domenica 29 maggio 2022
Aggiornamenti sull'Ulysses
Parerga e Paralipomena: Storia dell'ideale e del reale/1
Parerga e Paralipomena comincia con Abbozzo di una storia della teoria dell'ideale e del reale: "Cartesio è considerato a buon diritto il padre della filosofia moderna, anzitutto ed in generale poiché ha avviato la ragione a reggersi sulle proprie gambe, con l'insegnare agli uomini a servirsi del proprio cervello, sino allora duplicemente sostituito dalla Bibbia e da Aristotele". Cartesio, è risaputo, pone il problema dell'esistenza del mondo esterno: io ho esperienza diretta solo del pensiero, inesteso e immateriale, come giustificare incontrovertibilmente, dunque, l'esistenza del mondo esterno, esteso nello spazio e materiale? Qual è il rapporto che intercorre fra l'oggetto come appare nella coscienza e l'oggetto esterno, preso in sé e per sé? Esiste l'oggetto preso in sé e per sé? "Cogito ergo sum" prova l'esistenza certa dell'autocoscienza che tuttavia non può provare l'esistenza degli oggetti esterni, se non attraverso "il misero espediente" (parole di Schopenhauer) del Buon Dio che non ci vorrà di certo ingannare sull'esistenza del mondo, il quale non è dunque dimostrato da Cartesio per via di ragione, ma per via di fede (a meno che non si voglia considerare prova di ragione la prova ontologica dell'esistenza di Dio, per la quale Dio esiste poiché, essendo pensato come ciò di cui non si può pensare nessuna cosa maggiore, Egli racchiude in sé anche la qualità dell'esistenza; il che equivale all'azione del barone di Münchausen che riuscì a tirarsi fuori dal pantano afferrandosi per i capelli). Ma come può il pensiero immateriale fare presa, in quanto intenzione scaturita nella mente, sulla realtà materiale? Ecco dunque intervenire a spiegarlo l'occasionalismo, il quale afferma che l'accordo fra reale e ideale è predisposto ab origine da Dio una volta per tutte, le idee e il loro effetto sulla realtà sono state armonizzate in modo da corrispondersi, del tutto occasionalmente, riducendo così il principio di causa ed effetto a semplice apparenza. "I profondi pensieri di Malenbranche per altro hanno dato la spinta immediata al sistema dell'harmonia praestabilita di Leibniz, la cui fama, ampiamente diffusa, e la cui alta considerazione ai suoi tempi dànno una prova che l'assurdo fa molto facilmente fortuna nel mondo". E aggiunge: "Per quanto io non possa vantarmi di avere delle idee chiare sulle monadi di Leibniz", la qual cosa mi consola, perché non ne ho mai avute di chiare nemmeno io. Nell'harmonia praestabilita, le due dimensioni delle idee immateriali e degli oggetti materiali, conducono il loro balletto diretti dal Regista Supremo che ne regola le movenze sulla scena: "Detto questo l'harmonia praestabilita si può forse intendere nel modo migliore, quando la si paragoni alla rappresentazione scenica, là dove molto spesso l'influxus physicus sussiste solo in apparenza, e la causa e l'effetto sono connessi unicamente attraverso un'armonia prestabilita dal regista, ad esempio quando uno spara e l'altro cade «a tempo»" Seguirà Spinoza. (continua)
venerdì 27 maggio 2022
Eudemonologia
Dopo che è finito Don Matteo ho avuto l'avventatezza di non spegnere subito il computer e, ahimè, sono capitato in mezzo a una puntata di Porta a Porta. In verità l'inquietante visione mi era stata preannunciata dalla solita anticipazione delle 23.00, come uno di quegli incubi ricorrenti che lampeggiano nella notte senza un perché. Sensazione straniante, più straniante di quando guardo Don Matteo: faccia scura e grave di Bruno Vespa, tema di Via col Vento, clac molesta e scrosciante che si sovrappone alla voce da fossore del padrone di casa che presenta ospiti atterriti e sconvolti, inquadrati con gli occhi fissi e raggelati, come se fossero appena usciti da una seduta di cura Lodovico, ben consci di esserci invece finiti dentro. Di notte capitano le cose più raccapriccianti, è soprattutto di notte che chiedo conforto alla sapienza e mi metto a leggere, come un bravo curato di campagna, brani scelti dal breviario schopenhaueriano, Parerga e Paralipomena soprattutto, che è uno di quei libri che si leggono e rileggono in continuazione, in una specie di ruminazione, e non finiscono mai di piacere, edizione (l'unica italiana, che io sappia) curata e tradotta in bello stile da Giorgio Colli.
