venerdì 28 marzo 2025

Si susseguono numerose le ipotesi sull'utilità della Groenlandia: a cosa serve, cosa rappresenta, a chi giova? Forse sotto la Groenlandia si nascondono terre rarissime, il punto è che vai tu a perforare la calotta. Farci un buco, poi con un imbuto riempirlo di acqua caldissima per fare la guida, poi versarci dentro Coca-Cola e Mentos. Forse serve per costruirci delle basi militari, ma a questo punto tanto valeva chiederlo direttamente al Re, non si sarebbe rifiutato. Gli americani avrebbero portato il cioccolato. Forse sono rimasti a corto di ghiaccio per il whisky on the rocks, con tutto quel ghiaccio c'è da sbevazzare per un secolo. Forse in Groenlandia ci sono i nazisti, ma in questo caso sarebbe un'operazione di salvataggio. Forse serve per trasferirci i messicani, forse serve per combattere l'epidemia di Fentanyl, forse gli serve l'olio di balena. Boh. Potrebbe essere tutto visto che sono matti, potrebbe anche darsi che vogliano farci un chiringuito. Certo che son bravi a passare per scemi.

L'Europa ce lo chiede, dobbiamo prepararci alla guerra, il nostro dovere è la difesa della Patria: la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino (Art. 52 della Costituzione, la più bella del mondo). Patria, sacro, dovere, termini che possono sembrare un po' desueti per i postmoderni che in teoria dovranno reimparare a sacralizzare la Patria nel giro di una settimana, vale a dire tutti i cittadini italiani giudicati idonei dai 18 ai 45 anni di età. Io sono stato riformato alla visita di leva e ho abbondantemente superato l'età richiamabile, per cui il mio ruolo in questa guerra sarà la vittima inerme. Abbiamo davanti a noi molti, molti lunghi anni di lotta e di sofferenza. Voi mi chiedete: qual è la nostra politica? Io vi dico: è la guerra, in mare, in cielo, in terra, con tutta la nostra forza e con tutta la forza che Dio può darci (Sir Winston Leonard Spencer Churchill ecc. ecc.). Ah, il grilletto è quella cosa che sporge dall'impugnatura, fate attenzione a non spararvi sui piedi.

giovedì 27 marzo 2025

Imprenditrici di successo: Giulia giudica micro-peni su OF

Su Radio24 nuovi profili professionali, un'operatrice del sesso, si definisce "troia digitale", ma se lo può dire solo lei, dagli altri la prenderebbe come un'offesa, crea contenuti porno e a richiesta schiaccia succhini di frutta coi piedi e giudica micro-peni, 200 euro a consulenza, lo fa per mantenersi all'università dove studia economics, ambisce a diventare la nuova Christine Lagarde. Bionda morbida e popputa, pelle di porcellana, femminista pro-sesso, ritiene che il lavoro sessuale sia per la donna un'occasione di emancipazione, ma solo se balla la fresca, quando non lavora inforca rotondi occhiali da riposo, tutti quei micro-peni le affaticano la vista, porta il cognome di un grande poeta italiano, ne recita a memoria dei brani tratti da L'Infinito. Se conosco il mio uomo, sarebbe piaciuta assai anche al poeta, le avrebbe certamente dedicato un canto: A Giulia. Dai calanchi della nuova economia emergono queste dinamiche Partite IVA che versano migliaia di euro al fisco pagando le pensioni sociali ai nostri nonni, la previdenza sociale italiana, scandolo degli scandoli, si reggerebbe infine sulla pucchiacca, che a sentire il nuovo servizio di AI degenerativa di Google potrebbe avere origine anche dal termine latino "pucchia", fonte da cui sgorga acqua: nell'ora dell'estremo bisogno il nostro corpo ci darà la salvezza tradotto in valore d'uso e di scambio, viva la vita, viva la giovinezza, primavera di bellezza!

mercoledì 26 marzo 2025

Il Kit di sopravvivenza e risposta coordinata in caso di invasione russa

Nel kit di sopravvivenza e risposta coordinata della UE in caso di invasione militare e disastri climatici manca una cosa importantissima: la carta igienica. Sì, perché ci sarà veramente da farsela nei pantaloni se la Russia ci invaderà veramente come la gentil pulzella europea a questo punto quasi si augura per un suo inconfessabile brivido peccaminoso. Per sopravvivere nelle prime 72 ore, poi si passerà direttamente al si salvi chi può. Mi ricorda un po' quel passo del Gadda: "«I me brilànt» e la paura-speranza di sentirseli un dì sradicar d'orecchio - con eventuale lacerazione del lobo - da una mano virilmente predatrice, sono una delle più ghiotte, segrete immaginative della gentildonna che risfólgora in brillanti; del suo narcisismo un po' masocone esasperato dal presagio della tenebra". Ovviamente, balla in sottofondo anche la speranza di un bel rilancio lucrativo dell'economia, conviene a tutti mantenere viva la minaccia russa.

