giovedì 18 luglio 2019

La morale ha origini unicamente fisiologiche: se tutte le piante fossero per noi velenose il vegetarianesimo sarebbe una pratica suicida, se fossero fertili solo i rapporti fra consanguinei l'incesto non sarebbe considerato un tabù ma una virtù, e ancora, se il fumo facesse bene alla salute venderebbero le sigarette in farmacia. Tutto questo però non deve andare a giustificare atti impuri: lasciate in pace le cugine, non fumate, mangiate tante verdure.

mercoledì 17 luglio 2019

Auto da sogno: la Fiat 128

[altrove mi impegno a portare avanti una piccola produzione satirica di cui quello che segue è un modesto contributo, mi scuseranno gli esimi lettori ma non si può vivere di sola accademia]

Mentre tutto il mondo era rivolto col naso all’insù a guardare il potente Saturn V spedire i primi uomini sulla Luna, l’avvocato Agnelli era impegnato a guardare il dito e ne approfittava per lanciare la rivoluzionaria Fiat 128 che presentava soluzioni tecniche davvero avveniristiche per i suoi tempi, quali, per esempio, le portiere che si aprivano, le ruote che giravano (di cui le due davanti sterzanti), i fanali che si accendevano, insomma, una vera e propria rivoluzione nel campo della motorizzazione civile. La 128 montava un nuovo 4 cilindri in linea di 1116 cm³ capace di sviluppare la formidabile potenza di 55 CV, con albero a camme in testa azionato da cinghia dentata in gomma che comandava direttamente le punterie senza interposizione di bilancieri (Fonte: Wikipedia). La velocità massima dichiarata era di ben 140 km/h, volava.

Da Wikipedia: “La “128” ottenne subito un notevole successo di vendita in tutta Europa, anche aggiudicandosi il premio di Auto dell'anno nel 1970. Narra il designer Giorgetto Giugiaro che, recandosi a Wolfsburg per presentare i bozzetti del disegno della futura Golf, vide nel reparto progettazione Volkswagen una “128” completamente smontata; i tecnici tedeschi ritenevano infatti che la berlina Fiat fosse il miglior esempio di “auto medio piccola” moderna, alla quale ispirarsi per lo schema tecnico”, insomma, ce la copiavano anche i tedeschi (che all’epoca erano ancora rintronati dalla guerra). 

In Russia la Fiat 128 venne commercializzata col nome di Zastava 101, che ancora oggi si possono ammirare su Youtube riprese dalle dashcam nelle compilation “Meanwhile in Russia”.



Arrivederci alla prossima puntata di Auto da Sogno dedicata alla Prinz NSU. 
Vediamo quanto la menano con questo russiagate, altrimento detto Moscopoli, come se non gli facessero un favore ai leghisti di essere i cocchi di Putin, quelli se l'appuntano sul bavero della giacca come i distintivi degli scout, distintivi di capo e capovice squadriglia, quadrante sud-occidentale. Possibile che con tutti i libri che hanno letto sugli operai quelli del gruppo editoriale Espresso - fondatore Carlo Caracciolo, 9º Principe di Castagneto, 4º Duca di Melito - del poppolo continuino a non capirci una mazza?

martedì 16 luglio 2019

Dice: Il missile scoperto ieri a Torino era destinato a me. Ok, ma era un aria-aria, e dove stava il Tornado per lanciarlo? Ci vuole il Tornado, qualcuno ha visto in giro un Tornado? Uscite il Tornado per la Madonna!

lunedì 15 luglio 2019

Perché mi sono messo a scrivere di politica? Ma perché quelli che ne parlano sono di una noia mortale, me la racconto io la politica, a modo mio, che mi diverto di più. Prendi Giovanni Floris, quando iniziava Dimartedì, alle 21:15? Ecco, già alle 21:16, siparietto satirico o meno, un torpore spesso come un budino mi avvolgeva i centri della cogitazione, e tenete presente che domenica sono riuscito a vedere il Gran Premio di Silverstone fino quasi a metà, voglio dire, ho una certa tenuta se mi ci metto.

