I lazzari, qui, tifavano Argentina per corrispondenza d'amorosi sensi, solidarietà fra disgraziati, inclinazione al default. Non si capisce perché un paese serio debba essere così bistrattato proprio da chi avrebbe tutto l'interesse ad abitarvi, anche idealmente, perché questa reiterata propensione al pauperismo? Perché sarebbe stata la rivincità dei derelitti, i quali, non potendo (o non volendo) far altro che affidare il proprio riscatto al gioco del pallone, si mettevano a tifare Messi per dare contro alla Merkel.
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lunedì 14 luglio 2014
mercoledì 9 luglio 2014
Das siebente Siegel
Se oggi la Germania si facesse un selfie sarebbe il volto della gioia.
(Per intenderci, crolla un viadotto e nessuno dice niente, così va il mondo, perdono sette a
uno ed è tragedia nazionale, gente che si suicida, risse, autobus
bruciati, i soliti isterismi dei popoli latini. E qualcuno accusa pure
la Germania di insensibilità, che doveva fermarsi dopo il quinto per non
umiliare gli avversari... quindici ne dovevano fare!).
martedì 24 giugno 2014
Povera patria, la situazione è talmente grave che dopo le dimissioni di Abete e Prandelli ci si aspetterebbero anche quelle di Renzi e invece pensa al semestre europeo, quello, e dell'arbitraggio se ne fotte.
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sabato 14 giugno 2014
Lo stereotipo dell'italianità ce l'ho proprio qui sopra la testa, napoletani più tipici, roba da macchietta, non ne potevo trovare. Pare si siano organizzati in centurie per seguire la partita dell'Italia, le donne cantano pure a squarciagola, robaccia neomelodica propedeutica al trionfo, e i figli le seguono a ruota. Dovrò tenere a bada la mia settentrionalità stanotte altrimenti rischio di fare la fine di Mineo (la mia regione preferita del sud è la contea svedese di Norrbotten).
sabato 7 giugno 2014
«In Italia infatti la linea più breve tra due punti è l'arabesco»
Si avvicina il Mundial e già nell'aria si sente profumo di revanche, ai ragazzi di Prandelli chiediamo lo scatto d'orgoglio, l'ennesimo, per il popolo più geniale del pianeta costretto però a tirar a campare soffocato com'è dalla stretta mortale dei vincoli di bilancio. Di per se saremmo naturalmente portati alla dolce vita, l'austerità teutonica non ci s'addice ricchissimi come siamo di chiacchiera e di ghirigori, ci venga dunque in soccorso questa prosecuzione della guerra con altri mezzi, Bismarck in braghette contro l'Italia in mutande (compresa di retorica del connazionale all'estero costretto ad emigrare e a campare ma su suolo straniero, come se non fosse proprio quella patria alla quale si rivolge con gli occhi lucidi ad averlo costretto all'emarginazione, mamma son tanto felice perché ritorno da te).
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