È uno di quei giorni che la pre-Sila sembra la Transilvania, tempo da lupi, lingue sfilacciate di vapore serpeggiano tra i valloni come fumi di segnalazione, sono perfino più belle quando fa brutto le Misty Mountains dei Bretti. Certo niente in confronto al balcone da dove vedevo la funicolare di Brunate, ma torneremo a casa, prima o dopo, foss'anche orizzontali.

martedì 25 marzo 2025

Con la scusa che dobbiamo difendere la libertà e la democrazia, ci teniamo queste nostre democrazie poco ateniesi dove di fatto la volontà popolare è tenuta a bada dagli esecutivi, in attesa che il popolo maturi la decisione giusta. Nella Francia di Macron il partito che ha vinto le elezioni, sacrificandosi per il bene della République, è stato escluso dal governo, perché non in linea con il galateo dell'École nationale d'administration, recentemente ribattezzata da Macron con un più consono Institut national du service public. Non si muove foglia che Macron non voglia, ovunque presidenti e primi ministri ampiamente sfiduciati continuano a mantenere il potere agitando lo spettro di scenari apocalittici. Per contro, il popolo non matura mai, anzi si allontana dalla politica e premia le soluzioni anti-sistema, giustificando di fatto i timori delle élites. Non se ne viene a capo. Nessuno nuova spinta è permessa, e intanto maggioranze e opposizioni si assomigliano sempre più, scivolando in un'asfittica indifferenza delle rispettive posizioni: più soldi per questo, meno soldi per quello, semplici passaggi di mano di denaro pubblico, che palleggia da una parte e dall'altra senza mai entrare in porta, mesto pareggio senza reti.

lunedì 24 marzo 2025

Ieri guardando la partita con la Germania a un certo punto mi era venuta voglia di bombardare la Renania, coventrizzare Dortmund e puntare la Grande Berta contro Oliver Baumann, a riprova del fatto che il calcio tira fuori il vero noi, altro che fair play e giochi senza frontiere, concedigli un dito e quelli ti ricostituiscono la Wehrmacht.

Veri nietzschiani

Sono affascinato da quei nietzschiani della Gintoneria, quelli che vivevano al di sopra del bene e del male nel loro universo di coca, dompero e puttane, soprattutto quando a un certo punto, raggiunto il vertice ultimo della catena alimentare, non sapevano più a cosa attaccarsi ed entravano nel circolo vizioso dell'eterno ritorno: sempre più coca, sempre più dompero, sempre più puttane. La casa di lui, tutto bianco-cristallo illuminato a led, le Ferrari a noleggio coi cerchioni lavati con lo champagne (ma solo quello che sapeva di tappo, ci assicura il suo sommelier), i "povery", che poi non sarebbero i veri poveri, quelli come me e voi, ma i ricchi col braccino corto che non cacciavano i mille euro per un bottiglione di dompero. Povery. Le puttane, altrimenti dette cavalle, più politamente escort. Il Dom Perignon, altrimenti detto dompero. L'avventore tipo, il broker del Dubai, palestrato, tutto tatuato in faccia, che fa musica trap. Rampolli e rampolle di importanti famiglie milanesi, quello che ha speso un milione in una sola notte, la fidanzata ragazzina, quello che pagava duemila solo per parlare. La coca pippata su Instagram, lo sciabolatore di spumante, quello che aggiunge il sale dell'Himalaya con il gomito. E cosa credete, dietro c'era tutto un lavoro, cinquanta ore di fila senza dormire, nietzschiani veri, mica quelli che stanno a Ca Foscari. A Milano i prezzi delle cavalle sono aumentati più delle case, almeno 2k a botta, e non si conosce crisi.

Lo ha detto anche l'On. Brodi, che ha attentato alla vita di quella giornalista (le ha tirato una ciocca di capelli, è in prognosi riservata), che Ventotene va contestualizzato, cioè, era gente che era stata messa in galera dai fascisti, ci sta che ce l'avevano con la proprietà privata, mica erano i comunisti di adesso che stanno a frignare per una Tesla. Era gente che l'Europa o si faceva o si muore, che la democrazia, se necessario, andava imposta con la dittatura, poi, casomai, conquistati i cuori e le menti, allora la si poteva far camminare con le sue gambe. Bisogna avere il senso della storia, sennò, signorina mia, diventa tutto una macchietta.

domenica 23 marzo 2025

A guardarla da un certo lato, la vita non è che una successione di cose che non si possono fare, di vite che non si possono vivere, lasciatemi allora l'illusione che saremo destinati a superare questi limiti e sperimentare finalmente quell'infinito, quella pienezza di esperienze, che dolorosamente ci sono precluse in questa vita (da qualche parte Schopenhauer mi pare abbia scritto qualcosa del genere, là dove la sua guizzante saggezza non è stata ridotta a pessimismo dai manuali di filosofia o a motto di spirito dalle case editrici).

sabato 22 marzo 2025

Il fantastico mondo di internet: il papa è morto ma non ce lo dicono, come i segretari del Pcus degli anni ottanta. Domani riapparirà alla finestra, ma sarà un sosia. L'ossigeno gli ha bruciato le corde vocali, dovrà reimparare a parlare, hanno assunto il logopedista di Giorgio VI, ma è morto pure lui. Hanno assunto un sosia muto, cioè, non lo fanno parlare, così non si capisce che il sosia è di Bergamo. Per quale ragione non ci vogliono dire che è morto? Perché non vogliono fare il conclave. Perché non vogliono fare il conclave? Perché eleggeranno un papa nero (e allora? Il nero sul bianco sta una favola). Come ne usciamo? Teniamo per sempre in vita Bergoglio, camperà 969 anni, come Matusalemme. A un certo punto anche le minchiate di internet arrivano a un punto morto. Ma pure questo ce lo tengono segreto. 