domenica 14 luglio 2019

L'uomo senza velleità

Sull'Atlantico un minimo barometrico avanza in direzione orientale incontro a un massimo incombente sull'Europa, e non mostra per il momento alcuna tendenza a schivarlo verso nord. Le isoterme e le isòtere si comportano a dovere. La temperatura dell'aria è in rapporto normale con la temperatura media annua, con la temperatura del mese più caldo come con quella del mese più freddo, e con l'oscillazione media aperiodica. Insomma, stasera mettono pioggia. La domenica trascorre placida e oziosa, poca gente in giro e anche la musica esce ovattata dal bar all'angolo, sfornito di clientela. Un uomo mangia noccioline seduto sotto la tettoia della pompa di benzina, questo però in un quadro di Hopper. Allora facciamo che un uomo parla al cellulare davanti al negozio della TIM (non si può più essere poetici nell’era del 4G). Non so cosa fare, quasi quasi mi faccio uno shampoo. Scende l'acqua, scende, scroscia, calda, fredda, calda… giusta. Shampoo rosso, giallo, quale marca mi va meglio?… Questa. Poi una bella doccia, un bel cambio di biancheria, le mutande grigie, quelle larghe. Dopo la doccia… mangio. Dopo mangiato… leggo. Stasera ci vorrà il lenzuolo. Ah! Come lavorerò bene quest’estate con tutti questi fatti, ho l’infinito in cartellone.

[disclaimer: ho rubato a Musil l'incipit de L'uomo senza qualità e una canzone a Gaber, sul finale Carmelo Bene]

venerdì 12 luglio 2019

Una giovane madre attraversa la strada spingendo una carrozzina, in mano l'immancabile telefonino che avvicina alla bocca un po' di sbieco (registra un messaggio vocale), veste un completino nero molto attillato, short inguinali e camicetta scollata, le gambe oscenamente nude, come del resto già da un pezzo è in uso, ahimè, fra le ragazzine. Ora io mi domando, e vi domanderete anche voi, come possono madri acconciate a tal maniera trasmettere ai figli quei valori morali che andranno poi a formare il carattere di una nazione, e per fortuna che al ministero della famiglia è appena sbarcata una comasca doc, la nostra validissima Alessandra Locatelli, la quale avrà il difficile compito di trasformare un paese a vocazione balneare in un virtuoso cenacolo di madri e di patrioti, a lei va il nostro più grande e sincero in bocca al lupo. (sia detto qui, a mo' di liberatoria, che ogni giudizio estetico espresso ha un intento essenzialmente tecnico, se indulgo con dovizia di particolari sull'abbigliamento femminile è solo per trarne considerazioni di carattere sociologico).
Come diceva Bukowski, il cui cervello alcolico si era da tempo accostato a quella vacuità che affila i concetti e rende essenziali i giudizi, "la differenza fra Democrazia e Dittatura è che in Democrazia prima voti poi prendi ordini; in Dittatura non stai perdere tempo a votare". Oggi che la democrazia si riduce perlopiù a quello stile di vita che permette di giocare coi cellulari e di iscriversi a Instagram non ci sarebbe nemmeno più bisogno di allestire tutta la variopinta sarabanda delle elezioni, come del resto ci insegnano i compagni cinesi, se non fosse che tale sarabanda costituisce ancora per l'occidente una tradizione imprescindibile al pari del Dirndlkleid e del Kilt, anche se sempre più svuotata di senso e di significati: in futuro saremo democratici senza democrazia.

giovedì 11 luglio 2019

Ci risiamo, ogni volta che devo fare gli esami del sangue vogliono anche la mia pipì nel barattolo, gente schifosa che per amor della scienza ti infilerebbe i diti dappertutto, pure nel... lasciamo perdere: dio è morto. Che un gentiluomo di campagna sia costretto ad aggirarsi per il borgo con un contenitore pieno della sua urina in una busta è il segno evidente di questi tempi che hanno perduto ogni rispetto per l'uomo e per le buone maniere, e poi si lamentano.

