venerdì 24 gennaio 2020

Da che mondo è mondo la peste arriva dall'Asia, è tradizione secolare, hanno un bel mostrare di tirarti su un ospedale in dieci giorni con le loro ruspette operose quando disseminati per i dieci regni sbocciano virulenti come pustole i mercati degli animali vivi, domestici e selvatici, in comunione di contagiosi affetti. Taikonauti vengono sparati in orbita per la gloria della repubblica popolare, la repubblica popolare ringrazia ma intanto tiene una fame così atavica che se magna pure i pipistrelli i furetti le bisce i scorpioni e i funghi che crescono fra i diti dei piedi... la pandemia più devastate fu quella che dilagò intorno alla metà del XIV secolo, nota come “peste nera” è considerata la seconda dopo quella di Giustiniano. Importata dal nord della Cina attraverso l'Impero mongolo, si diffuse in fasi successive alla Turchia asiatica ed europea per poi raggiungere la Grecia, l'Egitto ecc. ecc.: e con questo ci siamo giocati pure la Cina.

mercoledì 22 gennaio 2020

Comunicato stampa

Se non fosse che in questo luogo siamo votati alle belle lettere qui oggi trovereste scritto: "il cazzo che ce ne frega di Di Maio", che per esempio sarebbe lo stesso cazzo che ce ne frega di Meghan e Harry, sono cazzi attigui e prospicienti, diciamo. E del cazzo che ce ne frega degli ottimati, dei probiviri, degli equites e dei facilitatori, che hanno imparato due nozioni di storia alle medie e si credono incarnazioni dello Spirito Assoluto.

martedì 21 gennaio 2020

Io sono molto grato a Emanuele Severino, mi ha insegnato a pensare, mi ha ridato entusiasmo per la vita spazzando via in un sol colpo tutte le tristissime pose nichilistiche a cui davo valore di verità: grazie di tutto prof, che l'essere l'abbia in gloria, come avrà in gloria tutti noi, se i suoi calcoli sono esatti (e io penso modestissimamente di sì).

La pigrizia del giusto

Il progresso è diventato così noioso, in special modo quello civile, e il progressista ancor di più, garrulo reiteratore di cliché che non sanno comunicare più il loro antico peso ma semmai il contrario, si riducono cioè a ridicolaggini, come il divieto di fumare finanche in casa propria, che al confronto delle paure evocate dal campo avverso, cioè la caduta della civiltà occidentale, fanno la miseranda figura del due di coppe quando regna bastoni. Se i cattivoni trionfano, al netto dello spirito del tempo, è perché i buoni hanno smarrito il senso di quel che dicono, la loro bontà s'è ridotta a vacuo galateo, sanno cioè che non è d'uopo essere razzisti ma non lo sanno argomentare se non con parole da scuola elementare. Mancano le teste, manca il pensiero pensato a tutto vantaggio del pensiero ascoltato, ma di seconda mano. Il buono allora non solo non è più simpatico, ma nemmeno è più capace di rendersi interessante con quel che dice, il che è tutto demerito suo, anche se non lo ammetterà mai, per spocchia, forse, o forse solo per pigrizia, la pigrizia del giusto, che genera mostri.

domenica 12 gennaio 2020

Insipienza mirabilis

Se cerchi il guizzo, l'acuto, il segno inequivocabile di un'intelligenza al lavoro, c'è poco da sperare leggendo gli articoli di giornale. La mia modesta opinione è che le nuove leve giornalistiche corrispondano più o meno a una grande massa di insipienti formati poco e male da una scuola più insipiente di loro, per non dire che trattasi quasi sempre di figli di e parenti di, e cioè che nell'ambiente vi è quantomeno una scarsa propensione al rinnovamento del pool genetico, e per questo vengono fuori prevalentemente zucconi. Adesso va di moda il fact checking e con questo fact checking pensano di guadagnarsi i galloni di bravi giornalisti, ma il fact checking implica il possesso di una capacità di analisi, di un'intelligenza eventuale, perché è pure facile dimostrare l'abbattimento di un aereo da parte di un missile, c'è la tecnica che ci assiste, meno facile è produrre una connessione inequivocabile fra un certo insieme di dati e un'azione di governo, tu vorresti mostrarmi una conseguenza mirabile fra questi e quella ma di mirabile c'è solo la volontà di dimostrarmi qualcosa che è più nelle tue intenzioni che nella realtà dei fatti. Insipienza, tutto è insipienza.

