Mi trovo dunque avvolto in queste nebbie, ancora non mi smuovo dall'idea che queste nostre povere vite siano come cuspidi che emergono momentaneamente dall'indefinito per poi ritornarvi, sciolte per sempre, mute per l'eternità. Troppo poco il tempo che ci è concesso. Già gli esseri umani mi appaiono grotteschi, dal più notevole al più insignificante, incomprensibili enigmi, scherzi della natura, colture microbiche. Le innumerevoli generazioni una sciocchezza, le scariche di diarrea di Kronos, che divora per il gusto di divorare, senza discernere, senza guardare. Non ero dunque il più adatto a darvi ragguagli sulle leggi morali.
venerdì 16 gennaio 2015
giovedì 15 gennaio 2015
Greco col greco e giudeo con il giudeo
Una settimana appena e già l'occidente si arena sull'opportunità di concedere a tutti, anche ai suoi nemici, la libertà di espressione. L'Europa ha un cuore grande, saranno le sue origini cristiane. Personalmente invece non mi scandalizzerei se venissero meno certi slanci idealistici, specialmente ora che pure il buon Francesco sarebbe disposto a fare a pugni pur di difendere l'onore di mammà* (ciascuno tiene alla sua roba).
A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra. (Luca, 6,29).
Dico, lo ha detto Cristo, mica Varuna, lo ha scritto Luca, mica Fabio Volo. Comunque Francesco tutto un altro aplomb, quello a fare tutte le sue sottili distinzioni sul «timor di Dio», questo qui cresciuto nei peggiori bar di Caracas. Son tempi duri.
mercoledì 14 gennaio 2015
Il primato della volontà
«Mentre ogni genere di conoscenza, anche l'intuizione del mondo esterno, si impara, il volere si presenta già pronto e compiuto, tanto che il neonato mostra fin dall'inizio il suo volere più risoluto in atti il cui carattere maldestro è da attribuirsi solo alla totale mancanza di conoscenza. Esso vuole nel modo più veemente, sebbene non sappia cosa vuole. [...] egli compie subito atti volitivi - si muove con violenza, grida, succhia avidamente il seno materno, eccetera - e mostra così che è solo il volere a costituirne l'essenza. [...] la vita animale ha bisogno dell'educazione, quella organica si presenta subito compiuta». (Il primato della volontà, A. Schopenhauer).
Sono crollato con tutta la cena sullo stomaco, avevo sonno, e come spesso accade quando ci si corica nelle ore più impensate il tempo prende una strana piega. Sentivo squillare il telefono e sognavo di essere in ritardo convinto che fossero le nove e mezza di mattina, così, mentre rispondevo, quasi ero tentato di dire: «Sono in ritardo!». Stupefacenti queste allucinazioni, le quali, in quanto a intensità, non sono meno vere del vero. Dicono, i sacerdoti della Wheeler–DeWitt equation, che il tempo è un pregiudizio macroscopico e che nella realtà esistono solo relazioni, una vastissima arena atemporale in cui tutto è già rappresentato, quel che è accaduto e quello che accadrà, quella che ci appare come coscienza è semplicemente l'effetto dei picchi di probabilità della funzione d'onda. Detto questo, agisce sotto la rappresentazione qualcosa che ci spinge ad essere, a mettere in moto la proiezione (mai sottovalutare gli effetti lisergici della cattiva digestione).
lunedì 12 gennaio 2015
Quiz
«Le popolazioni dell’Africa e
dell’Asia ammirano, sì, le prestazioni tecniche dell’Occidente e
la nostra scienza, ma si spaventano di fronte ad un tipo di ragione
che esclude totalmente Dio dalla visione dell’uomo, ritenendo
questa la forma più sublime della ragione, da insegnare anche alle
loro culture. La vera minaccia per la loro identità non la vedono
nella fede cristiana, ma invece nel disprezzo di Dio e nel cinismo
che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà ed
eleva l’utilità a supremo criterio per i futuri successi della
ricerca. Cari amici, questo cinismo non è il tipo di tolleranza e di
apertura culturale che i popoli aspettano e che tutti noi
desideriamo! La tolleranza di cui abbiamo urgente bisogno comprende
il timor di Dio – il rispetto di ciò che per l’altro è cosa
sacra. Ma questo rispetto per ciò che gli altri ritengono sacro
presuppone che noi stessi impariamo nuovamente il timor di Dio».