mercoledì 10 luglio 2019

Una domanda viene sollevata da più parti: dove sono finiti gli intellettuali? Mah, qualcuno al mare, qualcuno ai monti, alcuni in casa con il ventilatore puntato sui piedi, altri, i più fortunati, in televisione con l'aria condizionata. Ma non incidono più sulla società? La domanda è mal posta: è la società che incide sugli intellettuali, troppo ben pasciuti perché sentano il bisogno di rovesciare i tavoli, se non incidono significa che in fondo va benone così.
Quel libricino che sto leggendo, “Il pensiero politico della destra”, stampato nel 1996, è di Michele Prospero, che oggi ritroviamo come responsabile culturale di Sinistra Italiana. Parte da de Maistre per proseguire con Antonio Rosmini e arrivare a Nietzsche e Schopenhauer. Ecco, Nietzsche e Schopenhauer. Schopenhauer di destra? Inequivocabilmente, perché avrebbe volentieri dato il suo binocolo ai militari impegnati nella repressione, perché disprezza il popolo definendolo “plebaglia scatenata”, non ultimo, aggiungo io, perché ha fatto ruzzolare giù per le scale una vecchietta. Nietzsche di destra? Be', sì, però, bisogna distinguere... Nietzsche sarebbe ascrivibile alla sinistra per la parte che riguarda la critica all'apparto morale cristiano-borghese. Certo, disprezza il socialismo e ogni forma di impresa solidale però occorre sottrarlo alle grinfie di chi vorrebbe costringerlo “entro il corto circuito del pensiero totalitario”. Insomma, ancora nel novantasei Nietzsche godeva di un migliore ufficio stampa.

De Maistre

Mi affascina la figura di Joseph-Marie de Maistre, nato in Savoia, allora Regno di Sardegna, il primo di aprile del 1753 (ma non si tratta di uno scherzo), prototipo di tutte le destre reazionarie (reazionarie perché reagiscono alla rivoluzione francese), critico con la restaurazione perché a suo avviso troppo morbida con i rivoluzionari, promotore di un ritorno alla piena autorità papale contro l'eresia della modernità. Sulle enciclopedie viene tacciato di “ultramontanismo”, cioè coloro che si trovano al di là dei monti, come i protestanti definivano quelli che abbracciavano le ragioni della chiesa cattolica romana. I principi della rivoluzione, e quelli della riforma protestante, sono per de Maistre il peccato che allontana dall'ordine politico e sociale voluto da Dio:

“Il mostro tricefalo della modernità che comprende la ragione, la rivoluzione, l'individualismo, gli appare come il prodotto di un grande complotto. Con Locke e Bacone comincia «la più terribile congiura che sia stata fatta contro la religione e contro i troni». La grande follia della ragione rende tutti gli ordinamenti provvisori, sottopone ogni dogma religioso a obiezioni cui è difficile rispondere. Per questo occorre respingere la ragione «come un'avvelenatrice» che mina la felice consuetudine per cui «spetta ai prelati, ai nobili, ai grandi ufficiali essere i depositari e i guardiani delle verità conservatrici». (Il pensiero politico della destra, Michele Prospero, citando lo stesso de Maistre)

Torna utile, il de Maistre, in questa odierna battaglia contro lo spauracchio dell'islamismo e dell'invasione africana, fra omaggi un po' furbetti alla Madonna e appelli accorati alle comuni radici giudaico-cristiane, de Maistre ritorna perché il problema dell'ordinamento stabile della società si riaffaccia ogni volta che sopraggiunge un pericolo che lo mette in discussione e la sola fratellanza fra i popoli ridiventa un concetto troppo vago e incerto per dare pace all'animo spaurito. Il guaio della ragione lasciata senza briglie è che vola troppo alto e perde il contatto con le ragioni delle viscere, la paura dell'estinzione smuove sul fondo tutta la fanghiglia delle inquietudini ancestrali, per cui si può ben dire che anche l'odierno populismo, a suo modo, è un restare umani, troppo umani.

lunedì 8 luglio 2019

Non si tratterebbe né di accoglierli tutti né di affondare le navi, se non fosse che la cortina fumogena dello scontro politico ha ormai completamente oscurato i termini della questione e un problema che necessiterebbe di calma e di sangue freddo finisce invece per essere alla mercé delle isterie e del sangue al naso. E non è nemmeno un problema peculiare del temperamento latino, ovunque, anche alle più anglosassoni delle latitudini, l'isteria ormai la fa da padrona, perché è l'uomo, qua, che ha paura, perché se la porta appresso come le piattole, sicché si potrebbe dire, come lo Schopenhauer, che la vicenda umana è davvero quell'episodio infruttuoso che viene a sconvolgere la beata quiete della non-esistenza, senza timore di essere smentiti. Ritornando al concreto: non c'è un diritto di migrare in Europa in nome di fantomatici valori universali così come non c'è l'invasione degli ultracopri paventata dai nazionalisti e dai dieghi fusari dei piani kalergici allestiti in gran segreto dai giudei naso-adunchi padroni delle Ong, trattasi di due forme complementari di errore.

