sabato 18 maggio 2019

Si sta come i gatti d'inverno sui termosifoni, fa più freddo a maggio che in aprile, dice che deve pur piovere dopo un inverno così secco ma adesso a mi chi me li secca i panni stesi ad asciugare, il bue e l'asinello?

giovedì 16 maggio 2019

Maestà conceda la proroga

Salvini cerca di salvare radio radicale così ci fa la figura del signore, i derelitti ispirano più facilmente la magnanimità d'animo, c'è sempre da guadagnarci. (ma dico io, Soros, 'ndo sta Soros? Invece di spenne tutti 'sti sordi co 'e barchette, 'tacci sua...).
Ci vuole poco oggidì per piacere al popolo sovrano infrollito com'è da decenni di figure di rincalzo, ci sono più gli Andreotti, i Craxi, i De Michelis, ci si accontenta di poco, e come fanno d'altronde tutti così presto a passare, l'Italia è un paese di salvatori della patria ad interim, oggi ti acclamano, domani non ti riconosce più nemmeno il tuo cane, paese ingrato. Ora ci attacchiamo a questo perché come sempre non ci sono alternative, è un uomo vero, che dice pane al pane e vino al vino, domani, chissà, ne arriverà un altro che menerà direttamente le mani, d'altronde le abbiamo viste tutte, serve roba sempre più forte per solleticare il pancino agli egri spirti, oggi pure Hitler si dovrebbe fare l'account twitter per avere qualche chance di restare a galla, e poi farsi buttare fuori per fare il piangina, funziona sempre.

mercoledì 15 maggio 2019

In fondo è una bella fortuna che Salvini sia il più amato dalle italiane, ci abbassa l'asticella a noi che non teniamo gli addominali, dev'essere il fascino delle divise. Io per esempio tengo una felpa marrone coi distintivi del Polo Club e la scritta "Winners of Royals Challenge Championship" anche se non ho mai montato un cavallo, ma dopotutto pure Salvini ha la felpa della Marina anche se non ha mai cazzato una randa, per cui...

lunedì 13 maggio 2019

Il modello a margherita

Secondo alcuni terrapiattisti, non tutti, prevalentemente quelli scismatici, Soros pagherebbe il Papa per girare attorno al mondo con l'aereo e alimentare così il grande inganno della sfericità della Terra, "la Terra sferica ha origini esoteriche utili a contrastare la Bibbia", poiché per la Bibbia e per i terrapiattisti (non tutti, prevalentemente quelli scismatici) la Terra è piatta come una margherita coi bordi alti e croccanti, in cui la mozzarella rappresenta i mari e il sugo le terre emerse, e l'origano le precipitazioni (il cosmo, va da sé, è un gigantesco forno a legna). In realtà l'aereo del papa non gira attorno al globo ma fa avanti e indietro in linea retta lungo una bisettrice prestabilita, come una rotella tagliapizza, il che tornerebbe. Senonché, per noi placidi nichilisti che passiamo le giornate in pigiama, la Terra potrebbe anche avere la forma di un elastico delle mutande, come in effetti sembrerebbero suggerire alcuni antichi poemi norreni, che la vita non ci cambierebbe di una virgola, ma si sa, l'uomo è sognatore e ha da agitarsi per tutto, fin per la forma della terra sui cui poggiamo i piedi, un problema di recettori della serotonina, basilarmente.

Ultim'ora

Un signore in caffettano è stato arrestato in piazza San Pietro perché inneggiava all’accoglienza dei migranti, è stato portato in questura perché viaggiava sopra una macchina scoperta con targa SCV, si è poi accertato che si trattava di un immigrato argentino di origini italiane che si era speso in passato per gli stranieri aderendo a una ONG di ispirazione mediorientale, è stato rilasciato sulla parola con obbligo di firma, si teme che possa fuggire all’estero e partecipare ad attività di proselitismo, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli nella speranza di smascherare l’intera organizzazione.

Lo strutto (amarcord)

Lo sugna si presentava in forma di vaselina conservata in barattoli di latta, noi la chiamavamo strutt, strutto, che viene da “struggere”, cioè “distrutto”, essendo lo strutto il grasso disciolto del maiale, del gugèt, in ispecial modo il grasso che gli proviene dalla zona lombare, praticamente le sue maniglie dell’amore, ma tagliuzzate e messe a cuocere per estrarne il prelibatissimo succo. La cotenna e i pezzetti di carne avanzati dalla cottura non venivano però buttati via (del maiale non si butta via niente) ma venivano salati, speziati e successivamente pressati nel torchio, serviti freddi in forma di ciccioli (o grasöli, “grassuoli”), lo snack dei campioni. Quando mangiavi i ciccioli poteva capitare che ti si incastrasse una setola fra i denti, le stesse setole che poi servivano per fare i pennelli e le pennellesse, che fra tutti i pennelli sono i più graziosi, le setole poi venivano rigurgitate in forma di palline di pelo. Lo strutto non serviva solo a friggere le cose salate, serviva anche a friggere le cose dolci, i favét, cioè i favetti, e i pinsin fritt, i pinzini fritti, che notoriamente si possono condire sia dolci che salati, perché noi della bassa delle tradizioni culinarie regionali prendevamo solo la crème de la crème, quel che faceva più male e in fin dei conti era più buono, nessuno temeva per le sue coronarie e quando si crepava si dava la colpa al destino, tutto sommato un buon compromesso. A Mantova lo usano anche per fare la schiacciata con le cipolle, in Romagna per fare le piadine, t’al dig (te lo dico).

Il male è l'ignoranza del bene

Ora il borghese ignorante può finalmente sparare in casa al ladro per difendere la sua proprietà, avendo però l'accortezza di non centrare il nonno o la televisione, mentre il radical chic che ha studiato, armato solo di Pasolini, cercherà di far comprendere all'intruso che capisce la sua situazione di disagio e di non offendersi se ha chiamato la polizia perché anche i poliziotti sono figli di proletari come lui. Il ladro comprenderà allora la situazione e si intratterrà amabilmente con il proprietario sorseggiando una tisana in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine.

sabato 11 maggio 2019

Puntualizzo: non voglio dire che non serva a niente studiare, è che non si diventa necessariamente buoni studiando, apprendendo, comprendendo, si aggiunga a questo che non solo la gente non è tenuta ad essere intelligente, ma nemmeno può riuscirci se non ne è capace, non si cava il sangue dalle rape, pretenderlo è insensato. La gente è perlopiù irragionevole, pretendere di insegnarle come deve pensare non farà altro che imbestialirla ancor di più. Per cui è giusto che il mondo vada come deve andare.
Da dove viene la destra? Viene dall'impossibilità della sinistra di dare risposte semplici alle paure della gente, la paura c'è, è un dato di fatto, non è uno sbaglio della ragione. Continua invece la sinistra a pretendere dalla gente che capisca, come si trattasse di correggere un errore dell'intelletto, è una sinistra socratica, nel senso dell'intellettualismo etico (unica causa possibile del male l'ignoranza del bene): tutti sono buoni in potenza, anche i cattivi, solo che non studiano abbastanza, che se studiassero abbastanza si renderebbero conto dei propri abbagli e la conoscenza, come una forza irresistibile, li guarirebbe dall'errore facendoli diventare giusti. Senonché la qualità degli argomenti intellettuali della sinistra è attualmente così modesta che, anche potendo e ammesso che possa, non riesce a scalfire di un millimetro la paura, la cui intensità ha ormai raggiunto livelli di amperaggio ingestibili dalla ragione.

venerdì 10 maggio 2019

Altaforte e lo spirito del tempo

[rielaborato]

Il liberale grida allo scandolo perché Altaforte è stata buttata fuori dal salone del libro, come se dovesse esistere davvero una regione del mondo e dello spirito in cui le idee si confrontano e si emendano a vicenda in ragione di accordi stipulati fra intellettuali gentiluomini, ma quando mai? Ognuno se ne resta chiuso nella sua fede, di cui quella politica è solo la più evidente, lo spirito liberale è solo un’ombra sulla clessidra che segna il passare dei minuti, ora la vede così, stasera chissà, piuttosto è più interessante rilevare che per Altaforte comunque vada sarà un successo, che quando è il tuo momento e solchi beato l'onda dello spirito del tempo, qualunque cosa accada, qualunque torto subisci, ne uscirai sempre vincitore, cosicché l'esclusione si trasforma oggi in un formidabile trampolino di lancio per la tua casa editrice e l'antifascista si becca lo stigma del fascistone: è lo Zeitgeist, bellezza, e tu non ci puoi fare niente.
Della vicenda dell'editore Altaforte estromesso dalla Fiera del Libro di Torino ho compreso che comunque vada sarà un successo, che quando è il tuo momento e solchi beato l'onda dello spirito del tempo, qualunque cosa accada, qualunque torto subisci, ne uscirai sempre da vincitore, cosicché l'esclusione si trasforma oggi in un formidabile trampolino di lancio per la tua casa editrice e l'antifascista si becca lo stigma del fascistone: è lo Zeitgeist, bellezza, e tu non ci puoi fare niente.

Comprendere

Il nichilismo di noi postmoderni, per usare un motto hegeliano fuori dal suo contesto (ma nemmeno troppo), assomiglia alla notte in cui tutte le vacche sono nere, perché se abbiamo veramente la sensazione che non esistano più principi immutabili, allora i valori si impongono solo per la forza di persuasione che riescono ad esercitare in un dato momento e relativamente a un certo contesto, bene e male diventano indistinguibili in senso assoluto, il bene di oggi può assumere le sembianze del male di domani, e viceversa. Il mio pensiero in merito è che il nichilismo si sbagli a volere che nessuno principio veramente immutabile esista, che gli immutabili invece esistano, ma non irrorati sopra le nostre teste da un dio onnisciente che di fatto non si mostra, quanto nel mostrarsi delle infinite relazioni che regolano la mutazione dei valori. Tradotto in termini pratici: la fatica del comprendere costituirà sempre un valore, eternamente valida per ogni epoca e per ogni situazione.

domenica 5 maggio 2019

La Svizzera

Però la meteo svizzera l'aveva previsto - "la" meteo, in Svizzera si dice così -, aveva previsto questo vento con tre giorni d'anticipo, il giorno, il mese, l'ora e i minuti secondi, perché loro sono degli scienziati con una capoccia così, e precisissimi, si sa. Col loro leggendario apparato di stazioni meteo d'alta quota e di dati raccolti fin dal 1840 e la potenza dei loro calcolatori a 64 terabyte, che ce li hanno pure infilati nei buchi dell'emmental, e i radar doppler, e i cani San Bernardo. Secondo me hanno anche la medium, e lo sciamano in contatto con gli spiriti della natura. Io prima di stendere i panni consulto MeteoSwiss e posso mettere il timer che spaccano il secondo, non c'è niente che gli sfugge, non una goccia di pioggia o un chicco di grandine, comprensivi di peso, diametro e massa inerziale, non si muove foglia che la meteo non voglia, son più sicuri dei durex. Gran paese la Svizzera, gente che ha dato al mondo il toblerone non può essere così cattiva.
Stamattina c'è un gran vento, mi sono svegliato con il baccano dei vetri che tremavano e i pompieri sotto casa, sono cadute delle tegole dalla casa di fronte. Invece di pensare ai grembiulini che pensassero alle tegole. Che poi li capisco, lo capisco questo bisogno di ordine e disciplina, è come grattarsi quando si ha prurito, un riflesso pavloviano, la paura che prendiamo sottogamba i terroristi che poi ci vengono ad ammazzare, la contezza del pericolo parte dai grembiulini... però le tegole, capisci, pure le tegole se le prendi di spigolo fanno male.

venerdì 3 maggio 2019

La volontà d'impotenza

La volontà d'impotenza è la resa, la resa incondizionata all'obliterazione totale dei segni della vita, alla prevalenza del cretino a tutti i livelli della realtà. E' la trasvalutazione dei disvalori, un capovolgimento del peggio in un ancora peggio, il nostro diritto di sentirci sopraffatti dal nulla che ci circonda. Si potrà dire: non farla così tragica, ogni epoca ha il suo odore e si tratta solo di farselo piacere: ebbene, sono allergico al polline della realtà. 