Chi l'ha scritto?
1. Mario Voglio la Mamma Adinolfi;
2. Giuliano Cristiano Giudaico Ferrara;
3. Snack di Snack & Gnola;
4. Joseph Aloisius Ratzinger.
Chi l'ha scritto?
1. Mario Voglio la Mamma Adinolfi;
2. Giuliano Cristiano Giudaico Ferrara;
3. Snack di Snack & Gnola;
4. Joseph Aloisius Ratzinger.
L'inemendabile
[Parentesi filosofica, almeno finché possiamo permettercela]
Ancora due paroline su Maurizio Ferraris e il new realism*. Si sa che i nuovi realisti cercano la realtà oggettiva e inemendabile in polemica con l'ermeneutica postmoderna per cui tutto è interpretazione, e questa realtà inemendabile la cercano fuori dalla coscienza, notoriamente fonte di ogni possibile soggettività. E qui mi stupisco perché nemmeno più la fisica pensa una realtà ultima e inemendabile indipendentemente dal soggetto. Ora, non so se Ferraris ne è al corrente ma esiste una cosa chiamata meccanica quantistica per cui quella realtà 'esterna' che dovrebbe essere così oggettiva e inemendabile si comporta diversamente a seconda che il soggetto la osservi o meno. La mia posizione è che ciò che vi è di veramente oggettivo e inemendabile sia in ultima analisi proprio la correlazione fra soggetto e oggetto, che non esista un dentro e un fuori in quanto esiste solo correlazione fra elementi costitutivi della realtà (che siano monadi, omeomerie, particelle, funzioni d'onda, stringhe o reti di spin). Se Ferraris e i nuovi realisti vogliono dunque qualcosa di realmente oggettivo e inemendabile eccoli serviti. Non va bene? Forse il vero obiettivo non è tanto tentare di scovare la natura ultima della realtà ma è semplicemente non darla vinta al povero Vattimo? Il quale, ben inteso, spesso è ottenebrato dalla vis polemica proprio quanto il Ferraris. (ah, e comunque l'albero che cade non fa rumore se non vi sono orecchie in ascolto, il suono è una proprietà emergente dell'apparato uditivo, non certo dell'albero, a meno che non si tratti di un Ent e in quel caso, ma solo in quel caso, si ascolterebbe cadere).
domenica 11 gennaio 2015
On continue à l'appeler Trinité
[passami la feluca]
Vive la France, vive la République!
La vedo male per i nostri figli, troppo molli, mancano di force de frappe. La legione straniera ci vorrebbe, altro che boy scout! Pessima cosa aver abolito la naia. Io imparai a guidare, al militare, e a pelare le patate à la julienne. Si vous me touchez, je te tue. Da noi pensano di fare una gran cosa portando i cani a fare i bisognini davanti alle macellerie, una puzza, ieri, mischiata all'odore di candeggina. Marchons, marchons! Qu'un sang impur abreuve nos sillons! Dispettucci da quattro soldi, cascami dell'orgoglio occidentale. Invece di rincoglionirli con dei giochini da educande ai nostri figli bisognerebbe insegnare a fare gli origami di ghisa, solo così avremo qualche possibilità di cavarcela, lo volete capire o no che questo è un attacco all'occidente giudaico cristiano? Io da parte mia credo negli dei greci ma non per questo sottovaluto il pericolo (è una fissazione quella di Ferrara, fossimo buddisti ci lascerebbero in pace?). Ci ho pensato su e credo che vogliano le nostre donne. Le bionde svedesi, le tedesche dagli occhi di ghiaccio. Non credo si spingeranno fino in Islanda, l'hákarl è criptonite per i semiti, non tengono gli enzimi (vi siete mai chiesti perché non ci sono islamici in Giappone?).
sabato 10 gennaio 2015
Le Moire
Il guaio delle religioni sta nel considerare come innate e naturali circostanze puramente accidentali come il luogo di nascita, la foggia degli abiti e dei costumi, le tradizioni gastronomiche. Dissi a un ebreo: «ma non hai freddo con quel coppolino in testa, non sarebbe meglio un berretto?», mi guardò stupito ma la cosa finì lì perché per lo più gli ebrei si sono inciviliti (dicono abbiano pure il senso dell'umorismo, ma è un po' come i negri che hanno il ritmo nel sangue). Stessa cosa coi cattolici se gli fai notare che a te l'ostia rimane un po' insipida, meglio quella del torrone. Prudenza invece con gli islamici se invece del ramadan consigli la dieta a zona (dovrò giusto addentrarmi nel quartiere mussulmano, oggi, metterò il giubbotto). E così ci si ammazza per le kippah, le hanukkah e un sacco di altre cose che finiscono per "ah", litigano sui felafel, quelli che girano in caftano e gli altri coi payot (le tre monoteiste sono una jattura, non mi stancherò mai di ripeterlo: la prima tende il filo, la seconda lo avvolge, la terza lo recide).
