sabato 18 maggio 2019

Si sta come i gatti d'inverno sui termosifoni, fa più freddo a maggio che in aprile, dice che deve pur piovere dopo un inverno così secco ma adesso a mi chi me li secca i panni stesi ad asciugare, il bue e l'asinello?

giovedì 16 maggio 2019

Maestà conceda la proroga

Salvini cerca di salvare radio radicale così ci fa la figura del signore, i derelitti ispirano più facilmente la magnanimità d'animo, c'è sempre da guadagnarci. (ma dico io, Soros, 'ndo sta Soros? Invece di spenne tutti 'sti sordi co 'e barchette, 'tacci sua...).
Ci vuole poco oggidì per piacere al popolo sovrano infrollito com'è da decenni di figure di rincalzo, ci sono più gli Andreotti, i Craxi, i De Michelis, ci si accontenta di poco, e come fanno d'altronde tutti così presto a passare, l'Italia è un paese di salvatori della patria ad interim, oggi ti acclamano, domani non ti riconosce più nemmeno il tuo cane, paese ingrato. Ora ci attacchiamo a questo perché come sempre non ci sono alternative, è un uomo vero, che dice pane al pane e vino al vino, domani, chissà, ne arriverà un altro che menerà direttamente le mani, d'altronde le abbiamo viste tutte, serve roba sempre più forte per solleticare il pancino agli egri spirti, oggi pure Hitler si dovrebbe fare l'account twitter per avere qualche chance di restare a galla, e poi farsi buttare fuori per fare il piangina, funziona sempre.

mercoledì 15 maggio 2019

In fondo è una bella fortuna che Salvini sia il più amato dalle italiane, ci abbassa l'asticella a noi che non teniamo gli addominali, dev'essere il fascino delle divise. Io per esempio tengo una felpa marrone coi distintivi del Polo Club e la scritta "Winners of Royals Challenge Championship" anche se non ho mai montato un cavallo, ma dopotutto pure Salvini ha la felpa della Marina anche se non ha mai cazzato una randa, per cui...

lunedì 13 maggio 2019

Il modello a margherita

Secondo alcuni terrapiattisti, non tutti, prevalentemente quelli scismatici, Soros pagherebbe il Papa per girare attorno al mondo con l'aereo e alimentare così il grande inganno della sfericità della Terra, "la Terra sferica ha origini esoteriche utili a contrastare la Bibbia", poiché per la Bibbia e per i terrapiattisti (non tutti, prevalentemente quelli scismatici) la Terra è piatta come una margherita coi bordi alti e croccanti, in cui la mozzarella rappresenta i mari e il sugo le terre emerse, e l'origano le precipitazioni (il cosmo, va da sé, è un gigantesco forno a legna). In realtà l'aereo del papa non gira attorno al globo ma fa avanti e indietro in linea retta lungo una bisettrice prestabilita, come una rotella tagliapizza, il che tornerebbe. Senonché, per noi placidi nichilisti che passiamo le giornate in pigiama, la Terra potrebbe anche avere la forma di un elastico delle mutande, come in effetti sembrerebbero suggerire alcuni antichi poemi norreni, che la vita non ci cambierebbe di una virgola, ma si sa, l'uomo è sognatore e ha da agitarsi per tutto, fin per la forma della terra sui cui poggiamo i piedi, un problema di recettori della serotonina, basilarmente.

Ultim'ora

Un signore in caffettano è stato arrestato in piazza San Pietro perché inneggiava all’accoglienza dei migranti, è stato portato in questura perché viaggiava sopra una macchina scoperta con targa SCV, si è poi accertato che si trattava di un immigrato argentino di origini italiane che si era speso in passato per gli stranieri aderendo a una ONG di ispirazione mediorientale, è stato rilasciato sulla parola con obbligo di firma, si teme che possa fuggire all’estero e partecipare ad attività di proselitismo, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli nella speranza di smascherare l’intera organizzazione.