domenica 7 luglio 2019

Di Pirandello (sto leggendo il Mattia Pascal) e della produzione artistica siciliana in generale salta subito all’occhio questa cosa per cui dove c’è una donna, e malauguratamente anche un uomo, lì c’è pure una tresca, o quantomeno si dà adito a un sospetto, a un pettegolezzo, senza riguardo per il vincolo di parentela: zii, cugini, nipoti, nessuno è al sicuro, tanto meno le nuore, un gran fiorire di figli illegittimi cresciuti più o meno inconsapevolmente dai cornuti, veri scemi del villaggio. Scorre il testosterone a fiumi nella Trinacria, rischiosissimo far cadere la saponetta, si cammina rasente i muri, si aggirano perennemente affamati prototipi dell’uomo buzzanchesco con l’occhio lungo e la mano lesta.

sabato 6 luglio 2019

Non faccio in tempo a mettere la chiave nella toppa, carico di spesa, che squilla il citofono, prendo e dall’altra parte mi giunge una domanda: “Buongiorno, mi chiedevo se lei ritiene che siano colpa di Dio tutte queste cose brutte che succedono al mondo…”. “No”, dico io rassicurante, “non è colpa di Dio… mi scusi, sa, ma devo mettere via la spesa, salve”. Non me la sono sentita di dare la colpa a Dio, poveretto.
Un esempio pratico di incomprensione nella società di oggi: ha preso piede, qui a Como, una particolare figura di migrante operoso, il migrante spazzino. Ansiosi di mostrare le proprie buone intenzioni, non si limitano più a chiedere la monetina ma armati di ramazza e paletta si mettono a ripulire strade e marciapiedi chiedendo in cambio un lavoro. Senonché la loro alacrità è talmente operosa che arrivano sovente a spazzare i piedi dei clienti che entrano ed escono dagli esercizi commerciali, e si sa, chi viene spazzato sui piedi non si sposa. Non solo, a fine lavoro il marciapiede si riempie di sacchettini della spazzatura tirata su senza alcun criterio, sicché i sacchetti devono essere riaperti e passati al vaglio dei netturbini ufficiali che ne suddividono ulteriormente il contenuto a norma di raccolta differenziata. Ieri un esercente si è messo a urlare contro il povero migrante: "Hai rotto i coglioni! Via di qua, non ti voglio più vedere!", così una buona intenzione finisce per non centrare lo scopo che si era prefissa.
Allora abbiamo appurato che in natura non esistono diritti in sé e per sé, che il diritto è un concetto introdotto dalle attività umane e come tale non esprime valori costanti, che non esiste un diritto alla vita in sé, un diritto a nutrirsi in sé, un diritto a migrare in sé, ma solo l'atto del vivere, l'atto del nutrirsi, l'atto del migrare, sicché la pretesa del pensiero illuminista-razionalista, quella di esprimere attraverso il progresso della ragione dei valori assoluti e non negoziabili, non può mantenersi all'altezza dei suoi propositi, seppur lodevoli. Questo è certamente un guaio per tutte le Carole del mondo ma la verità, per tanto terribile che sia, bisogna pur dirsela. Provate a concepire un uomo solo davanti alla natura che urla al mondo: "io ho diritto di vivere!" e vi risulterà evidente tutta la ridicolaggine della questione. 

