Da quando non si usa più fondare il potere sul diritto divino lo si usa fondare sulla volontà popolare, e su questa legittimazione fondiamo le nostre democrazie. Senonché, all'originaria dichiarazione che siamo noi a decidere in qualità di popolo sovrano, si sovrappone l'opera di condizionamento del potere sulla volontà del popolo, e il potere finisce per legittimarsi da solo. Alla fin fine, diritto divino e volontà popolare sembrerebbero avere lo stesso grado di astrazione, per cui si può dire che tra Dio e volontà del popolo si sia trattato solo di un cambiamento di gusti, fermo restando che il criterio della modernità attribuisce maggiore peso al principio della sovranità del popolo in quanto riconducibile a degli oggetti materiali.
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