Lo strutto (amarcord)

Lo sugna si presentava in forma di vaselina conservata in barattoli di latta, noi la chiamavamo strutt, strutto, che viene da “struggere”, cioè “distrutto”, essendo lo strutto il grasso disciolto del maiale, del gugèt, in ispecial modo il grasso che gli proviene dalla zona lombare, praticamente le sue maniglie dell’amore, ma tagliuzzate e messe a cuocere per estrarne il prelibatissimo succo. La cotenna e i pezzetti di carne avanzati dalla cottura non venivano però buttati via (del maiale non si butta via niente) ma venivano salati, speziati e successivamente pressati nel torchio, serviti freddi in forma di ciccioli (o grasöli, “grassuoli”), lo snack dei campioni. Quando mangiavi i ciccioli poteva capitare che ti si incastrasse una setola fra i denti, le stesse setole che poi servivano per fare i pennelli e le pennellesse, che fra tutti i pennelli sono i più graziosi, le setole poi venivano rigurgitate in forma di palline di pelo. Lo strutto non serviva solo a friggere le cose salate, serviva anche a friggere le cose dolci, i favét, cioè i favetti, e i pinsin fritt, i pinzini fritti, che notoriamente si possono condire sia dolci che salati, perché noi della bassa delle tradizioni culinarie regionali prendevamo solo la crème de la crème, quel che faceva più male e in fin dei conti era più buono, nessuno temeva per le sue coronarie e quando si crepava si dava la colpa al destino, tutto sommato un buon compromesso. A Mantova lo usano anche per fare la schiacciata con le cipolle, in Romagna per fare le piadine, t’al dig (te lo dico).

Il male è l'ignoranza del bene

Ora il borghese ignorante può finalmente sparare in casa al ladro per difendere la sua proprietà, avendo però l'accortezza di non centrare il nonno o la televisione, mentre il radical chic che ha studiato, armato solo di Pasolini, cercherà di far comprendere all'intruso che capisce la sua situazione di disagio e di non offendersi se ha chiamato la polizia perché anche i poliziotti sono figli di proletari come lui. Il ladro comprenderà allora la situazione e si intratterrà amabilmente con il proprietario sorseggiando una tisana in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine.

sabato 11 maggio 2019

Puntualizzo: non voglio dire che non serva a niente studiare, è che non si diventa necessariamente buoni studiando, apprendendo, comprendendo, si aggiunga a questo che non solo la gente non è tenuta ad essere intelligente, ma nemmeno può riuscirci se non ne è capace, non si cava il sangue dalle rape, pretenderlo è insensato. La gente è perlopiù irragionevole, pretendere di insegnarle come deve pensare non farà altro che imbestialirla ancor di più. Per cui è giusto che il mondo vada come deve andare.
Da dove viene la destra? Viene dall'impossibilità della sinistra di dare risposte semplici alle paure della gente, la paura c'è, è un dato di fatto, non è uno sbaglio della ragione. Continua invece la sinistra a pretendere dalla gente che capisca, come si trattasse di correggere un errore dell'intelletto, è una sinistra socratica, nel senso dell'intellettualismo etico (unica causa possibile del male l'ignoranza del bene): tutti sono buoni in potenza, anche i cattivi, solo che non studiano abbastanza, che se studiassero abbastanza si renderebbero conto dei propri abbagli e la conoscenza, come una forza irresistibile, li guarirebbe dall'errore facendoli diventare giusti. Senonché la qualità degli argomenti intellettuali della sinistra è attualmente così modesta che, anche potendo e ammesso che possa, non riesce a scalfire di un millimetro la paura, la cui intensità ha ormai raggiunto livelli di amperaggio ingestibili dalla ragione.

venerdì 10 maggio 2019

Altaforte e lo spirito del tempo

[rielaborato]

