lunedì 6 agosto 2012

Ma insomma, cos'è che alla fine cercano gli uomini? Un po' d'amore, un po' d'affetto, un po' di tenerezza. E poi quello che viene dopo la tenerezza, cioè la durezza.

domenica 5 agosto 2012

Devo assolutamente resistere alla tentazione di leggermi subito La Stanza del Vescovo e guardarmi Il piatto piange, devo aspettare le vacanze. Magari mi rilasserò così tanto che non avrò bisogno di intrattenermi con certi svaghi intellettuali, magari mi divertirò senza pensare, che sarebbe un traguardo. Dopo tanta profondità riemergere in superficie e vivere con leggerezza. Non prendo un cane che impegna. Niente gatti che non ho un giardino, poveretti, si butterebbero dalla finestra. E poi castrarli, mamma mia che barbarie! Già mi immagino la campionessa di fossa che li sterilizza con una fucilata tra le palle (pull!)... no. Magari mi guardo in films prima di addormentarmi, al buio e con le cuffiette per non disturbare nessuno, che quando cambio letto, uh, e con il caldo che farà, uh uh. Dai, ci sta che un trentanovenne si guardi i film di Tognazzi e Maccione, e poi condivido la passione con un amico che è molto più giovane di me, un fine intellettuale e cinefilo incallito, e lui che dovrebbe preoccuparsi, mica io. (se mi sente s'incazza). Conosco un quarantenne che tutte le sere va in discoteca e si sbottona la camicia importunando le ragazzine, anche lui dovrebbe preoccuparsi, mica io. C'è The quiet american alla televisione, chissà perché i cinquantenni inglesi in cerca di esotismi si innamorano sempre delle jailbait vietnamite che sussurrano parole dolci con voce da oche, sono loro che dovrebbero preoccuparsi, mica io. "Mio signole mi plotegga, questa guella è tloppo pelicolosa pel una povela lagazza senza genitoli... mio dio come sono sfoltunata!" (le orientali sono tutte cinesi per i doppiatori italiani). Ecc.
C'è qualcuno tra voi lettori che mi sappia fare una lista di cose che dovrebbero pensare i quarantenni visto e considerato che me lo rinfacciano, cioè mi rinfacciano di non essere un quarantenne nella forma e nella sostanza? Se mi date una mano ve ne sarò grato, io mi trovo in gravi difficoltà.

sabato 4 agosto 2012

Ho questa amica di internet a cui piace essere legata. E guarda caso dovete sapere che io a casa ho una bella collezione di cravatte, le disegnavo già prima dei vestiti. Ne avrò una cinquantina tutte sul grigio, seta cinese di Como, jacquard raso turco da otto. Bene. Allora io dico: vieni a casa mia che ti mostro la mia collezione di cravatte. Sulle prime questa fa finta di niente perché sapete che rimorchiare via internet è una leggenda metropolitana (dice: prova su Badoo. Sì, ma mi prendo lo scolo). Fatto sta che questa davvero si presenta a casa mia, e che fai, non le apri? Ciao, ma come stai, ma non me l'aspettavo, che piacere vederti di persona. Spogliati nuda che tra un'oretta devo andare a un corso di ricamo. Non c'è tempo da perdere: tiro fuori le mie gravatte e prima le lego le mani, dietro la schiena. Poi le caviglie, dietro la schiena. E rimaniamo io e lei da soli col suo bel culo. Mi commuovo. (ah già, il collarino, vado pazzo per i collarini, con il guinzaglio). Insomma, in tutto questo sono già passati venti minuti e io ho il mio corso di ricamo, proprio quel giorno che mi insegnavano il tombolo. Veloci! Faccio quello che devo fare, la prendo per il guinzaglio per fare perno, mi sembra di cavalcare l'atomica del Dr. Stranamore, quasi quasi le lascio un ricordino sulla chiappa. Uff, che fadiga, tutti sudati da far schifo ma chi se ne importa, le secrezioni solo il sale dell'amore... le cinquanta secrezioni di grigio.

[continua]

[è un racconto di pura fantasia].

