giovedì 17 ottobre 2019

Makkox

Non è che ce l'ho con Makkox, povera stella, solo non dice niente e non aggiunge niente di quel che sappiamo già, né tanto meno toglie niente a Salvini con la sua sagace scanzonatura, la vera battuta sarebbe invece quella che fulmina anche il salviniano o quantomeno lo costringa a interrompere un attimo il corso delle sue meditazioni, che gli istilli il dubbio, anche piccolo piccolo, di un sospetto di imbecillità, invece niente, il Makkox, come tanti altri suoi colleghi, s'accontenta di vellicare il morale delle sue truppe e più non dimandare, però bisogna dire che disegna bene, usa dei bei colori.

martedì 15 ottobre 2019

Manuale di bon ton

La politica è quella cosa di cui ognuno di noi dovrebbe grandemente interessarsi salvo poi praticarla nel modo più discreto, sicché tutte le nostre buone ragioni possano trasparire dalle nostre azioni quotidiane e il sunto di queste esprimersi poi nel chiuso della cabina elettorale, vero bagno chimico dove si può infine scaricare al riparo da occhi indiscreti. E' più che mai indecoroso e di cattivo gusto trattare invece la politica al pari di una disciplina sportiva e baccagliare scompostamente in locali pubblici affollati per ottenere ragione, come a mostrarsi reciprocamente i genitali, per altro molto piccoli, a questi ometti andrebbe notificato il Daspo, cioè il Divieto di Accedere a manifestazioni SPOrtive, per una questione estetica oltreché di stile, scherzo.

Torna a casa, proletariato!

Il proletario non sempre coincide con il comunista, figurarsi con il progressista, due côté completamente diversi, il proletario è il dormiente che va risvegliato, l'incolto trattenuto nel suo sopore dal complotto turbocapitalista, il progressista nasce invece più nobile nello spirito, e ha già sviluppata, innata, una sua coscienza umanista, tant'è che già a sei anni, opportunamente stimolato, ti sa dire in che sacco vanno gettati i tappi di sughero, che fra tutti i compostabili sono i più infidi in quanto sfuggenti alle categorie kantiane, come l'ornitorinco. Per giunta riscattare il proletariato è compito assai ingrato, non fai in tempo ad elevarlo di quel tanto che già aspira a comprarsi il Serie 3 con i fari a led, insomma, un tamarro con il fiocco, ma che cazzo glielo abbiamo insegnato a fare il Carlo Marx, eh? La sinistra, in tutto questo, non ci capisce più una mazza e soffre nel vedersi scippato il suo buon selvaggio dagli argomenti di destra più meschini: torna a sinistra, proletariato, torna a casa dalla mamma, non farla stare in pena, non c'è più Carlo Marx, c'è Makkox, guardi le figure.

venerdì 11 ottobre 2019

Non funziona la bontà, ci deve avere un difetto, è più facile fare i filetti di merluzzo, un po' d'olio, l'aglio, se ce lo vuoi il pomodoro, tac, si fan da soli, ma la bontà invece la metti sul fuoco e quando torni l'è diventada un pangasio, l'era minga giusta la riceta, o anca sa l'era giusta la vegn minga l'istéss, non viene mica lo stesso, perché la bontà ce l'abbiamo nella testa ed è già tanto se ci fai del bene a una persona, per caso o per fortuna... comunque, è sempre meglio non fare del male. Dico "la bontà" che si vede in televisione, quel "restare umani" che è diventato l'ultimo valore spendibile per una certa parte politica che ha smarrito la lotta di classe dentro l'iPhone, che costerà pure come un rene, però che belle foto che ci fai... comunque il merluzzo m'è venuto una favola.
Nelle ore della letizia e della beatitudine, mollemente adagiati sopra i triclini a spiccare uva pizzutella dai pedicelli, capita che alziamo pigramente il ciglio e allora ci domandiamo: da dove traggono, i politici, il loro entusiasmo?
Il Nobel per la Pace potevano darlo a me, che sono un uomo così pacifico, non litigo con nessuno e sono il primo a portare fuori il bidone della carta, sono ambientalista, non voglio che mi si dica grazie, solo l'assegno.

venerdì 4 ottobre 2019

Da noi Salvini è un santo, Salvini è un dritto, Salvini l'è minga vün ca perd dal temp adré a li fòli, non è mica uno che perde il tempo dietro alle favole, e per favole s'intendono questi ideali di sinistra tutti intangibili e poco edibili, quali l'accoglienza, la bontà sub specie aeternitatis, che l'ha mai vista ninsün, questa bontà platonica, che son tutti buoni a parlare con l'aperitivo in mano ma poi i vegn chî a védar i negòsi, che vengano qui a vedere i negozi che son sempre pieni di questa gente che compra al massimo un accendino e una penna (che ci devono fare con 'ste penne?), ed è per quello che i negozi chiudono e li comprano i cinesi, che a loro non gli fa mica schifo servire i maròc, i marocchini, cioè gli stranieri in generale, del fototipo africano... credete che esagero? Sì, per difetto.

Tramonti

Insomma, siamo davanti a questo tramonto struggente sopra il mare, il Tirreno avvampa come una lampadina a filamento da 15 watt, la volta del cielo si tinge di rosso, il cielo sanguina lentamente e si spegne, quand'ecco che in alto, sopra il disco arroventato del sole che pare una copertina di Fausto Papetti, viene a formarsi nitido il disegno di un pesce, un suro, uno sgombro, un paguro, seguito da una scritta in caratteri svolazzanti: “Questo tramonto vi è stato offerto dalla Pescheria F.lli Galiano, tutto il sapore del mare”, cosa non riescono a fare oggi con gli stencil…

mercoledì 2 ottobre 2019

I gabbiani

Allora lei mi dice: “Andiamo al mare?”. Ma come amore, sono appena le otto di mattina, sei proprio sicura? Io ho paura del mare, soprattutto alle otto di mattina, ci sono i mostri marini nel mare, ci sono i mitili, i cefalopodi, ci sono i trigliceridi, un sacco di cose merdose che sguazzano nell'acqua, e poi ci sono le telline, io ho una paura fottuta delle telline... ma lei riesce a farmi fare anche le cose che mi fanno paura. Sicché partiamo alla volta del mare con le nostre tovaglie da spiaggia sottobraccio, ciabatta ciabatta, arriviamo a questo mare, non c'è quasi un'anima, c'è un ragazzo che legge, una signora che nuota, una ragazza che gioca col suo cane che ha un culetto delizioso ma guardo il cane, ci sono i sassolini che si infilano nei diti e c'è la sabbia che è propedeutica all'impanamento dei suddetti diti che sono poi obbligati a ripassare sui sassolini, che l'è una tortura brevettata dal Torquemada, sant'uomo. Il mare delle otto ci piace. C'è una pace che preso dal momento mi immergo addirittura fino alle caviglie, ma che dico alle caviglie, fino al soleo, che è quel muscolo largo e appiattito della gamba, situato al di sotto dei due muscoli gemelli, che contraendosi flette il piede verso il lato plantare. Prendiamo delle foto, giro un filmato, quel filmato che ho postato sul blog (in esso filmato non compaiono i nostri piedi perché non hanno firmato la liberatoria). Per farla breve, ci stendiamo beati a contemplare questa grande bellezza quando mi volto dall'altra parte e noto un sospetto assembramento di laridi dell'ordine dei caradriiformi, vale a dire gabbiani. Faccio appena in tempo a dire “Guarda amore, i gabbian...” che quelli si alzano in stormo a volo radente sulle nostre teste ed è subito Hitchcock. Ma che cazz... Cerco di capire cosa sta succedendo e scorgo al di là di una duna un signore con delle cassette piene di frattaglie che sparge copiosamente sulla spiaggia, i gabbiani banchettano frenetici contendendosi i pezzettini, per rassicurare il mio amore che si è spaventata me ne esco con un “E' un cadavere, si sta sbarazzando di un cadavere”. I gabbiani sono pericolosi, ti possono staccare l'uccello... Va be', lo sa il cazzo chi ha inventato i gabbiani, però il mare era bello.
Lentamente, inesorabilmente, chi sta al governo si sta scavando la fossa, questa è la fase che io chiamo dell'accumulo della disillusione. Diciamocelo, nessuno può fare realmente qualcosa per questo paese, la regola è che bisogna solamente trovare qualcuno che di volta in volta s'incarichi di prendersi le uova in faccia e questi ci si sono messi a posta, se la sono andata a cercare, scientificamente, per eccesso di spavalderia, un giorno il professor Giuseppe Conte si è svegliato bellissimo, elegante statista, e si è sentito come l'eroe cosmico hegeliano, il più amato dagli italiani, ci cascano tutti, in un impeto di orgoglio professorale cita addirittura Kant ma vedrete che fra non molto gli toccherà citare Kierkegaard, sicché il furbissimo Salvini si trova ora nella posizione comoda comoda di futuro salvatore della patria, altro che harakiri, la ruota del Dharma si è rimessa a girare.

venerdì 27 settembre 2019

La natura è sporca, la terra è piena di vermi, i batteri si annidano dappertutto che non ti basta il Napisan per eliminarli tutti, senza contare il mare, gli anemoni, i molluschi, le telline, uno schifo senza fine, e tu vorresti preservare questo verminaio dalla benemerita opera di civilizzazione dell'uomo? Una distesa ininterrotta di gres porcellanato che ricopra mare e terra, luci a led che illuminino la notte a giorno, climi regolabili comodamente da casa, lenzuola pulite, motori ciclonici, cuscini in materiale antiallergenico, l'uomo è la medicina del mondo.

lunedì 23 settembre 2019

Questo partito di Renzi è davvero fenomenale, partito quatto quatto col suo piccolo 3% ieri l'Huffington Post già lo dava al 6.7%, se il trend venisse confermato dovrebbe raggiungere il 99% entro le due del pomeriggio: quando un uomo con la Leopolda incontra un uomo con il Circolo Pietro Ingrao, l'uomo con il Circolo Pietro Ingrao è un uomo morto.

domenica 22 settembre 2019

Greta lancia il suo monito all'Onu

Voglio precisare che non penso solo alla fica, ho dei progetti, sogno dei figli che crescano con dei sani principi e il faccino angelico di Greta Thunberg, che si battano per limitare l'uso dell'acqua e ci incoraggino a fare le deiezioni dentro i secchi, io per esercitarmi piscio già nei lavandini, il mondo salvato dai bambini, e tenete presente che in genere considero un miscelatore della Jacuzzi una soluzione migliore rispetto al Rio delle Amazzoni.

venerdì 20 settembre 2019

L'ho sentito in tv qualche giorno fa il Salvini, ripeteva senza troppa convinzione dal suo apparecchio mobile una battuta di quart'ordine riguardo certi politici Vinavil che sarebbero attaccati alle poltrone, una cosa talmente stiracchiata e stracca che neppure Ezio Greggio in stato di bisogno, eppure funzionano, queste battute funzionano, perché alle spalle, come una sottostruttura, agisce un gusto che s'è disfatto negli anni, l'obliterazione totale del parco neuroni del popolo sovrano, e mi fermo qui per non essere accusato di sciccherie radical, che tanto lo sapete, tengo una sola polo di Sergio Tacchini e l'ho pure unta col pesce.

