domenica 9 agosto 2020

Progresso

La digitalizzazione del rapporto medico/paziente è buona cosa, la chiarezza incontestabile dei caratteri stampati in vece delle zampe di gallina che i medici usavano vergare sui foglietti delle prescrizioni facilita di molto la vita ai farmacisti che dovevano precedentemente passare alcuni importanti esami di grafologia. In passato i medici erano tenuti a scrivere male apposta per questioni di prestigio sociale, sorpresi a scrivere a chiare lettere Mibefradil o Dexfenfluramina venivano immediatamente espulsi dall'ordine e ricoperti di piume e catrame. Celebre il caso del primario di pneumologia che vinto il primo premio a un corso di calligrafia dichiarò di essere imbianchino per non finire nei guai. Per fortuna il mondo va avanti e non accadono più certe cose che ormai ci fanno solo sorridere, e tutto questo grazie al progresso.

sabato 8 agosto 2020

Giudizi storici

Ancora quando sento parlare di Conte Premier la mia mente intende Antonio Mister, questo Giuseppe lo considera un impostore. Che c'entra Conte con Nembro, mi dico fra un tè e una fetta biscottata, se la prendano con Gasperini! È come con la destra e la sinistra, giacché non ho gattonato da piccolo non mi viene automatico distinguerle al volo, si aggiunga poi che sono mancino. Io questi al governo li tollero come una ineluttabile sciagura, tutti i governi italiani sono calamitosi, non nel senso della calamita, nel senso della sciagura.

giovedì 6 agosto 2020

Le Labrene

Come ne Le Labrene di Tommaso Landolfi ho in orrore i gechi. Non fanno niente!, dicono le zie, ma io non ho paura che mi uccidano, ho paura che mi cadano sulla testa. Ne avevamo due al mare, per vincerne l'orrore avevo chiamato il numero uno Ugo e il numero due Pier Marino. Ugo era grasso e senza coda, Pier Marino caudato e malnutrito. Ugo era entrato in cucina una sera sul tardi e si era infilato dietro un mobile guardandoci dritto negli occhi. Altro che animaletti paurosi, il figlio di puttana non mostrava alcuna intenzione di abbassare lo sguardo, anzi provocava. Decidemmo di rinchiuderlo dentro la cucina previa accensione di un fornelletto antizanzare (elettroemanatore) nella speranza di stordirlo o di indurlo a scappare da dove era entrato, funzionò. Con quale coraggio quella notte ci mettemmo a dormire nei nostri lettini non saprei, a volte siamo capaci di gesti straordinari, per non dire sconsiderati. Pier Marino si aggirava invece per la tromba delle scale ma la sua magrezza non testimoniava a favore delle sue capacità venatorie. Non sapeva scegliersi l'habitat, erano scale povere, già precedentemente battute da Ugo, non c'era più niente da inghiottire, neanche un moscerino. Queste entità inquietanti popolano gli appartamenti delle case del sud che hanno sempre l'aria di essere abitatrici provvisorie di una natura aggressiva e trionfante. Ugo lo rividi poi sul muro del terrazzo, lato strada, intento a ingollarsi un moscone. Pier Marino, sempre più magro, lo intravidi sul muro di casa al calar del sole, gli cadevano i pantaloni, non c'è da meravigliarsi se l'anno prossimo troveremo di lui soltanto lo scheletrino spolpato dalle formiche. Comunque l'uomo non si potrà dire vero dominatore del mondo finché non avrà debellato i gechi dalla faccia della terra, ed eventualmente la natura.

lunedì 3 agosto 2020

Aggiornamenti

Poi alla fine ha rinfrescato, lo diceva anche Kant, basta non uscire di casa e arriva tutto nella vita ("Allgemeine Naturgeschichte und Theorie des Himmels oder Versuch von der Verfassung und dem mechanischen Ursprunge des ganzen Weltgebäudes, nach Newtonischen Grundsätzen abgehandelt", pagina 4). Non è tanto il caldo quanto l'umidità, i primi a risentirne sono i capelli. Gli esperti consigliano di asciugarli bene prima di uscire e usare solo spazzole di setole di cinghiale. Le signore cinghiale lo sanno e si strusciano tutto il giorno contro il vello dei maritini per avere il manto morbido e lucente. Per fare un esempio a Bagdad oggi c'erano quarantatré gradi ma l'aria era così secca che i piccioni cadevano a terra già arrostiti, mentre a Jaipur già lessati, con le carote. L'umidità è tutto.

