Io sono dell'opinione che il libri che non ci piacciono vadano buttati, per la fregatura che ci hanno dato, perché un cattivo scrittore si merita la pattumiera, già tanto che vada a finire all'isola ecologica, troppa grazia. Non bisogna sacralizzare il libro, la merda è merda, meglio riciclarla nella speranza che possa reincartarsi in qualcosa di meglio, in un libro di Gadda, per esempio, ma anche solo di Savinio, Céline, Singer (Isaac e Newton), del buon Dickens che mi sto leggendo ora (Casa Desolata), ecc. (di Primo Levi, anche, "Se non ora, quando?, "La chiave a stella"). La schifezza deve pagare.
mercoledì 14 dicembre 2016
Endorsement
Non c'è una grande scelta, appoggerò Renzi, sempre che non si incaponisca col maggioritario (a lui piace il bel gesto risolutivo) quando gli converrebbe il proporzionale. E' un po' come scegliere fra una Simca e una Renault 4 con aspirazioni da Maserati Biturbo, scelgo la Renault 4 con aspirazioni da Maserati Biturbo. Fa ridere, lo so, ma quegli altri mi fanno ancora più ridere, e poi la Simca ti lascia a piedi. Ma l'hai vista la Raggi? L'hai sentito il Dibba? Non posso stare dalla parte di chi pensa di finanziare il reddito di cittadinanza con l'emissione di moneta, non sanno quel che dicono. Renzi, per carità, sarà un pirla, ma dovrei scegliere Bersani? Speranza? Fassina? Vendola? Salvini? Lasciamo stare. Mettici pure che è destinato a perdere, che male c'è? Se non sarà Renzi sarà comunque voto utile (o inutile che dir si voglia).
martedì 13 dicembre 2016
Ripassino
Allora, ricapitoliamo: abbiamo stabilito che il libero arbitrio non si mostra, che quello che appare come evidente è solo questa serie di eventi che si dipanano e che alla fin fine costituiscono il destino di ognuno. Destino è anche la volontà, che noi vogliamo libera ma che in realtà permette semplicemente di far accadere le cose. Potevamo indirizzarle diversamente? Nulla mostra che sia così, avere rimpianti è cosa ben stupida, come se fossimo davvero convinti che ciò che non accade e non è mai accaduto sarebbe comunque potuto accadere. La storia segue a ruota secondo lo stesso schema: poteva esistere un tempo in cui non è accaduto il massacro di Nanchino? No, per tanto che sia abominevole nulla ci mostra che sarebbe potuto anche non accadere per volontà contraria, ce lo dobbiamo tenere per quello che è stato, in tutta la sua crudeltà. La realtà non è un pranzo di gala. L'abominevole ha ben diritto di esistere. In particolare delle cose che non ci piacciono diciamo che sarebbero potute accadere diversamente, principalmente per consolarci, ma lungi dal consolarci ci divorano (vedi Kierkegaard, divorato dalle infinite possibilità della libertà). Detto questo, le vicende politiche del bel paese ci appaiono invece come un destino ben più allegro e di questo ringraziamo la sorte. (dottrina del destino del sommo maestro Formamurti, Saddharmapuṇḍarīka-sūtra-upadeśa, ecc. ecc.).
Raso turco da otto
Il fatto di negare il libero arbitrio mi porta in dote un certo giustificazionismo, anche l'imbecillità come componente permanente della storia contribuisce a formarci e a divenire quel che siamo. Un caro pensiero rivolto anche all'imbecillità, quindi, sempre che si mantenga entro certi limiti. La sapete la storia dell'eterna lotta fra i contrari? Ecco, noi siamo una certa cosa proprio perché in opposizione a un'altra, legati stretti, letteralmente intessuti nelle maglie della realtà nel luogo esatto in cui dobbiamo stare (immagine poetica). Il libero arbitrio, la libertà santa e imprescindibile, non si mostra, si mostra veramente solo questo essere intessuti nella trama della storia che via via forma il suo disegno, bello o brutto che sia, quello che ci tocca alla fine di tutti gli sforzi, amen.