mercoledì 18 settembre 2019

Siracusa-Milano Centrale

Paola, InterCityNotte Siracusa-Milano Centrale, posto singolo Vagon-Lit, si riparte destinazione Como con le valigie piene di magone. Ad attendermi sulla banchina (banchisa?) del binario 3, dopo un’affannosa corsa a zig-zag alla disperata ricerca del vagone n. 8, un controllore più sgarruppato del mago Oronzo. Fa niente, ci ho da comunicare la posizione all’amorosa, mi messaggia pure Ice, lui fiuta le tracce, aveva intuito che partivo. Lo scompartimento è un po’ âgé ma il letto è pulito, solo il letto, ad attendermi sul ripiano di una specchiera che pare sparata da una lupara il benvenuto al viaggiatore, un pacchetto omaggio contenente uno spazzolino, un dentifrizio, una lametta da barba, una saponetta, una salvietta, due pattine, un pettinino d’osso, un panno di pelle d’alce, due tappi per le orecchie e tre mascherine per gli occhi da utilizzare per i giochini erotici. Ma ahimé sono da solo, sperduto nel triangolo delle Bermude della connessione 4G. Aggrappato come un naufrago ad ogni più piccolo brandello di connessione pietosamente concessomi dall’aspra conformazione del terrottorio calabro-lucano crollo dal sonno all’altezza del bivio Caserta Est. Sogno rumore di rotaie e coincidenze saltate, il treno della notte sfreccia verso l’Agro Pontino come un missile che deve recuperare 24 minuti di ritardo, vengo sballottato di qua e di là come un sacco di bulloni mentre il treno minaccia di deragliare ad ogni scossone. Mi sveglio come in un sogno a Livorno, sono le 5:50 e il treno è in anticipo di 7 minuti: balzo nell’iperspazio, wormhole, ponte di Einstein-Rosen? Non si sa, miracoli della scienza. Livorno, Pisa e Viareggio si susseguono in rapida successione, solito squallore delle stazioni deserte prima dell’alba. Tutto cambia a La Spezia dove l’alba sembra un tramonto, attacca lo spettacolo, meravigliose calette si aprono come in un sogno fra una galleria e l’altra, tanto che me ne resto con il cellulare in mano nella speranza di catturare l’attimo, me ne riesce solo una ma non so cosa ho immortalato. Poi Rapallo che mi sembra bellissima, quindi Genova, prima Nervi e poi Brignole, una petroliera e una nave da crociera occupano l’orizzonte per cinque minuti, poi la fine di tutto, scavallato l’Appennino ritorna la pianura e la connessione 4G, ma io non sono più quello di prima e nemmeno quello di poi, e sì, lo posso ben dire: le salviettine umidificate mi hanno salvato la vita.


[Per la versione con le foto si rimanda a: t-annhauser.tumblr.com]

martedì 17 settembre 2019

È cosi scarso il tono della recita che non riesco ad appassionarmi ai casi della politica, è così. Ho iniziato a bloggare quindici anni fa per reagire a un disastro amoroso e ora che l’amore corrisponde il diversivo che mi teneva impegnato ha perso un poco la sua ragion d’essere. Del resto, per cosa dovrei palpitare, per questi quattro guitti d’avanspettacolo? Dar loro un’eccessiva importanza sarebbe come mortificare la nostra persona e le nostre qualità.

martedì 10 settembre 2019

[Non scrivo molto al momento perché trovo più interessante fare altre cose, e capirete quali, poi quando tornerò a Como riprenderò i fili del discorso.]

giovedì 29 agosto 2019

Tanto stravincerà poi Salvini, PD e Cinque Stelle non si faranno altro che male, gli serviranno il trionfo sul piatto d'argento, è tutto tempo regalato al ganassa. Sessanta milioni di italiani hanno vissuto questo agosto nell'incertezza assoluta, dice Di Maio, sarà, io francamente sto una favola.

mercoledì 21 agosto 2019

Psicodramma: è caduto il governo. Ora mi taglio le unghie dei piedi e poi me ne addoloro.

lunedì 19 agosto 2019

A periodo balneare, maggioranza balneare, ma chi ci capisce niente? (ma soprattutto, chi ha voglia di capirci qualcosa?). Ho ancora negli occhi il mare di Paola visto dal regionale Cosenza-Napoli Centrale, così vicino da potersi toccare, vivo nella mia nuvola rosa, penso poco e mi preoccupo ancora meno, Salvini è un tormentone estivo ridotto a rumore di fondo, tipo vamos a la playa e no tengo dinero (despacito e il pulcino pio), bacioni.

venerdì 9 agosto 2019

Essendo attualmente ravvolto nell'amore come il Tannhäuser sul Monte di Venere la questione scabrosa della crisi di governo mi appare distante come una scaramuccia vista dalla sommità di una montagna incantata, ma che ci hanno da baccagliare, da agitarsi tanto come galline, come se non si fosse capito come andava a finire, sicché, di nuovo, la solita commedia: del finto offeso, del chiedo al poppolo i pieni poteri, che strazio... l'amore attende, un peccato farlo aspettare.

martedì 30 luglio 2019

Da qualche anno c'è anche t-annhauser.tumblr.com, il blog laterale dove potrete trovare anche dei saggi del formamentis chitarrista e canterino, oltre che il resoconto dell'ultimo viaggio in Calabria.
(Sono felicemente innamorato di una lettrice, pensa un po', del blog formamentis, che mi leggeva da anni, galeotto fu il blog Malvino che leggeva prima del mio, e ora siamo qui a leggerlo insieme, è servito pure a qualcosa tutto questo scrivere, e tutto questo scrivere mi sembra ora che sia servito solo a questo, solo per lei, e lo ringrazio).

domenica 28 luglio 2019

[Mi stavo rileggendo sul tablet gli ultimi post e contrariamente a quello che penso di solito dei miei scarsi mezzi espressivi - sono un insicuro - mi sono detto: però, mica male, io mi leggerei. Malvino, tenevi ragione, se non c'eri tu a quest'ora forse l'avevo chiuso.]

Survivalismo

Ore 7:03. Scalea è quella di sempre, l'igrometro slitta, l'entalpia imperversa, il diagrammi psicrometrici sono impazziti. La novità è che lo sciacquone del bagno è rotto, ci serviamo dei secchi, manca l'acqua però, e quella che c'è viene dalla cisterna. La differenza fra Nudi e Crudi e qui è che siamo vestiti, abbiamo i fiammiferi e un riparo per la notte. Insolitamente silenziosa è la notte, la gente non è ancora arrivata e quella che c'è cammina in mezzo alla strada perché i marciapiedi sono pericolosi. Anche la mattina è gradevole se non fosse per le campane della missione che trillano all'improvviso facendoti sobbalzare sul pagliericcio. Scherzi da preti. Ma è ora di alzarsi, dalla marina giunge odore di pipi arrostuti, oggi costruirò un trappola per i pesci.

giovedì 25 luglio 2019

Va da sé che se oggi Nietzsche scrivesse sul suo blog "Io sono dinamite!" si ritroverebbe la Digos in casa.

Ritratti: Friedrich Nietzsche

Per capire Nietzsche bisogna calarsi nel suo quadro clinico. Nietzsche fu un delirante di talento i cui deliri furono di volta in volta esaltati dai più disparati attori, dal nazionalsocialismo prima e dal sessantottismo contestatario poi, in chiave di rivolta anti-borghese. 

Il giovane Nietzsche si formò nel mito di Wagner, all’epoca quasi una figura divina a cui mancò poco si attribuissero poteri soprannaturali, attraverso le proprietà mesmerizzanti della sua musica si credeva che Wagner fosse in grado di riportare la Germania agli antichi fasti dei poemi norreni (popolo romantico quello tedesco, che ha sempre avvertito la necessità di farsi guidare nelle sue peregrinazioni da un qualche Spirito della Storia). 

E' in questo clima di misticismo un po' morboso che si inserisce il filologo classico Nietzsche definendo le due categorie del dionisiaco e dell'apollineo. Il primo è lo spirito che attende alla liberazione degli istinti vitali, patrono delle arti sensuali quali la musica e la danza, il secondo è lo spirito guida della arti plastiche, che sovrintende all'armonia delle forme. Nietzsche cominciò subito a sentirsi un dionisiaco, gli piaceva l'idea di una forza pura che si esprimeva senza compromessi, se uno nasce forte, scriveva, ha il diritto di esserlo, la sua potenza è il diritto più naturale, chi vi si oppone cospira contro la vita. La volontà malvagia di Schopenhauer era troppo mortifera per lui, se tutto nel mondo è caos, mutamento continuo, intimamente diveniente, allora l'unica via per l'uomo è quella di cavalcare entusiasticamente questo caos, facendo correre a briglia sciolta la volontà di potenza. 

Fu quando Wagner lo tradì convertendosi al cristianesimo che imbastì la polemica contro i valori cristiano-giudaici dando prova di particolare acume riguardo la genealogia della morale, il tutto ovviamente accompagnato dai consueti deliri di onnipotenza ("Io sono dinamite!", "Fra tutti i miei scritti il mio Zarathustra sta a sé. Donandolo all'umanità, le ho fatto il più grande regalo che essa ha mai avuto", nientemeno). Ma can che abbia non morde. Solitario, tremebondo, cagionevole di salute, soggetto a ricorrenti crisi depressive, Nietzsche era tutto fuorché quella potenza di cui andava parlando. Va da sé, la sua era una grandezza che si esprimeva nello spirito, ma gli spiriti forti sono ahimè ostacolati dalla cospirazione degli spiriti deboli che corrompono sistematicamente ogni istinto vitale, per cui niente da fare, Nietzsche si lamentava di non essere ascoltato da nessuno. 

