sabato 14 giugno 2014

Va bene riprendersi il brand, rinserrare le fila dei nostalgici e ridarsi un'identità di genere, ma sia chiaro che rivogliamo il risotto con le salamelle e lo stracotto d'asina. Negli anni '80, giù in pianura, la festa dell'Unità la facevamo davanti alla chiesa, si era all'inizio della fase declinante delle ideologie ma ancora non ce ne rendevamo conto (otto anni avevo), c'era il lambrusco di Sorbara con la sua spuma rosa e lunghe tavolate di comunisti, tutti carnivori senza un'ombra di senso di colpa, dopo mangiato coppiette di anziani si mettevano a ballare il liscio. Si era comunisti essenzialmente per contrastare la prepotenza, quella era la dimensione ideologica, negri non ce n'erano ma quei pochi alloggiavano presso le strutture della parrocchia (con il tacito consenso dei rossi), i meridionali votavano Dc. Il sogno di mio nonno era che suonassi la fisarmonica, Pink Floyd e Castellina-Pasi suonavano le Fender.