(primo post abbozzato in pausa lavoro col cellulare e anche l'ultimo, il raso turco da otto è un tipo di armatura del tessuto).
lunedì 12 dicembre 2016
Abbozzo
La mia teoria delle emozioni è buona ma ci devo lavorare un po' su. Puoi girare attorno per anni a un uomo o a un concetto facendo leva sul risentimento, lo abbiamo fatto con Berlusconi, lo facciamo oggi con Grillo, Renzi e Pinco Pallo, poi arriva quel giorno in cui li guardi, questi campioni dell'empietà, e non vedi più quello che ci avevi visto fino al giorno prima, i tuoi argomenti sono meno saldi perché manca il livore, il collante giusto per tutte le inferenze altrimenti un po' traballanti, dico bene? Dico bene. Le inferenze non reggono senza l'ossessione che le rinsalda, certe questioni non funzionano come le leggi della fisica, certe questioni sono personali, e l'odio, si sa, è l'altra faccia dell'amore, va e viene senza dare spiegazione.
Tennessee
Ma se poi va tutto a simpatia e per di più nessuno han ben chiaro cosa ci vuole "per far ripartire il paese", nemmeno i professori della LUISS, la mia opinione vale quanto quella di qualsiasi altro. Passano gli anni, si sedimentano le impressioni, si diventa soci a nostra insaputa di circoli ermeneutici, non ci si ricorda più da dove si era partiti e nemmeno importa, perché nel frattempo le cose sono cambiate e la premessa iniziale ha perso di significato. La storia ci conduce per mano che nemmeno ce ne accorgiamo, uno starnuto e ti ritrovi a vagare per i campi del Tennessee, come vi ero arrivato no so, ma di che stiamo parlando?
sabato 10 dicembre 2016
Back to the future
Io mi ricordo quando "col maggioritario avremo un sistema bi-partitico con un segretario-premier designato, i cittadini sapranno la sera stessa ad urne chiuse chi li governerà", era il punto qualificante della Seconda Repubblica. Poi tutto maggioritario il sistema non si poteva fare, perché le cose troppo tranchant qui da noi significano poco rispetto per le regole democratiche (è incostituzionale), e quindi sì, tutti uniti sotto due bandiere, centro-destra e centro-sinistra, ma con all'interno una miriade di partiti e partitini in coalizione, e quindi addio al bipartito puro e largo agli accomodamenti. Adesso contrordine, ritorno di fiamma per il proporzionale, perché il sistema non è più bipartitico, perché c'è tanta confusione sotto il cielo e perché bisogna mettere un argine alla marea populista. Chi si sente forte si lascia tentare dal maggioritario, chi si sente debole gradisce più il proporzionale, per limitare i danni. Ecco, limitiamo i danni, per carità. Te li ricordi i tempi di Craxi, Andreotti e Forlani? Ma quanto si stava bene. Mio nonno mi veniva a prendere in Alfasud, quella col motore boxer, poi sostituita da un'Alfa 33 Quadrifoglio Oro (stesso motore ma con gli alzacristalli elettrici), mi avevano regalato la chitarra, il walkman e il Philips MSX, i soldi non mancavano. Ero tanto bellino, piacevo alle ragazze. Certo, noi del PCI odiavamo tutti Craxi perché costituiva l'ostacolo alla presa del potere (un po' come oggi i grillini con Renzi), poi crollò il muro, venne Mani Pulite, arrivò il maggioritario, e noi del PCI, travestiti da querce, proprio quando pensavamo di avercela fatta ma non ti spunta Berlusconi che ci frega per l'ennesima volta? Quanto eravamo stupidi. E sia, ritorniamo al proporzionale, hai visto mai che ritorno giovane pure io.
(che dici Rossland, viro un po' sull'autobiografico?).
(che dici Rossland, viro un po' sull'autobiografico?).
giovedì 8 dicembre 2016
Il sol dell'avvenire
Va bene, mi arrendo, in questa nuova era che si va schiudendo ci pagheranno per non fare nulla, liberati dall'impiccio del lavoro, non più costretti a competere coi cinesi, ai nostri bisogni provvederà lo Stato. Posso dunque smettere di mandare in giro curriculum e dedicarmi allo studio e all'attività di blogger, come nei miei sogni, pensionato a vita. Quello là, il Renzi, per il disturbo ci pagava solo 80 euro, questi qui, i grillini, minimo ce ne promettono 800, vuoi mettere? Io ancora non capisco dove li troveranno tutti questi soldi, da quale rapa li caveranno (dalla lotta alla grande evasione! Quale grande evasione se vogliono cacciare le multinazionali?), ma i giovani idealisti mi assicurano che smetteremo di preoccuparci e impareremo ad amare la somma: siamo in una botte di ferro.