Auto-conferimento

A Venezia un innovativo sistema di auto-conferimento dei rifiuti, termine moderno e non privo di eleganza che sta a significare "scendere a jettare a munnezz". L'utente (cioè il titolare della munnezz) potrà conferire da sé il proprio residuo (cioè la munnezz) la mattina presto appena uscito di casa lanciandolo direttamente nella bettolina a comparti differenziati (cioè il barcone pieno 'e munnezz) attraccata nei pressi dell'abitazione, è richiesta la buona mira, anziani e invalidi di guerra sono tenuti a consegnare il residuo all'operatore della Veritas (Veneziana Energia Risorse Idriche Territorio Ambiente Servizi) che provvederà in loro vece a calcolare gittate e traiettorie. (è un segno dei tempi e della caduta degli immutabili che la veritas, da criterio e valore di ciò che è vero, si sia trasformata in "multiutility per la fornitura di servizi ambientali ai cittadini").

mercoledì 1 maggio 2019

Se parlo di Nietzsche è perché sto facendo un sunto shot-for-shot, ovvero paragrafo per paragrafo, di Genealogia della morale, così da sapere di cosa si sta parlando una volta per tutte e non dovermi prendere il disturbo di rileggerla una seconda volta. Fatta la tara al ressentiment e ai momenti ascrivibili alla patologia, vi si trovano anche delle intuizioni molto acute (il nevrotico non è privo di intelligenza), soprattutto nella parte che riguarda la genealogia del senso di colpa e della punizione (seconda dissertazione), talune che si potrebbero anche definire al loro modo beccariane se non fosse che tendono a sbracare, in cauda venenum, sempre sul finale.

Il partigiano Nietzsche (versione semplificata)

In poche parole, Nietzsche idealizzava un uomo di superiore levatura spirituale, un uomo aristocratico che non si vergognava dei propri istinti (l’uomo “sano e forte” della classicità greco-romana), che non è mai esistito se non nella sua morbosa fantasia di filologo infatuato giovanilmente di Wagner (vedi La nascita della tragedia dallo spirito della musica). Quando poi Wagner lo “tradì” convertendosi al cristianesimo, Nietzsche imbastì tutta una sua polemica sulla genealogia della morale e sul disprezzo dello spirito giudaico-cristiano che può essere rivista nell’ottica del risentimento dell’allievo deluso dal Maestro, reo di tradimento nei confronti degli spiriti guerrieri del Valhalla (vedi Nietzsche contra Wagner).

Il partigiano Nietzsche

Si dirà: sì, pero Nietzsche non parteggiava, il suo era un discorso schietto e obiettivo sulla miserevole genealogia dei nostri buoni valori borghesi. Questo di solito se lo dice l'ingenuo, l'infatuato oppure il nietzschiano di sinistra per mettersi a tacere la coscienza. In realtà la partigianeria di Nietzsche per quel supposto spirito aristocratico che sarebbe prerogativa degli uomini superiori, purificati, idealizzati dalla lente deformante della lontananza storica è già tutta contenuta in quella Nascita della tragedia che è opera prima è fondamentale, già tutta ammantata di attaccamento morboso alle vestigia classiche del passato. Quello "spirito aristocratico" che tanto affascinava Nietzsche esisteva solo nelle suggestioni che il wagnerismo gli aveva inculcato fin dalla giovinezza e che lo hanno ammorbato per il resto dei suoi giorni, l'intera opera di Nietzsche si può leggere benissimo come la lamentazione dell'allievo disilluso dalla conversione al cristianesimo del Maestro, reo di tradimento verso gli spiriti guerrieri del Valhalla (vedi Nietzsche contra Wagner).

In miniera!

In occasione della ricorrenza della Festa del lavoro vogliamo ricordare Nietzsche, di come il socialismo sia per lui un sottoprodotto della morale del ressentiment giudaico-cristiano, quella raffinata forma di vendetta "politicizzata" che gli impotenti, qui visti sotto la categoria dei poveri, covano nei confronti dei potenti, qui visti sotto la categoria dei ricchi. Occorre qui specificare che Nietzsche, data la sua delicata costituzione, di fatto non ha mai potuto lavorare in miniera (teneva l'asma).
Uno si aspetta dall'Imperatore del Giappone una festa tutta kimoni, katane e arti marziali e invece eccoli lì nelle foto ufficiali vestiti di tutto punto con i loro tight e i loro guanti bianchi da maggiordomi che sembrano appena usciti dalla Traviata o da una festa di capodanno sul Titanic, forse aveva ragione Nietzsche quando diceva che il popolo ha vinto. Delusione.

martedì 30 aprile 2019

Faccio una fatica a scrivere in questo periodo, non sono ispirato, scrivo essenzialmente per non perdere la mano, come si fanno gli esercizi alla chitarra, sicché non mi esce niente di buono. I tipi umani attualmente presenti sul palcoscenico della politica non mi dicono un granché, nemmeno Salvini mi ispira cattiveria, una volta ero una vipera, adesso sono una pacifica lucertolina che se ne sta rintanata sotto la sua pietra e non chiede altro che essere lasciata in pace a leggere i suoi libri e ad ascoltarsi la sua musica. Vivo nascosto.

lunedì 29 aprile 2019

Allegoria

Massimiliano Allegri, plurititolato allenatore della Juventus, litiga in diretta con Daniele Adani, ex calciatore e commentatore di Sky: "Siete voi che siete teorici, anche te, sei il primo che leggi libri e di calcio non sa niente!". Offeso nell'onore Adani replica: "Ma che "leggi libri", non sono manco diplomato!". Bravo, diglielo che non sai neppure le tabelline. Anche l'incidente di Černobyl', a ben guardare, prese le mosse da un test condotto da un professorone che credeva di saperne di più degli addetti alle barre di controllo e abbiamo visto com'è andata a finire. 

Intervistato il giorno dopo da Fazio, Allegri rincara la dose: "Però, dio santo, che devo andare lì tutte le volte e mi devo sorbì la romanzina", che lì per lì potrà suonare sbagliato e invece per la Treccani trattasi di toscanismo filologicamente corretto: Ramanżina s. f. [da un anteriore romanzina (ancor oggi usato popolarmente)], e i saputelli se la piglino in saccoccia. (un detto popolare di queste parti recita: "Se sei così intelligente perché non hai fatto i soldi?", fine della questione).

venerdì 26 aprile 2019

Relativizzami questo

Il paragrafo 9 della prima dissertazione di Genealogia della morale come confermazione delle linee guida del famigerato piano Kalergi:

"Atteniamoci ai dati di fatto: il popolo ha vinto - ovvero "gli schiavi" o "la plebe" o "il gregge", chiamateli come vi piace - e se questo è avvenuto per mezzo degli Ebrei, ebbene mai un popolo ha avuto una missione più grande nella storia del mondo. "I signori" sono liquidati, la morale dell'uomo comune ha vinto. Si può considerare, al tempo stesso, questa vittoria come un avvelenamento del sangue (ha mescolato tra loro le razze) - nulla da eccepire; indubbiamente però questa intossicazione ha avuto buon esito. La "redenzione" del genere umano (dai "signori") è sulla migliore delle strade; tutto si giudaizza o si cristianizza o si plebeizza a vista d'occhio (che importano le parole!). Il progredire di questa intossicazione, attraverso l'intero corpo dell'umanità, sembra irresistibile [...]"

[a Mazzino Montinari, come d'uso, il compito di rendere commestibile per i tipi dell'Adelphi la polpetta avvelenata del pensiero nietzschiano]

giovedì 25 aprile 2019

Disperazione

Stavo leggendo in bagno La malattia mortale, l’unica opera integrale di Kierkegaard di cui attualmente dispongo nell’edizione economica Mondadori. Il libro tratta del tentativo, per il momento piuttosto tortuoso, di dimostrare come la disperazione sia quel tipo di malattia mortale che però non conduce alla morte, e che questa impossibilità sia proprio il segno indelebile della sua natura (mortale). Si tratta di considerare la disperazione come concetto in sé, com’è d’uso fra i filosofi, cioè sub specie aeternitatis, sotto l’aspetto dell’eternità e non sotto l’aspetto del caso particolare.

Ma un caso particolarmente disperato mi attendeva alla fine della sessione di lettura: la fine della carta igienica. La mano allungata verso il rocchetto di cartone, nudo come un uccellino spennato, la disperata ricerca di un ricambio che non c’era, in quell’attimo tutta la disperazione dell’essere mortale sgomento di fronte alla compiuta irraggiungibilità dell’eterno… usare le pagine del libro come surrogato dei fogli di carta softly, sì, va bene, e quali? Quelle che forse ho già letto, ma la cosa non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello, l’ho pagato ben 6 euro e 20 centesimi, sarebbe un rotolo piuttosto costoso…

Dura la vita del singolo, quel singolo, come dice il filosofo.
La vita è brutta, più interessanti sono le vicende del pensiero. Per vita intendo qui il lavoro a cui si è costretti, le relazioni umane che per forza ne conseguono, che di umano hanno solo il nome, essendo gli uomini che si incontrano sul lavoro perlopiù orrendi. Questo sforzo vano e miserabile finisce alla lunga per renderti vano e miserabile, chiamarsene fuori impossibile, ci vuole tutta la pazienza di buddha per praticare l'olimpico distacco, unica via di salvezza, escludendo vincita ed eredità.

giovedì 18 aprile 2019

Stamattina mi sono svegliato al suono commovente del martello pneumatico, ma era la mancanza di un altro suono ben più molesto a far nascere in me una vaga speranza, la mancanza di quel dannato ta-tank del tombino, alzo dunque la tapparella e vedo due addetti comunali in pettorina arancione indaffarati attorno al maledetto, visione celestiale, non ci potevo credere, per un attimo ho creduto di sognare... il dio della manutenzione delle strade ha finalmente accolto le nostre suppliche, ora speriamo che anche il dio dell'Inps, ma non vorrei esagerare con le speranze.
Non esiste la libertà in senso stretto, ontologico, esiste tuttavia un sentimento forte della libertà che riguarda tutti, anche i cosiddetti sovranisti, i quali non fanno altro che rivendicare il diritto di sentirsi liberi di rifiutare tutto l'apparato liberal-progressista dell'accoglienza, dei diritti universali, della contaminazione culturale, in un eroico tentativo di invertire il corso della storia, per salvaguardare l'identità nazionale e arrestare l'inesorabile avanzata del melting pot. Nei casi più patologici si credono degli eroi, in loro brucia un fuoco sacro alimentato dalla paura di scomparire come tipi culturali, di dissolversi come occidente e occidentali, e il guaio è che non hanno tutti i torti, perché un giorno potremmo davvero estinguerci al di là delle reali intenzioni dei cosiddetti "invasori".

martedì 16 aprile 2019

Stavamo commentando anche l'abissale ignoranza dei giornalisti, gente laureata, la cui conoscenza di Notre-Dame non andava oltre i dépliant della Pro Loco, l’unica cosa che sapevano è che ci avevano incoronato Napoleone, ma non sapevano specificare se da Quasimodo o da Richelieu.

