martedì 24 marzo 2026

Eureka!

Insomma ho testé compreso che cos'è l'Essere per Heidegger e volevo comunicare al mondo la lieta notizia: L'Essere è per Heidegger quel qualcosa, che qualcosa non è, che permette alle cose di manifestarsi e di essere compreso, è tutto quel che rimane quando si tolgono gli enti, le cose esistenti, sicché, direbbe lo sprovveduto, l'Essere sarebbe quel qualcosa che rimane dopo che si sono tolte le cose che sono. Perché evidentemente in Heidegger c'è questo residuo metafisico per cui l'Essere dev'essere qualcosa di diverso dagli enti, una specie di Sancta Sanctorum inaccessibile che però deve avere una manifestazione nel mondo visto che la metafisica è morta. Allora è Lichtung, è radura, è schiarimento, è la luce che illumina gli alberi dove la foresta si apre, l'Essere è nel tempo, l'Essere è evento, perché è quel quid che fa essere gli enti, ma l'Essere non è l'essere, l'Essere è il lasciar-essere, ecc. ecc. Dio mio, che confusione. Chiedo all'AI: perché l'Essere non può essere l'ente? "L'ente è ciò che è, l'Essere è il fatto che l'ente sia e il modo in cui ci si svela". Ha imparato in frettissima.

(L'Essere per Heidegger non può essere questo divano, questa sedia, perché Platone, non potendo contraddire Parmenide, ci ha detto che l'Essere si può trovare solo nell'Iperuranio, dove può starsene eterno e indistruttibile, e gli enti, questo divano, questa sedia, sono povere cose del mondo destinate a passare. Heidegger mette l'Essere nel tempo ma poi si comporta come se l'Essere dovesse salvarsi dal tempo, e qui comincia l'arrampicata sugli specchi)

Nessun commento:

Posta un commento