La verità
La verità, per andare oltre le minuzie della politica nostrana, è che siamo di fronte a una crisi della mondializzazione, o se volete della globalizzazione (tendiamo sempre a scordarlo), l'occidente soffre di questa eterna crisi di dissanguamento dei ceti bassi e i lazzari giustamente si ribellano (per lazzari intendo proprio noi gente comune costretta a competere con un mercato globale che ci sovrasta e ci impoverisce senza troppi scrupoli). Renzi alla fine non ha potuto invertire la tendenza, troppo grande il compito rispetto alle capacità, e così adesso via all'autarchia, all'uscita dall'Euro, agli stranieri che ci rubano il lavoro, si è aperta la stagione della pancia. In altre parole, a noi ci viene più comodo sperare nel reddito di cittadinanza, è la mentalità di tutti i meridioni del mondo, compreso il nostro. E' dunque finita, non ci possiamo fare più nulla, il futuro è di questa specie di farsa corporativa che promette di lenire i guasti della globalizzazione a colpi di autarchia, sia fatta la sua volontà.
mercoledì 7 dicembre 2016
Scrivere
Scrivere è il mio modo di dipingere, a volte mi riesce bene, a volte male, che importa? Tanto non si campa comunque. In quest'epoca in cui tutti dicono la loro anch'io dico la mia, tanto vale scrivere, è l'unico talento che mi rimane, mi viene naturale. Siamo tutti artisti in famiglia. Dopo la scrittura la cosa che mi riesce meglio è la ciambella: 250 g di farina, 80 di zucchero, lievito vanigliato, un filo d'olio, mele, pere e acqua quanto basta. Senza latte, senza uova, senza olio di palma, 100% vegana. Anzi, vi dirò, forse la ciambella mi riesce ancora meglio del blog, la potrei fare anche ad occhi chiusi. Poi, oltre a un minimo di stile, la scrittura pretende dei contenuti, e qui casca l'asino. Se il contenuto è politico, apriti cielo, puoi fare il discorso più sensato del mondo, troverai sempre quello che ti liquida con una battuta. Allora viri sul filosofico e lì vai sul sicuro, tanto nessuno ti capisce. E' proprio bello scrivere.
martedì 6 dicembre 2016
Destino
Dicevo che il caos è la nostra condizione naturale, tant'è che quando abbiamo un governo stabile già ci mettiamo di malumore e ci inventiamo le dittature. Pensa in Germania con la Merkel, da noi sarebbe durata un'annetto, forse due, da noi dove la durata al governo è uno stigma infamante, il segno di una prevaricazione, di un'arrogante occupazione del potere (i famigerati governi Craxi e Berlusconi). A noi sembra tutto normale finché non ci vediamo dal di fuori, e fuori di qui la caduta dei governi italiani è un po' come la Fiat che perde i pezzi, l'Alfasud che arrugginisce, insomma, la nota folkloristica, qualcosa su cui far sicuro affidamento. Nessun problema, è destino, e come diceva quello bisogna amare il proprio destino.
(Ma serve ancora 'sto blog? Ormai i pensieri li fisso su Twitter, mi sono fatto pure due o tre amici, insomma, è più smart. Facciamo così: di là butto giù le note e qui le trascrivo in bella copia).
lunedì 5 dicembre 2016
Giusto due righe
"Renzi contro tutti" non poteva funzionare, il ragazzo era pieno di sé e aveva sovrastimato il suo carisma, complice quell'incredibile e famigerato 40,8% che gli aveva fatto perdere la testa. Ora però devo anche dire che Renzi non mi pareva questo gran dittatore che dicevano, la dittatura è dentro di voi che ne vedete una ad ogni legislatura, a pelle mi dà più fastidio l'accozzaglia, cioè quel misto di miserie politiche e commedie umane che sono il grillismo e il salvinismo, che poi è quello che ci toccherà, per non dire dei soliti dalemiani e bersaniani da bocciofila. Di male in peggio, direi, ma alle maree della storia bisogna farci il callo. L'Italia è un pò come l'Inter mangia allenatori, cambia cambia alla fine nessuno va bene e ti ritrovi sempre a metà classifica.
domenica 4 dicembre 2016
La solitudine del filosofo
Ma lei che tipo di filosofo è? Sono un negatore del libero arbitrio, dico io. Ah. (Sulle prime rimangono un po' interdetti). Effettivamente siamo in pochi, rilancio. Tipo Spinoza? Riprendendosi dallo choc. Peggio, rispondo io, tipo Severino (non sanno chi è Severino e se lo sapessero comunque non capirebbero).
