Il volontarismo di Nietzsche è una via disperata, un matto che picchia la testa contro un muro imbottito e sogna di essere Napoleone (Dioniso, perché lui era affascinato dai greci). Ma è anche il nostro Zeitgeist: Dio non c'è, ci siamo solo noi, possiamo fare quel che vogliamo. Lo Zeitgeist si era impossessato di lui, lo ha usato come un megafono, ma tutti quegli ampere gli hanno bruciato il cervello. La volontà di potenza come ultimo baluardo: aveva creduto di poter liberare gli uomini dalle loro finzioni, un intento nobile, aristocratico, ma gli uomini sono rimasti fedeli alla terra e ne hanno fatto un evento editoriale. Disarmato, ricondotto a più tranquille abitudini borghesi. La volontà deve volere il rovesciamento dei valori! Per carità, che li teniamo tutti in banca. Disperato, Nietzsche si era messo a volere, di più, sempre di più: davanti abbiamo la morte? Fa nulla, ritorneremo. Sta lì la sua fortuna: Nietzsche è il matto che faceva il matto per conto nostro, il nostro uomo di paglia, bruciamo lui per vivere noi.
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