[purtroppo].

venerdì 3 agosto 2012

Continuano a dirmi "tu che hai quarant'anni, sbilanciati, prendi una posizione". Che poi è una provocazione perché di anni continuo a dimostrarne nemmeno trenta, e poi ne ho trentanove. "Prendi una posizione" poi non capisco cosa significa. "La vita è una merda" è una posizione. Dormire sul fianco destro è una posizione. L'amata pecorina è un'altra posizione. Anche lo smorzaca... c'è un fraintendimento di fondo, perché "prendere una posizione" sulla vita o sulle questioni vitali, cioè robe per eccellenza volatili e campate in aria (il divenire non è per educande), significa non avere capito un cristo sulla vita e sulle questioni vitali. "Forse ti da fastidio che una ragazzina di 27 anni (!!) ti faccia la morale". La morale! Che cazzo è la morale? Si venne a scoprire che le questioni su cui dovevo prendere una posizione si riducevano essenzialmente a una curiosità personale, la curiosità di sapere come la pensavo sui rapporti di coppia, se mi piaceva perdermi dietro alle ragazzine (di 27 anni) o preferivo una storia più seria. Così, una domanda assolutamente disinteressata, che sono poi le peggiori perché se me lo domandi minimo mi piacerebbe accompagnare la tesi con qualche dimostrazione pratica e immediata... prendi una donna, traccia una ellissi e quella sarà ancora una strada troppo dritta. Senonché il tempo scorre, e troppi tornanti fanno perdere un sacco di tempo inutile quando si potrebbe andare giù diritti in falsopiano e piantare il cartello decisi, come si piantava l'ombrellone sulle spiagge libere, con forza e in profondità, sapendo di fare la cosa giusta. No, troppo facile, che lo sfinimento continui (poi quando arriveranno ai quaranta vedi come cambiano d'idea).

giovedì 2 agosto 2012

Le lacrime improvvise sono come gocce di limone, bruciano gli occhi. Sono salatissime e dense e non le puoi spiegare. Non scivolano via sulla pelle, le devi lavare. Non c'è più tempo per essere infelici, ci sono problemi di lavoro ben più gravi di una semplice solitudine. Avrei voglia, se possibile, di tornarmene a casa un santo giorno e trovarci qualcuno. Ladri.

sabato 28 luglio 2012

Questa peculiarità del carattere italiota di festeggiare discipline sconosciute ogni quattro anni per poi dimenticarsene nei lunghi intervalli tra un'olimpiade e l'altra la dice lunga sulla nostra essenza di sportivi. In Svizzera, vincessero i mondiali di lancio dell'emmentaler, innalzerebbero monumenti ai caseifici, qui da noi siamo tutti eroi per un giorno e poi ci passi pure sopra l'oblio, c'è gente che ha fatto l'olimpiade e oggi svuota i pappagalli nelle case di riposo. Siamo campioni olimpici nel tiro con l'arco a squadre, quando la nazionale di calcio verrà eliminata ai quarti dei prossimi mondiali dalla Cina Taipei ricordarsi di rinfacciarglielo.

giovedì 26 luglio 2012

Leggere non mi è di alcun aiuto, il fascino che esercita su di me la parola scritta finisce per allontanarmi talmente dalla realtà che il beneficio della cura si annulla nella dimensione fantastica. Del resto leggere per puro intrattenimento non ho più la pazienza, tanto vale una pippa fatta bene, girano dei manuali molto precisi al riguardo, guardo le figure. Non voglio qui disprezzare la lettura per cinismo o per vendetta, in fondo mi ha tenuto compagnia per tanti anni, ma questa è la realtà. Si legge più da giovani che da vecchi? Non penso esista una regola ma per me è stato così. Doccia di mattina o doccia di sera? Preferisco di sera, alla mattina faccio il ripasso e intanto vado a letto fresco come una rosa. Meglio un giorno da pecore o mille da leoni? Meglio mille da pecore se è il giorno in cui muore il leone. Insomma, i libri tengono compagnia ma non sono poi così sicuro che mi abbiano insegnato qualcosa di utile, da giovane io ci speravo ma ora come ora ho l'impressione di avere perso solo del gran tempo e per giunta qualche diottria. Proverò a scriverli questi libri e in fondo è quello che sto già facendo, tra scrivere e leggere ci sta la differenza che passa fra tagliare la legna e gettare i ceppi già belli che pronti nel fuoco (scrivere è da erastes, leggere è più da eromenos).

