tipo l'abolizione dei dentisti e dei negozi di tagliate i capelli.
giovedì 12 marzo 2020
Cecchini appostati sui tetti sparano a chiunque esce di casa senza autocertificazione, occorre uscire a mani già ben alzate dichiarando intenzioni e numero di matricola, è una cosa seria, non prendete iniziative. Ho visto tre puntini rossi formarsi sulla fronte di una vecchietta che aveva appena messo il naso fuori dal portone, no era scarlattina, la tenevano sotto tiro, io le ho urlato: "signora, non faccia cazzate!", ma quella presa dal panico si è messa a correre urlando "devo comprare la pastinaaaa!…" e l'hanno abbattuta sul posto, stasera passa l'apecar che porta via i cadaveri, e un altro giorno è passato.
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