La fissazione vitalistica di Nietzsche era come una sincope, quel suo progetto di cavalcare a briglia sciolta il divenire non poteva che condurre al disastro, e disastro fu. Santo patrono degli ermeneutici ("non esistono fatti, solo interpretazioni"), oggi di Nietzsche ci restano il superuomo, qualche frasetta epica da tatuarsi sulla pelle e una fortuna accademica ed editoriale che lo ha trasformato di fatto in una specie di culto, coi suoi misteri eleusini e le sue interpretazioni ortodosse ed eterodosse, cosa che di fatto ne ha sancito il successo fra i contemporanei: dall'indistinto qualsiasi cosa, dai campi di sterminio alla rivolta anti-borghese, two gust is mei che one.

mercoledì 24 luglio 2019

In filosofia c'è l'uomo dell'essere e l'uomo del divenire, attualmente prevalgono quelli del divenire, ma gli uomini dell'essere sono tetragoni, più indivisibili dell'atomo. Uomo dell'essere era Einstein, che Karl Popper chiamò Parmenide, anche se nessuno l'ha capita. Uomini dell'essere sono pure questi scienziati attuali che si sono messi in testa di abolire il tempo, perché il tempo è la misura del divenire, e senza l'uno, nemmeno l'altro. Per l'uomo del divenire la realtà ultima è il cambiamento, si compare e poi si scompare, una fuitina e via. Per l'uomo dell'essere il cambiamento è solo apparente e lo spettacolo del mondo un miraggio. L'uomo dell'essere sta più sereno, l'uomo del divenire si dà un gran da fare per lasciare una traccia, una discendenza, una tacca. Dal tal giorno del tal anno al tal giorno del talaltro visse Pinco Pallo, prese moglie, ebbe figli, lavorò, invecchiò, crepò, avanti un altro. L'uomo dell'essere non se ne dà pena, tutto andrà come deve andare, togliti le scarpe e beviti una birra.
Alla cassa. Sciura con messa in piega biondo rame è occhialoni coprenti legge il titolone de La Provincia: “LANDRISCINA NON SGOMBERA – Bivacchi: La Lega vuole lo sgombero, il sindaco tace”. La signora scuote la testa e commenta: “Eh, anche quel Landriscina lì non fa niente, e pensare che Salvini ci sta provando ad aggiustare le cose…”. Pure il Landriscina l’è caduto in disgrazia. Uomo del fare, ex primario del pronto soccorso dell’Ospedale Sant’Anna, vinse in quota Forza Italia contro il candidato renziano del Pd, tuttavia imprenditore, ma del web. C’è che la bellissima perla del lago, che ce la invidiano perfino gli attori del cinema, soffre d’incuria e dell’inciviltà dei migranti e degli accattoni che bivaccano sotto i portici e sulle panchine con le loro buste della spesa. Landriscina, la cui ordinanza anti-accattoni emanata sotto Natale e voluta dalla vice sindaca Locatelli, ora Ministra della Famiglia, diventò un caso nazionale provocandogli pure un certo travaso di coscienza, questa volta non ci tiene a passare per cattivo. Chi la spunterà? Ma la Lega, ovvio, perché per la sciura i bivacchi sono come la polvere sui mobili, il furestée che entra in casa senza pattine, non sta bene, tutto deve essere in ordine e risplendere come se ci avessero passato il mastrolindo, questa nostra sensibilità al sud non ce la capiscono.
Ne parlavamo ieri con mio padre: come mai che a Sermide, dove una volta eravamo tutti comunisti, oggi hanno rifondato i fasci di combattimento e quando non sono fasci sono vieppiù leghisti? Mica perché c’è stato un cambiamento antropologico nella popolazione, figurarsi, troppo scolastico, roba da professori, no, il materiale umano è sempre lo stesso, lo stesso che votava il PCI e che oggi vota la Lega e di quando in quando i fasci di combattimento contro l’inconcludenza della politica politicante che parla parla e non conclude mai niente, uomini del fare contro uomini del chiacchierare. Che poi di fatto non facciano mai niente pure questi grandi uomini del fare è un altro discorso che si ripropone regolarmente al termine di ogni ciclo di abbaglio, ma intanto la ruota gira e qualcosa, di riffa o di raffa, ne esce sempre. Fenomenologia del “adda venì baffino”.

martedì 23 luglio 2019

Che caldo. Mi sono svegliato male e con le gambe molli, con quella depressione che ti prende a volte dopo il sonnellino pomeridiano e non sai più chi sei e dove ti trovi, estraneo al mondo e alla vita. Il filosofo a questo punto si mette a sedere e osserva con calma il tranquillo svolgersi degli avvenimenti: osserva dall'esterno la rappresentazione e gli infiniti fili che lo legano ad essa, la sua vita e tutta quella che ha vissuto fino a lì racchiusa in un palmo, poi, con un ultimo sforzo, squarcia il velo di Maya e giunge finalmente al fondo dell'io, e proprio lì, oltre la cortina della realtà dove tutto riluce di uno sfolgorante bagliore, emerge nitido e numinoso un solo pensiero: non ce la farà l'Inter di Conte a vincere lo scudetto, non gli comprano i giocatori, già tanto che arriviamo terzi.

lunedì 22 luglio 2019

Il melone

Il melone retato di Sermide presenta polpa di un intenso color arancione e consistenza medio-dura sulla scala di Mohs, dal gusto dolce, cedevole al palato, profumato al naso, esternamente è suddiviso in spicchi percorsi da venature rugose che gli conferiscono la caratterisca retatura. Nel meridione d'Italia viene genaralmente indicato con il termine di "melone a pane", nonostante questo è incluso nei cibi indicati per i celiaci. Il melone contiene molte proteine, lipidi e glucidi, e tanta vitamina A, che fa del melone il frutto più indicato per la cura della pelle e il rafforzamento della vista, il melone con l'alabarda è il simbolo di Trieste. Nella poetica gaddiana, nell'accezione di popone, va a connotare la presenza di vistose impalcature mammarie nelle femmine di estrazione popolare, può uccidere un uomo se lanciato da un obice a distanza convenientemente ravvicinata.
Ho quasi bruciato le scaloppine per scrivere l'ennesimo post su Schopenhauer, le ho acciuffate per i capelli, sciolti i legami peptidici, spezzate le catene delle proteine, della carne era rimasto solo il noùmeno, tuttavia ancora edibile. Salate erano salate, perché i sali sono sempre gli ultimi ad abbandonare la nave, avevano l'aspetto dei licheni e la consistenza delle infradito, però di cuoio, pensavo peggio.

Ritratti: Schopenhauer e la pietra filosofale

[trovandomi in crisi di ispirazione tengo allenato il muscolo riprendendo il discorso filosofico, ma è poca roba, scritta senza verve e soprattutto già abbondantemente trattata]

Schopenhauer aveva trovato la pietra filosofale - dire che fosse “la sua” non sarebbe corretto, il filosofo ambisce alla verità in sé, valida per tutti -, partendo dalla posizione kantiana per cui la realtà prende la forma di chi la guarda, il mondo è una rappresentazione, sicché l’uomo lo vede in un certo modo perché il quel modo lo codifica la sua coscienza, al fondo di questa rappresentazione si pone la realtà vera, quella originaria, la pulsione alla vita, cioè la Volontà di Vivere. È in questo senso che il suo pensiero viene definito irrazionalista, non perché non abbia alcun legame con il ragionamento, ma perché pone alla base del mondo razionale un principio intuìto attraverso il sentimento di sé: la Volontà, alla quale ciascuno può attingere direttamente nel fondo della propria coscienza. Tutto nel mondo è pulsione alla vita, che si concretizza essenzialmente nell’istinto di conservazione, nel mondo biologico e animale, ma anche nella tendenza della pietra a conservarsi il più possibile entro la sua forma. Di Schopenhauer salterà subito all'occhio la chiarezza e il talento letterario, ridotto però dall'odierna industria editoriale a spezzatino di aforismi, e poi la feroce polemica nei confronti degli idealisti tedeschi, con particolare riguardo a Hegel, che rifiuterà perfino di includere nella categoria dei filosofi trattandosi a suo parere di un semplice ciarlatano (a proposito di Hegel scriveva: "Da ogni pagina, da ogni riga traspare la preoccupazione di abbindolare e di ingannare il lettore, e ora di sbalordirlo facendogli impressione, ora di assordarlo con frasi incomprensibili" e non aveva tutti i torti). Uomo poco incline ad amare l'umanità, aveva però concepito in accordo con il suo sistema una sorta di compassione universale per il faticoso compito che vedeva impegnati gli uomini a lottare gli uni contro gli altri sulla spinta di una volontà a cui non si potevano sottrarre, sicché il migliore modo di vivere, secondo lui, era di smettere il più possibile di dare retta alla Volontà concettualizzandola e considerandola dall'esterno sotto l'aspetto dell'eternità. E qui risultava evidente il legame con l'antica sapienza orientale che prendeva le mosse dalle sue amate Upaniṣad e dai precetti del buddismo: la vita intesa come stato negativo, origine di tutte le tribolazioni, la necessità di liberarsi dalla volontà per smettere di girare nella ruota del saṃsāra, e cioè il mondo terreno, la vita materiale eppure illusoria permeata di dolore e di sofferenza. Amante della solitudine e dei cani, misogino e ateo irriducibile (l'entità su cui poggia il mondo è malvagia), riserverà per le donne parole meno crudeli in vecchiaia, quando sull'onda del tardivo riconoscimento il suo giudizio verrà addolcito dalla ritrovata compagnia femminile che lo spingerà ad affermare, ritrattando, che anche le donne sono dotate di acume e di capacità di altruismo. Suonava Rossini al flauto.

domenica 21 luglio 2019

Ho comprato le mie prime due polo di Sergio Tacchini, un investimento, sull'etichetta recano le indicazioni di manutenzione: lavare solo in fase di luna calante, stendere in quadratura con Vergine e Pesci, stirare al rovescio pronunciando la formula del quadrato del Sator; sullo sfondo, la maledizione di mia madre: “le hai prese giuste giuste, si restringeranno quando le lavi”, mi toccherà darle ai poveri.
Diciamo che Salvini-Conte-Di Maio è un ménage à trois dall'esito un po' scontato, Salvini è quello che chiude il trenino.

sabato 20 luglio 2019

Anch'io non credo che gli uomini siano mai andati sulla luna ma a differenza dei complottisti comuni credo che le immagini siano state girate non da Kubrick ma dai fratelli Vanzina.

giovedì 18 luglio 2019

La morale ha origini unicamente fisiologiche: se tutte le piante fossero per noi velenose il vegetarianesimo sarebbe una pratica suicida, se fossero fertili solo i rapporti fra consanguinei l'incesto non sarebbe considerato un tabù ma una virtù, e ancora, se il fumo facesse bene alla salute venderebbero le sigarette in farmacia. Tutto questo però non deve andare a giustificare gli atti impuri: lasciate in pace le cugine, non fumate, mangiate tante verdure.

mercoledì 17 luglio 2019

Auto da sogno: la Fiat 128

[altrove mi impegno a portare avanti una piccola produzione satirica di cui quello che segue è un modesto contributo, mi scuseranno gli esimi lettori ma non si può vivere di sola accademia]

Mentre tutto il mondo era rivolto col naso all’insù a guardare il potente Saturn V spedire i primi uomini sulla Luna, l’avvocato Agnelli guardava il dito e ne approfittava per lanciare la rivoluzionaria Fiat 128 che presentava soluzioni tecniche davvero avveniristiche per i suoi tempi, quali, per esempio, le portiere che si aprivano, le ruote che giravano, i fanali che si accendevano, insomma, una vera e propria rivoluzione nel campo della motorizzazione civile. La 128 montava un nuovo 4 cilindri in linea di 1116 cm³ capace di sviluppare la formidabile potenza di 55 CV, con albero a camme in testa azionato da cinghia dentata in gomma che comandava direttamente le punterie senza interposizione di bilancieri (Fonte: Wikipedia). La velocità massima dichiarata era di ben 140 km/h, volava.

Da Wikipedia: “La “128” ottenne subito un notevole successo di vendita in tutta Europa, anche aggiudicandosi il premio di Auto dell'anno nel 1970. Narra il designer Giorgetto Giugiaro che, recandosi a Wolfsburg per presentare i bozzetti del disegno della futura Golf, vide nel reparto progettazione Volkswagen una “128” completamente smontata; i tecnici tedeschi ritenevano infatti che la berlina Fiat fosse il miglior esempio di “auto medio piccola” moderna, alla quale ispirarsi per lo schema tecnico”, insomma, ce la copiavano anche i tedeschi (che all’epoca erano ancora rintronati dalla guerra). 