martedì 24 luglio 2012

La prova del nove è il pomodoro del single. Se ti affetti un pomodoro quando torni a casa e te lo mangi senza intristirti troppo allora sei guarito, puoi rimanere solo per altri vent'anni. Non mi fai più paura, pomodoro. Anzi, il pomodoro è buono, il pomodoro è nutriente. Non sanno più di niente i pomodori ma sono nutrienti, un po' di olio di oliva e anche una mozzarella sembra una bufala. Certo, sarebbe bello tornare a casa e decidere in due che cosa mangiare se non anche andare a mangiare fuori, ma il pomodoro è nutriente e chiusa la questione. A volte mi viene lo scellerato impulso di fidanzarmi con una pasticcera, mi viene il diabete ma muoio contento. Comunque il pomodoro ha un apporto di vitamine e di sali minerali in rapporto a un cannolo siciliano che voi amanti dei dolci nemmeno ve lo immaginate! Fare all'amore e mangiarci sopra i dolci, si resta tutti appiccicosi... ma il pomodoro non lo batte nessuno, ah sì. Un giorno mi hanno detto: scegli, o me o il pomodoro. Scelsi deciso il pomodoro perché non ti abbandona mai, io non mi faccio fuorviare dalla prima impressione, io sopra le cose ci ragiono. Cuore caldo e mente fredda.

lunedì 23 luglio 2012

Oggi mal di gola, è il fatto più rilevante della giornata, diciamo il leit motiv. Non c'ho più l'età per fare all'amore con le finestre aperte. Dai, scherzo. Si suda, poi si prende freddo, bisogna fare molta attenzione a scroprire il culo. Forse dovrei parlare dello spread, di Monti, ecc. ecc. Bisognerebbe invece fare all'amore con la sciarpetta, che all'occorrenza può sempre tornare utile, oppure senza sudare e senza muoversi troppo, con un certo aplomb. Dovete sapere che tra colleghi si parla solo di sesso, ogni momento è buono, resta poco tempo per parlare di filosofia. Settimana scorsa si parlava delle posizioni più comode per la schiena e la zona lombare, più comode per l'uomo. A sentire loro scoperebbero come ricci tutto il giorno, non c'è cameriera, non c'è ragazza della mensa, non c'è postina, tecnica del gas o donna delle pulizie che non battezzerebbero. Dio santo, calmatevi. Dalle Alpi agli Appennini, dal bunga bunga al chupa chupa, non c'è argomento o nome di cosa o città che venga risparmiato. Sottointeso che nessuna donna potrebbe resitergli, se non ci stanno sono stronze o alla meno peggio fichesecche. Io sono della scuola antica, di quella che un pensierino non lo si nega a nessuna ma non mi sembra il caso di vantarsi troppo per un cazzo, tra l'altro di dubbie dimensioni fino a prova contraria (perché a questo livello è la dialettica extralavorativa, se voli più alto ti pigliano per un originale che rovina l'atmosfera). (i discorsi seri e inopportuni, ecc. ecc.).