giovedì 9 gennaio 2020

Non sono diventato un cinico indolente, un menefreghista, tanto più che anche il cinismo alla lunga stufa, in realtà possiedo ancora dei principi, solo che non mi pare valga la pena di farne commercio, immischiarli in questioni così meschine come quelle che ci vengono propinate quotidianamente da stampa e telegiornali, esprimere giudizi sulle cose mi parrebbe ora come ora tanto inutile quanto dannoso, come a ritrovarsi a ragionare con dei villani, che per sfoggio predicano bene mentre in realtà se ne lavano le mani.
Quando tutto manca, quale ultima istanza, si potrebbero spedire le nostre sardine in missione segreta a Teheran per spiegare agli autoctoni la corretta accezione di democrazia, come si declina, come si applica, come si lascia decantare prima di mandare tutto in vacca, sì che anche gli ultimi persiani, squarciato il velo dell'ignoranza del bene, si convincano che il mondo è un'unica grande chiesa che va da il feroce Saladino a Madre Teresa, e lo stesso per Trump, il quale fra tutti è il più dotato.

mercoledì 8 gennaio 2020

Poiché mi sono messo a giocare agli scacchi con ambizione di conquistare fama e riconoscimento internazionale entro i cinque anni, ho potuto constatare quanto gli scacchi siano attraversati da una sottile vena di misandria: la regina fa quel che vuole, il re se ne va in giro col deambulatore. Sicché facevo notare, per spirito di contraddizione, quanto in verità l'uomo sia superiore alla donna e portavo a mio favore un esempio incontestabile: non s'è mai vista donna eccellere nei lavori di muratura, mentre l'uomo, per conto suo, può eccellere anche nei lavori di casa, vedi Missoni, che ha cominciato col rammendar le calzette. Disclaimer: niente di quanto ho detto penso ma è solo un pretesto per scrivere qualcosa (ricordo un amico situazionista che una volta mi disse: ormai scrivo solo cose che non condivido).

martedì 7 gennaio 2020

Fate conto che al mondo esista un quanto di energia psichica destinato all’aggressività, una quantità fissa che mai accresce e nemmeno decresce, nei periodi di pace e nelle società grosso modo pacifiche questa aggressività si stempera in competizione, attività ludiche o tifi sportivi, che sono un modo meno cruento di farsi la guerra, mentre in altre società questa aggressività non viene solo rimodulata, ma incoraggiata ad esplodere in tutta la sua virulenza con la benedizione del Signore o di fantomatiche ragion di Stato che sempre si prestano col loro ombrello a coprire qualsiasi nefandezza, sicché non vi si ha più modo di distinguere virtù da sopraffazione e la società produce solo una concatenazione interminabile di conflitti, sia al suo interno che verso l’esterno, che non hanno mai fine: ecco, fate conto che esista.

venerdì 3 gennaio 2020

Il caso Paragone

Dunque un certo Paragone, che è parlamentare e giornalista che ha fatto fortuna in TV con le gabbie, è stato cacciato dai probi viri del Movimento perché infedele alla linea, Paragone che fu anche direttore de La Padania e vicedirettore di Libero per cui fungeva nel periodo gialloverde da trait d'union fra le due anime della coalizione e adesso che il cromatismo è mutato la sua ragion d'essere, per così dire, è venuta meno. Sono stato cacciato dal nulla guidato da uno che è il nulla!, sentenzia Paragone, però fa ricorso, ma se tutto è nulla, direbbe il filosofo, che senso ha ricorrere contro il nulla? Il nulla non è. Macché. Al fondo ci saranno ragioni che la ragione non conosce, come i bambini dell'asilo, che hanno già tutte spiegate, nei loro comportamenti, le dinamiche dei complessi giochi degli adulti. Per cui in conclusione è proprio vero come disse quel tale, e cioè che il nulla nulleggia e si permette pure di cacciare Paragone, che tempi.

giovedì 2 gennaio 2020

"Nessun libro classico fu stampato in altri tempi con quella eleganza che oggi si stampano le gazzette, e l'altre ciance politiche, fatte per durare un giorno: ma dell'arte dello scrivere non si conosce più né s'intende appena il nome. È credo che ogni uomo da bene, all'aprire o leggere un libro moderno, senta pietà di quelle carte e di quelle forme di caratteri così terse, adoperate a rappresentar parole sì orride, e pensieri la più parte sì scioperati.."

