mercoledì 13 luglio 2022

Padrone del mio destino, dicevano

Questi problemi di salute, se non altro, mi fanno pensare alle cose essenziali e non perdo tempo a rompermi le corna sulle fibrillazioni della politica, che ora come ora non mi sembrano altro che passatempi per gente che si lamenta per svago. Risolto una cosa attacca subito un'altra, la mia schiena è attualmente un campo di battaglia, l'apparato tegumentario mi fa la rivoluzione e l'istinto egoistico di sopravvivenza prevale sull'amore per l'umanità. Mi appare molto chiaro ora come il corpo non mi appartiene, anzi, è il primo degli enti che lavorano per conto loro, contro la volontà generale dello spirito. Anzi, ora come ora non sono così sicuro che ci appartenga anche lo spirito. 

sabato 2 luglio 2022

Persuasione non fa ragione

Non è possibile fondare universalmente la giustezza di un principio, quale, per esempio, che la guerra è sbagliata o che la pace è giusta, se non attraverso un'opera di persuasione culturale. Se Dio è morto, e cioè se abbiamo rinunciato a credere che quei principi sono universali proprio perché emanazione di un ente extra-umano che li conserva incorrotti, come pietre di paragone su cui fondare il giudizio finale sulle nostre persone, allora la giustezza di quei valori etici è frutto di una certa visione del mondo del tutto storica e contingente. L'occidentale ha semplicemente sostituito un garante con un altro: si vuole che non sia più Dio a garantire la giustezza di quei principi, ma la razionalità. Ci si persuade che sia più razionale non uccidere, che se non Dio, allora è la razionalità che ce lo impone. In realtà in natura è tutto un omicidio, leone mangia gazzella, le leggi della fisica, razionali per antonomasia, descrivono, non prescrivono di non uccidere, di volere la pace, di non fare la guerra. Tradotto nella contingenza del momento storico: l'occidente giusto che si erge come baluardo contro l'avanzata degli orchi cattivi non può fondare i suoi assiomi su basi razionali ma solo sulla persuasione, opportunamente ribadita, che si trovi lui dalla parte giusta della storia, e non gli altri. Ma persuasione non fa ragione.

venerdì 1 luglio 2022

Saluti dal professor Hegel

Ho sognato Friedrich Wilhelm Hegel con gli occhiali di Groucho Marx, aveva da ridire, diceva che ero stato io. Non potete immaginare l'imbarazzo, il senso di colpa per aver messo alla berlina il professore, tentavo di giustificarmi.

- Voi avete mancato di rispetto alla mia persona.
- No, io no, assolutamente no.
- E invece sì, vi dico, voi mi avete deriso ritraendomi con gli occhiali di Groucho Marx.
- Mi scuserete, ma voi come fate a conoscere Groucho Marx? Forse vi confondete con Carlo, che riportò sui piedi la sua dialettica a suo giudizio troppo poggiata sulla testa.
- Non sia sciocco, io appartengo ormai all'Assoluto e nelle pieghe dell'Intero scorgo gli eventi passati, presenti e futuri, senza contraddirmi.
- Nel qual caso potreste darmi qualche dritta, magari una cinquina, un risultato del superenalotto.
- Voi continuate ad offendermi.
- E allora vi prego di accettare le mie scuse, siamo così materiali, noi mortali, così... grossolani: vulgär. La materia ci costringe alla sofferenza, e ci rende cattivi.
- Sì... ebbene... scuse accettate. E ora mi dovete scusare voi, devo discutere con Arthur Schopenhauer circa la consustanzialità del Padre e del Figlio.
- Con Arturo Schopenhauer? Ma non eravate litigati?
- In realtà era lui a nutrire acredine nei miei confronti, ma come avete ben detto voi, era la materia che lo costringeva alla sofferenza.
- È dunque sfuggito alla Volontà di Vivere?
- Esattamente.
- Me lo saluti caramente.
- Senz'altro, sarà mia premura.
- Addio.
- Addio. 