Speranzosi anonimi
La peggior cosa che vi possa capitare è la speranza, soprattutto se a buon mercato, mai farsi troppe illusioni, si diventa ciechi, tenetevela tutta per l'ultimo la speranza, vi servirà, sempre che ne abbiate il tempo. Una parte di speranza per dieci di sano realismo è la giusta dose. Il desiderio è la scarica pilota della speranza, il desiderio la alza e la speranza la schiaccia, ma se ti metti nella condizione di inseguire i tuoi desideri sei bello che fritto, finiranno per comandare loro, che ad ogni svolta del destino ne reclameranno un rabbocco supplementare finché non sarai altro che quella. Finito il tempo della speranza.
mercoledì 30 novembre 2016
Sin esperanza
Volevo solo far notare prima di stramazzare per la febbre questa curiosa doppia morale di certi compagni che è pronta a chiudere un occhio sul dispotismo di Fidel in nome del bell'ideale romantico ed è invece così attenta a denunciare le derive autoritarie di Renzi, il peggiore dittatore della storia: con testoline del genere dove vuoi andare? Te lo vedevi Fidel che cambia la Costituzione passando dal referendum confermativo? Massimo dal plebiscito, come Putin. E però ha bonificato le paludi del Camaguey. E gli ospedali, non dimenticarti degli ospedali. Che se non era per Fidel a quest'ora Cuba era il bordello degli Stati Uniti, adesso coi voli low cost il bordello della Brianza, che di Cuba conosce al massimo Varadero ("no es Cuba, son los Estados Unidos!"). No, non c'è speranza.
domenica 27 novembre 2016
Il punto
Perché la logica del progressista-razionalista, quello che pensa di persuadere con la forza della ragione, non può funzionare con personaggi alla Trump o alla Berlusconi? Perché il razionalista pensa che basti dimostrare al popolo bue che quello che si fa carico delle sue istanze è un plurimilionario egoista e ricco da far schifo, come può capire le esigenze di un operaio uno che pure il cesso ce l'ha foderato d'oro? E qui che il razionalista si sbaglia, perché la logica non vieta che il milionario sia più in sintonia col popolo rispetto al professore, all'intellettuale di sinistra, il quale gli operai li ha visti solo in cartolina e nei cortometraggi dei fratelli Lumière (eventualmente come il milionario, su questo partono alla pari), lo abbiamo ripetuto allo sfinimento ma gli amici progressisti da questo orecchio proprio non ci sentono, ci mettono troppo sentimento nella loro ragione e in questo non fanno che reiterare all'infinito l'errore, con buona pace della logica che imperturbabile se li lascia alle spalle con tutti i loro pregiudizi, e così sia. L'operaio vuole prima di tutto essere protetto dalla minaccia della globalizzazione perché così crede di poter conservare il suo posto di lavoro, della fratellanza fra i popoli gli importa una sega all'operaio, prima il lavoro, e se è il milionario che glielo promette vada pure per il milionario, e non si fanno prigionieri.
I figli dei dottori
Sentito? Lo dice pure Sorrentino: capisco la gente perché ho fatto ragioneria. Ai figli dei dottori la vita gli sembra tutta in discesa, una buona parolina qui, una là, le conoscenze giuste, muoiono mica di fame i figli dei dottori, si aspettano mica di andare a pulire i cessi! Capiscono un cazzo i figli dei dottori, tanto la grana per comprarsi l'iPhone non gli manca, e visto che di bisogni non ne hanno se li inventano di sana pianta e si danno ai grandi ideali, come se a 'sto mondo la giustizia fosse davvero un problema che li riguarda. Quando poi capita di ritrovarteli come superiori l'unica cosa buona è che se sono un po' fessi e sentimentali te li puoi rigirare un po' come vuoi, se invece sono pure stronzi l'unica cosa è sperare che crepino, sono nient'altro che merda i figli dei dottori. (si sente che sto leggendo Céline?). (senza specificare che si tratta di un esercizio di stile, ma specifichiamo).
