Bruciano le New Balance perché l'azienda sostiene Trump, le bruciano per protesta e non perché fanno odore, e allora a rigor di logica bisognerebbe bruciare anche i sandali della figlia, la linea di stivali e le rispettabili decolleté, già le vedo le fashion blogger fare un gran falò dei loro preziosissimi haul, i "bottini", perché li chiamano così i giri di acquisti su internet. Quando bruciano le scarpe è un brutto segno, significa che la civiltà è in grave pericolo, se poi assieme alle scarpe bruciano anche i calzini quello è il segno che tutto è finito, senza scarpe impossibile trasmettere la conoscenza, senza calzini l'imbarbarimento della società è irreversibile. Questo è il momento in cui il nostro bisogno di eleganza diventa ancor più impellente (cit. Gauche Caviar).
domenica 13 novembre 2016
sabato 12 novembre 2016
L'esercito del Trump
Vai a capire quanti voti avrebbe preso Sanders, se più o meno della Clinton, la cosa non sarebbe stata di gran consolazione essendo Sanders la declinazione populista "di sinistra", uno che volendo va d'accordo con Marx ma pure col Papa, una specie di Bertinotti folgorato sulla via di CL. Talmente è in crisi la sinistra mondiale che la tentazione è di ritornare alle origini, il sogno di una solidarietà universale che possa lenire le storture della globalizzazione; alla fine i due populismi hanno in comune lo stesso nemico, a destra da combattere chiudendosi in un rancoroso egoismo, a sinistra aprendosi all'utopia della fratellanza universale. Poi è chiaro come da tutto questo possano scaturire certi personaggi curiosi che da un lato magnificano Gramsci e dall'altra simpatizzano per Putin e Trump, gente che discute di feticismo delle merci con l'orologio di marca al polso (ma questo pure Sartre, non è una novità). La globalizzazione da una parte dà e dall'altra toglie, il fatto che venga tolto proprio a noi crea questa onda d'urto che è ancora riverbera e chissà per quanto ancora riverbererà (d'altronde la crisi della manifattura si ripercuote pure su di me, una certa rabbia la sento salire pure io, l'anti-populista è essenzialmente uno che ha risolto il problema della sussistenza e pretende da noi poveri cristi la calma e il raziocinio, abbiate pazienza, non siamo dei santi).
mercoledì 9 novembre 2016
Aurea mediocritas
Te lo domandi, quando è un milionario a farsi carico delle istanze degli emarginati e viene per giunta preso sul serio significa che la controparte democratica stava pensando ad altro, che a forza di pensare agli ultimi si è persa per strada i penultimi, non era poi così felice l'America di Obama. E' la fine che si fa ad essere troppo scolarizzati, ci vorrebbe una via di mezzo, un intellettuale ma che non sia laureato, un diplomato in contabilità. L'eccesso di scolarizzazione è deleterio quanto il suo contrario, in medio stat virtus, aura mediocritas, inter utrumque tene medio tutissimus ibis (sono intellettuale, sì, ma da Wikipedia). Già feci l'errore di sentirmi antropologicamente superiore alla gente di Gorino, di errore in errore si finisce con Trump presidente e Grillo deficiente (Bersani invece guarda a Sanders, hai presente l'isola di Wight?).
No panic
Io ve l'avevo detto. A parte che ne dico talmente tante che prima o poi ci prendo, ma Hillary non teneva il quid, e poi con quella spocchia dalemiana tipicamente radical, insomma, antipatica. Trump invece molto più a suo agio nei panni del figlio di puttana, sinceramente pirla (gli viene naturale), un istrione che ne abbiamo già visti in Italia, e in questo abbiamo fatto scuola. Io in verità vi dico: abbiamo troppi preconcetti nei suoi confronti, io sono sinceramente incuriosito, vuoi vedere che questo fa la pace con Putin e finisce che gli danno pure il Nobel per la Pace? (non credo, piuttosto ne danno un altro alla letteratura a Max Pezzali, perché son prevenuti).
