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lunedì 3 novembre 2014

Scadimento della qualità del credente

Perché si sta in vita? Non credo sia un dono del Signore. Se infatti la nostra vita appartiene a Dio, il quale ce la può togliere e donare a suo piacimento secondo il suo insondabile volere, non si capisce come invece ci possa appartenere il libero arbitrio se con la morte dobbiamo restituire pure quello, è un Dio da banco dei pegni. Non è che i non credenti non credono perché sono cattivi, al contrario, i non credenti sono così puri di cuore che non possono concepire un simile Dio. L'uomo che per primo vide il mare vi si buttò dentro e annegò, il secondo capì l'antifona per cui fu per lui strumento della provvidenza, ma con il primo come la mettiamo? Il non credente di nuovo si mette in agitazione: non sarebbe stato meglio metterlo in guardia, fornirgli un libretto d'istruzioni? Se si è davvero così buoni non si crea l'uomo per metterlo davanti a un rebus a rischio della sua stessa vita. Di paradosso in paradosso, si potrebbe continuare all'infinito. Suggerirei dunque ai cristiani a caccia di proseliti di fare leva su questa purezza di spirito del non credente, la quale certo esige una maggiore attenzione, però vuoi mettere la qualità, tanto poi per fare numero passa papa Francesco con la sua pesca a strascico e amen.

domenica 2 novembre 2014

Godwatching

Gli dei si allontanano, lontani i tempi in cui erano proprio lì, a portata di mano, sul Monte Olimpo o al massimo a qualche sfera celeste di distanza, oggi bastano cinque minuti passati su Focus, canale 56 del digitale terrestre, perché risulti evidente che fra noi e gli dei si spalancano distanze incommensurabili. Cosicché fa tenerezza esplorare la cosmologia di Bergoglio, l'universo spiegato ai bambini. E' la sudamericanizzazione dell'Europa, bellezza, e tu non puoi farci niente.

«Credo che l'Universo sia un'Evoluzione. Credo che l'Evoluzione vada verso lo Spirito. Credo che lo Spirito si compia in qualcosa di Personale. Credo che il Personale supremo sia il Cristo-Universale» (Teilhard de Chardin "In che modo io credo", 1934).

Grandissima rivoluzione (credere per credere, si può credere quel che si vuole, basta volerlo).

lunedì 20 ottobre 2014

Non è Dio che crea Bergoglio

Stando così le cose, Dio è quell'ente allo stesso tempo così antico e così moderno - Dio è eterno - che può benissimo iscriversi all'UAAR. Il Dio che apre agli omosessuali, che apre alle coppie di fatto, il Dio che non mette becco nelle questioni di letto. A quelli dell'UAAR mica è Dio a dare fastidio (sicuri che non esiste), dicendo "Dio" intendono "Chiesa". Ma una siffatta Chiesa che si adegua alla modernità è una Chiesa che non giudica, per cui è innocua. Incontra resistenze, ma questa è la tendenza. Nell'idea di Bergoglio smetterà di essere un bersaglio. Deduzione sociale delle categorie morali: al padre padrone corrisponde il terribile Dio vetero-testamentario, al padre che cambia i pannolini il Dio amorevole di papa Bergoglio (al padre assente il "totalmente Altro"). Perché Dio non parla? Non lo so, sarà da qualche parte, nell'immensità dell'universo, a sovraintendere l'esplosione di una supernova, non è che lo possiamo chiamare ogni cinque minuti.

domenica 21 settembre 2014

Carpe deum

Ecco qua, abbiamo anche il papa anticlericale* e poi non lamentatevi se faccio il relativista, mi pare il minimo, tempo un lustro e ce lo ritroveremo conferenziere all'UAAR. Abbiamo vinto, le pecorelle smarrite s'aggirano in ciabatte nell'ospedale da campo in cerca del primario, un gran simpaticone, per la salvezza dell'anima rivolgersi alla guardia medica (è sempre più salvezza terrena, di quella ultraterrena si son perse le tracce: chi vive tace e chi muore si dia pace).

lunedì 30 giugno 2014

La spartizione

Questo papa è anche divertente: i comunisti ci hanno rubato la bandiera dei poveri, il tema della povertà è cristiano, prima di voi c'eravamo noi. Questo è vero, quindi datevi da fare e date il colpo di grazia all'asino morente. Questo rivendicare il copyright sui poveri e i derelitti, serbatoio infinito di dolorismo, rientra perfettamente nella critica mossa da Nietzsche al cristianesimo tanto da risultare quasi caricaturale. Del resto a mali estremi, estremi rimedi, anche a costo di passare un poco per ridicoli, tutto fa brodo pur di riguadagnar terreno. Dunque tutta questa lunga diatriba fra cattolici e comunisti si riduceva alla fin fine a una questione di appropriazione indebita, di invasione di campo, e noi fessi che scomodavamo la teologia! A volte ci si perde proprio in un bicchier d'acqua.