Hanno presentato l'F-47, il nuovo caccia americano, un grande strumento di morte, il più grande, il più forte, il più potente, il più deterrente, il caccia che solo a nominarlo metterà in chiaro chi comanda in cielo e in terra, un solo centimetro quadrato di lamierino varrà quanto il PIL del Burundi e dell'Eritrea messi insieme. Farà coppia con il B-21, il nuovo bombardiere stealth che dicono fonti ben informate verrà inaugurato entro l'anno, inaugurato con un bel bombardamento di prova, adesso non si sa bene se in medio-oriente, sullo Yemen o in qualche altro disgraziato paese che si può bombardare senza incorrere nel biasimo della comunità internazionale. Sì, perché ci sono paesi che per qualche ragione, forse perché non hanno un buon P.R. oppure un ufficio stampa allineato con il sistema occidentale, che si possono bombardare per giusta causa e il loro bombardamento non comporta rimozione di punti sulla patente liberale. Insomma il più forte ha sempre ragione e finché ci troviamo dalla stessa parte anche noi staremo dalla parte della ragione, in qualità di stato cliente e faro ausiliario di democrazia, luce di posizione.

venerdì 21 marzo 2025

Difendere Ventotene

Attenziò, battagliò! Il nemico spara su Ventotene, al contrattacco!: gnooo, Ventotene gnooo, difendere Ventotene, Meloni non vuole l'Europa!!! Signore, sembra che nel testo di Ventotene ci siano riferimenti a una dittatura rivoluzionaria. ??. Soldato, legga il testo: "Attraverso questa dittatura del partito rivoluzionario si forma il nuovo stato e attorno ad esso la nuova democrazia. Non è da temere che un tale regime rivoluzionario debba necessariamente sbocciare in un nuovo dispotismo." Ehm... ricalcolare l'alzo dei cannoni: "Ventotene va letto nel suo contesto". Ripeto: "Ventotene va letto nel suo contesto". Soldato, noi abbiamo letto il Manifesto di Ventotene? No Signore, non l'abbiamo letto. E come mai, soldato? Mi scusi Signore, perché siamo dei citrulli, Signore, spariamo in automatico a tutto quello che arriva dall'altra parte, Signore. Cazz. Va bene soldato, iniziare le manovre diversive, disporre il gonfiabile di Benigni, prenotare l'Aliscafo, tutti a Ventotene per una grande manifestazione di solidarietà ad Altiero Spinelli! Soldato, consultare le previsioni meteo per Ventotene. Ventotene ventoso, Signore, con probabilità di pioggia al 40%. Indossare le galosce, innestare le baionette: BANZAIIIII!

Non serve un particolare talento oggi per emergere, basta entrare in sintonia con la cretineria del mondo, emergono dalla cloaca massima e sono fatti dello stesso ingrediente, di un letame dove non nascono i fior. Circondati da cotanto sterco è già un bel traguardo non olezzare troppo.

giovedì 20 marzo 2025

Vecchioni e Benigni che cantano la messa, se quelli dicono pace, loro dicono guerra, se quelli dicono guerra, loro dicono pace.

mercoledì 19 marzo 2025

Un giorno, per lo stesso principio del tacchino induttivista, un uomo smette di morire. Miliardi di uomini sono già morti sulla faccia della terra, fra tutte le osservazioni, la più sicura sembra proprio questa: che tutti gli uomini devono morire. Ma quell'uomo non muore. Continua a vivere, cento, centoventi, centotrenta, centoquaranta anni, ma non si decide a morire. La scienza si mette allora a studiarlo ma non ne cava un ragno dal buco. Ormai il caso dell'Uomo Eterno ha fatto il giro del mondo. Per il principio del tacchino induttivista, per tante osservazioni che possiamo fare di un fenomeno, il fatto che esse si ripetano costanti nel tempo non implica che un giorno quelle osservazioni registrino un caso contrario, e così in effetti accade: quell'uomo, contrariamente a tutte le osservazioni precedenti, non muore. Dibattiti, teorie, studi comparati, per lui si inventa addirittura una nuova patologia, l'eternite, intanto l'Uomo Eterno vive e se la ride, non si sente per niente malato, malati sarete voi, dice, ormai comincia a credere che non morirà più, un bel giorno arriva però un fanatico e gli spara e alla domanda della polizia risponde che l'ha fatto per dimostrare che nessuno è eterno. Morale della favola: c'è sempre un cretino che rovina tutto.

lunedì 17 marzo 2025

Il professor Vecchioni va alla guerra

Con la scusa che questa volta non sono i trumpiani ma i valori democratici che ce lo chiedono, si è fatto bellicoso pure il professor Vecchioni, e dal palco della manifestazione per L'Europa arringa la folla ricordandoci che abbiamo tutti (tutti?) la stessa filologia romanza (vero, e anche le donne portano i pantaloni), che abbiamo la democrazia (ah, la democrazia, quella cosa di cui tutti parlano e che nessuno mette in pratica), quella non ce l'hanno tutti, dice, ce l'abbiamo solo noi, è un'invenzione nostra, dei greci (la chiamata in correità dei greci fa sempre sentenza), è arrivata fino a noi, solo noi abbiamo avuto Hegel, Marx, Pirandello, Manzoni, Leopardi (l'Alfieri, Dante, Ugo Foscolo), gli altri mica ce li hanno, e poi non esiste corrispondenza tra pace e pacifismo, non si può accettare qualsiasi pace, noi abbiamo l'obbligo di difendere coi denti questa nostra cultura, ce l'abbiamo solo noi, ecc. ecc. Compiaciuta superiorità dell'occidente, nostra è la Verità, nostra la Cultura, nostra la Giustizia, le abbiamo inventate noi, deteniamo i copyright. Contraddire il professor Vecchioni non si può, ha una cultura troppo vasta, anche perché se a destra abbracciassero il socialismo, a sinistra rivaluterebbero il capitalismo, come in effetti è successo. Mi limito solo a osservare questo odierno curioso spostamento del democratico verso Oriana Fallaci con vent'anni di ritardo:

«Sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra! E alla guerra bisogna combattere».
(Oriana Fallaci, discorso in occasione della consegna dell'Annie Taylor Award, 28 novembre 2005)

sabato 15 marzo 2025

#ReArmocromicEurope
La donna che rimetterà apposto le cose, Spes Ultima Dea

29 settembre 1938, A Monaco di Baviera Hitler, Mussolini, Chamberlain e Daladier firmano il trattato di non belligeranza, la Germania viene autorizzata a procedere all'annessione delle parti dello Stato cecoslovacco abitate da popolazioni di lingua tedesca (zona dei Sudeti). Si teme oggi l'appeasement di Trump analogamente a quello di Chamberlain, con Putin/Hitler che ci guarda sornione in attesa di far un sol boccone dell'Europa. Ma l'Europa, che ha imparato dalla storia, sarà boccone indigesto: operazione Porcospino d'Acciaio. Davvero la NATO si è stufata di noi, davvero ci lascerà soli, davvero ritirerà tutte le testate nucleari? Abbiamo bisogno di un grosso deterrente. Più grosso di quello di Macron, che pur millanta dimensioni ragguardevoli. Con la NATO che c'è e non c'è, farne subito un duplicato europeo, con soldati abituati a tutto, a cui andrà tolta la PlayStation. Anzi, addestrati sulla PlayStation, con Call of Duty®. Droni telecomandati da CiccioGamer. Definisce lo Stahlhelm un cappello boomer. 

venerdì 14 marzo 2025

Musk è Howard Hughes con l'aggiornamento, il programmatori del Grande Casino hanno voluto inserire una copia aggiornata del bot per vedere cosa succedeva se lo si combinava con la politica, poi si sono stancati di aggiornarlo e adesso usano gli stessi pezzi di codice di Milei.

giovedì 13 marzo 2025

A qualcuno prima o poi cadranno pur in testa le bombe di ReArm Europe, come in una lotteria pendono già da ora sul capo dei più meritevoli, perché le nostre bombe cadranno in testa solamente agli iniqui e anche loro, vedrete, alla fine non potranno che riconoscerne la correttezza etico-morale.

Disse una volta quel bellimbusto di Reagan: Mr. Gorbachev, tear down this wall! E quel muro non erano altro che le mutande di ferro con cui il blocco sovietico aveva creduto di poter sottrarsi alle turpi attenzioni del libero mercato mentre sotto era già tutta una scalmana. Sappiamo tutti com'è andata, il muro è crollato di botto e l'occidente ha inondato le terre vergini dello zar con il suo sperma denso e appiccicoso al sapore di Pepsi-Cola. Per un po' la verginella si è goduta l'ebrezza della copula, poi si è fatta più furba e si è ripresa poco alla volta la sua dignità, e adesso vagheggia addirittura di riscattarsi dal padrone. Ma come, non ti trovavi bene in questa casa? Non ti mancava niente: vitto, alloggio e soldi da parte, come si usa qui da noi. Niente, la signorina Russia si è stufata, rivuole indietro quello che è suo. Finché la tratteremo da servetta continuerà a tormentarci per dispetto.

mercoledì 12 marzo 2025

Salvare il pianeta in leasing

Avevo scritto che Fratoianni è una persona rispettabilissima, così rispettabile che oggi prova imbarazzo per una Tesla comprata in leasing quando Musk era ancora cool e di cui adesso si vergogna. Domanda: si era fatto il gadget tecnologico per salvare il pianeta o per vantarsi di salvarlo? Per vantarsi di salvarlo. "Pagata anche poco" dicono, quarantasettemila euro. Voglio una sinistra eccentrica rispetto a quel capitalismo che dice di voler correggere. Vasto programma. Da quando l'opposizione al capitalismo è diventato un vasto programma? Andare a messa da un prete che non crede. Resta la messa e tramonta il sol dell'avvenire. Non c'è più avvenire. Anche il pianeta si salva in leasing.

Se per ipotesi mettessi l'ok ai cookies di un sito che critica il capitalismo, da lì a breve mi spunterebbero pubblicità che mi suggerirebbero libri che criticano il capitalismo, la ribellione vende, il sistema tutto assimila e tutto digerisce, perfetto oranus, organismo boccaculo che trasforma in capitalismo anche le critiche al capitalismo (coprofagia del sistema, denaro sterco del demonio, ecc.).

martedì 11 marzo 2025

Force de frappe e accessori preziosi

A proposito del nuovo trend delle spese militari: le spese militari sono cool. Fanno delle mitragliatrici, oggi, che ti sforacchiano il nemico da parte a parte, te lo riducono a brandelli, roba che i raudi dentro i cercapersone al confronto sono le bollicine dentro l'acqua minerale. Tutta compita e azzimatina nel suo completo color turchino, la signora Albrecht coniugata von der Leyen (usa il cognome nobiliare del marito, ma solo per allure, non per patriarcato) si è invaghita della guerra, presto la vedremo come Zelenski in tenuta color cachi con preziosi inserti camouflage sulle maniche raglan. Evviva la guerra come igiene del mondo! Evviva la deterrenza, evviva la force del frappe! A cavalcioni a gambe unite su un Mirage pilotato da Monsieur Macron equipaggiato con dissuasivi ASMP* sfreccia a tutta velocità contro la torre di Ostankino per scoraggiare il barbaro invasore, da farsela letteralmente in mano. Morbide cartucciere in scamosciato marron con carniere a tracolla e preziosi monogrammi dell'Esercito Europeo, prezioso portapillole di iodio in punzonato fumé, stivaletti traspiranti in kevlar con cuscinetti anti-tallonite trasformabili in comodi sandali infradito, in fatto di equipaggiamento nessuno può battere gli Stati Uniti d'Europa.