sabato 26 novembre 2016
Götzen-Dämmerung
Un tempo si diceva "straripare", oggi che siamo più educati gli preferiamo "esondare", che è termine più tecnico e meno drammatico. A quello che il fiume gli porta via la casa si deve dire dunque "esonda!", così mantiene la calma. Ma voi volete parlare di Fidel, lo so: alla fine anche lui è morto come da pronostico, il penultimo dei mohicani, dei grandi rivoluzionari oggi rimane giusto qualche esagitato da tastiera, e meno male, meno male che c'è Grillo a fare da argine alla dittatura del proletariato, c'è da preferire le farse comiche a quelle tragiche, tutto qui il giudizio storico.
giovedì 24 novembre 2016
Riempitivo
Tutto si normalizza, anche i nazisti dell'Illinois non sono così brutti come li dipingono, tengono la mamma pure loro e nel letto l'orsetto di peluscia, o Teddy bear. Fuor di scherno, mai abbassare la guardia, è proprio ora che Trump mostra il suo volto più umano che bisogna stare all'erta, sono i momenti, questi, in cui tutto si allenta e si pianificano soluzioni finali col sorriso sulle labbra, guai a voi! Niente, non mi riesce di fare il serio stasera, sono stanco e quando sono stanco mi viene la stupidera, le néant, niente meno. Mi è giunta voce di certe scrofe ma ero assente col corpo e con lo spirito, una repulsione per la cronaca in questi giorni, solo la voglia di infilarmi nel letto, il tempo di due paginette e già sono nel mondo dei sogni, i quali mi si presentano densissimi e irreali, ancora più del solito, forse mangiando più leggero... forse avete ragione voi, è troppo grande l'universo per giustificare questa cosuccia da poco che è la vita sulla Terra, ci dev'essere qualche altro significato oppure è Occam che si è sbagliato di grosso (leggevo di leggi incredibilmente semplici che generano realtà enormemente complesse, devo averlo letto da qualche parte, non ricordo dove). Tanto rumore per nulla.
martedì 22 novembre 2016
Intervallo
La vita non ha mai smesso di apparirmi come un sogno grottesco, troppa immaginazione, mi dicevo, autosuggestione, forse depressione, macché, più la considero lucidamente e più l'affabulazione continua della coscienza mi pare fatta della stessa sostanza dell'incubo, un incubo a cui per giunta siamo tutti disperatamente aggrappati, pena la morte, il grande spavento del nulla. Ma vi pare normale nascere dalle viscere e crescere nelle nostre stesse ossa, lievitati dall'interno, per poi deperire (piano piano, si spera), ridursi a nient'altro che merda (la nota putrescenza celiniana), e in mezzo tutta una lunga serie di scazzi attorno a problemi perlopiù irrisori, vi pare giusto che ad uno spetti la bella vita e all'altro lo schifo? Tanta fatica per nulla. E per non dire degli amori, di tutto il dissipare delle passioni, condotti al macello da un capriccio delle gonadi, leggi di natura, le chiamano... se voi ci trovate un senso, se a voi piace così, be', allora vi invidio, tantissimo.
giovedì 17 novembre 2016
Buio oltre la siepe
Ma se falliscono pure i populisti, cosa arriverà dopo, l'anticristo? No perché il popolo è insaziabile, dopo Trump c'è solo il domatore di leoni. E' il guaio di internet, tutti si credono che la democrazia debba essere diretta, di più, direttissima, come se tra la bocca e il culo non ci dovesse essere il suo bel sei metri di intestino a ruminare un po' il pensiero prima di evacuarlo. Così uno si alza la mattina e gli vengono le idee geniali prêt-à-porter, muri, ruspe, container e cingolati, detto fatto, non c'è problema che non possa essere risolto dall'elementare ingegno dall'uomo comune. Avanti così non so dove andremo a finire.