Non è poi così tremendo come lo dipingono il professor Hegel.


lunedì 27 giugno 2022

C'è Lady Gaga e noi siamo andati a prendere i sacchetti dell'indifferenziata in via Somigliana

Io sarei anche resiliente, è il mio corpo che oltre una certa soglia non lo è, decide lui quando ammalarsi e dirti 'Houston, abbiamo un problema'. Puoi bere molta acqua, mangiare molta frutta e verdura, non ce n'è per un cazzo, alla fine decide lui. Mi sento addosso una fiacca, una stanchezza, un mal di schiena, che per uscire di casa devo prima raccogliere tutte le forze e tenere conto dell'autonomia, un'ora, un'oretta e mezza, dopodiché mi coglie la letargia e potrei anche cadere svenuto immantinente sul ciglio della strada. Stamattina, per esempio, mi sentivo in forze e siamo andati a ritirare i sacchetti dell'indifferenziata al centro raccolta comunale, un luogo piuttosto fuorimano nelle wasteland, vista inceneritore, posti che di sera si popolano di zoccole e tagliagole. Questo luogo era così infognato che perfino la gente del luogo, comaschi autentici che vivono qui da generazioni, vedendoci con i sacchetti in mano si fermava speranzosa a chiederci informazioni: Dove li avete trovati? A quanto li vendono? Quando finisce la promozione? In via Somigliana, li danno gratis a chi paga le tasse, finisce domenica. Ah, ma adesso a Como abbiamo cambiato sindaco, adesso c'è Rapinese, un indipendente, uno che sta dalla parte della gente, se l'anno prossimo non ci arrivano i sacchetti direttamente a casa con Amazon lo spariamo in aria come i botti di ieri a Villa Olmo (a un certo punto sembrava un bombardamento: cos'è, i russi, sono già arrivati? No, era un matrimonio di ricchi che avevano chiamato Lady Gaga a cantargli la canzoncina: che roba trash, però fa bene al turismo).

domenica 26 giugno 2022

Amor fati

Alla fine questa cosa alla spalla si è rivelata una cosa più seria del previsto, una cosa malevola con un nome brutto, di quelle cose che ritornano e bisogna tenere controllate. È stato asportato, i bordi erano puliti. Come diceva quel matto di Nietzsche bisogna amare il proprio destino, brutto o bello che sia è comunque il tuo, ti appartiene, è casa tua, e va accolto per quello che è. Dunque, animo. Ritorno alla filosofia, alla mia isola felice. Devo proseguire con Schopenhauer.

lunedì 20 giugno 2022

Sutura

Due cerotti otto per dieci su una spalla e al centro della schiena (a proposito, devo andare a comprarne degli altri), sotto, dei punti, che tirano, tirano e tirano, e poi sudano, sudano e sudano, niente doccia ancora per qualche giorno, è quasi fatta, Sisifo intravede il traguardo. La doccia, mi dicono, la potrei anche fare, oggigiorno ci sono le soluzioni tecniche, i sacchetti idrorepellenti da infilare per il collo fino ai piedi, così da lavarsi tecnicamente in tutta sicurezza, la faccia. Scherzi a parte. Sono entrati trenta gradi di caldo in casa, non sono stati invitati, si sono stabiliti qui per le vacanze e non intendono sloggiare, non c'è ventilatore o corrente d'aria che tenga, e io non so più dove girarmi, ho una sola posizione a letto: steso sul lato destro come una scaloppa, con i ginocchi che toccano. Inconsciamente, una volta, mi rigiravo la notte, adesso anche l'inconscio ha paura di staccarmi i punti, la pelle come i cotechini, dove c'è la cerniera. Porta pazienza. Tintura di iodio, betadine. Una volta mercurocromo, che comunque non è la stessa cosa, è un altro principio, un'altra classe di metalli pesanti, questo merbromina, quello iodopovidone. Lo iodio si chiama così perché bruciato è violetto (ioeidēs, in greco), allora perché lo iodopovidone si presenta alla vista rosso/arancione? Ci metteranno dei coloranti, sarà al gusto arancia, come il polase. Via, via. Dopo esco a comprare i cerotti, che vanno sostituiti per via che sudo, non per via che sanguo. Devo prendere anche la prep. Il pane domani. Alla mattina tiro su le tapparelle di legno con la destra, faccio i muscoli col braccio che uso di meno, così ritorno simmetrico. Viene un po' d'aria la mattina, bisogna approfittarne.

sabato 18 giugno 2022

Ad maiora

Poiché qualcuno deve pur governare sugli uomini dai corti orizzonti, hanno deciso di occupare per noi il palazzo come tanti proci, dicono di farlo per noi, in nome del popolo sovrano, e tutto il giorno si arrogano il diritto di dirigere e di ordinare in forza di questo mandato popolare. Dice: ma la politica è una cosa, la rappresentazione che ne danno è un'altra: loro non hanno colpa, quello è il circo mediatico, sennò scivoli nel qualunquismo. Non mi convinci, anche perché del loro qualunquismo nei nostri confronti non se ne parla mai: il paese ci chiede, la gente ha bisogno... ma che ti ho chiesto, chi sei, che vuoi, a chi sei figlio? Una nausea per tutto il politicame tossico della televisione e delle news mi ha preso, che nessun antiemetico o pantoprazolo potrà più lenire. La produzione tossica di news e di irrilevanti lanci di agenzia ha ormai raggiunto il mio personale limite di sopportazione, per cui non leggo più, non presto più ascolto, non porgo più attenzione, salvo i casi di pericolo imminente quali avvisi di forti temporali, canicola, incendi, mareggiata, invasioni di cavallette et similia. La voce di Parenzo, quella di Giordano, selezionate scientificamente per essere fastidiose. Le facce da sfingi di certe plasticate conduttrici di talk show: orrido, orrido, orrido... ad maiora, gente, verso cose più grandi.

