lunedì 13 ottobre 2025

Sorpresa, Schopenhauer non mostra solo la negazione della volontà di vivere, cosa liquidata perlopiù come una forma di pessimismo cosmico, ma anche la sua affermazione, fatto sta che il Libro IV de Il mondo come volontà e rappresentazione si intitola appunto: "Affermazione e negazione della volontà di vivere grazie al conseguimento della conoscenza di sé". Quali sono le vie di questa affermazione? La consapevolezza che siamo oggettivazione di una volontà eterna, la morte è infatti "una falsa apparenza, uno spettro impotente, capace di mettere paura ai deboli, ma che non ha alcun potere su colui il quale sa di essere egli stesso quella volontà, [...] su colui il quale non deve temere la morte più di quanto il sole debba temere la notte" (Libro IV, paragrafo 54). Affermazione della volontà di vivere attraverso la conoscenza di quello che in realtà siamo.

(descrizione degli ultimi giorni di Schopenhauer: «sedeva sul sofà e si lamentava di palpitazioni intermittenti, mentre alla sua voce non mancava nulla dell'abituale energia [...] Che i vermi avrebbero presto roso il suo corpo non costituiva, per lui, un pensiero triste. Pensava con orrore, invece, a come il suo spirito sarebbe stato ridotto tra le mani dei "professori di filosofia"»)

domenica 12 ottobre 2025

Cosa legittima il potere, qual è il fondamento dell'autorità? Nulla, l'autorità è in ultima analisi un potere auto-conferito, che si attribuisce da solo le sue prerogative, un Napoleone incoronato. Nelle società democratiche, per salvare le apparenze, si fa passare il concetto che il potere appartiene al popolo, e così anche nelle forme meno democratiche, anche in Cina la repubblica è per l'appunto popolare, e il popolo è dappertutto sovrano. Siamo davvero fortunati ad appartenere al popolo, allo stato attuale noi possediamo, in quanto popolo, più regni di Gengis Khan. 

sabato 11 ottobre 2025

Oggi l'atto di aggressione è così percepito da tutti come sbagliato che viene sempre giustificato come un diritto alla difesa. Sarebbe più schietto per l'aggressore quello di non addurre spiegazioni, di dichiarare di aggredire per pura volontà di potenza, e tuttavia oggi di aggressori così non se ne trovano più, oggi dobbiamo essere accoppati comprendendo le ragioni del nemico, il quale, poverino, non poteva fare altrimenti. Dobbiamo essere accoppati sentendoci in colpa: guardi, le do ragione, mi lasci almeno portare dentro le galline, mi pareva di non c'entrare niente ma invece sono io l'aggressore e lei ha diritto alla difesa, alla rappresaglia, alla vendetta, come vuole chiamarla lei. È tutto più semplice quando le vittime collaborano senza lamentarsi. (prevedo già l'obiezione: eh ma così metti tutti sullo stesso piano! Non "tutti", la violenza, solo la violenza, di cui tutti mi pare facciano uso abbondante e "giustificato", perché in ultima analisi si sono presi la licenza).

Il punto è che ciascuno dei due contendenti si sente in diritto di accoppare, e legittimamente, oltretutto, e bisognerebbe invece fargli presente, a loro e a tutti quelli che si sentono in diritto di qualcosa, che nessuno ha diritto a un bel niente su questa terra, tanto meno di accoppare, e che i diritti, casomai, ce li prendiamo noi in libera licenza per darci il potere di fare quello che ci va, ma si tratta di un discorso troppo schietto per convincere uomini e capi di Stato, i quali non sanno far altro che reclamare*, cioè gridare forte, gridare assai, ben sapendo che è questo il fondamento ultimo di ogni autorità, altro non ce n'è. [*da clamare, gridare, con l'aggiunta di re- rafforzativo].

giovedì 9 ottobre 2025

Dove si trovi la "parte giusta della storia" non si sa bene, essendo i suoi confini mobili come le dune del deserto e i suoi abitatori un popolo errante che muta le sue vedute a seconda del paesaggio che si trova di fronte, oggi "la parte giusta della storia" è una cosa, domani un'altra, e non è escluso che a loro volta le due parti si trovino a un certo punto in contraddizione fra loro. Ma la fede nella "parte giusta della storia" è necessaria alla religione del risveglio civile: spes ultima dea. Elpis (ἐλπίς) rimase sul fondo del vaso di Pandora come ultima risorsa dopo che tutti i mali del mondo erano stati liberati. Non potendo avere certezza del luogo esatto in cui si trova la "parte giusta della storia", allora bisogna crederci, e crederci parecchio, facendo leva sul numero, più si è e meglio è, per avere più ragione, per fare più rumore, per sovrastare quello più sottile e più fastidioso del dubbio. La "parte giusta della storia" è un senno del poi.