Culti pagani, ovvero Quasimodo, Esmeralda, lo spirito del musical nei versi immortali del Cocciante

E' Victor Hugo che ha reso immortale Notre-Dame de Paris, e qui in Italia i versi immortali del Cocciante, altro che incoronazione di Napoleone, altro che Luigi XIV, ma chi se li incula? (scusate il francesismo). Io e il mio amico ieri eravamo disperati, già ci vedevamo al suo posto il centro commerciale Île de la Cité, è andata anche bene. Che poi, si sa, il vero simbolo di Parigi è la tour Eiffel, Notre-Dame era lì che rosicava: e che, mi devo dare fuoco per avere un po' di attenzione?
Sicché, in tutto questo trambusto legato a Notre-Dame de Paris, è passata completamente in secondo piano Atalanta-Empoli, passaggio fondamentale per le ambizioni europee degli orobici, tanto da intravedere, ad essere maliziosi, un complotto dei francesi per distogliere l'attenzione dal campionato più bello del mondo, ma non vogliamo fare dietrologie. 

domenica 14 aprile 2019

La domenica delle palme

E' passata la processione sotto casa, cinque minuti cinque, solo i preti e i figuranti, pochissimi i seguaci, che se ne vedono di più ai concerti di Achille Lauro, e di più giovani. E' passata e hanno chiuso la strada per cinque minuti, poi la modernità ha ripreso il suo corso. Una manifestazione contro i migranti avrebbe riempito le strade.

venerdì 12 aprile 2019

Un problema di tombini

Ora, non voglio essere di parte ma l'amministrazione precedente del PD, qui a Como, almeno riparava i tombini che facevano tump-tump, tu li segnalavi e loro arrivavano subito a metterci una pezza, durava quel mese o due dopodiché il ripetuto passaggio degli autobus sfasciava di nuovo tutto quanto, ma almeno ci mettevano una pezza. Questi qui di Forza Italia, invece, non hanno nemmeno assegnato l'appalto per la manutenzione delle strade. Certo, è vero, l'amministrazione PD non è stata abbastanza cattiva con i migranti e gli accattoni e per questo è stata punita, ma bisogna soppesare bene i pro e contro: o la sfacciataggine dei migranti o quella dei tombini... il fatto è che con questi chiari di luna prima di rivedere un'amministrazione PD che si occuperà dei tombini passeranno almeno 20 o 30 anni e nel frattempo il mio tombino farà in tempo ad uscire dalla sua sede e andare in giro di notte ad agitare il sonno degli onesti cittadini che pagano le tasse, che a quel punto si vedranno costretti a cambiare casa se non proprio paese di residenza. Quindi ricapitolando: votate PD perché ripara i tombini, è un dato di fatto.

giovedì 11 aprile 2019

Bill Gates per un governo tecnico (ovvero "Criceto Meccanico")

Stavo pensando che non c'è sistema operativo che ricalchi così profondamente lo spirito degli italiani come Windows. Prendi gli aggiornamenti: quelli di Windows sono "consigliati" ma di fatto obbligatori, "manuali" ma di fatto automatici. Ti sembra di essere riuscito a comandargli di avvertiti quando devono partire ma grazie a certe formule bizzantine di cui gli stregoni della Microsoft sono da sempre maestri capisci subito che ti hanno buggerato, di fatto gli aggiornamenti partiranno comunque a tua insaputa, come le case di Scajola (capita solo a pochi fortunati). Te ne accorgi perché tu puoi anche avere 32 tera di RAM installata sul tuo computer ma nonostante ciò le finestre si apriranno con una lentezza tale che ti sembrerà che te le stiano aprendo "a manovella". Poi, quando spegnerai il computer a notte fonda e pensi proprio che te ne andrai a dormire beato predisponendo il tuo bel cantuccio nel mondo dei sogni, ti si presenteranno le famose due alternative: "Arresta e aggiorna" o "Riavvia e Aggiorna". Mmm... fammi pensare... penso proprio che aggiornerò! Così finisci per addormentarti alle due di notte alla luce azzurrina di Windows come un astronauta inondato dal riverbero celeste dell'atmosfera terrestre mentre l'hard disk ronza e ticchetta come un criceto meccanico impazzito. Bill Gates per un governo tecnico.

sabato 6 aprile 2019

Il corso di nuoto

Mi è tornato in mente stamattina come un incubo proveniente dal passato la dolorosa vicenda del corso di nuoto che mi fecero fare da bambino. Ricordo che ci riunivano tutti sull’autobus il pomeriggio sul tardi e io mi mettevo di malumore fin dalla mattina, facevamo i chilometri per raggiungere la piscina, ricordo il senso di umiliazione di trovarmi lì in mezzo agli altri con il mio costumino striminzito e le mie gambette pallide. Disonore, vergogna, degradazione. E poi la tortura dell’acqua. Ci costringevano a tuffarci dal trampolino per prendere dimestichezza con l’elemento e io vivevo quei tuffi come piccoli suicidi, prove anticipate della morte. Gli altri si divertivano. Coglioni. Io nel frattempo proprio non imparavo a nuotare, sicché mi misero nel gruppo di quelli che provavano a stare a galla. Ci diedero una specie di galleggiante di polistirolo e così ci esercitavamo in disparte a non colare a picco. Con scarsi risultati. Quando finiva era un gran sollievo, ricordo il freddo mortale quando uscivo dall’acqua, ma c’era da fare ancora la doccia, proprio lì, in mezzo agli altri. Io mi nascondevo dietro alla nonna che mi assisteva in tutto quel trambusto porgendomi l’asciugamano. “Nonna, quando torniamo a casa!”, non ce la facevo più. Siano stramaledetti i corsi di nuoto e gli assembramenti coatti a scopo di socializzazione. “Proprio non vuole stare in mezzo altri!”, mi dicevano. E ti credo, ci avevo la mia dignità, io!

(la dignità ferita dall'umanità fessa e cretina era un dogma che mi era stato instillato nell'animo fin da piccino, quando parti così è chiaro che il cammino risulterà accidentato)

venerdì 5 aprile 2019

Il mio realismo mascherato da cinismo mi dice che la grande vicenda dell'elevazione dell'uomo a qualcosa di più di una scimmia è e resta soltanto un apostrofo rosa fra le parole "ti" e "ammazzo". Partiamo dal presupposto che l'uomo sia l'animale di sempre, quando non è minacciato passa per homo civilis, quando per qualsiasi motivo è la sua stessa sopravvivenza ad essere messa in discussione allora si mette a divorare i figli altrui con la stessa nonchalance di chi reclama un riparo per la notte. La civiltà può tornare indietro, non c'è dubbio.

mercoledì 3 aprile 2019

Essere reazionari di questi tempi ti dà un brivido, come mettere il farfallino a una festa di addio al celibato, essere reazionari ti fa dandy. Poi anche lì arriverà quel momento fatale in cui quello che era così bello e anticonformista si conformerà alle forme correnti dello Zeitgeist e tutto ricomincerà da capo. Citare De Maistre in risposta alla Boldrini, far finta di essere cattolici in un mondo di atei, verrà a stufo anche quello, l'importante è far passare il momento senza lasciarci le penne.
Il congresso si è tenuto a Verona ma i primi risultati concreti si sono visti in Brunei: pena di morte mediante lapidazione per gay e adulteri. Severo ma giusto. Coerenti, quantomeno. Forse siamo noi il problema, forse è la nostra società che non è ancora pronta. 

lunedì 1 aprile 2019

L'intelligenza ferita

La politica è per esempio il miglior banco di prova per la teoria della destinazione all'acefalità del genere umano. L'intelligenza in questo campo è messa principalmente al servizio della durabilità degli esecutivi, conta durare, come per le batterie dei cellulari. Durare per sé ma soprattutto per gli altri, che non l'abbiano vinta. Ora, piegare l'intelligenza a questi scopi è come possedere una spada invincibile e utilizzarla per tagliuzzare i pomodori. Ad offendere l'intelligenza in questo modo se ne pagheranno poi le conseguenze, si vendicherà di noi, come una dea ferita nell'orgoglio.
In questa cospirazione degli insulsi che fa da preambolo all'incremento inarrestabile del livello di mediocrità generale riecheggia un poco l'argomento nietzschiano della macchinazione dei deboli nei confronti dei forti, dove "debole" e "forte" sono in Nietzsche categorie fortemente idealizzate, deformate attraverso la lente del suo temperamento tragico (per non dir tragicomico), qui invece la questione è molto più semplice: gli insulsi non hanno nemmeno più bisogno di cospirare, che la cospirazione sottende anche una certa cognizione, no, la mediocrità procede ormai dagli insulsi come una necessità fisiologica, una funzione corporale che si espleta in modo del tutto naturale e non necessita di un particolare apprendimento. Per cui di nuovo: a fronte di un costante affinamento delle tecniche scientifiche non corrisponde un diametrale affinamento delle doti intellettive, l'acefalo è l'uomo dell'odierno e del dopodomani.

domenica 31 marzo 2019

Diciamocelo: impossibile emendare il mondo coi bei discorsi di virtute e canoscenza, la stragrande maggioranza semplicemente non li intende, e se anche possiede una sua intelligenza è di quel tipo particolare che inerisce più all'astuzia e alla malizia, una sorta di cospirazione degli insulsi, seppur eccellenti nel sopravanzarti sul posto di lavoro e nella vita, dove sono espertissimi nel maneggiare le regole non scritte della quotidiana lotta per la sopravvivenza, e a noi non resta che la disfatta. Prosit.

sabato 30 marzo 2019

La donna utero

Ma guarda il casino che stanno facendo a Verona, mettere in discussione la 194. Io non voglio che gli embrioni muoiano però ho sempre pensato che sulle cose che accadono nel corpo della donna la donna debba avere l’ultima parola. Se fossero stati gli uomini a farsi crescere i figli dentro la pancia la questione non si sarebbe posta, sai le tragedie? L’uomo non ha pazienza. Per la donna è diverso, è nella sua natura, è un archetipo dell’inconscio collettivo che si debba sobbarcare l’onere di far crescere il seme sacralmente deposto nel suo utero dall’uomo sovrano del cielo e della terra, per cui il tema torna e ritorna, l’eterno ritorno, e finché ci sarà un utero ci sarà sempre chi pretende di reclamare su quell’utero dei diritti, perché sennò l’occidente muore (donna, sei proprio cattiva se l’occidente muore, mollala al maschio dominatore, è l’ordine naturale che lo vuole). 