domenica 12 giugno 2022

Trucchetti dell'economia di mercato e come svelarli

Ancora stamattina, al supermercato, c'era un cartellino sopra lo scaffale dell'olio: causa conflitto ucraino abbiamo difficoltà nell'approvvigionamento dell'olio di mais. Cazzate. Non c'era quello normale, c'era quello con la vitamina D della stessa marca, ovviamente a un prezzo superiore da economia salutista, da sacrificio per la patria. E per non parlare delle mille altre sottomarche tagliate con l'olio di colza, di quelle non c'era penuria. Usano la scusa dell'Ucraina per liberarsi prima dell'olio con la vitamina D. Ah, ma a me non me la fanno, non ci sono cascato, io non l'ho preso l'olio con la vitamina D. Tanto la vitamina D io l'assumo con lo sgombro, l'aringa, il tonno, la carpa, l'anguilla, lo storione, il pesce veloce del Baltico. Corrono come missili nel plasma dell'acqua, come particelle in un acceleratore, e si caricano di ioni positivi e proprietà organolettiche, di cui l'olio è solo un tramite, un espediente pubblicitario. Ho parlato con un mio cugino nutrizionista, mi ha detto che della vitamina D, nell'olio, ci mettono solo l'aroma. Non me la fanno. State all'occhio.

giovedì 2 giugno 2022

Parerga e Paralipomena: Storia dell'ideale e del reale/2

Spinoza prende le mosse da Cartesio e ammette in un primo momento che esiste una substantia cogitans e una substantia extensa, cioè la dimensione del pensiero immateriale da una parte e quella del mondo materiale dall'altra, ma, com'è risaputo, si accorgerà in seguito che queste due sostanze in realtà sono una sola, la sostanza divina, e materiale e immateriale ne costituiscono i due aspetti o punti di vista. Ma, scrive Schopenhauer, il fatto che materiale e immateriale condividano la stessa natura non dimostra come dalla rappresentazione nel mio cervello possa essere desunta l'esistenza certa di oggetti separati e indipendenti da me. Rimane irrisolta la difficoltà cartesiana "che cioè il mondo, l'unico dato a noi immediatamente, è semplicemente un mondo ideale, costituito cioè da pure rappresentazioni della nostra mente, mentre noi, andando oltre, tentiamo di giudicare un mondo reale, cioè esistente al di fuori delle nostre rappresentazioni". Spinoza risolve la questione raccogliendo le due dimensioni, la materia e la sua rappresentazione, in Dio, che per Spinoza è il mondo stesso: "Abbiamo qui innanzitutto un completo realismo, in quanto l'essere delle cose corrisponde esattamente alla loro rappresentazione in noi, e i due termini anzi sono una cosa sola. Di conseguenza noi conosciamo le cose in sé" (e qui rampogna di Schopenhauer sulla mancanza di chiarezza di Spinoza, il quale usa indiscriminatamente "Deus", "substantia" e "perfectio" per intendere tutto e niente a seconda delle circostanze). Potremo aggiungere di nostro che anche Spinoza poggia la sua dimostrazione dell'esistenza di Dio sulla prova ontologica, per cui presume la sostanza divina come conseguenza di un essere perfettissimo posto come tale ab origine, senza dimostrare perché debba essere tale o debba esistere come tale. Secondo Schopenhauer, Spinoza poi compie un errore fondamentale: "l'errore fondamentale di Spinoza sta nel fatto che egli ha condotto da un punto non giusto la linea di separazione tra l'ideale e il reale, cioè tra il mondo soggettivo e quello oggettivo. In altre parole, l'estensione non è per nulla il contrario della rappresentazione, ma è compresa pienamente in quest'ultima". Poiché per Schopenhauer, come aggiunge subito dopo "Indubbiamente le cose sono estese soltanto come rappresentate e rappresentabili solo come estese: il mondo come rappresentazione e il mondo nello spazio sono una eademque res". Sottigliezze, voi direte, ma il sunto è questo, ed è questo sunto che qui mi propongo di fare. Seguirà Berkeley. (continua)