Anche colui che vuole tirare le somme della sua vita, sotto il punto di vista eudemonologico, non dovrà quindi fare il suo conto secondo le gioie godute, ma piuttosto secondo i mali, cui è sfuggito. (pag. 548, Aforismi sulla saggezza della vita)
domenica 22 maggio 2022
Vendita galline km 2
Per aver anche solo la speranza di capirci davvero qualcosa in tutto questo bailamme bisognerebbe guardar da molto lontano e mettere a fuoco le palle degli occhi sulle più lunghe distanze, e non farsi ipnotizzare dalla minutaglia e dal chiacchiericcio quotidiano, mentanesco e rainewsventiquattresco, che per la maggior parte è smitragliata di notiziole impacchettate per fare impressione.
Poi capitammo filati dentro un'altra trincia di film, e questa volta era solo una biffa umana, una faccia molto pallida che tenevano ferma e a cui facevano un sacco di trucche orribili. Io, tra le budella che mi si torcevano, e una terribile sete, e il planetario che mi faceva tac tac tac, sudavo un piccolopoco e mi pareva che se avessi potuto non locchiare quel pezzo di film forse non mi sarei sentito così male. Ma non potevo chiudere i fari, e anche se cercavo di muovere la palla dell'occhio in giro non uscivo dal campo visivo del film. (Arancia Meccanica, Anthony Burgess, traduzione di Floriana Bossi)
Lo si vede bene dall'enfasi posticcia che mettono nella presentazione delle notizie le maestranze di La7, costrette ad avvolgere la notizia in veli sempre più spessi di carica emotiva, uno su tutti, il povero Celata, delle fatiche, ogni volta, che gli si ingroppano gli svincoli del planetario ogni due svolte: ehmmm, aahhhh, pausa, eeeeeehm, ecc. Questa non è informazione, è vendita galline km 2 (cit.).
In media non stat virtus
Ormai ogni cosa che accade nel mondo, seria o meno seria che sia, finisce nel tritacarne del circo dell'informazione, che è un gran mercato delle vacche senza averne però la serietà (ricordo della figura professionale del "mediatore", in italiano forbito "sensale", che dalle mie parti, nella bassa padana, era tenuto più in considerazione del medico condotto). Abbiamo più volte accennato al fatto che tutte le notizie sono mediate, e perciò corrotte, da un'intenzione, politica, esaltatoria, celebrativa, moralisticheggiante, e questo è un difetto che l'informazione si porta appresso dalla fondazione della civiltà e che oggi come ieri continua ad ammorbare la comprensione delle cose e si fa ancella degli interessi più deleteri. Il candido occidentale pensa che questo difetto sia prerogativa esclusiva delle cattive democrature dell'est, e nel pensarlo non si accorge che ci è immerso pure lui fino al collo. Quando in una democrazia occidentale, come in qualsiasi altra forma di governo, si fa largo l'idea che occorre fare opera di persuasione e gestire il consenso dell'opinione pubblica, la corruzione della verità è già definitiva e pensarsi nel giusto è cosa da fessi, fessi e per giunta anche pericolosi.
| (nella foto: mediatore con cappello che esibisce il suo principale strumento di lavoro, la stretta di mano) |
mercoledì 18 maggio 2022
Aggionamenti sull'Ulysses
Ho quasi terminato Proteo/La spiaggia, dove Stephen Dedalus se ne va bighellonando lungo la spiaggia dipanando il dedalo dei suoi pensieri, e a noi questa libertà viene restituita sotto forma di flusso di coscienza, preludio a quel supremo flusso di coscienza, senza virgole e punteggiatura, che sarà l'ultimo capitolo. Cervellotico, pretenzioso, a tratti insopportabile, però a tratti anche divertente. L'espediente del flusso, una trovata allora ancora giovane, quindi fin troppo onusta d'entusiasmi, che non è solo flusso di coscienza ma anche del mare, sostanza proteica (nel senso di Proteo, dio dei fiumi e delle distese d'acqua nonché oracolo e mutaforma), a significare la mutazione, il divenire di tutte le cose, bla bla bla, ecc. ecc. ecc. Stephen passeggia sulla spiaggia, si dà alle divagazioni filosofiche, alle sue lamentazioni, vede un cane, scribacchia versi su un lembo di lettera (la lettera del Signor Daisy), piscia in mare all'arrivo della marea. Necrofilia di Stephen, descrizione minuziosa dei cadaveri, del cane, dell'uomo affogato, e conseguenti divagazioni erotiche. C'è da ammattire a trovare una prosa che restituisca tutto questo saltellare di palo in frasca senza strafare, senza inabissarsi e farsi trascinare sotto il pelo dell'acqua dalle astruserie di Dedalus/Joyce. Non vedo l'ora di attaccare con Mister Bloom, che almeno è più terra terra.