lunedì 7 novembre 2016
Nemmeno la ragione ci può salvare
C'era Maurizio Ferraris alla radio, l'inventore del new realism, che interrogato sulla crisi della democrazia proponeva la sua tesi: la democrazia è in crisi perché non dice più la verità. Siccome il new realism, in opposizione all'ormai obsoleto postmodernism, predica un generale ritorno all'oggettività, è bene che agli elettori venga detta la verità, unico degno principio e sommo bene, solo così sarà possibile debellare il populismo, batterio infestante che divora la sana pianta democratica. L'uovo di Colombo. Fosse semplice stabilirla, questa verità, e convincere l'elettore ad accettarla qualora fosse indigesta. Le campagne elettorali sono dei lunghi processi alle intenzioni, mentono un po' tutti e un po' tutti dicono la verità, ma nemmeno gli interessati sapranno dirvi fino a che punto, e questo non sempre per malignità. Prendiamo l'esempio classico della sicurezza dei cittadini: Trump vi dirà che la soluzione è armarsi fino ai denti, Hillary Clinton vi dirà che è meglio lasciar fare alle forze dell'ordine, tuttavia nessuna statistica, per quanto veritiera possa essere, potrà mai far cambiare idea al cittadino che percepisce comunque la minaccia. E' un dato emotivo-soggettivo, il terrore di volare non lo si risolve ripassando il funzionamento della portanza, l'emotività sovrasta l'argomento di ragione. Io ve lo dico: la verità è che nemmeno la ragione ci può salvare.
In caso di
Ha vinto il No perché Renzi ha sbagliato a personalizzare il referendum, e poi troppa arroganza, senza contare che la riforma era davvero scritta male. Ha vinto il Sì perché gli italiani si sono dimostrati popolo maturo che non cede alle sirene dei catastrofisti che sanno dire solo No. Ha vinto il Nì perché gli italiani si sono stufati di essere chiamati a votare su questioni troppo complesse, e poi i problemi degli italiani sono ben altri, c'è gente che non arriva alla fine del mese. E con questo siamo coperti.
sabato 5 novembre 2016
Credere per credere
Il mio dio salva tutti, belli e brutti, vittime e carnefici, perché fondamentalmente la vita è altra cosa rispetto a quello che pensiamo, il fatto è che tutto quanto non è nella nostra disponibilità, compresa quella salvezza che spetta a tutti, indipendentemente dalle buone o dalle cattive azioni. No, mi diranno, Dio non è questo, è un'altra cosa. Ma lasciami credere che sia così, ma che ti importa? Se è questione di fede, credere per credere, io credo a questo (l''apologo non rispecchia necessariamente le convinzioni dell'autore, trattasi di esempio a mo' di esempio).
martedì 1 novembre 2016
Il grande Boh
Due righe due sulle elezioni americane: io non l'ho capito proprio questo scandalo delle mail della Clinton, temo che il mio essere italiano mi impedisca di percepire la gravità della cosa, mentre gli americani, popolo eticamente irreprensibile, dimostrano di prenderla molto sul serio al punto di resuscitare Trump, che sarà controverso finché vuoi ma è uomo di una correttezza esemplare e soprattutto di comprovata affidabilità (c'è del sarcasmo). (i miei americanisti su Twitter, gli esperti del caucus, si danno un gran da fare attorno all'argomento ma come sempre il messaggio non arriva, secondo me ne capiscono poco anche se danno l'impressione di saperla lunga).
Un caso di sincronicità
Giusto stamattina parlavano di questo racconto-divertissement di Marc Augé (il teorizzatore dei non-luoghi) che immagina l’impossibile: il papa che dal balcone annuncia che Dio non esiste "e tra i fedeli di tutte le religioni in pochi giorni scoppia la pace". Ora, che tra i fedeli di tutte le religioni possa scoppiare la pace per così poco è improbabile anche per un racconto di fantasia, una pia illusione da atei razionalisti, valga per tutti questa ottima intuizione del poeta argentino Julio Cortázar, miracolosamente apparsa per sincronicità nel flusso di Twitter sotto la segnalazione del divertissement: "sperare appartiene alla vita, è la vita stessa che si difende". Aggiungici poi che sappiamo già tutti che Dio non esiste, almeno non nella forma descritta dalle religioni, e il gioco è fatto (anche l'ateismo si avvia lentamente all'obsolescenza).
lunedì 31 ottobre 2016
Lückenbüßer
Era il povero Bonhoeffer che parlava di Dio sempre più ridotto a "tappabuchi" (Lückenbüßer), cioè soluzione che interviene nei casi ancora irrisolti dell'esistenza, come nel caso dello scatenarsi delle forze della natura che ci rammenta come nemmeno la terra su cui abbiamo costruito la casa ci appartiene: nella misura in cui l'uomo diventa impotente cresce il bisogno di Dio, quanto più diventa potente tanto più Dio viene messo da parte. Noi non credenti diremmo che questo elastico è la prova lampante che Dio non è che una proiezione delle nostre aspirazioni frustrate, Bonhoeffer era uomo di fede e intendeva invece riportare Dio al centro e non più ai margini dell'esperienza umana, con quali risultati non sapremmo dire. Io devo ammettere che più passa il tempo e più sono indulgente nei confronti della fede, fosse anche un tappabuchi, che la vita è davvero troppo terribile per non concedersi una scappatoia, chiamala pure debolezza, l'importante però è che resti una cosa intima e personale e non ceda alla tentazione di diventare visione organica e politica del mondo, che la fede non venga confusa con la religione, insomma, che della fede è il risvolto più contingente e secolare e per questo più irrilevante ai fini di un'ipotetica salvezza (io, più che in Dio, confido come saprete nel rimedio ontologico).