È il mese della prevenzione

Ma questa corsa a colorare i loghi d'arcobaleno nel mese dell'orgoglio LGBT(QIA+) non rischia di diventare una ritualità vuota, per non dire fintamente interessata nel caso delle grandi catene di socializing, che ormai sfruttano tutto lo sfruttabile pur di allargare il giro della clientela, il traffico e quindi il fatturato? Per carità, ci sta tutto e va benissimo, sfruttamento e sensibilizzazione si equivalgono, l'uno tiene bordone all'altra. Arriva Giugno e si fanno le messe arcobaleno, si celebrano le minoranze, che a ben guardare è la cosa più razzista che ci sia, ci si lava frettolosamente la coscienza per sentirsi belle persone, aperte, moderne. C'era Luxuria a Celebrity Chef che ancora la menava con il menù tradizionale "con un tocco di trasgressione", come se tutti i transessuali, gli omosessuali e i diversamente maschi e femmine dovessero per forza sentirsi trasgressivi, birichini, soubrette di varietà, e avanti di luoghi comuni. Che noia, che pedanteria, che bigottismo all'incontrario. È la stessa cosa di quando si fa l'elogio dell'africano bravo, lavoratore e rispettoso (è meridionale, sì, ma ha voglia di lavorare). Il danno che fa alla vita il perbenismo cosiddetto progressista è inquantificabile. 

Moratoria

Siccome provo una certa nausea non del mondo ma del mondo in quanto rappresentazione che ne viene fatta dal rutilante circo dell'informazione, mi sono allontanato dalle questioni politiche e di principio per dedicarmi alle questioni private e di complemento. Detto questo, sapete voi dirmi, voi ben informati, chi ha vinto la guerra? Inoltre la guerra è una di quelle faccende che se anche tu fai di tutto per dimenticartene potrebbe ugualmente trovare il modo di venirti a cercare, per cui... C'è gente che si ammazza, che fa le peggio cose, che trita minutamente case e persone con una nonchalance e un accanimento... i russi, non me ne parlare, gente di una crudeltà, una crudeltà tuttavia che mi sembra prerogativa degli slavi in generale, psicopatici di primissima qualità, d.o.p., ma io ora non vorrei penetrare oltre in questo ginepraio per non fare la fine degli ossessionati e dei commentatori che vivono di questo, con i loro clippini e le loro comparsate a gettone, tutti sgomitanti per far emergere la loro opinione e farla valere a mo' di clava sui loro avversarsi, ecc. ecc. Quasi mi sono dimenticato che faccia abbia la Gruber e ora come ora Fazio e Gramellini mi appaiono come puntini sfocati nella memoria, per non dire di Mentana, chi era costui? Ora mi mangerò una caramellina, e dopo delle noccioline americane, che sono ricche di polifenoli (quelle russe, invece, bleah, brutte, cacca).

domenica 29 maggio 2022

Aggiornamenti sull'Ulysses

Calipso/la Colazione si apre allo spirito come una boccata d'aria fresca dopo le fatiche di Proteo. Mr Bloom "divorava soddisfatto le interiora di animali e di pennuti. Gli piacevano la densa zuppa di rigaglie, i nocciolosi ventrigli, un cuore ripieno arrosto, le fette di fegato impanate e fritte, le uova di merluzzo fritte. Più di tutto gli piacevano i rognoni di montone alla griglia che gli lasciavano nel palato un vago retrogusto d’urina leggermente aromatica". Ma ancora non sono soddisfatto da quei "nocciolosi ventrigli", che è la trasposizione di "nutty gizzards", che De Angelis traduce con "gozzi piccanti" e la tanto decantata "traduzione definitiva" de La Nave di Teseo (che vanta come Il Post di insegnarci tutto) traduce con "ventrigli alle noci". Siccome la descrizione della colazione del signor Bloom è volutamente farsesca ed esagerata, si potrebbe benissimo calcare il registro grottesco e inventare di sana pianta le rigaglie, divertendosi a fare il più schifo possibile. "Nutty gizzard" potrebbe dunque diventare "coglioneschi ventrigli", facendo il verso alle "nuts", cioè alle palle. E quindi potrebbe diventare: "Mr Leopold Bloom divorava soddisfatto le frattaglie d'animali e di pennuti. Adorava la zuppa di rigaglie concentrata, i coglioneschi ventrigli, un cuore ripieno arrosto, tranci di fegato impanati e fritti, ovuli di merluzzo fritti. Più di tutto gli piacevano i rognoni di montone grigliati che gli lasciavano nel palato un raffinato retrogusto d’urina leggermente aromatica". Non un amante della colazione dolce Mr Bloom. Mr Bloom deve fare schifo, lui è l'everyman, l'uomo qualunque che nasconde parafilie masochistiche, beatamente soddisfatto della sua qualunquosità. Non sono ancora soddisfatto del risultato ma ci sto lavorando.