sabato 1 agosto 2020

L'aggrumazione degli elettroliti

Stiamo attendendo la pioggia come un'apparizione della Madonna, c'è hype, è attesa per domani in tarda serata e dovrebbe riportare la temperatura sotto il limite della trasmutazione della pelle in colla vinilica. L'estate mette a dura prova le ghiandole sudoripare, esse partecipano alla regolazione della temperatura corporea mediante l'emissione del sudore, sono ghiandole glomerulari avvolte a gomitolo nel derma, le quali, oltre un certo grado di umidità, non riuscendo più a contrastare la tensione superficiale dell'aria iniziano a sudare esse stesse e ogni bicchiere d'acqua ingerita evapora all'istante affiorando immantinente a fior di pelle, la quale acquista la scivolosità di un'anguilla sciroppata: dunque mangiate tanta frutta, non uscite nelle ore più calde, trattenete la pipì altrimenti vi liofilizzate (scherzo, non fatelo, si va incontro alla morte).

Letteratura scientifica: “Questo sistema si dimostra però inefficiente qualora la pressione parziale di vapore acqueo in atmosfera sia maggiore di quella corporea: in questo caso il sudore non evapora e compare la caratteristica sensazione di bagnato in associazione ad un aumento della temperatura corporea”.

venerdì 31 luglio 2020

Too big to fail

Il Covid-19 continuerà a circolare, non è come quei virus anonimi, di madre ignota, che finita la campagna d'ottobre si fanno rubare la scena dalle promozioni di Costa Crociere, no, ormai abbiamo fatto la scelta del Covid e dobbiamo portarla avanti, fino alla fine, e la fine non arriverà mai perché è noto che i virus non finiscono, fanno dei giri immensi poi ritornano. Nemmeno un'epidemia di pecòla, la pèl dal cül cà sa descòla, potrebbe oggi soppiantare il Covid, il Covid-19 è ormai too big to fail.

mercoledì 15 luglio 2020

Sul sentimento di sicurezza e come non allarmarlo

Quello scombinato di Nietzsche aveva compreso che gli uomini sono guidati dal sentimento di sicurezza e che l'insicurezza per contro li fa star male quasi fisicamente, così poi gli uomini creano valori e cominciano a difenderli come ne andasse della loro stessa vita, e ci sarà pure da qualche parte nei saggi di Montaigne un qualche aneddoto legato a qualche personaggio illustre il quale, contraddetto in qualche sua fermissima convinzione, cadde malato fino a guastarsi la salute. Fatte le debite proporzioni, in tutti gli sfessati che oggi sui social perorano fino alla morte le loro cause, dalle più nobili alle più cretine, riecheggia il rintocco di questa campana, di questo irrinunciabile sentimento di sicurezza che sempre fu motivo, opposto a quello degli altri, di infinite lotte e infiniti dissidi sfociati addirittura nel sangue. Bisognerebbe mettersi dell'idea che l'unica cosa da conquistare è la fiducia in modo da offrire una sicurezza in cambio di un'altra: vasto programma.

domenica 12 luglio 2020

Impossibilità

Non c'è modo di accordarsi sulla libertà di espressione, la libertà, essendo un errore (il libero arbitrio non è dimostrato), è un concetto che continuamente si contraddice e bisogna farsene una ragione: la libertà è una forma di decoro civile che ahimé non è un dato di natura. 

