sabato 23 agosto 2025

La pace che dovrebbero fare i russi con gli ucraini, gli israeliani con i palestinesi, la si vorrebbe come una specie di filmone hollywoodiano, di quelli con il bel finale edificante, in cui i personaggi, dopo esserci prodotti in spettacolari sparatorie e inseguimenti di tutti i tipi, incluse pirotecniche piogge di missili e mirabolanti sabotaggi di condutture sottomarine, guardano con rinnovata speranza la linea dell'orizzonte con l'espressione tonta improntata al massimo trionfo del bene, ci riescono solo gli americani, ma solo ed esclusivamente nei film. Non esiste una pace così nella realtà, nella realtà la pace si produce quando uno delle due parti si ritrova completamente sderenata, senza sderenamento è una pace incompiuta, che non ha ancora esaurito tutta la sua carica di violenza, e infatti di solito riparte. Dura lex sed lex.

Tutto perché alla filosofia non si riconosce più un'utilità teoretica, questa appaltata ormai alla scienza, unica in grado di spiegarci la realtà, così, per restituire alla filosofia una qualche utilità, la si diminuisce a riflessione socio-politica, con la missione di creare valori morali e avallare scelte politiche. Così i programmi si riempiono di filosofi chiamati a rispondere, in qualità di esperti, dei costumi politici e della società, con il compito di ammonirci sulle guerre, di produrre diritti umani e condannare forme di governo ed epoche storiche. Ma la filosofia è più grande. La filosofia è in grado di sottoporre a giudizio i principi su cui si fonda la scienza, cosa che la scienza in effetti non può fare, il fatto è che ha perso fiducia nei suoi mezzi e se ne sta ora in disparte come una vecchina che teme il biasimo e la derisione dei suoi figli.

I desideri, i nostri bisogni, si trovano spesso alla base delle riflessioni filosofiche, esse tuttavia nelle loro conclusioni non devono per forza tenerne conto, al contrario, a volere per forza far concordare bisogni e conclusioni si finisce di solito per andare fuori strada. Ecco perché si dice che la riflessione filosofica è essenzialmente descrittiva e non prescrittiva (nel caso prescriva, porsi almeno il problema se sia davvero necessario).

"è essenziale assumere l’atteggiamento della contemplazione pura e proporsi di indagare, non di prescrivere. [...] La virtù non si insegna più di quanto non si insegni il genio […] Sarebbe dunque sciocco aspettarci che i nostri sistemi morali e le nostre etiche possano produrre uomini virtuosi, nobili e santi, come lo sarebbe aspettarci che le nostre dottrine estetiche possano produrre poeti, scultori e musicisti” 

Il mondo come volontà e rappresentazione, Libro IV, paragrafo 53

Pretendere dalla filosofia l'ammaestramento morale, il "come agire", è lo stesso che insistere a cercare i significati nei quadri.

mercoledì 20 agosto 2025

Uccelli da voliera

Un certo progresso materiale, è vero, cosa benemerita, implica però tutta quell'ideologia babbea fatta di fiducia negli strumenti della scienza, di inseguimento di virtute e canoscenza, di presunzione di governare i processi climatici, di produrre infinitamente accessori tecnologici che accomuna sia il pensiero woke che quello mercantilista e conservatore; non si può uscire da questa ideologia perché abbraccia oramai tutti i quattro cantoni dello spirito umano: l'homo technologicus è un babbeo, per tanto che sia scienziato, per tanto che sia esperto, finché crede di risolverla con la tecnologia rimarrà sempre un babbeo. Ma lo dico bonariamente, senza particolare acrimonia, perché in fondo lo siamo tutti, noi di questa epoca, dei babbei tecnologici, forgiati nella fiducia delle possibilità umane, è una malattia che viene da lontano ed è peggiorata con l'avvento della società industriale, non ci possiamo fare niente. Ci siamo proprio intrappolati in questa uccelliera, svolazzanti qua e là per darci arie di sparvieri.