martedì 17 maggio 2022
Battersi per le idee non avendone
Oggi, parafrasando Flaiano, i progressisti si battono per le idee non avendone. Tempo fa noi blogger eravamo tutti antiberlusconiani, c'erano anche i blogger di destra, è vero, ma erano disprezzati come oggi lo sono quelli senza mascherine. Ci siamo rilassati, e constatato che non serve poi chissà quale massa cerebrale per passare per intelligenti, abbiamo commutato il cervello sul minimo sindacale e facciamo le battaglie giuste, come un tempo s'andava a messa per ascoltare il sermone del prete. Sono diventati delle vecchie ziette quelli di sinistra. Ci vorrebbe un Gaber per descriverli, ma non c'è più nemmeno Gaber. I russi ci hanno sempre tenuto nascosto la macchina di fine di mondo, e ci spiano, e contaminano i nostri fluidi vitali: sembra scritto domani il Dottor Stranamore.
domenica 15 maggio 2022
I cattivi dormono in pace
La risibilità dell'occidente che si sciacqua la coscienza facendo vincere l'Ucraina all'Eurovision Song Contest. Continuo a preferire Don Matteo, dove almeno l'ethos è spiattellato più candidamente. Un giorno parleremo della caserma dei carabinieri di Don Matteo, roba che se esistesse per davvero, davvero tanto varrebbe farsi il segno della croce e richiamare in vita Rob Kardashian, l'avvocato di O. J. Simpson, capostipite di dinastia di socialites. Tornando all'Eurovision, l'intera Europa è diventata un kindergarten di bimbiminkia, è destino. È destino che un grande direttore russo venga licenziato dalla Scala e che si santifichi invece Bono Vox che canta la sua cacatina pop nella metropolitana di Kyiv. Mi piacevano gli U2, ho tutti i loro dischi, anche quelli dei Queen, ho anche degli amici gay. Nel '68 si era fatta la rivoluzione contro la morale borghese, oggi dobbiamo sorbirci la moralina dei nipotini intrippati con le battaglie civili. Nel frattempo la guerra continua e i cattivi dormono in pace.
venerdì 13 maggio 2022
Papa Francesco e l'anca del miracolo
Papa Bergoglio, poveretto, ha l'anca sbilenca e non è potuto andare in Russia a salvare il mondo, non fosse stato per quell'anca, e per il dolore al ginocchio (il papa soffre anche di una lesione al legamento del ginocchio destro dovuta principalmente alla postura sbagliata causata proprio dal problema all'anca), russi e ucraini parteciperebbero oggi all'Eurovision Contest vestiti da donne con una canzone che parla di accettazione della diversità, e la guerra finisse, e la pace tornasse, soprattutto dopo aver speso delle così belle parole nei confronti del patriarca Kirill, parole distensive, piene di rispetto e di spirito cristiano. Oggi ai papi è richiesta una certa dinamicità, la disponibilità a viaggiare, la conoscenza delle lingue straniere, non basta volere la pace nel mondo come una miss calzedonia qualsiasi, un papa che non deambula è un vicario di Cristo a mezzo servizio. Attorno a quella gamba gigia si giocano i destini del mondo, alle brutte, prima di pensare all'intervento, è stato allertato Don Matteo, che ha da poco lasciato la parrocchia al più giovane e prestante Don Massimo proprio in vista di una possibile successione al soglio pontificio. Preghiamo tutti per Papa Francesco e per la sua anca, e che riesca a prenotare la visita da un buon ortopedico prima che gli scada l'esenzione dal ticket.
mercoledì 11 maggio 2022
Contro i bambini
martedì 3 maggio 2022
Fort Apache democrazia
Non lo si diceva tanto per dire che la democrazia sarebbe diventata obsoleta, la democrazia, di tanto che si è perfezionata, s'è striminzita come ai tempi di Pericle, che valeva solo entro la ztl e fuori, oltre il Ceramico, stava accampata l'orda dei populisti, dei figli di nessuno, metechi, macachi, diseredati e cittadini di un bel niente. Entro le mura i cittadini a pieno titolo si battono per il riconoscimento della costipazione come malattia invalidante, fuori le mura non ti fanno entrare nemmeno per pisciare (serve la consumazione). E il giorno che gli esclusi s'incazzano, li chiamano terroristi. L'Occidente in giacca e cravatta con la faccia da persona rispettabile. È già tanto che non ci abbiano fatto ancora la pelle.