venerdì 9 gennaio 2015
Pietà l'è morta
E' il turno di quello sciccóso di Bernard-Henri Lévy: «Islam contro Islam. Luci contro la Jihad [nota per la traduttrice, mi risulta sia s.m.]. La civiltà pluralista d’Ibn Arabi, di Rumi e dei trattati di ottica di al-Haytham, contro i nichilisti dello Stato Islamico e i loro sicari francesi»*. I trattati di ottica di al-Haytham, certo. Le guerre puniche, l'invenzione della ruota. Già il fatto che occorra risalire all'anno 1000 per dargli il contentino la dice lunga di quale bel servizio renda all'Islam il nostro Alain Delon. Deh, sapete che l'Is discende dai Sumeri? Proprio loro, gli inventori dei sottovasi in argilla. E' il qui ed ora che conta, pietà l'è morta e non dobbiamo spiegazioni.
giovedì 8 gennaio 2015
Sujétion
Io non indugerei tanto nell'analogia con il tardo ellenismo, a questo punto rilancerei e punterei piuttosto sulle suggestioni della crociata albigese. Umberto Eco ammette che l'Europa, come nel romanzo dello sdentato, potrebbe un giorno cedere all'Islam se non altro per naturale ricambio generazionale, «del resto è già successo in Asia, i mongoli in Cina, ecc.» È chiaro che tutti i grandi cambiamenti ci terrorizzano, «ma in fondo sarebbe terrorizzante anche immaginare un outlet al posto del Duomo». No davvero. Eccola qui la solita snobberia dell'intellettuale, il disprezzo della banausia, come se il grande problema fosse il consumismo. Poverini, bisogna capirli, noi li bombardiamo coi droni e a loro non resta che il terrorismo, non li giustifico, però li capisco (Massimo Fini). Non ce n'è uno che si salvi, non uno che non si tiri in qualche modo la zappa sui piedi. L'occidente ha una predestinazione alla libertà di pensiero (e cioè non è libero di essere libero, ne ha l'obbligo), ma per un mal inteso senso di onestà intellettuale si sente come in dovere di autopunirsi almeno con una critica per ogni orgogliosa rivendicazione della propria valenza. Vorrei tranquillizzarli, questi intellettuali, siete nel giusto quando vi preoccupate dell'Islam, non dovete espiare con il cilicio, che siano dunque queste le origini giudaico cristiane di cui va cianciando Ferrara ad ogni piè sospinto? «Un atto di intimidazione e di sottomissione che vira verso il cuore
dell’occidente giudaico cristiano e delle sue libertà impertinenti». Vaglielo dire ai catari, diglielo a Giordano Bruno. Piuttosto questo è un attacco contro l'occidente ateo e laicista, quello illuminista che non crede nel paradiso, al '68 di Wolinski, quello pieno di figa (e chi l'ha visto mai? Giusto il marchese Fulvio Abbate, beato lui). Insomma, nemmeno se gli tiri un pugno sui denti. Veramente di questo passo il destino è la Soumission, è algebrico. Noi non abbiamo l'obbligo di amare tutti, non abbiamo l'obbligo di salvare tutti, noi siamo l'occidente e abbiamo tutto il diritto di continuare ad esserlo (e un po' di orgoglio, Cristo Dio!).