Parerga e Paralipomena: Storia dell'ideale e del reale/1

Parerga e Paralipomena comincia con Abbozzo di una storia della teoria dell'ideale e del reale: "Cartesio è considerato a buon diritto il padre della filosofia moderna, anzitutto ed in generale poiché ha avviato la ragione a reggersi sulle proprie gambe, con l'insegnare agli uomini a servirsi del proprio cervello, sino allora duplicemente sostituito dalla Bibbia e da Aristotele". Cartesio, è risaputo, pone il problema dell'esistenza del mondo esterno: io ho esperienza diretta solo del pensiero, inesteso e immateriale, come giustificare incontrovertibilmente, dunque, l'esistenza del mondo esterno, esteso nello spazio e materiale? Qual è il rapporto che intercorre fra l'oggetto come appare nella coscienza e l'oggetto esterno, preso in sé e per sé? Esiste l'oggetto preso in sé e per sé? "Cogito ergo sum" prova l'esistenza certa dell'autocoscienza che tuttavia non può provare l'esistenza degli oggetti esterni, se non attraverso "il misero espediente" (parole di Schopenhauer) del Buon Dio che non ci vorrà di certo ingannare sull'esistenza del mondo, il quale non è dunque dimostrato da Cartesio per via di ragione, ma per via di fede (a meno che non si voglia considerare prova di ragione la prova ontologica dell'esistenza di Dio, per la quale Dio esiste poiché, essendo pensato come ciò di cui non si può pensare nessuna cosa maggiore, Egli racchiude in sé anche la qualità dell'esistenza; il che equivale all'azione del barone di Münchausen che riuscì a tirarsi fuori dal pantano afferrandosi per i capelli). Ma come può il pensiero immateriale fare presa, in quanto intenzione scaturita nella mente, sulla realtà materiale? Ecco dunque intervenire a spiegarlo l'occasionalismo, il quale afferma che l'accordo fra reale e ideale è predisposto ab origine da Dio una volta per tutte, le idee e il loro effetto sulla realtà sono state armonizzate in modo da corrispondersi, del tutto occasionalmente, riducendo così il principio di causa ed effetto a semplice apparenza. "I profondi pensieri di Malenbranche per altro hanno dato la spinta immediata al sistema dell'harmonia praestabilita di Leibniz, la cui fama, ampiamente diffusa, e la cui alta considerazione ai suoi tempi dànno una prova che l'assurdo fa molto facilmente fortuna nel mondo". E aggiunge: "Per quanto io non possa vantarmi di avere delle idee chiare sulle monadi di Leibniz", la qual cosa mi consola, perché non ne ho mai avute di chiare nemmeno io. Nell'harmonia praestabilita, le due dimensioni delle idee immateriali e degli oggetti materiali, conducono il loro balletto diretti dal Regista Supremo che ne regola le movenze sulla scena: "Detto questo l'harmonia praestabilita si può forse intendere nel modo migliore, quando la si paragoni alla rappresentazione scenica, là dove molto spesso l'influxus physicus sussiste solo in apparenza, e la causa e l'effetto sono connessi unicamente attraverso un'armonia prestabilita dal regista, ad esempio quando uno spara e l'altro cade «a tempo»" Seguirà Spinoza. (continua)

venerdì 27 maggio 2022

Eudemonologia

Dopo che è finito Don Matteo ho avuto l'avventatezza di non spegnere subito il computer e, ahimè, sono capitato in mezzo a una puntata di Porta a Porta. In verità l'inquietante visione mi era stata preannunciata dalla solita anticipazione delle 23.00, come uno di quegli incubi ricorrenti che lampeggiano nella notte senza un perché. Sensazione straniante, più straniante di quando guardo Don Matteo: faccia scura e grave di Bruno Vespa, tema di Via col Vento, clac molesta e scrosciante che si sovrappone alla voce da fossore del padrone di casa che presenta ospiti atterriti e sconvolti, inquadrati con gli occhi fissi e raggelati, come se fossero appena usciti da una seduta di cura Lodovico, ben consci di esserci invece finiti dentro. Di notte capitano le cose più raccapriccianti, è soprattutto di notte che chiedo conforto alla sapienza e mi metto a leggere, come un bravo curato di campagna, brani scelti dal breviario schopenhaueriano, Parerga e Paralipomena soprattutto, che è uno di quei libri che si leggono e rileggono in continuazione, in una specie di ruminazione, e non finiscono mai di piacere, edizione (l'unica italiana, che io sappia) curata e tradotta in bello stile da Giorgio Colli.

