martedì 1 dicembre 2020

Fremdschämen

La simpatia di Lilli Gruber che chiede al nuovo commissario alla Sanità calabrese Guido Longo, uomo di commendevole gravità, se la moglie ha avuto qualcosa da eccepire sul fatto di essersi trasferito a Catanzaro. A Guido Longo, formatosi professionalmente in Calabria, già questore di Caserta, Palermo e Reggio, prefetto di Vibo Valentia, non gli si è mosso nemmeno il sopracciglio, si vedeva che stava lì per senso del dovere. Me la vedo in redazione Gruber che dice: diamo una nota di colore, facciamo i simpatici, citiamo la vicenda di Eugenio Gaudio, ex rettore della Sapienza, che rinunciando alla nomina addusse come motivazione il rifiuto della moglie di trasferirsi a Catanzaro. Non so voi ma quando Gruber accenna a una battuta un brivido mi corre lungo la schiena, è Fremdschämen. Del resto s'è formata questa narrazione per cui nessuno vuole trasferirsi a Catanzaro, soprattutto le mogli degli equites, perché Catanzaro è distante dall'Urbe e per di più è ventosa. Eppure hanno le strade a Catanzaro, è arrivato il telefono, ci sono gli estetisti, i parrucchieri, i chirurghi plastici, insomma, tutto quell'apparato della modernità che garantirebbe una vita dignitosa anche alle mogli dei prefetti mandati da Roma. La temperatura media massima raggiunge i 28,1° in estate e scende a 6.3° in inverno, serve il cappottino, se ne trovano a prezzi da via Condotti a Catanzaro, non sarà Bolzano ma anche a Catanzaro l'italiano è lingua franca. Che imbarazzo, per Lilli Gruber.


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