Separazione delle carriere sì o separazione delle carriere no? Ma che ne so, ormai io disegno pappagalli. Che poi hai sempre l'impressione che sia solo un regolamento di conti tra bande di politici, una cosa miserrima, ormai la politica è diventata uno spettacolo diseducativo, come il calcio. Del resto anche il curling, come avete visto, è venuto meno al suo tradizionale fair play e i giocatori si rincorrono percuotendosi con le scope perché hanno preso dentro una pentola col piede. Vogliono un mondo supercompetitivo e poi si lamentano che non sono tutti incazzati, tutti maleducati. Tenetevelo il vostro bel mondo supercompetitivo, supercompetente, superdeficiente.
giovedì 19 febbraio 2026
sabato 14 febbraio 2026
Io lo zio bottaio me lo ricordo, un gilè e un cappello che teneva anche in casa, una casa bassa e buia, da vecchi, piena di polvere e di poltrone rancide e sudate. Ci aveva costretto mio nonno ad andarci, a me e a mia nonna, che almeno una volta nella vita bisognava andar a trovare questo parente, un pellegrinaggio. Io della realtà, già a quei tempi, non ci capivo niente, me ne stavo semplicemente a osservarla imbambolato, come una cosa che m'assaliva, dovevo essere stato un pochino tardo o giù di lì, nello spettro autistico, un artista, come quando andavamo a trovare una cugina di nonna e io me ne stavo tutto il tempo a guardare la sveglia con il galletto che andava su e giù, un galletto dentro la sveglia vicino alle lancette dei minuti, con la testa che andava su e giù, su e giù. Ad avercela oggi, quella sveglia, a risucchiarla di getto dal magazzino dei ricordi, galletto e tutto, ci starei a fissarla per delle ore, tic, tac, tic, tac, tic, tac, chicchirichì! Lo zio bottaio, nel frattempo, perduto, perduto anche lui nelle cose che non sono più, forse mai esistito veramente, un'ombra, un sogno, un'impressione. Era estate. Mio nonno doveva avere ancora l'850 coupé. Forse quell'anno era uscito E.T. O forse quando era uscito E.T. aveva già l'Alfasud. Forse non era nemmeno estate, ma dico estate perché a naso noi s'andava in gita solo con la bella stagione. A seguire altri ricordi sfusi, non son più in grado di tenere un discorso organizzato, mi si è disancorata tutta la sintassi del cervello, è segno.
giovedì 12 febbraio 2026
domenica 8 febbraio 2026
Che pena i giornali, e il giornalismo, e i quotidiani gargarismi della cronaca, e peggio ancora quelli della politica. Si dirà: meglio questo che la dittatura. Certo, ma l'argomento non è a discolpa. Tutte le peggiori inclinazioni ci vengono quotidianamente somministrate dai media secondo principi omeopatici: per guarire dal male occorre assumere lo stesso male, in dosi piccole ma costanti. Omeopatia: simile sofferenza. Non bisogna farsi giustizia da sé? Ecco le immagini del presunto colpevole. No alla caccia all'uomo? Ecco dove abita, dove lavora, la sua macchina, dove abitano i suoi genitori: citofona: signora, siamo giornalisti. Andate affanculo. Guardate il video dove ci mandano affanculo. L'azione moralizzatrice e il suo contrario, tipo operazione mare pulito mentre tirano la catena.
sabato 7 febbraio 2026
«Anche se fantasma, me ne andrò per diletto sui prati d'estate»
Non c'è dubbio, prendiamo tutti forma attingendo da una grande luce, il logos degli antichi, l'iperuranio di Platone, l'Uno di Plotino, come volete, poi alcuni rimangono semplici forme, altri, come per esempio Hokusai, di cui leggevo stasera, si trovano sopra un punto caldo da cui sgorga il magma vivo di questo fuoco imperituro, che lo illumina per tutto il breve corso della sua esistenza. Dico Hokusai perché avevo lui sott'occhio, ma potete dire qualsiasi altro talentuoso prodotto di questa terra, a piacere. Noi tormentati da qualche genio pur non possedendone le qualità sappiamo cosa vuol dire essere spinti da qualcosa a cui non si riesce a dare forma.
venerdì 6 febbraio 2026
La liberazione, da una tirannia, da un'impossibilità, non è che il portarsi verso un'altra forma di sudditanza, soltanto che la nuova forma ci appare più sopportabile perché non ancora attuale.
Una volta dicevo: ognuno è libero di fare quel che vuole. È il contrario: è proprio perché ognuno non è libero di fare quel che vuole che non ha bisogno di giustificazioni, catturato com'è nelle maglie delle cause e degli effetti.
mercoledì 4 febbraio 2026
E piove, e continua a piovere, se noi non andiamo al mare, il mare verrà da noi, riempirà la valle del Crati come un ramo del lago di Como, che volgerà a mezzogiorno, se quest'estate non avremo acqua non sarà perché i bacini erano vuoti. Dalla Sila innevata a Camigliatello d'Ampezzo, l'acqua scorrerà a fiumi, e si perderà nei mille buchi della rete, sparpagliata per strada invece di scorrere addomesticata dentro le tubature, come civilmente si usa dai tempi dei romani. Mi ricorderò di tutta quest'acqua quando a luglio sarò seduto sul water, con la carta igienica in un mano e nell'altra un rubinetto da cui non scenderà una goccia.
lunedì 2 febbraio 2026
Cani cani cani, oggigiorno non si fa che parlar di cani, e le piattole, eh? Non sono anche loro creaturine di Dio? Nell'epoca dell'alta infedeltà degli uomini ci affidiamo all'archetipo canino, per compensazione, il fido cagnolino che ci ama per come siamo, perché non capisce, e noi questa sua ignoranza la vogliamo intendere per devozione. Eccovi il vostro cagnolino (non è un amore?).
domenica 1 febbraio 2026
Ormai c'è una pubblicità che ti vende i prodotti sottocosto, a noi costa più a farli, dice, ce li regalano perché siamo una famiglia. Ormai sono saltati tutti i principi economici del novecento, e noi che ci studiavamo il plusvalore con lo sciarpone rosso di Fantozzi, adesso siamo entrati in una nuova era, l'era del tutto gratis: mi presti anche 10 mila euro? Ma certo! Mi presti anche la macchina? Ecco le chiavi! Ma io non guido, vado a sbattere. Prendi anche la bici, sai andare in bici? Sì. È tua! Boh.