mercoledì 7 gennaio 2015
martedì 6 gennaio 2015
L'intellectuel s'ennuie
La civiltà occidentale è esaurita,
sfinita, ce lo dicono gli intellettuali francesi, i quali, in quanto a sfinimenti intellettuali, sono da sempre all'avanguardia. Premetto
che non riesco a leggere Houellebecq, la dolente incomunicabilità
del tabagista con la piorrea. Ma pare che dalla lettura del suo
ultimo libro scaturisca una sorta di parallelismo fra il tardo
ellenismo e l'età contemporanea, quel periodo in cui gli stoici e
gli epicurei, veri laici dell'antichità, cominciarono a lasciare il
passo ai neoplatonici e poi al cristianesimo, il quale si pappò
l'Europa in un sol boccone e ne cominciò la lunga digestione
destinata a durare un millennio o su per giù. Verrà un giorno,
scrive il nostro, in cui il partito dell'Islam moderato sfiderà il
Front National e democraticamente conquisterà i cuori e la
maggioranza dei francesi; l'Europa, proprio come fu cristianizzata,
questa volta verrà islamizzata e nuove speranze, nuova energia,
nuovi entusiasmi percorreranno trasversalmente la società europea
come un ricostituente iniettato per endovena. L'intellectuel s'ennuie
e si dà alla sottomissione, e perché s'annoia dovremmo fare come
lui: se mai mi capitasse, messo con le spalle al muro, di dover
scegliere fra Islam e Front National, senz'altro sceglierei il Front
National, voterei Salvìn, con tutti i peli delle ascelle. Ci mancava
solo la sindrome di Stoccolma.
lunedì 5 gennaio 2015
Giuliano l'apostata
Per il Quirinale ci vuole un regista puro, altro che arbitro imparziale, uno che prenda in mano la squadra e faccia da metronomo, un Pirlo, per intenderci, uno che abbia la faccia tosta di nominare i governi che più gli piacciono e gli altri che s'attaccassero pure al tram. A chi avrebbe qualcosa da ridire ricordo che oramai lo stile Napolitano è dato acquisito, è come il Fostbury, non si torna indietro. Ci vorrebbe un bel peso specifico per contrastare quello di Renzi, ci mettessero un Fantocci qualsiasi, per esempio, il royal baby farebbe il bello e il cattivo tempo... a proposito, ce l'ho: Giuliano Ferrara. Il mio nome per il Quirinale è Giuliano Ferrara. Tempi duri per i laicisti ma in compenso uomo di grandissimo spessore. Garantista eccellente, poi, antidoto al politicamente corretto. Più picconatore di Cossiga, più inviso di Leone, che pur nominò Berlusconi cavaliere del lavoro. Animo! I tempi son cambiati e ci vogliono scelte coraggiose, questo è quanto.
domenica 4 gennaio 2015
Oṃ
Ho scelto l'ascesi, mi ha scelto lei. Attaccarmi troppo alla vita, farmi sballottare dai flutti delle pulsioni non è proprio cosa che fa per me, guardarla invece da lontano, con un certo distacco, mi restituisce serenità, la visione d'insieme il senso e la posizione. Mentre lavi i piatti, il suono dell'acqua che scorre come cascata su monte Hyjal, lo Svelto Azione Anti-Odore Aceto & Limone Verde come profumo di bergamotto su colline di Radaluna. E mentre sgrassi pentole con movimenti automatici della spugna (dai la cera, togli la cera), la mente penetra la materia e buca la prima e la seconda parete, si avvicina al noumeno, quasi puoi sentire sotto le dita le repulsioni elettromagnetiche, il collasso delle singole funzioni d'onda, almeno fino a quando non ti si fredda l'acqua e capisci che non si formeranno mai abbastanza micelle per sperare di sgrassare anche la pentola del brodo. Se non puoi sgrassare la pentola del brodo puoi scegliere di percorrere due vie. Quella occidentale: rifai l'acqua e raddoppi la dose di detersivo. Quella orientale: accetti che al mondo possa esistere una pentola non perfettamente sgrassata, pensi alle pentole di Biratnagar del distretto di Morang nel Nepal sud-orientale e te ne fai una ragione.
Eroi nel vento
Ho seguito questo tentativo di fare del comandante della Norman Atlantic l'eroe buono per riscattare l'immagine della marina e contrapporlo a quello cattivo, in una sorta di palio delle repubbliche marinare, La Spezia contra Amalfi, ma il tentativo s'è strozzato già dalle prime dichiarazioni dei camionisti greci (o grechi), "nessun allarme", "nessun aiuto", nemmeno dall'impianto antincendio, ecc. Ora, senza entrare nel merito delle responsabilità nautica e commerciale e al netto della nebbione mediatico (serviva la storia edificante sotto le feste di Natale), quel che rimane è la solita vicenda del traghetto allestito alla meno peggio per starci dentro con i costi, che il più delle volte ti va anche bene, ma capita quella giornata eccezionale che tutto può girare male, vuoi perché il traghetto era sovraccarico e la biglietteria un po' svagata, vuoi perché le autobotti toccavano il soffitto e sfregavano fra di loro, vuoi perché il mare era grosso e contro madre natura alla fine ci si può fare solo il segno della croce. Però una cosa bisogna dirla, che al comandante Giacomazzi non è capitato di scivolare accidentalmente dentro una scialuppa e questo è già qualcosa (il povero traghetto contro la lussuosa nave da crociera, tutto un altro milieu).