Le piante grasse sono anche dette succulente
Ci sono due uccellini, la mattina, che si rincorrono sempre sotto i pini, all'inizio pensavo che litigassero, poi li ho visti fermarsi sullo stesso ramo a lisciarsi insieme le penne. Lo fanno per gioco, come le frecce tricolori. Tonneau, tonnè, looping, stallo, virate a Immelmann e a coltello, uno spettacolo. Sotto i pini il ronzio operoso delle api intente a impollinare gli aranci. Come già descritto, io del ciclo della natura non sapevo niente, mi pensavo che le api servissero solo a pungere e che il miele fosse un tipo di fiele, più erano incazzate, e più smielavano. È stata un'epifania scoprire che i frutti sono gli ovari incinti dei fiori. Le piante grasse sono brutte, tranne una che fa i fiorellini gialli e che dovrebbe avere un nome incomprensibile come del resto quasi tutte le piante grasse (sedum palmeri, ma abbiamo anche la kalanchoe, altrimenti detta calandiva). Il gelsomino invece profuma di saponetta, deve aver copiato la formula. C'è perfino una pianta che sa di saponetta alla lavanda. Poi un giorno capirò come sia possibile che le piante riproducano gli odori dei detergenti, forse è l'inquinamento.
Hitler, sì, però il gas andava bene
Potrebbe essere anche il nuovo Hitler, Putin, perché no? Ma in quel caso o negli ultimi vent'anni nessuno se n'è accorto, oppure, com'è più facile che sia, tutti hanno fatto finta di nulla e l'hanno pure foraggiato, il nuovo Hitler, pagandogli per anni il gas, e quindi nessuno adesso faccia l'urlo di innocenza con i denti porporini, che una stretta di mano, al nuovo Hitler, non gliel'ha negata nemmeno Letta, su. Se l'occidente rappresenta il buono e giusto, io sono il papa. Eh ma qui, eh ma là, vuoi mettere l'occidente, la libertà di espressione. Segaioli, segaioli che vi fate le pippe con la libertà di espressione mentre ve la tolgono pezzetto per pezzetto da sotto il sedere. Verrà il giorno che vi accorgerete di essere seduti sopra il proverbiale ramo segato, e la colpa sarà sempre di qualcun altro, ovviamente, mai vostra.
domenica 1 maggio 2022
I servizi igienici come fenomenologia dello spirito
venerdì 29 aprile 2022
Quel che c'è di vero diventa fiction, quel che c'è di fiction diventa vero
giovedì 28 aprile 2022
Piano regolatore
Ci stanno usando, i nostri amici americani, per la loro personale guerra di contenimento del nemico, e i russi si prestano volentieri. I russi si prestano volentieri perché hanno questa mentalità, che gli piace sciollare le cose (regionalismo per "sfrantegare", "distruggere minutamente a tappeto") per poi ricostruire seguendo moderni piani regolatori, come a Groznyj, che l'hanno rifatta tutta che pare Tokyo, una schermata di Need for Speed. I contadini bruciano tutto per far ricrescere più rigogliose le colture, è lo stesso concetto di distruzione creatrice, secondo alcuni è salutare. Fanno presto gli americani a chiedere più sanzioni, mica hanno problemi di approvvigionamento, loro. Andate avanti voi che a noi viene da ridere, vi appoggiamo, non vorrete mica i carri armati russi che scorrazzano per via dei Fori Imperiali? Converrà stampare rubli per questo inverno, e pagare il gas ai russi clandestinamente in nero, portando i soldi sul ponte di Glienike, con la faccia di Tom Hanks.