Il paese reale
Stamattina, a faglie ferme, siamo partiti subito forte: gli sfollati in tenda e gli immigrati in albergo. Che si lamentano pure del mangiare, ah ma io stavolta voto Grillo! (Grillo? Vota Salvini!). (Salvini non gode di molta credibilità nemmeno fra i suoi). Prima gli italiani, se li prendano i frati gli immigrati, ne hanno di conventi, invece di metterci dentro le suore, che se li prenda il papa! Che c'è gente che non ha più neanche la casa, che si prendano gli italiani invece di aiutare i négher! Che i rumeni rubano il rame e poi vengono giù le montagne. Comunisti di merda. Che il comunista, come saprete, non è il materialista storico che abbiamo studiato tutti sui libri (vero che lo abbiamo studiato tutti?), il comunista è per la gente del luogo quello che fa il buonista con il culo (i soldi) degli altri. In questo io non sono tacciato di comunismo dal brianzolo medio perché pur essendo filosofo non faccio il buonista (oltre ad essere un formidabile taccagno, una via di mezzo fra un ebreo, un ligure e un comasco, giustamente). Se dai in mano il paese ai comunisti è lo sfascio, non lo vedi che continuano a far arrivare gli stranieri? Renzi si è giocata una buona fetta di consensi su questa politica dell'accoglienza, a fare l'Orban ci avrebbe guadagnato il Sì senza patemi. Troppo cinico? Solo realista.
sabato 29 ottobre 2016
Il popolo bue e l'intellighenzia asina
A questo punto più che di Renzi io mi preoccuperei del webetismo diffuso che minaccia la sana pianta scientista, concentrati a liberare il paese dalla peronospora renziana non ci accorgiamo che alle spalle ci stanno segando il ramo, fra un po' finiremo davvero per credere che il terremoto nel Centro Italia sia opera delle multinazionali del petrolio. Io ve lo dico, qui bisogna riconquistarsi la fiducia del popolo bue ormai in balia dei falsi miti di regresso, dal movimento anti-vaccini a quelli che credono che il mondo sia governato da una cricca di alieni in combutta coi Rothschild, non vorrei che al popolo bue finisse per corrispondere una pedissequa intellighenzia asina, tanto perspicace quanto cretina, questa non è una profezia, è già realtà.
giovedì 27 ottobre 2016
Bagatella
Appurato che il progetto "umanista" di spiegare le buone creanze agli incolti attraverso il discorso di ragione è pressoché fallito sovrastato dalla paura fottuta, possiamo dire che Oriana Fallaci da lassù non ha motivo di preoccuparsi, la rabbia funziona che è una meraviglia e l'orgoglio la segue a ruota: non li vogliamo i migranti a casa nostra e nemmeno ci preoccupiamo di distinguere il grano dal loglio, l'importante è non averceli fra i piedi. Non a voi che siete cresciuti fra oxfordiani e soppesate da lontano la realtà come una biglia iridescente, dico a noi che ci rotoliamo nel piscio qui al pianoterra, mors tua vita mea, non si fanno prigionieri. Poi è chiaro che siamo tutti uguali di fronte al Signore, però intanto lascia fare.
lunedì 24 ottobre 2016
Il grande Burp
Chi vota No non vota tanto per salvare la democrazia quanto per mandare a casa il cattivone, l'arrogante di turno, chi vota Sì per non dargliela vinta a chi vuole mandarlo a casa, la storia si riduce a questo. Poi se vogliamo fare i Zagrebelsky della situazione facciamo pure, ma la storia di ogni elezione è storia di come la bile trova lo sfogo a lei più congeniale, altro che ratio, cherchez la bile. In altre parole le elezioni sono come una lavanda gastrica collettiva in cui i più disparati disturbi della personalità vengono evacuati in pubblico elevandosi a questioni nazionali. Burp.