sabato 3 gennaio 2015
Querelle des Anciens et des Modernes
Avrei voluto scrivere qualcosa se non fosse che mi è venuta pure la congiuntivite molesta (la blefarite), quella che ti ritrovi con gli occhi tutti appiccicati, e poi di nuovo tosse e raffreddore, così ho tagliato la testa al toro e mi sono dato al riposo assoluto. Tanto, che dobbiamo raccontarci di così urgente? Al momento niente. Mi hanno offerto un lavoro in Cina, chief stylist di una divisione a Wēnzhōu, provincia di Zhejiang, sottoprefettura di Bao Gong. Ma mi vedete, a me, in Cina?
Scherzavo, era un pretesto per lanciare l'RVM di questo specialissimo corpo d'avanguardiste cinesi fra suggestioni alla Sailor Moon e divise della China Airlines. Non so se preferirlo all'equivalente nordcoreano, magari rimasto un po' ancorato ai vecchi stilemi, dal maròn alla calza contenitiva venti denari, ma in compenso con quel delizioso saltellino da ballerine che quasi le fa fluttuare per aria conferendo all'impasto una sua leggerezza tutta particolare. A voi l'ultima parola.
martedì 30 dicembre 2014
Confabulazioni, incoerenza, angoscia
Ho il mal di gola da sabato, ho avuto la febbre, in un orecchio ho un camion col motore acceso (altro che acufene). Mi trovo in uno stato di costante e dolcissimo rimbambimento. La sera mi faccio la borsa dell'acqua calda, sciabatto per casa in pantofole e babbucce, quelle della zia (se non ci fossero le zie...). Lo so, non è una gran bella immagine per un filosofo, eppure sono convinto che Kant facesse lo stesso, doveva far freddo lassù in Prussia. Ho questa immagine di lui in camicia da notte e berrettino, con una candela in mano, devo avere visto la caricatura da qualche parte. Il freddo che doveva fare una volta non lo si può nemmeno concepire, l'umidità, poi. Ecco, adesso sento il mare, il camion deve essere partito. C'era gente a Nantucket che prendeva il mare con la neve e se la viaggiava sulle navi... ora è più un brusio, tipo vernissage con spumantino e rinfresco. Ero lì che curavo la pasta e fagioli, ho lasciato aperto un attimo, vai a capire, avrò preso freddo. Nevicava. Nel delirio della febbre splendide aurore boreali e biondissime vichinghe che si infilavano nel letto, davvero mi sarebbero tornate utili, come scaldini. Che fine avrà mai fatto Helena Fourment dalle formidabili carni, modella e poi sposa di Rubens? Pure lei disgregata, dissolta nella tormenta infinita degli atomi che scandisce il passare del tempo e la storia... devo prendere l'antibiotico.
Pietro Paolo Rubens
"L'origine della Via Lattea"
(particolare)
"L'origine della Via Lattea"
(particolare)
venerdì 26 dicembre 2014
Terms of endearment
Quest'anno ho regalato felpe personalizzate con scritto "FAMIGLIA", "PRESEPE", "TENEREZZA". Non sono poi così convinto che possano essere i decreti a far la differenza, a cambiarci il verso, certo questo potrà servire alla politica per giustificare il suo ruolo ma penso sia innanzitutto il carattere nazionale a determinare le sorti di un popolo e il carattere non lo si cambia a colpi di decreti attuativi. Ci vogliono circostanze favorevoli, ci vuole un certo brodo di coltura nel quale cuocere a fuoco lento i più divergenti interessi e i più disparati costumi locali e nonostante ciò, di questa ribollita, non si potrà mai prevederne con esattezza la riuscita e il gusto che andrà a prendere, è come una pozione magica, e non ci siamo caduti dentro da piccoli. Le inevitabili assonanze sull'asse Bagnara Calabra*-Berlino*, una Weltanschauung era possibile.