Forse è richiesta fin troppa modernità alle persone, di capire sempre tutto, di essere sempre aperti e comprensivi, finché pure la comprensività finisce per richiudersi in se stessa e non ammettere altro che apertura e comprensione; e allora io non comprendo più, mi tengo le mie avversioni e le mie idiosincrasie, magari me le tengo solo per me, senza farne un manifesto politico (non mi piace più il progresso, si è fatto troppo prepotente, ma non per questo fonderò il partito dell'età della pietra).

martedì 19 agosto 2025

 Cos'è successo a Sinner? Dal cibo all'aria condizionata, quale può essere la causa del malore?

Dramma Sinner, l'Italia sotto shock: che cos'è la febbre e come si combatte. I consigli degli esperti: evitare l'aria condizionata e fare attenzione agli sbalzi di temperatura. Perché è consigliabile la vecchia e cara maglietta della salute. Il compagno di classe diventato medico: «Qualche volta rimaneva a casa per la febbre». Nei prossimi giorni nuovi esami a Montecarlo, i messaggi di Papa Leone e del mondo politico: «ritornerai più forte di prima». (nel pomeriggio Sinner ha mangiato un gelato al pistacchio: la storia del pistacchio, che cos'è il pistacchio e perché ci piace così tanto, l'oro del Medio Oriente conosciuto già dai Romani, l'ex: «era il suo gusto preferito», la città di Bronte gli dedica una statua, il sindaco: «lo invitiamo alla Sagra del Pistacchio che si terrà dal 10 al 12 ottobre e dal 17 al 19 ottobre 2025, per noi sarà un onore», ecc. ecc.).

Che bella l'estate italiana, i gerani alle finestre, il basilico al sole, morto stecchito, perché anche per il basilico, il sole, quando è troppo è troppo, e il desiderio frustrato di farci il pesto, che non ne mangeremo di fresco fino all'estate prossima, divinità del basilico permettendo. In compenso ci crescono rigogliose le piante più inutili, tipo le calancole che non fanno più fiori e l'erba misera che ha il colore cianotico di certi nasi essiccati di faraoni, buonanime. La natura, a un certo punto, bisogna lasciarla fare quel che vuole, inutile accanirsi.

lunedì 18 agosto 2025

Zelensky in abito nero nello Studio Ovale, via l'uniforme militare: gesto di distensione

Presentavasi, il nostro, all'incontro risolutore coll'amico suo duce (duce qui in senso di condottiero, democratico, democraticissimo!, che non vorremmo mai dispiacere gli amici atlantisti), con una giacchetta nera su camicia nera, forse una cravatta, anch'essa nera, o forse una cravatta dipinta, ma solamente nei sogni di alcuni daltonici giornalisti, affetti di sicuro da emeralopia, perché gli avevano detto di vestire questa volta elegante, in abiti civili, se così si può dire. Ma lui, che tuttavia conservava dentro di sé un malanimo da slavo, gli aveva voluto far andar di storto pure quella raccomandazione che sapeva tanto di ammonimento e si era risolto per quel completo corvino, scuro in volto e nero come una cornacchia, in alternanza con la sua amica di Strasburgo, la quale, diversamente, insisteva elisia su certe sue nuances da pasticcino viennese, con le permanenti a guarnizione, a mo' di zabaioni (le giacchette bleu invece su camicetta gialla, a significare armocromatica vicinanza alla causa). Il gambetto del Volga.

domenica 17 agosto 2025

Sento che ci siamo incartati noi della modernità atea e relativista, noi, aedi dei diritti umani e civili, stiamo velocemente svaporando nell'effimero senza per altro poter contare su una tradizione alla quale fare ritorno come dei figliol prodighi, niente a cui ritornare e niente verso cui andare. Dicono che sia la crisi di noi contemporanei, sempre a cavallo tra due mondi, sospesi nel passaggio tra la potenza e l'atto di un'epoca che non vuole tramontare e di un altra che tarda ad albeggiare, dura quantomeno da un secolo. Dato per morto il dio trascendentale, ci affidiamo a quello tecnologico, ammazziamo il tempo coi nostri aggeggini, ormai c'è più gente che vive nell'attesa del nuovo modello che nell'attesa del nuovo messia. Ultimo culto in ordine di apparizione: l'intelligenza artificiale. Compito dell'intelligenza artificiale quello di ruminare tutta l'imbecillaggine umana attuale per elevarla artificialmente a livelli di imbecillaggine mai raggiunti prima: il pesce puzza dalla testa e l'intelligenza artificiale impara che quello è l'odore genuino della realtà.