sabato 11 luglio 2020

Le affinità elettive

Che la Lega abbia raccolto l'eredità della base elettorale del PCI è il segreto di Pulcinella, non hanno idea di chi votava il PCI, Salvini è più Peppone di Zingaretti, il PCI era populista. È una miopia dovuta a un eccesso di idealizzazione: ora tutti a stracciarsi le vesti in difesa di un'idea signorile del comunismo, quella di Berlinguer, per rimarcare la distanza fra il trucido e il galantuomo, ma qui casomai ci sarebbe da domandarsi, orgogliosamente sbandierate le origini comuniste del movimento padano, perché il socialismo a un certo punto tenda a sbracare nell'autoritarismo, che sia di cartone o meno: non è appropriazione culturale, è affinità elettiva.

martedì 7 luglio 2020

Ornamento e delitto

Il microblogging ormai basta e avanza, non c'è ragione di scrivere cose lunghe o troppo verbose, in fondo ogni lenzuolata racchiude già in sé una tesi di fondo che può benissimo essere riassunta in due righette comode (che c'avranno tanto da scrivere quelli che vincono lo Strega, poi, non si sa, siete vecchi, ormai solo i boomer ambiscono alla forma romanzo). 

martedì 30 giugno 2020

Per una corretta prospettiva storica

Siamo tutti discendenti di assassini e grassatori, nel nostro DNA abbiamo le razzie dei Galli e dei Celti che uscivano dalle loro spelonche per depredare e stuprare l'impossibile, alla meno peggio dei Greci e dei Latini che all'occasione sapevano essere crudeli come tutti gli altri, però nel tempo ci siamo inciviliti fino a prendere la posa dei paladini della giustizia e nella statua abbattuta e nel vilipendio dello schiavista oggi ci ricostruiamo l'onorabilità, tra l'altro attingendo a quello stesso pozzo di violenza che spesa per la buona causa ci sembra di averla purificata fino a renderla più buona da bere e benefica per l'organismo. Siamo quel che siamo, facciamo quel che possiamo, siamo gli stessi poveri scemi di sempre ma le suggestioni del presente ci danno l'impressione di essere uomini migliori.

lunedì 29 giugno 2020

Heritage

Adesso abbiamo il termine appropriato anche per chi nasce da "two separate races": biracial. Inglese, linguaggio tecnico. Sono ossessionati dall'heritage gli anglosassoni, non esistono razze, solo quella umana, ma intanto la menano tutto il giorno con l'identità, tanto che sulla pagina wikipedia di Keanu Reeves, uno a caso, vieni a sapere che è figlio a "Samuel Nowlin Reeves Jr., un geologo statunitense di origini inglesi, native hawaiiane, cinesi, irlandesi, portoghesi, filippine (e forse anche olandesi, italiane, francesi e vietnamite), e Patricia Taylor, una ballerina e costumista inglese originaria dell'Essex", ma solo perché non le hanno fatto il tampone, sennò veniva fuori che era catanzarese per parte di nonna. Ma quanto son scemi. Da queste parti si dice: di chi sei figlio? Sono figlio delle stelle, signora, figlio della-notte-che mi gira intorno.

domenica 21 giugno 2020

Lavori sforzati

I milanesi producono spocchia come le api il miele, manco se ne accorgono, è nella loro natura, come i napoletani le pizze e i neri che hanno il ritmo nel sangue. Giuseppe Sala invita tutti a ritornare a lavorare, che da casa l'è minga un laurà, il lavoro deve puzzare del tanfo di un Molino Dorino alle sei di mattina sennò non forma il carattere. Poi ci sono anche i milanesi simpatici, io ne ho conosciuto uno su internet, una rarità.

Le buone intenzioni, l'educazione

Ricordavo più naïves le famiglie in vacanza, con gli ombrelloni sottobraccio e le seggioline e gli immancabili palloni rimbalzanti sul selciato, tump tump tump, strascicanti le ciabatte con le braccia penzoloni come uomini poco sapiens (o sapientes) per via delle zucche cotte sotto il sole, e invece sarà stato il lockdown o la paura del contagio ma mi sembrano tutte più compite, intristite da una specie di bon ton imparato sui social, perché non è vero che ci si litiga soltanto, si apprendono anche le buone creanze su internet, per poi fartele pesare, per denunciare la maleducazione, per fare della delazione, per sentirsi migliori degli altri, che non è che un'ulteriore forma di maleducazione però molto ipocritamente mascherata da buone maniere. Ci hanno rubato tutto, fin l'innocenza del passato.