Siccome so che il filosofo era assai ostile a Israele ma allo stesso tempo parimenti ostile alla sinistra, mi sono detto: andiamo a vedere cosa dice sulle manifestazioni pro-pal il buon Diego Fusàro, vediamo come mette insieme l'acqua e l'aceto. Così ho trovato un suo intervento a una radio, un intervento assai equilibrato il cui concetto fondamentale si poteva riassumere nell'antico adagio lombardo: piutost che minga l'è mei piutost. Fatto salvo che il sindacato non è credibile, dice, fatto salvo che Netanyahu non smetterà di compiere il suo genocidio, giusto mobilitarsi per la Palestina. Fatta salva anche l'antipatia per certi componenti della flotilla, quando il popolo si muove è sempre una bella cosa, è un segno di speranza. Diego Fusàro è uno dei tanti sperantisti che perennemente attendono il risveglio civile, che mirano con occhio lungimirante al risveglio delle coscienze. Inutile mettersi in urto con gli sperantisti, da Gramellini a Fusàro, da Greta Thunberg a Landini, un giorno l'umanità si metterà tutta "dalla parte giusta della storia", un passettino alla volta, con santa pazienza e con fede incrollabile. Dove si trovi poi questa "parte giusta della storia" non si sa bene, essendo i suoi confini mobili come le dune del deserto, e i suoi abitatori un popolo errante e mutaforma.

mercoledì 8 ottobre 2025

Il problema non è chi detiene i mezzi di produzione, il problema è il mezzo di produzione, per esempio è il mezzo di produzione di tipo industriale che ha cambiato gli uomini e i rapporti tra gli uomini, è quella l'hybris fondamentale che ha cambiato le carte in tavola, con le sue cose buone e le sue cose cattive, e siccome è impensabile tornare indietro a una civiltà pre-industriale, se non per l'appunto a motivo di un cataclisma, tutti noi si viaggia spediti dentro questo comune destino in cui si agitano il capitale e i suoi nemici (sempre meno i nemici), tant'è che anche i sovietici coltivavano una loro personale mistica delle macchine che liberavano l'uomo dalla fatica del lavoro, sottovalutando il pericolo insito nell'azione persuasiva sulle coscienze di quella tecnica necessaria per produrle.

martedì 7 ottobre 2025

Resta da capire dove vanno a finire le folle oceaniche dei cortei quando si tratta di andare a votare, quando si tratta di tradurre il grande movimento popolare in vittoria elettorale, i casi sono due: o sono per la più parte costituite da persone che non vanno a votare, o sono esattamente le uniche che ci vanno.

lunedì 6 ottobre 2025

A volte mi immagino, in mezzo a sto popò di casino planetario, che cosa sarebbe successo con Bergoglio, se se ne fosse uscito con una delle sue, del tipo: "se uno ocupa la mi tera, io li tiro un punio". E i poveretti della sala stampa vaticana a cercare di metterci una pezza: non si è sentito bene, l'ha punto un ragno, aveva un po' di raffreddore, ha stato il fonico. Manchi.

venerdì 3 ottobre 2025

Anche gli scioperi ormai organizzati professionalmente, con i pullman di linea della gita a Tindari, le bandiere comprate in stock, a prezzi modici da Made in China, a Guangzhou c'è una fabbrica che fa le fortune con i trigger dell'occidente, e per ogni vetro spaccato c'è un carglass che ripara e sostituisce, meglio degli incentivi statali. Poi, su Gaza che volete che vi dica? Gente che si piglia tutte le disgrazie sulla testa da tempi immemorabili, dai tempi in cui ad Abramo veniva promessa la terra di Canaan ed era chiaro che cananei e filistei avrebbero dovuto un giorno o l'altro sloggiare, e noi qui, ora, a insegnare al mondo come si protesta, con le bandiere stirate e il tragitto concordato con le questure. E lo sciopero spontaneo? Un cavallo alato.

giovedì 2 ottobre 2025

Episodi biblici

Stava presso il divano la figlia di Namib-Ka'hzir, il fabbro, e quando si alzò si accorse che il suo piede era gonfio, allora i fratelli la videro e si fecero attorno a lei dicendole: "sorella, perché ti alzi se il tuo piede è gonfio, hai forse fretta di accudire la casa? Stenditi, piuttosto, affinché possiamo sollevarti le gambe sopra l'altezza del cuore e ridurti così l'edema". E i fratelli le alzarono le gambe sopra l'altezza del cuore, il cuore della figlia di Namib-Ka'hzir, il fabbro, per ridurle l'edema. Ecco perché quel luogo è chiamato Ragli'im Mormot, piedi sollevati.