Pippo Baudo, per noi della nostra generazione, è stato il mondo e la sua rappresentazione, la Volontà generatrice del genere nazional-popolare, il varietà fatto con l'orchestra, i balletti e gli ospiti, e pure il festival di Sanremo che si fa oggi segue il format inventato da lui, una cosa di per sé già orrida a cui oggi è stata semplicemente aggiunta a guarnizione la scatologia dei social. Piaccia o non piaccia, noi siamo i figli di Pippo Baudo: fathers are not chosen, they happen.

sabato 16 agosto 2025

A proposito d'erudizione e di scienziati

Il grosso pubblico colto cerca benessere e divertimento, perciò scarta quel che non sia romanzo, commedia o poesia. La volta che eccezionalmente decide di leggere per istruirsi, il pubblico aspetta prima l'autorizzazione di coloro che "se ne intendono" e possono dire se nel dato caso si tratti realmente di cose istruttive. E per il pubblico quelli che se ne intendono sono gli specialisti [...]. [la scienza] è per loro "una brava vacca che li rifornisce di burro"

Parerga e Paralipomena, A proposito d'erudizione e di scienziati

lunedì 11 agosto 2025

Per una fazione sono combattenti in lotta per la libertà di un popolo, per l'altra terroristi, e così, come si è visto, anche negli altri conflitti: per uno liberatori, per l'altro invasori. Sono presupposti che non portano a nessuna giustizia, almeno finché si presuppone che uno debba avere ragione: hanno entrambi torto. La guerra è proprio questo ostinato tuffarsi nel torto, in un'ebrezza d'orrore molto simile alla fregola, eros e thanatos, molto al di qua del principio di piacere.

mercoledì 6 agosto 2025

Nostos

Un giorno anch'io tornerò a Itaca, Itaca la preziosa, Itaca dalle belle vacche, vino dolcissimo scorre nei suoi palazzi, lo bevono i Proci, gli usurpatori venuti da oltreoceano, l'infecondo oceano del colore del vino, che con le loro ville sul lago hanno fatto impennare i prezzi delle capanne: l'ira di Giove si abbatta sul loro capo come saetta tonante, Efesto li divori nel fuoco, la bella Afrodite irrida il loro μικροπένιο, il loro minuscolo uccellino. E comunque tengo οξύτητα του στομάχου, acidità di stomaco, il loro vino non lo berrei in ogni caso, che ci si strafoghino, μάλακες! (stronzi).

sabato 2 agosto 2025

Castrazione

Tutte le società generano castrazione, compresa la moderna società occidentale che pure pensa di essersi ormai liberata, la modernità genera impulsi di castrazione che vanno ad alimentare kink e feticismi vari come risposta liberatoria all'eccesso di disciplina. Siamo una perfetta società freudiana: è lodata l'idea di un individuo moderno rispettoso delle differenze e attento alle questioni di genere, l'individuo introietta questi imperativi finché gli diventa impossibile corrispondere a questo modello di homo perfettamente rationalis inventato di sana pianta dalla società. La proliferazione di contenuti BBC e cuckold nell'offerta del porno online sono la risposta vitale a questa crosta di perbenismo e di politicamente corretto che comprime le pulsioni sessuali e che necessita di un punto di rottura, parimenti all'energia liberata da un terremoto. A ogni individuo modello corrisponde un pantheon di pensieri e di atti sconvenienti ed estremamente appaganti che sono lo sbocco naturale della vita che rifiuta la castrazione. Tema schopenhaueriano, perché è da lì che è partito anche Freud: l'Es è la volontà, il Super-Io è la rappresentazione.