mercoledì 27 aprile 2022
La legge che veramente governa
Siamo sull'orlo di un conflitto nucleare e la colpa è di tutti e di nessuno, i singoli eventi della storia sono congegnati in modo da condurre esattamente e con precisione matematica a un determinato risultato, e la volontà umana non è che una parte già computata dell'equazione. La storia è il dipanarsi dell'equazione, nacheinander, passo dopo passo. Pensarsi in grado di decidere altrimenti, di poter salvare il mondo, di scongiurare il pericolo, è vana superbia. Eh, mi dirai, ma tu in ogni caso agisci, non te ne stai con le mani in mano, anche solo il fatto che alzi un dito per scrivere... Esattamente, siamo destinati a fare, ad agire, ad agitarci credendo che serva e in principal modo per riempiere il tempo e lo spazio nei modi in cui è stato stabilito dalla legge che veramente governa, e non è quella degli uomini.
martedì 26 aprile 2022
Zio Richie, verdiano
Stephen ha uno zio caciarone, lo zio Richie, lo zio che ti costringe alla sua calorosa ospitalità, un po' come mio nonno che rincorreva l'ospite fuori dalla porta per appioppargli la bottiglia di vino che aveva testé ripetutamente rifiutato. Non solo, lo zio Richie è anche appassionato verdiano, nonno lo era di Mario Lanza, Musiani e Claudio Villa (ma una volta ha apprezzato di sfuggita un pezzo dei King Crimson, Prince Rupert Awakes, che avevo messo in camera mia a tutto volume).
Dall'episodio III, Proteo, La Spiaggia:
Una cornice in legno di torba sopra la testa calva: il Requiescat di Wilde. Il richiamo del suo disorientante fischio riporta indietro Walter.
– Sì, signore?
– Malto per Richie e Stephen, dillo alla mamma. Dov'è?
– Sta facendo il bagno a Crissie, signore.
La compagnuccia di letto di babbo. Batuffolino amoroso.
– No, zio Richie…
– Chiamami Richie. Al diavolo la tua idrolitina. Fa venire la depressione. Whiiisky!
– Zio Richie, davvero…
– Siediti o com'è vero il Demonio ti faccio sedere a calci.
Invano Walter dà un'occhiata in giro in cerca di una sedia.
– Non ha niente su cui sedersi, signore.
– Non ha niente su cui mettere il culo, babbeo. Porta qui la Chippendale. Vuoi dare un morso a qualcosa? Non venirmi a fare lo schizzinoso qua dentro. Una bella fetta di lardo fritto con l'aringa? Sicuro? Meglio così. In casa non abbiamo altro che pillole per il mal di schiena.
All'erta!
Bofonchia battute dell'aria di sortita di Ferrando. Il pezzo più bello di tutta l'opera, Stephen. Senti.
A me piacciono anche Tacea la notte placida, Il balen del tuo sorriso, Ah sì, ben mio, il coro degli zingari, Stride la vampa... vabbè, è tutto bello Il Trovatore.
lunedì 25 aprile 2022
Scegli: vuoi la pace o avere due braccia?
C'è una specie di mentecatto che pensa veramente che se un domani, in nome della salute pubblica o per salvare l'Ucraina e con essa l'Occidente, ci venisse chiesto di tagliarci un braccio, allora farebbe campagna virtuosa e social awareness per spingerci tutti a tagliarci quel braccio, e diventerebbe un paria chi se ne va in giro con due. Be', la novità è che anche qualora ci fossero evidentissime prove "scientifiche" (che assieme a "liberale" è diventato ormai fra gli aggettivi più screditati del mondo buono) a sostegno della tesi che occorre tagliarsi quel braccio, la novità è che ognuno avrebbe comunque ben diritto a non farselo tagliare, e che ognuno del suo corpo ha ben diritto di farci quel che vuole: volete la pace o avere due braccia? (ovviamente si terrebbe conto dei mancini, ai quali magnanimamente verrebbe tagliato quello destro, forse).
La manfrina di Le Pen e del primo cretino che bisogna votare per salvare la democrazia
Basta con 'sta manfrina del pericolo Le Pen e del primus (non) inter pares che viene a salvare la democrazia, come se quei milioni di francesi che votano Le Pen fossero tutti da mettere in galera (non ti dico di votare Le Pen, o cretino che stai capendo male, ti dico solo che stai guardando la pagliuzza e ti sei scordato della trave), basta con questa manfrina, in special modo di sinistra, che si sente buona e giusta mentre il male minore, pezzetto dopo pezzetto, e con la complicità del popolo sovrano, erode le regole fondamentali della democrazia in nome di emergenze e ineluttabilità sovrastimate e ingigantite a bella posta: uscite dall'incantesimo, diventate degni di qualcosa in questa misera vita.