sabato 20 dicembre 2014
Operazione Varadero
Già vent'anni fa mi dicevano: "vai a Cuba che ne trovi quante ne vuoi!", già era un bordello (magari lo è sempre stato e sempre lo sarà), ma con quel pizzico di esotismo in più che ammaliava generazioni di disperati della Val Padana. Il comunismo di Cuba era un dato folkloristico, il valore aggiunto del brand. La tenerezza che mi fanno Gianni Minà e i comunisti dell'Europa latina, stregati dalle vecchie Oldsmobile smandrappate, fra reveries di Hemingway e campi da golf riconvertiti a case del popolo (puntuale il reportage sui colori de L'Avana del grande Steve McCurry, cantore di tutte le povertà del mondo). Ha vinto Cuba o hanno vinto gli Stati Uniti? Ha vinto il modello Varadero, ha vinto il principio di realtà.
mercoledì 17 dicembre 2014
Unbehagen
Di solito, quando dico "meglio non essere" (e intendo "non essere mai stato"), mi guardano come un appestato, come avessi detto chissà quale eresia e in effetti l'argomento esce solo in casi eccezionali giusto per non scandalizzare troppo i borghesi e per evitare di scivolare in forme di esistenzialismo caricaturale. Eppure mi parebbe una logica conseguenza. Mi si obbietta: ma non l'hai visto Benigni? La vita è bella, Dio c'è! (sole, cuore, amore. A proposito di cuore, sento ora una fitta allo stomaco e una strana tensione al braccio sinistro). Benigni che ci viene a dire che rubare è peccato contro Dio e contro Berlinguer (Berlinguer non è la Madonna). Genio. Non sto nemmeno qui ad incazzarmi che come avrete capito sono debole di cuore. Ritornando a noi... di solito, quando dico "meglio non essere", mi guardano come un appestato. Poverino, c'ha la gobba, la salute cagionevole, sempre sui libri, ci perderà la vista. Brutto, pure, con quel naso... giusto il suo amico Ranieri (bell'amico!). C'è pure una destinazione alla vita, sapete? Il non poter evitare di venire al mondo, in questo mondo che piace tanto anche agli atei. Contenti loro. Di solito la buttano sull'istintualità, s'attaccano alle gambe dei tavoli, alla fregola come l'originario e indubitabile, il mistico vitale. (Ve lo ricordate Benigni prima della cura, quando palpava le tette alla Carrà? Finita, ora Meister Eckhart gli fa una pippa). Non poter evitare di venire al mondo, questo è il problema.
domenica 14 dicembre 2014
Sentenza
Alle dispute nostrane sull'elezioni anticipate bisognerebbe contrapporre l'esempio giapponese: quando si è dimesso Shinzo Abe? Il mese scorso, un mese appena per farsi rieleggere con pieni poteri e pronti a ripartire. Ce la immaginiamo in Italia una cosa del genere? Qui ci vogliono i tempi tecnici, il governo di transizione, l'organizzazione generale dell'evento, manco ci dividessero distanze incommensurabili - dalle Alpi al Granducato di Toscana ai possedimenti meridionali - e ci portassero i risultati a cavallo. Vorrebbero togliere la potestà a Mamma Roma, trasferirla a Perugia, L'Aquila, Gualdo Tadino, come se fosse la salubrità del luogo a far la differenza e non invece lo stato dei costumi. Fassina ce l'ha con Renzi per via della nota battutina (è fatto così, l'è un po' bischero), ora, non si capisce se sta nel PD per giocarsela a duello o se veramente c'è qualcosa di concreto sotto tutto quel baccagliare. Evoca il grande sciopero generale di venerdì scorso, le grandi masse popolari in rivolta: non mi pare abbiano scosso l'opinione pubblica. Agl'italiani non interessano più gli scioperi. Venerdì io lavoravo, clienti e fornitori pure, tutto rientrava nella normalità, quel che resta dell'economia reale ha ben altro a cui pensare (mi si conceda una nuance di benaltrismo). Fassina è terribile, è «cistifellico, livoroso, vendicativo» (Enciclopedia Treccani, Dizionario dei Sinonimi e Contrari), praticamente ha dato ai renziani dei figli di Troika (questa sarebbe da rivendere a Renzi, fa il paio con la serie dei "selfie" e il telefono a gettoni). Mi piacerebbe proprio vederlo questo nuovo partito della sinistra di Civati. Ha detto bene Renzi che l'Ulivo non è un santino (maremma maiala, ancora con l'Ulivo!). Bòn, e con questo il mio dovere l'ho fatto, buonanotte.