West Nile, come difendersi dalle zanzare? Pregliasco: «Repellenti, niente dopobarba e rinunciate agli abiti dai colori sgargianti» 

Sono tornati i vampiri, si nutrono la notte di sangue vergine, gli immunologi raccomandano di perdere la verginità e di indossare maglioncini neri collo alto. E di non uscire da soli dopo il tramonto.

venerdì 1 agosto 2025

Vogliamo fermare le guerre ma non riusciamo andare d'accordo nemmeno coi vicini, un esame di coscienza prima di darci ai vasti programmi.

Se con «A proposito di Hitler non mi viene in mente nulla» di Karl Kraus si vuole intendere che l'argomento eccede o esclude ogni possibilità di rimedio, allora sì, quel che ho scritto sulla Palestina può ricordare quell'incipit di Kraus: l'argomento Palestina eccede ogni possibilità di rimedio, almeno per quel che posso aggiungervi io. (se invece vuole significare che la Palestina è un nulla, allora no, non c'entra nulla).

giovedì 31 luglio 2025

Siccome, pare, è d'obbligo avere un'opinione sulla Palestina, io non ce l'ho, e sia chiaro che non vuol dire che non me ne importa, è solo che trattasi di questione grave, per giunta smanacciata da tutti come uno straccio mencio, e io nel frattempo ho smesso di fingermi giornalista. Oltretutto sono dell'opinione che anche i giornalisti, i quali tuttavia ne avrebbero titolo, dovrebbero smettere di occuparsene, almeno nel modo in cui sono costretti a farlo dal loro contratto di categoria, oppure dall'etica professionale, per chi ci crede. A forza di farne commercio è diventato argomento da salotto, come per i bambini del Biafra che morivano di fame quando sono nato io. E oltretutto si deve dar ragione a uno e torto all'altro, sotto lo sguardo vigile dell'opinione pubblica che ti scruta con la stessa rogna che ci metteva al tempo della pandemia quando ti trovava in giro senza mascherina. Dio ci salvi dagli statisti dell'internet.
L'autogrill Villoresi Ovest è un pezzo bellissimo di architettura Space Age da far invidia a I Pronipoti (The Jetsons, Hanna & Barbera, 1962), una volta mi ci ha portato mio padre quando esisteva ancora la struttura originale e non questa ricostruita di sana pianta come la nave di Teseo. Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito, e infatti tutti i padri costituenti dell'internet ora si ricorderanno dell'Autogrill Villoresi Ovest solo per questi quattro statisti che ci si sono litigati per la Palestina.

sabato 26 luglio 2025

Nella Bassa mantovano-ferrarese il liscio era un'istituzione, così, quando si trattò di pensare a un'attività per il "putìn" che se ne stava tutto il giorno in casa a studiare sui libri, pensarono bene di mandarlo a scuola di liscio. Pensate a un giovane Leopardi costretto dal Conte Monaldo a prendere lezioni di liscio, gli oltraggi che subiamo da giovani ci segnano per il resto della vita.

venerdì 25 luglio 2025

I formidabili piccioni dell'hidalgo Gonzalo Pirobutirro d'Eltino

"altresì adduceva la favola, in aggiunta di quel di sopra, come nel corso di tutta una interminabile estate egli non avesse cibato se non aragoste in salsa tartara, merlani in bianco con fiotti di majonese, o due o tre volte il peje-rey; e piccioni arrostiti in casseruola con i rosmarini e le patatine novelle, dolci, ma non troppo, e piccolette, ma di già un po' sfatte, inficiate, queste, nel sugo stesso venutone da quegli stessi piccioni: farciti alla lor volta, secondo una ricetta andalusa, con l'origano, la salvia, il basilico, il timo, il rosmarino, il mentastro, e pimiento, zibibbo, lardo di scrofa, cervelli di pollo, zenzero, pepe rosso, chiodi di garofano, ed altre patate ancora, di dentro, quasiché non bastassero quelle altre messe a contorno, cioè di fuori del deretano del piccione; che erano quasi divenute una seconda polpa anche loro, tanto vi si erano incorporate, nel deretano: come se l'uccello, una volta arrostito, avesse acquistato dei visceri più confacenti alla sua nuova situazione di pollo arrosto, ma più piccolo e grasso, del pollo, perché era invece un piccione."

