giovedì 23 febbraio 2023

Il libero arbitrio è un'interpretazione della realtà, non esiste infatti evidenza che le cose possano accadere diversamente da come accadono, esiste, è vero, l'anticipazione delle possibilità, ma l'anticipazione è un'immagine del fatto, non il fatto in sé. La libertà è più un fatto culturale che un dato oggettivo, la nostra vita è organizzata sul presupposto che le cose siano libere di accadere, o che accadono in forza di una volontà, ci sembra più sopportabile e degna una vita che siamo liberi di indirizzare, diversamente ci sentiremmo in gabbia, abbattuti e impotenti in una civiltà che ha fatto del potere di governare la realtà la sua ideologia fondamentale. Certo, tocca precisare che pur mostrando che le cose accadono per necessità, la battaglia per la liberare gli uomini dal giogo dell'oppressione è pur sempre una battaglia degna da combattere, solo che sarebbe forse d'aiuto comprendere come sia una follia darsi tanto da fare per opprimersi e per combattersi quando in realtà siamo condotti da altro, dalla legge del mondo, e non siamo invece noi a condurre le danze. A pensarci bene siamo tutti ossessionati dalla possibilità di piegare le cose alla nostra volontà, una cosa che i filosofi, drammatizzando un po', chiamano "volontà di potenza", volontà di avere potere, di avere presa sulle cose per averne un ritorno di utilità. Se al riguardo ci dessimo tutti una calmata sarebbe forse un inizio, l'inizio di una vita nuova e foriera di cose meno crudeli e penose. Vasto programma.

4 commenti:

  1. “Certo, tocca precisare […] che le cose accadono per necessità”. Per necessità ma non necessariamente.
    Certo, “non siamo invece noi a condurre le danze”, ma fino a un certo punto. Tutto parte dal possibile, che è determinato dalla necessità, stabilito secondo leggi. Proprio scoprendo le leggi che determinano il reale significa conoscere ciò che è possibile. Come semplice possibile una cosa può accadere o non accadere, ma se accade, non accade per necessità, ma solo casualmente (ovvio che la casualità sia determinata da una legge, cioè dal grado della sua possibilità, ossia della sua probabilità). Se infatti accadesse per necessità, se la comparsa del possibile fosse retta dal principio che esso deve accadere per necessità, allora questa comparsa sarebbe determinata non come un semplice possibile, ma già come una necessità.
    Conoscendo il possibile, agendo su di esso prima che diventi realtà, noi formiamo e modifichiamo il mondo mutando le sue possibilità. Così otteniamo che diventi reale ciò che desideriamo. È ciò che facciamo ogni giorno.
    La libertà non è cognizione della necessità nel senso che si debba sempre fare una sola cosa necessaria. Abbiamo la vera libertà solo quando per il nostro agire esiste un’ampia scala di possibilità. Laddove si aprono per tutti più possibilità, e più ciascuno di noi può agire secondo le sue aspirazioni individuali. Tutte le cose da noi create sono pur sempre oggetti della natura, che operano indipendentemente dalla nostra coscienza. Sono fatte da noi, ma solo perché sappiamo quali necessità operano nella natura. Senza tale cognizione della necessità non si attuerebbero mai.
    Questo è un approccio dialettico e non deterministico.

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    1. "Come semplice possibile una cosa può accadere o non accadere, ma se accade, non accade per necessità, ma solo casualmente"

      È qui che intendevo appunto mostrare come "il semplice possibile" sia una congettura, così come lo è il libero arbitrio. Rimane la non evidenza che le cose possano accadere diversamente da come accadono. In altre parole, le cose accadono solo in quel particolare modo che le caratterizza, e non è possibile che sia altrimenti, non può mai apparire in concreto una cosa che sia e non sia allo stesso tempo. La possibilità è questa congettura che vorrebbe le cose sospese fra la possibilità di accadere e non accadere, ma questa possibilità non si mostra nei fatti (l'evento accade per una sua necessità, senza che vi sia altra possibilità, la possibilità è una tinta che aggiungiamo noi).

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  2. permettimi di replicare.
    è proprio il contrario: il reale s'accende continuamente nel possibile, e nuove possibilità scaturiscono continuamente dalla realtà in sviluppo. chiaro che non sono soggette al libero arbitrio. La forma in cui il possibile si attua è bensì la costante produzione di cause ed effetti, ma le cause e gli effetti sono soltanto estratti limitati della più ampia e più ricca scala del possibile. se la stessa causa si ripete più volte nelle stesse condizioni, nei diversi fatti si attueranno tutti gli effetti possibili. anche nella realtà avremo tutta l'ampia scala del possibile ammesso dalla causa, tuttavia in ogni singolo caso appare, del tutto casualmente, SOLO UNA delle MOLTE possibilità.

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    1. Non so se appaiano "del tutto casualmente" visto che stiamo parlando di necessità, di mancanza di libero arbitrio. Se tutto accade per necessità, e abbiamo detto che il contrario non si mostra, allora non accade casualmente.

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