In Russia la Fiat 128 venne commercializzata col nome di Zastava 101, che ancora oggi si possono ammirare su Youtube riprese dalle dashcam nelle compilation “Meanwhile in Russia”.



Arrivederci alla prossima puntata di Auto da Sogno dedicata alla Prinz NSU. 
Vediamo quanto la menano con questo russiagate, altrimento detto Moscopoli, come se non gli facessero un favore ai leghisti di essere i cocchi di Putin, quelli se l'appuntano sul bavero della giacca come i distintivi degli scout, distintivi di capo e capovice squadriglia, quadrante sud-occidentale. Possibile che con tutti i libri che hanno letto sugli operai quelli del gruppo editoriale Espresso - fondatore Carlo Caracciolo, 9º Principe di Castagneto, 4º Duca di Melito - del poppolo continuino a non capirci una mazza?

martedì 16 luglio 2019

Dice: Il missile scoperto ieri a Torino era destinato a me. Ok, ma era un aria-aria, e dove stava il Tornado per lanciarlo? Ci vuole il Tornado, qualcuno ha visto in giro un Tornado? Uscite il Tornado per la Madonna!

lunedì 15 luglio 2019

Perché mi sono messo a scrivere di politica? Ma perché quelli che ne parlano sono di una noia mortale, me la racconto io la politica, a modo mio, che mi diverto di più. Prendi Giovanni Floris, quando iniziava Dimartedì, alle 21:15? Ecco, già alle 21:16, siparietto satirico o meno, un torpore spesso come un budino mi avvolgeva i centri della cogitazione, e tenete presente che domenica sono riuscito a vedere il Gran Premio di Silverstone fino quasi a metà, voglio dire, ho una certa tenuta se mi ci metto.

domenica 14 luglio 2019

L'uomo senza velleità

Sull'Atlantico un minimo barometrico avanza in direzione orientale incontro a un massimo incombente sull'Europa, e non mostra per il momento alcuna tendenza a schivarlo verso nord. Le isoterme e le isòtere si comportano a dovere. La temperatura dell'aria è in rapporto normale con la temperatura media annua, con la temperatura del mese più caldo come con quella del mese più freddo, e con l'oscillazione media aperiodica. Insomma, stasera mettono pioggia. La domenica trascorre placida e oziosa, poca gente in giro e anche la musica esce ovattata dal bar all'angolo, sfornito di clientela. Un uomo mangia noccioline seduto sotto la tettoia della pompa di benzina, questo però in un quadro di Hopper. Allora facciamo che un uomo parla al cellulare davanti al negozio della TIM (non si può più essere poetici nell’era del 4G). Non so cosa fare, quasi quasi mi faccio uno shampoo. Scende l'acqua, scende, scroscia, calda, fredda, calda… giusta. Shampoo rosso, giallo, quale marca mi va meglio?… Questa. Poi una bella doccia, un bel cambio di biancheria, le mutande grigie, quelle larghe. Dopo la doccia… mangio. Dopo mangiato… leggo. Stasera ci vorrà il lenzuolo. Ah! Come lavorerò bene quest’estate con tutti questi fatti, ho l’infinito in cartellone.

[disclaimer: ho rubato a Musil l'incipit de L'uomo senza qualità e una canzone a Gaber, sul finale Carmelo Bene]

venerdì 12 luglio 2019

Una giovane madre attraversa la strada spingendo una carrozzina, in mano l'immancabile telefonino che avvicina alla bocca un po' di sbieco (registra un messaggio vocale), veste un completino nero molto attillato, short inguinali e camicetta scollata, le gambe oscenamente nude, come del resto già da un pezzo è in uso, ahimè, fra le ragazzine. Ora io mi domando, e vi domanderete anche voi, come possono madri acconciate a tal maniera trasmettere ai figli quei valori morali che andranno poi a formare il carattere di una nazione, e per fortuna che al ministero della famiglia è appena sbarcata una comasca doc, la nostra validissima Alessandra Locatelli, la quale avrà il difficile compito di trasformare un paese a vocazione balneare in un virtuoso cenacolo di madri e di patrioti, a lei va il nostro più grande e sincero in bocca al lupo. (sia detto qui, a mo' di liberatoria, che ogni giudizio estetico espresso ha un intento essenzialmente tecnico, se indulgo con dovizia di particolari sull'abbigliamento femminile è solo per trarne considerazioni di carattere sociologico).
Come diceva Bukowski, il cui cervello alcolico si era da tempo accostato a quella vacuità che affila i concetti e rende essenziali i giudizi, "la differenza fra Democrazia e Dittatura è che in Democrazia prima voti poi prendi ordini; in Dittatura non stai perdere tempo a votare". Oggi che la democrazia si riduce perlopiù a quello stile di vita che permette di giocare coi cellulari e di iscriversi a Instagram non ci sarebbe nemmeno più bisogno di allestire tutta la variopinta sarabanda delle elezioni, come del resto ci insegnano i compagni cinesi, se non fosse che tale sarabanda costituisce ancora per l'occidente una tradizione imprescindibile al pari del Dirndlkleid e del Kilt, anche se sempre più svuotata di senso e di significati: in futuro saremo democratici senza democrazia.

giovedì 11 luglio 2019

Ci risiamo, ogni volta che devo fare gli esami del sangue vogliono anche la mia pipì nel barattolo, gente schifosa che per amor della scienza ti infilerebbe i diti dappertutto, pure nel... lasciamo perdere: dio è morto. Che un gentiluomo di campagna sia costretto ad aggirarsi per il borgo con un contenitore pieno della sua urina in una busta è il segno evidente di questi tempi che hanno perduto ogni rispetto per l'uomo e per le buone maniere, e poi si lamentano.

mercoledì 10 luglio 2019

Una domanda viene sollevata da più parti: dove sono finiti gli intellettuali? Mah, qualcuno al mare, qualcuno ai monti, alcuni in casa con il ventilatore puntato sui piedi, altri, i più fortunati, in televisione con l'aria condizionata. Ma non incidono più sulla società? La domanda è mal posta: è la società che incide sugli intellettuali, troppo ben pasciuti perché sentano il bisogno di rovesciare i tavoli, se non incidono significa che in fondo va benone così.
Quel libricino che sto leggendo, “Il pensiero politico della destra”, stampato nel 1996, è di Michele Prospero, che oggi ritroviamo come responsabile culturale di Sinistra Italiana. Parte da de Maistre per proseguire con Antonio Rosmini e arrivare a Nietzsche e Schopenhauer. Ecco, Nietzsche e Schopenhauer. Schopenhauer di destra? Inequivocabilmente, perché avrebbe volentieri dato il suo binocolo ai militari impegnati nella repressione, perché disprezza il popolo definendolo “plebaglia scatenata”, non ultimo, aggiungo io, perché ha fatto ruzzolare giù per le scale una vecchietta. Nietzsche di destra? Be', sì, però, bisogna distinguere... Nietzsche sarebbe ascrivibile alla sinistra per la parte che riguarda la critica all'apparto morale cristiano-borghese. Certo, disprezza il socialismo e ogni forma di impresa solidale però occorre sottrarlo alle grinfie di chi vorrebbe costringerlo “entro il corto circuito del pensiero totalitario”. Insomma, ancora nel novantasei Nietzsche godeva di un migliore ufficio stampa.

De Maistre

Mi affascina la figura di Joseph-Marie de Maistre, nato in Savoia, allora Regno di Sardegna, il primo di aprile del 1753 (ma non si tratta di uno scherzo), prototipo di tutte le destre reazionarie (reazionarie perché reagiscono alla rivoluzione francese), critico con la restaurazione perché a suo avviso troppo morbida con i rivoluzionari, promotore di un ritorno alla piena autorità papale contro l'eresia della modernità. Sulle enciclopedie viene tacciato di “ultramontanismo”, cioè coloro che si trovano al di là dei monti, come i protestanti definivano quelli che abbracciavano le ragioni della chiesa cattolica romana. I principi della rivoluzione, e quelli della riforma protestante, sono per de Maistre il peccato che allontana dall'ordine politico e sociale voluto da Dio:

“Il mostro tricefalo della modernità che comprende la ragione, la rivoluzione, l'individualismo, gli appare come il prodotto di un grande complotto. Con Locke e Bacone comincia «la più terribile congiura che sia stata fatta contro la religione e contro i troni». La grande follia della ragione rende tutti gli ordinamenti provvisori, sottopone ogni dogma religioso a obiezioni cui è difficile rispondere. Per questo occorre respingere la ragione «come un'avvelenatrice» che mina la felice consuetudine per cui «spetta ai prelati, ai nobili, ai grandi ufficiali essere i depositari e i guardiani delle verità conservatrici». (Il pensiero politico della destra, Michele Prospero, citando lo stesso de Maistre)

Torna utile, il de Maistre, in questa odierna battaglia contro lo spauracchio dell'islamismo e dell'invasione africana, fra omaggi un po' furbetti alla Madonna e appelli accorati alle comuni radici giudaico-cristiane, de Maistre ritorna perché il problema dell'ordinamento stabile della società si riaffaccia ogni volta che sopraggiunge un pericolo che lo mette in discussione e la sola fratellanza fra i popoli ridiventa un concetto troppo vago e incerto per dare pace all'animo spaurito. Il guaio della ragione lasciata senza briglie è che vola troppo alto e perde il contatto con le ragioni delle viscere, la paura dell'estinzione smuove sul fondo tutta la fanghiglia delle inquietudini ancestrali, per cui si può ben dire che anche l'odierno populismo, a suo modo, è un restare umani, troppo umani.

lunedì 8 luglio 2019

Non si tratterebbe né di accoglierli tutti né di affondare le navi, se non fosse che la cortina fumogena dello scontro politico ha ormai completamente oscurato i termini della questione e un problema che necessiterebbe di calma e di sangue freddo finisce invece per essere alla mercé delle isterie e del sangue al naso. E non è nemmeno un problema peculiare del temperamento latino, ovunque, anche alle più anglosassoni delle latitudini, l'isteria ormai la fa da padrona, perché è l'uomo, qua, che ha paura, perché se la porta appresso come le piattole, sicché si potrebbe dire, come lo Schopenhauer, che la vicenda umana è davvero quell'episodio infruttuoso che viene a sconvolgere la beata quiete della non-esistenza, senza timore di essere smentiti. Ritornando al concreto: non c'è un diritto di migrare in Europa in nome di fantomatici valori universali così come non c'è l'invasione degli ultracopri paventata dai nazionalisti e dai dieghi fusari dei piani kalergici allestiti in gran segreto dai giudei naso-adunchi padroni delle Ong, trattasi di due forme complementari di errore.

