giovedì 18 febbraio 2021

Antitesi

Bisognerà cominciare a trovarci un qualche difetto in Mario Draghi, giusto così, per antitesi, sicché la storia rivolga di nuovo in sintesi. Per esempio è andato in confusione sui numeri: tu quoque, Mario. Non si è dimenticato di ringraziare Giuseppe Conte per il grande lavoro svolto ma nella foga del momento - era emozionato - ha dimenticato di ringraziare anche il suo cuoco e il suo parrucchiere di fiducia. Errori di protocollo. Queste vuote ritualità andranno comunque riformate, a questo ci penserà Renato Brunetta, figlio di un venditore ambulante divenuto economista e accademico italiano, simbolo della nuova Italia fondata sul merito. L'€uro, ha poi aggiunto, è irreversibile, ma tutti noi sappiamo che di irreversibile c'è solo la morte. Altri difetti: non è stato mai visto lavare i piatti, al massimo asciuga le posate ma anche quello, assicura il suo giornalaio, lo fa controvoglia. Altro che papa Francesco, Mario Draghi è un rapsodo del capitale finanziario che dietro ai discorsi edificanti nutre un malcelato disprezzo per i vinti. Toglierà il Reddito, ci costringerà tutti a lavorare. Lui che si fa bello comodamente seduto dietro alla sua scrivania ("mi dite voi quando posso sedermi?" pare abbia detto rivolto al suo vicino di banco, mai Mario, devi anche tu fare i tuoi sacrifici), noi fuori al freddo a scaricare le cassette di frutta. Dicono anche che si mangi le unghie e che porti gli stessi calzini per più di una settimana: siamo proprio sicuri di voler consegnare il paese in mano a quest'uomo?

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