lunedì 23 giugno 2014

Il vecchio repertorio

La casistica, ovvero quella branca della teologia morale che si occupa di districare i casi di coscienza (prendo da Wikipedia) e cioè le situazioni in cui si viene a creare un conflitto fra la coscienza e la legge morale universale. Più precisamente, durante il medioevo si venne a creare tutta una casistica di casi particolari che andavano per così dire a depotenziare una particolare colpa e un particolare peccato in relazione ai singoli atti commessi dal peccatore, finendo per far pendere sul capo di chi si mise a codificare la disciplina l'accusa di lassismo morale. E secondo voi chi potevano essere, in seno alla chiesa, i più lassisti di tutti? Ma i gesuiti, ça va sans dire (devo ringraziare Pascal). Per cui ancora oggi nelle accuse che muovono a quel rivoluzionario del Bergoglio (sia detto con ironia) gli ambienti più tradizionalisti del mondo cattolico (polemica fasulla) giunge l'eco di quell'antica diatriba e questo dimostra che se è sempre più difficile trovare la strada nuova a maggior ragione e ancor più difficile abbandonare la strada vecchia, il repertorio è sempre lo stesso (l'hanno capito pure i Rolling Stones).

martedì 3 giugno 2014



Visto che non voglio figli ero quasi tentato di predermi un gatto come quello di Capezzone, bello, fiero e indipendente, che non guarda ai soldi e in caso di dipartita se la sappia cavare. Eh no, sbagliato preferire ai figli i cani e i gatti, ce lo dice Francesco, Papa Francesco. Chi si sposa e non fa figli volutamente passerà la vecchiaia in solitudine, con l’amarezza della cattiva solitudine (conosco un arzillo vecchietto in casa di riposo dichiarato incapace d'intendere e di volere proprio dai figli al solo scopo di confiscargli la casa). «Ci sono cose che a Gesù non piacciono [non piacciono a Gesù o non piacciono alla ditta?], i matrimoni sterili per scelta, che non vogliono i figli, che vogliono rimanere senza fecondità». Francesco accusa «questa cultura del benessere di dieci anni fa, che ci ha convinto che è meglio non avere i figli, così tu puoi andare a conoscere il mondo, in vacanza, puoi avere una villa in campagna. Così tu stai tranquillo...». Stai sereno, Bergoglio, che la scelta attualmente non è tra i figli e la villa in campagna, attualmente la scelta è tra i figli e un monolocale in affitto (se questa non è frugalità cristiana!). 

sabato 12 aprile 2014

Non c’è possibilità di dialogo, non c’è possibilità di aprirsi alle novità che Dio porta con i profeti. Hanno ucciso i profeti, questa gente; chiudono la porta alla promessa di Dio. E quando nella storia dell’umanità viene questo fenomeno del pensiero unico, quante disgrazie. Il secolo scorso abbiamo visto tutti noi le dittature del pensiero unico, che hanno finito per uccidere tanta gente, ma nel momento in cui loro si sentivano padroni non si poteva pensare altrimenti. Si pensa così”. […] "Oggi si deve pensare così e se tu non pensi così, non sei moderno, non sei aperto o peggio".

Si parlava della crisi dell'autorità della Chiesa, ecco Papa Francesco che reclama il maltolto. Niente di nuovo, a Papa Francesco bisognerebbe solo ricordare di non indugiare troppo sull'argomento del pensiero unico che ha generato disgrazie, dati alla mano, un semplice Giorello basterebbe a zittirlo. Però è sintomatico di questa Chiesa ferita dalla modernità cercare di dipingerla come persecutrice, fatto salvo che la modernità (intesa come luogo del diffuso atteggiamento scientifico e culla delle libertà individuali) è davvero la forma prevalente di pensiero, se non unico, poco ci manca. Davvero un tempo si pregava per guarire dalla malaria, oggi scientemente la si cura, e il dominio della preghiera è relegato in quel margine statistico di probabilità che riguarda l'imponderabile, la possibilità di esito negativo scientificamente determinata. La scienza è così potente da ricacciare la fede in un recinto, tant'é che oggi non si vedono papi curati alla maniera di Galeno, all'occorrenza ci si fa operare anche dagli atei o alla meno peggio dagli agnostici e dai teisti. Per cui risulta patetico il piagnisteo della Chiesa che si fa vittima della storia, se non addirittura controproducente, alla lunga può passare l'idea che la Chiesa sia stata abbandonata dal favore degli dei, che per una religione è un po' la fine. In conclusione, la Chiesa pare destinata a suscitare tutt'al più simpatia, a rappresentare una guida solo in relazione a quella porzione di imponderabile concessagli ancora dalla scienza e comunque non contravventente alla libertà individuale, per non dire che se la Chiesa cede alla modernità sarà volontà di Dio e se non è Sua sarà volontà del Demonio, che Papa Francesco ce ne parli o taccia per sempre, non sollevare la questione della natura demoniaca della modernità è un cedimento bello e buono al pensiero unico.