domenica 23 ottobre 2016
Sesso con persone anziane
Prendi per esempio la campagna elettorale americana e il famoso pompino di Madonna, la prima cosa che verrebbe da chiedersi è: con dentiera o senza? Degna conclusione di una campagna in cui di tutto si è parlato fuorché della realtà, forse già troppo complessa per gli scarsi mezzi retorici dei contendenti. E così rientra in pista nonna Louise, in un derby tutto giocato con la nipotina Miley, la quale ora per ribattere non saprà più cosa inventarsi, panico fra i direttori artistici. A me sta benissimo questo sbraco dei costumi e vanno benissimo anche i dibattiti sul pompino come atto di sottomissione della femmina o come opportunità di dominazione del maschio, va tutto bene. Solo avrei voluto da Hilary un guizzo alla Maria Elena Boschi, che so, un'autocontenitiva malandrina che fa capolino da una gonna a mezza coscia, ma ripensandoci bene forse è meglio così: Hillary, continua pure a vestirti con quei terribili tailleur maoisti a nuance merkeliane, che la tua forza sia solo negli argomenti, per carità di Dio.
Difetto
Mi è rimasta ancora un po' di pietà per gli uomini, è il mio principale difetto, quando arrivo al fondo del caso umano il mio risentimento rincula e provo misericordia, così che il cretino in certi casi mi risulta anche simpatico. Non è una misericordia che muove dalla benevolenza, al contrario, muove dalla malevolenza, ma tant'è, è il massimo che posso fare. Se il cretino è poi destinato alla sconfitta allora la pietà sbraca, non trova più ostacoli, se non può più nuocere allora favorisce la magnanimità. Insomma, infierire sullo sconfitto mi fa orrore, posto che la pietà non sia invece la forma più crudele di vendetta. Questo valga per i casi presenti e futuri.
Break
Credo di essermi stufato di pensare al referendum, credo sia legato alla melanconia, semplicemente a un certo punto mi viene un groppo alla gola e non ne posso più, credo che comincerò a parlare di fica (ci siete cascati, eh?), o meglio di fisica dei quanti (scherzo), oppure del gatto (di Schrödinger, povera bestia). Mi sento così ispirato la mattina, tutto pieno di energie che mi pare addirittura di apprezzare le donne (addirittura), metti poi il caso che queste quattro righe le ho scritte ieri notte e le ho programmate per stamattina, c'è dell'ottimismo (speriamo ben riposto).
mercoledì 19 ottobre 2016
Usa la Forza, Luke
Volevo proporvi il grande tema del fallimento della ragione quale mezzo di persuasione e criterio per stabilire la verità. Un esempio pratico: se vince il Sì avremo un governo più stabile che potrà prendere decisioni più rapide nell'interesse del paese, logicamente parlando non fa una piega. Se vince il No ci eviteremo invece una vera e propria dittatura della maggioranza, e anche questo argomento non farebbe una piega. Dove sta dunque la verità? Potenzialmente ovunque e da nessuna parte, che ogni argomento si regge su una sua propria logica (se non altro in rapporto alle intenzioni), qui conta più l'atto di fede, dipende da quanta fiducia sarai disposto a riporre negli uomini, tenendo presente che in questo campo l'astuzia sovente supplisce agli argomenti: non alla ragione ti potrai aggrappare (usa la Forza, Luke).
lunedì 17 ottobre 2016
Breve riepilogo
Ci siete, vi sto annoiando? No perché di Renzi abbiamo detto tutto, dei grillini pure, a un certo punto si comincia a girare intorno, metti pure che spesso mi dimentico di avere già detto le stesse cose, qui si comincia a girare intorno (appunto). Se vi interessa qualche altro argomento non avete che da dirlo, per esempio potremmo discutere delle ultime sfilate spring ready-to-wear 2017, invero un po' carenti di motivi da stampa, o di coscienza quantica o di kundalini o di ditalini (ovviamente rigati), insomma, di quel che volete.
sabato 15 ottobre 2016
Fermare il declino
Giornata grigia, il mio umore come il cielo: plumbeo. Potremmo parlare della manovra finanziaria. Le nostre assomigliano tutte a dei rattoppi allo stesso paio di brache, talmente rabberciate e ricucite negli anni da avere perso ogni ipotesi d'integrità strutturale. Ogni manovra interviene a riparare i guasti delle manovre precedenti, una vasta partita di giro tanto vana quanto imprescindibile, "passo dopo passo", o se vuoi "una mano lava l'altra e tutte e due lavano il culo". Grande euforia per la cancellazione di Equitalia, i debiti verso l'erario verranno estinti per decreto legge (chi voterà Sì avrà in dote un bonus per la ristrutturazione dei controsoffitti). Qui facciamo dell'umorismo ma in realtà si tratta di una cosa seria, ho dei following su Twitter esperti di spending review, gente di polso che saprebbe dove mettere le mani, li invidio molto, si vede che è gente che ha studiato.