venerdì 5 luglio 2019

Moglia, quattro case sparpagliate sulla riva destra del Po, una chiesa, un campetto e un caseificio che si occupava anche dei maiali. Con ventimila lire andavo a comprare un etto di prosciutto, mi davano il resto in caramelle. Ero pieno di caramelle, le seminavo per strada come Pollicino, biondo che non sembravo nemmeno io, con le gambette secche che spuntavano dal pantaloncino largo come un mutandone, impossibile perdersi. Avevo le ginocchia costantemente grattate dal rovinoso impatto con il selciato in cemento, delle ellissi perfette, da manuale di geometria. Perché era arrivato il cemento a civilizzare la campagna e una gettata di cemento era allora considerata l'accessorio indispensabile per fare di un cortile di zotici una contrada signorile, rovente d'estate, scivolosa d'inverno, ma che teneva lontana la polvere e permetteva di mantenere lustre le piastrelle del salotto. La cugina di mia nonna, donna di un senso della pulizia impeccabile, per non sporcare la cucina spignattava nel garage e in casa sua si entrava solo muniti di un permesso speciale. Mai ebbi la fortuna di essere introdotto nel mausoleo, mi immaginavo quella casa come un Taj Mahal, lucido come uno specchio, rappresentazione ideale del concetto stesso di pulizia. Lavava anche il selciato di fronte a casa, con la varechina, con una spazzolina grattava via il muschio attorno ai vasi, sicché d'estate, in pieno sole, quel selciato si poteva distinguere anche dallo spazio, più luminoso del lago di Garda. Questa cugina la si poteva vedere camminare coi calzettoni di lana anche d'estate, "perché c'era un po' d'arietta...", era sommamente ipocondriaca e ci manteneva costantemente informati sul colore e la consistenza delle sue feci, quasi fossimo noi degli analisti di laboratorio, e dei bruciori della sua "passerina", come fossimo anche degli urologi. Io rimanevo un po' stranito da tutti quei dettagli, universi sconosciuti che nemmeno avrei voluto conoscere. Ci andammo anche al mare con questa cugina e ci mancò poco che non si portasse appresso lo scialle di lana. Tuttavia era simpatica. Tutta un'altra cosa era la signora G..., donna molto devota, sempre incipriata e profumante di talco come una bambola, che aveva i piedi così gonfi che le uscivano dalle scarpine come dei soufflé, giacché era così trattenuta nei modi che si era messa a trattenere anche i liquidi. Però faceva un delizioso tè al limone, dolcissimo, con talmente tanto zucchero dentro che era sempre lì lì per tramutarsi in budino. Da piccolo mi portava a messa e magari in cuor suo pensava di avermi salvato dalla perniciosa influenza del nonno comunista, macché, ma al mondo l'importante è vivere sereni e mi fa piacere di non averle dato questo dispiacere. Il barbiere faceva in tutto due tagli, corto e a scodella.

mercoledì 3 luglio 2019

Oibò, hanno rilasciato la capitana, e adesso come faremo senza il nostro polpettone? Almeno le soap ci usano la grazia di continuare all'infinito, non ti abbandonano sul più bello, c'è sempre un nipote che sposa la zia, un suocero che impalma la nuora, se il mondo fosse una puntata di Tempesta d'Amore ora staremmo tutti a palpitare per Carola e Matteo, mentre così, converrete, è una noia mortale.

lunedì 1 luglio 2019

Articolo per farsi assumere da Repubblica

Carola Racchette salva i migranti, Greta Thunberg il clima, la forza di due donne che hanno il coraggio di cambiare il mondo, di dire basta, due donne molto diverse fra loro eppure così uguali, unite da una passione comune, quella per l'umanità. Già, l'umanità, una parola che sembra quasi caduta in disuso in questi tempi di egoismo e di crudeltà ma che dobbiamo avere il coraggio di riportare con forza al centro delle nostre vite. Restiamo umani, ripartiamo dai piccoli ma grandi gesti quotidiani che troppo spesso non abbiamo il coraggio di compiere perché distratti dalle nostre esistenze vissute sempre di corsa, e poi l'attenzione per le biodiversità… e a questo punto ci infilo Lady Gaga eroina della causa LGBTQI+... la battaglia contro l'ipossia e le malattie socialmente debilitanti quali, per esempio, l'alitosi e la pecòla, la pel dal cù ca sa descòla… poi butto lì una frase alla Gramellini del tipo "nel silenzio delle parole c'è la grandezza del rapporto tra genitori e figli", per chiudere con un fervorino sulle donne risorse dell'umanità (citare Alexandria Ocasio-Cortez)… insomma, fate l'argo elzeviristi, Carlo Verdelli scansate!
Come al solito, a dire che esiste, che deve esistere, un principio etico superiore che vale per tutti gli esseri umani in stato di bisogno è quello stesso pensiero che non accetta più gli immutabili in tutte le sue forme, che pensa che al mondo tutto sia caduco, che non esiste un'entità garante superiore, e dunque agisce come quello che pretende di costruire un solido edificio su un terreno che lui stesso ha contribuito a rendere friabile, inadatto alle fondamenta. Sei stato tu, o uomo moderno e post-moderno, a irrobustire il mito della provvisorietà delle cose, e adesso che pretendi, che non debba però essere provvisorio il sacro principio dell'accoglienza del migrante? Come diceva quello, non si tratta di valori costanti ma di valori funzionali, sicché, se si vuole far trionfare nella società una certa concezione del bene, occorrerà prima esibire ai committenti una certa idea di funzionalità, con le slide e i suoi bei grafici a torta, e così per il male.

