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martedì 6 agosto 2013

Ripetono spesso gli apologisti della Religione che il mondo era in uno stato di morte all'epoca della prima comparsa del Cristianesimo; che questo lo ravvivò, cosa, dicon essi che pareva impossibile. Quindi conchiudono che questo non poteva essere effetto se non dell'onnipotenza divina, che prova chiaramente la sua verità, che l'errore perdeva il mondo, la verità lo salvò. Solito controsenso. Quello che uccideva il mondo era la mancanza di illusioni; il Cristianesimo lo salvò non come verità, ma come una nuova illusione. E gli effetti che egli produsse, entusiasmo, fanatismo, sacrifizi magnanimi, eroismo, sono i soliti effetti di una grande illusione. 

[...]

Io ho conosciuto intimamente una madre di famiglia che non era punto superstiziosa, ma saldissima ed esattissima nella credenza cristiana, e negli esercizi della religione. Questa non solamente non compiangeva quei genitori che perdevano i loro figli bambini, ma gl'invidiava intimamente e sinceramente, perché questi eran volati al paradiso senza pericoli, e avean liberato i genitori dall'incomodo di mantenerli. [...] Era esattissima negli uffizi che rendeva a quei poveri malati, ma nel fondo dell'anima desiderava che fossero inutili, ed arrivò a confessare che il solo timore che provava nell'interrogare o consultare i medici, era di sentire opinioni o ragguagli di miglioramento. Vedendo ne' malati qualche segno di morte vicina, sentiva una gioia profonda (che si sforzava di dissimulare solamente con quelli che la condannavano); e il giorno della loro morte, se accadeva, era per lei un giorno allegro ed ameno, né sapeva comprendere come il marito fosse così poco savio da attristarsene. 

(Giacomo Leopardi, Zibaldone)

***

Sì, non c'è niente di male nella scienza, sai, io preferisco... tra l'aria condizionata e il papa io scelgo l'aria condizionata.

(Deconstructing Harry)

domenica 2 settembre 2012

Omaggio a Emilio Fede, del Movimento Glande Italia.

"Mammarosa guardava passare la gente, riconosceva i suoi clienti e fingeva d'ignorarli, vecchia del mestiere e pratica del mondo com'era. [...] Non era vecchia, ma si capiva che da molto tempo aveva rinunciato ai veri godimenti, se mai ne aveva avuti con quella sua figura di donna-cannone e quella voce rauca da ergastolano. Chi governa il piacere, al piacere deve saper rinunciare. Ed è certo che Mammarosa aveva fatto questa rinunzia fin dall'inizio della sua clausura; tanto è vero che una volta, al Pozzi Martino, un omaccio di cento chili che per capriccio aveva preso a corteggiarla e si dichiarava pronto a soddisfarla, rispose: "Ma va a dà via el cù, Martin! Te capisset no che mi senti nanca pù a rivà el batél?".  

(Piero Chiara, Il piatto piange, Alemanno Berlusconi Editore)

martedì 29 maggio 2012

"Rincorrere i sogni ci ha sempre portato fortuna, quanto vorrei amarti, solitudine".

Dev'essere un'innaturale propensione alla fantasticheria - dreams, they complicate my life -, perché passata la fantasticheria, la classica tempesta in un bicchier d'acqua, quel che rimane è solo fesseria e quanto sono fesso non potete nemmeno immaginarlo. Terrò presente per la prossima volta. Avete ragione, le persone stancano, ma non per un atteggiamento snobistico ma semplicemente perché stancano, e più mi stanco delle persone più guarisco dalla mia malattia. E poi non sono interessanti, cosa devo a loro che loro non devono a me? Non è così che si ragiona. Gli concederai il dovuto per vivere civilmente la parte di vita che siete costretti a condividere e chiusa lì la questione.

giovedì 16 febbraio 2012

La fedele Giuseppina

"La «fedele Giuseppina» lo costringeva davanti alla televisione, per vedere il festival di Sanremo. A volte, piangeva, e si vergognava di piangere. Conobbe l'umiliazione di vedersi diminuito: inferiore nella mente all'immagine di sé stesso che aveva inseguito. Soffriva per la propria decadenza, con lampi di angoscia e di collera negli occhi."

(Ricordo di Gadda, Pietro Citati)

lunedì 13 febbraio 2012

I cervelli

"Hiram Witt aveva un gran talento; era un pensatore più profondo e acuto di Parmenide. Proprio così: eppure dell'opera sua non c'era un solo europeo che ne parlasse.
Già da vent'anni era riuscito, su lastre di vetro, a produrre da cellule animali, sotto l'influsso di un campo magnetico e per mezzo della rotazione meccanica, dei cervelli perfettamente formati - dei cervelli capaci persino di pensare per conto proprio - eppure, questa notizia, benché fosse comparsa qua e là sui giornali, non aveva destato un vero e profondo interesse scientifico.
Simili cose non fanno per la nostra epoca. E poi, a che cosa potrebbero servire, nei paesi di lingua tedesca, dei cervelli che pensano per conto loro?"

(I cervelli, Gustav Meyrink)

Dopo una lunga e tediosa giornata di lavoro passata a tirare su col naso, in un freddo boia, niente di meglio che infilarsi sotto le copertine a leggersi Meyrink al lume di candela. Sapete per caso dove posso recuperare un golem dalle parti di Como?

sabato 19 febbraio 2011

Satyricon

Che cosa possono farci le leggi, dove il denaro è sovrano, | dove la povertà non può trionfarci mai? | I Cinici, persino, che vivono con il sacco in spalla, | tante volte, per i soldi, ci vendono il vero. | La giustizia è una merce, tutta esposta lì in piazza, | e il cavaliere che giudica dà la ragione a chi compera.