lunedì 8 dicembre 2014
Dousing
Me lo sono goduto questo weekend, leggendo perlopiù di filosofia del tempo, spinto dall'interiore necessità di venirne a capo perché mi sento una cosa misera, collocata suo malgrado in una certa regione della realtà al solo scopo di attendere la fine. Voi non ci pensate perché magari considerate più pratico non pensarci, meglio per voi. In tutto questo mi si sono dischiusi innanzi anche un paio di gradevoli paesaggi, ovviamente fondati su argomenti inoppugnabili seppure poco frequentati. E' incredibile le cose che non notiamo presi come siamo dalla vita e ancora più incredibile quanto cocciutamente vogliamo che non vi sia altro. Chiamatela come volete, principium individuationis, isolamento della terra. Avvolti nel bozzolo dell'io che ci comanda, con i suoi imperativi e i suoi desiderata. Tutti gli sforzi che ci infliggiamo per vivere, per portare a casa la giornata, la corrutèla, le innumerevoli vicende che ci coinvolgono, con tutti gli innumerevoli gradienti di liceità che le contraddistinguono. Se non un sogno allora un incubo, una gran fatica, un lungo errare (nel senso dell'errore), un lungo orrore (nel senso dell'errare). La vita si patisce. E allora non sono io che voglio trascendere il mondo, è tutto il mio essere che me lo chiede, non per fare il santo o l'eremita, ma proprio perché mi trovo davanti a una volontà spossata che trova perlopiù ridicolo lottare, rimanere invischiata, insistere nel gioco. Questa sì che sarebbe pace, altro che volontà di potenza, un "sì" ma ben più placido, senza tutta l'enfasi e la pompa dell'esagitato e del cane in fregola.
domenica 7 dicembre 2014
Neuordnung
Vi ho mai parlato della mia cara zietta di Amburgo? Affettuosa come un gatto delle nevi, con quei suoi occhietti chiari e inespressivi, un concentrato di Ordnung und Disziplin, mai contenta, più mi impegnavo e più mi sgridava, "tuoi sforzi essere insuffizienti!", è colpa sua se non ho autostima. Invece della busta coi soldi mi regalava libri di contabilità, così finii per fare il contabile ma con la testa sempre rivolta all'antica Grecia. A proposito, guai fare cenno alla Grecia, la guancia le si contraeva in un tic e gli occhi assumevano un'espressione ancora più impenetrabile... "Foi popoli equatoriali essere scansafatiche!", sibilava, a voglia di intortarla con Leonardo e il Rinascimento, niente da fare, per lei contava solo l'hic et nunc e da lì bisognava partire. Non aveva mica capito la cara zietta che quelli che ad Amburgo si dicono "intrallazzi" in Italia si chiamano "posti di lavoro" (impossibile fare della Germania un paese latino, è una guerra persa).
giovedì 4 dicembre 2014
Mafia Capitale
Nessuno scandalo, proporrei eventualmente uno sconto di pena per chi s'impegnasse a delinquere in italiano.
Rebus sic stantibus
La parte che mi potrebbe interessare nell'immediato sarebbe la riforma degli ammortizzatori e i sussidi di disoccupazione, come al solito non ho ben capito in cosa consiste sia nei tempi che nei modi e al netto dei decreti attuativi, probabilmente ci sarà tempo per ingarbugliarla in inestricabile gnommero e rendere l'idea di base ancora più controintuitiva, di solito qui da noi le leggi sembrano redatte da un consesso di avvocati dislessici affetti da sindrome di Tourette. Speriamo in bene. Male che vada abbiamo sempre gli aedi della rivoluzione proletaria che vegliano su di noi, ce li terremo buoni per il piano B: non sprecate energie! Tenetevele per quando Renzi annienterà il capitalismo (ma io mi domando, può un filosofo essere assillato da problemi di tal natura? Un filosofo deve pensare alla morte, altro che decreti attuativi!).
martedì 2 dicembre 2014
Tombini di ghisa
Sono sorpreso e devo dire anche sospeso fra il topless di Madonna e quello di Salvini, due veri tombini di ghisa quelli di Miss Ciccone, un po' meno quelli del Matteo, ma non era lì che si giocava la partita: per non essere da meno Enrico Rossi rilancia e risponde con numero due rom nudi che intonano Imagine suonando i peli del pube.
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