Il liberale grida allo scandolo perché Altaforte è stata buttata fuori dal salone del libro, come se dovesse esistere davvero una regione del mondo e dello spirito in cui le idee si confrontano e si emendano a vicenda in ragione di accordi stipulati fra intellettuali gentiluomini, ma quando mai? Ognuno se ne resta chiuso nella sua fede, di cui quella politica è solo la più evidente, lo spirito liberale è solo un’ombra sulla clessidra che segna il passare dei minuti, ora la vede così, stasera chissà, piuttosto è più interessante rilevare che per Altaforte comunque vada sarà un successo, che quando è il tuo momento e solchi beato l'onda dello spirito del tempo, qualunque cosa accada, qualunque torto subisci, ne uscirai sempre vincitore, cosicché l'esclusione si trasforma oggi in un formidabile trampolino di lancio per la tua casa editrice e l'antifascista si becca lo stigma del fascistone: è lo Zeitgeist, bellezza, e tu non ci puoi fare niente.
Della vicenda dell'editore Altaforte estromesso dalla Fiera del Libro di Torino ho compreso che comunque vada sarà un successo, che quando è il tuo momento e solchi beato l'onda dello spirito del tempo, qualunque cosa accada, qualunque torto subisci, ne uscirai sempre da vincitore, cosicché l'esclusione si trasforma oggi in un formidabile trampolino di lancio per la tua casa editrice e l'antifascista si becca lo stigma del fascistone: è lo Zeitgeist, bellezza, e tu non ci puoi fare niente.

Comprendere

Il nichilismo di noi postmoderni, per usare un motto hegeliano fuori dal suo contesto (ma nemmeno troppo), assomiglia alla notte in cui tutte le vacche sono nere, perché se abbiamo veramente la sensazione che non esistano più principi immutabili, allora i valori si impongono solo per la forza di persuasione che riescono ad esercitare in un dato momento e relativamente a un certo contesto, bene e male diventano indistinguibili in senso assoluto, il bene di oggi può assumere le sembianze del male di domani, e viceversa. Il mio pensiero in merito è che il nichilismo si sbagli a volere che nessuno principio veramente immutabile esista, che gli immutabili invece esistano, ma non irrorati sopra le nostre teste da un dio onnisciente che di fatto non si mostra, quanto nel mostrarsi delle infinite relazioni che regolano la mutazione dei valori. Tradotto in termini pratici: la fatica del comprendere costituirà sempre un valore, eternamente valida per ogni epoca e per ogni situazione.

domenica 5 maggio 2019

La Svizzera

Però la meteo svizzera l'aveva previsto - "la" meteo, in Svizzera si dice così -, aveva previsto questo vento con tre giorni d'anticipo, il giorno, il mese, l'ora e i minuti secondi, perché loro sono degli scienziati con una capoccia così, e precisissimi, si sa. Col loro leggendario apparato di stazioni meteo d'alta quota e di dati raccolti fin dal 1840 e la potenza dei loro calcolatori a 64 terabyte, che ce li hanno pure infilati nei buchi dell'emmental, e i radar doppler, e i cani San Bernardo. Secondo me hanno anche la medium, e lo sciamano in contatto con gli spiriti della natura. Io prima di stendere i panni consulto MeteoSwiss e posso mettere il timer che spaccano il secondo, non c'è niente che gli sfugge, non una goccia di pioggia o un chicco di grandine, comprensivi di peso, diametro e massa inerziale, non si muove foglia che la meteo non voglia, son più sicuri dei durex. Gran paese la Svizzera, gente che ha dato al mondo il toblerone non può essere così cattiva.
Stamattina c'è un gran vento, mi sono svegliato con il baccano dei vetri che tremavano e i pompieri sotto casa, sono cadute delle tegole dalla casa di fronte. Invece di pensare ai grembiulini che pensassero alle tegole. Che poi li capisco, lo capisco questo bisogno di ordine e disciplina, è come grattarsi quando si ha prurito, un riflesso pavloviano, la paura che prendiamo sottogamba i terroristi che poi ci vengono ad ammazzare, la contezza del pericolo parte dai grembiulini... però le tegole, capisci, pure le tegole se le prendi di spigolo fanno male.

venerdì 3 maggio 2019

La volontà d'impotenza

La volontà d'impotenza è la resa, la resa incondizionata all'obliterazione totale dei segni della vita, alla prevalenza del cretino a tutti i livelli della realtà. E' la trasvalutazione dei disvalori, un capovolgimento del peggio in un ancora peggio, il nostro diritto di sentirci sopraffatti dal nulla che ci circonda. Si potrà dire: non farla così tragica, ogni epoca ha il suo odore e si tratta solo di farselo piacere: ebbene, sono allergico al polline della realtà. 