venerdì 12 giugno 2020

La mia posizione

Ohi, tirar giù statue per sconfiggere il razzismo è come combattere la malaria una zanzara alla volta, una dispendiosa guerra contro il vettore mentre l'agente patogeno mantiene intatta la sua carica. Capisco che lo slancio sia tutto in una rivoluzione, che oltre a non essere un pranzo di gala non è nemmeno un esame di logica proposizionale, che viene bene solo se è fatta col cuore, e ho detto cuore, ma mancano le teste pensanti, manca l'intelligenza, lo strumento sottile, manca insomma l'astuzia, non basteranno mille campagne di sensibilizzazione per una questione che ahimè è vecchia come il mondo: meno slogan e più fatti, meno cartelli e più amicizia fra i popoli africani (ho detto bene?).

mercoledì 10 giugno 2020

Vaste programme

Gente di destra e di sinistra che si muove a sciame trovando nel proprio alveare il bias di conferma di cui necessita per stare bene con se stessa, e il mondo vien fuori quella pappetta sciapa e puerile che è. Mettono un disclaimer davanti a Via col vento, "questo film contiene visioni antiquate che non corrispondono agli attuali standard di civiltà" ma far germogliare nelle zucche magari una certa finezza del giudizio, di quello, neanche l'ombra. Vaste programme. Chiusi nel proprio bias, ognuno si cura del proprio. Dice la Rowling, quella che scrive libri sui maghetti, che per lei esistono solo due sessi. Ben vengano, io ci metterei anche gli ermafroditi, sono tutti figli del Signore, ma non mi si venga a fare da un lato la difesa dei sacri valori o dall'altra l'enumerazione infinita delle categorie sessuali, un terzo uomo, due terzi femmina, un quarto agnostic*, ecc., quella è roba da fissati.

martedì 9 giugno 2020

Il nonno

[a reminder]

Mio nonno era un pacifico comunista che i politici li voleva mettere tutti al muro, votava i comunisti perché erano gli unici onesti, perché il PCI era il Movimento Cinque Stelle del secolo scorso, solo con un po' più di velleità ideologiche, e gli Onorevoli li chiamava "Magnorevoli", nel senso che si mangiavano i soldi, tranne Togliatti, Longo e Berlinguer. Mio nonno odiava Craxi almeno quanto noi odiavamo Berlusconi, anzi ha fatto in tempo ad odiarlo anche lui ma non come aveva odiato "Il Crassi", che gli ricordava il Duce. Crassi fu anche il primo politico che ho odiato anch'io, per emulazione. Sui costumi della società invece era di destra reazionaria: mi proibiva di portare i jeans, di mangiare bastoncini e sofficini Findus perché erano novità troppo nuove del progresso (ma poi mi portava le Fiesta e le Girelle Motta che chissà perché erano consentite), detestava le donne che fumavano perché non stava bene e quelle che portavano i pantaloni perché erano delle poco di buono. A lui i capelloni gli facevano schifo, preferiva i "cappelloni", cioè i film dei cowboy. Vestiva elegante come un marsigliese, con il gilet e il gessato color navy, e il Borsalino era l'unica corona degna di cingere la sua testa. Grazie a tutti i voti che diede al PCI contribuì in modo decisivo alla nascita del progressismo italiano incarnato dal PDS-DS-PD, anche se non sarebbe stato per niente d'accordo a concedere i diritti agli omosessuali, che per lui erano tutti finocchi. Questa è la vita che è fatta di tante contraddizioni ma se pure abbiamo offeso qualcuno credetemi che non lo si è fatto apposta.

lunedì 8 giugno 2020

Dio salvi la regina

Non solo imbrattano la statua di Churchill perché era razzista, ma capace che non studiano nemmeno i Greci perché erano pedofili. Sono convinto che si può combattere il razzismo restando intelligenti.

domenica 7 giugno 2020

Gli Stoici

Se il fato ha già minuziosamente stabilito ogni cosa allora virtù sarà lasciarsi condurre da quanto ha disposto, senza opporre resistenza. Come un carro a cui si è legati da un guinzaglio, più ci si accorderà alla sua andatura e meno si soffriranno gli strattoni. Questo è il grande insegnamento della scuola stoica, l’imperturbabilità di fronte alla sorte: l’atarassia.