domenica 7 luglio 2019

Di Pirandello (sto leggendo il Mattia Pascal) e della produzione artistica siciliana in generale salta subito all’occhio questa cosa per cui dove c’è una donna, e malauguratamente anche un uomo, lì c’è pure una tresca, o quantomeno si dà adito a un sospetto, a un pettegolezzo, senza riguardo per il vincolo di parentela: zii, cugini, nipoti, nessuno è al sicuro, tanto meno le nuore, un gran fiorire di figli illegittimi cresciuti più o meno inconsapevolmente dai cornuti, veri scemi del villaggio. Scorre il testosterone a fiumi nella Trinacria, rischiosissimo far cadere la saponetta, si cammina rasente i muri, si aggirano perennemente affamati prototipi dell’uomo buzzanchesco con l’occhio lungo e la mano lesta.

sabato 6 luglio 2019

Non faccio in tempo a mettere la chiave nella toppa, carico di spesa, che squilla il citofono, prendo e dall’altra parte mi giunge una domanda: “Buongiorno, mi chiedevo se lei ritiene che siano colpa di Dio tutte queste cose brutte che succedono al mondo…”. “No”, dico io rassicurante, “non è colpa di Dio… mi scusi, sa, ma devo mettere via la spesa, salve”. Non me la sono sentita di dare la colpa a Dio, poveretto.
Un esempio pratico di incomprensione nella società di oggi: ha preso piede, qui a Como, una particolare figura di migrante operoso, il migrante spazzino. Ansiosi di mostrare le proprie buone intenzioni, non si limitano più a chiedere la monetina ma armati di ramazza e paletta si mettono a ripulire strade e marciapiedi chiedendo in cambio un lavoro. Senonché la loro alacrità è talmente operosa che arrivano sovente a spazzare i piedi dei clienti che entrano ed escono dagli esercizi commerciali, e si sa, chi viene spazzato sui piedi non si sposa. Non solo, a fine lavoro il marciapiede si riempie di sacchettini della spazzatura tirata su senza alcun criterio, sicché i sacchetti devono essere riaperti e passati al vaglio dei netturbini ufficiali che ne suddividono ulteriormente il contenuto a norma di raccolta differenziata. Ieri un esercente si è messo a urlare contro il povero migrante: "Hai rotto i coglioni! Via di qua, non ti voglio più vedere!", così una buona intenzione finisce per non centrare lo scopo che si era prefissa.
Allora abbiamo appurato che in natura non esistono diritti in sé e per sé, che il diritto è un concetto introdotto dalle attività umane e come tale non esprime valori costanti, che non esiste un diritto alla vita in sé, un diritto a nutrirsi in sé, un diritto a migrare in sé, ma solo l'atto del vivere, l'atto del nutrirsi, l'atto del migrare, sicché la pretesa del pensiero illuminista-razionalista, quella di esprimere attraverso il progresso della ragione dei valori assoluti e non negoziabili, non può mantenersi all'altezza dei suoi propositi, seppur lodevoli. Questo è certamente un guaio per tutte le Carole del mondo ma la verità, per tanto terribile che sia, bisogna pur dirsela. Provate a concepire un uomo solo davanti alla natura che urla al mondo: "io ho diritto di vivere!" e vi risulterà evidente tutta la ridicolaggine della questione. 

venerdì 5 luglio 2019

Moglia, quattro case sparpagliate sulla riva destra del Po, una chiesa, un campetto e un caseificio che si occupava anche dei maiali. Con ventimila lire andavo a comprare un etto di prosciutto, mi davano il resto in caramelle. Ero pieno di caramelle, le seminavo per strada come Pollicino, biondo che non sembravo nemmeno io, con le gambette secche che spuntavano dal pantaloncino largo come un mutandone, impossibile perdersi. Avevo le ginocchia costantemente grattate dal rovinoso impatto con il selciato in cemento, delle ellissi perfette, da manuale di geometria. Perché era arrivato il cemento a civilizzare la campagna e una gettata di cemento era allora considerata l'accessorio indispensabile per fare di un cortile di zotici una contrada signorile, rovente d'estate, scivolosa d'inverno, ma che teneva lontana la polvere e permetteva di mantenere lustre le piastrelle del salotto. La cugina di mia nonna, donna di un senso della pulizia impeccabile, per non sporcare la cucina spignattava nel garage e in casa sua si entrava solo muniti di un permesso speciale. Mai ebbi la fortuna di essere introdotto nel mausoleo, mi immaginavo quella casa come un Taj Mahal, lucido come uno specchio, rappresentazione ideale del concetto stesso di pulizia. Lavava anche il selciato di fronte a casa, con la varechina, con una spazzolina grattava via il muschio attorno ai vasi, sicché d'estate, in pieno sole, quel selciato si poteva distinguere anche dallo spazio, più luminoso del lago di Garda. Questa cugina la si poteva vedere camminare coi calzettoni di lana anche d'estate, "perché c'era un po' d'arietta...", era sommamente ipocondriaca e ci manteneva costantemente informati sul colore e la consistenza delle sue feci, quasi fossimo noi degli analisti di laboratorio, e dei bruciori della sua "passerina", come fossimo anche degli urologi. Io rimanevo un po' stranito da tutti quei dettagli, universi sconosciuti che nemmeno avrei voluto conoscere. Ci andammo anche al mare con questa cugina e ci mancò poco che non si portasse appresso lo scialle di lana. Tuttavia era simpatica. Tutta un'altra cosa era la signora G..., donna molto devota, sempre incipriata e profumante di talco come una bambola, che aveva i piedi così gonfi che le uscivano dalle scarpine come dei soufflé, giacché era così trattenuta nei modi che si era messa a trattenere anche i liquidi. Però faceva un delizioso tè al limone, dolcissimo, con talmente tanto zucchero dentro che era sempre lì lì per tramutarsi in budino. Da piccolo mi portava a messa e magari in cuor suo pensava di avermi salvato dalla perniciosa influenza del nonno comunista, macché, ma al mondo l'importante è vivere sereni e mi fa piacere di non averle dato questo dispiacere. Il barbiere faceva in tutto due tagli, corto e a scodella.

mercoledì 3 luglio 2019

Oibò, hanno rilasciato la capitana, e adesso come faremo senza il nostro polpettone? Almeno le soap ci usano la grazia di continuare all'infinito, non ti abbandonano sul più bello, c'è sempre un nipote che sposa la zia, un suocero che impalma la nuora, se il mondo fosse una puntata di Tempesta d'Amore ora staremmo tutti a palpitare per Carola e Matteo, mentre così, converrete, è una noia mortale.

lunedì 1 luglio 2019

Articolo per farsi assumere da Repubblica

Carola Racchette salva i migranti, Greta Thunberg il clima, la forza di due donne che hanno il coraggio di cambiare il mondo, di dire basta, due donne molto diverse fra loro eppure così uguali, unite da una passione comune, quella per l'umanità. Già, l'umanità, una parola che sembra quasi caduta in disuso in questi tempi di egoismo e di crudeltà ma che dobbiamo avere il coraggio di riportare con forza al centro delle nostre vite. Restiamo umani, ripartiamo dai piccoli ma grandi gesti quotidiani che troppo spesso non abbiamo il coraggio di compiere perché distratti dalle nostre esistenze vissute sempre di corsa, e poi l'attenzione per le biodiversità… e a questo punto ci infilo Lady Gaga eroina della causa LGBTQI+... la battaglia contro l'ipossia e le malattie socialmente debilitanti quali, per esempio, l'alitosi e la pecòla, la pel dal cù ca sa descòla… poi butto lì una frase alla Gramellini del tipo "nel silenzio delle parole c'è la grandezza del rapporto tra genitori e figli", per chiudere con un fervorino sulle donne risorse dell'umanità (citare Alexandria Ocasio-Cortez)… insomma, fate l'argo elzeviristi, Carlo Verdelli scansate!
Come al solito, a dire che esiste, che deve esistere, un principio etico superiore che vale per tutti gli esseri umani in stato di bisogno è quello stesso pensiero che non accetta più gli immutabili in tutte le sue forme, che pensa che al mondo tutto sia caduco, che non esiste un'entità garante superiore, e dunque agisce come quello che pretende di costruire un solido edificio su un terreno che lui stesso ha contribuito a rendere friabile, inadatto alle fondamenta. Sei stato tu, o uomo moderno e post-moderno, a irrobustire il mito della provvisorietà delle cose, e adesso che pretendi, che non debba però essere provvisorio il sacro principio dell'accoglienza del migrante? Come diceva quello, non si tratta di valori costanti ma di valori funzionali, sicché, se si vuole far trionfare nella società una certa concezione del bene, occorrerà prima esibire ai committenti una certa idea di funzionalità, con le slide e i suoi bei grafici a torta, e così per il male.

domenica 30 giugno 2019

Io dormo sonni tranquilli perché so che finché ci sarà al comando lui, no caldo africano, no sabbia del deserto, no dattero egiziano potrà più varcare i confini del sacro suolo patrio senza un formale documento di riconoscimento, fieramente respinto sulla linea del bagnasciuga, e tutti i pacifinti e i radicali chic che oggi frignano come mammolette si mettano pure l'anima in pace, se vogliono i buoni sentimenti che vadino al cinema.

giovedì 27 giugno 2019

"Non sono naufraghi ma viaggi organizzati"

"Pronto? Sì, salve... ci servirebbero degli africani da caricare su una nave per fare una grande azione dimostrativa... sì, il solito... come dice? Se il nostro Salvini è d'accordo? Certo che è d'accordo, è lui il padrone del vapore, poliziotto cattivo contro pace nel mondo, tira più del Trono di Spade... no, guardi, non mi facc... Senta: ca-pi-sce-quel-lo-che-dico?.... Bene, allora me ne procuri di giovani, meglio se ragazzi, e madri incinte all'ultimo mese, è per la drammatizzazione... scusi un attimo... ce l'hai la Meloni che affonda la nave? Ok... Sì, eccomi. Allora, noi arriviamo lì alle otto e li carichiamo tutti, colazione a sacco, non facciamo come l'altra volta che siamo partiti alle due e si schiattava dal caldo... mi raccomando, organizzati. Ok... sì... ovvio... bye... bye bye... bye".

mercoledì 26 giugno 2019

Love is in the air

Un BMW fastback targato Ticino si ferma in un posto riservato ai mezzi di lavoro, giunge un furgone guidato da un operatore edile, cioè un magūtt, un muratore, un operoso manovale, e sibila fra i denti: "svizzeri di merda...". C'è amore nell'aria. La città è romantica e si sente. Si baciano sul lago gli innamorati, ci viene in gita Obama a trovare l'amico. Al fondo di tanta sciccheria strisciano gli amareggiati della vita, i trombati, gli sturacessi del mondo, che accorrono solerti ad aggiustare i gabinetti delle camere prenotate su trivago. Se non con gli svizzeri se la prendono coi varesotti, categoria etnica fra le più vituperate nella zona. Il varesotto è un tronfio, un arricchito, ovverosia un imbecille, il comasco, diversamente, è alacre, onesto, laborioso, e di grande cuore, ma solo con la sua gente. Svizzeri e varesotti sono tollerati appena più dei neri molto neri, che assieme ai "maruchìn", categoria onnicomprensiva del nordafrica e del vicino oriente, costituiscono all'oggi il peggio del peggio che si possa trovare qui in alta Brianza. Come si diceva, c'è amore nell'aria.

lunedì 24 giugno 2019

"Maloja è, delle dimolte nevi di Lombardia,
tra le più skiabili e skiate.
Reduce alcuno, talotta, con tibia,
o anche perone, privi di unità"
C. E. Gadda