domenica 22 luglio 2012

Stamane radiosa aurora portò il fresco sui verdi pascoli celesti, mi svegliai bene. L'orzo era finito e misi sul fuoco l'acqua per il thé, in cambusa era rimasta della marmellata di fiche, di quella buona da infilarci dentro le dita. Gli uccelli volavano a pelo d'acqua, in una padella saltava una passera di mare. Non avevo progetti precisi per la domenica ma si preannunciava una giornata luminosa, avrei navigato per il gusto di navigare, gustandomi la passera e il nobile orizzonte del mare Ionio che se ne andava via verso l'Africa, ogni santo giorno. La brezza era una dolce carezza che cullava i sogni e le fantasticherie, mi sbottonai la canottiera e i pantaloni. Non c'è niente di più bello per un vecchio lupo di mare che farsi dondolare dalla propria barca rimessa a nuovo, senza meta ne guadagno, foss'anche ormeggiati in un porto sicuro ma con l'acqua sempre sotto i piedi, per avere l'illusione di avere attorno a sé un fossato e di regolare l'accesso attraverso un ponte levatoio, soli ma con la gente che scivola accanto, tu, la tua barca, la passera e tutto il mondo fuori.

sabato 21 luglio 2012

I libri mi fanno dormire e la cosa è grave, ero un intellettuale. Ora mi bastano poche righe di qualsiasi testo, dall'ultimo capolavoro alla lista della spesa, e già mi cala la palpebra. Una volta frequentavo una donna più giovane di me, le amiche le dicevano "ti sei fatta il ragazzino, eh!", e giù a spiegare che ne avevo sei di più esibendo regolare documento. Non era una cosa simpatica, soprattutto per lei. C'è poco di cui vantarsi, questo ritardo dell'aspetto esteriore rispetto all'età effettiva potrà essere positivo in una donna ma per un uomo è una vera jattura. Comunque addormentarsi sui libri e davanti alla tv è segno di vecchiaia, devo farmene una ragione. Il guaio è che sono gli altri a non farsela e mi rompono i maroni, devi andare qui, dovresti andare là, oh, io quando torno a casa la sera c'ho un sonno che non ci vedo più, altro che discoteca!

Quasi quasi mi butto un po' sul letto che a rileggermi m'è venuto sonno.

giovedì 19 luglio 2012

In amore vince chi fugge, puoi dunque fuggir via lontano, prendere l'aereo, fare le crociere, il missionario in africa, la pecorina in sudamerica o rifugiarti in Engadina e lei sta sicuro ti amerà, ti amerà sempre di più, più lontano sarai e più forte sarà il legame che la terrà legata a te. Soffrirà, soffrirà, s'offrirà a più d'un uomo che le ricorderà te e con questi uomini farà all'amore ma pensando sempre e solo a te che ti sei negato e che per questo hai lasciato un segno indelebile nel suo cuore. E quando un giorno tornerai da lei e ti presenterai a sorpresa, e lei nel frattempo si sarà sposata con un uomo che le ricordava te, e avrà dei figli da lui che ti somigliano ma non sono tuoi, tu le prenderai una mano e lei ti dirà "ti amo ma ho acceso un mutuo", non fa nulla, consolati, non c'è niente di più grande del vostro amore, perché perfettamente incorrotto, eterno perché mai consumato... scegliti dunque una donna che le somigli, la brutta copia la sciupi, la bella la incornici.

[soundtrack]

mercoledì 18 luglio 2012

[perle di saggezza]. E' tutto nella tua testa. Quello che stava male è lo stesso che adesso sta bene, e non se ne conosce il motivo. Con la sola forza della mente, usata come salvagente, sono guarito dal timore della gente. Oh, se avete bisogno chiamate me, come sturacessi sono un campione, sgorgo anche i più intricati abissi emotivi senza l'uso della chimica. Solo autosuggestione. E convinzione dei propri mezzi, ma più che altro riattivazione della speranza. Non bisogna vergonarsi della speranza, è una morfina sincera e anche umana (troppo umana), bisogna coccolarsela e tenersela cara come il fuoco su di un'isola deserta. Se vi sentite depressi o avete anche solo delle questioni lasciate in sospeso che vi rodono l'anima voi venite da me e io vi amo, vi do un po' d'amore che ne ho d'avanzo. Questo è il mio periodo etero ma se proprio proprio amo anche gli uomini (con moderazione, però, e in senso platonico). Tutto gratis, non sono come lo chef Tony che vi chiede l'amicizia su Twitter per vendervi i coltelli, no, io i coltelli ve li affilo. Presto aprirò una posta del cuore.