mercoledì 1 ottobre 2025

Dai e dai, la flotilla è diventata il fine e gli aiuti a Gaza il mezzo.

lunedì 29 settembre 2025

Leggo di grandi dibattiti sulla cultura occidentale. Che cos'è la cultura occidentale? È quella cultura orientata alla tecnologia, all'economia di mercato più o meno ordoliberista, al consumo di beni prodotti in serie, così com'era occidente anche il marxismo, è un modo di produrre e di consumare, in pratica è tutto il mondo: tutto il mondo è occidente o aspira a esserlo, per cui quando si parla di nemici dell'occidente si parla di porzioni di occidente in lotta con altre porzioni di occidente. Poi esistono alcune differenze puramente estetiche, per cui una cattedrale gotica è occidente rispetto a una pagoda cinese, ma sono ormai distinzioni trascurabili, visto che cattedrale e pagoda sono oggi solamente due dei molti prodotti di consumo dell'industria turistica di massa.

Io non vado a votare non perché non mi piace nessuno ma perché considero la democrazia una pratica così mirabile che chiunque vinca per me è sempre una festa [paraculo, s. m., comp. di para- (ma intendendo parare nel senso di «porgere, presentare») e culo, Treccani].

Impossibile che i droni russi possano raggiungere l'Europa, intanto non sono registrati come operatori UAS, e poi non sono nemmeno assicurati contro i danni a terzi.

giovedì 25 settembre 2025

Cosenza ha tre santi, due canonici e uno laico: La Madonna del Pilerio, San Francesco di Paola e Giacomo Mancini, socialista. La Madonna del Pilerio, patrono ufficiale, aiutò ad estinguere la peste del 1576, allorquando un devoto, nel baciarla, notò che una macchia simile a un bubbone era apparsa sul volto della Madonna, e da quel momento l'epidemia iniziò a regredire. San Francesco di Paola, diversamente, in qualità di arcipatrono della gente di mare e delle due Sicilie, impone la sua bonaria presenza un po' ovunque in città, la quale è legata a lui da un affetto quasi filiale, tant'è che abbondano in ogni casa i Francesco e le Francesche. Giacomo Mancini è invece il patrono laico delle infrastrutture e delle opere di viabilità, a lui sono dedicati ponti e intitolati viali, fu più volte sindaco della città e grande promotore del suo sviluppo urbanistico e civile, la sua statua, fino a poco tempo fa collocata all'inizio di Corso Mazzini, salutava i viandanti in cappotto e sciarpone, perché la città, d'inverno, è freddina. Del quarto patrono, Alarico I, venuto dal Danubio per seppellire la sua pentola d'oro alla confluenza del Busento Tigri e del Crati Eufrate, diremo più avanti.

Noi siamo quello che mangiamo, e quindi siamo scatolette di tonno e porzioni di riso apri & gusta, visto che mangiare qualcosa di cucinato è ormai cosa tanto arcana quanto un mistero eleusino. Ma la moderna divisione del lavoro ha pensato a tutto: puoi sempre andare al McDonalds. Se poi ti pesa anche andare al McDonalds c'è la catena che te lo consegna direttamente a casa, così per smaltire le calorie ti devi poi iscrivere in palestra, e abbiamo bello che aperto un altro business. Piatti da tutto il mondo, Kebab di Busto Arsizio e sushi di Lentate sul Seveso, e se vuoi un ghiacciolo, trucchetto, infila un bastoncino in un brik di succo di frutta e mettilo nel freezer. Gli americani mettono la Coca-Cola nelle torte, in Asia cuociono il pollo nella Sprite. I più scicchettosi si fanno il passo dello Stelvio per comprare il formaggio del grotto prodotto con la crosta dei piedi, una specialità. Siamo rincitrulliti così tanto che ci crediamo pure intelligenti, il giorno che smetteranno di funzionare i frigoriferi moriremo tutti di fame.

mercoledì 24 settembre 2025

E che dire di quello che crede possibile il ritorno alla famiglia tradizionale insieme al trionfo del libero mercato, deve avere la paglia nel cervello, il principio è che a tutti si può vendere, con tutto si può far profitto, e figuriamoci se il libero mercato si fa lo scrupolo etico-morale di non vendere all'omosessuale, di non vendere all'immigrato, l'unico scopo del libero mercato e far uscire i soldi fuori dalle tasche, il libero mercato rispetta tutti, finché hanno quel soldino nelle tasche. 