Le olimpiadi di Cortina stanno al "paese" evocato da Conte come i Serbelloni Mazzanti Viendalmare stanno alla lotta di classe, espressione di una élite non più culturale ma sciatoria, aperitavita, settimana-biancante, tant'è che la disciplina abbisogna di abbigliamenti e attrezzature, e di piumini e giubbini, e di occhialini e scarpini, talora non proprio economici, mentre è noto che per correre sono principalmente bastanti appena una paio di piedi, nudi se si vuole proprio esagerare, e per saltare in lungo un paio di gambe, quantunque molleggiate. Lungi da noi trarne un discorso morale, piuttosto di costume, l'idiozia dei radicals, coi loro rituals, gareggia ormai in cretineria con quella dei cafonals.

domenica 23 giugno 2019

"Quando entrò nelle aule dove si insegnava la meccanica, Ulrich fu subito in preda a un entusiasmo febbrile. A che serve ormai l'Apollo del Belvedere, se si hanno davanti agli occhi le forme nuove di un turboalternatore o il meccanismo di distribuzione di una locomotiva! Chi può interessarsi ormai alle chiacchiere millenarie sul bene e sul male, quando s'è trovato che no si tratta di “valori costanti” ma di “valori funzionali”, così che la bontà delle opere dipende dalle circostanze storiche e la bontà degli uomini dall'abilità psicotecnica con la quale si sfruttano le loro capacità! Il mondo è semplicemente buffo se lo si considera dal punto di vista tecnico;  privo di praticità in tutti i rapporti umani, estremamente inesatto e antieconomico nei metodi; e chi è abituato a sbrigare le proprie faccende col regolo calcolatore non può ormai prendere sul serio una buona metà delle asserzioni umane".

(L'uomo senza qualità)

sabato 22 giugno 2019

Ritratto di signora con temporale

La signora che mi abita di fronte, che ieri si asciugava i capelli in vestaglia mostrando il davanzale (un davanzale bello polposo, che ci potevi appendere i vasi dei fiori), come tutte le mattine scende in bicicletta a farsi il suo giretto, anche oggi che minaccia temporale, col suo bel vestitino leggero e il sandaletto Saint Tropez, come se l’estate gliela avesse ordinata il dottore. Ma Giove Pluvio oggi ha disposto diversamente, dei nuvoloni scuri striati di bianco, come se ci avessero dentro le venuzze di grasso, e giù che s'aprono le cateratte del cielo, era nell'aria. Torna indietro la signora che pare caduta nel lago con tutta la bicicletta, i capelli che ieri si era sistemati ora sembrano quelli di Medusa, e il vestitino le si è attaccato alle gambe come fosse di plastica, per non dire del davanzale (la val d'Intelvi, col torrente nel mezzo). Ecco che guada la strada come il gaucho in sella al suo destriero, i finimenti sott'acqua, inforca il portone di casa con il gonnellone che le gocciola tutto sui piedi, lividi come piedi di naufraghi: cosa s'aspettava, che il temporale le facesse la premura di girarle attorno solo per lei come uno spasimante cortese? 
Se il fascismo non è solo un fatto politico ma categoria dello spirito, allora fascista era pure Giulio Cesare e il De bello gallico il suo Mein Kampf. Piuttosto sarebbe interessante capire qual è il meccanismo che traduce un certo atteggiamento personale in una tendenza globale. Io per esempio vedo una stanchezza degli uomini alle prese con i loro fastidi quotidiani per cui ad un certo punto mal tollerano la sollecitudine di chi li esorta ad occuparsi degli altri, come fossero loro fratelli, e dicono: ma non ci rompete i covoni che ne abbiamo già d'avanzo dei nostri! Sicché la sinistra sta oggi così tanto sulle scatole perché chiede troppo all'essere umano, gli chiede nientemeno di amare l'umanità. E nei casi più estremi anche gli animali, le piante, i ciottoli che rotolano nei torrenti. Non siamo ancora pronti per tutto questo amore.

venerdì 21 giugno 2019

Va capito l'umorismo anglosassone di Vittorio Feltri, prima di muovergli delle critiche andrebbero letti il Tristram Shandy o il Jonathan Swift di Istruzioni alla servitù: Quando hai fatto un danno sii sempre spavaldo e insolente, come se fossi tu il danneggiato. Poi, quando avrete assimilato bene i concetti del sense of humor, allora, solo allora, potrete farvi latori di una protesta ufficiale, oppure non curarvene affatto, abbandonando il maleducato alla critica dei topi.

mercoledì 19 giugno 2019


Quando stravinse Renzi si lamentarono che il liberismo aveva corrotto per l'ennesima volta (questa volta la definitiva) lo spirito originario della sinistra, sicché si buttarono sui grillini, web e rivoluzione, i più ortodossi su “Potere al Popolo” perché quelle due paroline buttate lì, “potere” e “popolo”, gli avevano prodotto un tale sommovimento alle ovaie che manco Robbie Williams ai tempi dei Take That, e va bene. Quando poi rimasero delusi dai grillini, costretti a stringere alleanza di governo con il Male Assoluto, s'attaccarono praticamente al cazzo, non essendo giunti nel frattempo il loro soccorso altri organi più raziocinanti a tamponare il repentino crollo delle illusioni, e con quelli intendo il cervello. Nel frattempo, i due amici napoletani che da Forza Italia erano passati ai Cinque Stelle e che mi ritrovavo regolarmente al seggio a fare opera di proselitismo questa volta invece al seggio non si fecero vedere, voci di popolo li danno ormai passati armi e bagagli al campo di Salvini. Il pentastellato resiste ormai solo nelle regioni dove è più forte la cultura dell'obolo di stato, che a questo punto e quasi quasi un pensierino ce lo faccio pure io.

sabato 15 giugno 2019

Mi si chiede di scrivere e di raccontare, ma cosa volete che racconti di questa collettività che insegue il gesto e ha smarrito il contenuto, se dovessi raccontarvi per filo e per segno i fatti, gli accadimenti, di una serata passata fuori con gli amici, ne rimarreste sgomenti, atterriti dalla vacuità della pratica, tanto vale restare a casa ad attaccarsi al piffero, che c'è più gusto, e meno perdenza. Fatti e accadimenti poi ne avrei anche da raccontare, vissuti in prima persona e per sentito dire, ma sarebbero comunque troppo riconoscibili anche da rimaneggiati, non basterebbe cambiare i nomi e i luoghi, che se per un caso fortuito i diretti interessati venissero a leggerlo e si riconoscessero, altro che materassai di via Merulana, qui ci scapperebbe la denuncia a piede libero! Sono un cronista davvero da poco, sono uomo di concetto più che da narrazione, dentro di me s'agita un Carlo Dossi, uno scapigliato, ma più che giocare con le idee non sono fare, e mi dispiace, avrei voluto essere il nuovo Chiara, un Simenon, e invece non sono nemmeno un Fabio Volo, e meno male.

venerdì 14 giugno 2019

È calata la notte. Dal mendrisiotto un raggio verde, preceduto da un lampo, seguito da un tuono, ha cancellato ogni traccia del giorno. Piove con cattiveria, percuotono le finestre goccioloni spessi come chicchi: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?

Viale del tramonto

Te lo ricordi Berlusconi? Io quasi no. Il più grande pericolo per la democrazia oggi langue su un divano con un barboncino che gli lecca la mano, Atma forse? Purtroppo Dudù. Superato, come le sue televisioni. Passati gli anni eroici dei Fede, dei Columbro, delle Zanicchi, permane ancora Gerry Scotti, a mo' di conferma del sinolo aristotelico, seppure un po' rigido sulle gambe. Il grande statista mancò il passaggio fondamentale che lo avrebbe potuto consegnare all'eternità, stampare una sua cartamoneta, il luigino, forse, in onore del padre, oppure l'olgettino, come oggettivazione dello Spirito Dissoluto. E io, di tutta la bile che ho speso, ora che me ne faccio? 
Sì parla molto di minibot. Io a casa ho dei miniassegni, circolavano negli anni '70 quando l'inflazione aveva fatto sparire le monetine, erano di fatto degli assegni circolari, titoli di credito al portatore emessi da banche private e casse di risparmio, chi li possedeva poteva smerciarli come fossero moneta corrente. Oggi alcuni di loro valgono anche molto, chiederò per i miei una perizia, li farò valutare, hai visto mai che ci compro casa, oppure Lukaku.

giovedì 13 giugno 2019

Non c'ho voglia di scrivere, si nota tanto? Le parole non mi si attaccano alle dita, faccio una gran fatica anche solo a esprimere un concetto e al momento non ne trovo di così interessanti che valgano quella fatica. Vorrebbe essere sprezzatura ma è solo blocco dello scrittore, anzi, di più, è un blocco del pensatore.

mercoledì 12 giugno 2019

Ma voi lo sapevate che dentro di noi c'è una pompa protonica? Perché io, nella mia ingenuità di umanista, pensavo di essere dotato appena di pistola fotonica viste le peculiari caratteristiche del mio gender... pfui, da non crederci.

martedì 11 giugno 2019

Pamphlet/2

Nel personale pantheon dei millennials il viaggio in Spagna, la rambla, la sagrada sangría, il sushi, il sashimi, l'ecologia, conoscono Cuba perché son stati a Varadero, conoscono l'Islanda perché son stati a Reykjavero; Lexie a ventun anni ha già visitato tutti paesi del globo, entrerà nel guinness dei primati, nel senso dell'ordine di mammiferi comprendenti i tarsi, i lemuri e anche l'uomo, fra tutti gli animali il più intelligente, fra tutti gli intelligenti il più deficiente; per battere il primato dovrà fornire diecimila prove dei suoi viaggi, tra biglietti aerei, ricevute e foto di canguri, comprese quelle gentilmente offerte del suo mandolino di cui fu assai prodiga su instagram. Tutto conoscono ma non s'interessano di una bega.

venerdì 7 giugno 2019

Pamphlet

Hanno aperto le stalle, cioè sono finite le scuole e gli studenti, presi da un entusiasmo da coppa del mondo, si riversano chiassosi in mezzo alla via, tutta gente che poi toccherà frequentare in ufficio e sui posti di lavoro, da brividi, e io mi chiedo: ma perché continuano a fare figli? A tal proposito mia zia diceva: sì, i putìn, puvrin, iè bei, ma a mi, cusa vot farag, im pias minga (”sì, i bambini, poverini, sono belli, ma a me, che vuoi farci, non mi piacciono mica”), che quando ci penso tutte le volte mi commuovo, con quel “puvrin” che sta ad indicare il minus habens di cui ci si deve ahimè far pure carico.

Il bambino, poverino, non sa nemmeno reggersi in piedi da solo, lo vedi? E’ rotto, non ce la fa, è troppo scemo per riuscirci. La tenerezza che ci ispira è compatimento, ridiamo di lui quando barcolla e si caga addosso, e poi più cresce e più diventa molesto, finché, a poco poco, perviene, a coronamento della sua carriera, a quella raffinatissima e suprema forma di idiozia che è la vita adulta.