Per esempio, il tempo speso a sperare in qualcosa o a attendere qualcuno non è tempo perso se questo qualcosa non si avvera o questo qualcuno ci da buca, il piacere dell'attesa non va svilito o declassato a inutile perdita di tempo. Va agevolato tutto ciò che ci rende felici, addirittura va protetto, perché la felicità è un bene prezioso. La delusione, o meglio, concentrarsi solo sulla delusione, non è conveniente.

Ok, prima sperimento la cura su di me, poi, se sopravvivo, comincerò la commercializzazione.
Il problema più importante in questo momento, ciò su cui dobbiamo concentrare davvero tutti in nostri sforzi, voi lo sapete, è lo stato dell'economia. Quindi che volete che ci interessino le sorti civili, per dirla papale papale, di quattro ricchioni e per giunta progressisti? Rischiamo il default e non teniamo altro a cui pensare che maritare gli uomini con gli uomini, le donne con le donne? E che vantaggio ci porta in termini di PIL? Non mi risulta che l'omosessualità faccia calare lo spread, anzi, tutt'altro. Quando l'economia ritornerà a tirare e lo spread non farà più paura allora sì, quello sarà il momento. Ed è proprio questo che voleva intendere il nostro segretario Pier Luigi Bersani, volete davvero che ci facciamo la figura dei froci davanti a Berlusconi, proprio in questo momento? Se passa il concetto quello rivince facile, in politica la tempistica è tutto. Bastare a se stessi per fare vincere il Pd. Se tutti i nostri amici omosessuali avranno l'accortezza di astenersi da certi peccati, diciamo almeno fino al marzo del 2013, e se ne stessero zitti zitti tra di loro senza rompere i maroni, non solo darebbero una speranza al paese, ma potranno dire di avere contribuito ad arrestare, grazie a un piccolissimo sforzo di volontà, la nuova avanzata di Silvio Berlusconi. Perché a quelli del Pd, io ve lo dico, basta davvero poco per cacarsi in mano, per cui un fioretto, vi chiedo solo un fioretto, è per il bene del paese. (Non ci arrivano quelli del Pd a concepire l'omosessualità, fanno finta per darsi delle arie da progressisti, ma Bersani di cazzi e culi proprio non ne vuole sapere, gli sporcate le maniche della camicia, povero cristo).

lunedì 16 luglio 2012

[divertissement] Quale donna per noi iperborei? Verrebbe da dire la prima che ce la molla ma è poco dignitoso e allora ecco i requisiti: bella, bella dentro, nobile di carattere, che ci riconosca i meriti e disconosca i demeriti, indipendente e colta, ma anche complice, con le sue debolezze, che sappia usare il trapano ma anche lo scopino, non importa se cucina male o non sa rammendare le calze, noi iperborei ci possiamo permettere calze cinesi e pizze d'asporto in quantità. Facciamo pipì da seduti, laviamo i piatti in piedi, all'occorrenza facciamo anche i tavolini, tanto noi iperborei travalichiamo l'identità di genere. Nudi sotto la doccia o vestiti sotto le coperte, nulla ci verrà risparmiato, noi uomini mestruati vogliamo donne poco complicate (o viceversa?). Ruffiani come Fabio Volo: che belle le donne, come sono meravigliose le donne, che mondo sarebbe senza le donne? Tutte brave e buone le donne, mica come noi uomini, le donne dovrebbero governare il mondo, non ci sarebbero più guerre ecc. ecc. Oppure come De Sade, come Restif de la Bretonne. Che ci venga riconosciuto almeno il nostro smisurato intelletto e che per questo a letto ci venga perdonato il sonno, che a noi intellettuali ci coglie più spesso degli animali, per via di una congenita indolenza e propensione alla stufìda. Scherzavo. Anzi, noi iperborei abbiamo fantasie da vendere ed energie da sprecare, siamo belli tonici, Priàpo ci fa 'na sega (o viceversa). Federico Nietzsche ci esortava: vai a donne? Non dimenticarti la frusta! (ergo: quando torni a casa fatti frustare da tua moglie, tu sai il perché, ma lei no).
La fenomenologia ci viene incontro, non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che appare, ad averne la forza nessuno noterà la differenza. Il tempo che ho perso a sostenere l'identità dell'essere con l'apparire quando invece bastava convincersi di essere qualcosa, e di conseguenza sembrare qualcuno. Ma lasciamo perdere la filosofia. Farsi troppe domande non è segno di troppa saggezza, meglio darsi delle risposte. Non stiamo più sdraiati sotto un albero a contemplare il cielo attraverso le dita dei piedi, ma lavoriamo e fatichiamo; d’altronde non si può starsene trasognati a stomaco vuoto, se si vuol essere gente di polso: bisogna muoversi e mangiare bistecche. Oppure spiedini, alla brace ma anche al forno, con un po' di pancetta e di peperone. E un boccale di birra. Una volta deciso a tavolino di guardare al mondo con ottimismo ritornerà anche la fame. Sono un falso magro, mi danno del ragazzino, sono amico delle donne, sono come un fratello (l'incesto, l'incesto!). Ma l'ottimismo ha un altro suo punto di forza, è una grandezza esponenziale: partendo da un piccolo moto di ottimismo mattutino, se si ha la costanza di coltivarlo durante la giornata, da quel piccolo sassolino scaturirà una frana e verso sera avrete raggiunto il nirvana (o un grande smottamento). Quindi, mi raccomando, always look on the bright side of life, anche qualora fossero i fari di un treno che vi viene incontro nella notte, voi sempre ottimisti e imperturbabili: quello che vedete non è un treno, è la fenomenologia.