*(missili da crociera nucleari pre-strategici a medio raggio. L'ASMP è un missile nucleare da "ultimo avvertimento" prima degli attacchi da parte dei sottomarini. Essi sono attualmente imbarcati su 60 Mirage 2000N dell'Armée de l'air)

Voyeurismo

(pubblico qui una ficcante riflessione su Tumblr, l'altra piattaforma su cui scrivo, vedrete che vi piacerà)

È pieno di donne che si mettono in proprio su internet, su Reddit, su OF, qui un po' meno, non è più come una volta, qui adesso sono costrette a fare le introspettive, a inventarsi i nudi artistici, a mostrare i piedi, le ascelle, a fotografarsi in pose plastiche, non si può più mostrare direttamente la f*** su Tumblr, nemmeno scriverla, che poi i giovani pensano che le donne sono degli oggetti che ci clicchi sopra e tirano giù le mutande. I social prima ci hanno convinti che ci dobbiamo tutti liberare, confidare, metterci metaforicamente a nudo, poi quando uno prende il consiglio alla lettera, be', questo no, questi sì, questo no, questi sì. Il pesce puzza dalla testa. Internet è lo spazio per eccellenza del voyeurismo, del guardare senza essere guardati, ce lo siamo dimenticati, ma la scopo ultimo di internet è il voyeurismo. Internet ci dà, internet ci toglie. Prima ci inoculano la malattia e poi ci impartiscono il vaccino. È una società malata, tutto è a portata di tapping, ca**i, cu*i, fi*** e te**e, poi però zitti zitti in mezzo al mercato, questa è una piattaforma rispettabile.

Non c'è proprio alcun dubbio che ci tocchi prendere esattamente quel che accade, accadere, lo dice la parola stessa (tutte le parole hanno una loro intelligenza che spesso ci conviene dimenticare), è esattamente questo caderci sopra degli eventi, in altre parole, il libero arbitrio è la nevrosi fondamentale in cui tutti ci dimeniamo senza soluzione, gli specialisti lo sanno bene ma non è nel loro interesse farcelo presente.

domenica 9 marzo 2025

Ogni tanto a Linea Verde

Ogni tanto a Linea Verde fanno vedere un ragazzo che coscientemente si dedica all'attività della pastorizia, lo mostrano come un esemplare unico e raro, un po' eccentrico e strambo, che invece di studiare, o addirittura dopo aver studiato, ha deciso di fare il pecoraio o di allevare galline in un pollaio. Questa persona deve in qualche modo giustificare la sua posizione agli occhi di noi inciviliti spettatori che lo guardiamo incuriositi dall'altra parte dello schermo comodamente seduti a tavola davanti a un piatto di pasta ipocalorica e una bottiglia in PET ecosostenibile di acqua minerale che depura l'organismo. Questo siamo diventati, degli inabili, degli incapaci alla vita che guardano le bestie feroci dietro ai finestrini degli schermi dei televisori, crollasse di botto la filiera dei supermercati moriremmo tutti di fame. Non parlerei più tanto di incivilimento, quanto di rincoglionimento. Evviva la gente che sa ancora fare qualcosa.

sabato 8 marzo 2025

Musicalmente parlando vivo in un sogno dove Siouxsie Sioux canta Mittageisen vestita come Charlotte Rampling in Portiere di notte con le bretelle di pelle nera che le ricoprono i due chiodi dei seni piatti come una tavola. Musicalmente parlando mi diletto a guardare Iggy Pop che all'Olympia di Parigi si tira giù i pantaloni e canta con l'uccello di fuori I wanna be your dog. Musicalmente parlando, adoro la fredda stilettata di morte delle tastiere di Decades dei Joy Division. Musicalmente parlando balbetto a memoria l'aria di sortita di Ferrando del Trovatore nella versione cupa e notturna di Carlo Maria Giulini. Musicalmente parlando mi perdo in un resort caraibico degli anni '80 con Michael Righeira che si limona Grace Jones sulle note di Rio dei Duran Duran. Musicalmente parlando ascolto la musica senza rigor di logica, "perché la logica ci ha portato a Jovanotti icona e a Vasco Rossi laureato" (cit.)

venerdì 7 marzo 2025

Sexy Shop

(pubblico qui un pezzo d'antan, scritto qualche giorno fa per divertimento)