Fine del pamphlet.

giovedì 6 giugno 2019

"Guardali lì come vanno in giro, mi fanno una rabbia!"
"Chi signora?"
"I negher! Sti qui che vanno in giro come fossero loro i padroni!"
"Il suolo è pubblico, signora, l'aria è di tutti"
"Sarà mica comunista lei?"
"No signora, quand'ero giovane io non c'era più il Partito Comunista"
"Mmmm... non me la racconta mica giusta a me bel giovanotto!"
"Sono un liberale, se non fanno del male a nessuno..."
"Eeeeh, ma la vede mica lei la televisione che tutti i giorni ce n'è uno che ammazza queldün? Liberale, ul me dìiiiis" ("liberale, mi dice")
"No signora, quelli alla televisione fanno a posta a selezionare le notizie con le persone di colore, per motivi politici"
"Ma che politici e politici, quelli lì non si sa che cosa gli gira nella testa, i vegn da la Baluba" ("vengono dalla Baluba", ipotetico stato africano al di là delle terre conosciute)
"Se mi permette, lei mi sembra un po' prevenuta, signora, il mondo è cambiato"
"L'è cambià in pèeeg!" ("è cambiato in peggio")
"Signora, non si agiti, vede che non fanno niente, anche loro hanno diritto..."
"Diritto! Avanti così e siamo noi che non abbiamo più il diritto di camminare per strada!"
"Signora, non si agiti, l'ha presa la pastiglia?"
"Ma quale pastiglia!?"
"Quella della pressione"
"Vè, mica mi deve parlare così a me, sa? Mio marito era un maresciallo"
"Dei carabinieri?"
"Finanza!"
"Quand'è così, mi scusi"
"Guarda quel lì cusa al fa!"
"Cosa fa?"
"Ul basa 'na giuinòta di nostri" ("sta baciando una giovane delle nostre")
"Saranno compagni di scuola"
"Brutti schifosi..."
"Signora..."
"Ah ma io voto il Salvini, altar che negher e rom!" (altro che persone di colore e rom)
"Signora, arriva il suo autobus"
"Ecco! E lei si faccia furbo, stia mica lì a fare tutti quei bei discorsi da professore, che quelli lì poi glielo mettono nel didietro!"
"Va bene, Signora, stia attenta a salire"
(un nero le tende la mano)
"No, grazie, faccio da sola! Che questi qui i me meten i man indlà bursèta!" (che questi qui mi infilano le mani nella borsetta)

Fine dell'apologo morale.

martedì 4 giugno 2019

Ma che buona che è l'apappaya, pappa dei papi, frutto dalle qualità propedeutiche, che grazie ai suoi enzimi antiossidanti ci preserva dalla distruzione delle cellule nervose consentendoci di continuare a mantenerci sani e nel pieno possesso delle nostre incapacità mentali.

La Bassa, la rana, il pescegatto

Quando ero piccolo io la Bassa era ancora bella ruspante, ancora non si era spenta l'eco della fame atavica che avevano patito durante la guerra e si mangiavano tutto quello che si muoveva, rane, lumache, animali fantastici, io no perché mi ero già evoluto, al massimo i passerotti che prendeva mio nonno e qualche fagiano che non mi pareva poi 'sta gran bontà, e invece c'era la vicina di casa di mia nonna che quando le portavano le rane nel cesto le si illuminavano gli occhi, le avrebbe mangiate vive con un po' di limone, non era un paese per principesse (e per principi ranocchi). Le donne lavavano con fatica, gli uomini lavoravano con calma, tutto era al posto assegnatogli dal buon Dio, c'erano ancora gli uomini bestia in canottiera che sapevano far andare i trattori e pure le donne avevano conservato una loro sana rozzezza, sempre la vicina, per dire, con la bella stagione se ne andava per campi a spiccare le ciliegie dagli alberi e se le infilava in bocca masticandole a piene ganasce sputando i noccioli nei fossi, con una avidità da naufraga su di un'isola deserta, adesso, figurati, tutte maestre di bon ton, se non le trovano già incellofanate all'ipermercato manco si degnano di guardarle. E quando qualcuno pescava portava pure ai suoi amici, i pescegatti, carne finissima e sopraffina, fritti nello strutto con le pinne caudali croccanti come patatine fritte, a Cannavacciuolo coi suoi quadri astratti gli facevano le pippe.

sabato 1 giugno 2019

La verità sulle stelle

Da quando la terra è piatta sono cambiate anche le stagioni, piove meno d’inverno e d’estate fa più caldo perché il sole non deve fare tutto quel giro lungo per scaldarsi, anzi, anche il sole è piatto, l’hanno confermato su Rousseau con l’80% dei voti, e si accende e si spegne come una plafoniera, fissa, si spegne il sole e si accende la luna, piena. Anche la luna è piatta, e sulla faccia nascosta si può osservare il gancetto che la tiene appesa alla cortina delle stelle, le quali sono intessute nel drappo della volta celeste con tecnica jacquard, raso turco da otto, chiedilo a Ferragamo, è stato lui a confezionarla.

venerdì 31 maggio 2019

Nord e Sud

Come dice la mia amica, qui al Nord abbiamo prati così verdi che li ripassiamo con la vernice, e siepi dritte tirate con il righello, qui al nord abbiamo l'idea che la natura sia molto bella, è vero, ma vada perfezionata ulteriormente secondo modelli ideali platonici, e comunque che non debba mai essere prevaricante rispetto alla volontà operosa degli uomini, cioè bisogna farle capire chi comanda, che sono le idee, le grandi visioni degli uomini che informano il mondo, siamo apollinei; mentre al Sud, che ha un suo senso del tragico tutto dionisiaco, la natura è signora e padrona, se l'hanno fatta così significa che così deve restare, e pure l'erbetta ai lati delle strade è espressione della virile lotta per la sopravvivenza in un mondo maldisposto e ostile, e per questo va rispettata, con tutti gli onori che si concedono al gladiatore gettato per sua disgrazia dentro la fossa dei leoni.

giovedì 30 maggio 2019

Arduino

Arduino era il rito d'iniziazione, il passo da compiere per entrare nel mondo dei grandi, il nonno mi portava da lui con la scusa che doveva far imbastire le suole, che lui non teneva la macchina, così mentre Arduino faceva andare la Singer io rimanevo incantato dallo spettacolo dei poster che tappezzavano di donne nude le pareti del suo atelier, certe signorine con delle robe scure fra le gambe che non si capiva bene che cos'erano, ma una pure l'avevo riconosciuta, era Loredana Bertè mi pare in costume da aerobica però senza costume, con una zazzera di capelli scuri sia sopra che sotto e il paginone centrale di Blitz con Trucula Bon Bon. Sembrava la cabina di un camion di meloni, impossibile guardare da un'altra parte, ogni spazio era occupato da donne nude che nella luce decrepita della lampadina parevano come caramellate, lucide come cotechini usciti dal brodo. Era una vera enciclopedia quella di Arduino, primo tentativo di una riorganizzazione ragionata del sapere, anticipatore di tutti gli youporn a venire. Arduino era pelato, alto un metro e cinquanta e con due occhietti un po' inquietanti da faina, dice che le signore non ci volevano andare a farsi aggiustare i tacchi, ci mandavano i mariti.

mercoledì 29 maggio 2019

I partiti di sinistra attendono ancora il giorno in cui la gente capirà ed è per questo che imperterriti battono sulla scuola, perché è la scuola che insegna ai giovani che sono i partiti di sinistra che hanno ragione, come un assioma, un due più due che fa quattro, ma i giovani più vanno a scuola e più non lo capiscono, perché è il capitalismo che li distrae, allora i professori requisiscono i telefonini ma i giovani ormai sono traviati e a Gramsci preferiscono il sedere delle compagne, e chi è che gli ha messo in testa queste cose ai giovani, è stato forse Milton Friedman, è stato Von Mises? Ma va, è una cosa che non hanno imparato sui libri, lo sentono dentro, come sentono dentro che la scuola dell'obbligo è ormai un teatrino di simulacri vecchi e rugginosi che non gli serviranno un granché nella vita, giusto per imparare a leggere e a chattare.
E alla sera, dopo cena, ci riunivamo attorno al fuoco a fare i mucchietti d'immondizia: le cose masticate nel sacchetto marrone, la plastica dentro il sacco giallo, il vetro nel bidone verde, la carta nel bidone blu, gli oggetti non identificati in quello grigio, a zio Pasquale che era daltonico gli avevamo scritto "VETRO", "CARTA", "OSSI DI POLLO" col pennarello, a zia Fiorige che non ci vedeva bene glielo avevamo scritto in braille ma teneva l'artrite per cui lo traduceva in greco. Nacquero discussioni sulla natura ontologica del tetrapak, se fosse da includere nella plastica o nel cartone lavorato, le lampadine bruciate, che avrebbero dovuto essere consegnate alla piattaforma ecologica, venivano nottetempo interrate in una buca dietro i vasi dei fiori, il cane dei vicini scoperse l'inganno e fummo costretti a sopprimerlo. In settimana passavano i camion, quello del vetro, della carta e della frazione umida, suonavano ai campanelli delle signore e a quelle un po' dure d'orecchio tiravano i sassolini alle finestre, poi ripartivano diretti alla piattaforma dove scaricavano tutto nella medesima buca, ma questo non si doveva sapere in giro sennò lo scherzo non sarebbe venuto bene.

martedì 28 maggio 2019

Perché dobbiamo essere sovranisti

Io penso che dobbiamo essere sovranisti perché l’italiano è l’unica lingua che si capisce, mica come il turco e il tedesco che non si capisce niente. E poi perché devi sempre voler bene alla tua mamma, mica alla mamma di qualcun altro. (questo sì che è parlare al cuore della gente).
Dice Fratoianni che il risultato è deludente e devono discuterne, e con chi? Ogni volta che votano rimangono sempre di meno, fra un po' si ridurranno ad affittare i ragazzi del catering per riempire le sedie in segreteria, ocio che se continua così il giorno in cui verrà certificato l'imminente crollo del capitalismo rischiano di non venire accreditati nei titoli di coda e il merito se lo prenderà tutto Diego Fusaro, è un attimo.

lunedì 27 maggio 2019

En marche!

Verrà reintrodotta in Italia la leva obbligatoria retroattiva, la cartolina rosa elettronica verrà recapitata via mail agli interessati che dovranno munirsi a loro spese di rosario e moschetto presentandosi al comando di corpo d'armata più vicino, è consigliata la sana costituzione fisica e la buona conoscenza del Salve Regina, tutti i professoroni e le anime belle della sinistra verranno assegnati alle cucine da campo con mansione di pelapatate o adibiti a compiti di sanificazione dei servizi igienici: i guerrieri caghino, gli intellettuali puliscano.

L'analisi, corollario

L'ecologismo lo lasciamo ai nordici coi loro miti dei folletti e delle fatine del bosco, noi latini, è noto, siamo più da ratto di Proserpina, sangue e merda, già tanto che ci abbassiamo a fare la differenziata con tutti quei bidoncini colorati che pare di stare all'asilo, non è virile.

