Quando si entra per la prima volta nel rutilante mondo della filosofia si osserva fin da subito che per i contemporanei l’Essere non ha da essere più, è tutta una gara a chi nega più fermamente l’Essere, a chi afferma nel modo più perentorio che la verità definitiva è che non esistono verità definitive, tutto diviene, il Divenire è l’evidenza ultima, la soluzione finale. Questa corsa a negare l’Essere è sospetta.
La filosofia ha fallito, al suo posto avanza il metodo scientifico. L’uomo ha trovato una forma migliore di spiegazione del mondo. La scienza è migliore della filosofia non tanto perché ci dice com'è veramente fatto il mondo (le teorie scientifiche mutano in continuazione, sono sempre aperte a "nuove scoperte") ma perché produce concretamente più benefici, la filosofia è sbagliata perché non produce concretamente gli stessi benefici della scienza.
Eppure è proprio la filosofia contemporanea a fare spazio alla scienza rimuovendo gli ultimi ostacoli filosofici che ne intralciano il cammino: non ci sono verità definitive, tutto muta, l’Essere eterno non esiste, la scienza può sfruttare le cose come meglio crede, e in effetti sempre più cose sono nella sua disponibilità per via dello scopo decisivo che si è posta: una salvezza finalmente alla portata dell'uomo.
Il nichilismo ha assunto i tratti della salvezza terrena: creando e distruggendo senza ostacoli le cose noi realizziamo concretamente il nostro paradiso terrestre.
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