sabato 14 luglio 2012

Piove, piove ma fa sempre caldo, anzi, fa caldo il doppio. E per giunta ogni volta che fa un temporale mi spariscono i canali rai, quelli più fighi (rai4 e rai5), ma io il canone lo pago anche per i giorni di brutto tempo... e poi come fa mia madre a vedersi il Dr. Who e quel finocchio che fa Torchwood? S'è invaghita, poi mi si innervosisce e rompe le palle a me ("portami a casa qualcosa, non mi interessa cosa!"), chiederò i danni. La gita a Milano mi ha fatto bene, almeno ho visto un po' di gente. Bei ragazzi e belle ragazze, non c'era che l'imbarazzo della scelta. Oltre ai soliti ragazzini pestiferi e chiassosi, quelli non mancano mai. C'era una bella ragazza di fronte a me che si era addormentata, un po' in carne e con un viso interessante, il tempo di concentrarmi su un tweet ed era già sparita, comunque era di Como (cioè persa per sempre). Sull'autobus un settantenne brizzolato con gli occhiali da sole si faceva scrivere un sms da una bimbaminkia con la scusa che non ci vedeva e lei glielo scriveva. In realtà quello ci vedeva benissimo, si vedeva dalla traiettorie, le fissava le cosce. Che torna Berlusconi lo si vede anche dalle piccole cose. Tasso di solitudine percepita: 30%, direi che è buono. Ah, Dio mio. Vorrei tanto addormentarmi tra le braccia di una bella addormentata, così mi scende il tasso di solitudine e magari mi sale qualcos'altro (la pressione, sù, che avevate capito?). Scriverò un libro dove non sono più solo e me lo leggerò al lume di candela. Piove.

venerdì 13 luglio 2012

L'isolamento è un richiamo fortissimo a cui non so resistere, probabilmente è il mio stato di natura. Il guaio è che così facendo finisco per fare terra bruciata e il giorno che rinsavisco e guardo l'orizzonte desolato ci rimango male perché mi ritrovo solo. Cambiare il carattere è cosa difficilissima, ci vuole tempo e non si sa se porta a risultati. Ho questo pudore di me o se volete questo imbarazzo, questo disagio che mi prende quando sto in mezzo alla gente... qualcosa di innato e che non riesco a controllare, da qui il mio pessimismo sulla possibilità di essere veramente liberi. E tra una pausa e l'altra, giusto per non annoiarmi, questa capacità stupefacente (per me innanzitutto) di consolarmi con la fantasia. Sarebbe più facile se non mi stancassi mai di restarmene da solo, più facile e molto più comodo, ma c'è un'altra parte di me che pare non la pensi così. Mi costringe ad uscire e a sforzarmi (degli sforzi sovrumani), nonostante dopo mi senta malissimo, come se la cura fosse stata peggiore del male. Non ce la posso fare, ho un bisogno fisico di isolamento e un altrettanto fisico bisogno di uscirne. Un giorno o l'altro bisognerà pur metterle d'accordo queste due anime, per il momento cedo alla prima delle due, che non ho voglia di impegnarmi.