Ricordo la prima volta che siamo entrati in un sexy shop, io e un mio amico sulla strada per andare a Erba, c'erano tanti falli umani in silicone, chiusi dentro delle teche come dei cervelli sospesi in formaldeide, poi vari accessori sessuali a forma di ovetto, cianfrusaglie sadomaso a iosa, manette di pelliccia rosa, frustini dall'aspetto innocuo, vari modelli di mutandine per signora dalle fogge più fantasiose, farfalle, farfalline, pescioline, tigri dai denti a sciabola, con birichine aperture strategiche sul retro e sul davanti, e poi, e qui volevo arrivare, nascosto dietro a una tendina di fortuna, come se qualcuno avesse steso a bella posta i panni per nascondere un commercio truffaldino, un fantasmagorico assortimento di VHS: donne con lattine non destinate alla mescita, discinte Sheena-Regine della Giungla montate da mitologici esseri gigantofallici con l'aspetto di Sean Connery in Zardoz, tutta un'incredibile serie di parafilie di cui, non essendo ancora stato inventato internet, ignoravamo del tutto l'esistenza, e ancora pecorine, missionarie, smorzacandele, carriole tibetane, forbici butanesi, cazzuole ungheresi, insomma, tutto il repertorio, una specie di Wunderkammer uscita dal sogno erotico di un segaiolo pelato di mezza età, una piccola Reeperbahn in miniatura, proprio lì, sulla strada per andare a Erba, tra concessionarie di automobili, centri per l'idraulica e mobilifici. Morale della favola: non comprammo niente ma ci ripromettemmo di ritornare, non ci tornammo più, anni dopo compresi finalmente a cosa servissero tutte quelle lattine (ancora oggi non ci credo e mantengo il mio scetticismo, come sull'essere come essere-con e esserci-per e sul decostruttivismo di Derrida).

Mi metto le mani nei capelli a pensare ai poveri storici che dovranno riassumere le vicende della politica italiana in questo scorcio di ventunesimo secolo, che dovranno ingegnarsi per elevare alla dignità di storia questa sequela di miseri avvenimenti e modesti personaggi, quello che dovrà occuparsi di Salvini, oppure lo storiografo di Fratoianni, che ci sarà da dire su Fratoianni? Persona rispettabilissima, ma vuoi mettere Berlinguer, vuoi mettere il compromesso storico, l'eurocomunismo, la questione morale, vuoi mettere Craxi e Mani Pulite, vuoi mettere Sigonella? E che diremo anche di Giorgia Meloni? Che era donna, che era bionda (tinta), che... che cosa? A meno che non crolli il mondo e l'Italia venga invasa da Gengis Khan la placida democrazia non produrrà niente di più rilevante di un album di Lucio Corsi (poverello Lucio Corsi, mi viene una tale pena per la musica ad ascoltare Lucio Corsi che dopo devo correre ad ascoltare i primi due album dei Siouxsie and the Banshees per ricordarmi che il postpunk è davvero esistito).

È vezzo dei miliardari di oggi quello di giocare con i missili spaziali, la cosa che si nota oggi è che da quando Musk è diventato trumpiano è passato dallo status di genio indiscusso a quello di indiscutibile imbecille nel giro di un minuto. Mi ricordo quando i test di SpaceX venivano reclamizzati dai media con hype da inizio di una nuova era, oggi quegli stessi media fanno il tifo per la navicella che esplode in volo e per i pezzi che cadono in mare. Quei media appartengono di solito ad altri miliardari, che da editori illuminati fanno le pulci a quelli che sono passati al lato oscuro della forza, è in buona sostanza un regolamento di conti tra ricchi con noi poveri chiamati alla lotta nella mota, più ci incazziamo e più loro fatturano, nel mentre lo svitato Musk continua la sua personale lotta con il futuro, citius, altius, fortius, finché un bel giorno anche lui, sdeng, lo piglierà sui denti con tutto il missilone.

giovedì 6 marzo 2025

Io penserei più che altro a dei rifugi atomici monofamiliari equo-canone, che è già difficile andare d'accordo in condominio, figurati metterli tutti assieme sottoterra per dodici mesi, son mica patate, non ce la farebbero a resistere, li ritroveresti tutti morti ammazzati prima di essere raggiunti dalle radiazioni, sempre che non si siano già trasformati in club per scambisti. E poi, pensa: chi porta il gatto, chi porta il cane, chi il criceto, poi il cane fa la cacca, il gatto fa la pipì, il gatto viene inseguito dal cane, il criceto viene mangiato dal gatto, no, non può funzionare. In Svizzera ce li hanno, ma gli svizzeri sanno comportarsi. No, un superbonus per i bunker anziché per le facciate, con una grande campagna di persuasione sui benefici della vita sotterranea: tintarella di tomba. Dopo il covid non mi sorprendo più di niente.

A pensar male spesso ci si prende: ho appena ironizzato sull'outfit di Zelensky usando un linguaggio da sfilate e oggi vengo a sapere che la polo e il pantalone indossato alla Casa Bianca è opera di una stilista ucraina, Elvira Gasanova, che ha vestito anche Gigi Hadid, Rita Ora e Kim Kardashian: Dopo i fatti di venerdì, le vendite della polo 'Damirli' indossata da Zelensky - oggi venduta al prezzo di 215 euro - sono aumentate questo fine settimana. La stilista ha inoltre affermato che proprio dall'America "stanno arrivando tantissime richieste" (fonte: AGI). La guerra è come il maiale, non si butta via niente: 215 euro e ti senti dalla parte giusta della storia.

È gesto cortese offrire l'ombrello alle signore, è un Macron galante quello che ci offre il suo, solo che l'ombrellino francese rischia di ridursi a un carciofo sotto la temibile grandinata di ICBM russi, come gli ombrellini da 5,99 che dopo la prima buriana già non si aprono più. C'è molto sfoggio di grandeur nella proposta, comunque meglio portarsi anche un k-way. (L'ombrellino atomico, l'accessorio irrinunciabile della stagione S/S 2025).

