Esempio da manuale di quei parossismi di progressismo che ammorbano certa sinistra di casa nostra (ma non solo) è certamente quello della Presidenta Boldrini, la quale, con toni dolenti, denuncia la preponderanza di nomi maschili nella toponomastica stradale e lancia un appello affinché sia invertita la tendenza. Qui umilmente proponiamo la soluzione più semplice, e cioè la femminilizzazione dei nomi già esistenti: viale Alberta Einstein, via Nina Bixia, Piazza XX Settembra, solo dopo aver varato la riforma della toponomastica potremo mettere mano a quella della pronomastica (io, tu, ella, noi, voi, essa): a vindication of the right of women.
RispondiEliminavabbè, ma questa cosa di usare la Boldrini per colpire una sinistra ( che non esiste ) è proprio un vezzo ideologico diffusissimo. Non che la Boldrini non meriti tutte le critiche ( e anche di molto più gravi ) che le si rivolgono, ma semplicemente perché non conta assolutamente nulla e non influisce, nemmeno in modo infinitesimale, sulla politica nazionale.
I nonni di mia moglie abitavano in vico Fico al Purgatorio, a Napoli.
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