Auto-conferimento

A Venezia un innovativo sistema di auto-conferimento dei rifiuti, termine moderno e non privo di eleganza che sta a significare "scendere a jettare a munnezz". L'utente (cioè il titolare della munnezz) potrà conferire da sé il proprio residuo (cioè la munnezz) la mattina presto appena uscito di casa lanciandolo direttamente nella bettolina a comparti differenziati (cioè il barcone pieno 'e munnezz) attraccata nei pressi dell'abitazione, è richiesta la buona mira, anziani e invalidi di guerra sono tenuti a consegnare il residuo all'operatore della Veritas (Veneziana Energia Risorse Idriche Territorio Ambiente Servizi) che provvederà in loro vece a calcolare gittate e traiettorie. (è un segno dei tempi e della caduta degli immutabili che la veritas, da criterio e valore di ciò che è vero, si sia trasformata in "multiutility per la fornitura di servizi ambientali ai cittadini").

mercoledì 1 maggio 2019

Se parlo di Nietzsche è perché sto facendo un sunto shot-for-shot, ovvero paragrafo per paragrafo, di Genealogia della morale, così da sapere di cosa si sta parlando una volta per tutte e non dovermi prendere il disturbo di rileggerla una seconda volta. Fatta la tara al ressentiment e ai momenti ascrivibili alla patologia, vi si trovano anche delle intuizioni molto acute (il nevrotico non è privo di intelligenza), soprattutto nella parte che riguarda la genealogia del senso di colpa e della punizione (seconda dissertazione), talune che si potrebbero anche definire al loro modo beccariane se non fosse che tendono a sbracare, in cauda venenum, sempre sul finale.

Il partigiano Nietzsche (versione semplificata)

In poche parole, Nietzsche idealizzava un uomo di superiore levatura spirituale, un uomo aristocratico che non si vergognava dei propri istinti (l’uomo “sano e forte” della classicità greco-romana), che non è mai esistito se non nella sua morbosa fantasia di filologo infatuato giovanilmente di Wagner (vedi La nascita della tragedia dallo spirito della musica). Quando poi Wagner lo “tradì” convertendosi al cristianesimo, Nietzsche imbastì tutta una sua polemica sulla genealogia della morale e sul disprezzo dello spirito giudaico-cristiano che può essere rivista nell’ottica del risentimento dell’allievo deluso dal Maestro, reo di tradimento nei confronti degli spiriti guerrieri del Valhalla (vedi Nietzsche contra Wagner).

Il partigiano Nietzsche

Si dirà: sì, pero Nietzsche non parteggiava, il suo era un discorso schietto e obiettivo sulla miserevole genealogia dei nostri buoni valori borghesi. Questo di solito se lo dice l'ingenuo, l'infatuato oppure il nietzschiano di sinistra per mettersi a tacere la coscienza. In realtà la partigianeria di Nietzsche per quel supposto spirito aristocratico che sarebbe prerogativa degli uomini superiori, purificati, idealizzati dalla lente deformante della lontananza storica è già tutta contenuta in quella Nascita della tragedia che è opera prima è fondamentale, già tutta ammantata di attaccamento morboso alle vestigia classiche del passato. Quello "spirito aristocratico" che tanto affascinava Nietzsche esisteva solo nelle suggestioni che il wagnerismo gli aveva inculcato fin dalla giovinezza e che lo hanno ammorbato per il resto dei suoi giorni, l'intera opera di Nietzsche si può leggere benissimo come la lamentazione dell'allievo disilluso dalla conversione al cristianesimo del Maestro, reo di tradimento verso gli spiriti guerrieri del Valhalla (vedi Nietzsche contra Wagner).

