L'affaire Marino è anche divertente, del resto, perché mai Marino dovrebbe farsi da parte se non viene formalmente sfiduciato, per la storia degli scontrini? Andiamo... in politica fai un piacere a un villano e si resta con una merda in mano (supponiamo che il villano sia Renzi). Quanto a Orfini, che vi devo dire? Intangibile (una barba non fa primavera). Per cui la ribalta è tutta del nostro caro sindaco, che ringalluzzito dall'agio concessogli rigonfia il petto e si lancia in voli pindarici fra slogan della Resistenza e motti del Che Guevara. Marino. E il Che Guevara. Voi direte: e che c'azzecca? E qui che sta il comico, perché al nostro la vanità non fa difetto e niente di più spassoso della vanità che sbrodola nelle manie di grandezza (e lo sbrodolar ci è dolce in questo mare).
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lunedì 26 ottobre 2015
giovedì 8 ottobre 2015
Per la certezza del diritto
A questo punto proporrei una clausola "soddisfatti o rimborsati", per non dover ricorrere ogni volta allo scandaletto tirato per i capelli, per avere la certezza del diritto in questo paese in cui per far dimettere un sindaco, un governatore o addirittura un premier bisogna inventarsene di ogni, e le olgettine, e i Tutino e i girarrosto toscani: non va bene. Proporrei una finestra di tempo adeguatamente studiata per verificare se l'eletto sia in grado di corrispondere alle aspettative, dopodiché, una volta accertata l'inadeguatezza, prima della scadenza indurlo a decadere per legge e non per puttanata. Utopia? Chi lo sa, in fondo abbiamo vinto il referendum sul divorzio, mai dire mai.
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