Anche colui che vuole tirare le somme della sua vita, sotto il punto di vista eudemonologico, non dovrà quindi fare il suo conto secondo le gioie godute, ma piuttosto secondo i mali, cui è sfuggito. (pag. 548, Aforismi sulla saggezza della vita)

domenica 22 maggio 2022

Vendita galline km 2

Per aver anche solo la speranza di capirci davvero qualcosa in tutto questo bailamme bisognerebbe guardar da molto lontano e mettere a fuoco le palle degli occhi sulle più lunghe distanze, e non farsi ipnotizzare dalla minutaglia e dal chiacchiericcio quotidiano, mentanesco e rainewsventiquattresco, che per la maggior parte è smitragliata di notiziole impacchettate per fare impressione.

Poi capitammo filati dentro un'altra trincia di film, e questa volta era solo una biffa umana, una faccia molto pallida che tenevano ferma e a cui facevano un sacco di trucche orribili. Io, tra le budella che mi si torcevano, e una terribile sete, e il planetario che mi faceva tac tac tac, sudavo un piccolopoco e mi pareva che se avessi potuto non locchiare quel pezzo di film forse non mi sarei sentito così male. Ma non potevo chiudere i fari, e anche se cercavo di muovere la palla dell'occhio in giro non uscivo dal campo visivo del film. (Arancia Meccanica, Anthony Burgess, traduzione di Floriana Bossi)

Lo si vede bene dall'enfasi posticcia che mettono nella presentazione delle notizie le maestranze di La7, costrette ad avvolgere la notizia in veli sempre più spessi di carica emotiva, uno su tutti, il povero Celata, delle fatiche, ogni volta, che gli si ingroppano gli svincoli del planetario ogni due svolte: ehmmm, aahhhh, pausa, eeeeeehm, ecc. Questa non è informazione, è vendita galline km 2 (cit.).

In media non stat virtus

Ormai ogni cosa che accade nel mondo, seria o meno seria che sia, finisce nel tritacarne del circo dell'informazione, che è un gran mercato delle vacche senza averne però la serietà (ricordo della figura professionale del "mediatore", in italiano forbito "sensale", che dalle mie parti, nella bassa padana, era tenuto più in considerazione del medico condotto). Abbiamo più volte accennato al fatto che tutte le notizie sono mediate, e perciò corrotte, da un'intenzione, politica, esaltatoria, celebrativa, moralisticheggiante, e questo è un difetto che l'informazione si porta appresso dalla fondazione della civiltà e che oggi come ieri continua ad ammorbare la comprensione delle cose e si fa ancella degli interessi più deleteri. Il candido occidentale pensa che questo difetto sia prerogativa esclusiva delle cattive democrature dell'est, e nel pensarlo non si accorge che ci è immerso pure lui fino al collo. Quando in una democrazia occidentale, come in qualsiasi altra forma di governo, si fa largo l'idea che occorre fare opera di persuasione e gestire il consenso dell'opinione pubblica, la corruzione della verità è già definitiva e pensarsi nel giusto è cosa da fessi, fessi e per giunta anche pericolosi.

(nella foto: mediatore con cappello che esibisce il suo
principale strumento di lavoro, la stretta di mano)

mercoledì 18 maggio 2022

Aggionamenti sull'Ulysses

Ho quasi terminato Proteo/La spiaggia, dove Stephen Dedalus se ne va bighellonando lungo la spiaggia dipanando il dedalo dei suoi pensieri, e a noi questa libertà viene restituita sotto forma di flusso di coscienza, preludio a quel supremo flusso di coscienza, senza virgole e punteggiatura, che sarà l'ultimo capitolo. Cervellotico, pretenzioso, a tratti insopportabile, però a tratti anche divertente. L'espediente del flusso, una trovata allora ancora giovane, quindi fin troppo onusta d'entusiasmi, che non è solo flusso di coscienza ma anche del mare, sostanza proteica (nel senso di Proteo, dio dei fiumi e delle distese d'acqua nonché oracolo e mutaforma), a significare la mutazione, il divenire di tutte le cose, bla bla bla, ecc. ecc. ecc. Stephen passeggia sulla spiaggia, si dà alle divagazioni filosofiche, alle sue lamentazioni, vede un cane, scribacchia versi su un lembo di lettera (la lettera del Signor Daisy), piscia in mare all'arrivo della marea. Necrofilia di Stephen, descrizione minuziosa dei cadaveri, del cane, dell'uomo affogato, e conseguenti divagazioni erotiche. C'è da ammattire a trovare una prosa che restituisca tutto questo saltellare di palo in frasca senza strafare, senza inabissarsi e farsi trascinare sotto il pelo dell'acqua dalle astruserie di Dedalus/Joyce. Non vedo l'ora di attaccare con Mister Bloom, che almeno è più terra terra.