Gli Stoici su Narrate Uomini

sabato 6 giugno 2020

Slanci

La partecipe vicinanza espressa oggi dai bianchi alla comunità nera mi ricorda un po' certi slanci di mio nonno verso i neri, che bisogna volergli bene, poveretti, è mica colpa loro se sono fatti così.

venerdì 5 giugno 2020

Patologie congenite

La stanno risolvendo in modo razionale. Mentre qui noi si fa a borsettate, la questione razziale se ne sta un po' annoiata in disparte levando gli occhi al cielo aspettando che quelli la piantino finalmente di azzuffarsi, coltivando fra sé e sé il sospetto che dopo tanto clamore ritornerà tutto esattamente come prima. Ma che credete, che il bianco cambi idea perché ha preso una sprangata in più sulla testa? Ma quanto siete grulli, al contrario vorrà la rivincita, perché si è formato nell'ideale greco dell'agonismo. Forse è l'uomo che nasce ammalato e produce la violenza come il naso il muco.



Kasimir Malevich
Black Suprematist Square
(Quadrato suprematista nero)
1914-15
olio su tela
79,5 x 79,5 cm
Galleria Statale Tretyakov
Mosca

mercoledì 3 giugno 2020

Epicuro

Curiosa la sua teoria della sensazione: quello che giunge ai sensi è in tutto e per tutto un simulacro dell’oggetto percepito, i simulacri vengono emessi in continuazione dagli oggetti e attraversando l’aria può anche accadere che si degradino, sì che una nave lontana ci può apparire piccola e di forma imprecisata, mentre da vicino grande e piena di dettagli. Che l’oggetto esista in una sua forma precisata è per Epicuro fuori discussione, ma sicuramente anche il suo simulacro è oggetto vero, sia quando appare grande che quando appare piccolo, teoria, questa, che forse si sarebbe potuta correggere inforcando un semplice paio di occhiali.

Epicuro su Narrate Uomini

L'indignato intermittente

Della realtà non ci si può fidare, a giudicarla dagli organi d'informazione cambia repentinamente d'umore come una femmina che ha le sue cose, e mi si dirà che questo è sessismo, ma anche il sessismo è turbamento passeggero e tocca le coscienze a giorni alterni, non si fa in tempo a poggiare lo sguardo su una questione che il giorno dopo tutto l'apparato etico e morale che si era faticosamente messo in piedi non fa più presa, non fa gioco, non interessa più, rimpiazzato dal mattatore del momento. Io avevo cominciato ad avere delle idee chiare sul Covid quando ad un tratto mi si è tramutato in raffreddore e adesso è improvvisamente ritornato etico fare assembramento per manifestare contro il razzismo, ad esclusione però degli assembramenti di destra che sono invece ancora eticamente riprovevoli per motivi sanitari. Io oggi sono contro il razzismo ma per non fare torto a nessuno sono ancora contro il Covid, contro il sessismo e contro le stragi del sabato sera.

lunedì 1 giugno 2020

Sconfiggere il potere, con stile

Dove sono andati a finire, dico io, gli eleganti antifa di una volta, quelli nominati ancora efebi primi lord dell'ammiraglio con le loro divise pazzesche piene di nappine e di alamari, divani vittoriani, principi dell'understatement, incubo delle Singer, i Winston Churchill, i Neville Chamberlain, perché antifa non debba per forza essere sinonimo di scarpe da ginnastica e pantaloni a sacco ma anche di eleganza e di buon gusto nel vestire. Questo ahimè è il prezzo che dobbiamo pagare a una sinistra che si è scelta Banksy come modello estetico di riferimento quando invece si può benissimo sconfiggere il potere anche vestendo spezzati di un certo pregio, come per esempio quelli del Gruppo 63.