Pensieri, Giacomo Leopardi

mercoledì 1 gennaio 2020

Non strattonate Papa Francesco, è cresciuto nei peggiori bar di Caracas, mena, è capace di sollevare una panca sulla testa, come Fernandel, e scaraventarvela addosso, occhio. Il papa è un uomo come tutti, anzi, un gaucho, lo senti parlare con quel filo di voce di migranti e chissà cosa pensi, che sia un santo, ma glieli scrivono i discorsi, son buono anche io di essere buono a questa maniera, quindi ricordate: casco ben allacciato, fari accesi anche di giorno e prudenza, sempre.
Esiste un luogo in paradiso dove si mangiano cotechini finissimi senza mai esserne sazi, senza mai averne danno, quello è il luogo della beatitudine eterna, la felicità che mai estingue, la terra promessa, lo Shangri-La, l'olocausto imperituro dei suini. Con questo porgo a tutti voi deferentissimi auguri di buon anno, ai cari amici vicini e lontani e un saluto particolare alle vostre signore tutte, che dio le abbia in gloria.

giovedì 26 dicembre 2019

L'argomento che occorre mantenere i contributi all'editoria per permettere quella pluralità dell'informazione necessaria a garantire una corretta informazione al cittadino è fallace, i giornali corrispondono per nulla alla realtà, raccontano i fatti, cioè li alterano, ma mica perché lo sanno, pure quelli che non lo sanno e credono di essere obiettivi, per cui avere tale obiettivo è già un inizio di sofisticazione, ed è questa sofisticazione l'unica vera, pacifica, imprescindibile, verità.

venerdì 20 dicembre 2019

Comunque non dovete far conto su di me, sto diventando un vecchio brontolone, non mi va bene niente, né Franza né Spagna, perché mi sembra che verità non vi sia da nessuna parte, che la verità è che son tutti cretinetti, e non ci sto andando poi così lontano. Ci vuole una pacienzia per credere in questa specie di idealismi pret-à-porter che durano giusto la stagione di un capottino, che non mi pare nemmeno valga la pena di spremerci le meningi, son così delicate, conserviamocele per questioni più degne, e gradevoli.

mercoledì 18 dicembre 2019

Dobbiamo dare una visione ai giovani, non basta la droga, ci vuole anche un abbozzo di coscienza sociale, la narrazione sovranista, certo, ma anche una che le si opponga, per decreto hegeliano (cioè la dialettica) o editto eracliteo (cioè la lotta fra i contrari), sì che dalla tensione fra gli opposti si possa giungere a un equilibrio, a quell'armonia fra le diverse parti del consesso sociale che conduca al continuo rinnovamento della solita e sempiterna sbobba.
Dicono i ben informati che dietro alle sardine c'è Prodi, voleva fare un movimento di giovani come si vedono nei film di Virzì, e le sardine sono i giovani come si vedono nei film di Virzì, ha commissionato lo studio a una ditta di Milano che glieli ha confezionati come i milanesi si immaginano i giovani, di Bologna, che imparano la chitarra per suonare i Marta sui Tubi e se va bene un po' di Guccini, ma rivisitato dai City Ramblers, con un violino, e con la fisarmonica, e con questi ci facciamo la guerra ai fasisti.

Scimmie

Le scimmie di Fugazzotto che tanto hanno fatto scalpore: se hanno indignato Lukaku, che è nero, si vede che l'uomo bianco, anche quando è animato dalle migliori intenzioni, non ci capisce niente giacché non è mai stato nero. Fugazzotto, povera gioia, disegna solo scimmioni, è la sua cifra stilistica come lui stesso spiega, è stato fulminato sulla via di Darwin laddove Banksy su quella dei trasferelli, hai una trovata e la porti avanti, come Botero e Lichtenstein, Fugazzotto sta in fissa con le scimmie. Piuttosto questa facilità con la quale si elargisce la patente di artista e questa mania dell'arte a servizio del sociale, la malattia del messaggio edificante, mai un artista che disegna stocazzo per il sociale.

venerdì 13 dicembre 2019

Sempre il Tg3 dava i labours in grande rimonta, con grandi affreschi sulle periferie disagiate degni di un Ken Loach, si vede che hanno studiato cinema, nell'aria c'era aria di riscossa. A sinistra a farsi i film sono sempre i più bravi, ma oggi l'arte che imita la vita non è Ken Loach ma Checco Zalone, si aggiornino i cahiers du cinéma.