La ragione mortifera

Perché non funziona più come una volta l'affabulazione del razionalismo illuminista, perché la ragione non illumina più le menti ma è il risentimento che le rabbuia? Per paura, è vero, ma bisogna capire da dove viene questa paura: la ragione, quella salvifica, è arrivata a un punto morto. Ha trovato il suo bel campo di applicazione nella tecnica ma è chiaro che da sola non costituisce un'occasione di riscatto per l'umanità. Tecnica o non tecnica l'umanità è quella di sempre, restano le sue magagne. Nessuna particolare felicità nel pensarsi individui mortali in balia delle leggi della natura, nessuna consolazione, nessuna mistica positivista e sol dell'avvenire. L'avvenire è che si scompare, comunque e per sempre. La ragione ti salva finché sei vivo. Sii felice, ti dicono, hai l'orologio, prodigio della tecnica, che ti avverte se avrai un infarto: sei salvo, per il momento. E allora la ragione conduce comunque al nichilismo, la nevrosi fondamentale dell'uomo moderno che si crede un niente e che reagisce ora tentando di protrarre la vita finché può, ora cercando tenacemente di dimenticare il suo destino mortale, ma l'ombra del nichilismo che ha evocato gli scava la fossa, non sa più che pesci pigliare, una sola cosa sa, che ha paura della morte, la sua è una ragione mortifera.

Babylon

Siccome poi il tipo occidentale non cresce più demograficamente per stanchezza, perché ha mangiato la foglia, perché i figli sono un bell'impegno e ci sarebbero cose anche più divertenti da fare, allora monta una sorta di sindrome da accerchiamento: miliardi di selvaggi che premono ai confini dell'eden occidentale con la sola forza bruta del numero, come nelle apocalissi zombie del cinema, dove un corpo caduto a terra viene scavalcato da una moltitudine acefala di altri corpi che lo sovrastano come una marea inarrestabile. Ci invadono. Subdolamente si sostituiscono a noi, come nell'invasione degli ultracorpi. Scatta il serrate le file, il richiamo ai sacri valori della famiglia in un tentativo disperato di salvare il salvabile, ma questa volta dio c'entra meno, c'entra di più la fifa, la paura di essere spazzati via dal negro e dal feroce saladino: Ṣalāḥ al-Dīn, la rettitudine della fede, perché loro ancora ci credono, arretrati come sono. E la cosa buffa è che stavolta potrebbero anche spuntarla dando ragione ai piagnoni e così sia: Babylon, possente città, in un'ora sola è giunta la tua condanna!

venerdì 29 marzo 2019

Duemila battute, anzi, millesessanta

Scrivere duemila battute al giorno, non battute di spirito, duemila parole battute "a macchina", come fa Stephen King. Non dovrebbe essere difficile, sembra tanto ma in realtà... contano anche i puntini di sospensione (e con questo siamo già a duecentosettanta circa). Tanto per tenere allenato il muscolo. Salvini, ecco, Salvini fa riempire bene le pagine perché il benintenzionato pensa davvero di vincerlo con la ragione. Cazzate. Tuttavia siamo già arrivati a cinquecento, cazzate comprese. E' una buona legge la legittima difesa, sul serio, la legittima difesa della proprietà privata, solo ad avercela la proprietà privata di questo passo... il segreto del consenso nelle democrazie moderne sta tutto nel riuscire a incanalare l'idrofobia del popolo in una forma che sia costituzionalmente accettabile, per cui... E abbiamo superato le ottocentosettanta. Tuttavia penso che per la forma blog duemila battute siano fin troppe, nell'epoca di internet ne bastano la metà, per cui mi sa che mi fermerò qua (millesessanta circa, che faccio, lascio?).

mercoledì 27 marzo 2019

Diceva Bukowski che la gente è il più grande spettacolo del mondo e non si paga il biglietto. Per onestà intellettuale ci si includeva pure lui. Anarcoide votato al cupio dissolvi, antisociale, antipolitico, bullizzato da piccolo. Per via dell'acne. Ubriacone molesto, da prendere a calci nel culo. Mi piace Bukowski ma non lo frequenterei. Era immediato perché troppo pigro per arrovellarsi su quel che doveva scrivere, certe connessioni l'alcol gliele doveva avere proprio incenerite... Certo un po' pizzoso quando attaccava con le sue birre e le sue scopate, ma c'est la vie, la sua. Ascoltava Mahler per fare il tedesco in America negli anni in cui la Germania era occupata dagli americani. Bukowski è uno sturacessi, serve anche quello.
Il papà ivoriano di Moise Kean, il Balotelli buono, è leghista, "aiutiamoli a casa loro", dice, un perfetto esempio di integrazione riuscita. Ma allora solo una domanda: perché lui è venuto a casa nostra?

martedì 26 marzo 2019

E bravo Rami che ha vinto il primo premio alla lotteria, gli altri per ottenerlo come minimo dovranno compiere atti di eroismo che nemmeno Leonida alle Termopili.

Non ci si lava la coscienza con lo Ius Soli

In realtà lo Ius Soli non è nulla di miracoloso, è noto che solo i paesi del continente americano ne prevedono uno automatico, eppure in termini di diffusione del razzismo non hanno nulla da invidiare alla Svezia che pur non lo prevede. Insomma, nessuna virtù civile scaturisce automaticamente dalla cittadinanza automatica, non ci si lava la coscienza con lo Ius Soli, serve di più.

lunedì 25 marzo 2019

Deflazione

Approfitto della disoccupazione per elevarmi, per nutrire lo spirito e mi guardo il Don Giovanni di Mozart, per me una prima, e capisco subito che l'incontro con una tale opera d'ingegno risulterà nocivo per il mio ritorno alla realtà. La forbice fra la bellezza evocata da Mozart e la meschinità degli ambienti di lavoro si è ormai talmente accentuata che forse è meglio abituarsi a vivere male, nutrendosi di talent e tg4 e di interviste a Toninelli per non rischiare di diventare troppo choosy, troppo esigenti in fatto di accrescimento personale. Ecco, Verdi, Monteverdi e Mozart sono troppo choosy, diventare contemporanei, abituarsi a vivere ignorante.

domenica 24 marzo 2019

Foreigner's got talent

E se pensassimo lo Ius Soli a punti? Tot atti di eroismo, tot punti. Oppure per meriti speciali: il bracciante che tiene quaranta pomodori in bilico sulla punta del naso, l'antitaccheggio che sventa più furti di zafferano, la badante che cambia più pappagalli in un minuto, Foreigner's got talent, presenta Claudio Bisio.
Non lo trovate anche voi terribilmente snob questo atteggiamento dei trentenni puzzoni che preferiscono i Radiohead a Toto Cutugno? In Russia Toto Cutugno girava in samizdat quando da noi Thom Yorke si succhiava ancora il pollice.

Ius Soliloquium

Ma cosa cercano davvero i nostri giovani, cosa cerchiamo noi tutti? E' la felicità che cerchiamo oppure solo dei modelli di comportamento ai quali adeguarci in vista di un'approvazione sociale che ci confermi di rappresentare qualcosa, per gli altri e per noi stessi? O non sarebbe forse meglio fare come il gatto che si gode beato il sole sul davanzale, ignaro di qualsiasi dinamica sociale e che al suono della tapparella alzata socchiude un attimo gli occhi per poi ritornare immantinente nel suo stato di beatitudine totale? "Tapparèlla", dal verbo "tappare", di irradiazione milanese, detta di persiana avvolgibile, come del resto "avvolgibile" ne costituisce il principale e più elegante fra i sinonimi... "Tappare" qui nel senso di scendere e chiudere a ghigliottina, o a saracinesca, sostantivo femminile dell'aggettivo "saracinesco", dei saraceni, perché "messe alle porte dei paesi costieri per proteggersi dalle scorrerie dei saraceni" come ci informa la Treccani. Saraceno che a sua volta deriva dal latino Saracenus, dal gr. biz. Sarakēnós e infine, a concludere il cerchio, dall'arabo šarqī ‘orientale’, sec. XIII... ma che stavamo dicendo? Ah, sì: vogliono la cittadinanza italiana? Fondino un partito, si facciano eleggere e vediamo quanti voti prendono!

Nuove opportunità

Nella crisi generale in cui versa il paese fra corse all'oro del reddito di cittadinanza e attese infinite di assegni di disoccupazione qualcosa eppur si muove: è di oggi la notizia del bando per l'assunzione urgente di centomila nuovi cardinali annunciato dal Vaticano, bando che si è reso necessario a seguito dell'ultima ondata di epurazioni e richieste di autorizzazione a procedere legate ai noti fatti che hanno investito la chiesa. Mio nonno mi diceva sempre: "fai l'odontotecnico che troverai sempre lavoro!" e invece forse avrei dovuto davvero entrare in seminario... sempre fuori fase io, mai una gioia. 

(nota per i cacciatori di fake news: non esiste nessun bando, era un espediente comico).

giovedì 21 marzo 2019

Oṃ

Possiedo una mia peculiare tecnica di resilienza tarata sul mio particolare  carattere: la resa incondizionata. Già so che molte cose che ai più vengono naturali per me sono come scalare l'Everest per cui ho imparato col tempo a non sfidarlo ma a lasciarmelo sfilare di lato aggirando la catena dell'Himalaya, attualmente mi troverete alle pendici del Bhutan diretto verso il Myanmar e quindi a ridiscendere in ritirata verso il Laos per poi risalire nelle mie intenzioni verso il fruscio della sabbia e il mormorio delle cascate di quella terra così cara al mio cuore che è la Mongolia Interna.

Seneca: la provvidenza

Per l'uomo solo e sconfitto dagli eventi nonché in cerca di lavoro Seneca è proprio quello che fa al caso suo. Nel De Providentia attacca subito con l'antica questione: perché, se la provvidenza si prende cura del mondo, accadono ai buoni tante disgrazie? La risposta pratica è quella che verrà poi ripresa dal cristianesimo: ammesso che esista (e parrebbe esistere per il fatto che tutto al mondo è sorretto dalle provvidenziali leggi della natura), "Dio non tiene l'uomo buono in mezzo ai piaceri ma lo mette alla prova, lo irrobustisce, e in questo modo lo fa degno di sé". Segue l'argomento stoico: "l'assalto delle avversità non intacca l'animo dell'uomo forte: questi rimane saldo nel suo stato e nelle sue convinzioni, piegando gli eventi a sé, non sé agli eventi, perché ha un potere superiore a tutto ciò che lo circonda". Piegare gli eventi a sé, non sé agli eventi. Per l'uomo stoico "le avversità non hanno altra funzione ed altro scopo che di esercitare la sua virtù", parimenti all'atleta che vuole mettersi in gioco. "Solo quando dimostra quale peso può reggere [la virtù] rivela la sua grandezza e la sua forza". Detto questo, penso di non possedere proprio questa virtù. 

mercoledì 20 marzo 2019

Nell’impazzimento generale del mondo io alle prese con le griglie dei fornelli.