domenica 30 giugno 2019

Io dormo sonni tranquilli perché so che finché ci sarà al comando lui, no caldo africano, no sabbia del deserto, no dattero egiziano potrà più varcare i confini del sacro suolo patrio senza un formale documento di riconoscimento, fieramente respinto sulla linea del bagnasciuga, e tutti i pacifinti e i radicali chic che oggi frignano come mammolette si mettano pure l'anima in pace, se vogliono i buoni sentimenti che vadino al cinema.

giovedì 27 giugno 2019

"Non sono naufraghi ma viaggi organizzati"

"Pronto? Sì, salve... ci servirebbero degli africani da caricare su una nave per fare una grande azione dimostrativa... sì, il solito... come dice? Se il nostro Salvini è d'accordo? Certo che è d'accordo, è lui il padrone del vapore, poliziotto cattivo contro pace nel mondo, tira più del Trono di Spade... no, guardi, non mi facc... Senta: ca-pi-sce-quel-lo-che-dico?.... Bene, allora me ne procuri di giovani, meglio se ragazzi, e madri incinte all'ultimo mese, è per la drammatizzazione... scusi un attimo... ce l'hai la Meloni che affonda la nave? Ok... Sì, eccomi. Allora, noi arriviamo lì alle otto e li carichiamo tutti, colazione a sacco, non facciamo come l'altra volta che siamo partiti alle due e si schiattava dal caldo... mi raccomando, organizzati. Ok... sì... ovvio... bye... bye bye... bye".

mercoledì 26 giugno 2019

Love is in the air

Un BMW fastback targato Ticino si ferma in un posto riservato ai mezzi di lavoro, giunge un furgone guidato da un operatore edile, cioè un magūtt, un muratore, un operoso manovale, e sibila fra i denti: "svizzeri di merda...". C'è amore nell'aria. La città è romantica e si sente. Si baciano sul lago gli innamorati, ci viene in gita Obama a trovare l'amico. Al fondo di tanta sciccheria strisciano gli amareggiati della vita, i trombati, gli sturacessi del mondo, che accorrono solerti ad aggiustare i gabinetti delle camere prenotate su trivago. Se non con gli svizzeri se la prendono coi varesotti, categoria etnica fra le più vituperate nella zona. Il varesotto è un tronfio, un arricchito, ovverosia un imbecille, il comasco, diversamente, è alacre, onesto, laborioso, e di grande cuore, ma solo con la sua gente. Svizzeri e varesotti sono tollerati appena più dei neri molto neri, che assieme ai "maruchìn", categoria onnicomprensiva del nordafrica e del vicino oriente, costituiscono all'oggi il peggio del peggio che si possa trovare qui in alta Brianza. Come si diceva, c'è amore nell'aria.

lunedì 24 giugno 2019

"Maloja è, delle dimolte nevi di Lombardia,
tra le più skiabili e skiate.
Reduce alcuno, talotta, con tibia,
o anche perone, privi di unità"
C. E. Gadda

Le olimpiadi di Cortina stanno al "paese" evocato da Conte come i Serbelloni Mazzanti Viendalmare stanno alla lotta di classe, espressione di una élite non più culturale ma sciatoria, aperitavita, settimana-biancante, tant'è che la disciplina abbisogna di abbigliamenti e attrezzature, e di piumini e giubbini, e di occhialini e scarpini, talora non proprio economici, mentre è noto che per correre sono principalmente bastanti appena una paio di piedi, nudi se si vuole proprio esagerare, e per saltare in lungo un paio di gambe, quantunque molleggiate. Lungi da noi trarne un discorso morale, piuttosto di costume, l'idiozia dei radicals, coi loro rituals, gareggia ormai in cretineria con quella dei cafonals.