giovedì 12 luglio 2012

Per carità di Dio, è troppo giovane, però ci hai fatto dei pensieri strani (questo il collega). E allora? Se dovessi tenere a bada anche i pensieri, capirai, non ne uscirei vivo. Per scontare un pensiero impuro a quanti dei dovrei rivolgermi per chiedere penitenza? Domanda inutile. I capelli le ricadevano lunghi sulle spalle, di un colore che non ricordo ma non ha importanza, e poi tutta una serie di belle proporzioni che avrebbero incantato anche un prete (àgape, solo àgape). Un fiore tra i capelli fa sempre il suo effetto, soprattutto tra le giovani di buona famiglia che fanno volontariato. Che poi se le impalmano i giovani di buona famiglia, più raramente gli spazzini, ma non è detto. Ad esempio Gauguin non era un adone ma in Polinesia ci faceva la sua figura, perché era di animo gentile, Hirst invece una piantagione di manghi in formaldeide... le mie fantasticherie erano invece più esotiche e più caste, nulla di più che un uso alternativo dei frutti tropicali. Manao tupapau.

mercoledì 11 luglio 2012


C'è sull'alto del ramo, alta sul ramo 
più alto, una mela
rossa:
dai coglitori fu dimenticata.
Dimenticata? No! non fu raggiunta.

Diogene di Sinope, che viveva in una botte, non aveva bisogno di nessuno per essere felice, bastava a se stesso e niente lo infastidiva. Finché un bel giorno cominciò a ronzargli attorno un giovane dai bei lineamenti, non troppo effeminato, per la verità, ma con un paio di gambe che avrebbero fatto l'invidia di Apollo e dei glutei che non si sarebbe potuto sognarne di meglio. Che fare? Il filosofo, sulle prime, resistette, troppo disdicevole per un cane della sua levatura cedere ai bassi istinti, bisognava resistere e crearsi degli impedimenti. Il giovane Eufallo però non se ne andava, gli ronzava attorno come un moscone, era pulito e gli ravvolgeva il piede un sandalo ricamato, di porpora, lavoro perfetto di Lidia. "Troppa pulizia è segno di troppa civiltà", si diceva tra sé e sé il vecchio filosofo, ma non ne era del tutto convinto. "Disturbo se mi metto qui o le faccio ombra?". "Fai di me ciò che vuoi" pensava, ma gli uscì il solito "non mi infastidire!". Nel frattempo il giovane, che tra i due era di gran lunga il più intelligente, gli si fece invece ancora più vicino e tutta la filosofia del vecchio si dissolse in un istante. Cola sudore, da dietro lo prenda, più boia d'un cane sono e la morte così poco lungi mi sembra... che fai, o Diogene, con in mano la tua lanterna?

martedì 10 luglio 2012

Mi sono tolto di dosso la negatività, è un esperimento. Voglio vedere se a fingermi felice ne acquista l'immagine. Le persone non la capiscono la negatività, la prendono per quella che è, non capiscono le sfumature, non sanno che è tutto un mettere avanti le mani scaramantico, che ad ogni pessimismo corrisponde un messaggio d'aiuto che qualcuno ovviamente dovrebbe cogliere. Perciò si fa prima a fingersi felici, perché alla fine non coglie quasi mai nessuno. Io personalmente amo il melodramma e la costruzione drammatica di sé, ma dove la trovi, ma chi ti si fila? Il tempo perso è perduto per sempre, magari nel tuo buio rimarrai comunque, ma è buona regola dare l'idea di possedere una lanterna, non sia mai che qualcuno ti segua nell'illusione di avere trovato una guida. Per poi sprofondare di nuovo nelle tenebre e fare all'amore come inghiottiti nel vortice della fine del mondo... dicevamo della positività. Un po' noiosa, per dirla tutta, ma pare che venga apprezzata. Cosa ci troveranno di tanto bello i comuni mortali nella felicità è una cosa che poi dovranno spiegarmi.