Impazzimenti

E' la politica che rovina la gente, voglio dire, hai i tuoi grattacapi, e va bene, chi non ne ha?, però poi ti viene la tentazione di nobilitarli, di elevarli a questione planetaria perché da solo non li sai affrontare, niente niente che ti incoraggino a pensarlo ed ecco che ti credi Sebastiano Venier in lotta contro il feroce Saladino, ecco che dai fuoco a un autobus con dentro dei bambini, ecco che non paghi il biglietto del treno perché sei un "terrapiattista soggetto di diritto internazionale pregiuridico", ambasciatore fuori da ogni giurisdizione e "Stato" di te stesso, e un semplice controllo del biglietto diventa "un attacco a uno Stato libero perseguibile dalla corte mondiale". Hey, rilassati, ricordati che sei un'emerita nullità anche se ti ergi a paladino della giustizia planetaria (consultare la ICD al ramo megalomania).

lunedì 18 marzo 2019

Adorno 2

All'Istituto di ricerche sociali di Francoforte, dove il prof. Theodor Ludwig Wiesengrund-Adorno meditava sul condizionamento culturale esercitato sugli individui dalla società borghese e capitalista, un bel giorno arrivò la contestazione studentesca. Il borghesissimo Adorno, presidente dell'istituto, non ci pensò un attimo a chiamare la polizia per far sgomberare le aule occupate, non senza attirarsi le critiche del collega Marcuse, il quale sulla contestazione studentesca aveva costruito le sue fortune accademiche. Vergogna! Il critico della società borghese che si serve dell'espressione massima del potere borghese per dare contro gli studenti! Un giorno, sapendo che il professore non era immune agli argomenti del fascino femminile, irruppero nel corso di una sua lezione tre giovani contestatrici che si misero a saltellare sulla cattedra completamente nude, più nude delle Femen, più biotte di Cicciolina. Quello stesso anno, il 1969, Adorno morì per un attacco di cuore mentre si trovava in vacanza in Svizzera. Amen.

La ragione non si apprende

Prendiamo per esempio quelli che credono che a leggere libri si diventa più intelligenti. Non è così. Non solo la ragione non si apprende ma non è nemmeno quell'epifania in grado di imporsi sull'animo dell'inconsapevole riscattandolo automaticamente dalla sua inconsapevolezza. Nemmeno l'intelligenza si apprende, c'è o non c'è, allo stesso modo in cui o si pensa o si crede (dove "credere" non significa la semplice fede religiosa che è solo una caso particolare della credulità generale). Stiamo progredendo tecnicamente, è vero, ma questo progresso della tecnica non implica un diametrale progresso dell'intelligenza. Non so più come dirlo.

La categoria del logos

Non è praticando la ragione che si aggiusta il mondo, la ragione del mondo è un'altra cosa e comprende anche tutte quelle follie degli uomini che sulle prime ci sembra debbano appartenere alla scellerata dimensione dell'irragionevolezza. Questa ragione del mondo non implica alcuno sforzo per essere praticata, non occorre ingegno, non si studia sui libri, è semplicemente la ragione in cui da sempre siamo, belli e brutti, avveduti e sprovveduti. Il mondo si aggiusta da solo, non servono scienziati, che siano sociali o ingegneri nucleari. Se la ragione del mondo implicasse un reboot dell'intero universo allora l'universo si riavvierebbe come la cosa più naturale del mondo, senza tutte le discussioni che accompagnano l'agire degli uomini, la teodicea, l'etica, l'opportunità morale, ecc. Ecpirosi e palingenesi, come dicevano gli stoici. Lo chiamavano logos. Che tu lo accetti o meno per il logos non fa alcuna differenza perché include nell'equazione anche la tua contrarietà. Alla fine tutto torna, sempre.

sabato 16 marzo 2019

Adorno

Perché mai dovremmo ancora romperci le corna sulla cultura umanistica, a che ci serve se non per uso personale, per ascoltarla come una musica fuori moda che evoca un mondo perduto, forse addirittura mai esistito? Si ha meno vergogna ormai ad ostentare una dipendenza da oppiacei. Spilucco Minima Moralia e mi risultano irritanti le sottigliezze di Adorno, lui, l'allievo di Alban Berg e delle sue nevrosi novecentesche ormai invecchiate come le macchine a vapore, la sua Filosofia della musica moderna, in cui contrappone dialetticamente Schönberg a Stravinskij... a che ci serve, a chi interessa? Piuttosto fammi uno studio comparato sulla trap e di come sia possibile uscirne prima che sia troppo tardi... ma è ormai troppo tardi.

venerdì 15 marzo 2019

Impatti climatici

Non si può parlare male delle bambine, soprattutto se hanno le treccine. A maggior ragione se hanno anche l'Asperger. Niente di niente. Il fatto è che amano pure gli animali. Per cui passi il premio Nobel per la pace ma a questo punto anche la laurea honoris causa in etologia. (inquina più Greta a spostarsi da Stoccolma a Katowice per il Cop24 che io a starmene in casa a leggere Hrabal).

Terzo principio della dinamica

All'evocazione di un Califfato corrisponde una Lepanto uguale e contraria.

giovedì 14 marzo 2019

Se proprio un politico deve possedere una qualità in sommo grado quella è la qualità di essere vuoto come un catino per risuonare della musica che tutti suonano, e più risuonerà e più sarà apprezzato, come una cassa armonica o un amplificatore, una radio che capta le onde. Viceversa, la ruina incorre nella misura in cui non riuscirà a captare.
Non ci sono più gli arrotini che passano in motocicletta e io mi ritrovo con i coltelli che hanno perso il filo, come me quando parlo o mi metto a scrivere una cosa e poi... L'arrotino passava e gridava "arrotino!", attaccava un capo della puleggia alla ruota posteriore e l'altro alla mola che era sistemata dentro una cassettina di legno dietro al sellino e via, i coltelli ritornavano come nuovi. Perché ieri ho tagliato le teste ai carciofi e mi venivano tutti seghettati, pietà per i carciofi, pietà per lo chef.

mercoledì 13 marzo 2019

[racconto]

E' gente a modo quella di sopra, sono insegnanti, figlio grande e figlia piccola, pugliesi trapiantati al nord. All'inizio facevano un po' casino, forse pure adesso ma è come la musica delle sfere, dopo un po' ci fai l'abitudine e non la senti più. Hanno dei nomi strani, dei santi particolari che qui al nord non si sono mai sentiti. Mettono la lavatrice, spostano le sedie, urlano ai figli "ti ammazzo di botte!" e poi quando li saluti per le scale sembrano la sacra famiglia. Ho atteso invano in questi anni che affittasse una femmina che facesse al caso mio, niente di niente, sempre coppiette o gente sposata, per cui mi tocca muovere il culo, non mi cadono più in braccio come una volta, fortuna m'ha voltato le spalle. In verità ce ne fu una, abitava al piano di sotto nel condominio degli africani, sapeva di ciabatte, finì tutto in un qui pro quo, avevo supposto cose che non erano vere. S'era poi sposata e ha avuto due figlie, al suo posto c'era venuta ad abitare un trans che batteva, nella mia beatitudine pensavo avesse solo un sacco di amici, nella mia beatitudine non avevo capito che era un trans, aveva solo le spalle larghe. Farà nuoto, pensai. Bah. Di fronte alla mia camera, al terzo piano, c'è invece l'appartamento dei gatti. Una gattara sulla ... che d'estate annaffia le piante in reggipetto color carne, tanto che non si distingue la carne dal reggipetto. M'ha turbato la signora, vecchia ma prosperosa, a suo modo procace. I gatti, invece, impassibili, guardano la gente che passa di sotto con quella tipica albagia che hanno i gatti quando guardano la gente che passa di sotto. Ci piscerebbero in testa alle persone, come fosse la cosa più naturale del mondo, e poi si metterebbero a leccarsi [continua]

I messaggeri della Zeitgeist

Mi sento beatamente inattuale, in tv guardo solo l'Ispettore Barnaby e George Gently (Law & Order nel frattempo li ho rivisti tutti), ignoro invece completamente la variegata geografia dei talk che a detta di alcuni andrebbe a formare la cosiddetta opinione pubblica, perché mi annoiano tremendamente, come il festival di Sanremo, per cui, come dice il saggio, non mi concentro tanto sull'albero quanto sull'idea di foresta, la visione d'insieme, mi basta Google News per farmi un'idea di dove tira il vento, i titolisti sono i migliori araldi della Zeitgeist. La mia unica fonte è l'intuito, e che cos'è l'intuito? È fantasia, decisione, velocità d'esecuzione delle connessioni mentali opportunamente rifornite di input. Funziona, funziono.

martedì 12 marzo 2019

Un giorno, mi dico, guarirò dalla malattia della scrittura, perché io non lo so affrontare il mondo per cui mi sono inventato questo apparato scenico, attendo invano la guarigione come Zeno intuendo in effetti che non arriverà mai, l'unico vero peccato è non farci dei soldi con questa infermità, mi sarebbe venuto naturale.

Tè, viltà e sense of humor

Mi sto imponendo un regime di letture piuttosto rigido per mantenere la mente elastica, perché sono così privo di volontà che devo impormi di fare anche le cose che mi piacciono, per non dire di quelle che non mi piacciono, piacicchio, insomma. Se non ne approfitto ora che ho tempo poi quando non ne avrò più sarò lì a rimpiangermi addosso per tutto il tempo, mi conosco. Intanto il Bukowski che leggo come fosse un amico che mi racconta le sue avventure al bar, mi sono arrivati ieri sera con un giorno di anticipo, poi Hrabal partendo da quel libello scritto di getto, Tendenza alle sbornie e al comunismo, ovvero paure totali, che spiega di come sia sopravvissuto al totalitarismo sovietico con l’alcol, la viltà e molto sense of humor. Peccato solo che io sono praticamente astemio e all’alcol preferisco il tè, altrimenti sai i libri che ci scrivevo…

lunedì 11 marzo 2019

Ecco, se mi pagassero per farlo a questo punto dovrei pure suscitare in me quel minimo di entusiasmo per le vicende della TAV che alludono implicitamente all'attesa caduta del governo giallo-verde, diventare ingegnere civile, studiarmi procedura degli atti amministrativi per cavillare assieme al signor Conte attorno a chi è partito prima fra i bandi e gli avvisi, questa Torino-Lione che da "semplice" infrastruttura è diventata caso politico per excellence e perno dei destini ultimi del paese, ma non mi pagano per farlo e quindi ciccia, la mia personale analisi costi-benefici mi suggerisce di non procedere oltre.

sabato 9 marzo 2019

La regola della vita

La questione della scrittura funziona così: quando non ho il tempo da dedicarle mi pare che quel tempo sottratto mi stia privando di perle di inestimabile valore, quando invece ne ho fin troppo le pagine bianche mi si parano davanti come i giorni da scontare all’ergastolo. E’ la regola della vita e del mercato: a dar valore alle cose è la mancanza, a toglierlo è l’abbondanza.

