martedì 5 maggio 2015

La democratura

Ci siamo, dunque, è fatta. Io mi sentirei uguale a prima e questo la dice lunga sulle capacità mimetiche delle nuove dittature, probabilmente non ne rimarrà traccia nemmeno nei libri di storia. Io continuo a riprendere in mano l'argomento, ad attaccarlo da diversi punti di vista, ma è come plastilina, appena lo tocchi prende un'altra forma e occorre rimodellare tutto da capo. Un argomento pro-Italicum è quello per cui potrebbe favorire una clamorosa vittoria dei grillini al ballottaggio, altro che dittatura renziana. Può essere, valutate voi. Io continuo a pensare che la ragione sufficiente di una democrazia sia quella di garantire la possibilità dell'alternanza e la pluralità dei soggetti politici. La questione della rappresentatività è legata anche al momento storico. Poi, come scrive Luigi, il popolo può anche essere bue (o «plebe»), in questo caso potrei pensarla come lui, e quindi pensare che per dare più sostanza alla forma democratica occorrerebbe avere un popolo all'altezza, e io credo che da questo dipendano le sorti ultime della qualità democratica, perché è la politica che si conforma alla fisionomia del popolo e non viceversa.