martedì 17 maggio 2022

Battersi per le idee non avendone

Oggi, parafrasando Flaiano, i progressisti si battono per le idee non avendone. Tempo fa noi blogger eravamo tutti antiberlusconiani, c'erano anche i blogger di destra, è vero, ma erano disprezzati come oggi lo sono quelli senza mascherine. Ci siamo rilassati, e constatato che non serve poi chissà quale massa cerebrale per passare per intelligenti, abbiamo commutato il cervello sul minimo sindacale e facciamo le battaglie giuste, come un tempo s'andava a messa per ascoltare il sermone del prete. Sono diventati delle vecchie ziette quelli di sinistra. Ci vorrebbe un Gaber per descriverli, ma non c'è più nemmeno Gaber. I russi ci hanno sempre tenuto nascosto la macchina di fine di mondo, e ci spiano, e contaminano i nostri fluidi vitali: sembra scritto domani il Dottor Stranamore.

domenica 15 maggio 2022

I cattivi dormono in pace

La risibilità dell'occidente che si sciacqua la coscienza facendo vincere l'Ucraina all'Eurovision Song Contest. Continuo a preferire Don Matteo, dove almeno l'ethos è spiattellato più candidamente. Un giorno parleremo della caserma dei carabinieri di Don Matteo, roba che se esistesse per davvero, davvero tanto varrebbe farsi il segno della croce e richiamare in vita Rob Kardashian, l'avvocato di O. J. Simpson, capostipite di dinastia di socialites. Tornando all'Eurovision, l'intera Europa è diventata un kindergarten di bimbiminkia, è destino. È destino che un grande direttore russo venga licenziato dalla Scala e che si santifichi invece Bono Vox che canta la sua cacatina pop nella metropolitana di Kyiv. Mi piacevano gli U2, ho tutti i loro dischi, anche quelli dei Queen, ho anche degli amici gay. Nel '68 si era fatta la rivoluzione contro la morale borghese, oggi dobbiamo sorbirci la moralina dei nipotini intrippati con le battaglie civili. Nel frattempo la guerra continua e i cattivi dormono in pace.

venerdì 13 maggio 2022

Papa Francesco e l'anca del miracolo

Papa Bergoglio, poveretto, ha l'anca sbilenca e non è potuto andare in Russia a salvare il mondo, non fosse stato per quell'anca, e per il dolore al ginocchio (il papa soffre anche di una lesione al legamento del ginocchio destro dovuta principalmente alla postura sbagliata causata proprio dal problema all'anca), russi e ucraini parteciperebbero oggi all'Eurovision Contest vestiti da donne con una canzone che parla di accettazione della diversità, e la guerra finisse, e la pace tornasse, soprattutto dopo aver speso delle così belle parole nei confronti del patriarca Kirill, parole distensive, piene di rispetto e di spirito cristiano. Oggi ai papi è richiesta una certa dinamicità, la disponibilità a viaggiare, la conoscenza delle lingue straniere, non basta volere la pace nel mondo come una miss calzedonia qualsiasi, un papa che non deambula è un vicario di Cristo a mezzo servizio. Attorno a quella gamba gigia si giocano i destini del mondo, alle brutte, prima di pensare all'intervento, è stato allertato Don Matteo, che ha da poco lasciato la parrocchia al più giovane e prestante Don Massimo proprio in vista di una possibile successione al soglio pontificio. Preghiamo tutti per Papa Francesco e per la sua anca, e che riesca a prenotare la visita da un buon ortopedico prima che gli scada l'esenzione dal ticket.

mercoledì 11 maggio 2022

Contro i bambini

Bambini vocianti per strada, in questa estate anticipata lombarda, già allevati, fin da piccoli, a un'insopportabilità scientifica, già pretenziosi, già odiosi, convinti della propria superiorità - dell'acqua calda e fredda che esce dal rubinetto, del pieno di benzina fatto alla macchina, del gelato alla fragola -, sopra gli altri bambini del mondo. Lei - mi dicono, a me - lei sta diventando un vecchio brontolone. Esattamente. Vecchio, e brontolone. E allora no, e allora mi sbaglio, i bambini sono il nostro futuro, e allora un afflato veltroniano, di bontà, verso tutti i bambini del mondo, una tenerezza, una rinnovata arca dell'alleanza fra nonni e nipotini, bastoni della vecchiaia. Io sono convinto che anche a Bergoglio stanno sul cazzo i bambini quando non è inquadrato.