giovedì 7 marzo 2019

In occasione dell'8 marzo

L'uomo che reclama che la donna torni a fare la donna (di casa) è spesso una persona sensibile, ritrosa, molto delicata, che non ha in animo di intimare direttamente alla femmina di fare quel che deve fare ma preferisce invece prenderla alla larga, adducendo il motivo dei valori morali, della sacra famiglia, del diritto naturale, mandando avanti le istanze inderogabili della società in luogo dei suoi umanissimi bisogni, come se intimamente sospettasse che quei bisogni necessitano di argomenti più saldi che non siano la semplice vergogna di lavare i piatti, di stirarsi da solo le camicie. A quest'uomo va dato del tempo per capire e tanto affetto, che a criticarlo si otterrà invece solo l'effetto contrario, e se anche così non capisce, va da sé, scappare in Isvezia con un filosofo (che non sia un Fusaro).

martedì 5 marzo 2019

Abolire il divorzio

Abolire il divorzio: parliamone. Se sia più nobile soffrire le pene della separazione, con danno per i figli che crescono agitati, in balia di un hic et nunc senza princìpi o prender armi contro un mare d’affanni, e, opponendosi, por loro un limite? I legami si fondano sulla forza dell'abitudine, se sei costretto a forza non ti poni più il problema, dell'amore che cos'è, della gallina coccodè, e di quando finisce e di cosa rimane... stronzate da festival della canzone. Senonché. Senonché, cosa ci interessa a noi del divorzio quando è lo stesso istituto del matrimonio ad essere caduto in disuso come le cravatte a pala larga e le salopette? More uxorio, more ferarum: tana per i reazionari.
Mi domando: perché non riesco a scrivere un romanzo come si deve, con i suoi bei personaggi e la trama? Ma perché in fondo le vite degli altri a me non interessano, che siano reali o inventate. Potrei raccontarvi che sia così per una forma di educazione che mi trattiene dallo spettegolare, perché in fin dei conti di questo si tratta, in realtà è più per una forma di autismo: a me più che le persone interessano i concetti, e mi dispiace perché mi sarebbe davvero piaciuto scrivere storielle sulla gente, per esempio alla Simenon. Pazienza.

domenica 3 marzo 2019

La rivolta dei figli che non si sanno far da mangiare

Si terrà a Verona, medaglia d'oro al valor militare, il XIII° Congresso Mondiale delle Famiglie. Il nemico della famiglia, troppo spesso taciuto dall'informazione mainstream, è lo stesso di sempre: l'eresia della modernità. Promotore dell'evento il Ministro per le politiche della famiglia Lorenzo Fontana con la sentita partecipazione di tutto lo stato maggiore leghista, il Capitano Salvini in testa e la benedizione del professor Diego Fusaro (spiace sentire della mancata adesione del Popolo della Famiglia, il quale, da movimento perspicace qual è, non è caduto nella trappola). Ma chi finanzia il Congresso? Su internet ce lo presentano come "una lobby di pressione statunitense cristiana", Il Fatto Quotidiano, sempre dentro i fatti, sostiene invece che sia finanziato da oligarchi russi antitetici a Soros (le due cose in teoria non contrastano). E di che parla il Congresso? Della pressione dei gruppi LGBTQI++ (ne mettiamo due onde evitare di offendere gli esclusi) che ci vorrebbero tutti burattini senza sessi (o con tutti i sessi) in balia del piacere, del ruolo innaturale a cui sono costrette le donne in questa società che è contro la vita, di come sarebbe auspicabile che la donna ritorni a occuparsi della casa e ad accudire i figli, far da mangiare, stendere i panni, stirar le camicie, che è poi la sua vera natura, quella in cui ci si ritrova meglio... questa battaglia ormai vittoriosa contro l'eresia della modernità e in difesa dei valori della famiglia assume sempre più i connotati di una rivolta dei figli che non si sanno far da mangiare.

venerdì 1 marzo 2019

Bidet caldi, riduzione ai militari

Orbene, puntuale come la carota che precede il bastone ritorna il grande classico della riapertura delle case chiuse. Del resto se torna l'orbace è più che legittimo che torni anche tutto il milieu conseguente del canapè di velluto e delle sottovesti color carne, io l'ho letto Piero Chiara, so di cosa si stratta. Solo che mi ha detto un amico, ve lo riporto per sentito dire, che le case di tolleranza odierne, quelle oltre confine, non hanno più niente a che spartire con l'atmosfera retrò dei leggendari bordelli di Parigi, anzi, sembrano piuttosto dei piano bar posticci montati la sera prima con certe luci fucsia molto tristi di una malinconia ultravioletta, cenoni di San Silvestro per avanzi di crociera. D'accordo, voi direte, noi non ci andiamo per l'arredamento, noi ci andiamo per la figa. Questo è vero, ma ricordatevi che l'estetica è madre dell'etica e verrà un tempo che sarete puniti per tutto questo cattivo gusto (il tempo è questo, la punizione è l'oggi, il presente, l'ora).

giovedì 28 febbraio 2019

Dentro il tunnel della TAV poi si farà una discoteca, lunga un centinaio di chilometri dalla quale non si possa uscire.
Il quotidiano La Repubblica, organo ufficiale delle magnifiche sorti e progressive, se ne esce con questo lancio: 

L'avvertimento dei servizi segreti: "C'è il rischio dell'aumento del razzismo in vista delle Europee". 

Pfiuu, meno male che non ce l'hanno tenuto segreto!, abbiamo rischiato grosso...

Vacuità

Mi dicono giustamente: guarda che il buddhismo non indica il vuoto, che io, in quanto occidentale, sono un parmenideo rigoroso, più rigoroso di Parmenide: l'essere non può non essere. Andiamo dunque a vedere cosa dice il buddismo sul concetto di "vacuità" (prendo da Wikipedia): 

«Egli [il Buddha Śākyamuni] comprende che il suo pensiero è vuoto dell'impurità del desiderio, dell'impurità dell'esistenza e dell'impurità della nescienza [inconsapevolezza] e che l'unica non vacuità è quella che dipende da questo corpo, sestuplice sede dei sensi, conseguenza della vita». (Piccolo discorso sulla Vacuità, Majjhima-nikāya)

E allora nota Riccardo Venturini:

«Al più alto livello di vacuità basati sulla meditazione di calma, il Buddha osserva che ciò che rimane è costituito dalla non-vacuità dei "sei campi sensoriali che, condizionati dalla vita, sono basati sul corpo stesso"».

Sta bene, non tanto perché io, preso da horror vacui, desideri saldamente qualcosa su cui poggiare, ma per amor di verità: qualcosa pure medita il concetto di vacuità, medita dunque è.

L'ingegnere

"Comprensivo dei mali della gente e dei popoli era tuttavia, dal punto di vista economico, saldamente arroccato a destra (mi chiese un giorno con trepidazione: “Faranno davvero il centrosinistra?”, e io a confermarlo. “Addio poveri miei risparmi!” disse battendosi, come usava, con la mano la fronte."

(Leone Piccioni su Gadda, Introduzione a Eros e Priapo, Garzanti)


(L'ingegnere, come ammise lui stesso in un'intervista, aveva un controveleno per Marx nei libri di Vilfredo Pareto).

mercoledì 27 febbraio 2019

Rigoletto ai tempi del #MeToo

Si potrebbe immaginare un Rigoletto rivisto e attualizzato ai tempi del #MeToo, in cui Gilda, meno sprovveduta e scaltrita dai tempi che corrono, coglie al balzo la possibilità offertagli dal Duca col quale stringe un patto scellerato: tu continua pure a saltellare fra questa e quella, che per te pari sono, ma intanto sono stata molestata e reclamo i miei diritti, tu corri pure dietro alla di Cepran la sposa o alle tue sgallettate da osteria, ma almeno mi mantieni, stronzo. (questo non sarebbe stato possibile ai tempi del Rigoletto per via dell’assenza di una Zeitgeist che ispirasse un codice davvero civile, la forza faceva semplicemente il diritto e tanti saluti alle Gilde che se la prendevano in saccoccia, poverette).
L'unico modo per far emergere in fretta tutte le contraddizioni dei Cinque Stelle era un apparentamento con la Lega, i sovranisti di sinistra in comunione di amorosi intenti con quelli di destra, e la storia, per una volta (o come sempre) ha dimostrato quell'intelligenza che le attribuiscono taluni filosofi. Per carità, magari alle europee i Cinque Stelle ripiglieranno un po' il fiato, però intanto s'è visto come la loro azione non vada oltre quello scontro fra compagnucci del baretto che è diventata perlopiù la politica nostrana (e non solo): se si fa politica solo per ripicca si finisce impantanati nel proprio cerchio tragico.

lunedì 25 febbraio 2019

La Lega davanti e didietro tutti quanti

Il problema dei Cinque Stelle è semplice: perché votare la copia sbiadita del sovranismo quando puoi votare per l'originale? Hanno rincorso le posizioni della Lega? Peggio per loro, in politica o si sta davanti o si fa una brutta fine.
Lady Gaga dal palco degli Oscar ci esorta a lottare per i nostri sogni, il fatto è che io... non me li ricordo più.

sabato 23 febbraio 2019

La storia spiegata bene

La sinistra si è vista scippare dal Movimento 5 Stelle il suo bacino di creduloni, è per questo che non glielo perdona, per gelosia.

Come ti invento un mondo

Il mondo moderno lo ha inventato Cartesio. E quando si parla di invenzione significa che ha dato al flusso di sensazioni che chiamiamo realtà la forma che ha ancora per noi attuali: Res cogitans e Res extensa. Da una parte dunque il dominio del pensiero privo di estensione perché il pensiero vola libero come una voce che ci chiama da non si sa dove; dall’altra il mondo concreto e “cartesiano”, cioè geometricamente riducibile a una mappa con le sue ascisse e ordinate, in cui ogni cosa trova un suo posto preciso traducibile nel linguaggio matematico. Realtà interna e realtà esterna.

Senonché, malgrado il senso comune la pensi così da un po’ di tempo, la questione fra il dentro e il fuori non è mai stata risolta definitivamente. Già ci provò Cartesio con il suo tentativo un po’ maldestro di affidare alla ghiandola pineale il compito dello smistamento del traffico in entrata e in uscita, senza spiegare come un oggetto esteso possa generare la sensazione inestesa del pensiero.

In realtà quello che ci dice il dato immediato senza troppe elucubrazioni è che non c’è alcuna prova che il mondo che vediamo davanti sia esterno a qualcuno o a qualcosa, e questa verità è talmente evidente che nessuno più la coglie, nascosta sulla punta del naso.

Piccola anima, grande anima

Ieri sera con un’amica parlavamo del fatto che è ovvio, anche i filosofi quando sbattono il mignolo del piede contro la lavatrice tirano le madonne (io sono quello che si è scoperchiato un’unghia del piede sopra un termosifone, poi riscresciuta), ma quando invece si esce dal dominio della “piccola anima”, cioè dal dominio dell’esperienza quotidiana e del senso comune, la “grande anima” indica che la realtà è più simile a un’esperienza onirica appena più vivida del sogno notturno e che il mondo materiale è una ricostruzione ideologica a cui vogliamo credere.

giovedì 21 febbraio 2019

Rappresentazione (for dummies)

Noi moderni diamo praticamente per scontato che la realtà venga tradotta nella mente dall'attività elettrochimica della materia cerebrale, la quale produce una sorta di stato psicotropo permanente che ha però la pretesa di tradurre fedelmente all'interno del cervello quella che è la realtà oggettiva esterna, senza distorsioni.