La situazione del povero Zelenski, elevato dall'occidente al rango di eroe planetario, un comico di Zelig che si è ritrovato a sostenere una parte più grande di lui, se non l'Oscar gli daranno il Nobel per la pace che ritirerà in tenuta mimetica (vediamo, mi sono detto, se c'è traccia di quest'idea sulla rete, e infatti: Dare a Zelenski il Nobel per la pace, di Claudio Cerasa, Il Foglio). Sia messo agli atti che considero la Russia come paese invasore, che non parteggio per Putin, che le sue mire sull'Ucraina ritengo vadano ben al di là del casus belli della difesa dei russofoni. Sulle spiagge della Crimea la nomenklatura sovietica andava a fare la villeggiatura, sulle fantasticate scalinate di Odessa il lettone Ėjzenštejn metteva in scena la grande epopea della corazzata Potëmkin accolta trionfalmente dai dirigenti dell'URSS (e meno dal botteghino). Che l'Ucraina si leghi affettivamente all'America dell'Est* è una cosa che il russo non accetta di buon grado. Dico il povero Zelenski perché è chiaramente stato ridotto all'obbedienza non solo da bullo del quartiere che c'è alla Casa Bianca, ma anche da tutti gli untuosi europei prodighi di pacche sulle spalle come per esempio il Segretario Generale della Nato. Gli irenici libertari che sventolano sui social le loro bandierine ucraine stiano tranquilli: Zelenski è sempre stato un burattino in mano alla volontà russa e occidentale, con in mezzo, ahimè, una caterva di morti di cui tutti, non solo il barbaro invasor, sono responsabili. 

*("America dell'Est", l'Europa, in una riuscitissima battuta di Osho)

Sono come i personaggi di una soap, Putin, Trump, il papa, Zelenski, un Delitto e castigo ma scritto male, degli archetipi come Nerone, La piccola fiammiferaria e Il conte di Montecristo, tutto è congegnato per farci appassionare a questa lagna con la scusa che qui si fa la storia o si muore. C'è il buono e c'è il cattivo, e con le nostre fanzine parteggiamo per questo e per quello producendo le nostre petulanti querimonie. Berlusconi è lontano, la storia si è ingigantita, ha acquistato respiro globale, adesso a sparare sfondoni è il Presidente degli Stati Uniti in persona, vuoi mettere? Hanno allargato l'audience, il prodotto si vende dappertutto. Dopo una giornata di lavoro, strapazzati, metaforicamente sodomizzati da mane a sera dal sistema economico che in teoria contrastiamo votando a sinistra, l'unica soddisfazione che ci hanno lasciato è quella di odiare il cattivone di turno, e il sistema è così perfettamente efficientato che hanno trovato il modo di fatturare sopra anche al nostro scontento.

mercoledì 5 marzo 2025

È tutto l'ecosistema di internet che è immerso in un infantilismo che ci si attacca addosso come una colla, le faccine, i cuoricini, i meme, i balletti su TikTok, bloccati in uno stato di eterna adolescenza così da poterci rifilare gli ultimi scampoli di mito sottoforma di gruppi k-pop e rivoluzioni green, e queste mammole digitali dovrebbero ora riamarsi e diventare temibili soldati a guardia della fortezza Bastiani dell'Europa. Solo qualche anno fa ce l'avevano menata con Greta Thunberg, addio motori termici, benvenuti motori elettrici, e ora predicano il riarmo con i carrarmati e caccia di 5° generazione che non vanno certo a bucce di banane come la DeLorean di Ritorno al Futuro. Per compensare l'impronta carbonica della guerra faremo più attenzione alla raccolta differenziata, diventeremo sempre più virtuosi, ci studieremo meglio la vera natura della carta plastificata, se sia da conferire nella carta o nel residuo indifferenziato, gli obici da 155 mm dovranno invece essere smaltiti presso l'isola ecologica. Sembra di stare al circo.

martedì 4 marzo 2025

Io nella mia irrilevanza penso molto male degli accordi di pace come degli accordi di guerra, penso male di Trump, di Putin e di Zelensky e prima di lui pensavo male anche di Biden, penso male di Von der Leyen, di Macron e di Merz, e degli italiani tutti senza distinzione di razza e di colore, penso male di tutti, di tutti ho il terrore, di questa cupola di scellerati che comanda il mondo con mano sicura e deficiente, e se non metto dentro il papa è solo perché non conta niente: via tutti, vivere senza il peso di questa gente, sottrarsi all'influsso di questi malati di mente.

Se Cristo venisse sulle terra prenderebbe Papa Bergoglio per un orecchio e lo scaccerebbe assieme a tutta la sua crew dal Gemelli e da Santa Marta per installare al loro posto gli ultimi degli ultimi, ma Cristo non viene e la preziosissima vecchiaia del Santo Padre può dirsi al sicuro. 

Io vedo che tanto il moderno quanto il retrogrado che predica il ritorno ai sacri valori di una volta non sanno fondare i loro argomenti, il primo di solito dice: perché ci siamo evoluti, abbiamo superato certe cose, oggi non si fa più così. Il secondo dice: avete abbandonato la tradizione, un tempo si faceva così, il Signore dice così. La discussione condotta in questo modo sembra galleggiare sopra il nulla, come se fosse una questione di mode o di abitudini, e come se la modernità fosse l'abitudine corrente che ha diritto su tutte le altre. A sua volta la tradizione è stata un tempo abitudine corrente che si imponeva sulle altre. Dov'è la verità? La verità è che ciascuno è catturato in una porzione di realtà secondo la sua parte, non c'è bisogno di fondare, siamo già abbastanza fondati nella verità come nell'errore.

lunedì 3 marzo 2025

Mi dispiace per il papa, è sempre una persona anziana che sta male, e sono contento anche della scelta del Vaticano di fornirci le notizie con la massima trasparenza, ma venire a sapere che il papa ha espettorato per due volte muco vischioso dai bronchi proprio all'ora di cena mi ha rovinato l'appetito. Non voglio sapere com'è morto Ario mentre sto mangiando, è questione di decoro.