martedì 19 aprile 2022
Stephen Dedalus, filosofo
Ritrovo in Joyce due concetti che si trattavano spesso da queste parti quando mi dilettavo di filosofia. Episodio 2, Nestore, La scuola:
Se Pirro non fosse caduto ad Argo per mano di un'arpia o Giulio Cesare non fosse stato ucciso a coltellate. Impossibile smettere di pensarci. Il tempo li ha marchiati, incatenati, e ora sono custoditi nella stanza delle infinite possibilità che hanno escluso. Ma possono essere state possibili visto che non sono mai state? Oppure fu possibile solo ciò che accadde? Tessi, tessitore del vento.
Le cose che esistono solo potenzialmente, di fatto, non esistono, le infinite possibilità date dal libero arbitrio sono congetture, nulla vieta di pensare che possa esistere solo ciò che in effetti accade: destino, necessità.
E ancora:
Il pensiero è il pensiero del pensiero. Placida luminosità. L'anima è in un certo senso tutto ciò che esiste: l'anima è la forma delle forme. Repentina tranquillità, immensa, incandescente: forma delle forme.
Se prima riecheggiava Aristotele, qui parla Berkeley: l'immateriale anima è il luogo in cui tutte le forme prendono forma, compresa la materia, sensazione di qualcosa, percezione di un solido. Berkeley aggiornato: sostituire anima con coscienza. Essere è essere percepito.
domenica 17 aprile 2022
Batracomiomachia
mercoledì 13 aprile 2022
Erano meglio i populisti
domenica 10 aprile 2022
Amarcord Brexit
Un paio di emergenze orsono, teneva banco la brexit. Doveva essere l'apocalisse, la gente per strada in pigiama, senza cibo, senz'acqua, senza medicine, una moria d'inglesi senza precedenti, rimasti senza benzina, senza camion, senza camionisti, senza frutta fresca sotto la minaccia della pellagra, e per giunta sconfitti in finale dell'europeo, a che titolo, poi, visto che se ne erano voluti andare dall'Europa? Come sempre, nessuna possibilità di capirci davvero qualcosa al di là della solita canea da tifosotti: mamma li populisti! Se ne vogliono andare, dopo tutto quello che abbiamo fatto per loro! (offesa alla mamma: da qui in avanti io non ho più un figlio). Morale della favola: completamente rimossa, morta, sepolta, sovrastata in spettacolarità prima dalla pandemia e da Putin e Zelenskyy poi. La verità è che non c'era niente di cui parlare e il caso è stato montato ad arte per crearci su un po' di indotto (c'hanno fatto dei libri, interessantissimi). No, ti sbagli, i suoi effetti si faranno sentire più avanti, come le mosse della Sacra Scuola di Hokuto. Ancora in un articolo del 2018, entro sei mesi, "l'apocalisse Brexit" avrebbe dovuto mettere in ginocchio il Regno Unito: sono ancora qui, come i non vaccinati che dovevano essere tutti morti (ipse dixit). Attendiamo speranzosi la fine dell'Inghilterra, salvo che non finiamo prima noi, sarebbe una beffa.
sabato 9 aprile 2022
Kinch, la lama di coltello
Non è per lettori distratti, l'Ulisse, come diceva Svevo, però non è nemmeno così enigmatico come si pensa una volta trovata la chiave di certi riferimenti all'attualità del tempo e quelli propri dell'autore, che comunque si divertiva a buttare dentro tutto quel che gli passava per la testa (quel "flusso di coscienza" che le maestre delle superiori ci indicavano come una cosa strabiliante, un'invenzione sconvolgente). A me quel romanzo europeo lì, di quel periodo, mi piace assai, come mi è sempre piaciuto La coscienza di Svevo (di Zeno, ma di Svevo). Il fu Mattia Pascal, per esempio, ha una sua luttuosità tutta meridionale, che piega al patetico, quella nordica è invece più freddina, a volte scanzonata, seppur terribile (il verdemoccio, il bacile di bile della madre morente). Mi sto divertendo a cesellare tutto parola per parola, solo che così non se ne viene a capo, un solo capitolo mi prenderà un mese. Anche perché vorrei abbinare a ciascun capitolo una piccola pagina di note in modo da agevolarmi la lettura negli anni a venire. Megalomania? Diciamo più un sogno, forse una favola.