Quello che invece fanno i filosofi cosiddetti "idealisti", quali Kant, Berkeley e Schopenhauer, è ribaltare i termini della questione partendo dal dato immediato della coscienza: senza l'occhio nemmeno il sole, senza l'orecchio nemmeno il suono, la realtà assume la forma concessa dall'osservatore.

La coscienza è dunque per gli idealisti come il vaso che dà la forma all'acqua, dove l'acqua è il mondo di cui si fa esperienza e il vaso rappresenta le strutture mentali che danno al mondo la sua forma peculiare. 

Il mondo è allora rappresentazione nel senso che la coscienza del mondo rispetta certe regole a priori, quali il senso dello spazio, del tempo, del legame fra le cose, che fanno da presupposto ad ogni esperienza possibile e rappresentabile.

Queste regole a priori non si trovano dentro la natura ma fanno da presupposto stesso alla manifestazione della natura, la quale si trova, come del resto anche l'intera realtà, all'interno dell'orizzonte trascendentale della coscienza (trascendentale, cioè che trascende le singole esperienze e si pone come il loro presupposto necessario).

Basta così che poi vi fuma la coscienza (trascendentale).

mercoledì 20 febbraio 2019

La verità sull’esistenza

Secondo una nota corrente di pensiero la verità sull’esistenza è che fa schifo solo che l’abitudine a viverci dentro ce lo ha fatto dimenticare. Altrimenti perché mai il neonato appena scodellato si metterebbe a piangere? Qui fa freddo, c’è la fame, la cacca, la sete, la piscia, c’è il male, c’è la malattia, insomma, uno schifo totale. Solo che per assuefazione ci si fa il callo e dopo un po’ ti prende pure una certa allegria. Ingiustificata. Una volta che comprendi che la vita, anche nelle cotture più alte della gioia, è profondo schifo e sofferenza avrai raggiunto il tuo personale nirvāṇa, che non sarà né un qualcosa di simile alla gioia né tanto meno alla sofferenza, sarà solo qualcosa di simile alla pace sostenuta dal distacco, dalla distanza.

Disumanesimo

Leggevo di sfuggita l'editoriale di presentazione del nuovo direttore di Repubblica, Carlo Verdelli. Mi colpisce un passaggio: "L’Internazionale dell’egoismo, del «me ne frego», ha rotto argini che sembravano incrollabili. E l’Italia è un fronte avanzato di questa ondata globale di “disumanesimo”." 

Disumanesimo, che bel  termine, penso. Titolo di un libro di Igino Giordani, confondatore del movimento dei focolari di Chiara Lubich, scritto nel 1949: "Siamo usciti dal secondo conflitto mondiale, ma non dallo spirito di distruzione", dice, alludendo a una città di Satana, a una città degli Uomini e una città di Dio, "dove Dio torna al centro della storia e, per questo, l'uomo diviene la ragione e lo scopo di ogni azione civile e la politica è intesa come vocazione e servizio."

Ti pareva.
Mi dicono: non usare WhatsApp, non usare Telegram che ti controllano! E allora che dobbiamo fare, vivere chiusi in casa con il cappellino di stagnola sul capo? Si vive abbandonati alla corrente onirica, schiavi del Bardo, come dice il libro dei morti, che siamo già morti e forse non lo sappiamo.

In sintesi

Si vive accerchiati dalla paura, degli islamici, degli africani, dei cinesi che hanno comprato i bar delle stazioni (propedeutica all'occupazione degli snodi ferroviari), minacciati dal complotto pluto-giudaico che vorrebbe imporci l'accoglienza e le leggi del libero mercato. Tiriamo su i muri, i dazi, il protezionismo dei prodotti nazionali. Estinzione degli occidentali che non fanno più figli. Diffidenza verso la scienza che vuole ridurci a topi di laboratorio, coi vaccini, con l'irrorazione di sostanze psicotrope calate dai cieli. Arretramento delle magnifiche sorti e progressive che ciarlano di apertura verso le altre culture, i radical chic che pontificano "dai loro attici a New York". La vittoria dei sovranisti alle europee, i padroni in casa nostra. Stampiamo la nostra moneta! Fuori gli stranieri! Riprendiamoci i confini! Ci siamo risvegliati dal sogno della società globalizzata che produce benessere per tutti, ritiriamoci a vita privata e che tutto vada a ramengo, amen.

martedì 19 febbraio 2019

Il mal dei filosofi

Prendo appunti perché i filosofi tendono ad essere prolissi, dicono con molto ciò che potrebbero benissimo dire con meno, si compiacciono, sono dei gran consumatori di carta e nemici giurati degli alberi, si potrebbero ridurre i loro libri di un quarto o di un quinto ad estrarne il succo e ne guadagnerebbero in chiarezza.

Appunti su "Il mondo"

(Per rilassarmi e impegnare il mio tempo nobilmente continuo nei miei studi schopenhaueriani, dopo la Quadruplice radice sto leggendo Il mondo e prendo appunti)

Il mondo come volontà e rappresentazione. Libro I

- Il mondo è rappresentazione, esiste cioè sempre e solo in relazione al soggetto che se lo rappresenta. Un mondo che esistesse in sé, indipendentemente dal soggetto, è una contraddizione, in quanto il mondo appare nella sua determinata forma proprio in ragione del modo in cui viene intuito dal soggetto.

- Spazio, tempo e causalità non sono proprietà di una realtà in sé che agisce sul soggetto dall'esterno, rappresentano invece i presupposti stessi di ogni esperienza possibile e immaginabile, l'a priori, cioè il precedere ogni esperienza, l'esserne la condizione ("L'intero mondo degli oggetti è e rimane rappresentazione [...] detto altrimenti, esso possiede una idealità trascendentale").

- Non si danno oggetti senza soggetti, e viceversa, gli uni presuppongono gli altri. Se vi fossero solo oggetti senza soggetti non vi sarebbe nessuno a percepirli nella loro particolare forma (ogni oggetto esiste in un determinato modo proprio perché è percepito dal soggetto in quel determinato modo), al contrario, l'esistenza del soggetto presuppone implicitamente la presenza degli oggetti, mediati o immediati che siano (oggetti mediati sono le cose, oggetti immediati i nostri propri corpi). Viene superata la disputa sull'esistenza della realtà esterna.

- "Non si conosce mai l'essere, ma sempre solo l'agire degli oggetti". La materia è azione degli oggetti sugli altri, la sua intima essenza si esprime in quell'agire (mia osservazione: "Energia" è ciò che agisce, che ha capacità di agire; osservazione di Schopenhauer: Wirklichkeit che significa "effettivamente reale" ha la stessa radice di Wirken che vuol dire "agire"). La materia si identifica con il principio di causalità, il quale costituisce assieme a spazio e tempo la forma a priori della manifestazione empirica del mondo.

- "Solo la coscienza è data immediatamente, perciò il fondamento della filosofia è limitato ai fatti della coscienza: ossia essa è essenzialmente idealistica".

lunedì 18 febbraio 2019

Fra noi interisti tiene banco il “caso Icardi” con la madonna piangente a Tiki Taka che chiede in ginocchio di essere riammessa in famiglia, Santa Nara s’accascia. (ma io dico, io che parlo di mitologia greca e del Bardo Thodol, io, ‘o filosofo… o tempora, o mores).

La fabbrica dei folli

Allo schizofrenico sottoposto a trattamento insegnano che i ragni che vede non sono reali perché li vede solo lui. Non insegnano invece agli ossessionati dalla politica che i complotti non sono reali perché li vedono solo loro, anzi, con opportuno cinismo i movimenti e i partiti fanno gara a incoraggiarli e ad accaparrarseli, come clienti premium. La fabbrica dei folli.

Ὕπνος (Hypnos)

Nella mitologia greca, Hypnos e Thanatos sono fratelli gemelli. Il primo è il sonno, e regge nelle mani fiori di papavero, il secondo è la morte. Entrambi sono figli di Nyx, la notte. Nel mitico Bardo Thodol, il libro tibetano dei morti, assai apprezzato da quel mistico in camice bianco di Carl Gustav Jung, si descrivono le peregrinazioni della cosiddetta “anima” dopo la morte: il defunto viene assalito da visioni di orrende creature demoniache, catastrofi spaventevoli, piogge torrenziali, diluvi universali che sono le proiezioni della corrente onirica che ci tiene legati al ciclo della vita e della morte, questa corrente è il bardo. Se il defunto comprende che queste sono solo proiezioni oniriche della coscienza prive di consistenza reale allora si libera, più non lo comprende e più viene trascinato in basso dagli incubi fino al livello più inferiore del bardo, l’esistenza “reincarnata” in cui ci ritroviamo, condannati, a vivere. La vita è un sogno (o un incubo) da cui ci si può risvegliare.

(Io, addirittura, per via occidentale sono diventato più orientale degli orientali, essendo che non comprendo bene perché l’Essere, per i buddhisti, debba essere il “vuoto”, il “niente”, per me l’Essere è “l’impossibilitato a non essere”, per via del fatto che il vuoto, il niente, per sua stessa definizione non esiste, non può essere, è un flatus vocis, un nome, un suono che esce dalla bocca e che indica la condizione impossibile della non-esistenza).

domenica 17 febbraio 2019

La democrazia ti dà il diritto di votare ma tu hai il dovere di elevare, te stesso. Tutti ci caschiamo o ci siamo cascati, sentirci parte di una fazione, ma quando entri in una fazione il più delle volte ti sei già giocato il senso critico. La mia indipendenza vale più di tutto, capirlo è un bene, meglio tardi che mai.

Il fracasso è l'applauso delle cose

"Case e oggetti sono ciò che la massa distrugge più volentieri. […] Certamente il rumore della distruzione, il frangersi del vasellame, il fracasso dei vetri, contribuiscono considerevolmente ad aumentare il piacere. Sono i forti suoni di vita di una creatura nuova, le grida di un neonato. La facilità con cui si suscitano li rendono ancora più graditi; tutti si uniscono nel grido, e il fracasso è l'applauso delle cose." (Elias Canetti, Massa e Potere)


Eccoli qui i bei principi della rivoluzione dal basso, la racaille sovranista che se la prende con il filosofo ebreo, eccovela servita la rivoluzione gialla.

Il metodo migliore per stare dalla parte giusta è allontanarsi dal mucchio e badare al proprio, alla propria ecologia personale, che gli uomini più si intruppano nel mucchio e più pensano che questo dia loro licenza di sbruffoneggiare, brutta faccenda.