lunedì 9 luglio 2012

Passata la festa, gabbato lu santo, e qui la festa è passata e lu santo è stato gabbato. Per cui ora di che parliamo? Di me no perché non avrei più niente da dirmi. Torno a casa e sono tranquillo, a volte mi pungolo un po' per vedere se provo dolore: niente. Tutto è tornato come prima e capirai la delusione, che non è nemmeno delusione in quanto pare non sia nemmeno più in grado di provarla. E' uno stato di quieta rassegnazione che un po' mi fa rabbia, ma poca poca che qui siamo ritornati a centellinare le passioni e a riprendere le solite abitudini. Che vi posso dire? Tengo l'orologio biologico che segna l'ora giusta, il fico è maturo ma cade dall'albero e si spetascia per terra quando invece la morte sua sarebbe di essere mangiato. Il fico. Poi marcisce, lo divorano le formiche, piove, lo pestano e ci si puliscono le suole. Triste destino quello dei fichi. Pazienza. Penseremo ad altro. Penseremo alla filosofia, penseremo a leggere e a scrivere che, capirai, sono potentissimi lenitivi e validi sostituti della ginnastica da camera. Crederci, chi ci riesce è bravo.

sabato 7 luglio 2012

Davvero non posso più parlare di politica. Sono troppo fragile per avere solo la presunzione di dare un giudizio assennato su Forgimoni. Forgimoni è un uomo che ha delle responsabilità che io me le sogno, di certo non si perde come me nelle sue cazzatine esistenziali. Che ne so io del peso di decisioni che influiscono su migliaia di individui quando tentenno anche solo a scegliermi una camicia? Ci siamo capiti. Kierkegaard ci consiglia la vita religiosa. Una vita di responsabilità e di autocontrollo al servizio di sé e casomai della comunità. Allontana il pensiero delle donne, a maggior ragione quello degli uomini, sono cose che non ci devono riguardare e che portano solo scompiglio. A volte dialogo con gli dei e vagheggio di placidi conventi sulle colline senesi, la vita bucolica. (bu-co-li-ca). Era una notte buia e tempestosa, con 'sta pioggia e con 'sto vento, ecc., chi è che bussa a 'sto convento, ecc.? Ma è la piccola fiammiferaia! Tutta bagnata come un uccellino. Povero uccellino, vieni dentro che asciughiamo i fiammiferi... ah sì, la vita bucolica. Coltivazione delle patate, selezione eugenetica dei pisellini, la fava nel pugno: davvero avreste il coraggio di eleggermi in una giunta? Pazzi, siete dei pazzi.

giovedì 5 luglio 2012

Bisognerebbe avere la pazienza di aspettarle le sbandate, di avere la pazienza di andare oltre lo struggimento iniziale e attendere fiduciosi il futuro, di aspettare che i cadaveri passino trascinati dalla corrente, sicuri che il tempo uccide ogni cosa. Quando ad esempio ti scade una persona e ti rendi conto, quasi euforico, che l'hai scampata bella. Basta uno sguardo, un attimo risolutore, e in quello sguardo, passata la delusione iniziale, ti si aprono nuovi ponti verso la serenità. Sta rincasando ora un'inquilina, pare mezza ubriaca, non si capisce se in compagnia di qualcuno o qualcosa, la sento solo ridere (verosimilmente ha fumato), se nessuno la raccoglie probabilmente domani la insaccherò io nell'umido. Il suicidio è frustrante, come un cannibale che non può mangiare due volte la stessa persona.