venerdì 14 ottobre 2016
Ignobel
Causa il mio disagio mentale non desidero quasi più, il tempo di alzare il sopracciglio e già il desiderio s'è irrancidito, mi mostra il volto della sua noia mortale. Mi tocca faticare per cercare qualcosa che mi rivitalizzi un po' e la stessa ricerca mi pesa come un lavoro, le fatiche di Sisifo. So come sono fatto, talmente è lo schifo che finisco per schifare pure Dylan e Dario Fo, pace all'anima sua, gente che ne venera il mito senza nemmeno averne letto un libro. Io ce l'ho: il Mistero Buffo, preso quando ci credevo e tuttavia abbandonato alla prima pagina, usato, al Libraccio, mi restituiscono 1 €, tanto vale buttarlo nella pattumiera (che noia questi Nobel).
mercoledì 12 ottobre 2016
Palingenesi
Tesi: il Pd è nato come cartello elettorale contro Berlusconi, venuto meno Berlusconi viene meno anche il Pd, come la Dc dopo il muro di Berlino. Come una faglia che finalmente crepa, i tempi sono maturi per il grande cataclisma, e mi sbagliavo a dire che non sarebbe cambiato nulla, o meglio: non cambierà nulla nella sostanza, che il destino dell'Italia è ingovernabile, cambieranno invece le forme, gli arabeschi di superficie, e abbacinati dalla sublime bellezza della catastrofe ci entusiasmeremo in atto per le novità in potenza e ripartiremo per un nuovo giro di speranza nel futuro: accade questo, periodicamente.
Il piacere
del sublime è diverso da quello del bello; questo infatti produce direttamente
un sentimento di esaltazione della vita; quello invece è un piacere che ha solo
un'origine indiretta, giacché esso sorge dal sentimento di un momentaneo
arresto delle energie vitali, seguito da una più intensa loro esaltazione. (Critica del Giudizio)
lunedì 10 ottobre 2016
Politica 4.0
A guardarla dalla prospettiva della direzione Pd la politica pare esserci ridotta a uno showcase di completi slim fit, la stessa componente rossa, un tempo maggioritaria, s'è ridotta a un'accozzaglia di personaggi risibili, divisa fra apocalittici e boccaloni, da vergognarsi di averli votati. Sono i tempi che corrono, di quella tradizione, semplicemente, non se ne sente più il bisogno, il residuo pensiero di sinistra, estenuato, si sta lentamente spegnendo nel gentismo grillino, questo è lo stato dell'arte e questi sono gli ingredienti con i quali ci toccherà cucinare il futuro (quel ramoscello d'ulivo incastrato fra "Partito" e "Democratico" ormai è puro folklore, tanto vale metterci una foglia di basilico).
domenica 9 ottobre 2016
Disperato erotico Trump
Io le donne le abbranco direttamente da dietro, senza chiedere il permesso, tanto ho il fascino dell'intellettuale e da me si fanno fare quello che voglio. Ivanka Trump è una figa pazzesca (tanto suo papà non s'incazza), ma avete visto che tette? Los dos cupulas de la catedral de Sevilla. Oh, intendiamoci, trentaquattro anni, ancora un anno e poi te la pigli tu la carne in scatola, che a noi ci piace il filetto (ameregano m'hai provocato? E mo' me te magno). (un blagueur del genere non si vedeva dai tempi di Cocco Bill).
Il caso delle missionarie
Si scoprì che c'era un cunicolo segreto con stanze e alcove e quant'altro che univa il convento dei frati a quello delle monache, e pare ci avessero trovato una gran quantità di cadaveri di neonati, questa storia si tramandava come una leggenda nera senza possibilità di riscontro, se non vera appariva verosimile, e c'era il caso del parroco del paese che aveva già avuto tre mogli e lui si giustificava col fatto che lo avevano costretto a farsi prete perché in casa non c'era di che mangiare, e questa non era una leggenda. Insomma, cose risapute dagli uomini di mondo, non invece dal Papa che è figura oltremondana e persona candida per antonomasia, cascante dal pero per definizione, se non per contratto. Speriamo solo che il filone possa mantenersi florido per il futuro, sarebbe un peccato rompere un giocattolo così ben congegnato (da quando si è perso l'uso della fustigazione, qui in occidente, anche i sagrestani possono convivere more uxorio e questo toglie la giusta tensione al rapporto).
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