Andy Warhol con la sua pop art è stato proprio l'incarnazione di questo destino di civiltà industriale in cui siamo tutti allineati come scatolette di borlotti sugli scaffali, e del resto chi vuoi che le produca le scarpe per otto miliardi di persone, il calzolaio sotto casa? Siamo fregati, una volta e per sempre, non c'è soluzione.

Ha ragione Trump, il marmo verde alle spalle dei relatori dell'Onu è terribilmente âge, curiosità: viene dalla Val d'Aosta. Fa tanto salottino anni '60 coi pavimenti in graniglia e tavolini in fòrmica. Io avrei fatto tutto gres porcellanato.

E non sono del resto risibili anche questi sogni di revanche del conservatorismo, di fermare l'ondata woke, di ritornare ai valori di una volta, di poter catechizzare una società, magari assecondando il disegno divino? Sono fuori sincrono con quelle libertà economiche che invece promuovono e che di fatto vanno a erodere i valori morali che vorrebbero tenere fermi. Alla libertà economica che gli importa dei valori morali? Là dove intravede la possibilità di fare profitto, allora lo fa. Non importa se produce hula hoop, caramelline o plug anali, il suo scopo è il profitto, ogni mezzo è lecito. Però poi pretendono, i conservatori, di porre un limite alle tendenze omosessuali e di prendere a modello la famiglia tradizionale, che non è più credibile di una qualsiasi famiglia allargata con le sue fisime woke e le sue ossessioni di catalogare tutti i generi sessuali. Sono due malattie che si presentano accoppiate, un caso comorbilità: quando sussiste una, sussiste anche l'altra.

martedì 23 settembre 2025

Il fondamento della morale

Che fondamento ha la morale? Questo si domandavano gli uomini ancora nel secolo diciannovesimo. Per farla breve, molti il fondamento l'avevano riconosciuto nella teologia, ma, come dice lo Schopenhauer, si finiva per non capire chi fosse il carico e chi invece il sostegno, se cioè la teologia fosse fondamento della morale o la morale della teologia, finendo in un circolo vizioso. Quando poi nella morale si è cominciato a vedere solo l'utile, o addirittura il solo compiacimento di essere morali, tramutando la virtù in un vizio, le cose hanno cominciato a peggiorare velocemente, e per la morale non c'è stato scampo. Oggi, dopo tante spallate che si sono date alla morale, ridicolizzata, abbassata a moralismo, ridotta a fissazione da vecchi, la morale torna in voga ma questa volta ancorata non alla teologia ma alla ragione, vaga stella dell'Orsa da rimirar pensandosi ragionevoli. Allora avevano ragione i latini quando hanno inventato il termine "morale": mos, moris, "costume, abitudine, usanza", che per l'oggi vale, e per il domani non vale più.

22 Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore. 23 Abramo gli si avvicinò e gli disse: "Davvero sterminerai il giusto con l'empio? 24 Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? 25 Lontano da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?". 26 Rispose il Signore: "Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell'ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo". (Genesi, 18, 22-26)

Possibile che non si trovino cinquanta giusti a Gaza City?

lunedì 22 settembre 2025

Con tutti quegli incroci fra consanguinei, all'inizio dei tempi, c'è da capire perché non siamo tanto normali, Dio proibisce l'incesto solo nel Levitico, due libri dopo la Genesi, perché prima non se ne può fare a meno. Il carattere recessivo, scomparso nella prima generazione, riappare nella seconda, il difetto di Caino riappare in Lamech, padre di Noè, alla fine della generazione, mente Noè è più buono di Garrone. Caino, invece, in quanto primo uomo nato da un grembo materno, è subito tocco nel cervello. Caino e Abele sposarono per ordine divino le loro sorelle gemelle, Calmana e Deborah, perché non c'erano altre donne, e se Noè è nato normale c'è solo da ringraziare la buona stella (si rifarà tempo dopo, dopo il diluvio universale, quando maledirà il figlio di Cam, Canaan, solo perché suo padre lo aveva visto nudo: erano tutti suscettibili).

C'è una libertà locale che apparentemente permette di fare quello che in precedenza ci era stato proibito, e sulle ali dell'entusiasmo questa piccola libertà locale noi la proiettiamo negli iperuranici cieli dei massimi sistemi, e ne estendiamo smisuratamente le proprietà fino a farne delle ideologie che ispirano grandi movimenti politici, addirittura. Siamo chiaramente dei megalomani, vediamo libertà dappertutto, i risibili travagli della nostra ribellione giovanile assunti a regola metafisica per cui la libertà muove tutto l'universo, è un'idea semplice che si traduce in spot di macchine, di viaggi e di autostrade per l'Italia.