Operazione "Porcospino d'acciaio"

I vertici europei si aspettano un'invasione russa dell'Europa, bellicosi e agguerriti, come piccoli chihuahua ringhiano rabbiosi all'orso russo (orso: medved'): Von der Leyen: riarmare l'Ucraina, trasformeremo Kiev in un porcospino d'acciaio. È chiaro che vogliono attaccare briga, con quale lungimiranza, solo la storia saprà dircelo. Un'economia di guerra in Europa che possa ravvivare il crollo della produzione industriale, la riconversione delle fabbriche di automobili in fabbriche di carrarmati. Può anche darsi che l'orso russo non avesse intenzione di attaccare l'Europa ma che gliela stiano facendo venire. Considerando i russi a questo punto potrebbe anche accadere. Io tutt'al più potrei spendermi il mio nome russo e qualche libro di Pelevin, nascondendo però la mia passione per gli ucraini Bulgakov e Gogol'. Lo voglio dire ai miei amici di sinistra che oggi si sono riscoperti guerrafondai quando solo io, considerata la mia passione per gli aerei da guerra, auspicavo l'acquisto degli F-35 Lightning, con o senza deliziose alette canard. Oggi i francesi scoprono allarmati che il pentagono può bloccare l'operatività degli F35 europei, dal Messaggero: "F-35 americani in Europa, il Pentagono ora può bloccare i decolli. L'intelligence francese: gestione software negli Usa. Secondo Gomart, se Washington attaccasse la Groenlandia​, nessun Paese europeo potrebbe far decollare i suoi F-35 per difenderla". Gli europei alla guerra sono una barzelletta.

Ovviamente è per puro caso che quest'anno agli Oscars abbiano fatto vincere un film che parla di russi con attori russi, Oscars, Nobels, Festivals di Sanremo, sono dichiarazioni politiche: quest'anno va l'albicocca, troviamo qualcosa di albicocca (per esempio: "Nobel 2024: è l'annata dell'intelligenza artificiale"). Possiamo dire senza timore di sbagliarci che Oscars, Nobels e Festivals di Sanremo sono la pratica onanistica dell'oranus che siamo diventati ("oranus": organismo fagocitante e cacante soldi, immagini pubblicitarie e informazioni senza soluzione di continuità, com'è descritto in Babylon di Viktor Pelevin).

domenica 2 marzo 2025

Il vestito da invaso

L'ha detto lo stesso Zelensky: finché non terminerà la guerra io mi vestirò da invaso, un clergyman in fresco lana con tridente bizantino e inserti in velcro sulle maniche è sui pantaloni cargo, dai toni militari. Il suit avvocatesco è una mania degli americani, che così vestiti si sentono giustificati di commettere le più orribili nefandezze, ma sempre per la ragion di Stato e acconciati con rispettabile eleganza. Cosa manca al povero Zelensky? Gli hanno dato del nano, del cocainomane, del comico scarso, mancava solo il malvestito. Anche a me questo travestimento, questo costume di scena da invaso palestrato, faceva un po' sorridere, perché tutto diventa reality, tutto televisivamente e armocromicamente conformato allo show, ma è così anche per gli altri nei loro azzimati completi bluette. In America come nel mondo il suit avvocatesco è sinonimo di stronzo perfetto, un assioma, come un quadrato: stronzo in giacca e cravatta, e ve lo dice uno che le cravatte le ha disegnate per lavoro, compresa una comanda per una congregazione evangelica americana con il Cristo in croce e abbondante sanguinamento dalla corona di spine: business, as usual.

sabato 1 marzo 2025

J.D. Vance, il Fidus Achates

Tess dei d'Urberville

Io, nella mia ignoranza, l'ho capita così: l'Ucraina voleva diventare occidentale, sottrarsi a un padrone violento per andare a servire in una casa più rispettabile e moderna, dove nella sua immaginazione l'avrebbero trattata meglio. La famiglia moderna e rispettabile fiuta la cosa e comincia a flirtare con la bella signorina dell'est, per fare un dispetto alla famiglia rivale, promettendo alla ragazza paga migliore e libera uscita nei giorno festivi, la ragazza accetta. Senonché la famiglia violenta reagisce da par suo e si mette di mezzo. La ragazza si fa proteggere come può dalla rispettabile famiglia occidentale che l'ha presa sotto la sua protezione, e davvero pensa che ormai il suo favore presso la famiglia rispettabile sia cosa assodata (facendo anche il grosso errore di fare la sbruffona con la famiglia violenta, credendosi ormai fortissima), ma ahimè non ha messo in conto la proverbiale ipocrisia delle famiglie rispettabili per cui una persona vale nella misura in cui serve. Stanca del suo dispetto verso la famiglia rivale, la famiglia rispettabile cerca in tutti i modi di mollare la signorina, che ci resta male e per giunta priva della sua protezione, sobillata nella sua ribellione dell'appoggio ipocrita di un'altra famiglia, la famiglia europea, che la blandisce per fare la bella figura di famiglia moderna e amante dei più deboli, ma solo per allure. La povera signorina ucraina non è in una situazione felice, potrebbe finire brutalizzata dalla famiglia violenta con tutte le rassicurazioni del caso, che mai la toccheranno con un dito, che può ben ritornare in casa a servire, non le faranno del male. Ho una brutta sensazione.