mercoledì 16 novembre 2016
La mia fortuna
La mia fortuna è che guardo la mia rabbia con distacco, un po' da lontano, anche se finisce che mi compatiscono: ma come, hai la possibilità di sfogarla subito nel voto di protesta, come fanno tutti, cosa ti trattiene? Mi trattiene che non credo nemmeno più alla mia rabbia. La risposta di pancia non è meno cretina di certe ridicolaggini del politicamente corretto, è tutta una follia. Poi a forza di pancia si ritorna al nazismo. In realtà nemmeno per quello ci sono le condizioni, è tutta un'altra storia. Certo l'impatto della delocalizzazione violenta sulle nostre povere vite crea questa acidità gastrica diffusa per cui al primo Robespierre che ci promette la presa della Bastiglia ci caschiamo come mosche nel miele, ma questo non è il mio caso, io tengo anticorpi scettici piuttosto sviluppati ma soprattutto la percezione del senso del ridicolo. Nemmeno l'antipolitica mi tenta, quattro slogan raccattati per strada ripetuti allo sfinimento. La realtà ci cade addosso, già tanto se riusciamo a ritagliarci un posticino.
martedì 15 novembre 2016
Là dove il cattivo scienziato si perde
Come dice Mario Sechi "il Novecento è finito l'8 novembre 2016". Emerge una nuova figura d'uomo, non diciamo un superuomo perché l'espressione è già troppo novecentesca, diciamo un alteruomo, un uomo che si è liberato dei sofismi e dei concetti accessori, un uomo più istintivo, cioè più vero. L'intelligenza è superflua, procederemo con la revisione di significati che davamo per scontati, primo fra tutti il razzismo, lo sanno tutti che ai messicani puzzano i piedi, la verità è sempre innocente. E poi vai a scoprire che Obama ne ha espulsi più di Trump di questi puzzoni, però non ci teneva a dirlo per non rovinarsi l'immagine. Ma quanto siete out.
domenica 13 novembre 2016
La signora delle camelie
Però che bello quando si poteva andare effettivamente a puttane, intendo nei bordelli, leggo questi libri, per esempio i diari di Flaiano e Céline, dai cui traspare tutta la naturalezza dell'atto, come se s'andasse a prendere il caffé al bar. Oh, intensi che pure adesso ci si può andare, ma come sempre tutto è ammantato di ipocrisia, si deve fare tutto di nascosto, come i preti che vanno a donne, con gli amministratori locali che fanno resistenza passiva, che fanno la multa per divieto di sosta, ecc. Lascia perdere me, io lo so già come sono fatto, pure se tornassero i bordelli non ci andrei, troppo riservato, ma siccome sono romantico è il concetto della casa di piacere in sé che mi attrae, perché non è più avvilente per la donna doversi nascondere, far finta di, non è destino della donna farsi strumento delle ipocrisie altrui? E poi bordelli anche per le donne, sissignore, non hanno il diritto anche loro di soddisfarsi nel modo più naturale? (poveri ometti, altro che zabaglione e viagra, degli individui affetti da priapismo congenito ci vorrebbero). Io temo che all'italiano in fondo piacciano le cose così come stanno, perché all'italiano l'ipocrisia gli fa da innesco, piace lamentarsi degli stranieri e poi sfruculiarsi le africane in mezzo alle fratte, è nel suo Dna la doppia morale, finita lì.
Bagno di realtà
Uno degli aspetti che sancisce il divorzio dell'elettore dal pensiero cosiddetto di sinistra è questa tendenza che hanno i compagni di concentrarsi troppo sull'ideale e poco sulle persone. Agli amici progressisti che non se ne fanno una ragione in realtà interessa più l'idea e la teoria generale, sono come umanisti che però hanno smarrito per strada l'umanità, quella in carne ed ossa. L'esempio classico, l'attacco terroristico: il progressista, il candidato democratico, partirà subito con un pippotto sociologico sulle cause che scatenano la violenza nel mondo, al terrorizzato invece interessa poco la tesi di laurea quanto piuttosto la risposta immediata, perché niente di più che una minaccia incombente risveglia in lui i primordiali istinti di sopravvivenza. Questo discorso rientra in quello più ampio dell'eccesso di intellettualizzazione della proposta politica, di quell'eccesso di premure tipico del politicamente corretto il quale, partito per far contenti tutti, finisce invece per indispettire il cittadino comune poco incline alle chiacchiere e principalmente preoccupato del suo avvenire. Si è arrivati al punto in cui l'intelligenza si è fatta autoreferenziale diventando ottusa. Non è l'unico aspetto di questa faccenda molto complicata, però teniamo presente.
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