Crisi dello scrittore

Improvvisamente mi si è raffreddato l'entusiasmo per la scrittura, non la sento più. Può essere un momento passeggero oppure l'eternità, mi sento esaurito, uno sorta di depressione post-coito ma che dura per sempre. Per sempre. Cose irrevocabili che mal si addicono alla vita di quaggiù. Quando ero depresso, ricordo, perdevo la sensazione del corpo, non mi sentivo più le mani, ora che sono stranamente malinconico la stessa cosa mi capita coi pensieri, li sento lontani, come se non fossero i miei. Del resto è pure possibile che questi pensieri non siano davvero i miei ed ora, lungi dall'essere assopito, in realtà mi troverei ad essere il risvegliato. Ha tutta l'aria di essere una reazione allo stress della perdita del lavoro, come se l’organismo non si fosse ancora abituato all'inattività e continuasse per inerzia coi suoi ritmi, sindrome del lavoro mancante. In ogni caso non è una tragedia (quella della scrittura, intendo, la questione lavoro è già più seria).

venerdì 15 febbraio 2019

Grillo contestato dai no-vax reagisce con la consueta eleganza: "Con quello che ho fatto io per 'sto cazzo di paese!". E di grazia, che avrebbe fatto Grillo "per 'sto cazzo di paese"? Qui si credono tutti dei Napoleoni.

giovedì 14 febbraio 2019

"Un commento su Renzi?". Patetico. Penoso. Puerile. 
Io che mi lamento dell'invadenza degli Zero Calcare e dei Saviano devo però considerare che ogni epoca ha avuto i suoi campioncini, ci si dimentica di quando la gente faceva la fila fuori dalle librerie dei Fratelli Treves per l'ultimo libro del Vate, sopra il quale Giacomo Puccini, genio terrestre, ebbe a dire: "O meraviglia delle meraviglie! D'Annunzio mio librettista! Ma neanche per tutto l'oro del mondo. Troppa distillazione briaca e io voglio restare in gamba." (carteggio con Luigi Illica).

Sollievo

Come quel tale pentastellato già biasimato dalla sezione locale di Cerveteri che augura agli abruzzesi che "je possano servì H24 le ambulanze donate dal M5S" e "la neve d'estate e il terremoto d'inverno", con annessa fotostock di meretrici al lavoro esergata dalla scritta "Välkommen till Abruzzo", in svedese, a suggerire una connection fra il compassato abitatore della Svezia e le ferine abitatrici delle lontanissime lande meridionali, quivi rappresentate come infinito serbatoio di bottanazze. L'immaginario di per sé è ridicolo tanto è miserevole, viene però meno il senso del ridicolo quando poi si considera che è tutta gente che va a votare (però almeno non ha vinto Renzi, che sollievo).

Da furore a cenere

Non provo un'eccessiva idrofobia nei confronti di questo o quell'attore politico, fastidio, tutt'al più, ma una cosa passeggera, come per le cose del pallone, la nobiltà aleggia su di me e mi ammanta (o forse è solo indulgenza, noia, rassegnazione).

mercoledì 13 febbraio 2019

Alla Feltrinelli di Piazza Duomo (Milano), oltre a un persistente odore di cane bagnato che ti si incolla addosso come uno spray, ti sommergono subito i vari Saviano e Zero Calcare, ammonticchiati in bella vista come panettoni a Natale, che già di per sé è una bel manifesto politico tu che eri partito con l’idea di procurarti qualcosa di veramente raro, di eccezionale. Va meglio alla Ulrico Hoepli, padre trova perfino il Voyage in lingua originale, solo passabile la sezione filosofica, sovrastata da quella scientifica in rapporto di 1 a 4. Si credono, gli uomini, di sapere le cose perché glielo dice la scienza, ingegneria, giardinaggio, ornitologia, tutti i campi dello scibile ripartiti in settori con certosina puntigliosità alla Bouvard e Pecuchet (vale a dire la vana ossessione della classificazione fine a se stessa). Ma sarò io il brontolone.

martedì 12 febbraio 2019

Il dottor Semmelweis

C'è pure quello che non si lava le mani da 10 anni perché "i germi non sono una cosa reale", complotto, prova ne sia che non sono visibili ad occhio nudo. Laureato ad Harvard nonché a Princeton, pare che abbia scherzato (un situazionista). Non crediate di averla scampata, perché c'è anche un professore di chimica intervistato da Motherboard (Vice) che non si lava tout court da 12 anni, per preservare la flora batterica originaria, dice, e la cosa lo mette pure di buon umore, e da uomo di scienza qual è, oltre ad aver brevettato uno spray batterico aggiungi germi, si è dato anche delle spiegazioni riguardo al quel buon umore: sarebbe legato agli alti livelli di ossidi di azoto sprigionati da un corpo che non si lava, i quali ossidi avrebbero funzione ansiolitica. Chissà com'era felice Tarzan.

Il giorno che il popolo s'è messo in proprio

Il giorno che il popolo s'è "messo in proprio" a produrre lui le cose dell'intelletto ne sono usciti oggettini dozzinali, i scii chimichi, i piani Kalergi, non i Bösendorfer che non sono oggetti che si possono improvvisare, e tuttavia nemmeno le si può dire qualcosa a questa euforia da sottoproletariato di fine impero, pena l'accusa di radicalismo chic o alla peggio di disprezzo verso la povera gente, come se la democrazia fosse da identificarsi tout court con il popolo e non invece con il sistema che gli permette di votare, che poi implica almeno la responsabilità di ragionare. E pensa che non sono nemmeno laureato.
"Mi leggono solo in 5 o 6, gli italiani sono fuori di testa".

Not in my name

Galli Della Loggia si dice pentito di avere votato i cinque stelle, "Abbiamo sottovalutato la loro stupidità", "Abbiamo fatto un’errata apertura di credito", "abbiamo pensato che...". Abbiamo, abbiamo, "Abbiamo" cosa? Tenga giù le mani, prego, io non la conosco, non sono laureato ma le cose le capisco, le mie aperture di credito me le faccio da me e se anche sbaglio io sbaglio per me. (Ma che ci hanno fatto i grillini ai professori, il lavaggio del cervello? Ma quale speranza di che cosa? E questi poi sarebbero "gli intellettuali"? Sfido che ormai non contano un cazzo fritto).

lunedì 11 febbraio 2019

(amico Ice mi sta dicendo: siamo rimasti in pochi a leggerti, pochi ma buoni. Elitari. Carbonari. Carbonellari. Non so nemmeno io perché continuo a scrivere, senza ragione. E tuttavia, deve esserci sempre una ragione? Avanti popolo: dissipare, disperdere, dileguare, fino alla fine)

Cioccolato i.a.c.p.

Giungono notizie inquietanti dal Venezuela, donne e ragazzine costrette a prostituirsi in cambio di cibo, ma è veramente così o è solo propaganda antipopulista? Siamo andati a verificare. Noi non abbiamo trovato un paese allo sbando, al contrario, abbiamo visto un senso della comunità splendido, tantissimi bambini che giocano in strada e non alla playstation, un grande rispetto per gli anziani, cose che ormai in Italia non si vedono più. E per quanto riguarda la libertà di stampa, d'accordo, lì non fanno che parlare di Maduro, ma da noi non si cantano le lodi a Di Maio tutti i santi giorni?

(*)

domenica 10 febbraio 2019

L'inganno del libero arbitrio

Alberto Einstein: ”Sinceramente, non capisco che cosa intendano le persone quando parlando della libertà del volere. Provo un sentimento, per esempio, di volere questo o quest’altro; ma che relazione abbia con la libertà non riesco affatto a capirlo. Sento che voglio accendere la pipa e lo faccio; ma come posso collegarlo all’idea di libertà? Che cosa c’è dietro l’atto del volere accendere la pipa? Un altro atto di volontà? Schopenahuer una volta disse… l’uomo può fare ciò che vuole ma non può volere ciò che vuole.” (”Der Mensch kann was er will; er kann aber nicht wollen was er will”).

Non riesco a comandare il mio essere, dice lo scontento, vorrei mettermi l’anima in pace ma non mi rassegno mai completamente. 

Qui si commette l’errore di pensare che l’atto di volontà parta da noi, creato sul momento come si crea una statuetta da un pezzo di legno, ma l’impulso del volere parte per conto suo, quando pensiamo “io voglio” il volere ha già bussato alla porta.

Certo, costruiamo ponti che scendono nell’acqua e deviamo il corso dei fiumi, volere è potere (homo faber), ma è un ingannarci, un consolarci nella speranza di essere padroni del nostro destino. Siamo invece agiti da forze che ci comandano, la libertà è un sogno e noi sogniamo di essere liberi.

sabato 9 febbraio 2019

La decomposizione dei corpi intermedi

La cosa che dà più fastidio a noi comuni mortali rimasti senza un lavoro è questo perenne gigioneggiare della politica, lo spettacolino autoreferenziale dei giornali, la produzione compulsiva delle news, la fuga dalla realtà, per cui ad un certo punto bisogna dire basta, viene quasi naturale staccare la spina, per fastidio, o per rassegnazione. Quegli altri ancora a discutere in punta di fioretto di libero mercato, i sindacati dei destini del proletariato (dico, Landini, mai stato così trattato male da un patronato come quello della CGIL, mi sono servito di quello degli artigiani, mi hanno già fornito di avvocato del lavoro): la decomposizione dei corpi intermedi.

lunedì 4 febbraio 2019

Il fondamento della morale

"Predicare la morale è facile, motivarla è difficile". Questo lo Schopenhauer, Della Volontà nella Natura. La citazione in esergo a Il fondamento della morale, trattazione scritta dal nostro per rispondere a un concorso indetto dalla Reale Società di Danimarca, rispedita al mittente con disonore per via "delle gravi offese recate a parecchi grandissimi filosofi degli ultimi tempi", vale a dire Hegel (e chi sennò?), Fichte e Schelling. Ma anche la ragione pratica di Kant viene liquidata come un sofisma, quando non addirittura come una puttanata colossale, proprio perché colpevole di essere una petitio principii, di pretendere di dimostrare nella conclusione ciò che era già stato illegittimamente assunto come premessa, una "bolla di sapone a priori". Il vero fondamento della morale, l'unico, tutt'altro che razionale, è per Schopenhauer il sentimento della compassione, l'immediata partecipazione alla sofferenza di un altro. Ma appunto è un moto misterioso, stupefacente, il vero mistero dell'etica, dice. E' un moto estemporaneo, che secondo il carattere di ciascuno viene naturale e spontaneo oppure ha bisogno di essere esercitato, come una ginnastica, quando non addirittura prima concepito, con l'intelletto. Schopenhauer rade così al suolo un millennio di etica, che ancora oggi non si vede come la si possa riedificare, semplicemente non si può (più), una volta spogliata l'etica delle pretese teologiche, metafisiche e razionaliste rivestirla per pudicizia è diventato impossibile.

domenica 3 febbraio 2019

Se nemmeno l'io e padrone in casa propria figuriamoci tu che pretendi di esserlo in casa tua. Forse accadrà quando non ti sarà rimasto nessuno e vivrai i tuoi giorni in completa solitudine, perché non si è liberi che essendo soli, come dice lo Schopenhauer, tuttavia in una casa il cui vero padrone resterà sempre il locatore. Morale della favola: non si è liberi affatto, così dentro come fuori. (lo so che la casa voi ce l'avete, è per questo che vi auguro di perderla).

Ah, sudamerica

In sudamerica c'è sempre un generale che deve garantire per te, altrimenti sei fritto, hanno ancora la psicosi dei barbudos che rovesciano le élite così ben accomodate nella loro corruttela, per cui preavvisano il popolo anticipando in loro vece l'eventuale bagno di sangue, perché le cose pericolose vanno lasciate ai professionisti. Adorabili canaglie.