In miniera!

In occasione della ricorrenza della Festa del lavoro vogliamo ricordare Nietzsche, di come il socialismo sia per lui un sottoprodotto della morale del ressentiment giudaico-cristiano, quella raffinata forma di vendetta "politicizzata" che gli impotenti, qui visti sotto la categoria dei poveri, covano nei confronti dei potenti, qui visti sotto la categoria dei ricchi. Occorre qui specificare che Nietzsche, data la sua delicata costituzione, di fatto non ha mai potuto lavorare in miniera (teneva l'asma).
Uno si aspetta dall'Imperatore del Giappone una festa tutta kimoni, katane e arti marziali e invece eccoli lì nelle foto ufficiali vestiti di tutto punto con i loro tight e i loro guanti bianchi da maggiordomi che sembrano appena usciti dalla Traviata o da una festa di capodanno sul Titanic, forse aveva ragione Nietzsche quando diceva che il popolo ha vinto. Delusione.

martedì 30 aprile 2019

Faccio una fatica a scrivere in questo periodo, non sono ispirato, scrivo essenzialmente per non perdere la mano, come si fanno gli esercizi alla chitarra, sicché non mi esce niente di buono. I tipi umani attualmente presenti sul palcoscenico della politica non mi dicono un granché, nemmeno Salvini mi ispira cattiveria, una volta ero una vipera, adesso sono una pacifica lucertolina che se ne sta rintanata sotto la sua pietra e non chiede altro che essere lasciata in pace a leggere i suoi libri e ad ascoltarsi la sua musica. Vivo nascosto.

lunedì 29 aprile 2019

Allegoria

Massimiliano Allegri, plurititolato allenatore della Juventus, litiga in diretta con Daniele Adani, ex calciatore e commentatore di Sky: "Siete voi che siete teorici, anche te, sei il primo che leggi libri e di calcio non sa niente!". Offeso nell'onore Adani replica: "Ma che "leggi libri", non sono manco diplomato!". Bravo, diglielo che non sai neppure le tabelline. Anche l'incidente di Černobyl', a ben guardare, prese le mosse da un test condotto da un professorone che credeva di saperne di più degli addetti alle barre di controllo e abbiamo visto com'è andata a finire. 

Intervistato il giorno dopo da Fazio, Allegri rincara la dose: "Però, dio santo, che devo andare lì tutte le volte e mi devo sorbì la romanzina", che lì per lì potrà suonare sbagliato e invece per la Treccani trattasi di toscanismo filologicamente corretto: Ramanżina s. f. [da un anteriore romanzina (ancor oggi usato popolarmente)], e i saputelli se la piglino in saccoccia. (un detto popolare di queste parti recita: "Se sei così intelligente perché non hai fatto i soldi?", fine della questione).

venerdì 26 aprile 2019

Relativizzami questo

Il paragrafo 9 della prima dissertazione di Genealogia della morale come confermazione delle linee guida del famigerato piano Kalergi:

"Atteniamoci ai dati di fatto: il popolo ha vinto - ovvero "gli schiavi" o "la plebe" o "il gregge", chiamateli come vi piace - e se questo è avvenuto per mezzo degli Ebrei, ebbene mai un popolo ha avuto una missione più grande nella storia del mondo. "I signori" sono liquidati, la morale dell'uomo comune ha vinto. Si può considerare, al tempo stesso, questa vittoria come un avvelenamento del sangue (ha mescolato tra loro le razze) - nulla da eccepire; indubbiamente però questa intossicazione ha avuto buon esito. La "redenzione" del genere umano (dai "signori") è sulla migliore delle strade; tutto si giudaizza o si cristianizza o si plebeizza a vista d'occhio (che importano le parole!). Il progredire di questa intossicazione, attraverso l'intero corpo dell'umanità, sembra irresistibile [...]"

[a Mazzino Montinari, come d'uso, il compito di rendere commestibile per i tipi dell'Adelphi la polpetta avvelenata del pensiero nietzschiano]