martedì 10 dicembre 2019

Tableau vivant con sardine


Il tg3 è così beatamente consacrato alla categoria dell'edificante che se non fosse per la cretineria farebbe anche tenerezza: bambini di tutti i paesi riuniti in conclave per salvare il clima, giovani donne premier laureate con famiglie arcobalene, banchi di giovani sardine che salvano la democrazia, campagne per la lettura di libri che tanto non comprendono, sicché alla fine, per autosuggestione, vogliono credere pure loro che la sinistra risorge nei giovani in questo paese eternamente bloccato alla vigilia di una grande riscossa democratica: tutta questa melliflua parafernalia pedagogica che ti propinano come fosse l'ultima verità in terra risulta alla fine così stucchevole che c'è da capire come basti un cattivismo cialtrone e dozzinale come quello di Salvini per suscitare in un gran numero di italiani la voglia di votargli contro solo per spaccargli sotto al naso il tableau vivant.


sabato 7 dicembre 2019

"Il mondo, stanco di noi, si cercherà nuovi padroni;
quello che c'era parso saggio apparirà vano,
quel che c'era parso bello apparirà orribile."

Devo essere proprio invecchiato male se le sardine non mi dicono niente, da quale profonda urgenza dell'essere nascerebbe questo bisogno di unirsi in banco? Buono per Santori, che se non fa cazzate riesce a mantenersi senza fare un'ostia, che invidia.

venerdì 6 dicembre 2019

L'attualità di Tosca

Come sempre l’attualità si impossessa del passato smerdandolo secondo i comodi suoi. C’è la prima della Scala? E allora Tosca “è molto attuale” perché il barone Scàrpia, capo della polizia vaticana, tenta di concupire la cantantessa Tosca sfruttando la sua posizione di potere, tal quale il Weinstein. L’opera è da sempre vittima degli attualizzatori: quando cadde il muro I Vespri Siciliani simbolo della rivolta contro l’occupazione sovietica, quando caddero le torri Otello, cioè “l’orgoglio musulmano sepolto è in mar”: Tosca, gettatasi da Castel Sant’Angelo, ricade su un corteo di sardine e fra due ali di folla raggiunge il redivivo Cavaradossi garantito dal fondo salva stati.

domenica 1 dicembre 2019

La fastidiosa confusione che si viene a creare nei cinegiornali fra la persona di Giuseppe Conte e quella di Antonio costringe ogni volta l'interista a un supplementare lavoro di verifica che ne fiacca il corpo e lo spirito, prendete ad esempio il lancio "Conte in bilico!", e perché mai, perché ha vinto solo due a uno con la SPAL? No, si riferiva evidentemente al prof. Giuseppe, l'avvocato degli italiani, e allora si dovrebbe vietare alle persone che scelgono di ricoprire incarichi di un certo rilievo di chiamarsi con cognomi troppo legati al mondo dello sport, quali Conte, Ronaldo o Mancini, sì che non si debba confonderli con le cose veramente importanti della vita.

martedì 26 novembre 2019

Ma per esempio uno che legge d'abitudine Gadda, Flaiano e Savinio, non per vantarsi, ma per gusto, e poi si mette a leggere di manifesti di sardine, di grete, di ciwati, di calendi e altri giovani di belle speranze che in ordine sparso si sono messi in capo di salvare il mondo, e comprensivi di quelli che li sfottono sull'internet che non credano di scamparla, ma che deve pensare? Il deserto dei tartari indentro il cervello proprio (che povertà, che miseria).

venerdì 22 novembre 2019

Milano-Siracusa Centrale

Il mio Trenotte è speciale, più accelera e più accumula ritardo, dev'essere il noto effetto della dilatazione del tempo a velocità relativistiche, arriverò a destinazione che sarò più giovane di un  mese, un mesetto e mezzo. Eppure si impegna, corre alla disperata scuotendoci forte come fosse colpa nostra, impossibile pisciare dentro il buco del water, è come centrare un imbuto a cento metri di distanza. Pare che infine siamo arrivati a Salerno, ma con due ore e dieci di ritardo, mantenendo una velocità costante c, ove c sta per chitemmuort, dovremo dilatare il tempo per altre due ore prima di arrivare a Paola. Eppure eravamo partiti bene, con cinquanta minuti di ritardo da Milano Centrale per via di certe verifiche tecniche eseguite al deposito della Martesana, eseguite così bene che manco abbiamo fatto in tempo a oltrepassare la linea del Po che già ci pregavano di passare al vagone accanto perché non funzionavano luci e riscaldamento. Insomma, Trenitalia non si smentisce mai, precisione Svizzera e tanto affetto, mi offrono bottigliette d'acqua e coperte calde, e un cestino di merendine nemmeno del Mulino Bianco, però è uscito il sole e mi rimborsano pure il biglietto, almeno ho viaggiato gratis.