L'analisi

Il PD è rimasto fermo ai suoi sei milioni di aficionados ma data l'astensione ci ha fatto bella figura, s'è scansato giusto per far passare la Lega che rispetto all'anno scorso ne guadagna tre milioni e mezzo e per far precipitare i grillini che rispetto alle politiche ne perdono sei (sei milioni di voti persi in un anno, c'era riuscito solo Renzi). Il PD di Zingaretti ha andamento da buono fruttifero, quello di Renzi da speculazione finanziaria. Il PD è come la mamma. La sinistra si esaurisce tutta lì, altra roba in giro non ce n'è a parte uno sparuto gruppo di facinorosi, gli ultimi romantici, mentre la Lega può solo migliorare drenando voti al cupio dissolvi di Forza Italia e pescando fra i Fratelli d'Italia. In Europa la crisi della sinistra è stata tamponata dall'exploit dei Verdi e da qualche buon risultato locale, niente marea populista, tutto rimandato al prossimo giro. Credevo peggio.

domenica 26 maggio 2019

Ho visto Nibali di profilo appena dopo il traguardo, prima il suo naso, poi Nibali. Era sottile come una scultura di Giacometti, addosso non aveva più niente da sudare. Sfido io che è forte in discesa, con quella pinna guadagna almeno due punti di coefficiente di penetrazione sugli avversarsi. Quando ha attaccato sulla salita di Civiglio ero davanti ai megaschermi, un boato, nessuna pietà per l'avversario ("lascialo lì che concima!"). Purtroppo l'avversario, uno sloveno tignoso con un nome da inibitore selettivo della serotonina, s'è attaccato al guard rail con tutte le protuberanze e ha perso solo 40 secondi, grande delusione fra i presenti. Comunque il climax era tale che per la gioia avrei perfino invitato Nibali alla mia festa di compleanno. Gran sport il ciclismo.
(Questa volta il seggio era deserto, per le politiche ricordo che c’era la fila fuori dalla sezione. Quando c’è poca gente vincono i progressisti. Vabbè, vado giù al lago a vedermi Nibali e il Giro d'Italia).

sabato 25 maggio 2019

Psicopatologia del voto

Si vota essenzialmente per fare un dispetto, "atto spiacevole provocato da stizza e risentimento", per "astiosa contrarietà o sorda irritazione", per cui inutile che ci lamentiamo se poi tutto l'apparato della comunicazione politica va proprio a battere lì dove il dente duole, se si ingegna in tutti i modi per andare a toccare i nervi scoperti, che sono poi quelli che fidelizzano di più la clientela. E d'altronde, anche l'uomo sommamente informato che pensa di essere mosso da motivazioni esclusivamente razionali finisce per farsi trascinare dal suo stesso ressentiment, così oggi odia Salvini come in passato ha già odiato Renzi e Berlusconi, e si indispettisce, come una zitella di buona famiglia che si vede soffiare tutti i suoi buoni argomenti dalla zoccolona di turno, perché gli uomini sono degli animali, che bastano un paio di tette sventolate al momento giusto per farli girare tutti dall'altra parte.
Che sto diventando vecchio lo vedo dal fatto che odio i giovani, e tuttavia mi rendo conto che i giovani li ho sempre odiati, anche da giovane, a riprova del fatto che sono nato vecchio. Quelli di oggi poi sono categoria così sfessata che manco più mi ispira una perfidia in particolare, solo una gran miseria, ma loro a questo punto potrebbero giustamente ribattere: e tu, tu che hai fatto di così eccezionale per chiamarti fuori da questa miseria? Be', io almeno ho l'ethos.
Che vuoi satireggiare oggi come oggi? Mancano i personaggi, mancano i Rimediotti, le Tettamanzi, mancano le Adalgise, la tecnologia puerilizza il mondo, hanno l'iPhone e si credono scienziati della Nasa, espertissimi di tutte le loro minuscole cazzate, e come orizzonte culturale i draghetti del Trono di Spade: e da questi qui che dovresti cavarci, il viaggio al termine della notte? 

martedì 21 maggio 2019

La strategia di Zingaretti è di fare il morto, muoversi il meno possibile per non far danni, eppure i grattacapi lo vengono a cercare a casa, vedi il caso Umbria, come quando qualcuno molla una scoreggia, sai chi è stato ma fingi di non avere il naso (chi, noi? Ma va! Tutto sotto controllo). Eppure, che può fare un partito come il PD in questo momento? Ogni cosa che dice gli farebbe comunque perdere voti, fai il garantista sui migranti e perdi il cinque per cento, la butti sull'onestà e non sei credibile perché te l'hanno ormai scippata quegli altri, la butti allora sulla forza tranquilla contro la minaccia dei populismi e quelli ti rispolverano il rosario e la Madonna, è inutile, è una guerra persa in ogni caso, come ti muovi muovi quelli ci guadagnano e tu ci perdi, è così che funziona lo spirito del mondo, è un venticello, un'auretta assai gentile che insensibile, sottile, leggermente, dolcemente, incomincia a sussurrar: viva la Madonna!, e che si arrangiassero i migranti che ne abbiamo già abbastanza dei nostri.

lunedì 20 maggio 2019

Era Flaiano in un articolo satirico del '54 che proponeva come soluzione alla mania comunista che spopolava allora fra i giovani di insegnare il marxismo a scuola come materia obbligatoria, così da renderlo detestabile e impopolare fra gli scolari al pari del Manzoni e del Parini. Facendo suo l'assioma per cui "niente ci alletta più delle cose che non conosciamo profondamente", il doverle studiare a forza invece solo di presumerle avrebbe liquidato nel giro di una generazione l'egemonia esercitata dal marxismo sulle sensibilità intellettuali del tempo. Si potrebbe tentare l'azzardo anche con gli sfessati di oggi ma temo che applicandosi allo studio sistematico delle loro stesse corbellerie finirebbero per convincersi ancora di più.

sabato 18 maggio 2019

Si sta come i gatti d'inverno sui termosifoni, fa più freddo a maggio che in aprile, dice che deve pur piovere dopo un inverno così secco ma adesso a mi chi me li secca i panni stesi ad asciugare, il bue e l'asinello?

giovedì 16 maggio 2019

Maestà conceda la proroga

Salvini cerca di salvare radio radicale così ci fa la figura del signore, i derelitti ispirano più facilmente la magnanimità d'animo, c'è sempre da guadagnarci. (ma dico io, Soros, 'ndo sta Soros? Invece di spenne tutti 'sti sordi co 'e barchette, 'tacci sua...).
Ci vuole poco oggidì per piacere al popolo sovrano infrollito com'è da decenni di figure di rincalzo, ci sono più gli Andreotti, i Craxi, i De Michelis, ci si accontenta di poco, e come fanno d'altronde tutti così presto a passare, l'Italia è un paese di salvatori della patria ad interim, oggi ti acclamano, domani non ti riconosce più nemmeno il tuo cane, paese ingrato. Ora ci attacchiamo a questo perché come sempre non ci sono alternative, è un uomo vero, che dice pane al pane e vino al vino, domani, chissà, ne arriverà un altro che menerà direttamente le mani, d'altronde le abbiamo viste tutte, serve roba sempre più forte per solleticare il pancino agli egri spirti, oggi pure Hitler si dovrebbe fare l'account twitter per avere qualche chance di restare a galla, e poi farsi buttare fuori per fare il piangina, funziona sempre.

mercoledì 15 maggio 2019

In fondo è una bella fortuna che Salvini sia il più amato dalle italiane, ci abbassa l'asticella a noi che non teniamo gli addominali, dev'essere il fascino delle divise. Io per esempio tengo una felpa marrone coi distintivi del Polo Club e la scritta "Winners of Royals Challenge Championship" anche se non ho mai montato un cavallo, ma dopotutto pure Salvini ha la felpa della Marina anche se non ha mai cazzato una randa, per cui...

lunedì 13 maggio 2019

Il modello a margherita

Secondo alcuni terrapiattisti, non tutti, prevalentemente quelli scismatici, Soros pagherebbe il Papa per girare attorno al mondo con l'aereo e alimentare così il grande inganno della sfericità della Terra, "la Terra sferica ha origini esoteriche utili a contrastare la Bibbia", poiché per la Bibbia e per i terrapiattisti (non tutti, prevalentemente quelli scismatici) la Terra è piatta come una margherita coi bordi alti e croccanti, in cui la mozzarella rappresenta i mari e il sugo le terre emerse, e l'origano le precipitazioni (il cosmo, va da sé, è un gigantesco forno a legna). In realtà l'aereo del papa non gira attorno al globo ma fa avanti e indietro in linea retta lungo una bisettrice prestabilita, come una rotella tagliapizza, il che tornerebbe. Senonché, per noi placidi nichilisti che passiamo le giornate in pigiama, la Terra potrebbe anche avere la forma di un elastico delle mutande, come in effetti sembrerebbero suggerire alcuni antichi poemi norreni, che la vita non ci cambierebbe di una virgola, ma si sa, l'uomo è sognatore e ha da agitarsi per tutto, fin per la forma della terra sui cui poggiamo i piedi, un problema di recettori della serotonina, basilarmente.

Ultim'ora

Un signore in caffettano è stato arrestato in piazza San Pietro perché inneggiava all’accoglienza dei migranti, è stato portato in questura perché viaggiava sopra una macchina scoperta con targa SCV, si è poi accertato che si trattava di un immigrato argentino di origini italiane che si era speso in passato per gli stranieri aderendo a una ONG di ispirazione mediorientale, è stato rilasciato sulla parola con obbligo di firma, si teme che possa fuggire all’estero e partecipare ad attività di proselitismo, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli nella speranza di smascherare l’intera organizzazione.

Lo strutto (amarcord)

Lo sugna si presentava in forma di vaselina conservata in barattoli di latta, noi la chiamavamo strutt, strutto, che viene da “struggere”, cioè “distrutto”, essendo lo strutto il grasso disciolto del maiale, del gugèt, in ispecial modo il grasso che gli proviene dalla zona lombare, praticamente le sue maniglie dell’amore, ma tagliuzzate e messe a cuocere per estrarne il prelibatissimo succo. La cotenna e i pezzetti di carne avanzati dalla cottura non venivano però buttati via (del maiale non si butta via niente) ma venivano salati, speziati e successivamente pressati nel torchio, serviti freddi in forma di ciccioli (o grasöli, “grassuoli”), lo snack dei campioni. Quando mangiavi i ciccioli poteva capitare che ti si incastrasse una setola fra i denti, le stesse setole che poi servivano per fare i pennelli e le pennellesse, che fra tutti i pennelli sono i più graziosi, le setole poi venivano rigurgitate in forma di palline di pelo. Lo strutto non serviva solo a friggere le cose salate, serviva anche a friggere le cose dolci, i favét, cioè i favetti, e i pinsin fritt, i pinzini fritti, che notoriamente si possono condire sia dolci che salati, perché noi della bassa delle tradizioni culinarie regionali prendevamo solo la crème de la crème, quel che faceva più male e in fin dei conti era più buono, nessuno temeva per le sue coronarie e quando si crepava si dava la colpa al destino, tutto sommato un buon compromesso. A Mantova lo usano anche per fare la schiacciata con le cipolle, in Romagna per fare le piadine, t’al dig (te lo dico).