martedì 3 maggio 2022

Fort Apache democrazia

Non lo si diceva tanto per dire che la democrazia sarebbe diventata obsoleta, la democrazia, di tanto che si è perfezionata, s'è striminzita come ai tempi di Pericle, che valeva solo entro la ztl e fuori, oltre il Ceramico, stava accampata l'orda dei populisti, dei figli di nessuno, metechi, macachi, diseredati e cittadini di un bel niente. Entro le mura i cittadini a pieno titolo si battono per il riconoscimento della costipazione come malattia invalidante, fuori le mura non ti fanno entrare nemmeno per pisciare (serve la consumazione). E il giorno che gli esclusi s'incazzano, li chiamano terroristi. L'Occidente in giacca e cravatta con la faccia da persona rispettabile. È già tanto che non ci abbiano fatto ancora la pelle.

Le piante grasse sono anche dette succulente

Ci sono due uccellini, la mattina, che si rincorrono sempre sotto i pini, all'inizio pensavo che litigassero, poi li ho visti fermarsi sullo stesso ramo a lisciarsi insieme le penne. Lo fanno per gioco, come le frecce tricolori. Tonneau, tonnè, looping, stallo, virate a Immelmann e a coltello, uno spettacolo. Sotto i pini il ronzio operoso delle api intente a impollinare gli aranci. Come già descritto, io del ciclo della natura non sapevo niente, mi pensavo che le api servissero solo a pungere e che il miele fosse un tipo di fiele, più erano incazzate, e più smielavano. È stata un'epifania scoprire che i frutti sono gli ovari incinti dei fiori. Le piante grasse sono brutte, tranne una che fa i fiorellini gialli e che dovrebbe avere un nome incomprensibile come del resto quasi tutte le piante grasse (sedum palmeri, ma abbiamo anche la kalanchoe, altrimenti detta calandiva). Il gelsomino invece profuma di saponetta, deve aver copiato la formula. C'è perfino una pianta che sa di saponetta alla lavanda. Poi un giorno capirò come sia possibile che le piante riproducano gli odori dei detergenti, forse è l'inquinamento. 

Hitler, sì, però il gas andava bene

Potrebbe essere anche il nuovo Hitler, Putin, perché no? Ma in quel caso o negli ultimi vent'anni nessuno se n'è accorto, oppure, com'è più facile che sia, tutti hanno fatto finta di nulla e l'hanno pure foraggiato, il nuovo Hitler, pagandogli per anni il gas, e quindi nessuno adesso faccia l'urlo di innocenza con i denti porporini, che una stretta di mano, al nuovo Hitler, non gliel'ha negata nemmeno Letta, su. Se l'occidente rappresenta il buono e giusto, io sono il papa. Eh ma qui, eh ma là, vuoi mettere l'occidente, la libertà di espressione. Segaioli, segaioli che vi fate le pippe con la libertà di espressione mentre ve la tolgono pezzetto per pezzetto da sotto il sedere. Verrà il giorno che vi accorgerete di essere seduti sopra il proverbiale ramo segato, e la colpa sarà sempre di qualcun altro, ovviamente, mai vostra.

domenica 1 maggio 2022

I servizi igienici come fenomenologia dello spirito

Una carta igienica con la "R" stampata in elegante carattere maiuscolo tra due neoclassiche foglioline d'alloro. Trasmette una certa idea di lusso, ci si sente a Versailles. La producono davvero, fuor di ironia, e comunque è gente che lavora, bocche da sfamare, il lavoro è sacro, nobilita anche la carta da culo. Stati Uniti, prima guerra mondiale: la carta igienica con la faccia di Kaiser Bill, Guglielmo II di Germania, con l'elmo chiodato. Strana fantasia di pulirsi il culo con il Pickelhaube. Nel 1942 viene prodotta nel Regno Unito la prima carta a doppio velo, la prima ad avere una carta più soffice e robusta. Sempre Wikipedia ci informa che la prima testimonianza accertata dell'uso di foglietti igienici in Italia risale a Giovanni Della Casa, il quale, nel suo Galateo overo de' costumi, li definiva "pezze degli agiamenti". Ancora prima, nel XIV secolo, nei gabinetti dei conventi, si utilizzavano per scopi igienici pezzi di vecchie tonache. L'eresiarca Ario, secondo la tradizione, sarebbe morto di emorragia intestinale mentre era al gabinetto, ma è probabile che l'episodio sia stato inventato a bella posta. Una storia dei gabinetti non sfigurerebbe al cospetto della storia con la S maiuscola, la storia del gabinetto come fenomenologia dello spirito. Da sviluppare.