C. E. Gadda, La cognizione del dolore

giovedì 24 luglio 2025

Paradise Lost

"Rissa per una partita di scopa al centro anziani: urla, pugni e una dentiera saltata. Il caso in Brianza"

Fioccavano come raudi nella mortifera calura del meriggio mediopadano i porco d. e i dio c., nonno veniva pagato in Boeri che puntualmente portava a casa per il suo "putìn" (il "putìn" ero io), avevano il sapore della vittoria, gustavali con grande godimento guardando il mondo attraverso l'incarto rosso, un mondo rosso all'aroma di maraschino. Uomini in gilet e cappello di feltro smoccolavano e tiravano pugni sui tavoli, ci si assopiva con le finestre aperte cullati dal suono di quelle imprecazioni: "cosa dicono, nonna?", "nient, i bestèmia". Litigavano per le carte ma era solo teatro, spento l'eco dell'ultima saracca, inforcavano la bicicletta e se ne tornavano a casa dalle mogli ripresentandosi dopocena per la rivincita. Era un mondo adulto, si viveva da pensionati.

martedì 22 luglio 2025

Decimo comandamento

I figli dei ricchi che vanno in rehab perché hanno avuto un'infanzia difficile, con i figli si sbaglia sempre, hanno tutto e non va bene, non han niente e vanno arubbare, con i figli va un po' a fortuna, come coi calzini. C'è chi a quattordici anni gestisce già la sua piccola azienda con la mancetta settimanale e chi invece la usa per comprarsi la droga, non è facile essere figlio di, certi cognomi sono pesanti da portare, le donne ti cercano solo per i soldi, lo sviluppo affettivo può risultarne compromesso (per fortuna c'è l'emotional trainer). Poi c'è da mettere in conto l'invidia di noi poveri che facciamo battute, gli haters, l'odio sociale, si aggiunga il costo delle guardie del corpo, quello dei privé prenotati, quello dei nani affittati, per colpa nostra non possono vivere una vita normale, disperati, si mettono a pippare. Allora meglio comprar dai cinesi, stare in affitto coi mobili usati, metti che in America se uno ha successo sono tutti contenti, portati ad esempio, studiati dai scienziati, qui da noi i ricchi sono invece cafonal e lo stato ci tassa il Ferrari: una nazione che odia i suoi ricchi è una nazione perduta.

martedì 15 luglio 2025

Bhavacakra

"Ogni volere scaturisce dal bisogno, dunque dalla mancanza, dunque dalla sofferenza. L’appagamento mette fine ad essi; tuttavia, per un desiderio che viene soddisfatto, almeno dieci non lo sono; inoltre il desiderio dura a lungo e le richieste tendono all’infinito, mentre la soddisfazione è di breve durata e concessa con parsimonia. Anzi, la stessa soddisfazione finale è solo apparente: il desiderio appagato lascia subito il posto a un desiderio nuovo; il primo è un errore che è stato riconosciuto, il secondo un errore che ci è ancora sconosciuto [...] Andare a caccia o darsi alla fuga, temere una sciagura o tendere al godimento sono essenzialmente la stessa cosa: la cura di una volontà che esige sempre di nuovo e che, in qualsiasi forma si presenti, riempie e agita incessantemente la coscienza; senza quiete, però, non è possibile alcun vero benessere. Così il soggetto del volere rimane sempre legato alla ruota di Issione, attinge sempre con il setaccio delle Danaidi, è Tantalo che eternamente si strugge."

Il Mondo, Libro III, paragrafo 38